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ASHURA, GIORNALAME E REPUBBLICA ISLAMICA

FONTE: IONONSTOCONORIANA (BLOG)

Durante le celebrazioni religiose per l’Ashura si sono ripetuti, soprattutto a Tehran, violentissimi scontri di piazza. Chi ha una conoscenza diretta della realtà iraniana non si stupisce gran che; l’Ashura è una celebrazione luttuosa -non una festa nel senso in cui questo termine viene correntemente inteso in “Occidente”- molto sentita da una parte consistente dell’opinione pubblica ed è nota per l’essere un periodo in cui si concentrano e trovano sfogo tensioni sociali di ogni genere. In altre parole, è difficile che non ci scappi il morto, per un motivo o per l’altro; e fino allo scorso anno la cosa riceveva poca o punta attenzione da parte del mainstream.

Quello che è costruttivo sottolineare è il permanere, assolutamente inscalfibile e totalmente impermeabile perfino all’evidenza, di una presentazione mediatica degli eventi iraniani finalizzata in ogni caso alla conferma di un copione che è lo stesso da trent’anni. Il bias denigratorio che lo contraddistingue si basa su pochi punti fermi, primo tra i quali quello che statuisce che la Repubblica Islamica dell’Iran è una dittatura. Le gazzette liquidano in questo modo un paese il cui panorama politico è tra i più variegati e multiformi che esistano, animato com’è da un’opinione pubblica assolutamente indomabile. Da qualche anno, essendo inviso per programma ed intenzioni alle sue controparti “occidentali”, viene definito dittatore anche il presidente in carica; un titolo che nessuno si è mai sognato di adoperare per certi suoi predecessori ritenuti più accomodanti e neppure per i tanti presidenti di altri paesi, giunti a disporre di un potere proporzionalmente maggiore di quello del presidente iraniano utilizzando sistemi sulla cui trasparenza vi sarebbe non poco da ridire. Soltanto la Repubblica Islamica dell’Iran viene sottoposta ogni giorno a puntigliose verifiche di “democrazia” a mezzo stampa.

Di solito la Repubblica Islamica dell’Iran viene presentata come l’unico paese al mondo ad avere l’esclusiva delle esecuzioni capitali, degli arresti e delle carceri. Non più tardi di qualche settimana fa le manifestazioni di piazza nel Regno di Danimarca hanno portato a migliaia di arresti, senza che nessuna gazzetta si sognasse di speculare sul tasso di “democraticità” delle sue istituzioni. Da questo punto di vista si può ritenere per certo che la Repubblica Islamica dell’Iran ha, per le gazzette “occidentali”, il ruolo di capro espiatorio utilizzabile per minimizzare o giustificare a contrario qualunque azione repressiva intentata in “Occidente”. Si ricordi che lo stesso giornalame che stigmatizza gli avvenimenti iraniani plaude istericamente ogni giorno alle fozzedellòddine dello stato che occupa la penisola italiana e non ha esitato ad estendere la definizione di terrorismo a qualunque comportamento potesse venir percepito come lievemente dissonante rispetto agli unici ammessi dal potere “occidentale”, che sono i comportamenti di consumo.

L’incensamento della “dissidenza” fa parte della costruzione a tavolino di una Repubblica Islamica metafisicamente malvagia; il suo peccato originale è quello di ergersi su un mito fondante che non tratta di astratte “libertà” ma di giustizia sociale e di anticolonialismo, cose assolutamente fuori dal concepibile. Un dissidente o un esperto pronto a giurare sull’imminente sfascio delle istituzioni rivoluzionarie e su un crollo che “sarebbe solo questione di tempo” lo si trova sempre.
Lo si trova sempre, da trent’anni filati.
Il problema è che statuire assunti del genere fa a pugni con la realtà. E le gazzette, con la realtà, hanno un rapporto sempre più labile ogni giorno che passa.

La realtà è quella di un assetto istituzionale che dal giorno in cui è nato ha incassato colpi potenzialmente micidiali fatti di guerre di aggressione, di attentati di massa, di boicottaggi economici, di lotte intestine, di uscite di scena di protagonisti e fondatori; di questo assetto istituzionale si auspica il crollo -possibilmente repentino, possibilmente rivendibile mediaticamente a mònito dei nemici prossimi venturi: visto cosa succede a cacciare gli statunitensi a calci?- a seguito di qualche scontro di piazza. Le istituzioni economiche e sociali della Repubblica Islamica controllano ma anche garantiscono (ed è questo secondo punto quello che viene volutamente trascurato dalla “libera informazione”) una percentuale a due cifre del prodotto interno e coinvolgono nel loro funzionamento milioni di lavoratori. Durante tutto il 2009 gli scontri di piazza si sono susseguiti senza che il funzionamento globale delle infrastrutture e dell’economia del paese ne risentisse con evidenza perché esportazioni ed importazioni, relazioni internazionali, traffico aereo e tutte le altre attività che contrassegnano una società postmoderna sono andate avanti senza fremiti apprezzabili, per tacere delle attività economiche legate all’artigianato, alla piccola impresa ed alla sussistenza pura e semplice; l’esplodere degli scontri di piazza può indicare sicuramente l’esistenza di un’opposizione politica vitale ed agguerrita ma che non è certo un buon indice per chi volesse predire un regime change; una predizione che alcuni pennaioli peninsulari hanno fatto poco o punto curandosi del sangue che un evento del genere potrebbe costare. In fondo a loro cosa importa; difficilmente sentiranno l’odore dei lacrimogeni dalle loro redazioni milanesi, romane o fiorentine.

Gli scontri di piazza, da soli, non hanno mai provocato nulla del genere ed il minimo sentore di un intervento esterno -un eufemismo per non dire yankee- come quello auspicato dal giornalame più obeso ricompatterebbe all’istante tutte le forze politiche della Repubblica contro l’aggressione. Alcuni esempi del gazzettismo più affezionato ad una realtà che non esiste hanno a tutt’oggi la spudoratezza di venare le loro produzioni mediatiche di un allucinato nostalgismo pro-Pahlevi.

Il ritratto della società iraniana presentato dal mainstream risulta come minimo scotomizzato, e si limita a presentare in luce favorevole quei settori sociali che i sudditi “occidentali” possano percepire come identici a loro secondo il già citato metro dei comportamenti di consumo.
Un altro aspetto del reale sistematicamente trascurato è dato dagli ottimi rapporti economici che molti paesi “occidentali” hanno con la Repubblica Islamica dell’Iran. L’opinione pubblica dello stato che occupa la penisola italiana vede ogni giorno la Repubblica Islamica bersagliata da invettive isteriche, presagi funesti per definizione e semplificazioni peggio che arbitrarie di dinamiche e di stati di fatto che tutto sono meno che semplificabili. Il fatto che lo stato che occupa la penisola italiana sia il primo partner commerciale di Tehran all’interno dell’Unione Europea, insieme alla Repubblica Federale Tedesca, non viene mai menzionato; ma la realtà è questa.

Una realtà poco utile a chi deve per contratto demonizzare ogni giorno la Repubblica Islamica, e che si trova costretto a servirsi di altri strumenti.

Fonte: http://iononstoconoriana.blogspot.com
Link: http://iononstoconoriana.blogspot.com/2009/12/ashura-giornalame-e-repubblica-islamica.html
28.12.2009

VEDI ANCHE: TEHERAN

Pubblicato da Davide

  • cesare52

    Io non sto con chi giustifica, in base ad un antimperialismo di stampo brezneviano, le botte a chi va in piazza prima e le torture in carcere poi, degli oppositori. Quali essi siano. Qualsiasi cosa vogliano. Prometto che in futuro trattero alla stessa stregua i berlusconiani quando scenderanno in piazza dopo che il Berlusca sarà toccato, finalmente, dalla sentenza MILLS. Non riderò (troppo) ed anzi neanche sghignazzerò in pubblico. Naturamente noi siamo il paese di pulcinella: tutto finisce nel ridicolo. In Iran no, quindi rispetto per chi lotta per la propria libertà. Aggiungerei l’opportuna visita di http://www.abolrish.blogspot.com. condotto da un antimperialista iraniano, di cui mi considerò un fratello e da cui imparo per le notizie dal vivo e senza intermediari cosa sta succedendo in Iran e come una popolazione sta combattendo una rivoluzione oggi, mentre noi ci rimpizziamo di panettone e discettiamo con tanta presunzione ed arroganza di qualcosa di cui ignoriamo l’abc. Gli oppositori iraniani stanno scrivendo pagine di storia e, per me, che rimango malgrado tutto un rivoluzionario, stanno anche sperimentando e creando una nuova teoriaprassi di come si fa una rivoluzione oggi.

  • dana74

    COSA DEVE FARE

    http://www.resistenze.org – popoli resistenti – iran – 07-10-09 – n. 289

    da: http://www.michelcollon.info/index.php?option=com_content&view=article&id=2288:que-doit-faire-ahmadinejad-pour-recevoir-le-prix-nobel&catid=1:articles&Itemid=2
    Traduzione dal francese per http://www.resistenze.org a cura di C.T. del Centro di Cultura e Documentazione Popolare

    Cosa deve fare Ahmadinejad per ricevere il premio Nobel ?

    Dossier «Comprendere il mondo mussulmano» : L’IRAN

    Intervista di Michel Collon e Gregorie Lalieu a Mohamed Hassan

    La minaccia iraniana incombe sull’Occidente? Le elezioni erano truccate? Quale era la vera posta in gioco? Perché gli Stati Uniti hanno sostenuto il movimento di opposizione? Per il nostro dossier “Comprendere il mondo mussulmano”, Mohamed Hassan risponde a queste domande. L’esperto chiarisce le diverse forze che si affrontano in Iran, perché Ahmadinejad si trova così spesso sulle prime pagine dei giornali e come la repubblica islamica graverà sull’avvenire dell’impero statunitense, indebolito.

    I media ci dicono che l’Iran rappresenta una grande minaccia. Come prova le dichiarazioni di Ahmadinejad su Israele e il suo programma nucleare. L’Iran è davvero un paese pericoloso?

    Prima di tutto, dovete sapere che questo famoso programma nucleare è stato avviato durante il regime precedente, quello dello Scià. Con l’appoggio degli Stati Uniti! Inoltre, gli oppositori di Ahmadinejad all’interno e all’esterno del paese hanno portato avanti una campagna, sostenendo la volontà dell’Iran di entrare in guerra con Israele. È falso. L’Iran non vuole entrare in conflitto con nessuno. Vuole soltanto affermare la sua sovranità nazionale. La questione del nucleare deve essere considerata da questo punto di vista. Per il popolo iraniano rappresenta un diritto all’autodeterminazione.

    Ma Israele si dichiara minacciato. E vero che Ahmadinejad nega l’Olocausto?

    No. Ha riconosciuto che l’Olocausto è stato un avvenimento terribile, ma ha sottolineato il fatto che i responsabili di questo genocidio non ne hanno pagato il prezzo mentre i Palestinesi sì. Durante la Prima Guerra Mondiale, la Germania ha attaccato i suoi vicini e ne ha pagato le conseguenze. Per esempio, il Belgio è stato risarcito dalla Germania.

    Qual è la vera posizione di Ahmadinejad ? Egli sostiene che per stabilire quali siano i responsabili dell’Olocausto e farli pagare, si deve studiare questo tragico avvenimento e farne dibattito pubblico. Questo elemento essenziale è tenuto nascosto dalla campagna anti-Ahmadinejad: alcune persone gli fanno delle domande e poi rendono note le sue risposte estraendole dal contesto in cui sono state dette. Inoltre, il problema della responsabilità nell’Olocausto è diventata un tabù. Tutta questa propaganda contro Ahmadinejad mira a destabilizzare l’Iran.

    Perchè ?

    Noam Chomsky ha spiegato nel suo libro The Fateful Triangle che Israele, al tempo dello Scià, voleva costruire un’alleanza con l’Iran, la Turchia e l’Etiopia per stroncare il nazionalismo arabo nella regione. Oggi, Israele vorrebbe che in Iran ci fosse un governo condiscendente. L’obiettivo immediato della campagna contro Ahmadinejad è di interrompere le relazioni tra l’Iran da un lato e Hezbollah e Hamas dall’altro. Questo consoliderebbe la posizione di Israele su due fronti. Innanzitutto i paesi filo occidentali della regione in buoni rapporti con Israele (come l’Egitto e la Giordania) sarebbero rafforzati. Poi, in Palestina, la posizione di Abu Mazen uscirebbe rinforzata e le forze che vogliono resistere a Israele indebolite. Ecco le ragioni della campagna israeliana contro Ahmadinejad.

    La questione palestinese e il programma nucleare non sono serviti ad Ahmadinejad come pretesti elettorali per riunire la popolazione intorno a sentimenti nazionalisti ?

    Questo è quello che hanno sostenuto alcuni oppositori di Ahmadinejad durante la campagna. Sicuramente il popolo iraniano, che ha conosciuto le privazioni con lo Scià, è solidale con i palestinesi. Ma questo non ha potuto rappresentare un elemento cruciale nel determinare i risultati delle elezioni: non è la Palestina che da lavoro e cibo agli iraniani. In realtà, la visione politica di Ahmadinejad si rivolge allo Stato che, per lui, deve controllare tutto. È per questo che è stato eletto dai lavoratori e dai contadini, dagli operai nelle città: queste persone beneficiano dell’intervento statale e della sua politica economica. Al contrario, riformisti come Moussavi (che era sostenuto dall’Occidente) non sono d’accordo con questa visione.

    Qual è la loro posizione?

    Questi riformisti provengono dalla cosiddetta «borghesia del Bazar», una borghesia che esiste da molto tempo nei paesi islamici. È composta dai produttori artigiani associati ai contadini. Al tempo dello Scià, la borghesia del Bazar non era così importante, poiché il paese era dominato dalla borghesia compradora, che utilizzava l’apparato statale e le finanze del governo per commerciare con i paesi imperialisti attraverso l’import-export. I compradores non producevano nulla, non facevano altro che vendere dei prodotti. È per questo che l’economia irania è molto dipendente dall’estero.

    A quell’epoca, la borghesia del Bazar non era sostenuta dai compradores, in modo che non disponesse di capitali e tecnologie. È per questo che essa ha sostenuto Khomeini durante la rivoluzione islamica del 1979. Il sistema economico iraniano è stato così trasformato e con lo sviluppo della borghesia del Bazar, a scapito di quella dei compradores, il paese è passato da uno statuto neocoloniale a un modello indipendente.

    Le persone provenienti dalla borghesia del Bazar videro nella rivoluzione un’opportunità di utilizzare il capitale di Stato per fare un sacco di soldi. E oggi qualcuno di loro è miliardario! I riformisti come Moussavi, Rafsandjani o Khatami provengono da questo gruppo. Li si chiama «riformisti» non perché hanno idee progressiste ma perché vogliono cambiare il sistema economico attuale, riducendo l’intervento dello stato e lasciando più spazio alle privatizzazioni. Questo permetterà a qualcuno di loro di diventare ancora più ricco poiché l’Iran rappresenta un enorme mercato. Questa era la posta in gioco principale delle ultime elezioni e come si è già detto la maggior parte degli iraniani che beneficiano dell’intervento dello stato hanno scelto Ahmadinejad invece del «riformista» Moussavi.

    Secondo voi, queste elezioni non sono state manipolate?

    Certo che no. L’idea che sono state truccate arriva dalla propaganda gestita per isolare Ahmadinejad e stabilire in Iran un governo filo occidentale. È sufficiente analizzare qualche elemento per capire che quest’idea di frode non è seria. Innanzitutto, la Fondazione Rockefeller ha finanziato una ONG per realizzare un sondaggio d’opinione due settimane prima delle elezioni: Ahmadinejad era dato vincitore tre contro uno. In secondo luogo, i nostri media non hanno mai mostrato i dibattiti che sono stati organizzati durante la campagna elettorale in Iran: chiunque avrebbe potuto vedere che si trattava di dibattiti molto aperti e avrebbe potuto capire meglio perché Ahmadinejad è stato eletto dai lavoratori. In terzo luogo, ci si potrebbe domandare: chi sono coloro che sostengono che c’è stato un broglio elettorale in Iran? Perché gli Stati Uniti non si interessano alla democrazia negli Emirati? Perché non c’è una campagna contro l’Afghanistan dove le elezioni sono state chiaramente truccate? Etc…

    Per rispondere a queste domande, si deve comprendere che a seconda degli interessi imperialisti, le elezioni sono definite buone o cattive. Infine, il popolo iraniano ha visto cosa le forze imperialiste hanno fatto in Iraq, in Afghanistan e in Pakistan. È anche una delle ragioni per cui gli iraniani hanno scelto Ahmadinejad, che costruisce un’alleanza antimperialista con paesi come la Cina o la Russia. Al contrario, i riformisti, definiti più «pragmatici», sono in realtà pronti a stabilire buoni rapporti con i paesi imperialisti per commerciare con loro.

    Hillary Clinton ha recentemente ammesso che gli Stati Uniti hanno incoraggiato il movimento di opposizione iraniano dopo le elezioni. Ma non era la prima volta che Washington interveniva nella politica dell’Iran, non è così?

    Nel 1953, in effetti, la CIA ha rovesciato il Primo Ministro Mossadegh. Lui era stato eletto per le sue idee nazionaliste e progressiste. Nel 1951, ha nazionalizzato l’industria petrolifera, provocando l’ira degli interessi anglosassoni nella regione. Un’operazione orchestrata dalla CIA ha sostituito Mossadegh con Mohammad Reza Pahlavi, lo Scià, che ha difeso gli interessi imperialisti nella regione per molto tempo.

    Per gli Stati Uniti era molto importante avere un alleato in Iran, dal momento che il Golfo era stato a lungo dominato dall’impero britannico. Ma, quest’ultimo, dopo gli anni sessanta, si è indebolito e gli inglesi non avevano più i mezzi per finanziare le loro posizioni strategiche in questa regione. Quando hanno lasciato il Golfo, gli Stati Uniti temevano che l’influenza dei sovietici e il nazionalismo arabo avrebbero colto l’occasione per rinforzarsi. È per questo che Washington ha utilizzato lo Scià per interpretare il ruolo del gendarme nella regione e difendere i suoi interessi. Lo Scià ha beneficiato del denaro del petrolio per costruire un’enorme potenza militare e un servizio di informazione solido e spietato: il Savak. In quel momento, due forze si fronteggiavano nella regione: i rivoluzionari, che acquisivano sempre più legittimità tra le masse, come il governo di Nasser o la rivoluzione repubblicana in Yemen; dall’altro lato i filo imperialisti come il regime wahabita saudita, il governo del Kuwait o della Giordania. La dittatura militare creata dallo Scià con l’aiuto degli Stati Uniti ha contribuito fortemente alla vittoria delle forze filo imperialiste.

    Quale era la situazione in Iran sotto la dittatura dello Scià?

    Il popolo iraniano ha sofferto molto sotto questo regime. Come ho già detto, il paese era comandato dalla borghesia compradora, gestita da monarchi feudali e da un regime militarista, in uno Stato semi-coloniale senza la minima volontà di costruire un’industria nazionale. La borghesia nazionale era molto debole e la maggioranza della popolazione era composta da contadini, piccola borghesia e piccolo proletariato. Le differenze sociali erano enormi. Alcuni erano più ricchi di tutto quello che si può vedere a Beverly Hills; al contrario, molti iraniani non avevano mai visto il colore di una scarpa. È per questo che la maggioranza del popolo iraniano ha sostenuto la rivoluzione islamica del 1979 che ha rovesciato lo Scià. La diversità tra le classi sociali, ecco in realtà l’unico modo di capire l’Iran prima e dopo la rivoluzione.

    Come si è sviluppata la rivoluzione? Come l’Iran ne è stato trasformato ?

    Sicuramente, a causa delle enormi differenze tra le classi sociali, alcuni partiti e associazioni volevano cambiare il sistema. Il più importante di questi partiti è stato a lungo il partito comunista «Toudeh». Lo Scià li ha contrastati con forza, ma il suo più grande errore è stato probabilmente quello di lasciare sviluppare l’organizzazione dei Mojahedin del popolo iraniano (OMPI). Questi, si ispiravano alla teologia della liberazione (America Latina), combinando un’analisi marxista delle classi con il pensiero islamico. Lo Scià riteneva che l’introduzione di una nuova teoria, che combinava Marx e Islam, avrebbe ridotto l’influenza del suo principale nemico, il comunismo. Ma l’OMPI era in realtà più di un partito, dal momento che i suoi aderenti avevano una visione realista, come i sandinisti in Nicaragua. Sono diventati popolari e molto influenti. Tuttavia, per rovesciare lo Scià, mancava loro un leader. È per questo motivo che vollero servirsi di Khomeini (che allora era esiliato in Francia), poiché era un leader carismatico e antimperialista. Ma Khomeini aveva un proprio progetto. Così quando fu rovesciato lo Scià, egli affermò subito la sua ideologia e prese il potere. Tale avvenimento ha creato delle tensioni con i Mojahedin del popolo. Le due parti si affrontarono e infine Khomeini s’impose, godendo anche dell’appoggio della borghesia del Bazar.

    Qual era la visione di Khomeini?

    Per Khomeini il potere deve ritornare ai popoli del terzo mondo, oppressi dall’imperialismo. Voleva creare un fronte unito dei popoli e sostenne, ad esempio, i sandinisti in Nicaragua. In questo modo, l’Iran è passato da Stato neocoloniale a Stato indipendente. La prima misura del governo è stata di nazionalizzare il petrolio proprio come aveva fatto Mossadegh. Ha sostenuto la necessità di un parlamento e di un controllo su di esso in base alla religione e all’indipendenza nazionale: la Guida Suprema.

    Dal momento che la candidatura alle elezioni deve essere approvata dalla Guida Suprema, il sistema politico iraniano è davvero democratico?

    La definizione di democrazia è essa stessa una grande domanda. In Iran c’è una democrazia di tipo occidentale, una democrazia di Stato borghese? Certo che no. La Guida Suprema controlla il sistema politico iraniano ma sarebbe ingenuo credere che le elezioni dei paesi occidentali sono esempio di una democrazia migliore. Le elezioni qui da noi si fanno in base a forze che si trovano dietro ai partiti e che non si vedono direttamente. L’Iran è una repubblica islamica e tutti i partiti devono quindi basarsi sulla religione. I partiti laici sono visti come un’invenzione occidentale che potrebbe dividere il popolo e minacciare la sovranità nazionale del paese.

    È proprio questa indipendenza iraniana che infastidisce i paesi imperialisti. Essi non hanno in realtà alcun problema con il fatto che l’Iran sia uno Stato islamico. L’Arabia Saudita è uno Stato islamico dove non ci sono elezioni e i paesi imperialisti non se ne preoccupano affatto poiché l’Arabia Saudita è un paese amico. Il vero problema è che l’Iran ha una visione indipendente
    della sovranità nazionale. Immaginiamo che Ahmadinejad abbandoni la sua idea di indipendenza nazionale e adotti un sistema dove gli interessi imperialisti vengano difesi come in Arabia Saudita: riceverebbe sicuramente il Premio Nobel!

    Pochi giorni fa, Zbigniew Brzezinski, il consigliere di Obama, ha dichiarato che se Israele attaccherà l’Iran, gli Stati Uniti dovrebbero intercettare i suoi bombardieri. Non è sorprendente?

    Brzezinski osserva che gli Stati Uniti sono stati gravemente indeboliti sul piano economico e militare per due motivi. Innanzitutto, i neoconservatori, quando sono saliti al potere, hanno utilizzato l’11 settembre come pretesto per fare la guerra e hanno trasformato in nemico l’intero mondo musulmano. È stato totalmente folle e contro-produttivo per gli Stati Uniti. Inoltre, l’invasione dell’Iraq è stato un grosso errore: non ha rinforzato gli Usa, ma ha procurato loro seri problemi.
    In questo contesto, Brzezinski tenta di trovare delle soluzioni pur tenendo presente che l’obiettivo più importante per gli Usa è contenere lo sviluppo del suo principale rivale: la Cina. Una parte della soluzione consiste nel rinforzare la Nato, poiché questa istituzione può rappresentare una risposta ai problemi dell’occidente in generale e degli Stati Uniti in particolare. È per questo motivo che Brezinski ha avvallato la proposta della Gran Bretagna, della Germania e della Francia di tenere una nuova conferenza internazionale sull’Afghanistan: è essenziale che la Nato non esca sconfitta in Afghanistan come è successo ai sovietici perché essa è la sola che permetterà agli Usa di svolgere un nuovo importante ruolo nel mondo.

    Un’altra parte della soluzione consiste in nuovi partenariati per costruire un’alleanza più forte contro la Cina. In quest’ottica, Brzezinski considera che la politica in particolare verso l’Iran, ma anche verso gli altri paesi islamici e la Russia, non dovrebbe essere aggressiva. Dovrebbe al contrario essere basata sul dialogo e non rimanere intrappolata dalla propaganda sionista di Israele.

    Ecco spiegato il discorso di Obama a Il Cairo. Gli Stati Uniti devono convincere i musulmani, gli indù e la borghesia russa che è più interessante allearsi con le forze occidentali piuttosto che con la Cina. È per questo che Brzezinski ha detto che la collera dei paesi che sono stati considerati come nemici dall’amministrazione Bush deve essere presa in considerazione. Questi paesi dovrebbero ora avere il diritto di utilizzare le proprie risorse. Le ragioni di questo cambiamento politico sono chiare: gli Stati Uniti devono impedire a questi paesi di costruire un altro sistema mondiale per tenerli in un sistema dominato da Washington.

    È segno che le relazioni tra Stati Uniti e Israele non sono più così buone?

    Innanzitutto, non è Israele che detta la politica agli Stati Uniti. È la borghesia americana che decide. Ma c’è un dato di fatto: esiste una profonda divisione in seno all’imperialismo statunitense. C’è una prima corrente, arretrata, che crede ancora che gli Usa possano continuare per la via militare. Ma non è realistico: il paese si trova davanti a un problema demografico e un confronto militare con la Cina è perso in partenza. L’altra corrente, di cui fanno parte Brzezinski e Obama, capisce che è necessario dare prova di tattica e mostrarsi realisti per mantenere l’egemonia USA. Essi sostengono: «Dobbiamo conoscere i nostri punti di forza e i nostri limiti e lavorare su questo. Al fine che la nostra forza non venga percepita in modo negativo ma positivo. La nostra forza deve essere una garanzia per i nostri partner».

    Gli Usa hanno certamente dei legami forti con Israele, ma la questione euro-asiatica (il controllo dell’Eurasia) è la più importante: è là che si deciderà il futuro dell’umanità. Brzezinski vuole quindi controllare la pentola. Sa che la temperatura della pentola deve essere decisa da cuochi molto furbi, non da pazzi. In realtà, se la pentola straborda, brucerà tutto il mondo e gli americani saranno cacciati dalla regione. Ecco spiegata la dichiarazione di Brzezinski sui bombardieri israeliani e il fatto che per la prima volta gli Usa fanno delle concessioni e autorizzano altre forze occidentali a venire nel Golfo. È il caso ad esempio della Francia che ha una base militare negli Emirati Arabi Uniti. Questo testimonia anche la debolezza attuale degli Stati Uniti.

    Note:

    Testi sull’Iran consigliati da Mohamed Hassan :
    – The Persian Puzzle, di K. Pollack (ancien conseiller de Clinton et analyste de la CIA), Brookings Institution, 2004
    – Ervand Abrahamian, Iran Between Two Revolutions, Princeton Studies, 1982
    – Ervand Abrahamian, The Iranian Mojahedin, Yale University Press, 1989
    – Trita Parsi , Treacherous Alliance: The Secret Dealings of Israel, Iran and the United States, Yale University Press, 2007
    – Noam Chomsky, Fateful Triangle: The United States, Israel, and the Palestinians, South End Press, 1983.
    – Zbigniew Brzezinski, An agenda for Nato, Foreign Affairs, septembre –octobre 2009
    – Michel Collon, Quelle sera, demain la politique internationale des USA ?

  • dana74

    cesare52 è vero che stanno riscrivendo la storia, QUELLA PER CUI SONO PAGATI DALLA CIA

  • cesare52

    @Dana74. Noto che il collettivo “provocatori in servizio permanente effettivo” è ritornato dalle vacanze. Speriamo che a “Casa POUND” , al primo piano, funzionino i termosifoni. Mi fa scompisciare dal ridere che proprio lei, gentile Dana 74 (uso un nome proprio per indirizzarmi ad un collettivo) si avventuri a parlare di CIA e di pagamenti. Da quale pulpito viene la predica! E’ proprio vero: alla spudorataggine non c’è mai fine. Lasci stare, con lei la rivoluzione e l’emancipazione dei popoli non c’entrano niente. Lei insozza questi concetti solo con il parlarne. Per il resto, mi scuserà ma non ritengo che ci sia una qualsiasi cosa da rispondere e ragionare con lei e quelli che ha dietro. I conti con certa genia sono stati chiusi, definitivamente a Piazzale Loreto ed a Norimberga. E non credo si possano mai riaprire, per quanto lei e persone del suo stampo si affannino. E mi saluti la signora Mikaela.

  • Maxim

    Gli oppositori iraniani stanno scrivendo pagine di storia e, per me, che rimango malgrado tutto un rivoluzionario, stanno anche sperimentando e creando una nuova teoriaprassi di come si fa una rivoluzione oggi.

    teoria e pratica delle rivoluzioni colorate , tutta roba gia’ vista

  • cesare52

    @maxim. “Teoria e pratica delle rivoluzioni colorate, tutta roba già vista”. Soprattutto da chi non sta in piazza a rischiare le scudisciate, quando va bene, o le fucilate (vedi la povera NEDA) e se arrestati gli stupri e le torture. E ormai rischia da mesi, ogni giorno. Certo dietro la tastiera di un computer, digerendo il panettone, è tutta una altra cosa. Soprattutto quando di rivoluzione non se ne sa una beata mazza e non si è fatto niente di più arrischiato, nella propria vita, che cambiare una gomma forata. Quanto è bello parlare e trinciare giudizi al calduccio e senza rischiare niente.

  • anonimomatremendo

    Il suo peccato originale è quello di ergersi su un mito fondante che non tratta di astratte “libertà” ma di giustizia sociale e di anticolonialismo…

    Ma come ,una volta i fascisti erano i cattivi e adesso sono quelli che garantiscono giustizia sociale?Mi piacerebbe proprio sapere con quali criteri i partigiani di ieri e di oggi si scelgono gli alleati.Perché o i criteri cambiano secondo le mode e gli umori soggettivi oppure devono essere invarianti rispetto a una stessa classe di fenomeni,in questo caso il fascismo nazionale di ieri e di oggi. E allora se é cosí non si capisce come mai oggi i partigiani stiano dalla parte dei fascisti mentre ieri li combattevano, per giunta a fianco delle maggiori plutocrazie dell´ epoca (USA e Inghlilterra)e dello Stato piu´totalitario che la storia aveva mai conosciuto(URSS) .O forse che la teocrazia sociale di Iran non sia fascista?Dimmi che criteri usi e ti diró chi sei.

    PS:attenti,vi puó capitare la brutta sorpresa di scoprirvi nazional-socialisti!

  • anonimomatremendo

    lascia perdere,e´come parlare ai muri.Questi partigiani della “nazione proletaria” pur di vedere esaudite le loro idee di”giustizia sociale”sono pronti ad allearsi col primo teocrate fascista che gli capiti sotto mano.Roba da reparto psichiatrico.

  • cesare52

    @anonimomatremendo. Concordo.

  • pablobras

    “L’IDENTITA’ FASCISTA” – progetto politico e dottrina del fascismo.
    Leggitelo… così potrai parlare con cognizione di causa e capire il senso dell’articolo.

  • pablobras

    ….ma te sei fascista ?

  • anonimomatremendo

    ma quando mai.mi ritengo semplicemente comunista,per questo ce l ´ho a morte coi nazionalisti,sociali o no che siano,e compatisco quei poveri partigiani che si fanno scotennare per amor di patria.

  • anonimomatremendo

    l identitá del fascismo é il controllo del fatto economico e sociale e il corporativismo.Al di la della democrazia pur restando nel capitalismo.per quello da sempre diciamo che il vero realizzatore delle istanze riformiste e´ il fascismo,e chi vuole essere davvero riformista deve avere il coraggio di essere fascista,ed é quello che adesso stanno cercando invano di fare a livello mondiale.noi ovviamente non siamo riformisti,ne´utopici come i democratici,né realisti come i fascisti.noi non siamo per il controllo del capitalismo,siamo per la sua distruzione.spero adesso sia chairo.

  • shuren

    Niente di nuovo qua’, le solite stupidaggini della CIA e i soliti soldi dei soliti oligarchi (in Ucraina furono i soldi del mafioso berezoski, soldi confermati ufficialmente per portare in strada questi 4 stronzi) con l’ unica differenza che questa volta in Ucraina non funzionera’, gli ha funzionato anche in Georgia che piu’ prima che poi cadra’ con il suo dittatorello da 4 soldi, gli funziono’ ai tempi in Romania, la revodittatura aveva funzionato solo a meta’ in Moldova ma ora senza i comunisti non c’e’ presidente, ci hanno provato in Uzbekistan anche gli e’ andata male, in Honduras hanno fatto direttamente il colpo di stato e le repressioni sono quotidiane ma i merdia (mediA) occidentali contano meno di 0, come in Georgia dove TUTTA la rivoluzione e’ stata repressa senza che a nessuno in occidente gliene fregasse UN CAZZO. Ahhhhh ma quella era VERA rivoluzione, quella senza sovvenzione, quella non sovvenzionata, signori ragionate.

  • mazzi

    Potete menarla quanto volete con la vostra retorica, questa non e’ una spontanea sollevazione di popolo e lo sapete bene, questo e’ il solito sporco tentativo di destabilizzazione da parte dei soliti sporchi destabilizzatori. La regia e’ un po’ piu’ complessa, per gli effetti speciali non hanno badato a spese, il resto lo fanno i cretini che reggono il gioco – gli stessi che tuonarono contro Saddam Hussein il momento in cui il maestro d’orchestra ha alzato la bacchetta (un paese ridotto in briciole, piu’ di un milione di vittime civili). Ricordiamoceli costoro se per caso avranno il coraggio fra un po’ di ripresentarsi con lo stesso nick.

  • myone

    Diciamo che nessuno va bene a nessuno, ne la classe religiosa, ne quella politica, ne quella militare. Se , come sempre, un paese pensasse veramente a liberarsi da solo dentro di se’, la cosa sarebbe risolta. Liberarsi dalla cultura religiosa e da chi l’ esercita come potere, liberarsi da un potere che e’ legato al religioso, liberarsi come popolo, facendo si di stare melgio, senza trovare liberatori o vie di liberazione esterne, come valvola per trovare il coraggio piu’ codardo.
    Perche’ alla fine, chi andra’ su o chi prendera’ un cambio se ci sara’, imporra’ anch’ esso qualcosa e piu’ di qualcosa, e spesso ci si libera da un protettore autoritario, per vendersi ad un altro migliore,
    Ma come si sa’, a beneficiarne, sono solo all’ apparenza la gente, ma chi tiene le redini sopra del gioco.
    Che ci volete fare, entreranno pure loro nel gioco mondiale dei giochi, aprendosi alla vera realta’ globale.
    Staranno come noi. Male o bene? Se bene che accada, se male, allora pensiamo a come siamo messi noi, davanti a quello che ci lega al contesto.
    Ma a dirlo, non ha alcun senso, perche’ gia’ da noi, siamo nel mondo dell’ illusione dialettica, e a prenderne per mano in reale qualcosa, e’ tutto un dire.
    Perche’ il problema, e’ il modo di gestire il potere, le risorse, l’ ordine, e a cosa serva la gente, come vive e cosa vive. Ma qui, e’ tutto dire e da vedere che e’, perche’ nessuno ne uscirebbe, finche’ a fare da filtro, no c’e’ una reale visione del giusto, ma del si salvi chi puo’, e dentro al meccanismo, c’e’ chi resta sena acqua, chi l’ acqua la tira al suo mulino, e chi dell’ acqua se ne fa oceani, ma la tracimazione della gisutizia e dell’ intelligenza, e’ lontana a farsi travasare.
    Si travasa sempre e solo quando ci sono gli adittivi, che sappiamo a cosa e dove portano.

  • anonimomatremendo

    Questa non e’ una “spontanea sollevazione di popolo” e nemmeno il “solito sporco tentativo di destabilizzazione da parte dei soliti sporchi destabilizzatori”.Questa e la febbre del capitalismo malato che sale sempre di piu´.E smettetela di fare i filosovietici anche adesso che l´ URSS non c´é piú… e nemmeno baffone. E chimatela come volete la vostra bislacca idea che ci possa essere politica capace di tenere sotto controllo le categorie economico-sociali del capitalismo.Il capitalismo per sua intrinseca natura e´un sistema fuori controllo e finalmente dovrá crollare insieme a Sansone e tutti i filistei .Il processo é irreversibile e nessuna politica conservatrice potra´far nulla,figuriamoci quei poveri parrucconi reazionari e antistorici che stanno al potere in Iran.

  • pablobras

    ….io voglio fare la rivoluzione.

  • Franco

    I musulmani sono come sono…
    Gli usa democratici: bush 2 volte, voto democratico…
    Usa: pena di morte (in diversi stati).
    Usa: tortura: guantanamo, iraq.
    Usa: dittatori del sud america a scuola (colpi di stato).
    Usa: sulla luna… torri gemelle… ecc…
    Ma… gli usa sono democratici, esportano la “democrazia”,
    basta vedere i metodi che usano…
    Ma, i musulmani sono musulmani…
    C’è una cosa: i musulmani sono a casa loro.
    Chissà cosa diremmo se i musulmani farebbero a noi, quello che noi facciamo a loro: a suon di bombe nel nome della “democrazia”…
    Ogni bene a tutti

  • trotzkij

    ‘Gli oppositori iraniani stanno scrivendo pagine di storia e, per me, che rimango malgrado tutto un rivoluzionario, stanno anche sperimentando e creando una nuova teoriaprassi di come si fa una rivoluzione oggi’

    Così, da poter vedere se il gioco può riuscire anche in Italia. Arancioni ieri, Verdi oggi, Viola domani, basta che magna il padrone di wallstreet-city-kiriat …
    Del sinistrume itlidiota oramai non rimangono che rottami e puttane in disarmo; Gramsci è morto, e al suo posto vive Bratta Pitt e mogliera.
    Il ‘paradiso socialista’ è stato sostituito da Hollywood. Il Che del 2010 è il rivoluzionario in mercedes che in Iran tifa per il berlusconi locale. L’importante é che non sia mai il berlusconi italiano a vincere…
    Rivoluzione, mai come oggi è stata gettata in vacca questa parola. Ma non se ne può fare biasimo con chi non sa neanche come si scrive.
    Rivoluzione deché, per fare chè? Ma è ovvio! Mettere al posto dell’antipatico Ahmdinejad, uno simpatico (al padrone): Mussawi (che ha già governato, in Iran, e i ‘comunisti’ locali fanno finta di non ricordarselo); oppure qualche variante avariata di un dipietro-montezemolo locale; un fin-e sionista; una donna che lotta per i diritti delle donne, come la marjavi. Lei si che può mettere le bombe, …in Iran… applaudita dal quello stesso popolo di scimmie trinariciute che applaude dipietro quando boicotta la commissione su Genova (li si che la polizia è libera di pestare; era per la democrazia cribbio!) oppure quando qualche eroico pm arresta (per farsi bello) dei pre-terroristi che archittetavano (al bar) attentati alla sicurezza nazionale.
    Gli effetti, di chi continua a confondere Marx con san francesco, Guevara con gesù cristo, il feudatario enrico berlinguer con un comunista…

  • Nellibus1985

    Uno dei pochi articoli illuminanti riguardanti la questione iraniana.

  • anonimomatremendo

    Anticapitalisti rivoluzionari “appoggiando” una frazione borghese( a sovrastruttura teocratico-fascista addirittura!)contro l ´altra?Senza un brandello minimo di autonomia di classe?Senza un partito coerente con il futuro non-capitalista?Senza teoria rivoluzionaria?

    O con gli Ayatollah o con gli Yankees,tertium non datur.Sicuri?

    PS:sto ancora aspettando i famosi “criteri” per cui uno si allea con questo o con quell´altro.Senza criteri solo chiacchiere e fumo negli occhi.Coraggio,fuori le carte.

  • ottavino

    Abbiamo un sacco di amici dal cuore tenero, che si stendono al fianco dei ribelli…Io sostengo il governo di Ahmadinejad. Perchè sostengo questi preti, questi impiccatori di omosessuali, ecc? Semplice: perchè hanno governato bene, ma soprattutto sono gli unici (insieme a Chavez) a parlare chiaro di come stanno le cose al mondo. Tutti noi sappiamo quanto la diplomazia sia adoperata in politica (e a volte può essere anche utile), per cui vedere della gente che, in politica, spiattella delle verità come fanno Ahmadinejad e co. merita rispetto e un inchino. Cosa ne so in fondo di quello che vogliono questi “ribelli”? Ecco, a proposito, non sembra strano che di questa gente non si sappia nulla? Non c’è nessuno che è scappato da là per venirci a raccontare cosa vuole? e soprattutto chi è? Come si fa a dare credito a gente che neanche sai cosa vuole? Vuole la democrazia! dirà qualcuno….ah, ma quello non basta…..

  • Maxim

    ossia chi non la pensa come te e quell altro è da manicomio ?

    complimenti , un vero democratico

  • Rossa_primavera

    Se pensi che c’e’ anche chi ha scritto,su questo blog,che Neda era un’agente al soldo della cia che ha fatto una sceneggiata col ketchup per inangare il regime,come se un regime simile avesse ancora bisogno di essere infangato,questo la dice lunga.

  • Rossa_primavera

    Come al solito in Italia vale la regola dei due pesi e due misure:se le rivoluzioni provengono da una certa parte,sono sante,se provengono dall’altra sono architettate da potenze straniere per mezzo di agenti provocatori,che a quanto pare in Iran devono essere milioni.
    E guai a chi si permette di dire che in Iran c’e’ una dittatura,perche’ e’ anche lui un agitatore.
    Caro iononstoconoriana,una rivoluzione e’ sempre una rivoluzione,viene dal popolo e dunque e’ sempre santa perche’ significa che il governo ha portato il popolo a tale disperazione da non lasciargli altra possibilia’ che l’uso della violenza.Dunque la rivoluzione e’ legittimata proprio dal fatto che proviene dalla maggioranza dei cittadini di una nazione,che in questo caso sono stati anche truffati alle elezioni presunte democratiche,se i cui voti fossero stati conteggiati regolarmente,questi impostori sarebbero gia’ stati cacciati da un pezzo.
    Viva la rivoluzione sempre e comunque

  • ottavino

    Questo modo di pensare è realmente stupido (mi dispiace, ma non trovo altro termine…). Viva la rivoluzione….tu dici. Senza osservare come sono finite le rivoluzioni? DDDaaaiiiiii

  • Rossa_primavera

    Per male che siano andate non si e’ mai stati peggio di prima,compresa la piu’ criticata di tutte quella sovietica:di sicuro il socialismo reale non ha funzionato bene ma con gli zar gli uomini erano dei veri e propri schiavi i cui padroni avevano diritto di vita e di morte.La rivoluzione francese e’ stata la madre delle moderne democrazie europee e la fine del principio ereditario nel mondo.Se questo modo di pensare ti sembra stupido,me ne faro’ una ragione.

  • lucamartinelli

    concordo pienamente. definire la democrazia iraniana un regime fa parte della demonizzazione. la gente non conosce come stanno le cose ed è questo il dramma. stiamo qui a discutere su opinioni di persone schierate (anche questo è un dramma), opinioni mai motivate e documentate. quanti sanno che in Iran le minoranze hanno diritto alla rappresentanza parlamentare in base alla consistenza numerica? quanti sanno che la minoranza ebraica, anche se non raggiunge il numero di persone stabilito dalla legge ha la sua rappresentanza in parlamento? che ci sia opposizione in Iran mi sembra fisiologico. Mi sembra che ci sia anche da noi. sostenere che le elezioni sono state truccate senza portare prove è una calunnia e fa il gioco degli imperialisti yankee. la storia si ripete: dopo Saddam l’Iran……gli imperialisti hanno sempre bisogno di un nemico per mascherare i loro crimini…

  • ottavino

    Come vedi, nell’era della comunicazione, non c’è uno straccio di iraniano “ribelle” che stia qui in occidente a spiegare qualcosa…..tutto questo è abbastanza sospetto.

    http://video.corriere.it/?vxChannel=Dal%20Mondo&vxClipId=2524_4ea1ab4a-f3aa-11de-b76d-00144f02aabe

    Mi stavo guardando questo video sul Corriere on-line e il commento di questo tizio è deprimente….riesce a non dire NULLA DI CONCRETO, per spiegare quello che succede, pur mantenendo lo stesso atteggiamento ipocrita di colui che ne sa qualcosa.
    E questi son giornalisti…..vengono PAGATI per disinformare,,,,,

  • rocks

    secondo me il senso dell’articolo era anche quello di far riflettere sul modo in cui i nostri media descrivono gli eventi. Le dimostrazioni di piazza vengono represse ovunque quando contestano il potere in modo minaccioso. Richiedendo un cambio du regime e di classe politica o un cambio radicale dello status quo. Ovvio che non mi sogno lontanamente di giustificare il tiro al piccione sulla folla o di criticare coloro che sperano di ottenere un cambio di regime in Iran. Ma al giorno d’oggi quando si chiede una rivoluzione bisogna anche essere ben consci del proprio appeal sul popolo e sul dopo. Se questi sono minoranza che rivoluzione è? La rivoluzione dell’elite istruita? Ha ancora senso? Cosa vogliono questi rivoluzionari? Vogliono moussavi? Sostanzialmente cambierebbe poco non sarebbero rivoluzionari. Ricordo che all’inizio il fulcro della contestazione furono le elezioni truccate, ma mi sembra di aver capito che di trucchi ce ne sono stati ben pochi. E adesso si vuole la caduta dei capi religiosi? Un potere laico e basta?

  • dana74

    sono d’accordo con ottavino, per chi dice che non rispettiamo i ribelli ed i morti consiglio di farsi queste domande:

    – a che cosa si stanno opponendo di preciso?
    – che cosa recriminano ad Ahmadinejad?
    – se erano pacifici perché ho visto incendiare di tutto e di più?
    O pensate l’abbia fatto la polizia?
    Provatelo.
    – Il fatto che ci siano dei morti per default da ragione a chi “si ribella”?

    Ma che malati che siamo, se supponiamo una mano straniera dietro, dope che la Clinton ha ammesso che nel 53 gli Usa rovesciarono Mossadeq, MA FU UNA RIVOLUZIONE PER LA LIBERTA’…

    sì, libertà di rapinare l’Iran

  • marcello1950

    In nome della indipendenza da USA ed Inghlterra non si può avvallare e legittimare questi articoli farneticanti contro la parte migliore del popolo iraniano
    non si possono avvallare i comportamenti autoritari del governo dei Mulla che si fa strame del popolo, che spara sui civili e che si fa un baffo del desiderio di libertà della classe media Iraniana, al di la che tale governo trova nelle masse contadine e diseredate un numero maggiore di persone e su tale numero fonda la sua presunta loegittimità a schiacciare gli altri

    il fatto che in Italia il governo berlusconi basabdosi sulla presunto appoggio della maggioranza si comporti allo stesso modo con gli studienti o a Genova, come il governo Dalema si era comportanto a Napoli con i manifestanti, non giustifica il governo IRANIANO,
    Nè da diritto ai gestori di questo sito di dare spazio a questi criminali che sputano sul sangue di chi lotta per la propria libertà
  • cesare52

    @rocks. Lei si fa tante domande tranne una che secondo me è fondmentale, il cuore di tutto. Mi permette di fargliela io? Ma lei sotto un regime di preti, il più giovane sui 70 anni, particolarmente oscurantisti, si pensi che tra l’altro, è vietato per legge avere dei rapporti prima del matrimonio o scambiarsi un semplice bacio in pubblico, e le pene sono severissime, ed inoltre una militarizzazione della società fondata sul controllo capillare, lei avrà letto che in una assemblea organizzata dal regime, con giovani studenti ed intellettuali, un tal giovane invitato e corteggiato dai propagandisti del regime che lo osannava come un genio matematico, se ne uscì con layatollah chiedendogli “Ma io perchè non posso criticarla?” Apriti cielo, fu subito arrestato ed i familiari a tuttora non sanno dove stia e come stia. insomma per farla corta ci vivrebbe in un contesto simile? Se si darà la risposta che immagino si è risposto a tutte le domande sull’opposizione in Itan che si è ftto. Anche a lei consiglio di farsi un giro su http://www.abolrish.blogspot.com, dove c’è una cronaca dettagliata, giorno per giorno di che sta avvenendo ora in Iran, fatta da un marxista e rivoluzionario iraniano, che magari parla il farsi ed anche italiano e soprattutto ha una conoscenza dettagliata e non ideologica. Forse il combinato disposto di domande e notizie in diretta e non premasticate dall’ideologia le apriranno gli occhi. E forse concorderà con me che noi dal movimento iraniano abbiamo solo da imparare. La si sta scrivendo la Storia, anche di “come fare” di un movimento rivoluzionario sul campo.

  • cesare52

    @ Maxim. Io credo di averle già risposto. Lei mi risponde con una vecchia canzone di Bobby Solo “Una lacrima sul viso…”. Per adesso si è fermato, come un disco incantato, alla prima strofa, spero che continui la canzone con “…ho capito tante cose” Per adesso si lamenta e basta. Anche a lei consiglio http://www.abolrish.blogspot.com

  • cesare52

    @otttavino. “…non c’è uno straccio di iraniano ribelle…” ” e già cosa ne sappiamo di quello che succede di là” Gentile amico basterebbe andare su : http://www.abolrish.blogspot.com e lei sarà servito di barba e capelli. Addirittura avrà a disposizione del suo giudizio notizie di prima mano, visto che il curatore del suddetto sito è iraniano in contatto quotidiano con chi si fa massacrare nelle piazze in Iran. Notizie in tempo reale. Cercando nel sito avrà anche notizie, documentate ed agghiaccianti, di sevizie e torture con documentazione inoppugnabili, ma soprattutto entrrà in contatto con la voglia di cambiamento di un popolo gagliardo. Glielo propongo perchè leggendola mi sono fatto una idea di lei di persona che vuol ragionar con la propria gtesta. Mi mergìviglio che i responsabili del sito, una volta che è presente del amteriale di prima mano su un conflitto in coro lo ignorino preferendogli notizie di qualcuno che magari non sa neanche dove è l’Iran sulla cartina geografica. Ma forse lo so gà: la suggestione talvolta è più efficace delle notizie nude e crude. E l’audience , ce l’insegna Berlusconi, si deve perseguire senza se e senza ma.

  • cesare52

    @marcello 1950. Concordo su ogni sillaba.

  • anonimomatremendo

    La rivolta iraniana non è ancora stata stroncata, nonostante la repressione. Anche in questo caso c’è stata una gara, specie a sinistra, nell’inutile ricerca della provenienza sociale e politica dei manifestanti. In questo caso la cecità dei sinistri è particolarmente grave perché è indotta da una sorta di partigianeria anti-americana: siccome gli USA foraggiano le opposizioni al regime islamico, allora i rivoltosi non sono da prendere in considerazione. Il governo di Teheran contrasta gli imperialisti americani e quindi va bene. Naturalmente sono fiorite innumerevoli variazioni sul tema e chi vuole se le puó andare a cercare. Notiamo soltanto quanto sia raccapricciante vedere gente che si dichiara comunista schierarsi oggettivamente con una sovrastruttura pre-feudale che è uno scherzo della storia. Nell’Iran schiacciato da trent’anni di khomeinismo decine di migliaia di persone si sono finalmente ribellate a una soffocante cappa di piombo. Si tratta certo di una rivolta urbana dai caratteri piccolo-borghesi, che vede come protagonisti assoluti i giovani e giovanissimi. I nostri sinistri dicono in spregio che essi vogliono le Nike, il telefonino e le minigonne. Ammesso e non concesso che sia così, i proletari oggi si muoverebbero per le stesse cose. Ed è con altri occhi che guardiamo sia alle masse di oggi sia a quelle proletarie di domani. Sicuramente Washington soffia sul fuoco: ma immaginare che possa “creare” le condizioni per una rivolta del genere è come immaginare che sia il Padreterno. Può darsi che non vi siano proletari fra i manifestanti (come fanno a esserne così sicuri i nostri sinistri?), ma in ogni caso questa è una rivolta assai generalizzata contro le condizioni di vita imposte dal particolare sviluppo locale del capitalismo. Una rivolta del genere è potenzialmente anticapitalistica. Poteva iniziare nelle fabbriche come nel 1979 o potrà estendersi ad esse in seguito. Qualcuno può pensare davvero che Washington non tenti di corrompere anche il proletariato? In Iraq per ingraziarselo ha sollecitato la formazione di sindacati liberi. È fuorviante sostituire le valutazioni sul determinismo sociale con i commenti dei media e dei governi. Anche l’URSS è collassata con l’aiuto non indifferente di Washington. Ciò non toglie che sia stato un evento che aspettavamo con ansia.

  • redme

    concordo…ho notizia che non si tratti solo di classe media ma in generale di persone con buon livello d’istruzione…..per quanto riguarda moussavi..è ancora ricercato dagli usa per gli attentati in libano..saluti

  • cesare52

    @Maxim. La pregherei di una gentilezza. Una inezia ma a cui tengo. Lei avrà notato che le sto dando e le ho dato del “Lei”. Gradirei per l’avvenire reciprocità. Ci tengo ad essere io a richiedere e concedere familiarità. Nel suo caso, non si offenda gradirei rimarcare le differenze, insomma non ci tengo a fare comunella, come si suol dire. Noi siamo diversi, culturalmente e politicamente. Ci tengo a rimarcarlo.

  • cesare52

    @Anonimomatremendo. Ed aspettera invano, gentile interlocutore, il signore in oggetto, non voglio chiamarlo con lo pseudonimo di Lev Davidovic per non farlo rigirare nella tomba, è tanto che lo leggo ma cosa vogli dire ancora non l’ho capito. Rileggendolo ancor oggi meno ci capisco di dove vuol andare a parare. E’ uno che c’ha i furori. L’unica affermazione che si uò trarre è che in Iran ci sarebbe un Berlusconi persiano ed allora lì i sinistri vorrebbero farlo comandare, ed allora il nostro, si proprio LUI, si oppone. perchè? Per dispetto perchè qui invece i sinistri, cattivoni, il Berlusconi nostrano, l’unico ed autentico, quelli che confondono Marx con S.Francesco, non lo fanno comandare. Ed allora il nostro per ritorsione è con gli Ayatollah. Io he sono umbro d’adozione ed ho per Francesco, qua lo si chiama così omettendo per familiarità il San, beh che c’entra Francesco con il Papi Berlusconi, non solo non lo capisco ma neanche l’ammetto. Ma il nostro, quello che sbugiarda la sinistra (secondo Lui) è fatto così: fa ridere. A roma si direbbe: “è uno che ie sta a scurreggia il cervello”. Non stia li a rispondergli, signor anonimomatremendo, si faccia come me quattro risate.

  • cesare52

    @rossa_primavera. Brava, bella risposta. Il “come è andata finire è sempre di chi è un opportunista od uno sfiduciato. Una volta, quando non c’era Berlusconi si lottava per dei valori non per vincere. Si diceva “Fai quello che devi fare, accada quello che deve accadere”. E comunque arriveranno altri dopo di te che finiranno il solco che hai iniziato. Io malgrado tutto ritengo il signor Ottavino uno onesto, e spero che riveda qualche posizione troppo nera.

  • Rossa_primavera

    Certo ma temo che il signore in questione confonda i golpe con le rivoluzioni:la cosiddetta rivoluzione fascista ad esempio fu un vero e proprio golpe compiuto da una cricca di manigoldi non dal popolo.Quella russa e quella francese coinvolsero circa il 95 per cento del popolo e pertanto possono definirsi sante e giuste anche se la prima non ha portato i risultati sperati,ma questo non e’ afferente:in linea teorica era santa e giusta,poi,si sa,gli uomini sono fallaci.Counque sempre meglio vivere nella russia sovietica che in quella feudale degli zar.

  • ottavino

    Il tuo modo di pensare si chiama: IDEOLOGIA. Vedi un pò tu…..

  • ottavino

    Bene sig. Cesare, sono andato nel sito che Lei mi ha indicato e ho chiesto al titolare i perchè di queste proteste. Mi ha risposto accennandomi alle elezioni presidenziali come motivo superficiale e ai cambiamenti degli ultimi 10-15 anni della società iraniana come motivo profondo.
    Per quanto mi riguarda questa risposta mi fa stare ancora di più dalla parte di Ahmadinejad. Saluti

  • Rossa_primavera

    Mentre tu son sei ovviamente indottrinato,ma un puro e onesto spirito libero,vero?

  • ottavino

    Non è questione di spirito libero. E’ questione di ragionare per blocchi, a compartimenti stagni. Affermare “le rivoluzioni vanno sempre bene”, significa essere ideologici nei confronti delle rivoluzioni. Se io dicessi “la nutella fa sempre bene”, sarebbe un modo per negare che a volte fa venire l’infiammazione. Un’affermazione più corretta sarebbe “la nutella è buona, ma a volte infiamma gli intestini”.

  • cesare52

    @ottavino. Strano. sono andato sul sito anch’io, ci vado spesso ed ho trovato tante notizie di prima mano su quanto in Iran sta accadendo, vi ho trovato anche una cronaca, quasi minuto per minuto, e scritta anche molto bene, di una manifestazione oceanica, basta guardare le foto di una piazza immensa gremita all’inverosimile, comprese le vie di accesso che se uno faceva cadere uno spillo non saebbe caduto in terra. Ho visto una umanità calpestata brutalizzata, e del resto la stessa foto d’ intestazione di questo articolo lo dimostra. Seguendo i post vecchi ho letto anche di storie, con nome e cognomi di gente che incarcerata ha subito torture e violenze sessuali, abusi di ogni sorta e che comunque continua a lottare e sprare. Ne ho tratto una impressione di pena profonda e di commozione e la sensazione di una grande determinazione a cambiare. Debbo confessare che non mi è passata neanche per un attimo nell’anticamera del cervello l’intenzione di interrogare , lei dice il titolare, io direi in altra maniera ma comunque ci siamo capiti. qualcuno per sapere…e lui allora. Io mi domando : ma come si fa, di fronte ad una cronaca puntuale, a volte anche cruda, di un popolo torturato e preso a bastonate , noi che stiamo qua al calduccio ancora digerendo il panettone, a nascondersi dietro i se od i ma oppure “la sua analisi è zoppicante..” “…mi ha parlato di brogli elettorali confusamente”? Mi consola il fatto che io non credo che lei, e qualsivoglia persona perfino la signora Dana74, riuscirebbe a vivere sotto il regime degli Ayatollah ed il suo attuale premier che confesso non riesco neanche a nominare tanto è il disgusto. Qui in Umbria si dice “quella vita non si augura neanche alle vipere”. Insomma le masse hanno il diritto di scegliersi la vita che vogliono, di autodeterminarsi anche se fosse politicamente scorretto E fuori e contro le prorie convinzioni ideologiche. Glielo dice chi ha in Jan Palach e nel suo sacrificio un punto di riferimento. Da sempre. Lei sono sicuro cambierà idea quando a mente fredda esaminerà meglio i fatti.

  • cesare52

    @ottavino. Il problema è quando una terza persona mi vuole negare in base a delle sue idee la fruizione della nutella. Cioè lui ha deciso per me cosa fa bene e fa male a me popolo. E per il mio bene e me lo impone a bastonate. E tutto ciò conferma che chi accusa gli altri di ideologismo in realtà e lui stesso ferreamente ideologico. Come dire: “E uno che ti spiega le tue idee senza fartele capire e soprattutto impedendoti di pensarle. Le pensa lui per te”.

  • ottavino

    Caro Cesare52, non so Lei, ma io ho rinunciato da tempo a pretendere che il mondo sia come lo voglio io.
    Ingiustizie, sopraffazioni, mistificazioni, inganni, complotti, storie di potere ci saranno sempre. Dopotutto, come dice Lei, siamo sulla nostra comoda poltrona al calduccio e ci ritroviamo a dover giudicare un argomento lontano e scomodo. La realtà che viviamo noi è altro.
    E allora nel giudizio entrano innumerevoli considerazioni (troppo lungo l’elenco) tra le quali spicca l’attenzione al vaso.
    Mi spiego. Un vaso se non lo si maneggia con cura può cadere e rompersi. E il danno è fatto. Poi devi rincollarlo.
    Così è con gli stati e con gli uomini. Sono vasi. Bisogna agire con cautela.
    Sarebbe come se 3 milioni di italiani decidessero di rovesciare berlusconi dando fuoco alle macchine, ecc,ecc. Starei con Berlusconi (pur non votando da vent’anni).
    Lo status quo, che si voglia o no, è un valore. Ogni rivoluzionario dovrebbe saperlo e attentamente valutare prima di intraprendere un cammino.

  • ottavino

    Lei Cesare, è un democratico. Io la capisco. Ma il democratico è un assolutista. Cioè non concepisce che la democrazia. Tutti gli altri sistemi per il democratico sono inaccettabili. Ma (il democratico) dovrebbe cominciare a farsene una ragione. Possono esistere anche le non-democrazie!! Altrimenti dov’è la libertà del democratico?
    Purtroppo 2000 anni di monoteismo hanno fatto interiorizzare a noi occidentali un monoteismo culturale. Ma non vede come siamo pieni di noi? Come siamo arroganti? Noi gli occidentali, i democratici, i saggi, i migliori, i più potenti, quelli che devono mette bocca su tutto, i padroni del mondo…..mi permetta sig. Cesare “Che palle con questa solfa!”.

  • cesare52

    @ottavino. Lei dice”io ho rinunciato da tempo a pretendere che il Mondo sia come voglio io”. Se mi consente ciò se lo può permettere perchè tutto sommato il resto da noi non va così malaccio. Noi occidentali siamo il centro del Mondo, affluisce un mare di merci qui da noi. Ci consoliamo perchè consumiamo e quindi possiamo seguire la riflessione di Simone di Ceo “primo bene al mortal è l’esser sanoindi l’aver ben temprato il coreterzo arricchir con non rapace manopoi con amici aver gioconde l’ore” . E chi non è nelle nostre condizioni? Cioè il resto del Mondo? Che non mangia e quando ha da mangiare non ha diritti civili, polli di allevamento succubi e chiamati solo a fare sfilate di propaganda ed adesione a regimi preteschi e militareschi. Ma quello che mi fa andare in bestia e che loro secondo noi debbono cantare la canzone “Sono come tu mi vuoi”. Siamo cosi occidentalcentrici che debbono accettare i regimi che secondo noi per loro vanno bene, li tengano in riga e servono a noi per giocare ad una geopolitica che assomiglia al risiko. E quando dico NOI intendo centro sinistra e destra uniti nella lotta. Insomma questi non se ne possono andare a casa a consumare ecco perchè ed ingrassare ecco perchè insistono in qualcosa che a noi fa sorridere: “un Mondo diverso da quello che c’è”. E si fanno sbudellare nelle strade.

  • ottavino

    Certo l’occidente è flaccido. Osserviamo le cose dalle nostre comode poltrone. Ma proprio per questo non c’è bisogno di scaldarsi. Stiamo trattando argomenti lontani. Forzatamente c’è un distacco. Abbiamo salvato qualche iracheno, con la nostra agitazione? Abbiamo salvato qualcuno del darfur? Qualche palestinese è salvo grazie ai nostri sforzi?
    No, noi siamo inesistenti. Completamente impotenti. Però vittime perchè ci sorbiamo tutte le manfrine dei media. E allora la nostra unica possibilità è andargli in quel posto ai media.
    I morti, il sangue, non sono importanti. Ci saranno sempre, è inevitabile. Come la fame, ecc. Ma qual’è allora il vero scopo dei media? tenerci lontani da una riflessione approfondita sulla nostra civiltà in fase di crollo……..il problema siamo noi, non loro……

  • cesare52

    @Ottavino. Lei è troppo sofisticato e temo che giudichi anche me con questo metro. Io sono più terra terra. E mi concentrerei piuttosto che sulle analisi della democrazia su quello che diceva Leo Longanesi: “una idea che non trova posto a tavola diventa rivoluzione”. Naturalmente “posto a tavola” e “rivoluzione” vanno intese nel caso su cui stiamo ragionando in senso figurativo. O forse no.

  • anonimomatremendo

    “Sarebbe come se 3 milioni di italiani decidessero di rovesciare berlusconi dando fuoco alle macchine, ecc,ecc. Starei con Berlusconi (pur non votando da vent’anni). Lo status quo, che si voglia o no, è un valore. Ogni rivoluzionario dovrebbe saperlo e attentamente valutare prima di intraprendere un cammino.”

    minchia,ma questo sito e´impestato di ultraconservatori,alla faccia.

  • anonimomatremendo

    Bene ,vedo che ancora nessuno dei sostenitori del governo misogino iraniano e´capace di fornire dei criteri oggettivi e ponderati per cui scelgono di stare dalla parte di questo o quello stato piu´o meno oppressore.l unica motivazione e´stata quella dell indipendenza e della sacrosanta sovranitá nazionale.bene,ma allora perché nel ´43 stavate dalla parte dei liberatori-occupanti occidentali contro l unica coalizione al mondo di allora che auspicava a un minimo di “sovranitá nazionale”?.Nessuno e´stato finora capace di dare una risposta.Ne consegue che i loro criteri sono uguali a quelli del popolo delle libertá:facciamo un po come cazzo ci pare!

  • ottavino

    Certo, lo status quo è un valore. Rispetto al casino è un valore. Un potere c’è sempre, inevitabilmente. Un popolo non tollera il caos a lungo. Non penserai di vivere senza un potere che in qualche modo ti sovrasta, vero? Sennò siamo proprio nell’illusione.
    Non è questione di ultra-conservatori. Il fatto è che non è certo liberandosi di Berlusconi, che si “libera” la società dalle sue storture. Mettici chi ti pare, il carro va avanti allo stesso modo.

  • ottavino

    Può darsi che sono sofisticato. Di sicuro sono realista. Cosa c’è stato dopo la rivoluzione francese? Napoleone…..quindi è tutta una giostra. Semplicemente cerco di mantenere la mente fredda quando tutti si agitano.
    Saluti.

  • anonimomatremendo

    “Sarebbe come se 3 milioni di italiani decidessero di rovesciare berlusconi dando fuoco alle macchine, ecc,ecc. Starei con Berlusconi (pur non votando da vent’anni). Lo status quo, che si voglia o no, è un valore. Ogni rivoluzionario dovrebbe saperlo e attentamente valutare prima di intraprendere un cammino.”

    Vedo che i vecchi stalinisti ripuliti tipo,Freda ,Pala,La Grassa ecc ecc stanno facendo scuola.

    adesso capisco perché tutte quelle smorfie e tic nervosi nei loro volti,e´lo sforzo disumano che devono compiere per nascondere agli altri la loro natura borghese ultraconservatrice ,a volte peró qualche lapsus gli scappa.

  • anonimomatremendo

    se lo dici tu…

  • nomorelie

    in italia vale la regola dei due pesi e due misure poichè vale in tutto l’occidente suddito dei poteri usraeliani.
    si evince in modo estremamente palese (ovviamente per chi lo desidera) dal tanto can can per le proteste del popolo iraniano e nulla per le stesse del popolo hondureno soffocate nel sangue dal regime militare golpista nutrito dai nostri feudatari di washington.
    ritengo quindo mooolto più reale la rivoluzione del popolo hondureno che non quella sbandierata a destra e a manca da tutti i pappagalli di regime.
    tanto più che in honduras non è colorata da nessun stupido fazzolettino ma soltanto dalle magliette sporche di sangue vero.
    allora sì…viva la rivoluzione.

  • nomorelie

    in italia vale la regola dei due pesi e due misure poichè vale in tutto l’occidente suddito dei poteri usraeliani.
    si evince in modo estremamente palese (ovviamente per chi lo desidera) dal tanto can can per le proteste del popolo iraniano e nulla per le stesse del popolo hondureno soffocate nel sangue dal regime militare golpista nutrito dai nostri feudatari di washington.
    ritengo quindo mooolto più reale la rivoluzione del popolo hondureno che non quella sbandierata a destra e a manca da tutti i pappagalli di regime.
    tanto più che in honduras non è colorata da nessun stupido fazzolettino ma soltanto dalle magliette sporche di sangue vero.
    allora sì…viva la rivoluzione.

  • marcello1950

    Non capisco perchè fa tanta paura al governo iraniano che milioni di persone manifestino contro di lui, non mi pare che sono scesi dalle montagne stile castro o che guevara alla testa di carri armati

    tanto più non capisco la tua reazione, carissimo TREMENDO ANONIMO, che paragoni il Governo Berlusconi al Governo Iraniano, allora mi rendo conto che non siamo molto lontani dal medio oriente, e le intolleranze e la pacifica accettazione anche delle dure manifestazioni di piazza non è ammissibile nemmeno al cittadino medio Italiano perchè non esistono avversari ma nemici anche in Italia come in IRAN che considerano gli oppositori PUBBLICI NEMICI da fucilare sulle pubbliche piazze
    Infatti la cosa peggiore è che in italia il governo si sia comportato con gli studenti ed a genova come il governo Iraniano, come se questo facesse cadere il governo, ma visto come sono gli italiani che mi pare che tu carissimo ANONIMO rappresetni egregiamente, non dobbiamo e non possiamo meravigliarci.
  • Rossa_primavera

    Tanto sofisticato da ignorare l’uso del congiuntivo.