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ATTENTATO DI BRINDISI: chi STATO?

DI GIANNI LANNES
Su la testa !

Se
non fosse una tragedia sarebbe una cronaca marziana, pardon, quotidiana. Allora: il primo ministro abusivo Monti incontra le studentesse della scuola Morvillo-Falcone, l’istituto dove si
consumò la tentata strage del 19 maggio scorso. Un evento che causò la morte della giovane Melissa Bassi (16 anni) ed il ferimento di sei studentesse, tra cui Veronica Capodieci, rimasta ricoverata per diverse settimane in condizioni molto gravi a causa
delle ferite riportate. Alcune di loro hanno guadagnato conseguenze fisiche permanenti, come in un caso la perdita quasi completa dell’udito.All’avvio dell’anno scolastico la nuova preside Rosanna Maci ha fatto allontanare le telecamere fuori dal cancello per un momento di riflessione nel cortile scolastico. Ai microfoni di Servizio Pubblico, Ennio Penna, trent’anni passati in carcere e padre di Ercole, ex capo clan proprio di Mesagne e oggi collaboratore di giustizia, ha spiegato subito che la Scu «non ammazza i bambini, lo dice uno della vecchia guardia, questo è un atto di terrorismo politico».

Titolone lampo del Fatto Quotidiano: «Tre ordigni contro scuola, morta studentessa. Il capo dell’Antimafia Grasso: “Terrorismo puro”.
Melissa Bassi aveva sedici anni. Una ragazzina, in prognosi riservata dopo intervento, lotta per vivere. Altre due sono gravissime. Trovato il timer. La sopravvissuta: “Ho visto la morte in faccia” e i testimoni: “E’ stato un inferno”. Il vice capo della Polizia Cirillo: “E’ stato un attentato bestiale”».

Ecco, appunto, il timer: dov’è finito?
La versione ufficiale racconta che tre bombole di gas, occultate all’interno di un cassonetto, siano state fatte esplodere mediante un timer regolato alle 7:45, all’interno di un cassonetto di rifiuti.
Una bombola pesa almeno 15 chilogrammi. Un peso di circa 50 chili, impensabile che una persona sola abbia potuto effettuare l’operazione, è certamente probabile che gli attentatori si siano serviti di un mezzo meccanico, munito di un elevatore, comunque chiunque sia stato, ha potuto trafficare nei pressi del cassonetto per diverso tempo e indisturbato. Quanto alle anomalie esplosive. I Gpl sono gas pesanti, che vengono mantenuti e trasportati allo stato liquido in contenitori a pressione, un gas liquido che assomiglia all’acqua. Quando si consuma l’esplosione la palla di fuoco irraggia l’area circostante e tutto viene incenerito con gli effetti di quel tipo di deflagrazione, schegge, detriti e onda d’urto.

Apparentemente, in questo attentato anomalo non c’è movente, non c’è mandante, le prove sono “andate distrutte” a Roma lo scorso luglio presso il Balipedio delle Polizia, a causa di uno strano incendio. Solo l’esecutore materiale, “reo confesso” (che aveva una situazione finanziaria difficile) è in galera. L’attentato è andato in onda a due giorni dalle elezioni. Allora: repetita iuvant. Cui prodest? A chi giova questo strazio? A volte i ritornelli musicali del passato tornano utili: bomba o non bomba arriveremo a Roma (e dintorni). Con la strategia della tensione si ottengono due risultati: il terrore nella popolazione e la richiesta dell’opinione pubblica di sistemi autoritari.

Regia istituzionale – Il copione è stato già collaudato con profitto dagli anni ’70 in poi. Spaventare a morte la gente che invocherà maggiore repressione e controllo dalle autorità centrali. Bisogna riconoscere che quanto meno i registi nell’ombra hanno studiato i rudimenti della sociologia d’accatto. Un indizio non fa una prova, ma in questo caso i reperti sono andati misteriosamente distrutti. Alle 4 di notte di lunedì 2 luglio c’è stata un’esplosione nel laboratorio della Polizia scientifica all’interno della Direzione centrale della Polizia a Roma. Si tratta di un mastodontico complesso sulla Tuscolana che riunisce tutti gli uffici centrali e i reparti del ministero degli Interni. Non risulta esserci nessuna ipotesi di dolo, e quindi il colpevole sembra essere (per il gran caldo) l’anticiclone Caronte. Ma nell’incendio sono andati distrutti alcuni reperti che erano nel laboratorio per essere analizzati: risultano infatti mancanti reperti dell’ordigno scoppiato dinanzi alla scuola “Morvillo-Falcone” che vede come imputato unico il 68 enne Giovanni Vantaggiato (un imprenditore di Copertino). Un altro eccellente sospettato è il ponentino che non è intervenuto con la
sua brezza per arrecare un po’ di sollievo. L’incidente è avvenuto nella notte con discrezione, così come con altrettanta discrezione e senza fretta è stata diffusa la notizia una settimana più tardi.
Prima di questo episodio, avevo dubbi solo sulla nazionalità di appartenenza degli ideatori e dei responsabili materiali. Un segno dei tempi di crisi? A quanto pare sono entrati in gioco alcuni dilettanti dell’Intelligence tricolore. In fondo la vita è tutta un caso ed è un caso che proprio quel laboratorio della Polizia di Stato si sia incendiato per autocombustione. Per puro caso conosco il Balipedio che ho visitato in passato per la mia inchiesta sull’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin. In loco, a suo tempo, era stata trasportata per ordine dell’allora presidente Carlo Taormina, l’auto taroccata del duplice omicidio (Il Manifesto, 18 marzo 2006), al fine di manomettere la dinamica balistica dell’agguato mortale. I sistemi di sicurezza e di antincendio sono all’avanguardia ed è inspiegabile se non quasi impossibile l’accaduto del 2 luglio scorso, poiché l’area è costantemente controllata da poliziotti e telecamere. Ergo: più di qualcosa non torna. Approfittiamo per ricordare la borsa con esplosivo ritrovata (o meglio, fatta ritrovare) mesi fa dentro al Colosseo e liquidata subito come opera di “buontemponi”. Nessuna rivendicazione ovviamente.

Manganelli, il capo della polizia eternamente abbronzato, ha elogiato gli uomini (100 investigatori, tra Digos, Sco, Ucigos e Anticrimine di Roma) che hanno condotto le indagini e lo stesso soggetto il quale – intasca 650.000 euro di stipendio all’anno – si rammaricava che, dopo la sentenza per i fatti di Genova, certi funzionari adibiti all’indagine su Brindisi, dovevano rassegnare le dimissioni. Malgrado i positivi risultati ottenuti, secondo lui. Ho trascorso quasi due anni protetto da uomini e donne della Polizia di Stato verso cui ho stima, ma queste dichiarazioni del numero uno pro tempore sono allucinanti.

Teatro poliziesco – Per quanto riguarda gli esecutori materiali, Vantaggiato, dopo l’errore imprevisto che ha causato la sua cattura, ha ovviamente negato di avere dei complici (impossibile per quel tipo di attentato) e dei mandanti, in quanto sa che probabilmente verrebbe suicidato in carcere. L’incapacità di dare motivazioni credibili nelle prime ore dopo l’arresto ne sono la conferma. E questo perché la messa in scena è stata approntata in modo a dir poco dilettantesco. Alcune semplici domande. Come mai tre bombole di gas esplose non hanno lasciato nessun cratere, anzi nessun segno visibile a parte una piccola macchia scura sul suolo come se fosse stato acceso solo un piccolo fuoco per fare un pic-nic. Come mai sono stati trovati (nel resoconto della stessa polizia che è intervenuta subito dopo l’ esplosione) pezzi delle bombole sulla terrazza al 10 piano di un edificio distante almeno 400 metri in linea d’ aria dal punto dell’ esplosione e una saracinesca di metallo (questa l’ ho vista con i miei occhi) tranciata come burro ad una distanza di 250 metri, oltre allo sfondamento della retrostante vetro antiproiettile e antisfondamento e, allo stesso tempo, il presunto manovratore del telecomando era ad azionarlo a non più di 20 metri (dall’ altra parte della strada) tranquillo, senza temere nessuna scheggia dell’esplosione di cui una ha ridotto in quel modo quella saracinesca di ferro a 250 metri di distanza ? E come mai le schegge non sono andate in egual misura in tutte le direzioni ? Infatti dalla parte del chiosco non è stato trovato neanche un frammento di scheggia. Come mai la ringhiera, il cancello della scuola ed il muretto erano assolutamente intatti con l’ erbetta ancora verde e addirittura due fiori che, il giorno dopo l’ esplosione, spuntavano dal cemento a non più di mezzo metro dal punto della presunta esplosione? Per quanto riguarda la ringhiera , per essere più precisi, evidentissima era la messa in scena: due barre mancanti (a causa del tremendo spostamento d’ aria causato dall’ esplosione) e le sbarre adiacenti.

Vi siete mai chiesti perché nei video (che fanno vedere tutti i tg) in cui c’è il famoso uomo che utilizza il telecomando che innesca l’esplosione il viso non si vede mai? E’ volutamente offuscato. Forse perché non è Vantaggiato? Così quel minus habens dei servizi segreti (stipendiato con denaro pubblico) che si era fatto filmare dalle telecamere di sicurezza può stare un po’ più tranquillo e continuare sul web a negare l’evidenza delle scie chimiche.

Risarcimento fantasma – La Reale Mutua non risarcisce le ragazze.
L’assicurazione sembra non voler riconoscere alcun risarcimento per le ustioni riportate dalle studentesse vittime dell’attentato alla Morvillo Falcone, in quanto “Danni estetici”. Non smorza le polemiche, anzi le alimenta la dichiarazione di Luca Filippone, vice direttore generale della compagnia assicurativa Reale Mutua con cui la scuola ‘Morvillo Falcone’ aveva sottoscritto la polizza per infortunio. Tra le clausole del contratto, lì dove sono indicati i massimali e tutti i casi in cui è previsto l’indennizzo, è previsto che soltanto gli interventi chirurgici per la limitazione dei danni da ustioni sono coperti da assicurazione. Non si tratta di cifre ingenti, ma quantomeno il diniego è meno perentorio. Per il resto viene confermato che i danni da ustione sono considerati di tipo “estetico” e non “funzionale”. Quel tipo di mutilazioni, segni indelebili di un dramma, non saranno comunque oggetto di liquidazione da parte della società che ha però deciso di offrire, a proprie spese, due stage ad altrettanti studenti dell’istituto professionale per la moda e per i servizi sociali.
L’amministrazione comunale di Brindisi prenderà in esame il caso di Anna Canoci, la 18enne di Tuturano che ha perso quasi del tutto l’udito. Per il senatore Idv Elio Lannutti è il Governo a dover intervenire “per imporre alla compagnia Reale Mutua assicurazioni, protetta da un Isvap inerte, il rispetto dei diritti degli assicurati che hanno sostenuto ingenti spese mediche e devono ancora sopportare lunghi e penosi periodi di degenza ospedaliera”.
Monti, però non ci sente.

Memoria infinita – Non bisogna mai dimenticare la strage di Brindisi.
Perché doveva essere una strage. E’ morta solo, e diciamo solo, una ragazza di 16 anni. Una povera vittima innocente che conferma la inettitudine dei servizi segreti dello Stato che hanno organizzato quell’ attentato. Istituzionalmente Aisi & Aise dovrebbero essere sotto controllo parlamentare del Copasir, presieduto da Massimo D’Alema. Insomma, erano più bravi negli anni ’70-’80, quando facevano saltare in aria treni e crollare stazioni mietendo tante vittime ancora senza giustizia. Tutto ciò che ci comunicano le fonti ufficiali e i mass media al soldo del regime è superficiale o distorsivo, tutto ciò che non sappiamo è la verità.

Gianni Lannes
Fonte: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it
Link: http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2012/09/attentato-di-brindisi-chi-e-stato.html#more
14.09.2012

Pubblicato da Davide

  • vimana2

    Per me è stato Mario Monti è company…..nn dico altro.

  • RicBo

    Lannes, se lei sa qualcosa ed ha prove, lo dica e finiamola. Insinuare e lanciare accuse a destra e manca senza prove non fa altro che renderla poco credibile.

  • fefochip

    strategia della tensione?
    benissimo dove sono i profitti di questa strategia? si sarebbero già dovuti vedere perche adesso ormai fare leggi “stringere il cappio” antiterrorismo mi pare un pochino tardi .
    o si faceva sull’odna emozionale o adesso è troppo tardi.
    dove è insomma il cui prodest?

    1 chi cavolo ha detto che debbano per forza pesare 15 kg l’una?
    esistono bombole di tutte le dimensioni e il peso può essere ridotto non riempiendole del tutto .
    2 chi dice che il tizio avrebbe dovuto sollevarle tutte e tre insieme?
    poteva benissimo aver portato il bidone e poi averlo riempito con una bombola per volta.
    per forza doveva essere visto?perche?

  • Ercole

    la storia ce lo ha insegnato,le stragi sono di STATO,svegliamoci un po tutti.

  • Mattanza

    Ma tu cosa hai mangiato?
    Perche,uno non puo’ esternare i propi sospetti senza aver prove?
    Che ti pare tanto sgangherata come ipotesi la sua?
    Riprenditi.

  • Fabriizio

    Ahimè concordo con RicBo.

    E di bombole di gas esistono da 500 grammi,

    da 1, 2 e anche 5 kg, oltre le grandi da 15 kg.

    Io al campeggio uso quelle da 2 kg ad esempio.

    Ci vuole molto a metterle dentro un cassonetto ?

  • Fabriizio

    questa non era una strage – era un vecchio megalomene accidioso …

  • andyconti

    Si, nelle condizioni di Brindisi.

  • andyconti

    Non emanano leggi speciali ad ogni attentato, chi conosce il manuale della guerra civile a bassa intensita’ sa benissimo che la strategia si basa su una lunga serie di piccoli attentati.

  • andyconti

    Si, come Osama.

  • Primadellesabbie

    Le guerre sono una buona occasione per ampliare e rafforzare gli apparati spionistici, le dittature anche. Nel secolo appena trascorso il Paese ha partecipato a due importanti conflitti caldi e ad uno freddo e abbiamo ospitato una lunga dittatura. Teniamo conto che i ‘servizi’ sono anche strutture burocratiche e, come tali, tendono a non sciogliersi mai e, al contrario, a ramificare. I pretesti si trovano sempre. Fonti forse attendibili sostenevano, non molto tempo fa, che avesse collaborato con l’intelligence d’oltre oceano un italiano su cinque. Il giorno in cui divenisse pubblica la reale dimensione della rete chiamata Gladio ne vedremmo delle belle. L’attuale governo ha, recentemente, invitato alla delazione, per ragioni patriottiche e morali naturalmente. Così, tanto perché non si disperda questo know how nazionale. Chi può dire quante fazioni siano all’opera? Non sarebbe per nulla strano che in questo contesto venissero messi in atto pasticci come quello brindisino, se questo fosse il caso, la scelta della località potrebbe rappresentare un messaggio per il Visconte? – P.S. = Propongo di dotare i naïf che si fanno solo i fatti propri di qualche segno distintivo in modo da trovarsi per qualche scampagnata se scoprissimo di essere in numero sufficiente.

  • redme

    …signora mia….non ci sono più i complottisti di una volta…..

  • RicBo

    Perche,uno non puo’ esternare i propi sospetti senza aver prove?

    Al bar davanti ad una birra si, da un giornalista d’inchiesta articoli come questo sono inaccettabili.
    Si può dire che è molto sospetto il fatto che certe prove siano andate distrutte, che il reo confesso è poco attendibile e che sta coprendo qualcuno, ma poi ci si deve fermare li.
    Tutto il resto (peso delle bombole, serrande divelte da schegge, potenza dell’esplosione, presenza di fuoco) è aria fritta.
    Piuttosto trovo strano che nella furia iconoclasta contro lo Stato, Lannes abbia abbandonato la pista mafiosa, solo sulla base di una dichiarazione di un mafioso.

  • radisol

    Bah … sicuramente nella versione ufficiale quadra ben poco e tutti i dubbi sono legittimi … assurda poi la distruzione delle prove causa caldo ( alle 4 di notte, poi ) …. ma tutto diventa ridicolo, nell’articolo di Lannes, con la battuta sulle “scie chimiche” ….. che minchia c’entra ? … a meno che non è stata piazzata lì per dare un segnale preciso a qualcuno … ed allora la tesi che Lannes ne sa di più diventa credibile …..

  • radisol

    Si, ma questo attentato non è “piccolo” per niente … e probabilmente nelle intenzioni voleva essere anche più grave come conseguenze in termini di morti e feriti ….. ed effettivamente sul piano di eventuali “leggi speciali” non è poi successo nulla …. certo, la versione ufficiale non regge minimamente … ma non stiamo nemmeno parlando di una Piazza Fontana che cambiò il corso della storia …. insomma, non esageriamo ….

  • Ezechia

    Salve signor Lannes,
    ho letto l’articolo e ad essere sincero anche io (..come tutti del resto..) mi sono chiesto se esso possa ascriversi al gesto di una persona che molti definiscono un folle, ma che per me coincide più con una persona esasperata che ha perso fiducia nel prossimo, o se effettivamente ci sia alle spalle una regia occulta di qualsivoglia natura. Ora, questo non lo so, spero soltanto che le indagini “ufficiali” riescano a fare luce sul caso così da non lasciare la popolazione con un ulteriore senzo di disagio e di insicurezza, tuttavia non posso non farle notare che forse non si è ben informato o forse le sono sfuggiti gli ultimi sviluppi sul caso. Cioè, mi riferisco al timer che lei menziona e che sostiene non sia mai stato trovato.
    1) Non è stato trovato semplicemente perchè non ce n’è mai stato uno. Quella del timer è stata una semplice ipotesi iniziale, a ridosso dell’attentato, poichè si sospettava che come spesso accade chi prepara “il colpo” sia al momento della deflagrazione comodamente da qualche altra parte. Le immagini video ampiamente diffuse dimostrano evidentemente il contrario, cioè l’attentatore si trovava esattamente in loco ed ha azionato lui direttamente, tarmite un telecomando, l’ordigno esplosivo.
    2) Sul fatto che l’ordigno confezionato possa avere avuto un peso notevole e quindi difficilmente manovrabile da una sola persona, sono d’accordo anche gli inquirenti che svolgono le indagini ufficiali, e non è un segreto, ma grazie ad alcuni testimoni si srebbero individuate già alcuni possibili complici proprio nei suoi familiari.
    3) In quanto al trafficare indisturbato nei pressi del cassonetto, mi sembra che sia stato già ampiamente spiegato che il cassonetto stesso è stato preparato in un altro luogo contestualmente alla costruzione dell’ordigno e solo successivamente trasportato vicino alla scuola (l’assenza del cassonetto azzurro in quel luogo nei giorni ed ore antecedenti l’attentato, è stata testimoniata anche dalle stesse ragazze dell’istituto Morvillo Falcone). Quindi scaricare un cassonetto è un operazione che due persone possono compiere abbastanza velocemente senza essere viste da nessuno, soprattutto se fatto alle tre di notte, senza dover “trafficare”.
    4) Per quanto riguarda le “anomalie esplosive”, tra l’altro notate fin da subito dai maggiori esperti di esplosivi, hanno trovato spiegazione nel fatto che le bombole come appurato dagli investigatori e confessato dall’attentatore, erano vuote…cioè non contenevano gpl (i cui effetti sarebbero stati devastanti, basti ricordare l’incidente di Viareggio), ma semplice polvere nera, la stessa che si usa per confezionare giochi pirotecnici, che essendo considerato esplosivo a basso potenziale è facilmente reperibile in commercio.
    Per quello che riguarda poi la teoria secondo cui i soliti “poteri occulti” vorrebbero una nuova strategia della tensione, non riesco a capire la loro strategia. Cioè se avessero voluto mantenere alta la tensione non avrebbero fatto catturare una persona: che tensione c’è se il colpevole viene assicurato alla giustizia? In più se si sceglie un colpevole che invece di dichiararsi affiliato a chissà quale organizzazione criminale ed occulta dichiara solo di essere incazzato con il mondo, si escludono altre possibilità di realizzare stragi, cioè sarebbe come si dice il “gesto siolato di un folle”. Quindi, appunto, tolto di mezzo il folle, niente più tensione, niente più insicurezza niente di niente. L’altra domanda che mi pongo è: ma se questi “poteri occulti” devono appunto rimanere tali, perché far compiere un gesto del genere ad una persona comune, lasciando in giro un potenziale testimone? L’attentatore potrebbe confessare di avere preso ordini da qualcuno…perché quindi non usare un timer, come ipotizzato fin dall’inizio, e far rivendicare il gesto da qualche sigla fantomatica con la minaccia di colpire ancora? La strategia della tensione che io sappia si attua così…

  • Truman

    @RicBo: dici trovo strano che nella furia iconoclasta contro lo Stato, Lannes abbia abbandonato la pista mafiosa…
    Questo dimostra che Lannes sa di cosa parla. La mafia è forte quando non esiste (nel senso che nessuno vuole riconoscere la sua esistenza). Essa è sotto molti aspetti il contrario del terrorismo. Si nasconde nell’ombra e fa accordi con le istituzioni, non vuole apparire ma vuole controllare gli affari e il territorio.
    Il terrorismo è un’altra cosa. “Il terrorismo è la guerra degli sconfitti, che non vogliono continuare ad essere sconfitti, e che sperano di non essere più oltre sconfitti.” diceva Raniero La Valle (http://www.ilbarbieredellasera.com/print.php?sid=11913). La mafia oggi è vincente e questo Lannes lo sa. E allora non combatte le guerre degli sconfitti.

    PS: La visione di La Valle è parziale, c’è anche il terrorismo di stato, anzi oggi esso è la principale forma di terrorismo, ma questo non cambia il discorso sulla mafia.

  • Fedeledellacroce

    “La strategia della tensione che io sappia si attua così…”
    Ma quante cose che sai.
    Invia un’altra volta il tuo post e ne avremo una conferma.

  • RicBo

    Truman, sai bene quanto me che ci sono più tipi di mafia, è tutto uno spettro di gestione del potere e di comportamenti sociali, che va dall’organizzazione criminale vera e propria, quella parte che ora si è evoluta, ha fatto studiare i figli alla Bocconi ed investe in borsa (quellache, come ben dici, non “esiste”), e finisce nei comportamenti sociali che Impastato definiva “mafiogeni”, che non necessariamente fanno parte di affiliati a bande o cosche, e che in sè includono anche il sempiterno sentimento della vendetta.
    La Puglia da questo punto di vista è una regione a “macchia di leopardo”, in cui zone a forte cultura violenta, mafiogena e con presenza di bande organizzate (che + o – sono il foggiano, il brindisino ed il tarantino), convivono con zone più “libere” e solidali (ed io accuso Vendola di avere cristallizzato questa situazione, ma questo è un altro racconto).
    Lannes è pugliese e sembra ignorare la composizione sociale della sua regione, che ad un esame attento potrebbe sì aver generato un personaggio come l’attentatore di Brindisi, per il quale l’unica certezza che ho è che copra qualcuno e nasconda il vero movente (ma anche chi indaga la pensa così)

  • andyconti

    Mah, visto che era sotto elezioni bisogna vedere loro cosa si aspettavano. E poi mica sempre gli va bene.

  • Aironeblu

    Trovo le argomentazioni di Gianni Lannes riguardo le modalità e la dinamica dell’attentato assolutamente condivisibili, è pieno di elementi che non tornano, a partire proprio dall’individuazione del movente nel gesto stesso del preteso folle isolato che mi ricorda tristemente la figura di un’altro S-Vantaggiato, di nome Pacciani.

    Quanto alle conclusioni, però, mi associo all’osservazione di Fefochip: anch’io a caldo ero orientato a pensare al ritorno delle stragi di stato, per dare una stretta al cordone autoritario, ma poi non ho visto la propaganda che mi sarei aspettato in questa direzione da parte dei media, anzi, il caso si è stranamente chiuso nel silenzio più presto di quanto ci si potesse immaginare.

    Mi sono pertanto fatto l’idea che non si trattasse, naturalmente, di un gesto folle e isolato, nè di un avvertimento mafioso, nè di regolamenti di conti (sarebbe saltato fuori qualche indizio), e nemmeno di un’operazione interna dei nostri servizi. Idea confermta dalla tesi di Gianni Fraschetti, secondo cui l’operazione è ststa un’intimidazione al nostro geverno riguardo agli accordi in corso per la costruzione della Pipeline Southstream in accordo con la Russia, che avrebbe dovuto avere il suo punto di ingresso per l’Europa meridionale, proprio a Brindisi. Due elementi fortemente espliciti, GAS e BRINDISI, e un movente decisamente realistico, visto che il progetto Southstream osteggiato dalla solita Washington avrebbe tagliato fuori il gasdotto yankee Nabucco.

    http://www.nexusedizioni.it/apri/Argomenti/Riflessioni/BOMBA-DI-BRINDISI-LA-CRUDA-VERITA–E–CHE-C-E-UN-GASDOTTO-DI-TROPPO/

  • RicBo

    questa tesi è pura fantascienza, neanche Giacobbo arriverebbe a tanto

  • Ezechia

    Salve signor fedele,
    mi scuso con tutti per aver inviato due volte il post, ma avendo problemi con la connessione ho cliccato due volte sul pulsante ok! per essere sicuro di inviarlo.
    In quanto al suo sarcasmo…faccia come vuole…ognuno è libero di pensare quello che vuole. Forse lei saprà molte più cose di noi… beato lei. Se io fossi come lei non perderei tempo a rispondere ad uno come me su questo sito…

  • radisol

    No, non è pura fantascienza, anche io a caldo mi convinsi di questa tesi e questo potrebbe anche spiegare un “depistaggio” a posteriori dei nostri servizi senza che necessariamente abbiano responsabilità dirette nella vicenda …. si tratta sempre di coprire manovre di stato, anche se di un altro stato …. non si capisce però perchè in questo caso Vantaggiato dovrebbe essersi preso la colpa totale della cosa …. che sia uno molto mentalmente disturbato è evidente, ma nell’attentato, sempre folle, del 2008 aveva comunque colpito quello che considerava un suo nemico personale …. qui è tutta un’altra storia …. ed anche un folle non si prende la responsabilità di una cosa così grossa …..