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6 DOMANDE A BEPPE GRILLO

DI ALESSSIO MANNINO
ilribelle.com

Fuori i secondi. Il comico genovese decide di battersi, con il “suo” MoVimento
5 Stelle per dei seggi in Parlamento. Noi rispettiamo la scelta e da oggi lo
“trattiamo” come politico.
A iniziare dal porgli qualche quesito.

Con la “Woodstock” musicale del 25 settembre scorso a Cesena, Beppe Grillo ha saltato il fosso: è ufficialmente in politica con il suo Movimento 5 Stelle per correre alle elezioni parlamentari. Non più solo le comunali e le regionali, dunque. Ora Grillo punta a mandare a Roma una pattuglia di suoi ragazzi. Pur disprezzandola, accetta di mettere piede nella “cloaca” di Montecitorio e Palazzo Madama. Il programma ce l’ha, una schiera di intellettuali e giornalisti simpatizzanti pure, l’esercito di “grillini” sul territorio è pronto. Manca, come vedremo, l’idea di fondo che fornisca uno scopo ultimo chiaro e veramente “rivoluzionario”.

Anti-partito?

Beppe giura: il mio non è e non diventerà un partito. Questo è vero in parte. Con buona pace della retorica anti-leaderistica, Grillo è un leader a tutti gli effetti. Non solo ci mette la faccia, senza la quale i suoi giovani entusiasti ma acerbi non prenderebbero un voto. Basterebbe dare un’occhiata al “Non-statuto”1 del movimento per leggere ad ogni riga il suo nome, legato indiscindibilmente al blog, unico e autentico centro propulsore da cui s’irradia ogni attività organizzativa e di propaganda. Ma più semplicemente, il suo “non-partito” è lui: il suo carisma, la sua oratoria efficace perché sintonizzata sulla “pancia” dell’opinione pubblica, il fatto che sia lui – coi suoi collaboratori – a dettare l’agenda della protesta dal blog, il contatto che solo lui ha con le folle che gremiscono i suoi spettacoli. È vero che il suo movimento non è strutturato secondo l’organizzazione classica di un partito (tessere, sezioni, gerarchia, riunioni ecc) in quanto basato sul concetto e la pratica di rete mutuate da internet (i “meetup”). Tuttavia lo schema verticistico c’è, eccome. Di più: a parte il lavoro, ammirevole per tenacia sul campo, dei gruppi sparsi nella penisola, il rapporto è messianico, fra Grillo e i grillini, fra lui e la base. 

Tutto bello ma…

Dice: il programma è stato elaborato coi contributi via web dei tanti militanti. Ma i temi di fondo li decide Beppe coi suoi post quotidiani su internet. E il collante emotivo e identificativo (fattore essenziale in qualsiasi aggregazione collettiva) è fornito dalla sua persona, dalla sua irruenza, dai suoi slogan. Attenzione: non vogliamo minimizzare. Scorrendo i contenuti della piattaforma del movimento2, sintetica e vivaddio scritta in un italiano comprensibile a tutti, le proposte per dare un volto più umano a quest’Italia depredata dai partiti e dai potentati economici e sfigurata da uno sviluppismo senza freni ci sono e la maggior parte di esse sono condivisibili, mentre altre sono francamente ingenue o strampalate. 

Stato e cittadini: via il lodo Alfano, basta Province, fine dei privilegi per la Casta, referendum abrogativi e propositivi senza quorum. Partecipazione via web dei cittadini ad ogni incontro pubblico: in che senso? Ci si limiterà a guardare le sedute dei consigli comunali come già avviene da qualche parte, o i cittadini potranno dire la loro in qualche modo, cosa realisticamente impraticabile? E soprattutto: una volta fatto il repulisti da pregiudicati e collezionisti di poltrone, in cosa sarà migliore l’attuale sistema parlamentarista, se non si cambia la forma-Stato, ufficialmente una democrazia rappresentativa su scala nazionale, di fatto una partitocrazia al servizio degli interessi economico-finanziari sovranazionali? 

Energia: bene l’adeguamento degli edifici, a partire dalle case private, a standard di consumo sul modello ecologista della Provincia di Bolzano e della Germania, bene gli impianti di auto-generazione, bene le fonti rinnovabili, bene che venga espressamente citato l’autoconsumo. Su questo punto, decisivo, Grillo propone idee convincenti. Eppure, senza che questa voglia essere una critica ma semmai uno stimolo, bisognerebbe chiarire una questione fondamentale: si è disposti o no alla rinuncia di certe comodità, di alcuni comfort dati per scontati, pur di ridurre il volume di energia prodotta? 

Capitolo informazione: ok l’abolizione dell’abominevole legge Gasparri, dell’inutile Ordine dei giornalisti, degli oligopoli editoriali (televisioni e stampa) con lo stop a quote proprietarie superiori del 10% e l’obbligo di azionariato diffuso (public company), tetto del 5% alla raccolta di pubblicità nazionale, divieto di partecipazione in giornali, radio e tv a banche ed enti pubblici. Naturalmente c’è una forte sensibilità alla promozione dello strumento internet (cittadinanza digitale, accesso mobile generalizzato, tariffe più basse). Domanda: visto che l’orizzonte tracciato da Grillo è quello di un mercato puro, seppur mitigato dalla public company, dove a farla da padrone sarebbe il web e dove in ogni caso il Grande Fratello televisivo resterebbe intatto a far danni, come sostenere l’insostituibile valore della carta stampata ultimo baluardo di riflessione nell’overdose della comunicazione moderna?

Limitatezza

Economia. Qui emergono chiari i limiti del grillismo. Perché va benissimo la class action, ottima l’eliminazione della legge Biagi, perfetto l’appoggio a industria agroalimentare e manifatturiera «con un prevalente mercato interno», d’accordissimo sul favorire le produzioni locali. Ma come le si favoriscono? E poi: aboliti i monopoli di fatto (ferrovie, Eni, Enel, Telecom, ecc), che facciamo, diamo in pasto servizi essenziali al solito mercato? Con quali regole? 

Sussidio di disoccupazione: e sia, ma non viene spesa una parola che sia una sul modo in cui superare l’economia capitalistica globale che abbisogna di una riserva permanente di disoccupati infelici per prosperare e inseguire la mitica “crescita”. Sul potere ricattatorio della finanza bancaria sulle imprese e sui singoli cittadini, strozzati a vita dalle rate del mutuo e del prestito, non c’è assolutamente nulla. Per non parlare della costruzione a misura di banche che è stata fatta dell’Unione Europea, di cui gli italiani sono sudditi stupidamente europeisti: su questo, nada de nada. 

Su trasporti, salute e istruzione ci sono luci (incentivazioni dei mercati locali, blocco di grandi opere come il Tav, promozione dei farmaci al di fuori del circuito delle multinazionali, liste di attesa pubbliche e online, obbligo di insegnamento dell’italiano agli stranieri per la cittadinanza) e ombre (il telelavoro che ci relegherebbe a casa, auto-internati, il sostegno a stili di vita salutari: salutari per chi?, l’integrazione della scuola con le aziende, l’inglese fin da poppanti, internet al posto dei libri: praticamente le “tre I” berlusconiane). 

Volare alto

Dove vuole andare a parare, il movimento grillino? Beppe insiste col dire che loro “volano alto”, a differenza dei partiti che mestano e rimestano nel vuoto. Mi spiace, ma non è così. I partiti sono finiti, nel senso che non solo non garantiscono la democrazia, ma ne sono l’antitesi. Però le 5 Stelle sono assolutamente insufficienti. Dopo aver reso l’Italia un’oasi ecosostenibile, un’angosciante Svizzera linda e ordinata moltiplicata per dieci dove le caprette ti fanno ciao, la nostra vita migliorerebbe di sicuro, ma noi non staremmo meglio. Perché non sarebbe modificato di una virgola il principio cardine del modello di sviluppo che ci schiavizza: il dominio dell’Economia sull’Uomo. Grillo ammette che, dopo il comunismo, anche il capitalismo ha fallito. Ma lo si supera forse evitando maniacalmente di buttare le cartacce per terra? O non si deve forse ripensare l’intero edificio sociale e culturale in cui siamo rimasti prigionieri? Beppe ci accuserà, come ha fatto in un articolo sul suo blog, di essere degli “invecisti”3, perché denunciamo che invece di parlare di certi temi si limita ad affrontarne altri. Ma insistiamo col rivolgergli le domande che gli abbiamo già posto di recente4, senza ricevere risposta.

 

1) è contrario oppure no al sistema di vita che facciamo?

2) è deciso o no a combattere le strutture che lo reggono (piovra bancaria
internazionale, grandi industrie multinazionali, burocrazie mondiali)? 

3) Il problema principale del nostro tempo, la globalizzazione che mercifica
gli uomini e livella le culture, è o non è per lui il grande tema che
racchiude tutte le nostre disgrazie? 

4)Abbraccia o no, senza se e senza ma, la prospettiva della decrescita?

5) E l’autonomismo locale delle piccole patrie – non il federalismo pataccaro
della Lega – può essere la bussola per una gestione del potere pubblico
liberata dal parassitismo degli Stati-nazione?

6) E l’Europa, dobbiamo lasciarla in mano alle lobby santificate dal Trattato
di Lisbona, o dobbiamo infonderle un’anima tentando una via europea diversa
dall’iper-liberismo che da Washingon a Pechino stritola il pianeta?  

Questi interrogativi, secondo noi, possono essere una bozza di partenza per discutere con quanti – i Giulietto Chiesa, i Maurizio Pallante, i valsusini e le popolazioni in rivolta, i cattolici critici della modernità, gli ambientalisti radicali, gli stessi grillini –  sono convinti che non ci sia più nulla da salvare e tutto da ripensare. Grillo, invece, rischia di farsi fagocitare e neutralizzare dal blob parlamentare. Se vuole evitare il pericolo di essere digerito e risputato fuori, dovrebbe darsi un insieme coerente di obbiettivi finali per abbattere il sistema, non per riformarlo. Ma cosa vuole, veramente, Beppe Grillo?

Alessio Mannino
www.ilribelle.com/
10.10.2010

Note:

1) http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Regolamento-Movimento-5-Stelle.pdf

2) http://www.beppegrillo.it/iniziative/movimentocinquestelle/Programma-Movimento-5-Stelle.pdf

3) B. Grillo, «Gli “invecisti”»,”http://www.beppegrillo.it” www.beppegrillo.it, 22 settembre 2010

4) A. Mannino, «Caro Grillo, noi non siamo politici, ci risponde per favore?»,   “http://www.ilribelle.com” www.ilribelle.com, 30 settembre 2010

Per gentile concessione de “La Voce del Ribelle”

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VEDI ANCHE: ALESSIO MANNINO – GRILLO. DI PIETRO E IL PENSIERO CHE NON C’E’

Pubblicato da Davide

39 Commenti

  1. Ho una settima domanda da aggiungere:
    é il caso di continuare a partecipare alle guerre per esportare democrazia?

  2. Bellissimo.
    Io non rispondo, vorrei lo facesse direttamente lo staff del Blog o Beppe stesso.
    Mi limito a fare una considerazione.
    Alessio Mannino, lei potrebbe fare domande e porre questioni a tutte le forze politiche in qualità di giornalista. Non si è accorto però che la qualità delle questioni che pone in questo articolo è direttamente proporzionale alla qualità del Movimento stesso ?
    A quali partiti potrebbe rivolgersi andando a spulciare un simile programma, una paragonabile azione concreta sul territorio ?

    Saluti

  3. Proviamo a rispondere.
    E’ facile chiedere a Grillo se e’ a favore o contro il sistema di vita che facciamo, la globalizzazione, la decrescita. Ma Lei, Mannino, cosa vorrebbe fare? Accusa di utopismi o idee vuote Grillo, pero’ anche cambiare questo mondo globalizzato da un giorno all’altro e’ pura utopia. Non dobbiamo chiaramente farci partecipi di un rapporto messianico con Grillo, ma solo ascoltare i suoi suggerimenti e PROVARE A FARE QUALCOSA, non solo stare seduti a criticare chi perlomeno, come Lei stesso ammette, propone molte cose condivisibili, cosa che nel nostro Paese NESSUN ALTRO fa.
    In quanto alle banche, Grillo dovrebbe parlare del Trattato di Lisbona, ma perlomeno ha denunciato piu’ volte le banche italiane coinvolte in scandali (senza contare la vicenda Parmalat).
    Federalismo: io credo che sull’ autonomia delle piccole patrie il programma di Grillo sia abbastanza chiaro.
    Votare o non votare Grillo non e’ il tema in discussione, parliamo degli argomenti e dibattiamo.

  4. A forza di denunciare il sistema e di essere “contro”, si finisce per diventare utili strumenti di coloro che vorremmo abbattere.
    In questo Mannino e anche Grillo, hanno da riflettere…
    La vera sfida è usare ciò che esiste per il benessere della nostra comunità e Grillo ha delle ottime idee che, se fossero messe in pratica, cambierebbero davvero le nostre comunità.
    Mannino cosa propone, a parte essere “contro” per definizione?

  5. Si, una bella dimenticanza, pensava troppo a criticare Grillo.

  6. Sottoscrivo. Ma ad Alessio Mannino rivolgo io una domanda. Perché Movimento Zero non decide di stare con i valsusini con Maurizio Pallante e con noi di Alternativa? Che cosa significava quel “passiamo all’azione” che ha condotto Massimo Fini a costituire quel movimento? La critica della democrazia (che in gran parte e forse in tutto) io condivido con Movimento Zero impone l’inazione? O comunque c’è democrazia e democrazia e nei regimi democratici possono esservi contenuti normativi di un tipo o di un altro? Intanto entrate anche voi di Movimento Zero nel processo di costituzione del nuovo partito. Sareste importantissimi: perché siete bravi e siete diversi, pur avendo con noi e gli altri alcuni elementi comuni, che emergono proprio dalle domande poste a Grillo. Valoriziamoli. Divisi non si può nulla. Uniti, è possibile un nuovo inizio

  7. Sono andato a controllare: Grillo ha parlato eccome del Trattato di Lisbona, il 15 novembre 2010. Cercare Il trattato di Lisbona-blog di Beppe Grillo.
    Il mestiere di giornalista e’ basato su cercare prima di sparare sentenze, imparare perfavore, signor Mannino.

  8. il 15 novembre 2010 ti informo che è oggi 😀

    ecco l’articolo sul trattato di lisbona

    http://www.beppegrillo.it/2008/07/il_trattato_di.html

  9. Mi sembra più che giusto che i giornalisti pongano domande a un soggetto politico che sta acquistando un tale peso, soprattutto potenziale.

    Vorrei solo dire che il discorso del “leader” è giustificabile, ma non realmente giusto:

    Grillo ha il suo modo, caratteriale, di imporre i suoi temi, attraverso il blog, ma il movimento avrà un portale tutto suo, con dibattiti e votazioni autonome.

    Indubbiamente l’enfasi di Grillo, conterà. Ma, come per i meetup, poi chi lavora nel dettaglio prende le sue decisioni autonome.

    In secondo luogo: Grillo e i ragazzi dei meetup sono il lievito, la farina e il calore per cuocere ce lo deve mettere la gente.

    E’ stupido chiedere a un movimento “autoconvocatosi” di avere già idee chiare, ideologie e progetti per tutto.

    il Non-Programma è una bozza, è stato detto spesso. Poi chi andrà “nel palazzo” avrà il dovere di ridiscuterlo punto per punto, sottoponendo a voto le posizioni.

    Ben vengano le domande e le critiche.
    Ma l’atteggiamento dell’articolista mi sembra un po’ da puzzone…
    “non è tutto, allora non è niente”

    Io, di Grillo, personalmente ammiro e apprezzo la voglia di sbattersi e di farsi strattonare, soprattutto per uno che sarebbe potuto campare e fare milioni con la sola mimica facciale e qualche battuta cattivella, alla Crozza (massima stima, eh!)

    Uno che ci almeno ci prova, a cambiare le cose, merita il mio rispetto
    Poi se non fa tutto giusto, sta a me fare la mia parte e correggere quello che ritengo migliorabile…

    se me ne sto seduto al computer, non ho il diritto di fare lo snob..

  10. sono perfettamente d’accordo.

    E comunque, fatte salvo che le domande sono lecite, perchè la gente pensa che Grillo poichè è entrato in politica debba allora per forza avere una risposta e una posizione ad ogni quesito?

    non basta, almeno all’inizio, sforzarsi di fare bene?

    l’obiettivo non è cambiare le cose? e allora iniziamo a cambiare…tutto il resto verrà da sè…chi aspetta di avere le idee chiare, non cambia mai.

  11. Queste domande avrebbero senso se il M5s avesse ambizioni di governo. Siccome non le ha, il movimento vola alto nel senso che rimane con i piedi a terra, proponendo politiche semplici ma incisive.

    Le domande di Mannino sono valide per un partito generalista (in senso positivo).

  12. In economia Grillo non vuol cambiar nulla, anzi tende verso alla logica demenziale dell’austerità imposta dall’euro. Tagliamo gli sprechi si, ma cosa abbiamo risolto?Cambia l’italia se tagliamo le provincie o non diamo più soldi ai quodidiani? Siamo in balia dei mercati finanziari, non ci possiamo permettere nessuna politica economica alternativa visto che viviamo all’interno di una gabbia che si chiama euro…se vogliamo solo comprare i gessetti per la scuola dobbiamo chiedere gli euro ai mercati dei capitali privati e decidono loro la percentuale di rendimento.

    Poi sempre contro la Casta Italiota, perchè tutte queste energie non le spende contro i burocrati europei non eletti da nessuno?
    Come mai Grillo Usa toni allarmisti sul debito pubblico invece di denuciare il crimine di coloro che l’hanno internazionalizzato e ci hanno tolto ogni possibilità di creare richezza?
    Un altra questione inacettabile è far parlare ogni lunedi uno dei peggiori fondamentalisti del libero mercato come Travaglio..

  13. Grillo puo tagliare le province, gli sprechi ecc, ma nessun movimento o partito può cambiare le cose..gli mancheranno sempre le risorse per farlo, visto che lo Stato non può creare più richezza.
    Grillo non lo sa? illudere le persone ha cambiato solo una cosa..il suo conto in banca.

  14. Grillo e’ il classico demagogo che non sa che pesci prendere.
    Si smetta di parlare di fallimento del socialismo! Socialismo e’ altro che la Russia di Stalin!!!

  15. Vedi tre articoli più sotto, giusto per dire….

  16. si parla e si critica…
    Signor Mannino,Lei preferisce continuare ad andare avanti cosi coem si sta facendo ora?
    Non crede che anche se il Signor Grillo non rispondesse alle sue domande,in ogni caso le cose migliorerebbero per tutti?
    Certo,Lei pretende di cambiare il mondo in tutto e per tutto dall’oggi al domani.
    Cominciamo a cambiare un passo per volta tirando fuori i comuni cittadini dalla merda di oggi,e poi pian piano si possono affrontare i temi più scottanti. Non crede?
    Le 6 domande:

    1 Crisi a parte,a Lei fa schifo il sistema di vita che facciamo?

    2 Se si informa,vede che da sempre Grillo spara merda e va contro le multinazionali,banche ecc.. O per caso legge solo quello che le fa comodo?

    per la domanda 3,non crede che ci si possa pensare in un secondo momento quando le cose potranno andare un pò meglio per tutti,o per Lei è una precedenza assoluta?

    4 Dev’essere per forza obbligatoria la prospettiva della decrescita?

    5Anche di uesto in passato ne ha parlato,basta fare delle ricerche..

    6 Per questa domanda,hanno gia risposto in un precedente commento..

    Se arriva qualcuno con delle idee veramente nuove,e sopratutto con un programma chiaro e vero,ben venga,siamo stanchi di questi “sfruttatori” che si fanno chiamare politici.
    Ben vengano i ragazzi del 5 stelle,anche se senza ersperienza politica. (quelli attuali,che esperienza hanno oltre a quella di arricchirsi mandando il paese i i loro cittadini in fallimento?)
    Mi scusi,ma leggendo ciò che scrive,mi dà idea di uno di quei soliti infiltrati nei cortei di proteste per creare disordini e cosi,scuse per poter manganellare i poveri cittadini che protestano in modo pacifico.
    A tutti Noi,Lei compreso,serve solamente un bell’esame di coscenza,e la voglia di cambiare il nostro paese in meglio.

    Cordiali saluti

  17. potrebbe fare un dvd per rispondere:)

  18. la sostanza del tuo argomento è quindi: “non si possono cambiare le cose perchè non si possono cambiare le cose”

    Cavolo, che forza argomentativa! e che visione civica evoluta!
    Tutti a farsi i cazzi propri, insomma!

    Le cose sono cambiate, eccome. Se non te ne sei accorto, sono state già elette delle persone, alle regioni e nei comuni.
    Persone che NON rispondono a Grillo, ma ai movimenti ed a chi li ha votati.

    E davvero, informati.
    Grillo era ricco, ricco del suo lavoro!, ben prima di cominciare l’attività del Blog, nel 2005.

    Se avesse voluto arricchirsi, poteva continuare a fare le pubblicità degli Yogurt…

    scommetto che nella vita tu sei uno di quelli che dice sempre “sissignore” e poi al Bar, agli amici, dice:
    “ma guarda, ho accettato solo perchè non avevo voglia di piantare un casino! ma la prossima volta…eh…”

  19. Bell’intervento, questo di Mannino.
    Le risposte e le possibilitá che il cambiamento si realizzi stanno tutte nelle intenzioni di tutti i gruppi e i movimenti che compongono la cosiddetta “societá civile” di dialogare, mettere in rete tutte le proposte e farne una sinergia.
    Non ho molta fiducia peró, da troppi anni non si dialoga e piú si parla di unire le forze, piú ognuno va per conto suo, convinto di avere la ricetta giusta, quando la ricetta giusta é semplicemente un mix di tutti gli ingredienti.
    Grillo purtroppo, con la sua furia iconoclasta, é l’ennesimo che si é infilato in questo tunnel, dove, nonostante le buone intenzioni sventolate in questo articolo, vedo anche Mannino e compagnia bella.
    Sul lungo periodo forse qualcosa cambierá, in fondo ogni cambio di secolo porta una lunga transizione verso un cambiamento. Sul breve-medio termine prevedo tempi ancora piú bui.

  20. A mio avviso le risposte ci sono tutte.
    Ad esempio questa di Lester Brown mi sembra una risposta seria.

    Siamo tutti coinvolti. Lester Brown a Woodstock 5 Stelle:
    http://www.youtube.com/watch?v=OrNitxOOKrk

    Non sono in grado di dire quali siano gli scopi finali o secondari di Grillo. Per alcuni è onesto per altri è solo un venditore di DVD…. ognuno può pensare ciò che vuole. Quello che ho visto con i miei occhi al Woodstock 5 Stelle e che le cose hanno funzionato alla perfezione.

    Sono stati prodotti 56,64 tonnellate di “rifiuti” e ne sono stati riclicati il 91% (alcuni dei quali venduti). Tenendo conto di un flusso di circa 150.000 persone in 2 giorni i risultati sono più unici che rari…. e naturalmente si può far meglio.

  21. Le domande da porre a Grillo per me sono tutt’altre. 1)quanti anni servono per mettere in moto la macchina meravigliosa che prospetti? 2)quanti soldi pubblici servono? 3)in quanto tempo gli utili copriranno per intero il valore degli investimenti? 4)nel frattempo come mangiamo? con le privatizzazioni? Allora ne ho già vista di gente che volava alta!

  22. c’è un bell’articolo in rete del professo Montanari che potrebbe farti capire che Grillo non è diverso dagli altri.

    E’ quello che mi ha colpito più di tutti ma potrei ritrovare tanti link in cui si parla dell’opportunismo di grillo e dei grillini.

    “GRILLO, TRA POLVERI SOTTILI, CAUSE USA E GETTA E SILENZI”
    [www.comedonchisciotte.org]

    Suppongo tu non l’abbia letto visto che non ho trovato un tuo commento

  23. che sia oggi o domani io l’articolo l’ho trovato. alla fine, ha ragione quel lettore che dice: per Mannino e quelli come lui visto che le cose non si possono cambiare allora non si cambiano.

  24. Lasciamo perdere Grillo allora, pero’ fatemi capire, se il vero problema, come mi sembre stiate sempre sottolineando, sono le caste bancarie internazionali (magari ebree) mi spiegate che soluzione avete per batterle e cosi’ chissa’ finalmente poter dire che le cose si possono cambiare???

  25. In Romania rimpiangono il comunismo perche’ a loro piaceva lavorare 6 ore al giorno a stipendio garantito. E’ fallito quel sistema, e’ fallito anche quello capitalistico, allora parliamo di socialismo flessibile, come in Svezia dove mantenendo le coperture sociali hanno pero’ affrontato il problema fiscale ammettendo che non si puo’ sempre garantire tutto a tutti. Ma tutto dipende da quanto si collabora a livello di societa’, questo significa socialismo (leggere Durkheim).

  26. Ritengo sia giusto definire il movimento di Grillo un movimento politico .
    E come tale ha le sue strategie . Per parlare ad un popolo sonnolento come quello italiano c’è bisogno di tattica e Grillo la ha sfoderata. Nel farlo, è logico che vi sia predilezione nel toccare certe tematiche e tralasciarne delle altre; ciò non vuole dire che automaticamente queste ultime siano messe da parte definitivamente. Riuscire a spiegare alla gente certe cose non è per nulla facile , si rischia di allontanarla ,invece che avvicinarla. Qualcosa occorre sacrificare, siamo molto lontani, come popolo, da una” sostanziosa “presa di coscienza generale. Chiaramente i più informati e tosti osservano, criticano ed è giusto che certe domande se le pongano. C’è da dire che Grillo scompagina , si infiltra e scardina ( vedi elezioni in Piemonte ). Anche il movimento di Grillo , come la lega, avrà i voti che si merita. Ciao.

  27. Della serie “chi ha pane non ha denti” potremmo dire che Grillo ha la comunicazione dalla sua, quella efficace in questo momento, calibrata sui gusti, le percezioni, la “consapevolezza” (si fa per dire) di molta gente e di molti giovani in cerca d’autore. Poteva mettere questo strumento, la comunicazione in competizione con quella del sistema coi suoi media, al servizio di un fine migliore? Certo che sì in linea di principio, certo che no da un punto di vista realistico. La politica e chi l’interpreta si giudica prima dalle parole e poi dai fatti. Siamo abituati al tradimento dei fatti sulle parole, e Grillo probabilmente non farà eccezione, non può farla più di tanto perchè i fatti suoi sono gli stessi fatti di questo sistema che si difende per cooptazione. Non basta parla male delle banche il giorno X e lasciar cadere il discorso negli anni seguenti, senza svilupparlo e portarlo a logica conseguenza, soprattutto se questa logica conseguenza danneggia direttamente e indirettamente lo stesso affabulatore. Di questa pagliacciata ne abbiamo abbastanza, i politici classici sono già comici involontari, di un comico vero non abbiamo alcun bisogno.

  28. veramente mi sono abbastanza informato sulla questione…e non solo dalla parte di Montanari.

    Ci sono forti dubbi che Montanari sia quel paladino che pretende di essere.

    qui la giornalista che per prima fece l’appello, che riassume la vicenda, avendovi partecipato in tutte le fasi:

    http://www.savonaeponente.com/2010/01/29/microscopio-montanari-grillo-stavolta-e-finita-davvero/

    Montanari ha usato il microscopio in questione per analisi di laboratorio “a pagamento” e non per la ricerca, tanto che NON HA PRODOTTO nessun risultato scientifico (o meglio, non li ha prodotti la Dott.sa Gatti, la moglie, visto che lui quel microscopio NON lo sa usare, per sua ammissione.).

    quindi la ONLUS cui era intestato il microscopio lo ha spostato a Università di Urbino, a causa dell’inutilizzo per gli scopi originari, Università dove comunque Montanari ha facoltà di accedervi e utilizzarlo come preferisce.

    quanto all’obiezione che Montanari ha posto per questa soluzione, cioè che “Urbino è distante 3 ore di macchina”, beh ragazzi…lavoro nella ricerca contro il cancro, e per i ricercatori è normale trasferirsi all’estero…
    non mi sembra che stiamo parlando di “sabotaggio”

    e se proprio dobbiamo parlare di scorrettezze, utilizzare per analisi PRIVATE a pagamento un microscopio regalato da migliaia di sottoscrittori per SCOPI DI RICERCA…beh..non mi piace.

    Che Montanari smetta di chiacchierare e “mostri” le ricerche che ha fatto…se vuole l’affido assoluto del microscopio, dimostri come lo usa.

    almeno un articoletto scientifico l’anno lo potrà produrre, no?

  29. Io l’ho letto ed ho risposto inserendo alcuni link su affermazioni della Bortolani in risposta alle accuse di Montanari solo per completezza di informazione. Montanari mi ha risposto che erano tutte falsità.
    Entrambi affermano che la controparte mente ma io non conosco Montanari ne conosco Grillo e la Bortolani e non posso sapere chi dice la verità. Son contento che tu l’abbia trovata così facilmente la verità.

  30. La decenza e l’umiltà non sono mai vizi, mentre i sofismi lo possono essere.

  31. L’articolo del Gran Sacerdote Mario Monti sul Corriere del 31 ottobre scorso e il manifesto politico di Arnaldo Bagnasco (CEI) parla chiaro: le riforme sono ferme agli anni ’90 e quindi bisogna riavviarle (armonizzandole ora al Trattato di Lisbona). Naturalmente mi pare inutile specificare che cosa dice il Dizionario Orwell alla voce “riforme”.
    E siccome siamo in grave ritardo dovremo correre ancora più velocemente.
    I temi fondamentali vengono solo sfiorati per non irritare naturalmente la Pirateria Anonima Internazionale che se no ci presta i soldi a un interesse più oneroso.
    Essendo un dogma, la mitologia creazionista sulla proprietà del denaro all’origine non si può mettere in discussione.
    Quindi mi chiedo: chi ha il potere di fermare questa demolizione controllata dello Stato?
    Ipotizziamo che Grillo sia in buona fede.
    Grillo può mettersi di traverso al Dio Mercato?
    Con che mezzi?
    Con le piazzate catartico-ludiche?
    Però almeno lui fa qualcosa dice qualcuno.
    Infatti ci sta preparando per la prossima disillusione collettiva che ci spingerà nelle braccia tentacolari dei salvatori che si stanno già fregando le mani.

  32. Questo ciò che afferma:
    “Israele vuole creare un cordone di sicurezza intorno a sè con i bombardamenti, dal Libano a Gaza. Ma non saranno le bombe a portare la sicurezza. Per ogni civile ucciso, ci saranno cento terroristi in più. Per ogni bambino libanese, palestinese, arabo ucciso, mille terroristi in più. Israele si mette sullo stesso piano dei suoi nemici quando massacra i civili e, per questa ragione, potrebbe non avere domani più amici in Occidente. A Israele si chiede di essere non solo più forte di chi la vuole distruggere, ma anche migliore.

    Grillo allineato quindi con la peggio parte di “sinistra per israele”, quella di fassino e compagnia che il palestinese se si ribella è terrorista. Grillo come gli altri, vuole il palestinese buono, servizievole, paziente e comprensivo verso le sevizie dell’occupante, nell’attesa che tra tremila anni il padrone sionista conceda uno straccio di libertà dentro 700km di muro. C’è ancora qualche idiota che crede nel sionismo buono.. guardacaso nella stessa barchetta ideologica ci stanno pure quelli della decrescita e del capitalismo buono

  33. Ci sono molte aspettative nell’aria. Addirittura di cambiamento di sistema.

    Restando con i piedi per terra, mi sembra saggio e realistico invece attendersi una sequela di false partenze. Sara’ una situazione estenuante, ma che permettera’, molto lentamente, di amalgamare la voglia di nuovo “giovanile”.
    Il movimento di Chiesa non va da nessuna parte se non attira i giovani sani. I giovani sani a loro volta non ce la faranno se non hanno possibilita’ di farsi le ossa. Bisognerebbe fare in modo che nelle numerose false partenze, programmate vista la situazione, si dia opportunita’ a costoro di accumulare un minimo di esperienza che verra’ buona quando la partenza sara’ da una piattaforma ben piu’ solida delle varie zattere odierne, dove ognuna naviga per conto suo, generalmente con un nocchiero abbastanza anziano.
    Chi ambisce a cambiare il sistema, farebbe meglio a trovare un numero sufficiente di adepti, domiciliarsi tutti in una stessa provincia, governare la provincia con i nuovi principi dimostrando al resto del paese che e’ cosi’ che va’ fatto. Gli altri, osservando che effettivamente li’ sono governati meglio, i cittadini sono piu’ autoresponsabili e meno corrotti, eventualmente si renderanno conto che conviene seguire il nuovo modello.

    Ma prima occorre provarlo in piccolo, il nuovo modello, e non a parole ma con i fatti.
    Probabilmente una regione dalla mentalita’ molto diversa dalla mentalita’ tipica (quella corrotta, irresponsabile, furbastra), e’ quella degli altotesini. Allora si provi il nuovo modo di governare partendo da li’, dal Trentino Alto Adige.
    Di carta per terra da quelle parti se ne butta gia’ molto poca.

    Vedo il Mannino che fa’ la faccia da schizzinoso. Lui non si sente mezzo tirolese. Lui la carta preferisce buttarla per terra, perche’ lui e’ un tipo creativo. Come mai si sente mezzo bulgaro, mezzo ungherese, mezzo belga, visto che l’Italia fa parte dell’UE? E 2/3 americano, se si tiene conto del peso che esercita la NATO sull’Italia! E’ dura non sentirsi mezzi tedeschi se si fa parte dell’UE.
    Dov’e’ il problema a seguire la mentalita’ dei mezzi Tirolesi? Hanno la provincia meglio governata d’Italia. In campo energetico stanno dando punti a tutti. Come stile di vita, penso alle discariche, non c’e’ paragone con l’amministrazione campana. Le ndranghete sono meno diffuse che in Lombardia. Si parta da li’, perdinci!

    Da dove le cose funzionano, si parta. Non da dove si vorrebbe che funzionassero.
    A meno che non si sia affetti da schizzinosaggine purulenta. In quel caso, marcisci nel letame, facendoti domande in eterno, Mannino. I mezzi tirolesi non hanno bisogno di te, sei tu che hai bisogno della loro mentalita’ pragmatica, prima di pensare all’UE.

    Meglio indossare gli stivali, ci sara’ molta melma da attraversare. L’ho gia’ detto: si guardi all’Argentina recente, senza fare gli schizzinosi. In fondo l’italia non viene fuori da una dittatura militiare ma solo mediatica. Quindi le false partenze potrebbero rivelarsi piu’ snelle di quelle Argentine. Pero’ ci saranno, se la storia insegna qualcosa. I politici noti non si fanno mai da parte tutti assieme spontaneamente. Solo a colpi di ripartenze.
    Nel frattenpo si vada alla ricerca di un governatore di regione con le tasche piene dell’UE, del FMI e della NATO. Esattamente quel che fecero gli Argentini, ma solo dopo parecchi tentativi. Loro partirono dal pessimo Menem, eppure ce la fecero ad arrivare infine ad un Kirchner. L’Italia parte da B. che non e’ Menem. Le risorse umane non mancano per scovare un Kirchner all’altezza. Non subito, solo col tempo potra’ emergere chi avra’ la stoffa per fare il Kirchner della situazione Italia, sempre che lo votino per lo meno la meta’ dei votanti, quelli che sono sopravvissuti alla lunga traversata della melma. Traversata che alla fine riunisce.

    E’ la selezione della melma. Non e’ roba per schizzinosi.

  34. Le domande di Mannino sono legittime, ma resta il fatto che il movimento politico di Grillo è l’unico con un programma degno di questo nome e che riesce a ridestare la migliore gioventù di questo paese.

  35. Ancora con i miti fritti e rifritti dell'”azionariato diffuso”, delle “public company” etc. Sono stati i “valori fondamentali”, in campo economico, del “capitalismo temperato” di Prodi, e hanno portato, di fatto, alla svendita di gran parte del patrimonio pubblico in favore non di “azionisti diffusi” ma di ben precisi oligopoli. Oggi all’ordine del giorno, se si vuole essere alternativi, ci dovrebbe essere la ripubblicizzazione e la ri-nazionalizzazione del patrimonio pubblico (e la sua difesa quando è ancora tale), e non illusorie e soprattutto mistificanti utopie.

  36. Quando si potrà davvero friggere l’aria, il Grillo Nazionale entrerà nella classifica dei primi dieci di Forbes, magari scalzando Ortega (quello di Zara). Hai ragione, questo sarebbe il punto primo di un programa politico davvero sensazionale e popolare. Altro che il transumanesimo avatarianecologista. L’utopismo ecologista è importante soprattutto al 33º piano della piramide pseudoegizia ma lo psicoimpostore/psicosmemorato/psicobuffone (a seconda della prospettiva) ce lo vuole vendere come urgente. Così come la neoicona Svendola (quello che invita Schwarzy in Puglia). Altro punto chiave sarebbe la riforma della magistratura: radiare/allontanare/pensionare, a seconda della colpa, il 20% dei magistrati al fine di incarcerare almeno l’80% (sperando che Pareto avesse ragione) dei VERI criminali che circolano liberamente in Italia. D’altra parte, di chi è, se non della magistratura, la colpa della serie di scippi nazionali perpetrati negli anni ’90? In un paese normale, come ama tanto sproloquiare il Travaglio Nazionale, un Draghi sarebbe in carcere da 15 anni. Illusioni naturalmente, sappiamo bene che l’11º piano della piramide, di cui sopra, non vuole la riforma della magistratura. Mica vogliono suicidarsi, no?

  37. Grillo è l’ennesimo partito di sinstra punto e a capo. E’ molto simile all’IDV tant’è che parecchi voti sono arrivati da lì. E’ asservito agli USA perchè ha imparato a capire che dileggiare chi te lo permette non è pericoloso. Se invece critichi USA, Israele, NATO, le loro controllate ed i loro progetti i rischi ci sono. Da 10 anni non parla più di signoraggio.
    Praticherà la solita politica di incoerenza come tutti i red boys installandosi in parlamento e tirando a campare perorando cause di secondaria importanza ma di grande effetto mediatico. Ci farà perdere 10 anni poi giunto alla pensione o maturità attuerà un processo di revisione del suo pensiero, ribadendo però che in quel particolare momento storico era giusto fare quello che ha fatto. Nel frattempo i cittadini italiani saranno diventati minoranza in un paese di immigrati, ma a Comedonchisciotte sembra che a nessuno freghi niente di ciò.

  38. Grillo è l’ennesimo partito di sinstra punto e a capo. E’ molto simile all’IDV tant’è che parecchi voti sono arrivati da lì. E’ asservito agli USA perchè ha imparato a capire che dileggiare chi te lo permette non è pericoloso. Se invece critichi USA, Israele, NATO, le loro controllate ed i loro progetti i rischi ci sono. Da 10 anni non parla più di signoraggio.
    Praticherà la solita politica di incoerenza come tutti i red boys installandosi in parlamento e tirando a campare perorando cause di secondaria importanza ma di grande effetto mediatico. Ci farà perdere 10 anni poi giunto alla pensione o maturità attuerà un processo di revisione del suo pensiero, ribadendo però che in quel particolare momento storico era giusto fare quello che ha fatto. Nel frattempo i cittadini italiani saranno diventati minoranza in un paese di immigrati, ma a Comedonchisciotte sembra che a nessuno freghi niente di ciò.

  39. Grillo è l’ennesimo partito di sinstra punto e a capo. E’ molto simile all’IDV tant’è che parecchi voti sono arrivati da lì. E’ asservito agli USA perchè ha imparato a capire che dileggiare chi te lo permette non è pericoloso. Se invece critichi USA, Israele, NATO, le loro controllate ed i loro progetti i rischi ci sono. Da 10 anni non parla più di signoraggio.
    Praticherà la solita politica di incoerenza come tutti i red boys installandosi in parlamento e tirando a campare perorando cause di secondaria importanza ma di grande effetto mediatico. Ci farà perdere 10 anni poi giunto alla pensione o maturità attuerà un processo di revisione del suo pensiero, ribadendo però che in quel particolare momento storico era giusto fare quello che ha fatto. Nel frattempo i cittadini italiani saranno diventati minoranza in un paese di immigrati, ma a Comedonchisciotte sembra che a nessuno freghi niente di ciò.