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11 SETTEMBRE, UMBERTO ECO E ‘GOLA PROFONDA’

DI ALCENERO
Comedonchisciotte

Il numero de L’Espresso attualmente in edicola riporta in ultima pagina la consueta “Bustina”, la rubrica di Umberto Eco pubblicata ogni due settimane dalla rivista di De Benedetti. Quella di questa settimana si intitola “Dov’è la gola profonda?”.
In essa Eco presenta l’uscita del libro “11-9 la Cospirazione Impossibile”, la pubblicazione ‘anti-complottista’ curata da M. Polidoro con all’interno un precedente articolo di Eco, che le edizioni Piemme hanno fatto uscire accanto al libro, di Giulietto Chiesa e altri, “Zero. Perché la versione ufficiale sull’11-9 è un falso”, di ben altro tenore.
In questa ‘bustina’ Eco afferma che le “teorie del complotto” dell’11 Settembre non hanno fondamento e ciò sarebbe dimostrato dalla ‘prova del silenzio’, cioè dall’assenza di una qualche ‘gola profonda’, un pentito che, per soldi, per coscienza o confidandosi con qualcuno abbia confessato di avere fatto parte del complotto.

Come tante, troppe, delle ‘contestazioni’ alla controinformazione sull’11 Settembre, gli argomenti presentati da Eco sono capziosi, pieni di ‘fallacie’ logiche (cioè di trucchetti retorici, si veda ad esempio l’articolo: “L’inventore del grande complotto”) e lasciano anche molto un’idea di ‘opinioni per partito preso’. Prima di affrontare la sua presunta ‘prova del silenzio’, vediamo quali sono gli artifici retorici utilizzati da Eco per sminuire le opinioni con cui non è d’accordo.
Il primo ‘trucchetto’ sleale è quello di citare come primo esempio ‘complottista’, fornendogli il posto di maggiore evidenza, le teorie “che si trovano in siti fondamentalisti arabi o neonazisti”, teorie antisemite, “per cui il complotto sarebbe stato organizzato dagli ebrei”. Per fortuna, a differenza di tanti suoi colleghi, Eco evita (seppur di striscio) l’usuale accostamento con i ‘negazionisti’ dell’Olocausto. Questo modo logico di procedere non è altro che una variante della tecnica cosiddetta “dell’ uomo di paglia”: si attacca un obiettivo facile per gettare fango su ciò che non si vuole discutere alla prova dei fatti. C’è ovviamente da dire che la teoria di tipo antisemita o razziale presentata da Eco è praticamente inesistente persino sul web. Per non parlare poi del fatto che gli unici libri sull’11-9 che la citano sono quelli che utilizzano la stessa tecnica di Eco per evitare di discutere dei fatti e delle prove. Al contrario c’è chi, affrontando seriamente il tema dell’11 Settembre, ha cercato di raccogliere (e presentare) informazioni su quale potesse essere il livello di conoscenza, e di controllo sulla situazione, dei servizi segreti israeliani (si veda ad esempio questo articolo) e la loro interazione con altri servizi di intelligence. Cosa ben diversa dall’uomo di paglia di Eco e che nulla ha a che vedere con teorie razziali.

Citando in primo luogo le pressochè inesistenti teorie razziste, Eco va poi a presentare sullo stesso piano tutte le varie ‘teorie’ sull’11-9, con il consueto tono, a cui siamo purtroppo abituati da precedenti articoli (Massimo Teodori o Vittorio Zucconi ad esempio), di chi discute di curiosità antropologiche. Naturalmente il mettere sullo stesso piano qualunque ‘teoria’ che interpreti un evento storico, al di là delle sue basi sperimentali e testimoniali, è, come chiunque può comprendere, un ennesimo trucco psicologico. Se per assurdo qualcuno dicesse che l’attentato alla Stazione di Bologna del 1980 è stato un complotto extraterrestre, ciò implicherebbe la non credibilità di un complotto di settori deviati dei nostri servizi segreti e della massoneria? Inutile rispondere, basti solo notare che, al solito, non si discute di fatti.

E’ giusto far notare la ricorrenza di questi bassi trucchetti, ma data la loro evidenza non occorre passare nemmeno troppo tempo a discuterli.

Occupiamoci invece dell’argomento principe invocato da Eco come dimostrazione dell’inesistenza di un complotto: la mancanza di ‘gole profonde’.

L’argomento è di per sé capzioso perchè parte da un assunto indimostrato e indimostrabile (l’inesistenza di complotti senza ‘gole profonde’) per arrivare ad una dimostrazione per così dire preconfezionata. Eco afferma che l’esperienza storica “ci dice che […] se c’è un segreto, anche fosse noto solo a una persona, questa persona, magari a letto con l’amante, prima o poi lo rivelerà”. Con questo argomento (che di per sé sembra anche piuttosto labile) Eco confonde, volutamente, il rivelare un segreto in forma privata con il confessarlo pubblicamente: infatti ‘gola profonda’ era il nome attribuito alla fonte anonima che diede dettagli del caso Watergate ai giornalisti del Washington Post Bob Woodward e Carl Bernstein. Non sapremo mai se qualche eventuale membro del complotto dell’ 11 Settembre ha parlato, “a letto con l’amante”, del suo ruolo, potremo ovviamente solo venire a sapere di una eventuale confessione pubblica. Se anche un tale cospiratore parlasse a letto con l’amante del proprio ruolo, forse ne verremmo a conoscenza “per sentito dire” e la cosa si diffonderebbe come una sorta di leggenda metropolitana. Possiamo tutti immaginare quanta considerazione raccoglierebbe negli articoli di Eco o di Zucconi.

Diversi controesempi mostrano invece che le confessioni pubbliche, non sollecitate, di fatti criminali sono cosa veramente rara. Occorre forse ricordare l’enorme difficoltà che lo stesso apparato statale trova nel procurarsi pentiti su di un fenomeno come la Mafia?
Pur essendo lo Stato un potere che dovrebbe essere, sulla carta, soverchiante nei confronti di quello mafioso, solo nella storia recente, dopo quasi un secolo di esistenza di una mafia moderna, è apparso il fenomeno del pentitismo. E a pentirsi sono stati solo individui irrimediabilmente agli arresti, magari sottposti al regime di carcere duro del 41bis (nota ‘fabbrica di pentiti’), e a cui potevano essere garantiti enormi vantaggi e protezioni in seguito al loro gesto.
Proprio in virtù di ciò, c’era in passato chi si diceva convinto che la mafia non esistesse: evidentemente seguivano lo stesso modo di ragionare di Eco.

Passiamo poi ad un argomento che sicuramente, per Eco, rientra nel fenomeno del complottismo ed è assimilabile a quei “Protocolli dei Savi di Sion” che, a giudicare da quante volte ne parla nei suoi articoli [1], gli sono davvero cari: l’omicidio Kennedy. Solo recentemente, dopo decenni, appare, postumo, un pentito: quell’ E. Howard Hunt che ha confessato, al figlio, sul letto di morte di avere partecipato all’omicidio. Hunt era da anni un sospettato ed era pure stato fotografato sulla scena del crimine, ma ha apparentemente aspettato gli ultimi istanti di vita per parlare (si veda anche questo articolo). Inoltre, sempre recentemente, l’ex amante di Lyndon Johnson, Madeleine Duncan Brown ha detto di avere saputo del complotto il giorno precedente al delitto e che Johnson ne faceva parte (si veda la sua intervista a questo link). Sono pronto a scommettere forti somme che Eco non sa nulla di queste notizie: i giornali che legge sono anche quelli in cui scrive, giornali per i quali i complotti in politica non esistono. Naturalmente basta sfogliare uno qualunque di questi giornali per vedere che i ‘complotti’ [2] esistono in ogni altro campo, dall’economia allo sport.

Che dire poi del caso Watergate, da cui Eco prende la definizione di ‘gola profonda’? Per inciso il caso Watergate vide tra i protagonisti proprio quell’ Howard Hunt citato in precedenza in relazione al caso Kennedy; ironia della sorte. In quel caso la gola profonda era W. Mark Felt, numero due dell’FBI: la sua identità è stata rivelata ufficialmente solo il 31 Marzo del 2005, a 33 anni di distanza!
Quanti giornalisti sarebbero pronti a raccogliere e pubblicare eventuali testimonianze anonime sull’11 Settembre? E quale sarebbe la reazione di Eco e colleghi di fronte a un giornalista che citasse una “fonte di cui non può rivelare il nome” che confermasse l’esistenza di un complotto per l’11-9? E’ facile immaginarlo.

L’errore iniziale e definitivo del ragionamento di Eco sta nel ritenere che debbano per forza esserci ‘gole profonde’ anche nel caso di complotti di enorme portata criminale. Possiamo immaginare che in casi del genere una eventuale confessione porterebbe a sicura morte mentre la confessione stessa non verrebbe, non solo creduta, ma forse nemmeno riportata, almeno a giudicare dalla copertura mediatica dei casi citati e di altri analoghi. Infatti solo l’informazione alternativa ha ritenuto degna di nota la testimonianza di chi dice di avere assistito al conto alla rovescia per la demolizione delle torri e sicuramente quelli come Eco, date le loro posizioni preconcette, riterrebbero una tale testimonianza sicuro frutto di mitomania.
Altrettanto direbbero forse del caso dell’ex impiegato del NIST che ha denunciato l’atteggiamento deontologicamente scorretto dell’istituto preposto all’indagine sul crollo delle torri. Conosciamo poi tutti le difficoltà passate dagli agenti dell’FBI, tra cui S. Edmonds e C. Rowley, che hanno confessato pubblicamente dettagli scottanti sull’11 Settembre [3]. E anche in questo caso non sono affatto sicuro che i vari Eco, Zucconi e Teodori conoscano bene le loro storie.

Nel caso di un complotto criminale di questa portata, che potrebbe vedere coinvolti vertici politici e militari, siamo anche in un caso di palese assenza di un qualche potere in grado di proteggere e ricompensare un eventuale pentito. Di fronte a tutti gli eventuali rischi, quali potrebbero essere i vantaggi di una eventuale confessione pubblica? Probabilmente nessuno. Eco dice inoltre che “è impossibile che almeno uno di questi [partecipanti al complotto] non abbia parlato per una somma adeguata”. Bene: quale potere o istituzione ha offerto o sarebbe pronto a offrire soldi ad un eventuale pentito? Io, se quei soldi ce li avessi, lo farei, e ci sono altri che hanno avuto questa idea: Professor Eco partecipa alla colletta? In ogni caso sarei sicuramente un folle se dicessi di poter garantire anche protezione e un seguito legale, o almeno mediatico, alla eventuale denuncia.

Ma dopo tutto siamo proprio sicuri che esista una grande quantità di persone che potrebbe portare evidenze conclusive tramite una confessione?
Chi si è avvicinato maggiormente a queste faccende ed ha letto anche solo una piccola parte della poderosa documentazione esistente sulle stragi di stato (ad esempio sulla Strategia della Tensione in Italia) sa bene che questo genere di atti criminosi vengono portati a compimento tramite una rigorosissima compartimentazione dei ruoli: un funzionamento a compartimenti stagni della catena di comando e della ripartizione delle informazioni disponibili.

Anche se a prendere parte attiva al complotto potrebbe magari essere stato qualche centinaio di persone, ognuno di essi sarebbe a conoscenza solo di una minima parte della vicenda e potrebbe persino facilmente essere convinto sulla necessità di coprire, per ragion di stato, quel poco che sa : pensiamo ad esempio al caso dei militari che avrebbero organizzato, magari in totale buona fede e in base a ordini ricevuti dai vertici politici, quelle esercitazioni che hanno paralizzato la difesa aerea statunitense l’11 Settembre.

Chi è intellettualmente onesto, alla fine della lettura dell’articolo di Eco rimane solo al punto di partenza, ed è questo che ha importanza: senza affrontare i fatti nello specifico è impossibile e disonesto discutere sulla realtà o meno di un complotto politico l’11 Settembre. Bisogna discutere della possibilità pratica e scientifica degli avvenimenti, su quanto può l’aviazione arrivare ad una tale livello di inattività in assenza di un boicottaggio, su cosa ci indicano prove, filmati e testimonianze.

A tale scopo è dunque giusto sentire entrambi gli schieramenti e vedere punti di vista contrastanti, tanto il libro di Chiesa quanto il libro curato da Polidoro. Alla fine, per qualunque avvenimento si deve solo ragionare sui fatti, e lasciare parlare al vento i tromboni che predicano, con ingenui e disonesti trucchetti retorici, anche se lo fanno dall’alto delle loro cattedre.

Alcenero – [email protected]
www.comedonchisciotte.org

NOTE:

[1] L’origine dei “Protocolli” non è del tutto chiara anche se si ritiene che risalgano alla seconda metà dell’ottocento e al satirista francese Maurice Joly che si sarebbe a sua volta ispirato a un precedente romanzo. E’ stupefacente il fatto che vengano continuamente citati come critica contro le cosiddette “teorie della cospirazione”, quando di fatto i Protocolli sono i protagonisti di una delle più grandi congiure del novecento. L’Ochrana (la polizia segreta dello Zar) e i reazionari russi li ripubblicarono e li diffusero per accusare gli ebrei e i rivoluzionari russi di essere parte di una congiura mondiale. Da allora sono stati abilmente utilizzati, anche dai nazisti, per manipolare l’opinione pubblica. Possiamo ben immaginarci che qualcuno che avesse suggerito, in controtendenza all’informazione mainstream di allora, che ci fosse la mano dell’Ochrana o di circoli di estrema destra dietro la diffusione dei Protocolli, sarebbe potuto essere accusato di essere un “teorico della cospirazione”.

[2] Dalla Treccani: complòtto s. m. [dal fr. complot, di etimo incerto]. – Cospirazione, congiura, intrigo ai danni delle autorità costituite o (meno com., e solo in senso estens. e fig.) di persone private.

[3] Tra l’altro proprio grazie alle loro testimonianze sappiamo con assoluta certezza che il governo USA e l’FBI erano a conoscenza del forte rischio di un attacco imminente di al Qaeda tramite aerei dirottati e che i vertici dell’FBI ostacolarono qualunque indagine. Ciò viene ancora ritenuto una “teoria del complotto” da Eco e compagnia.

Pubblicato da Das schloss

  • bardo

    umberto eco fa semplicemente ridere… è più ridicolo lui di mike bongiorno, il bersaglio di una sua famosissima invettiva culturaloide…. eco, fai pena, sei da sempre un emissario dei poteri occulti, mi ricordo quando facevi pubblicità all’entrata dell’Italia nel sistema dell’euro… fai pena, non lavori per la verità, lavori per i distruttori del mondo… ah, un’altra cosa: eco, fai pena

  • bonix2

    Quotidianamente leggo con aviditá tuttigli articoli, uno piú interessante dell’altro. Ammiro molto Eco,ma questa volta non sono d’accordo con lo stesso. Vista la mia etá (66) temo che non riusciró a sápere la veritá sull’11/9.Di solito passano circa 30 anni…E questo mi fa rabbia.Sto parlando di veritá vera e documentata.Sule memorie della contessa di Castiglione ad esempio, pare che alcune sue testimonianze siano ancora nascosta (o dimenticate). Chioss-a se nella altra vita potremo avere notizie di questo mondo. Boh!!

  • psy

    Bell’articolo, davvero. Solo che non credo che Eco non sappia tutte le cose di cui sopra. Eco è una persona molto intelligente e informata. Queste cose le sa tutte. Solo che, come è stato detto, lui lavora per gli “altri”….

  • Cataldo

    Sono molto dispiaciuto della bustina di Eco, per il momento in cui viene (ri)pubblicata, che vede all’opera le stesse forze oscure del 2001. Il professore è vittima della Hubris, da cui ci ha sempre messo in guardia parlando delle possibilità della Rete, ci ha sempre avvisato che il troppo è vicino al nulla, che senza un rapporto con il libro e con il maestro non c’è una base al sapere. Con questa bustina i maestri incattiviscono, porgendo alla rete una bella porzione di cortina fumogena, avallando una precisa politica dell’informazione mainstream.

    Il settembre del 2001 è un passaggio storico importante, che ha creato una distorsione nella percezione della realta mondiale, senza precedenti. Per chi studia i segni dovrebbe costituire un terreno fertile, invece sembra di leggere, come minimo, una grave carenza di informazione di base.

    Il carburante primario della cortina è l’artificio di utilizzare il termine “complotto” per inglobare tutti coloro che non possono credere alla versione uffciale dei fatti. In questo modo si tolgono di mezzo quelli che riportano semplicemente i documenti ufficiali, con le loro incongruenze, accomunandoli al variegato stuolo chi propone versioni diverse.
    Data l’importanza storica dei fatti di cui si sta parlando è opportuno, nel caso di un Maestro doveroso, che una persona di cultura rifletta su questo aspetto.

    Se Eco avesse fatto un minimo studio sui documenti giuridici (consiglio al Maestro di farsi prepare da qualcuno un bignamino dei procedimenti USA per terrorismo) o sulle documentazioni interne all’FBI sarebbe stato molto più cauto.
    Alcuni elementi certi, nel paese di CSI lo stato penoso dei corpi di reato conservati alla Giustizia, ad esempio, per la loro esistenza, come dati di fatto, possono consigliare prudenza nelle valutazioni; non fosse che per un rispetto verso il futuro della propria famiglia, dato che dovrà vivere rapportandosi con le conseguenze storiche di quegli eventi .

    Un altro errore di fondo inquina questa avventata bustina, paragonare situazioni dei secoli passati con quelle attuali, proprio nelle modalità della loro percezione da parte dell’opinione pubblica, senza considerare la radicale diversità dei contesti.

    Per chiudere, come fa Eco a non vedere l’irrilevanza a priori, creata dall’immanenza magmatica della rete, di ogni eventuale “dichiarazione” o “confessione” reale ? Lui stesso lo ha mirabilmente spiegato con parole precise, parlando dei pericoli della rete.

    E’ un teatrino delle pulci, abbiamo capito tristemente che per interpretare la realtà, nei tempi che ci aspettano, bisognerà scegliere con attenzione i giganti sui quali arrampicarsi, qualcuno traballa.

  • Sergio

    Grande articolo.

    Tra le rivelazioni tardive sul caso Kennedy che confermano pienamente la tesi del complotto andrebbe citata anche la testimonianza di Marita Lorenz, la quale dal 1977 in poi ha ripetutamente affermato di aver fatto parte del convoglio di assassini che partì da Miami e arrivò a Dallas il 21 novembre 1963, un giorno prima dell’attentato. Di quel convoglio facevano parte, guarda caso, Howard Hunt e Frank Sturgis, riconosciuti da più persone nelle foto dei falsi barboni insieme al generale Ed Lansdale.

    Su Umberto Eco c’è poco da dire. È come Noam Chomsky. In sintesi: un bluff. Questi intellettuali da salotto, rivoluzionari col culo degli altri (mi si passi l’espressione) ci hanno riempito la testa per decenni con le loro analisi sul potere dei media e sull’influenza che questi esercitano sull’opinione pubblica. Hanno guadagnato soldi e applausi a conferenze, simposi, tavole rotonde parlando male del “sistema”. Ma poi, di fronte ai veri appuntamenti della storia, quando finalmente si presenta un’occasione concreta ed emblematica per applicare le loro teorie, ecco che improvvisamente scompaiono dietro a quella stessa impenetrabile cortina di fumo (la verità dei media) che apparentemente vorrebbero criticare. Svaniscono, come per magia, rinnegando se stessi. Il lavoro sporco, ossia la ricerca della verità, lo lasciano ad altri. Al presumibile linciaggio dei media preferiscono il conforto della verità ufficiale, ancorché malferma e indifendibile. Il loro motto sembra essere: leggete le nostre teorie, ma guardatevi bene dall’applicarle nella realtà.

    Infondo, non si sta poi così male all’interno dell’establishment…

  • Truman

    Su argomenti analoghi c’è anche

    STRUZZI, TACCHINI E L’11 SETTEMBRE

  • dav

    In amerika , in uffici che trattano affari riservati governativi e non , vige una regola : chiunque ci lavori firma una carta nella quale si impegna a non rivelare mai e per nessun motivo l’attività dell’ufficio.
    Ora la giustizia americana funziona cosi: anche se un dipendente dovesse denunciare un reato lui dovrà sempre pagare una penale da capogiro per aver infranto l’impegnativa.
    Ma forse eco è troppo intento a parlarsi addosso per sapere queste cose.
    Evviva l’intellighenzia italica

  • alcenero

    Grazie dei complimenti e di avermi ricordato la testimonianza della Lorenz.
    Ad articolo pubblicato mi sono venute in mente diverse cose anche sull’11-9 che, data la loro rilevanza, potrebbe sembrare incredibile siano state ignorate dalla stampa ‘ufficiale’ :

    ad esempio mentre tutti i giornali parlavano di Sicko di M. Moore lui rilasciava delle dichiarazioni di fuoco in cui si diceva convinto che potesse esserci un complotto dietro all’11-9. Nessun giornale ne ha parlato (ma Comedonchisciotte si!).

    La cosa più assurda: Repubblica fece un articolo sui problemi matrimoniali di Charlie Sheen. Ed erano gli stessi giorni in cui l’attore riusciva a dichiarare alla CNN che riteneva Bush l’ideatore dell’11-9. Ma Repubblica parlò solo dei suoi problemi matrimoniali!!

    Il tempo di raccogliere qualche link e aggiungerò una nota su queste e altre cose scomparse “misteriosamente” nel nulla.

  • Zret

    Absit iniuria verbis

    Molte volte mi sono soffermato sulla cosiddetta “teoria” della cospirazione, evidenziando come le trame più o meno occulte sono una realtà e non le fantasie di paranoici. Vorremo forse credere che Cesare morì inciampando nella toga? Penseremo che i Merovingi rinunciarono motu proprio al trono per cederlo ai loro maggiordomi? Ci convinceremo che John Fitzgerald Kennedy fu assassinato da un solitario Lee Oswald e che Lady Diana Spencer morì per una fatalità? Addirittura dovremo berci che le Torri gemelle crollarono, anzi si sbriciolarono a causa dello schianto dei due aerei pilotati da provetti attentatori islamici? “Aspetta che mo’ me lo segno”.

    È quello che, di fatto, afferma una nullità affetta da Ecocentrismo, un omuncolo ignorante e spocchioso, anche se reputato dai più un intellettuale di valore. Costui, in una sottospecie di editoriale, in cui massacra impunemente la lingua italiana (almeno imparasse ad usare la punteggiatura!), tenta di dimostrare che i complotti ed i segreti non esistono e, se esistono, devono venire alla luce, altrimenti o “erano complotti inabili (sic) o segreti vuoti”. Scartiamo dal novero delle trame l’operazione “scie chimiche”: non la includerei tra i complotti, perché avviene alla luce del sole, sebbene, nonostante ciò, anzi in forza di ciò, quasi nessuno se ne accorga. D’altronde il modo migliore per occultare tali azioni criminali è perpetrarle sfacciatamente davanti a tutti, tanto la gente è per lo più lobotomizzata, con un’intelligenza, nel migliore dei casi, ridotta al lumicino ed una capacità di osservazione azzerata.

    Evito comunque di confutare le colossali sciocchezze balbettate da Eco, perché tali fanfaluche si confutano da sole. Vorrei, però, soffermarmi sul qualche passaggio del fondo scritto da questo tuttologo idolatrato e seguito come fosse un guru. Non è un caso se l’autore di romanzetti di appendicite può solo addurre come “argomento” d’autorità, qualche bolso concettino di un filosofastro come Karl Popper. Costui, nei suoi voluminosi ma, per lo più, inutili “saggi”, spaccia spesso luoghi comuni per acute ed originali elucubrazioni. Questo pensatore da strapazzo, le cui opere costituiscono, se si esclude qualche eccezione, la fiera delle banalità, asserisce che “Detta teoria, più primitiva di molte forme di teismo, è simile a quella rilevabile in Omero. Questi concepiva il potere degli dèi in modo che tutto ciò che accadeva nella pianura davanti a Troia costituiva soltanto un riflesso delle molteplici cospirazioni tramate nell’Olimpo. La teoria sociale della cospirazione è in effetti una versione di questo teismo, della credenza, cioè, in divinità i cui capricci o voleri reggono ogni cosa”. È questo il livello infimo e vergognoso di Popper che cita Omero, Troia, il teismo, in un calderone assurdo, senza conoscere nemmeno il significato delle parole. Che c’entra il teismo con Omero e con le cabale? Il teismo è la credenza in una divinità personale ed unica. Allora, seguendo lo sragionamento di Popper, tutti coloro che credono in un Dio persona sono “complottisti”! Si può essere tanto idioti? Non mi soprende se Eco riporta in modo pedissequo questa illuminante riflessione. Dio li fa e poi li accoppia.

    Poco importa poi se i Protocolli dei savi di Sion sono un falso redatto da Ebrei o, più probabilmente, dai Gesuiti: importante è che questi sinistri documenti preannunciano tutto ciò che accadde in seguito. Quindi furono scritti da chi aveva le mani in pasta e non da qualche ingenuo dalla fervida fantasia. Se proprio si vuole menzionare un filosofo, io citerei James o Pierce: adottando un concetto del pragmatismo, si potrebbe concludere che è vero ciò che diventa tale (verum ipsum factum). Le cospirazioni dunque sono vere, perché furono e sono attuate, perché i piani della sinarchia cattomassonica, ammesso e non concesso che siano contenuti in documenti apocrifi, sono poi autenticamente realizzati.

    Insomma Eco ed i suoi stolti fiancheggiatori la smettano di indottrinare la gente e buttino nel casonetto dell’immondizia i brogliacci di Popper: almeno potranno servire come carta riciclata. A proposito di riciclaggio, Eco, abbandonata la semiologia, in cui, bene o male, qualcosa diceva, si è cimentato, dando il peggio di sé (ossia tutto) come autore di manga: ora potrebbe riciclarsi come garzone di Attivissimo. E’ l’unico ruolo che gli si confà.

    Saluti.

  • Hassan

    C’è poi da dire che un’eventuale “gola profonda”, qualora venisse davvero allo scoperto, rischierebbe la pena di morte, dopo aver “vuotato il sacco”. Cioè una persona responsabile della morte di 3’000 americani, poi di oltre 1 milione di Irackeni, di centinaia di migliaia di Afghani… etc.etc… dovrebbe venir fuori a dire “io ho fatto parte di tutto questo, però adesso mi sono pentito” ? La pena di morte non gliela toglierebbe nessuno ugualmente. Come ben dice Alcenero nel suo articolo, forse in punto di morte qualcuna di queste “gole profonde” vuoterà il sacco. Ma poco importa, se i “colpevoli” parlano o no, quel che importa è poter provare che quello che ci hanno raccontato è FALSO. Questa è la prova del “complotto”. Ci hanno mentito sull’11-9, ci hanno mentito sull’Afghanistan, sull’Iraq, e adesso stanno mentendo sull’Iran. Come prova basta questa, dimostrare che ci hanno mentito, e chiunque abbia letto qualcosa delle “teorie cospirazioniste” sa benissimo che l’amministrazione USA ha raccontato un sacco di bugie sull’11-9. Il resto sta a loro spiegarci perchè hanno mentito, non a noi.

  • NerOscuro

    Alcenero, hai scritto un buon articolo su una cosa che mi aveva davvero fatto trasecolare: in libreria avevo trovato proprio uno sopra l’altro il libro di Chiesa, Vidal, Vattimo, Ravera, ecc… e quello di Eco, Odifreddi e Attivissimo, ecc… Vedere lì Eco (e Odifreddi), di cui non ho mai avuto disistima anzi, mi ha fatto pensare tra me e me: “O un’intelligenza si è svenduta a non so quale pessima causa, oppure devo ricredermi completamente sulle teorie alternative a ciò che è successo”. Ciò che hai scritto quasi mi risparmia il dovere di comprare quel libro per leggerlo criticamente (cosa che invece farò in futuro).

  • Sergio

    Ciao Alcenero,
    intanto anche Martin Sheen, seguendo le orme del figlio, ha cominciato a sollevare dubbi sulla verità ufficiale. Per il momento, non sposa apertamente la tesi del complotto. Ufficialmente si limita solo ad osservare che la dinamica del crollo del WTC 7 gli appare quanto mai sospetta e che la teoria ufficiale presenta come minimo molti ed evidenti punti oscuri.

    Trovi l’articolo http://www.prisonplanet.com/

    A presto e complimenti per il tuo sito
    Sergio

  • Beppe_X

    Una chiave di lettura per capire il perchè uomini così colti e intelligenti si prestino a questi giochi:

    sito ufficiale, notare i componenti del comitato esecutivo:
    http://www.aspeninstitute.it/AspenWeb/AspenWeb.nsf/esecutivo?OpenForm&Lingua=I&Area=10000

    ecco cosa è veramente:

    http://www.pressante.com/content/view/187/32/

  • leodavinci2

    Eco sbatte la faccia violentemente sui fatti, ma da buon (pessimo) filosofo, si limita a dire : “tanto peggio per i fatti”.
    Anche a voler solo citare le regole formali della logica di cui Eco è esperto, lui per primo sa che l’ “argumentum ex silentio” è normalmente il più debole degli argomenti.

  • nettuno

    Caro Eco che scrivi cazzate nella tua busta-bustina- bustarella..
    Io non ho mai comperato un tuo libro e mai lo farò perchè da tempo ho capito che impasto di docente universitario Sei. A te interessa l’arte del sofismo non quella per la ricerca della verità.

    Nettuno

  • nettuno

    Caro Eco che scrivi cazzate nella tua busta-bustina- bustarella..
    Io non ho mai comperato un tuo libro e mai lo farò perchè da tempo ho capito che impasto di docente universitario Sei. A te interessa l’arte del sofismo non quella per la ricerca della verità.

    Nettuno