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WALL STREET PUNTA UN QUADRILIONE DI DOLLARI CON I SOLDI DEGLI ALTRI

“Anche se venisse offerto in garanzia l’intero pianeta, ciò non basterebbe a coprire le scommesse di Wall Street.”



DI GLEN FORD
Information Clearing House



”Ci hanno detto che il tempo stringe sulla “buona fede e sul credito” del governo USA, il quale potrebbe essere tecnicamente impossibilitato a pagare i suoi conti alla data del 17 ottobre, se i due partiti corporativi non trovano un accordo sui limiti di indebitamento. I repubblicani al Congresso americano e la Casa Bianca stanno “giocando alla roulette russa con l’economia globale,” afferma un editoriale sul Dallas Morning News, mettendo in guardia sull’imminente “Armageddon economico”, una “voragine” dei mercati finanziari nella quale l’economia si arena, mentre l’interesse sul futuro debito federale sale alle stelle.

Dal momento che il capitalismo è ormai entrato nello stadio terminale di una crisi sempre più acuta, gli editorialisti del Dallas potrebbero aver ragione; qualunque cosa potrebbe innescare un ulteriore spasmo dell’attuale confusione finanziaria, all’interno di un sistema che è sempre più instabile. Tuttavia, sono gli stessi “mercati” – un eufemismo per la classe capitalista finanziaria – a essere la fonte di tale instabilità, coloro i quali giocano in continuazione alla roulette russa e hanno trascinato l’umanità in un punto dove l’Armageddon è solo un giro nella sala accanto. In questa partita sono messe in gioco le teste di tutti.

E’ corretto che la stampa corporativa parli dell’imminente minaccia fiscale – il male minore all’interno del vortice di crisi che assedia il sistema – in termini di gioco d’azzardo. Un tasso d’interesse crescente di alcuni punti base (quantità percentuale molto ridotta) su trilioni di dollari di credito equivale a una gran quantità di denaro pubblico, da dover pagare direttamente dai conti di questi “mercati” privati che probabilmente si stanno già mangiucchiando le unghie per l’ansia a causa delle prossime previsioni di bilancio. Il Dallas Morning News e il suo amico di propaganda corporativa stanno seminando il mito secondo il quale i “mercati” (banchieri, fondi speculativi, ecc…) desiderano fortemente la stabilità, quando invece le statistiche demografiche del mondo reale del capitalismo finanziario gridano l’esatto contrario.

I Signori del Capitale (i “mercati”) sono veri giocatori d’azzardo; hanno trasformato il mercato finanziario mondiale in una perpetua macchina di incertezza, in cui tutta la ricchezza del mondo viene messa più volte in gioco da persone che in verità non la possiedono e in un casinò i cui operatori complottano uno contro l’altro così come i loro clienti abituali. La maggior parte di questi ultimi non sa neanche di essere in un gioco – ancor meno, che si tratta di una roulette russa.

“I derivati vengono valutati sei volte di più rispetto a tutta la ricchezza mondiale cumulata.”

Il valore figurativo degli strumenti finanziari derivati è adesso stimato a 1,2 quadrilioni di dollari – cioè, mille e duecento trilioni di dollari. Questa statistica è fantastica nel vero senso della parola, in quanto ammonta a 16.7 volte il prodotto lordo mondiale, che consiste cioè nel valore di tutti i beni e servizi prodotti ogni anno da ogni uomo, donna e bambino sul pianeta: 71,83 trilioni di dollari. I derivati sono valutati sei volte più di tutta la ricchezza mondiale accumulata, inclusi tutti i mercati azionari mondiali, i fondi assicurativi e ricchezze di famiglia. 200 trilioni di dollari.

La maggior parte degli strumenti derivati conosciuti sono posseduti da quelle banche considerate troppo grandi per poter consentire loro di fallire, con le prime quattro banche che contano per più del 90% del totale: J.P. Morgan Chase, Citibank, Bank of America e Goldman Sachs.

Ci è stato detto che i derivati sono semplicemente puntate tra partner ben informati – coperture contro le perdite – e che ogni volta che queste istituzioni finanziarie perdono, un’altra ci guadagna, così che non c’è una perdita netta o una minaccia di collasso mondiale. Ma questa è una bugia. Mai nella storia del mondo il capitale della finanza ha dominato così l’economia reale e solamente negli ultimi due decenni i derivati sono diventati centrali nel capitalismo finanziario. I giocatori non sanno quel che fanno, né tanto meno gliene importa qualcosa. La catastrofe del 2008, causata essenzialmente dai derivati, ha bisogno di un salvataggio, ancora in corso, di decine di trilioni di dollari. In tutto questo la Federal Reserve compra in blocco titoli che nessun altro acquisterebbe – cioè nessun altro scommetterebbe su essi. Ciò malgrado, l’universo degli strumenti derivati è cresciuto molto di più rispetto al 2008, rimanendo effettivamente illeso dalle cosiddette riforme finanziarie del presidente Obama.

Il casinò ha ingoiato il sistema. Le somme che i giocatori puntano non solo hanno un valore molto più grande rispetto a quello del loro portafoglio, ma sono ben sei volte più grandi del patrimonio di ogni istituzione esistente e famiglia sulla terra messi insieme, nonché quasi 17 volte maggiori del valore complessivo del prodotto annuale del genere umano. Anche se venisse offerto in garanzia l’intero pianeta, ciò non basterebbe per coprire le puntate di gioco di Wall Street.

“Detroit è stata fatta fallire con l’uso su larga scala di derivati e cartolarizzazioni.”

Gli eventi del 2008 hanno dimostrato che i crolli dei derivati, come ogni altro evento finanziario speculativo, provocano una serie di conseguenze negative, piuttosto che “soluzioni” disciplinate. Gli strumenti derivati infestano e incombono in ogni angolo degli Stati Uniti e in altre economie “mature”, avvelenando i sistemi pensionistici e le strutture finanziarie municipali. Detroit è fallita con l’uso su larga scala di derivati e cartolarizzazioni. Quando il casinò è l’economia, tutti siamo costretti a giocare e i primi a perdere tutto sono i poveri.

Riformatori di diversi colori politici affermano che i derivati possono essere sia regolamentati per essere meno letali o completamente aboliti, lasciando in questo modo intatta Wall Street. Tutto questo è palesemente inverosimile. Riproducendo il denaro attraverso la manipolazione, il capitale finanziario non crea nulla. L’esplosione dei derivati è avvenuta perché Wall Street necessitava di una sorta di capitale “fittizio” per poter continuare ad annunciare profitti sempre più alti, cioè presentare portafogli fittizi pieni di puntate di gioco non spendibili o commerciabili. Gli strumenti derivati sono l’espressione ultima del capitalismo finanziario: sono principalmente scommesse sulle transazioni, piuttosto che investimenti sulla produzione. La crescita dei derivati è un segnale che il capitalismo ha fatto il proprio corso e può solo continuare a nuocere all’umanità. L’economia dei derivati – 1,2 quadrilioni di dollari – è l’ultimo stadio del capitalismo.

Se ciò fosse stato compreso dal movimento Occupy Wall Street e fosse stata espressa in primo luogo la necessità di rovesciare e abolire Wall Street, il suo impatto sarebbe stato molto più profondo. Per come stanno le cose al momento, gli americani sono destinati a tremare di paura ad ogni rintocco dell’orologio aspettando il 17 ottobre, scadenza del bilancio tecnico federale, come se fosse la spada di Damocle che incombe sul mondo.

Glen Ford
E’ possibile contattare Glen Ford, direttore editoriale,
all’indirizzo Glen.Ford@BlackAgendaReport.com. – http://www.blackagendareport.com

Fonte: www.informationclearinghouse.info
Link: http://www.informationclearinghouse.info/article36503.htm

11.10.2013

Traduzione dall’inglese per www.comedonchisciotte.org a cura di SIMONE CATANIA

Nota CdC:

Per comodità è stata mantenuta la convenzione americana sulle cifre, un trilione di $ è da intendere come mille miliardi di $ e un quadrilione come un milione di miliardi di $ ( 1 000 000 000 000 000 $).

Pubblicato da Truman

  • ROE

    Da una ricerca pubblicata il 5/12/2006 da UNU-WIDER (United Nations University – World Institute for Development Economic Research) con sede ad Helsinky (Finlandia), aggiornata da Holos System, la ricchezza mondiale di circa 150.000 miliardi di Dollari PPA (Parità Potere Acquisto), al netto da debiti, è distribuita fra i 5 miliardi di persone con almeno 16 anni di età, con una media mondiale di 30.000 Dollari pro-capite, nelle misure seguenti: l’1% della popolazione, 50 milioni di persone, ha il 40% della ricchezza, 60.000 miliardi di Dollari, in media 1.200.000 Dollari pro-capite, 40 volte la media mondiale; l’1% della popolazione, 50 milioni di persone, ha il 10% della ricchezza, 15.000 miliardi di Dollari, in media 300.000 Dollari pro-capite, 10 volte la media mondiale; l’8% della popolazione, 400 milioni di persone, ha il 35% della ricchezza, 52.500 miliardi di Dollari,, in media 131.250 Dollari pro-capite, poco più di 4 volte la media mondiale; il 40% della popolazione, 2 miliardi di persone, ha il 14% della ricchezza, 21.000 miliardi di Dollari, in media 10.500 Dollari pro-capite, poco più di un terzo della media mondiale; il 50% della popolazione, 2,5 miliardi di persone, ha meno dell’1% della ricchezza, 1.500 miliardi di Dollari, in media 600 Dollari pro-capite, un cinquantesimo della media mondiale.
    In sintesi, il 10% della popolazione mondiale ha l’85% della ricchezza mondiale, mentre il 90% della popolazione mondiale ha il 15% della ricchezza mondiale.

    http://holos.unigov.org/holosbank.com/unigov/DHX-UNU.htm

  • alvise

    tutto giusto,e per rincarare la dose si sono pure inventati l’HTF,il software per transazioni micidiale quando ci sono perdite,ma anche con guadagni, visto che se c’è chi guadagna ci sarà chi perde,e chi è che perde….?