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UNA GENERAZIONE DI INETTI

FONTE: ROSSLAND (BLOG)

Il tema cui accenna Natalino Balasso in un post riproposto oggi su CDC, è così serio da risultare difficile valutarne appieno la portata.
Arrivavo alle stesse conclusioni di un suo commentatore ( Nieuport il Giovedì, 15 ottobre @ 10:12:45 BST) giusto un paio di settimane fa ragionando su un fatto che osservo quasi quotidianamente.

Oltre la siepe del giardino dove abito, c’é un “campetto” dove alcune mamme portano i bambini a “giocare”.
Fra questi, quest’estate e fino a un paio di giorni fa, un robo umano di circa 3 anni che viene portato lì abbinato a una sorta di motoretta elettrica. Il pargolo zomboide gira ogni giorno in tondo sulla piazzola in cemento in origine destinata al cesto da pallacanestro.

Se ne sta seduto su questo arnese elettrico che con il suo bzzz bzzz attira la mia attenzione, quindi lo cronometro per il fastidio altrimenti non ne avrei notizia, fino a che non gli si scarica la batteria. Il che mediamente significa circa 40 minuti di bzzz bzzz bzzz nelle mie orecchie, più o meno. Viaggia in un’orbita circolare, da solo, mentre la madre seduta sulla panchina chiacchiera con altre mamme soccorrendo il pargolo ogni qualvolta si mette a urlare quando incontra un ostacolo che gli blocca l’arnese elettrico: un rametto d’albero, un sassolino, un muretto. La madre si alza, lo rassicura, toglie l’ostacolo che blocca la ruota e torna a sedersi. E lui a starsene solo e in silenzio, a girare in tondo su un attrezzo che fa bzzz bzzz ma non gli fa muovere un solo muscolo e gli dona uno sguardo ipnotico perso nel vuoto.
E questo ogni giorno, in due ondate: al mattino verso le 11 e nel pomeriggio intorno alle 16.
Immagino che per la mamma si tratti di un “Lo porto al parco a giocare”.
Per il bambino immagino l’incentivo per spostarlo da casa sia “Andiamo a fare i giri in motoretta”.
Ma non gioca: sta seduto sul suo trabiccolo a girare in tondo e in silenzio, tranne quando urla perché nemmeno di scendere a togliere un ostacolo se ne parla.
Di contro, a fianco a me abitava fino a poco tempo fa un bambino, stessa età, figlio di due extracomunitari (ne parlavo qui). Aveva un’uguale motoretta, non però elettrica, solo di un simile plasticone ma usato (penso si trattasse di un recupero da isola ecologica aliena, non di un oggetto nuovo). L’ultima estate in cui abitava qui “usava” il trabiccolo di plastica come arma contundente da scagliare contro porte, muri, arbusti (la mia siepe): lui non pedalava, trascinava a mano l’oggetto con ruote (facendo un fracasso infernale) e se incontrava un ostacolo di qualsiasi tipo glielo sbatteva con impeto contro per toglierselo dai piedi senza fargli tanti salamelecchi.
Attila, Gengis Khan in miniatura, l’avevo pronosticato allora.
Ecco, riflettevo che quando questi due bambini coetanei saranno adulti, il primo magari diventerà bravissimo a usare tecnologie o a ragionare di fino ma il secondo, se se lo trovasse un giorno fra i piedi, ci metterebbe trenta secondi a stenderlo di brutto con la forza fisica e una maggior concreta esperienza nel valutare l’ambiente in cui si trova.
Stiamo allevando una generazione di mollicci fighetti, mi dicevo qualche giorno fa. Magari atletici sportivi da palestra tirati su a garette competitive, che servono a sviluppare l’ego ma non l’astuzia utile alla sopravvivenza, decisamente poco preparati alla vita vera, quella dove puoi anche scegliere di fare di un bambino un mistico pacifista che sopravviverà solo fino a che il rude cavernicolo che, se ti trova sulla sua strada e gliela ingombri, lo mena a sangue comunque la pensi lui sul migliore dei mondi possibili.
Al dunque, con queste novelle madri gentilissime e tenerone, così attente al biologico e all’ambiente da voler tirare su tanti bravi ragazzi pronti per costruire il mondo migliore che hanno in testa, siamo destinati a scomparire proprio perché non riusciamo a coniugare realtà e filosofia esistenziale.
Non che sia sbagliato educare i figli alla non violenza e preferire immaginarli scienziati dediti al miglioramento della qualità di vita sulla terra ma, poiché sulla terra da che mondo è mondo convivono yin e yang, bisognerà ben tener conto che scegliere la non violenza non fa con questo sparire la violenza.
E con quella altrui, prima o poi, dovremmo farci i conti anche se passiamo la giornata a gambe incrociate a invocare nel nostro cuore un OM Shanti Shanti Shanti…
Fonte: http://rossland.blogspot.it
Link; http://rossland.blogspot.it/2015/10/una-generazione-di-inetti.html
15.10.2015

Pubblicato da Davide

  • MarioG

    Riguardo al

    Al dunque, con queste novelle madri gentilissime e tenerone, così attente al biologico e all’ambiente da voler tirare su tanti bravi ragazzi pronti per costruire il mondo migliore che hanno in testa, siamo destinati a scomparire proprio perché non riusciamo a coniugare realtà e filosofia esistenziale.

    penso che andriun avrebbe qualcosa da dire. E penso che sarei d’accordo…
  • andriun

    …è solo uno dei tanti soggetti votati ad essere l’effeminato…ovvero l’ennesima prova di cosa può arrivare a fare una donna…quando lasciata "sola" con se stessa.

    Vabbè, se non altro, non potrà dire di essere solo.
  • ottavino

    Onestamente non si capisce bene su cosa bisognerebbe commentare:

    1) l’educazione dei figli
    2) la violenza altrui contrapposta alla non-violenza
    3) la pappamollaggine di alcuni
    4) il pericolo di un futuro violento e la paura di scomparire
    5) yin e yang
    6) stare a gambe incrociate a recitare OM shanti, shanti OM, ecc.
  • rossland

    Con simpatia e per il gusto della provocazione: mi sta dando dell’effeminata?
    O si riferisce alle mamme cui accenno nel post?

  • rossland

    Sull’OM, ovviamente…

  • MarioG

    Ah! Quindi lei e’ femmina!

    Non si capisce mai con questi nick…
  • spadaccinonero

    GRANDE Ross, inutile aggiungere altro

  • andriun

    come si fa a dare dell’effeminato ad una donna. Sarebbe come dare del mascolinizzato ad un uomo.  Non so se rendo…

  • rossland

    Rende rende…

  • Gibilee

    La lista delle dislessie ludiche sarebbe molto lunga.

    La invito a fare p.e.una breve indagine fra le maestre di scuola elementare
    per raccogliere qualche altra opinione su parte di ciò che potrà essere la futura qualità umana.
  • Nieuport

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    Esatto, è un tema serio, ed ha una portata sicuramente
    importante. Bisognerebbe appunto osservare i fatti e ragionarci… ma come si
    fa ad osservare i fatti se la realtà la si vede non con gli occhi ma attraverso
    uno schermo?

    Un fatto. A Firenze c’è il Liceo Dante, famoso perché ci ha
    studiato Matteo Renzi. Davanti c’è una grande piazza con in mezzo un grande
    spazio asfaltato. Per decenni in quello spiazzo si giocava al calcio,
    soprattutto liceali, ma insieme anche ragazzi più piccoli o adulti. Negli anni
    60 ogni tanto veniva il vigile in bicicletta e sequestrava il pallone. La piazza
    è sempre la stessa, ma da almeno 10 anni nessuno gioca più al calcio. In
    compenso molti ragazzi sono accompagnati a scuola, e ripresi all’uscita, dalla
    mamma con la macchina. Negli anni 60 un liceale sarebbe morto dalla vergogna a
    farsi accompagnare dalla mamma.

  • Giovina

    Nel piccolo parco del paesotto mio i bambini vanno con tricicli veri e scivolano sui giochi, altalenano su seggiolini spinti dai genitori, papa’ o mamma a seconda dei turni di lavoro. Ci stanno le coppiette innamorate, i vecchi a fare le lucertole sulle panchine di legno , e gruppi di liceali al pomeriggio sotto il gazebo di legno a giocare con le carte napoletane.
    Poi si’, qualcuno smanetta col cellulare e la musica, ma sapete, per molti genitori i soldi non ci sono piu’ per comprare piccoli droni ai loro pargoletti.
    L’unico neo e’ lo sporco, il parco non viene mai pulito.
    Devo ammettere che, considerato il quadro reale indicato da Rossland,ogni volta che passo davanti ai liceali provo stupore e sorrido dentro di me per questa loro fortuna e capacita’ di passare cosi’ tra loro il tempo libero, all’aperto poi. Se qualcuno di loro incontra il mio sguardo subito abbassa lo sguardo un po’ imbarazzato, credendo forse di esser preso per un nullafacente.
    Spero si diplomino, e poi qualcosa di piu’, e che il futuro loro sia il migliore possibile, con qualche sera, perche’ no, magari dedicata ogni tanto a giocare a scopa e briscola con gli amici.

  • andriun

    un bel quadretto, certo bisogna dire che i turni in alcuni casi, potrebbero essere anche di affidamento: magari non proprio nel suo paese, ma in uno vicino. L’ultima trovata di questa "avanzata" avariata società italiana:papà in prestito(il termine era simile ed inglese, ma non riesco più a recuperare l’articolo dove se ne parlava). Con questo particolare "contratto" il papà si rende disponibile ad alleviare le fatiche della ex nell’accudire il proprio figliolo, per poi tornarsene quatto quatto nello stello da cui è venuto, mentre la ex volendo, può rincasare e passarsi la serata con l’amante nella casa che lo Stato/Tribunale le ha assegnato. 

    Inutile dire che gente così se non fossimo in decadenza, non solo avrebbe la casa, ma nemmeno l’affidamento di un figlio. Fallita lei, fallito lui che glielo permette(e per questo sarei tentato di  definirlo effeminato), fallito lo Stato che agisce ingiustamente. 
    Solo una società effeminata può permettere che tutto ciò succeda, e la nostra lo permette. 
  • TitusI

    Leggendo i commenti sulla questione "effemminato/mascolinizzato" mi sono stupido di una cosa, io non ho avuto neanche per un istante di dubbio sul fatto che chi scriveva fosse donna…ho riletto al volo, ed  in effetti non vi erano accenni impliciti al fatto, salvo che nella scelta di alcuni aggettivi/costrutti e logiche deduttive. Quindi si, se possibile Rossland è effemminata 😛
    O forse ho fatto caso al nick e lo sapevo..bo, comunque rileggo.

    Venendo al post: se non diamo NOI un’educazione ai nostri figli secondo i NOSTRI principi e la NOSTRA esperienza, e lasciamo che ad educarlo siano media e società avremo come risultato un consumatore,inetto,androgino ed incapace di pensiro critico ed azione.

  • rossland

    Ho una certa familiarità con il mondo della scuola, e ne sento di raccapriccianti sia da parte delle maestre (e quindi sulle madri impossibili) che da parte delle madri (per cui impossibili sono molte maestre, non tutte ma tante).
    Interessante comunque che sia proprio fra gli anni dell’asilo e quelli delle prime classi elementari che si trovano nascosti i primi significativi conflitti fra le regole imposte e quelle subite contro cui provare a resistere.
    E’ il primo step, ed è già delineato il futuro che ci attende…
    Andrebbe studiato più a fondo, concordo…

  • uomospeciale

    Certo che stiamo allevando intere generazioni di inetti e debosciati vari,
    e mi meraviglio che alcuni si "sorprendano" ed inizino ad accorgersene solamente oggi, visto che questa deriva nelle nuove generazioni è iniziata ancora negli anni ’80….

    Troppe tutele, troppe facilitazioni e gentilezze, troppi riguardi nel crescere  i figli
    Con l’ossessione di dover risparmiare loro ogni sofferenza, ogni disagio, ogni problema, ogni prova della vita e del vivere…

    Ovvio che poi vengono su degli smidollati.

    Ma sopratutto troppe libertà senza regole.
    Libertà di fare qualsiasi cosa…
    Libertà di bere come tombini di fogna, di tornare ridotti come rifiuti umani dalla discoteca alle 6 del mattino, libertà di fumare, di drogarsi, di farsi mantenere dai genitori a vita o quasi, di fottere ogni buco disponibile sia maschile che femminile ecc ecc ecc 

    Troppe  libertà, troppo tempo libero, troppi soldi in tasca, e troppi diritti elargiti a chiunque, anche a chi non è in grado di gestirli.

    Una società in declino come la nostra, malata di libertà e anarchia totali, non può’ che produrre intere  generazioni di debosciati totalmente inetti, deresponsabilizzati…….. E deboli.

    E’ evidente.

    Ma tanto sta arrivano sangue giovane dall’estero.
    I branchi di negri, di latinos, e di mediorientali che ci stanno invadendo
    avranno almeno il pregio di portate una bella carica
    di aggressività,  istinti e violenza……
    Quindi, anche di  vitalità:
     Di " VITA"
    in questo paese fatto di vecchie mummie incartapecorite e di giovani pecoroni deboli, pavidi, dal sangue pallido.

    Certo per chi nasce oggi non sarà piacevole andare a scuola
    tra 10 anni in quartieri e  classi di razza mista magari già divise in bande scolastiche di latinos, di asiatici e  di negri, ma in fondo che mi frega?

    Io mica ho figli, e se molti di questi giovani debosciati saranno finalmente costretti lottare con le unghie e con i denti, saran cazzi loro…
     
    Non è mai troppo tardi per crescere .
    In fondo, fa tutto parte del grande cerchio della vita.

  • rossland

    "…I branchi di negri, di latinos, e di mediorientali che ci stanno invadendo
    avranno almeno il pregio di portate una bella carica
    di aggressività,  istinti e violenza……
    Quindi, anche di  vitalità:
     Di " VITA"…"
    Ecco, spero che fra gli smodollati da una parte e la "bella carica di aggressività, istinti e violenza", si arrivi a una contaminazione che smorzi nei primi l’eccessiva mollezza e negli altri la forza bruta, così da riportarci tutti a un mondo senza civiltà in cui comanda, anziché l’ebete attuale, tipico esempio di smidollato di successo, il massacratore seriale.
    Possibile che come umanità siamo incapaci di trovare una onesta via di mezzo fra la barbarie e la debosciataggine?
    Equilibrio, un po’ di maggiore sforzo per ritrovare un bilanciamento fra i due opposti basterebbe.
    Perché, a ben vedere, qui mica è un cerchio ‘sta vita: è al più un’ovale dall’ellittica oscillante che ci sbatte da secoli fra la barbarie e il rimbecillimento.
    Un cerchio dovrebbe avere una tesnione di giro più stabile, no?

  • ilsanto

    Mah, sembra di capire che la realtà per alcuni sia quella dell’uomo delle caverne, che ci dava con la clava, peccato che come minimo siamo in un’era diversa, dove non conta la forza bruta, è già da parecchio che non conta, diciamo dai tempi dei sumeri. Non solo, direi che a parte questo siamo stati plasmati dalla realtà ( il nostro cervello a questo serve ) e diventati homo oeconomicus, certo questo vi sarà più reale, visto che l’uno per cento che l’ha capito ci sta mettendo alle corde se non proprio eliminando come è successo con l’uomo di neanderthal da parte dell’homo sapiens, che si chiamava così perchè usava il cervello per fare archi con cui uccideva le prede e quelli che sapevano solo tirarti dietro il triciclo.

    Tralascio altre evoluzioni come la robotica, l’informatica, la genetica etc, ma mi permetto solo di dire che quelli che vedono svuotarsi le piazze, i circoli, i negozi dovrebbero capire che quella che loro chiamano realtà virtuale è già la nuova realtà dove tutto accade e che la loro è solo nostalgia di un tempo passato che non tornerà mai più e fra poco saranno come i pellerossa nelle riserve.
  • ottavino

    A me non mi freghi. Il tema sono le tue paure,

  • andriun

    Guardi io credo che la perfezione non sia possibile per quanto uno si impegni a raggiungerla. Quello che possiamo fare è quella di capire gli errori e ritornare sui nostri passi per vedere se prima tali errori non venivano compiuti e scegliere il male minore. Se quello che avveniva prima, violenza domestica, sculaccioni ai figli disubbidienti, maestre che mettevano in castigo i bambini ecc. Non avremo avuto uccisioni, figli indisciplinati, ragazze più capaci e più volenterose di creare una famiglia e bambini/adulti più responsabili. Di contro qualche debole lo avremo certamente perso per strada/qualcuno anche recuperato e gli eccessi anche nella violenza domestica non giustificata come può essere quella perpetrata in stato di ubriachezza, giustamente e severamente punita.

    Oggi ci si è abituati a vedere solo l’aspetto finale dell’accaduto: se l’aspetto finale comporta punizioni o sacrifici anche corporali la soluzione viene scartata. Consideri come ho già detto altre volte, che gli omicidi da carico delle mogli/compagne nel tanto non lontano 2008 era minore che non il contrario di ben 3/1. Forse avranno avuto violenza psicologica o avranno avuto qualche sberla in faccia o sul cul..o, ma certo non venivano uccise. Ma non è facendo finta di non vederne le cause che i problemi si risolvono. Quello che vediamo oggi è quello che volevamo ottenere. 
    Se mi dici che il "negro" è "bianco" nascondi una verità, che prima poi esce, non la puoi nascondere per sempre e questo significa generare tutta una serie di conseguenze che possono arrivare anche ad sviluppare dei sentimenti razzisti nei confronti del negro che viene tutelato oltre i limiti della giustizia e della decenza, ma anche obbligare il negro a comportarsi come da bianco il che poi genera altre anomalie. Questo vale anche se mi intimi di usare la parola nero soddisfacendo così solo l’aspetto esteriore del problema, perchè negro alle "orecchie" di qualcuno  che potrebbe essere lui razzista suona offensivo, ma guarda a caso lo sarebbe solo nell’accezione inglese non italiana e quindi non avrebbe alcun motivo di essere modificata.
    Le differenze non vanno nascoste, ma evidenziate e con esse si può certo convivere purchè ciò non diventi un obbligo. Le cose che funzionano o che per il nostro sistema siano tali non vanno toccate.
    In tutti i sistemi sociali qualcosa si perde e qualcosa si guadagna. Occorrerebbe sempre vedere se quello che si perde sia in termini di soggetti che in termini di valori sociali risulta essere maggiore di ciò che si guadagna e che noi in qualche modo riteniamo importanti.  
    Noi Italiani abbiamo optato per il mondo delle apparenze perchè la nostra società è estremamente effeminata e ha perso quel normale bilanciamento con la sfera maschile, il che la rende eccessivamente portata alla commiserazione, al sentimento alla sensibilità, in modo molto simile a quello che una donna può provare o dare l’idea di provare.
    Una donna può piangere anche di gioia o per semplice sfogo, e nello sfogo possono uscire molte cose anche le più crudeli. Poi si capisce che si ha sbagliato e si vorrebbe riparare, ma questo riparare oggi non è più possibile. Ha denunciato il tuo compagno(forse ti ha toccata) e ogni marcia indietro la fanno sembrare un tradimento dello Stato, quindi ti costringono a procedere in qualcosa che non credi(altrimenti dovrai pagarti un processo per falsa testimonianza) e che andrà senza dubbio a gonfiare i numeri delle statistiche che potranno essere presentati per ottenere nuovi finanziamenti al fine di creare nuovi sistemi per indurti a fare quello che non vorresti fare. 
    Ma loro prendono soldi a fare ciò e non vogliono certo rinunciarvi, quindi donna denuncia, denuncia, denuncia. Non importa se hai pienamente torto e tu lo sai, non importa se con il tuo comportamento hai rovinato l’unica cosa che veramente aveva un valore per te e vorresti che lui potesse perdonarti per ciò che hai fatto, la cosa importante è che lui non deve reagire, mai, anche quando ha pienamente ragione, non deve reagire, perchè questo è sbagliato. 
    Ovvero è l’effetto che è sempre sbagliato non la causa: la causa non viene più nemmeno valutata. 
    Qui ho fatto l’esempio che più mi sta a cuore ed anche il più evidente, quando poi si vuol disquisire sull’onestà intellettuale della donna. Pur di non rischiare di perdere consenso verso l’opinione pubblica a cui tiene particolarmente, dirà anche un sacco di bugie e questo fatto ovviamente sarà destinato a creare un circolo vizioso da cui non sarà più possibile uscire.
    Ma questo modus operandi, viene applicato in qualsiasi contesto sociale e quindi sono molto lontane dal produrre giustizia e generare soggetti forti quanto Donne nella loro femminilità che UOMINI nella loro mascolinità.
    Un sistema che basa le proprie valutazioni su qualcosa di irreale, non può che produrre effetti altrettanto instabili.
    Quindi trovo inutile poi fare delle comparazioni con altri Paesi dove agiscono ancora in modo "barbaro" maschilista(la tanto agognata parità non esiste), ma forse anche più logico del nostro  perchè più attenti alle differenze e alla fine i risultati sociali genericamente parlando sono anche migliori dei nostri. Quindi diciamo pure chi è causa del proprio mal pianga se stesso. 
  • rossland

    Macché. Il tema sono i pargoli che mi ustionano l’udito con le macchine elettriche che fanno bzzz per ore. Arrivo a preferirgli perfino i ragazzotti adolescenti che, in ore diverse ma sullo stesso campetto, esibiscono rutti e bestemmie di prova ormonale fra un commento e l’altro sulle tette delle loro coetanee sulle quali testano il loro improbabile fascino.
    Pensa te come sono messa…

  • Primadellesabbie

    Non ti viene il sospetto che il contesto in cui viviamo sia femminile?

    La logica (che non é l’unico strumento per ragionare), assunta come unico comune denominatore, é femmina.
    La scienza, esercitata e vissuta in modo speculativo per procurare comodità o, più in generale, facilitare la vita e "distrarre", mettendo in secondo piano l’originaria dimensione esplorativa, é femmina.
    L’irresponsabilità di un’organizzazione aziendale centrata sul ruolo dei manager, é femmina.
    L’irresponsabilità insita nell’esercizio della democrazia, é femmina.
  • alsalto

    Aspettate, che forse ho capito male ma forse no.

    Si vive le citta’, ci si e’ accaparrati la piccionaia nella societa’ verticale, la siepetta di lauro a confino dei 30mq di giardino privato, le rate per la x box, per il suv, la fibra ottica a 20mb, il blogghino laccato, la saracinesca del garage che s’apre con un bottone, le scale mobili, l’ascensore ed il mecdraiv e poi si va in palestra a scaricare il grasso (cit.Bukowskiana) per poi sputare sentenze sul bimbo di 3 anni che fa bzzz bzzz?
    Roba da campionato mondiale di stafilococchi fecali.
    Curioso inoltre come le colpe abbiano un rimbalzo caratteristico, ovvero: si trovino sempre o poco prima od immediatamente dopo di noi, che ci abbiamo il blogghino laccato ed il post facile facile sotto i polpastrelli.
  • Hamelin

    L’universo è ciclico .
    Durante il suo percorso ritorna sempre al punto 0 .

  • alsalto

    Certo che lei deve vivere proprio in un postaccio, peggio pure di quello in cui vive chi ha scritto ‘sta mostruosita’ di articolo.

    Si trasferisca, o quantomeno faccia qualcosa per rilassarsi, chesso’ si masturbi.
  • rossland

    "…"distrarre", mettendo in secondo piano l’originaria dimensione esplorativa, é femmina.

    L’irresponsabilità di un’organizzazione aziendale centrata sul ruolo dei manager, é femmina.
    L’irresponsabilità insita nell’esercizio della democrazia, é femmina.
    Grrr…Non entro nel merito perché non riesco a capire se si tratta di ironia o se credi davvero a ciò che scrivi.
    1. Se le due/tre cose che ho riportato sono "femmina", com’é che poi ai vertici e le decisioni ai vertici sono sempre e solo territorio di pascolo maschile?
    E ti prego di farmi l’onore di un’intelligenza passabile, se pur femmina e quindi, secondo questo ragionamento, colpevole di tutto ciò che non va nel mondo…(democrazia, scienza, organizzazione aziendale…ma dai…)
    non sarà invece tipicamente maschile, quindi adolescenziale, questa tendenza a scaricare su altri la responsabilità di ciò che non funziona nella propria vita adulta? la mamma che non ha comprato la macchinina, l’infanzia triste per colpa di mia sorella, la moglie che ho amato e mi ha tradito, l’amante che è una poco di buono ma si pensa una santa, l’amico che mi ha tradito dopo che gli ho dato tutto, ecc ecc…
    Che tristume…
  • andriun

    più che il contesto in cui viviamo sia femminile il sospetto che è anche una certezza e lo stiamo vivendo al femminile. 

    Concordo la logica non è l’unico strumento per ragionare. Essa è solo un mezzo che considera di partire da punto per produrne un altro attraverso un percorso lineare servendosi di alcune inferenze. Però non è responsabile del risultato che produce: possiamo avere applicato una buona logica e aver ottenuto un cattivo risultato. Le premesse ovvero le basi da cui si parte ad utilizzare la logica, perchè questa sia considerata costruttiva dovrebbero a mio avviso, esse stesse considerate giuste e quindi non possono essere a loro volta logiche. In questo senso entra in gioco l’intuito che per come la conosco io è una forma di ragionamento più elevata di quella ottenuta razionalmente ed infatti in funzione di quell’intuito che oggi la donna si trova spiazzata: combattendo tra ciò che sente e vorrebbe ottenere razionalmente e ciò che l’intuito invece le imporrebbe voler essere rinunciando anche ad alcuni aspetti che apparentemente di logico non hanno nulla, ma che rispondono in toto alla sua natura. Ergo anche la predisposizione della donna emancipata/moderna a rivestire un ruolo passivo nei confronti del maschio contrasta terribilmente con la richiesta razionale di essere invece messa sullo stesso piano.
    La scienza quando è pagata dal regime, qualunque esso sia, fornirà i risultati che il regime vuole sentirsi dire di aver ottenuto: viviamo in una società effeminata e quindi ogni ricerca va in quella direzione. Sentiamo dirci che la donna è una creatura provvista di onestà intellettuale, come che essere frocio non comporta alcuna conseguenza fisica ed emotiva, ma non sapremo mai se questo corrisponde scientificamente al vero o se si tratta solo di una semplice manipolazione dei risultati. Senza contare che non è nemmeno detto che alcune ricerche possano essere bloccate sul nascere se sviluppate in direzioni non consentite dal regime.
    Quindi affidarsi ai propri sensi/intuito, documentarsi da diverse fonti, sviluppare delle inferenze  in funzione dei dati acquisiti(ragionamento) credo sia l’unico buon sistema per sviluppare un minimo di senso critico per avere un minimo di sentore di verità veramente attendibile.
    Per quanto riguarda il manager non saprei, dovrei capire meglio ciò che intende perchè a me risulta che la femmina sia meno portata a sottostare ad ogni genere di disciplina: fatto che ha poi reso adulterati in quanto "piegati" a proprio favore le stesse istituzioni militari(vedi solite quote rosa).
    Concordo invece nell’affermare che la democrazia intesa come la volontà di discutere ogni singolo ‘pelo’ proposto dal vertice anche quando non se ne hanno gli strumenti per produrre un critica costruttiva/logica, sia prerogativa del "mondo" femminile, allo stesso modo della capacità di produrre danni superiori ai benefici in alcune sue manifestazioni a conferma della tesi che la donna per sua natura è poco portata alla disciplina. Come esempio potrei portare quello delle mamme che mettono in discussione il giudizio del insegnante per eccesso di senso materno  destituendola di fatto di ogni autorità/autorevolezza e quindi contribuendo ad innescare quel processo decadente che ha il suo culmine nel portare potere ingiustificato "alla base" e quindi produrre caos; ribaltando di fatto le funzioni degli attori stessi, che si trasformano così da giudicante in giudicato. Ergo, per fare in modo di dover sottostare a tali rischi sociali che potrebbero provocare a lungo andare anche licenziamenti/ispezioni la donna più dell’uomo, ma forse meno dell’effeminato è portata a sviluppare una sorta di "autodifesa" sacrificando il valore dell’insegnamento a favore di una vita più serena. 
  • alsalto

    Dunque, stando al suo ragionamento, il suo sproloquio e’ anch’esso attribuibile di natura femminea.

    "…la volontà di discutere ogni singolo ‘pelo'(…)sia prerogativa del "mondo" femminile" DOCET!!

    Se mi autorizza sarei interessato a farmi tatuare questo suo commento, nella sua interezza, sulle pareti interne del mio colon.
    Cosi’, giusto per saperlo in buona compagnia.
  • Primadellesabbie

    Quando definisco "femmina" una cosa non significa che sia stato fatta, voluta, adottata, sollecitata dal gentil sesso, ma che corrisponda ai desiderata della parte componente femminile del composto umano.

    Se a dirigere i lavori che hanno portato al tipo di organizzazione in cui siamo immersi, si é trovato il sesso forte, é a questo che va attribuita la responsabilità di questa feminilizzazione.
    Non dubito certo della tua intelligenza, perciò evito di abboccare alle facili polemiche che il tuo impetuoso sdegno mi offre.
    Se ritieni di voler obiettare ulteriormente e francamente, in questa o in altre occasioni, lasciando da parte l’armamentario femminista che mi sembra di intravvedere, da parte mia non ho problemi e sono sicuro di poter tranquillizzare ogni suscettibilità.
  • andriun
    certo potrebbe essere inteso di natura femminea in quanto non concordo con il potere attuale e quindi esiste una volontà di rivolta nei suoi confronti o per meglio dire essendo IO praticamente solo come Don Chisciotte, di denuncia.
    C’è un piccolo particolare però che non va dimenticato e che io ho puntualizzato con questa parte della frase "..anche quando non se ne hanno gli strumenti per produrre un critica  costruttiva/logica,.."
    Di conseguenza avendo io poi sempre argomentato le mie posizioni(che possono essere giuste o sbagliate), e che fino a prova contraria sono da considerare reali/giuste, non credo di rientrare nella categoria degli sproloqui o per lo meno non quelli di tipo femminile a cui ho fatto riferimento nel post. 
    Va poi precisato che nessuno è perfetto e prendere coscienza delle nostre debolezze quanto dei punti di forza potrebbe aiutarci tutti a vivere meglio. 

    ..comunque sì, alsalto è autorizzato, però faccia attenzione che i tatuaggi se fatti senza la dovuta cautela poi portano ad avere infezioni anche gravi. 

    Poi se si vuole tatuare anche questa, magari poi si sente meglio:
    Per il concetto di metafisica non è necessario che una teoria sia comprovata, per considerarla giusta, in quanto la non dimostrabilità di un fenomeno potrebbe benissimo derivare dal limite stesso insito negli strumenti scientifici/conoscenze che oggi disponiamo. Ed proprio in funzione di tale principio che l’istinto si trova al di sopra della razionalità nel segnalarci la strada della verità.
    La saluto.
  • GiovanniMayer

    I genitori di oggi sono la prima generazione ad aver subìto il massiccio lavaggio del cervello da massmedia ed entertainment. I risultati stanno solo incominciando a vedersi perché molti dei loro figli sono ancora piccoli ed altri devono ancora nascere. Il bello ha da venire. Aspettate che muoiano i nonni poi si che ci sarà da ridere.

  • ilsanto

    Mah, le ultime dicono che si espanderà all’infinito, non riuscirà mai a tornare al punto d’origine del big bang, a parte io sono del parere che stà a noi evitare le catastrofi, siamo abbastanza intelligenti per vedere i pericoli e per porvi rimedio prima che sia troppo tardi, almeno spero.

    Sembra che gli abitanti dell’isola di Pasqua si siano estinti perchè hanno sfruttato troppo le scarse risorse, ma noi ora lo sappiamo non possiamo ricascarci ancora, ti pare ?
  • rossland

    Confesso che sono confusa.
    1. Quando definisco "femmina" una cosa non significa
    che sia stato fatta, voluta, adottata, sollecitata dal gentil sesso, ma
    che corrisponda ai desiderata della parte componente femminile del
    composto umano.
    Qui mi pare di capire che ciò che dici femmina non necessariamente corrisponde a ciò che è voluto, adottao ecc dal gentil sesso, ma che corrispondeai desiderata del componente femminile del composto umano.
    Se non corrisponde né necessariamente è voluto dal gentil sesso (che fin qui pensavo fossero appunto le femmine), com’é che nella stessa affermazione mi contrapponi che corrisponde ai desiderata femminili (composto umano, che significa?)
    A me pare confuso, senza polemica, sinceramente fatico a capire cosa vuoi dire…Pare che affermi ciò che poi affermi ma anche smentisci…
    2. Se a dirigere i lavori che hanno portato al tipo
    di organizzazione in cui siamo immersi, si é trovato il sesso forte, é a
    questo che va attribuita la responsabilità di questa feminilizzazione.
    Anche questa mi perplime: com’é che se a dirigere l’organizzazione si è trovato il sesso forte (i maschi) la responsabilità va attribuita alla "femminilizzazione"? I maschi occupano i posti dirigenziali nelle strutture e o nelle organizzazioni per caso? gliel’hanno imposto? il maschio alfa vi è stato costretto?
    Ma se il maschio alfa comanda le organizzazioni perché si è femminilizzato (ripeto, sto tentando di venirne a capo perché sono confusa), chi l’ha femminilizzato? come si distingue il maschio che comanda perché è femminilizzato da quello che comanda ma non lo è?
    E una piccola provocazione: ma vale anche nell’esercito? Voglio dire: un capo di stato maggiore o un genrale, che stanno in cima all’organizzazione, son lì per via della femminilizzazione dell’organizzazione delle strutture di comando?
    Un rebus…
    (poi non dire che ti sembro "femminista": io sono una donna e non inetbndo essere che me stessa. Soprattutto, non intendo moscolinizzarmi per compiacere etichette che non significano nulla…)

  • rossland

    Confesso che sono confusa.
    1. Quando definisco "femmina" una cosa non significa
    che sia stato fatta, voluta, adottata, sollecitata dal gentil sesso, ma
    che corrisponda ai desiderata della parte componente femminile del
    composto umano.
    Qui mi pare di capire che ciò che dici femmina non necessariamente corrisponde a ciò che è voluto, adottao ecc dal gentil sesso, ma che corrispondeai desiderata del componente femminile del composto umano.
    Se non corrisponde né necessariamente è voluto dal gentil sesso (che fin qui pensavo fossero appunto le femmine), com’é che nella stessa affermazione mi contrapponi che corrisponde ai desiderata femminili (composto umano, che significa?)
    A me pare confuso, senza polemica, sinceramente fatico a capire cosa vuoi dire…Pare che affermi ciò che poi affermi ma anche smentisci…
    2. Se a dirigere i lavori che hanno portato al tipo
    di organizzazione in cui siamo immersi, si é trovato il sesso forte, é a
    questo che va attribuita la responsabilità di questa feminilizzazione.
    Anche questa mi perplime: com’é che se a dirigere l’organizzazione si è trovato il sesso forte (i maschi) la responsabilità va attribuita alla "femminilizzazione"? I maschi occupano i posti dirigenziali nelle strutture e o nelle organizzazioni per caso? gliel’hanno imposto? il maschio alfa vi è stato costretto?
    Ma se il maschio alfa comanda le organizzazioni perché si è femminilizzato (ripeto, sto tentando di venirne a capo perché sono confusa), chi l’ha femminilizzato? come si distingue il maschio che comanda perché è femminilizzato da quello che comanda ma non lo è?
    E una piccola provocazione: ma vale anche nell’esercito? Voglio dire: un capo di stato maggiore o un genrale, che stanno in cima all’organizzazione, son lì per via della femminilizzazione dell’organizzazione delle strutture di comando?
    Un rebus…
    (poi non dire che ti sembro "femminista": io sono una donna e non inetbndo essere che me stessa. Soprattutto, non intendo moscolinizzarmi per compiacere etichette che non significano nulla…)

  • yakoviev

    Al di là dei casi limite, tenendo conto che non esiste più la strada, per bambini e preadolescenti, come luogo di incontro ed esperienze di vita, penso che un genitore dovrebbe cercare il più possibile, nel contesto attuale, occasioni per far fare ai bambini esperienze autonome con i loro simili, ma anche da soli, sganciate dalla sua presenza. Capisco i pericoli, soprattutto nell’ambiente urbano, ma so di tanti ragazzi anche 14-15 enni che non sono in grado di prendere neanche un autobus da soli

  • Primadellesabbie

    "Composto umano, che significa?": ogni cosa é maschio e femmina, si può osservare anche negli oggetti, in proporzioni diverse.

    Un uomo é, di solito, composto da una parte prevalentemente maschile, in una donna, abitualmente, prevale la componente femminile.

  • rossland

    Non l’avrei mai detto ma arrivo a concordare con te sul senso generale di quanto dici.
    In particolare, con la chiusa "…è portata a sviluppare una sorta di "autodifesa" sacrificando il valore dell’insegnamento a favore di una vita più serena. "
    Non so se valga per tutte (e l’esperienza mi suggerisce di no), ma certo è quanto riconosco in me: potendo contare su un mondo meno muscolare e coercitivo, quando non direttamente punitivo, sarei ben felice di non dover in alcune situazioni trasformarmi in rambo solo per difendere le mie ragioni o i miei diritti.
    Anzi: spesso mi accorgo che buona parte dell’aggressività che sfodero in alcune situazioni in cui mi sento messa nell’angolo ingiustamente, è dovuta proprio al fastidio di dovermi difendere in situazioni dove non vorrei doverlo fare.
    La cosa più difficile da digerire oggi sono le "quote rosa", ad esempio: che cavolo sarebbero, se non riserve indiane concesse al solo scopo di mettere comunque una museruola a eventuali uscite da sentieri già tracciati?
    Basta ossservare le figure femminili di questo attuale governo: saranno anche rosa ma mi fanno pena. Sembrano l’equivalente delle antiche vallette Tv, quelle il cui compito era il fare da contorno decorativo al conduttore il quale spesso le trattava come servette destinate a servire il caffè all’ospite con la cuffietta in testa (e se lo meritavano, visto che nessuno aveva imposto loro di accettare tale ruolo tv)

  • andriun

    Non l’avrebbe mai detto(e ci credo visto che non è la prima ad affermarlo), semplicemente perchè la donna mancando di onesta intellettuale(e i fatti continuano a confermarlo), se non viene spronata ad uscire dal "seminato" e vedere anche quello che è scomodo vedere, non riesce ad intendere che le azioni che l’UOMO vorrebbe portare a termine, non sarebbero solo per soddisfare un suo capriccio. E’ vero che l’UOMO ama comandare, ma lo fa sempre in funzione di un bene comune anche se raramente e in virtù di questo fatto può anche prendersi delle soddisfazioni che nella maggior parte dei casi alla femmina non dispiacciono del tutto.

    Visto che si trova attratta da quella parte del discorso le dico anche che la realtà è anche peggiore di quanto descritta: non solo l’insegnante deve fare i conti con gli alunni, ma con la scusa dell’insegnante di sostegno si ritrova a dover affrontare anche l’ostacolo di combattere la collega che si trova nel piano opposto. L’insegnante di sostegno è un’altra bravata di questa società al femminile votata alla commiserazione che si ritrova a sostenere l’alunno nelle sue battaglie e piuttosto di ammettere la propria incapacità enl trasmettergli la lezione, ed essendo considerata allo stesso piano se non ad un livello di importanza maggiore non può che indurre a creare altro caos. 
    Per quanto voi donne continuate per ovvi ragioni a sostenere questa società effeminata e femminista, la verità si trova dentro di voi ed esce solo quando date ascolto non alla razionalità(quella semmai viene dopo), ma al vostro istinto di femmina.
    Ecco perchè il libretto che ho pubblicato con Amazon denso di queste semplici verità che oggi si fanno finta di non vedere, ma che ha dispetto di quello che si scrive su questo sito, sono poi la radice dei mali e la prima responsabile della nostra mancata crescita ha per titolo: "L’Apparente intelligenza delle donne e le contraddizioni del nostro tempo".
    Il titolo non è altro che una semplice costatazione sostenuto poi nel contempo da una dura critica  all’uomo moderno(effeminato) che non è capace di leggervi tra le righe: è convinto di fare il vostro bene solo perchè voi lo premiate accettandolo nel vostro letto, ma in verità lui vi sta solo assecondando nel compiere i vostri errori.
  • rossland

    Ahi!…Non generalizzi, a proposito di "… semplicemente perchè la donna mancando di onesta intellettuale…". Fa un torto all’onestà intellettuale stessa, che difetta soggettivamente a uomini e donne senza distinzioni (e anche qui è facilmente dimostrabile)

    "…E’ vero che l’UOMO ama comandare, ma lo fa sempre
    in funzione di un bene comune anche se raramente e in virtù di questo
    fatto può anche prendersi delle soddisfazioni che nella maggior parte
    dei casi alla femmina non dispiacciono del tutto."

    Qui mi cade dal pero facendomi pensare che gratta gratta, lei in realtò sia davvero convinto che il comando spetti all’uomo perché (solo lui) è armato dalle migliori intenzioni e comanda per il bene dell’universo e in particolare per il bene di quello femminile.
    Ripeto, non si allarghi troppo che poi mi fa ricredere sulla possibilità di poter dialogare con lei. Il fatto che in alcuni casi ciò che i maschi decidono si riveli sensato anche per alcune donne, scorda l’altro fatto per cui spesso le donne accettano le decisioni maschili al solo scopo di evitarsi conflitti insanabili che minano alla base ogni quieto vivere. A volte ci imbroccate, a volte no.
    Nè più né meno di quanto accade con le decisioni femminili: a volte tornano utili per tutti, a volte entrano in conflitto con le diverse esigenze maschili. Ci vuole una maggior capacità di compromesso, meno convinzioni ferree sulla propria superiore intelligenza e una maggiore capacità di ascoltare l’altro (che è per definizione il primo degli "altro da sé"). In un dialogo a due, è necessario essere aperti alla possibilità di non avere la sola verità disponibile in tasca e che questa sia l’unica buona a risolvere tutte i conflitti che si presentano nel relazionarsi agli altri. Di solito, anzi, noto che la difficoltà di relazionarsi con l’altro sesso su un piano di rispetto della differenza altrui, è fonte di conflitto anche nelle relazioni con il proprio stesso sesso. Si tratta per lo più di un fatto caratteriale, non di un problema di maschi contro femmine.
    Il titolo del libro da lei scritto è poi così divertente che sono tentata di leggerlo, pensi un po’. Se rimane sulla stessa filosofia che il titolo sintetizza promette di regalarmi qualche ora di divertimento puro.
    Insomma, ho scritto che potrei perfino essere d’accordo con lei su quanto scriveva nel precedente commento, non che sottoscrivo ogni sua convinzione e che la autorizzo a tenermi lezioni su cosa o come sono in quanto donna: ne so qualcosa di più, essendo appunto una donna, rispetto a quanto pensa di saperne lei.
    Alcune sue posizioni sono anzi potenziali fonti di minaccia aperta all’essenza del mondo femminile, al punto da confermare la tesi in voga per cui gli unici maschi con cui una donna può confrontarsi siano alla fine proprio gli "effeminati".
    I quali, a ben vedere, e per quanto la mia affermazione possa esserle incomprensibile, sono in realtà molto più maschilisti di quanto appaia a un’analisi superficiale. Però almeno sanno che confrontarsi con l’altro da sé richiede una disponibilità di default a capire che l’altro è appunto "altro", diverso in tutti i modi in cui la diversità può manifestarsi.
    La biologia è biografia e le biografie sono storia, alla fine. E questo dovrebbe almeno dirci che, come nessuna donna potrà mai capire fino in fondo un maschio, nessun uomo "intellettualmente onesto" può pensare davvero di capire una donna meglio di quanto una donna capisca se stessa.
    E sul capire se stessi, volendo, abbiamo entrambi già un gran bel lavorone da fare che, volendo, potrebbe bastare per farci deporre le presunzioni sull’altro con un po’ di maggiore umiltà.
    E’ stato comunque un piacere confrontarmi con lei.
    Alla prossima, dunque…

  • andriun

    "può pensare davvero di capire una donna meglio di quanto una donna capisca se stessa". 

    Questa affermazione basta a confermare le regola. Perchè si tratta di affermazione falsa. La donna non conosce se stessa ed proprio per quello che necessiterebbe di un UOMO e non di uno zerbino sebbene che lo zerbino faccia comodo nelle faccende di casa. 
    "Alcune sue posizioni sono anzi potenziali fonti di minaccia aperta all’essenza del mondo femminile, al punto da confermare la tesi in voga per cui gli unici maschi con cui una donna può confrontarsi siano alla fine proprio gli "effeminati". "
    Appunto che cosa le dicevo io, è più vicino al vostro modo di relazionarvi, magari riescono pure andare in coppia quando vanno al bagno, chi lo sa.
    "Alcune sue posizioni sono anzi potenziali fonti di minaccia aperta all’essenza del mondo femminile…"
    Concordo, però non si può avere tutto dalla vita specie quando uno è coerente con se stesso.
    "Ci vuole una maggior capacità di compromesso, meno convinzioni ferree sulla propria superiore intelligenza e una maggiore capacità di ascoltare l’altro"
    Capacità di ascoltare l’altro, non significa che l’altro debba sottostare alle proprie convinzioni. Fermo restando che la donna è notoriamente più instabile psicologicamente(quindi non può conoscere se stessa, come si può conoscere un UOMO), risulta ovvio che le posizioni più equilibrate restano quelle di quest’ultimo a prescindere da quanto la donna possa pensare essere giusto o sbagliato, specie se l’oggetto del contendere a che fare con la propria o altrui disciplina. 
    "Il titolo del libro da lei scritto è poi così divertente che sono tentata di leggerlo, pensi un po’"
    Non lo faccia ne va a rischio della sua vita: sono affermazioni forti da "digerire", senza essere dotati della dovuta onestà intellettuale.
    Tanto per chiarire, quando IO mi riferisco all’onestà intellettuale della donna, non mi riferisco a fatto che qualcuna di esse in particolare frangente della propria vita "possa dire hai ragione". Mi riferisco piuttosto al fatto che se veramente ne aveste, riconoscereste i vostri limiti agireste anche per rinsavire una situazione una volta scoperto il marcio. Tanto per fare un esempio: lei dice di essere contraria alle quote rosa, benissimo, ne più ne meno come ho sentito affermare da altre donne altre volte e in diversi contesti, ma fanno pur sempre fanno comodo, altrimenti farebbe assieme a tutte le donne di italia una manifestazione pubblica, esattamente come fate  quando fanno le riforme alla scuola non vi aggradano per invitare a toglierle, cosa che risulta essere del tutto mancante in questo particolare frangente di onestà(di genere).
    Oppure quando hanno votato la legge contro il femminicidio quando notoriamente il vostro slogan e combattere per la parità dei diritti, e che proprio questa legge invece attesta un’attenzione maggiore(ingiustificata) verso la vita della donna. A questo proposito le ho già ricordato i risultati della statistica condotta nel 2008 relativa alle uccisione a scopo passionale(3:1) ha forse notato o sentito parlare di una proposta in parlamento per votare una legge che proteggesse la vita dell’uomo? Questa legge è forse frutto di onesta intellettuale? Quante di voi sono scese in piazza?
    Le cose che vi fanno comodo non si tolgono. L’uomo al contrario da che mondo e mondo quando agisce per il bene della società(anche maschiliste) pensa anche al vostro di bene, tanto che alcune di voi se ne guarderebbero bene dal cambiare nazione, se non vi fossero costrette. 
    Di cose da dire ne avrei ancora, ma qui mi fermo tanto il concetto che volevo esprimere è già di per sè sufficiente chiaro e ho già smontato molte delle sue assurde convinzioni senza poi fare nemmeno tanta fatica. 
  • ohmygod

    rossland, ti trasporto fuori dal colonnato… dei commenti.
    LOL

    Però almeno sanno che confrontarsi con l’altro da sé richiede una disponibilità di default a capire che l’altro è appunto "altro", diverso in tutti i modi in cui la diversità può manifestarsi.

    Quisindis:- non tutti lo sanno e se anche lo avessero saputo sarebbe equivalso a un’altra informazione inutile. è da tempo che mi diedi una spaventosa calibrazione utoniana.
    §:- essere più diverso del diverso pur di ottenere in cambio un mondo
    normale. non è forse questa la trattativa fra Ambasciatore e Bakinga.

    Margie:- è forse questo il comando che noi bambini non riusciamo a trasmettere?
    Quisindis:- Margie, quanto mi manchi. con meno tristezza, con più garbata sofferenza.
    fisicamente metafisica è §

  • rossland

    Grazie per il trasporto fuori dal "colonnato dei commenti"…
    Mi sa che da questo thread è tempo di uscire, in effetti…
    (non ho idea di chi siano Margie e Quisindis…e vedrò di rimediare per una prossima volta)
    Saluti a tutti…

  • ohmygod

    rossland:- non ho idea di chi siano Margie e Quisindis…e vedrò di rimediare per una prossima volta.

    nel "cast" sono gli autori di un fumetto che ho letto, lo conosco a memoria.
    ogni tanto qualcuno di loro scrive qualcosa di suo.