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A CHE SERVONO LE SINISTRE EUROPEE ?

DI FRANCO BERARDI BIFO
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Il 20 Novembre si terranno le elezioni in Spagna, dopo che il governo a guida socialista ha deciso di rinunciare a condurre a termine la legislatura per le difficoltà di gestione della situazione economica, non prima però di aver accettato la devastante logica antisociale imposta dalle autorità centrali europee avviando una politica di austerità aggressiva, che è già costata riduzioni di stipendio per i lavoratori pubblici, tagli alle disponibilità delle amministrazioni regionali, riduzione del finanziamento per i servizi sanitari.Tra tutti i leader della sinistra europea Zapatero è stato quello che ha suscitato negli anni scorsi maggiori speranze. Eletto sull’onda di una mobilitazione popolare che aveva sconfitto la manovra di disinformazione montata da Aznar dopo l’attentato di Atocha, Zapatero aveva saputo in qualche modo essere all’altezza delle attese interpretando il rifiuto della guerra infinita di Bush cui Aznar aveva dato piena copertura politica, e portando a espressione legislativa il rinnovamento prodotto dalle culture gay e femministe, iniziando sia pur timidamente un processo di allontanamento dello stato spagnolo dall’asfissiante presenza dei parassiti vaticani. Ma nel momento decisivo, quando si è trattato di esprimere una posizione autonoma sulla questione sociale, di fronte al diktat della classe finanziaria europea le attese sono state tradite.

Quando gli speculatori hanno preso di mira la Grecia l’Irlanda e il Portogallo, e la classe finanziaria ha chiesto ai governi nazionali di farsi esecutori del progetto di distruzione dei sistemi pubblici, riduzione del salario, uno dopo l’altro i leader politici della sinistra europea hanno capitolato, e hanno accettato di divenire strumenti della più spaventosa rapina mai conosciuta nei paesi europei. Papandreou, leader del partito socialista greco, è stato il primo a chinare il capo di fronte alle pretese monetariste della Banca centrale ed ha accettato un piano di “salvataggio” che consiste essenzialmente nella riduzione del numero dei lavoratori pubblici e del loro salario, nella distruzione del sistema scolastico, e nella privatizzazione di interi comparti del sistema pubblico del paese.

Come era del tutto prevedibile il risultato si è rivelato catastrofico per l’economia greca. Non solo queste misure di strangolamento non sono assolutamente bastate a pagare il debito (che nel frattempo aumenta con interessi sempre più elevati), ma il prodotto del paese è crollato del 7% in un anno. Segno evidente del fatto che il piano di “salvataggio” caldeggiato dalla BCE e imposto dalle banche francesi e tedesche non serve assolutamente a salvare l’economia greca, che sprofonda verso il fallimento, ma serve soltanto a spostare reddito verso il ceto finanziario, a ridurre il costo del lavoro e a privatizzare.

Quella che è in corso a livello europeo è una vera e propria guerra di classe contro il lavoro cominciata con l’impoverimento e la devastazione della società greca e ora estesa su scala europea. Quando è venuto il turno della Spagna si poteva sperare che Zapatero sapesse mostrare un po’ di coraggio, come su altri terreni. Invece Zapatero ha chinato la testa senza neppure accennare a una resistenza. Dire no al ricatto, sfidare la Banca centrale e l’Unione sul terreno del fallimento – avrebbe trasformato Zapatero in un eroe della società europea. Ma il partito socialista spagnolo ha aperto la strada delle elezioni anticipate sapendo benissimo che queste portano alla vittoria della destra. Con questo gesto la sinistra ha firmato il suo atto di morte, che Zapatero lo sappia o no, dichiarando la sua definitiva inutilità. Se si limiterà semplicemente ad appoggiare l’offensiva violenta che la destra porterà una volta al governo la sua funzione sarà nulla. D’altra parte con quale legittimità potrà criticare la destra e difendere lo stato sociale dato che non ha saputo farlo quando era al governo?

Fra un po’ verrà il turno dell’Italia, dove la sinistra – liquefatta da venti anni di predominio berlusconiano – viene oggi artificialmente resuscitata per rendere possibile la formazione di un governo dell’austerità in collaborazione con i fascisti di Fini convertiti con quindici anni di ritardo, in collaborazione con la Confindustria. La sinistra viene resuscitata perché il governo di Berlusconi non ha più l’autorevolezza necessaria per imporre quelle che il newspeak liberista chiama riforma: aumento dello sfruttamento, libertà di licenziamento, eliminazione di fatto delle pensioni, privatizzazione della scuola e della sanità.

Con la franchezza che talvolta hanno i servi quando sono promossi al ruolo di aguzzini per conto d’altri, i leader della sinistra italiana – personaggi lugubri cui la lunga astinenza dal potere ha tolto l’ultimo residuo di dignità umana – lo dichiarano: il governo Berlusconi è troppo corrotto per fare il lavoro cui l’Europa ci chiama. Passi a noi la mannaia, a noi il polso non trema, come dice l’indegno Bersani.

Al di là delle contingenze politiche occorre pur chiedersi come mai nessun dirigente della sinistra europea abbia saputo riflettere sulla lezione greca, come mai ben pochi di questi individui che pure sono pagati con i soldi dei lavoratori, hanno il coraggio di denunciare la violenza e la devastazione, e di chiedere un processo di ridefinizione delle regole fondative dell’Unione Europea visto che le regole di Maastricht sono fallite e funzionano ormai soltanto come uno strumento per spostare reddito dalla società verso la classe finanziaria?

Come mai? Dobbiamo pensare che la sinistra sia composta di codardi? Anche se certamente la nuova generazione di dirigenti politici della sinistra in tutti i paesi europei è composta di opportunisti disposti a qualsiasi compromesso pur di mantenere una quota sia pure minima di potere, questo non basta a spiegare il fatto che costoro, dopo un trentennio di marginalità, sconfitte e arretramenti ora si trovano ridotti a svolgere il ruolo di aguzzini al servizio del più efferato ed estremo progetto neoliberale monetarista e finanziarista che abbia mai preso forma.

Se si vuole spiegare un simile comportamento fallimentare oltre che indegno, occorre riconoscere che il problema è di ordine culturale. La sinistra manca completamente – da almeno da trent’anni – di una motivazione autonoma, di convinzioni teoriche, obiettivi, programmi. Venuto meno il referente costituito dal campo socialista, che aveva trascinato la sinistra nel baratro dello stalinismo politico e dello statalismo economico, la sinistra non ha saputo far di meglio che subordinarsi integralmente al progetto neoliberale. Per vergogna e autodisprezzo il ceto politico della sinistra ha perduto ogni ragione di esistenza autonoma a partire dagli anni ’80.

Perché costoro non hanno avuto il coraggio di cercarsi un altro mestiere, o perché non si sono messi direttamente al servizio dei partiti fascisti, o neoliberisti, o media-populisti (come pure molti di loro hanno fatto)? Per una ragione molto semplice: il capitalismo finanziario aveva e ha bisogno di mantenere in esistenza una “sinistra” totalmente svuotata sul piano etico e motivazionale, totalmente subalterna sul piano programmatico e intellettuale, così da poterla utilizzare ogni qualvolta si tratta di compiere operazioni troppo sporche perché la destra possa assumersene completamente la responsabilità.

La destra finanzista privatizza, rapina, e di conseguenza distrugge le risorse comuni. Quando ci si trova di fronte alla necessità di ricostituire le risorse depredate, per ricomporre un gruzzolo che la classe finanziaria possa nuovamente rapinare domani, è necessario che vengano fuori degli utili idioti, degli uomini di paglia, dei Napolitano dei Papandreou e degli Zapatero, che in nome dell’interesse comune, della responsabilità della crescita o magari della patria, costringano i lavoratori ad accettare sacrifici che consistono essenzialmente nel lavorare di più per guadagnare di meno.

Ecco a cosa servono le sinistre europee.

Franco Berardi Bifo

A cosa servono le sinistre europee?

5.10.2011

Pubblicato da Davide

  • borat

    purtroppo è tutto vero, la funzione della sinistra ormai è quella: prima erano bravi a friggere il gnocco ai festival dell’unità e andava bene così, ora ci vorrebbereo governare: figuriamoci!!. Non sono d’accordo però sull’esistenza di un piano preordinato da parte della BCE per depredare gli asset delle nazioni indebitate: molto più semplicemente la speculazione di cui siamo vittima è una conseguenza dello spostamento degli investimenti dei paesi emergenti e degli speculatori internazionali, fondi sovrani in primis, dall’occidente civilizzato ad altre destinazioni più promettenti già a breve termine.

  • MartinV

    Buongiorno BIFO,

    sono le 14h20… era ora di svegliarsi…

  • neutrino

    Ottimo post.
    “distruzione delle risorse comuni” è il termine chiave degli ultimi trent’anni.
    La cosiddetta crisi che stiamo vivendo non è altro che l’affondo che il capitale sta portando al tessuto sociale dell’Occidente, grazie alla disponibilità della Cina e delle nuove tecnologie.
    E’ vero: durante la crisi parte del capitale verrà bruciato, ma quando il “processo” sarà terminato, al posto di nazioni e cittadini vi saranno solo individui, capitale e moneta: una bella esemplificazione neoclassica, metafisica, del processo produttivo.
    Nel frattempo tutto ciò che è estraneo al processo produttivo: cultura, famiglia, Stato, collettività, insomma tutto quello che ci rende una civiltà, diventerà un hobby a cui dedicare il tempo improduttivo, o un prodotto, da acquistare su Internet.

  • Tonguessy

    Se le sinistre europee fanno ESATTAMENTE ciò che fanno le destre (vedi il nostro governo), dove sarebbe la differenza tra destra e sinistra?
    Succede quindi che la sinistra sia stata svuotata di significato dall’interno, mentre la destra non ha mai cambiato di una virgola il proprio atteggiamento. Cioè la sinistra è diventata destra. Ha ancora senso quindi parlare di sinistra? Questa è tutta destra.

  • Nauseato

    Difficile non sottoscrivere questo intervento. Avrei però da aggiungere alcune modestissime e semplicissime noticine.
    L’intervento ha un respiro universale europeo, ma guardando alla sola sinistra italiana è anzitutto immediato dire che è qualcosa di molto a sé e si può accomunare a quella europea soltanto fino ad un certo punto. Tanto che uno Zapatero italico non riesco neppure ad immaginarmelo.
    Perché questa terra di poeti, santi e navigatori … oltre ad essere culla ed epicentro di organizzazioni criminali che hanno in mano intere regioni (… nella migliore delle ipotesi) è un paese fondamentalmente reazionario, culturalmente arretrato, miseramente bigotto e complessivamente conservatore.
    Dover ricordare che vi ha sede il Vaticano con tutto quel che questo comporta, mi pare sia come dover ricordare che la terra è rotonda. Se poi volessimo aggiungere che l’italia è ancora oggi in una posizione geopolitica strategica … (non so chi avesse ascoltato delle interviste a Kissinger nel corso degli anni ’70 … trasmesse di recente da RAI-Storia) ma non lo aggiungerei o non si finirebbe più …

    Pertanto, visto che prima di qualsiasi cosa e possibile discorso occorre vincere le elezioni nazionali (diverso il discorso in contesti locali) e vincerle con maggioranze sostanziose, nella continua indispensabile rincorsa dei voti di un indefinito “centro” è chiaro che alla “sinistra” occorra imbarcare sul carrozzone figure o di semplice richiamo o con posizioni alquanto “moderate/rassicuranti” e sarà quindi impossibile in tale scenario aspettarsi programmi ambiziosi ed incisive concrete azioni conseguenti.
    Anche con le migliori intenzioni e con i migliori auspici, anche di fronte a figure di particolare – come dire – spessore politico, ne usciranno sempre delle pappette sciape, buone per voler accontentare in teoria tutti … e quindi in pratica scontentando tutti.

    Poi possiamo dire che manca del tutto la figura di un leader, poi possiamo dire della crisi sistemica che è anche desolante crisi progettuale, poi possiamo ricordare l’analfabetismo al 60% fenomeno tutto italico, poi possiamo parlare di tutto e di più ancora … Ma temo che la questione – almeno qui in italia – sia come sommamente esposta e sia molto semplice. Tragicamente semplice.

  • GiuseppeManeggio

    Molto provocatoriamente:
    l’unico governo di sinistra che in vent’anni ha costruito lo stato sociale italiano è stato quello fascista. Per il resto solo governi di destra!!!

  • Giancarlo54

    Bene, prendo atto che il buon Bifo è arrivato, 20 anni dopo di me (immodestamente), alla conclusione su cosa servano le sinistre.
    Un po’ duro di comprendonio il buon Bifo, ma alla fine ci è arrivato anche lui. Visto e considerato cosa sono le sinistre, non sarebbe il caso, caro Bifo, di smetterla con queste suddivisioni sorpassate come “destra e sinistra”? Prendere atto che il mondo è cambiato e che anche la semantica è cambiata?
    No. Bifo non ne prende atto, tanto che invita gli esponenti della sinistra a militare in fantomatici partiti “fascisti” (ancora con questi termini!), non c’è niente da fare, Bifo, come tanti, non ha ancora capito che è lui, e quelli che la pensano ancora come lui, a dover essere rottamati.

  • Kovacs

    concordo su tutto, alla fine si continua imperterriti a dividere in 2 blocchi quella massa informe che è diventata la politica italiana, e naturalmente ad ogni blocco affibiargli i classici cliché sinistra-buoni e dalla parte del popolo e destra-fasciscti cattivi e dalla parte dei potenti……che tristezza

  • Kovacs

    più che provocatorio mi sembra quello che si avvicina di più alla realtà…..ma per il politically correct è meglio rimane nel provocatorio….visto che ci vuole ben poco per essere additato come fascista…..

  • victorserge

    lo strale di bifo colpisce un bersaglio ovvio, già incarognito da tempo.
    quello che invece non si capisce è la sua proposta alternativa; infatti non c’è traccia.
    bifo è l’immagine di quella sinistra alternativa sessantottesca dottarale e didascalica sconfitta sia dalla repressione di stato che dall’inconsistenza della sua proposta.
    lo stalinismo o lo statalismo che lui evoca come prodotti velenosi della sinistra ufficiale ha fatto in modo che per buoni trentanni hanno garantito uno stato sociale decente.
    viva stalin e lo statalismo, che almeno mi avrebbero garantito una pensione pubblica decente indipendentemente dalle leggi fasulle di questo mercato fasullo.

  • Giancarlo54

    Per questo sostengo che Bifo & co. devono essere rottamati, finchè l’alternativa al “sistema” rimangono Bifo e chi la pensa come lui, il “sistema” continuerà ad ingrassare alla grande.

  • Giancarlo54

    Se dovessi scegliere tra la sinistra attuale e quella di Bifo, concorderei con te, W Stalin senza alcun dubbio. Ma Stalin è morto nel 1953, la sinistra è la stampella del liberismo e della globalizzazione, quindi? Rottamiamo Bifo and co. e cercamo di costruire la vera alternativa senza più continuare a parlare di destra, sinistra, rossi, rosso-bruni. rosso-neri, neri, neri-neri, milanisti ed interisti, altrimenti saremo sempre allo stesso punto morto.

  • radisol

    Il problema è se si è anticapitalisti o meno …. l’attuale “sinistra” europea ( e quella italica ancora di più) non è da lunga pezza – già dai tempi di Berlinguer e Lama – anticapitalista …. e quindi non si capisce perchè debba ancora essere chiamata “sinistra” ….
    Bifo non è dal lontanissimo 1973 – data di scioglimento di Potere Operaio – un dirigente politico ma un intellettuale “cane sciolto”, non ha compiti di “guida” di alcunchè, si limita ad analizzare, e comunque certe cose le dice almeno dal 1976 ….. cioè dall’analisi che faceva allora sul progetto berlingueriano del “compromesso storico” …. quando per la prima volta la “sinistra” si fece carico dei problemi legati alla crisi petrolifera, raccomandò ai propri sindacati la predica dei “sacrifici” e si fece strumento di appoggio politico alle carognate di piazza di Kossiga contro il movimento del 1977 ….. e Bifo già allora era ferocemente contro quella “falsa sinistra” …. al punto che fu coinvolto, esclusivamente per le sue opinioni espresse dai microfoni di Radio Alice, in un mandato di cattura per gli incidenti di Bologna del marzo 1977 … col Pci di allora, e quello bolognese in particolare, che soffiava sul fuoco della repressione … prima di giudicare, documentarsi … ora con internet è anche molto facile ….

  • permaflex

    >conseguenza dello spostamento degli investimenti

    L’ ho pensato anche io, in pratica l’occidente dopo anni in cui la produzione
    cioe’ l’economia e’ stata spostata verso Asia ed India si trova ad essere
    sopravvalutata, gli stati incassano di meno dato il minor numero di industrie
    e le azioni delle aziende europee valgono piu’ del loro valore reale, per riportare
    una situazione di equilibrio bisogna svalutare e quindi sarebbe corretto stampare
    soldi (svalutazione) per pagare il debito pubblico ai creditori. Avvenuta la
    svalutazione se c’e’ ancora un comparto produttivo riparte l’economia ed esportiamo
    se il comparto produttivo ce lo siamo venduto nel mentre invece ci tocca espatriare
    Nei prossimi tempi sara’ interessante vedere chi sono i politici fautori del vendere
    le ultime parti di aziende pubbliche, ENI per esempio, quelli sarebbero assolutamente
    da non votare, chi invece vorrebbe uscire dalla zona euro per poter essere liberi di
    stampare lire per ripagare con quelle il debito sarebbero i politici seri.

  • Giancarlo54

    Radisol, guarda che io sono tuo coetaneo e di Bifo, qualche cosa so. Quando dico di rottamarlo è perchè prendo atto delle sue idee che sono le stesse che aveva nel 1976 ed il mondo, avvertitelo, è cambiato e che continuare a parlare di sinistra, come se la sinistra fosse ancora, semmai lo sia stata, dalla parte della “povera gente” è non solo sbagliato, ma controproducente se proprio vogliamo opporci al sistema. Fare il discorso che continua a fare Bifo, come continuano a fare migliaia di altri, anche qui su CDC, della divisione della politica in “destra” cattiva, fascista e filo capitalismo e una “sinistra” (tutta da inventare) è l’errore che si continua a portare avanti.
    Come chiedeva Simone Fantini qualche giorno fa, dividiamoci tra Liberali, liberisti e global da una parte, e Rivoluzionari dall’altra. Il sig. Bifo, e anche tu, da che parti stai?

  • AlbertoConti

    “…baratro dello stalinismo politico e dello statalismo economico…” qui sta il punto, di non aver trovato una sintesi superiore alla dicotomia destra-sinistra per uno stato sociale virtuoso, all’altezza dei tempi. A questo punto le “sinistre” sono già sconfitte e rottamate, tanto quanto le destre. Infatti la politica si è zombificata, in attesa di una nuova politica che deve sorgere dalle proprie ceneri. Se non ora quando? Se non si capisce che lo stato è il fulcro dell’economia e non lo si può quindi lasciare in mano ai parassiti della speculazione monetaria-finanziaria non si esce dal pantano. Ma la ferocia della crisi aprirà anche le menti più ottuse, è sempre stato così.

  • ficomezzo

    Questo non è un articolo, è un vangelo! E’ in asoluto la sintesi più condivisibile e realista che abbia mai letto sull’argomento. Illuminante.

  • francesco67

    CLAP CLAPCLAPCLAP CLAP CLAPCLAP CLAP CLAP CLAP CLAPCLAP CLAP CLAP CLAPCLAP CLAP CLAP
    STANDING OVATION !!!!

  • MartinV

    “C`è una danza molto bella tra Arlecchino e Pulcinella si riempiono di calci, si spaccano le ossa, Mangiafuoco sta alla cassa.”

    E. Bennato

    In altri termini, “the show must go on” in modo che la gente non alzi la testa e veda il burattinaio…

  • radisol

    La “sinistra” è tutta da reinventare, verissimo …. ma la “destra”, quella che conta qualcosa … e ci metto pure le varie Case Pound e simili …. è tutta legata al carro di Berlusconi …… basta vedere gli affarucci a Roma con Alemanno, l’appoggio elettorale a Napoli a Lettieri e Cosentino, a Milano alla Moratti ecc. ecc. … difficile vedere “rivoluzionari” da quelle parti …. poi, per carità, qualcuno soggettivamente penserà in perfetta buona fede di esserlo pure, su questo non discuto … ma la realtà dei fatti quotidiani è un’altra ….. certo, la distinzione classica novecentesca destra/sinistra, soprattutto sul piano parlamentar/istituzionale, non regge più e da decenni …. ma quella filocapitalisti/anticapitalisti direi che è persino più attuale oggi di ieri ….

  • Giancarlo54

    Sono d’accordo con te e sono d’accordo con la tua conclusione, la divisione dovrebbe essere tra filocapitalisti ed anticapitalisti. Siamo d’accordo.

  • alverman

    Tutti noi ce la prendiamo con la storia
    ma io dico che la colpa è nostra,
    è evidente che la gente è poco seria
    quando parla di sinistra o destra.

    Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…
    Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…

    Fare il bagno nella vasca è di destra
    far la doccia invece è di sinistra,
    un pacchetto di Marlboro è di destra
    di contrabbando è di sinistra.

    Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…

    Una bella minestrina è di destra
    il minestrone è sempre di sinistra,
    quasi tutte le canzoni son di destra
    se annoiano son di sinistra.

    Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…

    Le scarpette da ginnastica o da tennis
    hanno ancora un gusto un po’ di destra,
    ma portarle tutte sporche e un po’ slacciate
    è da scemi più che di sinistra.

    Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…

    I blue-jeans che sono un segno di sinistra
    con la giacca vanno verso destra,
    il concerto dello stadio è di sinistra
    mentre i prezzi sono un po’ di destra.

    Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…

    La patata per natura è di sinistra
    spappolata nel purè è di destra,
    la corsia del sorpasso è a sinistra
    ma durante le elezioni è a destra.

    Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…

    La piscina bella azzurra e trasparente
    è evidente che sia un po’ di destra,
    mentre i fiumi, tutti i laghi e anche il mare
    son di merda più che sinistra.

    Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…

    L’ideologia, l’ideologia
    malgrado tutto credo ancora che ci sia,
    è la passione, l’ossessione della tua diversità
    che al momento dove è andata non si sa
    dove non si sa
    dove non si sa.

    Io direi che il culatello è di destra
    la mortadella è di sinistra,
    quasi sempre il mal di testa è di destra
    la colite invece è di sinistra.

    Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…

    La tangente per natura è di destra
    col permesso di chi sta a sinistra,
    non si sa se la fortuna sia di destra
    ma la sfiga è sempre di sinistra.

    Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…

    L’ideologia, l’ideologia
    non so se è un mito del passato o un’isteria,
    è il continuare ad affermare un pensiero e il suo perché
    con la scusa di un contrasto che non c’è
    se c’è chissà dov’è
    se c’è chissà dov’è.

    Canticchiar con la chitarra è di sinistra
    con il karaoke è di destra,
    i collant sono quasi sempre di sinistra
    il reggicalze è più che mai di destra.

    Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…

    La risposta delle masse è di sinistra
    col destino di spostarsi a destra,
    son sicuro che il bastardo è di sinistra
    mentre il figlio di puttana è a destra.

    Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…

    Una donna emancipata è di sinistra
    riservata è già un po’ più di destra,
    ma un figone resta sempre un’attrazione
    che va bene per sinistra e destra.

    Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…

    Tutti noi ce la prendiamo con la storia
    ma io dico che la colpa è nostra,
    è evidente che la gente è poco seria
    quando parla di sinistra o destra.

    Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…
    Ma cos’è la destra, cos’è la sinistra…

    Destra-sinistra
    Destra-sinistra
    Destra-sinistra
    Basta!

  • aerdna67
  • radisol

    OK …. mi fa piacere che siamo d’accordo …. comunque, quando rammentavo a grandi linee la storia personale di Bifo, non era per te … ma per chi, evidentemente non sapendo nulla del personaggio, ironizzava sul fatto che si fosse “svegliato” solo adesso …. il che appunto, storicamente, è un falso assoluto ….

  • Kazonga

    “Quella che è in corso a livello europeo è una vera e propria guerra di classe contro il lavoro cominciata con l’impoverimento e la devastazione della società greca e ora estesa su scala europea”.

    Diciamo pure che le guerre si combattono tra eserciti. Ma l’unico esercito in campo attualmente è quello del Capitale, della Finanza, dei Banchieri. Dalla parte delle persone, dei lavoratori, della gente normale, non c’è un esercito. Non c’è più difesa organizzata. Sindacati e partiti di sinistra sono evaporati da tempo.

    L’unico esercito in campo può quindi fare sostanzialmente tutto quello che vuole. L’unico problema è che negli ultimi tempi forse hanno esagerato un po’, e stanno quindi mandando tutto a puttane, compresi i loro giganteschi profitti ed indecenti tenori di vita.

    Ma che te ne fai delle Bentley in garage, delle barche da 40 metri, di 50 case disseminate nei due emisferi se lo scenario che si profila è l’apocalisse?

  • sheridan

    Solito accozzaglia di luoghi comuni triti e ritriti sulla finanza, i banchieri cattivi, la BCE etc.. Ue’, ma scrivete sempre le stesse cose su questo sito??? Andare a laura’ no eh???

  • dana74

    andare a lavorare per far ingrassare i banchieri? Sheridan pensaci tu che li ami.

    A questo servono
    http://igienistamentale.wordpress.com/2011/09/18/storia-di-uno-stato-dismesso/

    Ma chi lo prospettava e denunciava quando era giò parecchio evidente, venti anni fa è stato ridotto al silenzio con i soliti luoghi comuni ed etichette.

    Ora che non riescono più a nascondere lo zozzume sotto al tappeto arrivano i fulminati sulla via di Damasco

  • raiss

    il liberismo è oramai patrimonio sia dei partiti di centro destra che di centro sinistra sceglire tra questi due blocchi è in realta cadere dalla padella alla brace.
    per poter scardinare questo asse del male c’è la necessità urgente per i cittadini senza distinzione di classe di riprendere in mano il FUTURO.
    Costringere i politicanti che per loro è finita se:
    1) lo stato si riappropri della sovranità di emettre la Moneta che deve appartenere ai cittadini e visto che siamo in europa che l’EURO sia dei cittadini (degli stati) dell’UE.
    questo comporterebbe l’azzeramento del debito e la posssibilità che ogni stato possa finalmente rispondere alle esigenze e ai bisogni della popolazione

    questo non è socialismo,non è capitatalismo è solo buon senso.

  • NumeroSei

    Qui si dimostra quello che, sotto sotto, si è sempre percepito: la destra è dalla parte degli industriali, la sinistra dalla parte dei finanzieri e banchieri: dalla parte del popolo chi ci sta?

  • stefanodandrea

    Victorserge,
    hai centrato il punto. L’unica “sinistra” che ha fatto qualcosa di molto positivo per le masse popolari in Italia sono satiil PCI e il PSI degli anni 1943-1979 (la data conclusiva l’ho messa un po’ a casaccio), i quali hanno avuto un rapporto dialettico-conflittuale con la parte popolare della DC e hanno partecipato all’emanazione delle leggi più importanti sul piano socio-economico. Erano partiti statalisti, centralisti nell’organizzazione, risorgimentali (poi la cultura risorgimentale è andata persa), patriottici, contrari alle autonomie locali. Insomma erano partiti con gli attributi, come lo era la DC, anche se quest’ultima era composta da varie anime. Un uomo politico come Fanfani, era certo reazionario sotto il profilo della politica della famiglia (era contro il divorzio) ma era cento volte più socialista e statalista di un Bertinotti, di un Vendola o di un Bifo.

  • Kiddo

    HEh…HEE!!! Breve e arguto . Il commento migliore. 😉

  • Fottimadre

    Bersani SUCA…

  • radisol

    Bah, quello che ha garantito uno “stato sociale” decente almeno fino al 1976 ( cioè alla “politica dei sacrifici” imposta dal Pci in nome del “compromesso storico” con la Dc e con Agnelli) è stata l’esistenza del “blocco dell’est” e della guerra più o meno fredda …. non lo stalinismo, finito nel 1953 … ma semplicemente l’esistenza dell’altro blocco che consigliava ad ovest una politica “socialdemocratica” ( anche da parte di partiti non propriamente “socialisti” come la Dc) per evitare uno scontro sociale troppo dirompente.
    E’ vero quindi che Fanfani, come “politica sociale”, era oggettivamente più a sinistra della “sinistra” attuale …. ma non perchè era più “buono” di Vendola o di Bertinotti, ma per i motivi suddetti … questo non impedì comunque che la stessa DC usasse i golpe annunciati, i “rumori di sciabole” e le stragi quando la distribuzioNE delle briciole non bastava a tacitare il conflitto sociale.
    E comunque allora il tutto ( distribuzione delle briciole compresa) era finanziata a debito, cosa che oggi, rimanendo in questa Europa, non sarebbe possibile ….

    Che c’entra poi Bifo, accostato a Vendola e Bertinotti, che è sempre stato all’estrema opposizione di ogni tipo di governo, proprio non si capisce …..