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TROPPE COSE COMUNQUE NON TORNANO

DI GABRIELE ADINOLFI

noreporter.org

[…] L’assalto a Charlie Hebdo può essere anche il frutto di una disattenzione. Possiamo ipotizzare tutto, anche che gli autori siano stati effettivamente i due fratelli Kouachi e che i servizi siano stati così incapaci e disattenti da perdere le loro tracce malgrado gli avvertimenti di varie intelligences.

Troppe cose comunque non tornano.

Iniziamo dal film. Visto ingrandito si nota che l’esecuzione del poliziotto avviene senza raffica; con la testa che, con un colpo a bruciapelo di kalashnihov avrebbe dovuto esplodere, resta intera; che non c’è neppure uno schizzo di sangue.

Poi dal suolo abbiamo l’impressione dell’effetto di una pallottola sul marciapiede, ma in netto ritardo sullo sparo. Che dobbiamo pensare? Semplicemente che il video è stato montato, probabilmente non perché dovesse nascondere quanto accaduto ma perché è giunto l’ordine di far circolare qualcosa di rapido e di visivo che desse all’opinione pubblica la sensazione di essere presente, per coinvolgerla, mobilizzarla. Un escamotage della strategia della tensione abbastanza evidente.

Professionisti o arruffoni?

Se il film fosse autentico sarebbe difficile credere che gente così fredda in un frangente simile abbia potuto poi dimenticare i propri documenti in macchina, e in una macchina simile a quella del video ma non la stessa, come attestano i retrovisori. Gente del genere, professionista della guerra, non si sarebbe fatta identificare e prendere così né poi sarebbe morta senza uccidere nessuno.
Dunque delle due l’una: o i fratelli Kouachi sono jihadisti ma non gli esecutori di Charlie Hebdo, oppure il video è un elemento estraneo al massacro. O magari ambo le cose ma non quello che ci vogliono far credere.
Fatto sta che la loro eliminazione ferma le indagini e non consente di andare oltre, a meno che non sia previsto l’utilizzo di qualche falso “pentito” per ulteriori depistaggi.
Il suicidio del commissario incaricato delle indagini e il fatto che il gesto sia stato silenziato non fanno che confermare che siamo in presenza di un ritrito format orwelliano.

Arrivano

Poi c’è l’avvento del settimo cavalleggeri, cioè il Mossad, che s’impone sulla scena con tanto di allarme anti-semitismo (come se poi i fratelli Kouachi non fossero semiti…) e di crociata a difesa di Israele che diventa, ovviamente, l’occidente e quindi la “nostra civiltà”.
All’indomani del riconoscimento dello Stato di Palestina da parte del Parlamento francese la coincidenza pare significativa. Coloro che sostengono dal primo giorno che dietro tutto c’è la mano israeliana cominciano a sentirsi confortati nella loro opinione.

Players e dilettanti

Noi che avevamo previsto l’avvento di questa strategia della tensione restiamo delle nostre opinioni. Ovvero che gli jihadisti hanno preso il posto dei trozkisti e dei brigatisti rossi: sono sì infiltrati e sostenuti nel logistico ma fanno da soli. Però lo fanno controllati e accompagnati. Non è necessario che siano agenti speciali a commettere le stragi; quando queste fanno comodo è sufficiente lasciarle accadere. Prima e dopo si gioca dietro le quinte e prevale chi è più attrezzato con l’intelligence, i satelliti, le relazioni, le influenze. Per questo il Mossad fa la parte del leone e non ci sono altri players ad alto livello se non gli americani e gli inglesi.
I francesi, più o meno come gli italiani, improvvisano, fanno gli apprendisti stregoni e alla fine obbediscono, subiscono o sono spinti al suicidio.

Il kingmaker

Avevamo detto che diversi erano gli interessi e i livelli della strategia della tensione in Francia, era così e la partita forse è ancora aperta. Oggi però all’incasso va Israele e nell’unità repubblicana si ripresenta come mentore Bernard Henri-Lévy che chiama tutti ad un fronte contro l’estremismo.

Il nuovo kingmaker dell’Eliseo ritiene che i francesi abbiano dimenticato che è stato proprio lui a fare da guerrafondaio ovunque (Serbia, Iraq, Libia, Siria, Ucraìna) e che ha benedetto l’utilizzo della Jihad contro i governi legittimi del mondo arabo?

Se pensa così ha ragione: i francesi hanno già dimenticato.

Gabriele Adinolfi

Fonte: www.noreporter.org

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10.01.2015

Estratto da: “Charlie Hebdo 5 “

Pubblicato da Davide

  • mozart2006

    La famiglia del poliziotto di quartiere musulmano ucciso. Parla il
    fratello.

    https://www.youtube.com/watch?v=YSDgPVLi9_4

    Secondo i complottisti all’amatriciana, sarebbero anche loro
    degli attori? Naturalmente non mi aspetto che si scusino per avere
    mancato di rispetto a questa famiglia colpita così duramente,
    proferendo bestialità esclusivamente sulla base delle loro paranoie.

  • jake

    Che alcune cose non tornano è vero…. ma di quest’articolo salvo solo l’immagine!

  • Tao

    I terroristi e il blitz: tutti i dubbi irrisolti. Qualcuno ci spieghi

     L’incubo è finito e siamo tutti sollevati. Tuttavia non riesco ad aggiungere la mia voce al coro di plauso ai servizi di sicurezza francese. Un blitz non può essere considerato un successo se si conclude con la morte di ben 4 ostaggi. In termini di sicurezza è emersa in queste ora una serie di errori e anomalie che per ora resta senza risposta. Parto dall’ultimo dubbio in ordine cronologico e, a mio giudizio, più grave:

    Perché i fratelli Kouachi, due terroristi che hanno sterminato i redattori di Charlie Hebdo, sono stati uccisi?

    Mi spiego: mentre l’assalto al negozio Kocher era impegnativo e rischioso a causa della presenza di ostaggi e pertanto rendeva quasi inevitabile l’uccisione di Amedy Coulibaly, il blitz contro i fratelli Kouachi è avvenuto in condizioni ben diverse, quasi ideali per catturali vivi. Ora lo sappiamo con certezza: erano asserragliati nella tipografia senza ostaggi. C’era un solo dipendente quando hanno fatto irruzione, il quale ha avuto la prontezza di riflessi di nascondersi in uno scatolone e i fratelli Kouachi non si sono mai accorti della sua presenza, che è stata provvidenziale per le forze di sicurezza. Via sms costui ha inviato alle forze dell’ordine importanti indicazioni sulle mosse dei due terroristi.

    Le condizioni erano ottimali per catturarli vivi. E invece sono stati entrambi uccisi. Secondo le ricostruzioni di stampa i due sarebbero usciti dalla tipografia, nella quale si erano asserragliati, sparando all’impazzata contro le forze di polizia dopo che queste – probabilmente – avevano iniziato a lanciare lacrimogeni nel locale. Un contesto difficile e confuso ma di certo non insolito per delle teste di cuoio altamente preparate a questo tipo di eventi e addestrate sia ad uccidere sia a neutralizzare tenendo in vita.

    Ed è evidente che la cattura è altamente preferibile all’eliminazione, tanto più in assenza di ostaggi. Vivi, i due sarebbero stati interrogati, si sarebbe potuto scoprire la loro rete di contatti, i loro mandanti, approfondire la storia del reclutamento nello jhadismo, E invece sono stati uccisi entrambi. Era davvero indispensabile?

    A queste domande se ne aggiungono altre, sempre riguardanti la sicurezza e in parte già segnalate da alcuni nei giorni scorsi. Queste:

    – Fino a poche settimane fa la redazione di Charlie Hebdo era sorvegliata da una camionetta 24 ore su 24, poi la misura è stata revocata e a proteggere è rimasto un poliziotto. Nonostante proprio prima di Natale le autorità fossero in allarme per possibili attentati, la protezione di uno dei siti più ovvi, sensibili e prevedibili di Francia non è stata aumentata, con una leggerezza inspiegabile e imperdonabile. E’ il più grande regalo che si potesse fare a dei terroristi jihadisti. Chi risponde di questa scelta? Quali le motivazioni?

    – Com’è possibile che due terroristi altamente addestrati, in grado di compiere con straordinaria freddezza e professionalità una strage come quella del Charlie Hebdo, si rechino sul luogo dell’attentato con la carta di identità e per di più la dimentichino nell’auto usata per la fuga? Nella mia vita ne ho viste tante, ma una doppia leggerezza così sciocca da parte di guerriglieri che da settimane preparavano l’attentato è davvero molto insolita.

    – Che fine ha fatto il terzo complice? Perché le forze dell’ordine hanno additato, sin dalle prime ore, un giovane che in realtà è risultato completamente innocente (al momento del blitz si trovava a scuola)? C’era o no? E se sì chi era? E’ ancora in fuga?

    – Dalle immagini dell’assalto a Charlie Hebdo si nota che l’auto, una Citroën, era ferma in mezzo alla strada. Com’è possibile che sia stata lasciata lì durante il blitz, col rischio di bloccare il traffico e di attirare l’attenzione? O era parcheggiata altrove?

    – Cos’è successo quando, subito dopo la strage, l’auto dei terroristi è stata bloccata da un’auto della polizia nella via di Charlie Hebdo?

    E infine:

    – I fratelli Kouachi erano noti da tempo ai servizi di sicurezza francesi, a quelli americani, persino a quelli italiani. Com’è possibile che il loro ritorno in Francia sia passato inosservato? Qualcuno monitorava le loro mosse? Li controllava? Se no, perché? Se sì, perché non sono stati fermati in tempo?

    Io non ho risposte a queste domande, che restano fondamentali per capire fino in fondo i tragici attentati di Parigi. Mi limito a formularle.

    Certo, invece, è il giudizio sui servizi di sicurezza francesi: sono stati disastrosi sia prima, sia durante, sia alla fine.

     

    Marcello Foa

    Fonte: ttp://blog.ilgiornale.it [blog.ilgiornale.it]

    LLink: http://blog.ilgiornale.it/foa/2015/01/10/i-terroristi-e-il-blitz-tutti-i-dubbi-irrisolti-qualcuno-ci-spieghi/ [blog.ilgiornale.it]

    10.01.2015

  • warewar
  • FBF

    Chiedo: se le milizie dei jihadisti in Siria sono appoggiati
    dagli dagli ebrei perché gli estremisti uccidono gli ebrei in Francia?

    (…) consolidata cooperazione tra le milizie dei jihadisti
    che operano in Siria e l’Esercito israeliano che ne appoggia e ne copre le
    operazioni e gli attacchi diretti a rovesciare il governo di Bashar al-Assad ,
    considerato un governo ostile agli interessi di Israele. (…)

     http://www.informarexresistere.fr/2014/12/08/attacco-aereo-di-israele-contro-la-siria-in-appoggio-ai-miliziani-jihadisti/ 

  • Tao

    AK-4
    Nella speranza di chiarire come mai il cervello del poliziotto non sia schizzato ovunque…
     
    Il Kalashnikov è un fucile d’assalto estremamente diffuso in tutto il mondo, versioni prive del selettore si possono tranquillamente acquistare in molte armerie.
    Il munizionamento più comune è il 7.62×39 con una velocità alla volata di 715 m/s.
    Per quanto riguarda la ferita prodotta da un colpo d’arma da fuoco occorre considerare che è strettamente rapportabile al trasferimento di energia cinetica dal proietto al bersaglio. Detto questo, maggiore è la superficie impattante maggiore sarà il danno causato ed il potere d’arresto, viceversa una superficie minore garantirà un maggiore potere di penetrazione ed un minore potere d’arresto.
    Proiettili come il 7.62×39 hanno generalmente un nucleo d’acciaio con incamiciatura in rame e base in piombo, cosa che, arretrando il baricentro della palla, ne causa una rotazione che, a seguito dell’impatto, danneggia gravemente i tessuti. Visto in sezione si avrà un foro d’entrata non molto più grande del diametro della palla, che si allargherà per riconfluire in un foro d’uscita delle dimensioni della palla stessa.
    Per munizioni ad alto potere di penetrazione la distanza non influisce significativamente sulle dimensioni dei fori d’entrata ed uscita.
     
    Perciò spero che sia chiaro il motivo per il quale il cranio del poliziotto non è esploso e si possa evitare di scrivere un mare di fesserie in proposito.

    anonimoak77

  • chiaro_davvero

    a beh, complimenti per la ricerca, ma gli specchietti dell’auto che si vede nel video sono chiaramente diversi.. strano no?

  • warewar

    gli specchietti sono gli stessi (grigio metallizzato) e la targa è la stessa … non capisco come vi ostinate a dire che sono due macchine diverse !!

  • Tao

    A convalidare il mio iniziale sospetto che tutta questa operazione sia in realtà solo una false flag,ben organizzata,condotta ed eseguita(almeno fino ad ora)c’é un particolare che risulta visibile a chiunque lo voglia vedere,come un faro nella notte.
    Mi spiego,meglio.

    Ma come questi 2 o forse 3 chiamiamoli”attentatori” ma forse sarebbe meglio definirli”assassini di massa”(in inglese mass murders,confrontare su Wikipedia la spiegazione del termine)dopo aver preso le massime precauzioni x NON essere visti in faccia e riconosciuti,usando un passamontagna,insieme con un abbigliamento x così dire”tattico”adeguatamente addestrati al combattimento urbano(non si sa ancora da chi,ma é facile immaginarlo!)
    I quali usano fucili d’assalto specifici,poco diffusi sia in Medio Oriente sia in Europa,infatti sembra(sempre che sia vero s’intende!)che si tratti di Kalashnikov AK 102/108 in calibro 5,56×45 mm NATO,o forse della versione Cinese sempre nello stesso calibro Type/56-1,anche questa poco diffusa in Europa,ma tu guarda caso moltissimo diffusi negli USA,sia x la loro economicità che anche x la cartuccia,colà definita,come cartuccia della”mutua” x ovvie ragioni.
    Ebbene,codesti guerriglieri attentatori,dopo aver preso il massimo delle precauzioni x NON farsi riconoscere e forse x riuscire a sfuggire alla mega-caccia da parte delle FFPP Francesi,cosa ti fanno?

    Invece di fuggire con il loro furgone,con l’autista che sembra li aspettasse davanti alla sede del giornale preso di mira,fermano una macchina una Clio scura e la rubano fuggendo con essa,poi dopo averla abbandonata,uno di loro o forse tutti e due ci lasciano i documenti all’interno?

    Ma andiamo cosa credono i ns “giornalai”(mi rifiuto di chiamarli giornalisti!)che noi tutti abbiamo le fette di prosciutto sugli occhi!
    A me questo particolare gesto ricorda come una fotocopia,quello dei passaporti di alcuni dirottatori degli aerei che colpirono il WTC dell’11 settembre 2001,anche allora,infatti furono trovati alcuni dei passaporti ancora INTATTI nonostante il calore degli incendi arrivò fino a 1.000 gradi ed oltre fondendo addirittura l’acciaio della struttura dei grattacieli e x di più ancora meglio l’alluminio della fusoliera degli aerei,impattanti!
    Cavolo come sono indistruttibile alcuni passaporti!
    Oggi H16 circa é arrivata la notizia che gli assassini sono barricati in una casa a Reims,che forse é la loro abitazione,visto che sarebbero 2 fratelli di origine Algerina,identificati in fretta,grazie al documento”dimenticato”molto opportunamente da uno di loro nella Clio rubata.
    Comunque staremo a vedere gli sviluppi del caso,a mio parere potrebbero essere :

    1)Assedio con sparatoria finale e morte dei due,così NON sapremo mai la verità(film già visto in casi precedenti).
    2)Invece,assedio con alla fine resa dei due e poi relativo processo,dove i due resteranno fedeli alla vulgata dell’attentato di matrice Islamico estremista?Oppure faranno capire di essere stati manipolati da qualcuno qui in Occidente?
    Staremo a vedere gli sviluppi.
    ps
    Non so voi,ma io se mai dovessi effettuare una qualsiasi azione criminale,ovviamente compreso un attentato terroristico,CERTAMENTE NON mi PORTEREI DIETRO NESSUN DOCUMENTO di IDENTITA’!
    Poi se qualcuno potrebbe tirare in ballo il caso dell torri gemelle,vorrei precisare che qui si trattava di salire a bordo di aerei di linea,pertanto i documenti di identità erano indispensabili!
    un saluto

     

  • cardisem

    Non sono esperto di manifestazioni parigine, ma sto seguendo a
    intervalli sulla diretta televisiva italiana (rainews24), dove si dice
    che vi sarebbero… un milione di persone.
    Tante: si lascia intendere.
    Vi sono poi tutti i capi di stato, inclusi Abu Maze, il re di Giordania…

    Faccio
    queste considerazioni che vorrei condividere con chi è grado di non di
    replicare, ma di condividere o dissente in queste due valutazioni:
    a) leggo che Parigi come città fa ben otto milioni e con l‘area metropolitana fino a 12 milioni, dati vecchi…
    Roma non ne fa neppure tre…

    A Roma è possibile avere un milione di persone e oltre (a piazza san Giovanni)..
    Non
    mi pare che per Parigi, una città di quelle dimensione, una
    manifestazione fortemente patrocinata dal governo che rende gratis pure i
    mezzi pubblici, un milione di persone sia un grande numero…
    Direi
    quasi un flop, se sono congrue le mie considerazioni su popolazione
    residente parigina e manifestanti, che dovrebbero essere da tutta la
    Francia…

    b) Per i capi esteri, che ci siano tutti o quasi, in
    particolare Abu Mazen, mi sembra ovvio e scontato: se non ci vanno,
    faranno loro la guerra, dicendo che sono loro che mandano i
    terroristi…

    Ho trovato particolamente intelligenti le
    dichiazioni politiche di Hamas ed Hizbollah, che hanno condannato
    entrambi l’attentato…
    Se anche solo stavano zitti, avrebbero detto che l‘attentato l’hanno fatto loro…

    Non
    basterà certamente aver fatto e detto questo, ma almeno pensando al
    lupo e all’agnello non si agevola il gioco dell’agnello…

    Che ne pensate?

  • Arcadia
    GIULIETTO CHIESA da pag Fb 4 h ·

    DOMANDE INEVITABILI
    Gentile Chiesa, non le sembra che potremmo porci due domande? La prima è perché hanno sbagliato indirizzo. Mi sembra vi sia una sola risposta possibile: gli esecutori non sono gli organizzatori. La seconda è perché dei terroristi votati al martirio scappano (e per alcune ore riescono persino a far perdere le loro tracce)? Forse avevano altri programmi invece del martirio e per realizzarli avevano bisogno di entrambe le scarpe!
    Luca Ricaldone

    Caro Luca, le domande se le pongono tutti quelli che hanno voglia di capire. Le risposte non sono semplici, ma è obbligatorio cercarle. Anch’io penso che abbiamo assistito e una sceneggiata. Non conosciamo chi l’ha scritta (anche se abbiamo qualche fondato sospetto). Quello ch’è certo, per me, è che non l’hanno scritta coloro che sono stati uccisi (ovviamente chi si presta a queste operazioni pensa sempre di cavarsela). A cosa servisse quella tremenda sceneggiata lo stiamo vedendo in queste ore: a scatenare l’isteria anti-islamica, una seconda volta, questa volta in Europa, come dopo l’11 settembre, fu in America e nel resto dell’Occidente. E adesso vedremo, a Bruxelles, martedì, stringersi un po’ di più il cappio attorno al nostro collo, con la riduzione delle nostre libertà, dei nostri diritti. La sceneggiata è stata scritta contro di noi.

  • FBF
    Il Corriere 12 agosto 2011
    Breivik ha chiamato 10 volte la polizia
    Breivik, il macellaio norvegese, sostiene di
    aver chiamato la Polizia una decina di volte
    per costituirsi mentre sparava ad Utoya, ma
    o non ha ricevuto risposta o hanno bofonchiato qualcosa
    all’altro capo del filo; la Polizia interrogata cade dalle nuvole,
    ma sta di fatto che con un ritardo del genere gli ha permesso
    di ammazzare quell’ottantina di innocenti. La Norvegia è nota
    per la sua efficienza nordica; un macellaio che mentre spara a
    ragazzini cerca di costituirsi. Troppe cose non quadrano, e
    tanti indizi fanno una prova: che disegno c’è dietro? Oppure il
    Corrierone le spara grosse?
  • Arcadia

    1) La quasi totalità dei soggetti implicati in gravi atti di terrorismo di rilevanza internazionale negli ultimi 20 anni avevano da tempo il fiato sul collo degli apparati di sicurezza, delle forze speciali e dei servizi segreti, che in molti casi li foraggiavano. Le principali stragi, dall’11 settembre 2001 statunitense al 7 luglio 2005 londinese, fino alla strage norvegese di Breivik del 2011, sono avvenute in coincidenza di esercitazioni militari e securitarie che ricalcavano esattamente gli eventi terroristici in corso. In altri casi, i sospetti sono morti in tempestivi conflitti a fuoco che li eliminavano dalla scena. Hanno sempre abbondato sui luoghi dei delitti le carte d’identità e infinite altre tracce ridondanti, utili per sbattere subito qualche mostro in prima pagina.
    Non mi aspetto una situazione troppo diversa nemmeno stavolta. Queste sono le prime tracce da seguire.

    2) Provo una pena infinita per le povere vittime di ieri, mi sembra una tragedia orribile. Ma non del tutto inspiegabile.
    I redattori di Charlie Hebdo credevano nella loro libertà di offendere le religioni senza doversi far carico di alcun senso di responsabilità, tranne quando hanno licenziato in tronco un disegnatore, Siné, per via di una sua blanda vignetta che alludeva a una conversione all’ebraismo per convenienza da parte del figlio di Sarkozy: violava il codice deontologico della rivista sul razzismo. Raffigurare invece profeti e divinità a culo nudo o mentre subivano trattamenti sessuali estremi, per tutti gli altri casi, non era razzismo. La libertà era dunque intermittente, e veniva dosata in certe direzioni, utili alla narrazione dello Scontro di Civiltà. In altri casi si piegava a regole e ragionamenti di opportunità.
    Nel difendere la libertà, e ci credevano, i satiri di Charlie Hebdo hanno inseguito fantasmi e specchi deformanti, più abili e spietati dei loro specchi colorati e scurrili. I redattori sono stati usati da anni per seminare zizzania. Bernard-Henry Lévy prometteva loro lo scudo della civiltà dei Lumi. Mi sembra che siano stati buttati via come poveri limoni spremuti. Da mani di soldati molto addestrati.

    3) La Francia è stata uno dei principali perturbatori del Mediterraneo e del Medio Oriente negli ultimi quattro anni, e per i suoi scopi ha usato ogni tipo di commistione con lo jihadismo. Ricopio qui una frase usata nel 2013 da uno dei bersagli principali di Parigi, Bashar Al-Assad: «Hanno forse capito che quelle guerre non hanno provocato altro che il caos e l’instabilità in Medio Oriente e in altre regioni? A quei politici vorrei spiegare che il terrorismo non è una carta vincente che si possa estrarre e utilizzare in qualsiasi momento si voglia, per poi riporla in tasca come se niente fosse. Il terrorismo, come uno scorpione, può pungerti inaspettatamente in qualsiasi momento.» Esiste ormai una sorta di legione di avventurieri addestrati in modo moderno, usati su vari fronti geopolitici, in grado di essere utilizzata per scardinare interi Stati, ma con coperture e finanziamenti statali e la prontezza per ogni tipo di ricatto. Gli europei in forze sono migliaia. Lo scorpione pungerà ancora in Europa, I governanti europei, fra i più ricattati, subiranno pressioni enormi contro gli interessi dei propri paesi. E’ l’Impero del Caos che bussa, non l’Islam.

  • MarioG

    Perche’? Quali sarebbero le cose che non tornano se non quelle qui elencate?

  • MarioG

    A parte ”l’esplosione del cranio”, che effettivamente sembra un’espressione un tantino iperbolica, sembra pero’ strano che l’UNICO effetto visibile dello sparo, o degli spari, sia lo sbuffo di polvere dell’asfalto e nient’altro (sangue)

  • MarioG

    Ha messo in discussione il filmato. E mi pare che di motivi ce ne siano!

    La sua obiezione non significa nulla.
  • zeppelin

    l’avevo già postato, ma ripropongo questo video piuttosto esplicito:

    https://www.youtube.com/watch?v=YLB36UxWD0M

    e ora, che la testa non esploda non ne sono ancora certo, ma che neanche un pochino pochino di energia cinetica spinga il malcapitato agente a dare una bella craniata all’asfalto non ci credo proprio!

  • cardisem

    Concordo… Fino a poco fa ho assistito alla diretta… Chiedevano alla gente se avevano paura… Ma di chi dovevano aver paura se non degli autori stessi della sceneggiata?!

  • gimo

    Una domanda.quanti e chi delle vittime erano ebrei?

  • Allarmerosso

    Evidentemente non hai letto bene … o comunque non hai compreso il discorso. 

    Qui non viene messa in discussione la MORTE delle persone uccise !!! I morti ci sono e sono palesi e nessuno sta negando tale fatto !!!