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TRE MITI COMUNI SULLE BANCHE

DI ALEJANDRO NADAL

Sin permiso

Esistono tre favole sulle banche e il loro ruolo nell’economia. La grande maggioranza delle persone (e degli economisti) abbraccia con fervore questi tre miti che sono intimamente connessi. L’analisi dell’economia politica capitalistica esige di sfatare questa mitologia.

Il primo mito dice che le banche sono alcuni semplici intermediari tra i risparmiatori e gli operatori economici che hanno bisogno di risorse addizionali, siano essi investitori o consumatori. Secondo questa idea le banche ricevono in deposito i fondi dei risparmiatori per poi prestarli. Ai risparmiatori viene pagato un tasso di interesse inferiore a quello richiesto ai mutuatari e la differenza costituisce il guadagno delle banche.
Sembra logico ma è falso. La realtà è che le banche sono qualcosa più che semplici intermediari. Tra le attività della banca si trova la creazione monetaria. Per concedere un prestito le banche non hanno bisogno che le risorse che sono oggetto del credito siano state risparmiate in precedenza.

Normalmente, quando una banca concede un prestito, essa semplicemente apre un conto a nome del mutuatario e gli assegna un credito (per l’importo dello stesso). Nello stesso tempo concede al detentore del credito strumenti di pagamento, moneta bancaria, un libretto di assegni o una carta di credito. Se il mutuatario richiede denaro in contanti, banconote emesse dalla banca centrale, la banca creditrice lo preleva delle sue riserve o l’acquisisce dalla banca centrale.

La banca creditrice non si preoccupa di verificare se ha risorse sufficienti provenienti dai risparmiatori per concedere un prestito. Non deve farlo perché il credito non dipende da quei depositi. È vero che c’è gente che deposita i suoi risparmi in banche private, ma non sono i depositi quelli che consentono alle banche di concedere i prestiti. Per operare come creditore, la banca non deve che valutare il progetto nel contesto dell’orizzonte economico. Concedendo il credito la banca apre un deposito: i prestiti creano i depositi e non il contrario, come sostenuto dal mito.

Il secondo mito è legato all’idea che le banche conservino una parte dei depositi dei risparmiatori per affrontare un’eventuale necessità degli stessi di ritirare i loro risparmi. Questa è una variante del mito precedente ed è legata a quello che si è denominato “fondo di riserva frazionaria” e che si suppone funzioni come segue. Se in una banca si depositano cento pesos e questa banca pone il 10% in riserva, può prestare gli altri novanta, che sono depositati nuovamente nella stessa banca o in un’altra. Anche su quel deposito mantenendo come riserva il 10%, si possono prestare 81 pesos e così via. Alla fine della serie, supponendo riserve del 10%, i primi cento pesos si saranno trasformati in mille pesos in conseguenza del moltiplicatore bancario (equivalente al reciproco del coefficiente delle riserve detenute dalle banche).

Anche qui sembra che si crei denaro dal nulla, ma non è così. C’è un deposito precedente ad ogni prestito e le riserve impongono un limite ai fondi prestati. Sembra logico, però il sistema bancario non funziona in questo modo: nel 2007, prima della crisi finanziaria, le riserve delle banche negli Stati Uniti ammontavano a 20 miliardi di dollari, ai quali sarebbe dovuta corrispondere un’offerta monetaria di 200 miliardi di dollari se fosse esistito il moltiplicatore e non di alcune migliaia di miliardi che esistevano in circolazione. Semplicemente il moltiplicatore non esiste, come dimostrano i vari lavori commissionati dal FMI (Fondo Monetario Internazionale n.d.t.).

Rimane il terzo mito: le riserve. Si pensa che con le riserve la banca centrale controlli l’espansione del credito (e l’offerta monetaria), oltre a stabilire un requisito prudenziale per eliminare il rischio di ‘fughe’ dalle banche.
È da molto tempo che le banche centrali hanno smesso di imporre livelli realmente significativi di riserve obbligatorie. In molti paesi le ingiunzioni di riserve sono zero, e questo include paesi come Inghilterra, Canada e Messico. Questo forse è il segno che in un sistema di creazione monetaria endogena la banca centrale non ha il controllo dell’offerta monetaria. Conseguentemente la politica della banca centrale, ossessionata dal controllo dell’inflazione, è focalizzata al controllo del tasso di interesse attraverso le operazioni di sconto.

Se alla fine del giorno una banca ha bisogno di riserve, può ottenerle sul mercato interbancario di breve termine o direttamente dalla banca centrale. Non è la base monetaria (la moneta legale emessa dalla banca centrale) quella necessaria per dare inizio a tutto il processo. La causalità è inversa: i crediti bancari generano la base monetaria. E la ragione è che se la banca centrale non ha l’esclusiva della creazione monetaria, non le rimane altro rimedio che adattare le riserve a ciò che richiede il sistema. La banca centrale è al servizio delle banche private e del capitale finanziario.

Alejandro Nadal è membro del Consiglio Editoriale di SinPermiso

Fonte: www.sinpermiso.info

Link: http://www.sinpermiso.info/textos/index.php?id=5586

13.01.2013

Traduzione per www.Comedonchisciotte.org a cura di FABIO BARRACO

Pubblicato da Truman

  • braveheart

    Tutto giusto.
    A parte le conclusioni derivanti dall’ultimo paragrafo:
    “….Se alla fine del giorno una banca ha bisogno di riserve, può ottenerle sul mercato interbancario di breve termine o direttamente dalla banca centrale. Non è la base monetaria (la moneta legale emessa dalla banca centrale) quella necessaria per dare inizio a tutto il processo. La causalità è inversa: i crediti bancari generano la base monetaria. E la ragione è che se la banca centrale non ha l’esclusiva della creazione monetaria, non le rimane altro rimedio che adattare le riserve a ciò che richiede il sistema. La banca centrale è al servizio delle banche private e del capitale finanziario. ….”

    Ora, se quando le banche hanno bisogno di riserve, come nel caso richiamato in questo paragrafo dallo stesso articolo, non trovano corrispondenza nel mercato interbancario o nella banca centrale, come esattamente accade ora, per un drenaggio effettuato dalla finanza creativa, la bella banca messa in esempio si attacca, e con lei i suoi clienti, e con essi l’economia di un paese.
    E con buona pace della teoria secondo la quale l’origine della moneta e’ endogena al sistema privato ( o al mercato), e che quindi, la capacità di emettere moneta da parte di un paese, sia del tutto irrilevante.
    Che sia il credito a creare i depositi bancari e’ una ovvietà.
    Ma se la ciclicità economica presenta, e per vari motivi si presentano sempre, periodi di scarsa liquidità, gli attori privati come le banche, tendono a irrigidire sia il mercato interbancario di moneta, sia la possibilità di ulteriore credito.
    Se il paese o la banca centrale non ha la possibilità regolare la base monetaria in funzione anticiclica, le caratteristiche endogene della moneta non servono a nulla, l’economia va in recessione, chi ha la possibilità rientra di tutto ciò che può rientrare, il paese muore, e poi con un tazza di farina se lo ricomprano, rimettendo in moto il meccanismo fino alla prossima bolla da far scoppiare.
    Il controllo della base monetaria e’ il principale strumento di regolazione economica che un paese e i suoi cittadini debbono avere, perché la sua economia possa proliferare democraticamente e con regole certe.

  • albsorio

    ” Se alla fine del giorno una banca ha bisogno di riserve, può ottenerle sul mercato interbancario di breve termine o direttamente dalla banca centrale.”….. oppure ti fai “prestare” l’IMU—- mi preoccupa solo l’interesse che hanno pagato, troppo alto, dato che di solito è proporzionale al rischio, credo siano stati soldi buttati nel cesso.

  • Hamelin

    Articolo completamente errato in tutti i suoi punti , in alcuni tratti perfino divertente e goliardico .
    Se il fantomatico Moltiplicatore non esiste , l’autore dovrebbe spiegare perchè solo la moneta investita in contratti Derivati supera di 5 volte il valore dell’intero pianeta terra .

  • mincuo

    A parte che è il nozionale, cosa c’entra?

  • mincuo

    E’ uno dei pochi articoli corretti in tutti i suoi punti.

  • AlbertoConti

    Infatti la percentuale di “riserva frazionaria” non è più considerata la frontiera della solvibilità di una banca, dopo che era stata ridotta a percentuali ridicole, prossime a zero (Basilea2=2%!). Adesso puntano sulla “patrimonializzazione”, espressa per lo più dagli “asset” della banca. Ma con la tossicità di molti di questi asset, che ormai non impedisce più neppure alle BC di assumerli come collaterali per prestiti di liquidità straordinari (QE, LTRO, ecc), anche questa nuova frontiera della rispettabilità bancaria (solvibilità nei confronti dei creditori) è destinata a farsi fottere. Le banche in questo sistema dollarocentrico (sia come riferimento quantitativo che come modello d’ispirazione) sono tutte perennemente in “bancarotta tecnica”, per quanti “utili” possano macinare e per quanti furti con truffa possano commettere a danno del parco buoi (clientela di base). Il dollaro è uno schema di Ponzi dal 1944, e molto peggio dal 1971, e tutto il mondo, volente o nolente, gli va dietro, “rigorosa” Germania in testa. Solo la nazionalizzazione del sistema bancario interno può costituire un argine alla truffa generatrice di sperequazioni crescenti. Tra mille anni, se ancora ci saranno degli umani, nelle scuole primarie i fanciulli si chiederanno stupiti: ma come facevano nel XXI secolo ad essere così idioti da lasciare la gestione della moneta in mano a privati irresponsabili e ladri?

  • Georgejefferson

    UN VECCHIO CONTRIBUTO DI ISTWINE

    Se la domanda è “le banche prestano dal nulla?” La risposta è sì, e in quantità molto maggiori del modello previsto dalla riserva frazionaria. Le riserve bancarie sono conti elettronici di “moneta di banca centrale” che servono a finalizzare i pagamenti o a soddisfare le richieste di riserva obbligatoria (dove prevista, visto che Canada, Australia, UK, Norvegia, Svezia per esempio, non ce l’hanno). Difatti la riserva obbligatoria è uno strumento che la Banca Centrale utilizza per controllare il tasso d’interesse overnight prefissato. L’unico limite al prestito delle banche commerciali è dato dal capitale di garanzia, secondo gli schemi Basilea II (non ricordo se il III sia già entrato in funzione). Le riserve bancarie (quella che comunemente si chiama liquidità) serve solo a finalizzare un pagamento, se per esempio tu Individuo A che hai un conto nella Banca A, devi pagare un Individuo B che ha il conto nella Banca B, allora la Banca A addebita il tuo conto e sposta riserve bancarie (che per intenderci è la base monetaria, detta anche moneta di banca centrale) nel conto della Banca B (non per forza, possono anche compensarsi debiti e crediti senza coinvolgere riserve bancarie).

    Ma se tu chiedi un prestito alla banca commerciale, essa valuta se sei uno che garantisce, e poi scrive + 100 – 100, senza toccare i depositi che ha, per il semplice fatto che la logica è “i prestiti creano i depositi” e non, come credono i monetaristi, “i depositi creano i prestiti”. Quando tu ripaghi il prestito, la banca cancella il debito e il credito e incassa gli interessi. Fine. Ha creato il prestito dal nulla? sì. Quando dicono “utilizza i soldi dei depositi” la cosa non significa nulla, perché le banconote non hanno nessuna relazione con l’ammontare dei prestiti, né la banca si sogna di scalare i depositi degli altri clienti, per prestare a te. Ciò che i monetaristi non capiscono è che le riserve bancarie non hanno nulla a che vedere con i prestiti, difatti le banche raramente badano all’ammontare di riserve bancarie che hanno, né un aumento di esse (tipo il rifinanziamento a lungo termine della BCE di pochi giorni fa) aumenta la possibilità delle banche di prestare. Questo è confermato da nientepopodimenoche i banchieri centrali da anni e anni. L’ultimo in ordine di tempo è Victor Constancio, vicepresidente della BCE qui a pag.5:

    http://www.bis.org/review/r111215b.pdf

    le banconote sono emesse in base alla richiesta dei clienti e delle banche commerciali (in base sempre alla richiesta dei clienti). chi pensa che la politica monetaria sia “emettere banconote contro titoli”, n’ha capito nulla. difatti la BCE stessa lo considera un “fattore autonomo”, cioè al di fuori del suo controllo.

    Partiamo da questo assunto fondamentale: le banche commerciali creano promesse di pagamento dal nulla.

    Ecco una brevissima lista di documenti di economisti che lo dichiarano come la moneta nasca dal nulla, e alcuni di essi da 30 anni, anche se gente come Fisher per esempio lo diceva già negli anni 30.

    http://www.bis.org/publ/work292.pdf

    http://www.bis.org/publ/work297.pdf

    http://www.bis.org/review/r111215b.pdf

    http://www.bis.org/speeches/sp091118.htm

    http://www.federalreserve.gov/pubs/feds/2010/201041/201041pap.pdf

    http://www.ecb.int/pub/pdf/scpwps/ecbwp372.pdf

    http://cowles.econ.yale.edu/P/cp/p02a/p0205.pdf (Il Premio Nobel Tobin nel 1963, anch’esso al tempo era un complottista, poi ha smesso)

    http://aix1.uottawa.ca/~robinson/Lavoie/Courses/2007_ECO6183/childguide4.pdf (Marc Lavoie)

    http://129.3.20.41/eps/mac/papers/9805/9805028.pdf (Wynne Godley)

    e poi Moore, Fullwiler, Wray, Mosler, Rochon, Parguez, Bellofiore, Rossi, Concini, Dow e tanti tanti altri (anche se i soliti individui vi diranno che nessun economista “serio” lo dice).

  • Aloisio

    Esatto !

  • Mondart

    “La fica è mia e la gestisco io / Per metter su famiglia devo chiedere l’ intermediazione di una Banca = La fica è della Banca e la gestisce la Banca”

    DONNE !!! ( visto che oggi siamo in tema ): DI CHI E’ DAVVERO LA FICA ???
    La Banca, nella sua formulazione attuale, è la leva diabolica attraverso cui I POCHI gestiscono il fondamento stesso dell’ umanità intera: il principio generativo e creativo. E sia detto in senso stretto e pragmatico, che nella più ampia accezione filosofico-esistenziale.

  • AlbertoConti

    Dal 1971 è addirittura ufficiale. Il nuovo termine è “fiat money”. Più chiaro di così! Nessuno potrà mai dire che “non lo sapeva”. “non glielo avevano detto”, salvo citare gli “esperti” da talk show.

  • mincuo

    Tanto si gioca sempre sull’equivoco. Il sisetma bancario privato è per semplificare una serie di lobbies di rapinatori, e questo è un fatto. Soluzione? Il sistema Statale. Se fosse così. Solo che lì è l’equivoco. Non è Statale. E’ un sistema che ha per base delle lobby di Stato, non lo Stato. Perchè è lì il punto. Se c’è uno Stato le banche possono benissimo essere private, è uguale e anche meglio per molte tipologie, e se poi ci fosse stato lo Stato non ci sarebbero stati proprio i banditi privati, quindi se ci sono è per via che uno Stato non esisteva o era colluso. E sempre a quello ti affiderai come alternativa. Non sembra poi così difficile da capire, eppure.
    Se non c’è Stato hai un bandito o hai l’altro. Devi sperare in un bandito migliore senza però poterci fare nulla. La gente non lo capirà mai e così passerà da un satrapo all’altro, privato o di Stato. O misto.
    Poi dipende solo dalla propaganda magnificargli le meraviglie del mercato libero, mai esistito, o le meravigliose conquiste del socialismo, a suon di libreta. Nel secondo caso e anche più facile, storicamente, e per varie ragioni.

  • Mondart

    QUESTO voleva dire Polansky con il suo “Rosemary’s Baby”, per esempio … Lettura semplice, chiara e limpida come l’ acqua, lettura che i soliti coglionazzi scemi o prezzolati vogliono invece intendere, in modo inaccettabilmente fantasioso, “alla lettera”.

    Ma in fondo consolatevi: il reato non sta tanto nella prostituzione in sè ( UOMINI: pensate a quanto davvero vi costa ogni vostra casalinga scopatina ! ), quanto nello SFRUTTAMENTO della medesima, appunto …

    E Cristo che non solo perdonò, ma amò la Maddalena, si incazzò invece furiosamente coi mercanti nel Tempio … OSSIA: è il principio di “dono”, il principio di “amore”, che deve tornare ad essere il fondamento sociale.
    Fondamento ora soppiantato da un principio mercantile.

  • AlbertoConti

    La nazionalizzazione del sistema bancario è condizione necessaria per una economia giusta e sana, ma non è sufficiente. E’ ovvio che se lo Stato è occupato da lobby del privilegio minoritario non farà che riprodurre le loro logiche “privatistiche”. Ma è il cane che si morde la coda: privatizzazioni-Stato fasullo-privilegi elitari-privatizzazioni-Stato fasullo-privilegi elitari-privatizzazioni-Stato fasullo-privilegi elitari-…… Non occorre andare troppo in là nel tempo, basta fare mente locale a cosa volesse dire banca prima del divorzio Andreatta-Ciampi, prima delle privatizzazioni e concentrazioni, prima della scellerata legge Amato che ha creato quei mostri che si chiamano “fondazioni bancarie” a fianco degli altri mostri “Banche S.p.A”. Il correntista entrava nella sua banca e si sentiva protetto, chiedeva consiglio allo sportello e poteva fidarsi. Poi è iniziata l’epoca delle rapine, dei premi di produzione (di utili parassitari) ai bancari, ora siamo ai superbonus per meriti di sciacallaggio. E’ chiaro che ci vuole uno Stato vero, che rappresenti veramente i cittadini e il bene comune, ma questo non ci potrà mai essere nella giungla della finanza predatoria alimentata da un sistema bancario privatizzato e globalizzato senza regole e limitazioni allo spostamento dei capitali.

  • mincuo

    Il punto è uno Stato. Un discorso lungo e non ideologico quindi abbastanza infattibile perchè si cade sempre su stereotipi. Poi soprattutto fasulli tipo liberismo e socialismo che sono state e sono delle barzellette nella pratica rispetto a quello che erano nella teoria.
    Comunque nell’Italia del ’50 un po’ di Stato c’era. E anche da altre parti. Uno Stato fa lo Stato che non è tanto gestire o avere assets, che è secondario, e dipende solo dalla convenienza, un discorso complesso e lungo, ma dare indirizzi scrivere leggi nell’interesse della collettività e farle rispettare rigidamente.
    Quello è Lo Stato. E le fa rispettare alla gestione privata tanto quanto alla gestione Statale. GESTIONE Statle non è lo stesso di Stato, è la gestione.
    Per cui una banca o impresa Statale o rpivata come gestione è ininfluente salvo ragioni di convenienza appunto. Se non c’è lo Stato invece è ininfluente un bandito o l’altro, sono lobby di potere, una è una lobby di privati, l’altra di Stato, una specie di casta che si autoperpetua, si scrive leggi, se le modifica, se le approva, le osserva o fa di meno per sè, si fa una magistratura compiacente, trucca i conti ecc…Quindi è lo Stato, la sua degenerazione, la perdita di rappresentanza e connessione con il popolo e gli eventuali rimedi il punto chiave. Il resto sono sogni e propaganda.

  • Georgejefferson

    tutto giusto ma ometti il discorso sull’utile,come sempre

  • Mondart

    Oplà, un “concetto” … e per niente male, parbleu ! … Ma i “privati” si accontenterebbero di una “nuda proprietà”, di avere solo un potere “amministrativo” senza guadagnarci ?? … Dura da credere.

    I lenoni sono lenoni; e perchè i lenoni non siano più in grado di fare i lenoni, l’ unica è che LA FICA NON SIA OGGETTO DI SPECULAZIONE.

    Ossia, è ancora un problema sociale, che va visto appunto in un’ ottica “sociale”, e non economica: non “quanto deve valere la fica sul mercato”, ma “perchè devo mettere la fica sul mercato ?”

    E se è vero che “si lavora e si fatica / per la pancia e per la fica” … a che pro, se posso averla gratis ( o quasi ? ) … QUESTO E’ IL DILEMMA …

  • mincuo

    Ma te lo faccio quando vuoi, non esiste nemmeno come problema. Basta ragionare George. Esostono invece altri fattori che suggeriscono meglio che sia lo Stato che il privato o viceversa e non sono facili e non sono uguali per tutte le Nazioni e società, dipendono da tante cose. E quello è complicato, ma l’utile no.
    Così da blog l’esperienza migliore è quella mista, oggi ad esempio Svedese ma anche la nostra anni 50 o Giapponese. Poi il punto resta sempre quanto buono è lo STATO come etica e rappresentanza. Il fatto di fare ed esasperare due fazioni: la falso liberista e la falso socialista serve per darti scelta tra due banditi diversi e farti dimenticare il problema principale che è a monte.

  • mincuo

    Anche Chavez stesso su cui io ho sempre avuto parole abbastanza buone tra l’altro. Va bene in confronto a prima che erano dei banditi terrificanti. Ma poi lui anche è stato un satrapo, molto meglio degli altri per fortuna, ma tutto lì. Chavez ha avuto grande fortuna come tempi perchè il petrolio è andato alle stelle. Ha avuto risorse enormi, la gente non ha contesto e non conosce numeri. Ha avuto revenues favolose. Ha dsitribuito soldi a pioggia e creato consenso, e fatto cose buone da quel punto di vista, ma ha fatto poco sotto altri e importanti. Per dirne una con il 95% di export di petrolio importano la gran parte di prodotti petroliferi dopo 13 anni. Ma come fai a non creare un’industria derivata che ce l’hai il petrolio e i derivati dell’industria hanno più grande valore aggiunto. Dovresti esportare prodotti petroliferi, chimica plastica fibre ecc… Per dirne solo una. Invce importi e fai saldo negativo col petrolio con gli USA. E’ una logica da satrapo orientale, che ha il tesoretto e spende.
    Mi piglierò le mie perchè qui hanno fatto tutti santini, ma è la verità.

  • mincuo

    Noi qui abbiamo fatto una chimica di punta, prima che arrivasse Mani Pulite, anzi la scusa di Mani Pulite, a sfasciarla. Senza avercelo il petrolio, e compeandolo con la liretta. Lui che ce l’ha compra prodotti, neanche fabbisogno copre. E questa è solo una. Infatti è un’economia che salta per aria con 20 USD di meno a barile e dopo anni e anni di profitti stratosferici. Quando parlano qui di paesi poveri. Il Venezuela? Sti cazzi. Lo davi ai Norvegesi per assurdo da Governare senza tanti Comandanti e Bolivar e il pueblo e vedevi tu.

  • Georgejefferson

    Va bene Mincuo.Il mio ragionamento e’per via del fatto che una economia mista e’prefereribile,fermo restando il problema sempre a monte del fattore uomo,con tutti i suoi difetti.Perche e’preferibile?Perche una parte dell’utile delle attivita(una parte,non tutto)attribuita al settore pubblico e’rivendicabile nel senso della unica”pressione”che il cosidetto “popolo”puo esercitare,sicuramente non spontaneo,spesso diretto. ma che comunque puo esercitare..Per esempio,il miliardo di euro circa di utile derivante dalle autostrade,non dovrebbe essere”roba privata e faccio quel cazzo che voglio”nel senso che esse sono state costruite con la fatica delle tasse delle generaz.precedenti(cosi come la rete telefonica)e se fosse”roba pubblica”riconosciuta…sarebbe possibile esercitare piu pressione per eventuale re distribuzione in aiuto ai meno fortunati.Cioe il discorso non e’riferito al fatto che una elite etichettata “pubblica”faccia il bene a prescindere,anzi..ma che proprio in virtu del fatto che sia riconoscita pubblica,puo essere piu legittimamente presa sotto pressione del cosidetto popolo.Un po come ora Grillo riesce a smuovere le coscenze nel stimolare pressione verso la”pretesa”di eticita delle istituzioni,proprio in virtu del fatto che siano pubbliche.Dopo che si riesca certo,e’difficile,ma meno dell’interlocutore che richiama il diritto privato a buttarti in faccia “sono privato e’roba mia non rompere i coglioni”..ho scritto di getto,non tanto chiaro ma non importa

  • mincuo

    Ma siamo sempre lì George. Ma come cazzo fai a regalare le autostrade? Il “popolo” chi è? Lo Stato. Lo Stato regala le autostrade. Vabbè, colpa di Benetton. E basta? E chi gliele regala no? Se il privato si fa le autostrade coi capitali suoi va benone. Perchè deve andare male. Va benissimo, lo Stato libera risorse per altri investimenti. Se invece fa renting coi soldi dello Stato è un altro discorso. Poi dicono i privati banditi ecc.. e si fermano là con la zucca. Chi CAXXO glie l’ha permesso?

  • mincuo

    Lo Stato può anche farle e poi venderle se vuole , che cambia. Vennde bene prende parte dei profitt direttamente e parte con tassazione al concessionario. Lui si carica i costi di gestione. Non è giusto o sbagliato a priori è cosa conviene. Sono calcoli, no ideologie. Cosa conviene alla collettività. NO cosa conviene a Benetton. Quella è la differenza.

  • Truman

    C’è almeno un aspetto a favore dello Stato che il privato oggi non fornisce: quando lo Stato è capace di battere la sua moneta questo mette una diga alla circolazione del denaro. Ciò non risolve il problema dei banditi, ma rende più complicato il loro lavoro. Ogni barriera valutaria rallenta la circolazione dei flussi finanziari e rende più difficile la concentrazione della ricchezza.

  • Georgejefferson

    Sono calcoli, non ideologie mincuo,e’ meno impossibile la pressione esercitata dai cittadini riguardo ad una “proprietà”pubblica,piuttosto che l’esigere tassazione da una proprietà privata che macina utili creata ed accresciuta grazie a tutta la cittadinanza(servizio d’ordine,servizio sanitario,istruzione)e poi REGALATA….questo non vuol dire tutto pubblico uguale bello,ma ha piu a che fare con l’intento di arginare l’accrescimento di ricchezza in poche mani al punto di spodestare lo stato,inteso come possibilita di “voce in capitolo”della cittadinanza tutta.Te lo faccio spiegare meglio da un estratto di John Kleeves..estratto gia postato ma che non e’ stato molto ragionato…

  • Georgejefferson

    ESTRATTO DA JOHN KLEEVES

    Immaginiamo ogni grande azienda, di qualunque settore, ai suoi albori. L’industria dell’auto per esempio. Dopo l’invenzione del semovente in vari Paesi degli imprenditori pensarono alla produzione di massa. Hanno venduto bene le prime serie, ma poi avrebbero dovuto fermarsi: era necessaria una rete stradale adatta. Ma in un mercato libero lo Stato non ti fa le strade perché devi vendere le tue auto ma ti dice: se le vuoi compra i terreni e asfalta, caro il mio imprenditore privato, e rispetta i diritti dei confinanti, che sono liberi cittadini in un libero mercato.

    Avrei voluto vedere come avrebbero potuto svilupparsi i colossi del settore, come la Ford o la Fiat: avrebbero dovuto comprare striscia di terra dopo striscia di terra, asfaltarla, recintarla e dotarla di un’infinità di sottopassaggi e cavalcavia, curarne la manutenzione, rendere conto degli incidenti che vi avvenivano. Sarebbe stato impossibile anche il primo passo, l’acquisto dei terreni, perché ogni contadino avrebbe chiesto cifre esorbitanti è ovvio.

    Sarebbe rimasto al nostro candidato capitalista delle quattro ruote il mercato militare: jeep e camion per l’Esercito, che viaggiavano sulle strade da lui fatte, per i suoi scopi. E il tutto vincolato dallo Stato (divieto di esportare, tipi di prodotti, eccetera), perché è roba di importanza strategica.
    Oppure pensiamo all’industria aeronautica e alle compagnie aeree. Begli oggetti gli aerei passeggeri, ma richiedono aeroporti e in un libero mercato lo Stato ti risponde come prima: Cosa c’entro io? Fatteli! E in luoghi deserti, dove non infastidiscano nessuno col rumore, perché i miei cittadini sono liberi cittadini in un libero mercato, e hanno dei diritti.

    Rimarrebbe come prima solo il mercato militare, con basi escluse ai voli civili. Poca cosa e coi soliti vincoli.
    Oppure pensiamo all’energia elettrica da portare a ogni domicilio: grandioso, ma occorre attraversare con i cavi le proprietà degli altri, che potrebbero rifiutare o chiedere un tot, perché sono liberi cittadini in un libero mercato. Lo stesso per telefoni e telefonate: bisogna attaccare cavi alle case altrui. O per il trasporto via mare, per l’import-export e per le crociere turistiche: hai bisogno di porti attrezzati e in un libero mercato o te li fai o non trasporti. Lo stesso per ogni altro settore potenzialmente atto a dar luogo a grandi aziende, al grande capitale. Semplicemente in un libero mercato, e ripeto libero, queste non possono neanche nascere.

    Si obietterà: ma così sarebbe impossibile lo sviluppo economico e civile! L’osservazione è irrilevante: questi sono gli esiti di un libero mercato di liberi uomini. E poi lo sviluppo economico e civile non sarebbe impossibile; solo, dipenderebbe dalla volontà dello Stato, che comincerebbe a fare i patti con le aspiranti grandi aziende o imprese: faccio le strade, i porti, eccetera, ma voglio la maggioranza della proprietà delle vostre aziende perché sono io che vi faccio vivere. In breve – sorpresa – l’esito fisiologico di un veramente libero mercato è la statalizzazione di ogni attività economica rilevante. Puoi possedere tutti i mezzi di produzione che vuoi, ma se il mercato è proprio libero non vai da nessuna parte.

    Le Vere Leggi del libero mercato

    E anche se per mera ipotesi, per passatempo speculativo, concediamo che in un libero mercato possano nascere grandi aziende private, come farebbero poi a mantenersi? Un libero mercato è un mercato dove la gente per quanto riguarda i fatti economici fa e disfà a suo piacimento, e lo Stato non interviene, non premia e non punisce. Non lo ha detto Adam Smith, il profeta del Capitalismo, che lo Stato non deve interferire, che ci pensa la invisible hand (la “mano invisibile”) del libero mercato a regolare tutto per il meglio?
    Bene, allora io compro a credito e non pago: è un atto economico e lo Stato non deve intervenire. Dirà il medesimo: Non c’è stato furto (non ha preso la roba dallo scaffale ed è scappato) ma il mancato rispetto di un patto economico fra le parti: il mercato è libero, per definizione non possono esserci leggi che lo regolino, e quindi arrangiatevi; neanche chiedo la restituzione della merce, perché la vostra transazione, non essendo regolamentata, non ha valore giuridico e perciò chi ha dato ha dato e chi ha avuto ha avuto, ma se in seguito alle recriminazioni ci sono violenze su persone o cose interverrò invece immancabilmente, a punirne l’autore.

    Cosa rimane ai produttori e ai venditori in questo regime di libertà economica?

    Cosa fa la invisible hand?

    Dice di consegnare la merce solo a fronte di un pagamento immediato e in contanti, ecco cosa dice. Come fa il contadino al mercato: nella mia mano il cavolfiore, nella tua il soldo. E questa è la Prima Vera Legge dell’economia di libero mercato.
    Ma così, appunto, addio grandi aziende, addio banche, addio Capitalismo. L’invisible hand di Adam Smith protende il medio, gli gira dietro la schiena, e va su.
    Oppure io vedo sul libero mercato un bell’oggetto, lo faccio uguale e lo vendo, magari a un prezzo più basso, perché sono un mago nell’arte della concorrenza. Strilli e strepiti del fabbricante originale, ma cosa deve dire lo Stato in un mercato libero? Che la cosa non lo riguarda perché io non ho rubato oggetti (ho pagato il campione ostentatamente, o meglio, l’ho comprato a credito), non ho fatto violenze né altro, ma solo lavorato, da cittadino libero in un libero mercato, dove si può fare nell’economico tutto quello che si vuole.

    Cosa dice ora l’invisible hand? Dice che non val la pena di far niente che possa essere riprodotto a costo inferiore dal primo napoletano che passa, che è la Seconda Vera Legge dell’economia di libero mercato. E ripete il suo gesto su Adam Smith.

    Oppure io sono un bambino ignorante, che non vuole andare a scuola. Il Capitalista protesta con lo Stato: Obbliga i genitori a mandarlo a scuola almeno sino ai 16 anni, dove insegnerai queste e queste materie, e poi allettali a mandarlo all’università, perché mi servono operai, quadri e dirigenti per la mia azienda; beninteso, io non garantisco il posto a nessuno, perché c’è il libero mercato!

    Ma in un Paese a libera economia di mercato lo Stato per mere ragioni di civiltà impone un’istruzione di base, che a 12 anni è senz’altro soddisfatta, e poi non obbliga più nessuno a continuare perché non deve raggiungere alcun obiettivo economico: il mercato fa da sé, non è vero? Se chi continua non è sufficiente per le esigenze dello Stato (scuole, ospedali, ricerca, Esercito, eccetera), questi pagherà studenti perché continuino, garantendo anche l’impiego. Cosa dice l’invisible hand ? Che al massimo si può possedere una fattoria con tanti braccianti agricoli perché per il resto bisognerebbe formarsi il personale a proprie spese, cosa proibitiva: la Terza Vera Legge dell’economia di libero mercato. Ancora la mano invisibile torna su Adam Smith.

    Oppure io sono un ladruncolo di supermercato, come ce ne sono decine di migliaia. Ho rubato e lo Stato è disposto a processarmi, ma vuole la presenza fisica del proprietario leso, che dica che la merce era sua, perché in un libero mercato, dato che l’economico non è regolamentato, solo le persone fisiche sono anche persone giuridiche, che possano promuovere azioni giudiziarie. Se si tratta del proprietario di una catena di supermercati dovrà passare la vita fra un processo e l’altro in tutte le città del Paese. Se è una società per azioni con tanti azionisti dovranno muoversi tutti: sono i proprietari. Ovvio che ogni volta bisogna lasciare perdere. L’invisible hand ? Dice che non si deve sorpassare la dimensione del negozietto di famiglia, perché altrimenti si è spolpati dai furti: la Quarta Vera Legge dell’economia di libero mercato.

  • Mondart

    L’ aspetto “satanico” rappresentato con Rosemary’s Baby va dunque identificato con un perverso schema sociale che, attraverso le sue falsamente “disinteressate” adulazioni ( l’ anziana coppia amica di famiglia, le promesse di successo al marito ) SI SOSTITUISCE, IMPOSSESSANDOSENE, alla FUNZIONE CREATRICE ( di per sè “divina” ) della moglie e futura madre Rosemary

    Si sostituisce, impossessandosene per i suoi scopi di sfruttamento, nell’ esatto momento in cui entrate in banca per contrarre un mutuo che permetta il concretizzarsi di questa naturalissima, fisica e “metafisica”, pulsione primaria.

    Si sostituisce piegando ogni ennesima logica associativa a questa PRESUNTA “legge di mercato”: ecco la “diabolicità” dell’ idea, il “Satanasso” al tempo stesso “finzione” ma molto, molto concreto … ( E quanto è vero il detto: “la prima astuzia del demonio è quella di non far credere alla sua esistenza” ) ! …

    DONNE !!! … Stasera, nel giorno che questo stesso potere ambiguamente dedica alla vostra celebrazione, provate a rivedervi in quest’ ottica il film

  • braveheart

    Mah…… Davvero non vi capisco.
    Possibile che una carenza di liquidità ,come quella attuale, non vi faccia aprire gli occhi sulla non endogenita’ della moneta ?
    Ma come spiegate credit crunch, richieste di rientro dai fidi, etc etc…. Se non con una mancanza di liquidità?
    E quindi, perché, seguendo il vostro discorso, il sistema bancario non ” crea” piu’ acconti nei conti dei suoi richiedenti credito?
    Sono diventati di colpo cattivi?
    Ma come, se possono creare moneta dal nulla, perché di fronte ad una domanda enorme come quella attuale non ne approfittano ?
    Ma vuoi vedere che per emettere credito debbano avere collaterali a garanzia nei confronti della BC ?
    Ma no, dai, cosa sto dicendo, la moneta e’ endogena e le BC non contano nulla, come non conta nulla la possibilità o meno di emettere moneta da parte di uno stato.
    Evvai con le supercazzoleeeeee !!!!!

  • mincuo

    Dice un sacco di sciocchezze questo. Comuni, ma sciocchezze integrali. Un mercato libero esiste solo in uno Stato forte con regole precise. Poi la propaganda può inventarsi quel che vuole, e uno può parlare di “far west” e uno scrivere qualsiasi sciocchezza, e analogamente può scrivere che il socialismo sono i gulag.

  • mincuo

    Il popolo è lo Stato, non è un concetto difficile. O è o non è. Se non è non fa proprio un bel niente. Anzi in quel caso lo Stato o meglio la lobby di sstato fa alto e baso come gli pare e il CITTADINO NEMMENO LO SA. O non te ne hanno venduto metà di Stato mentre ti parlavano di AMni pulite? Ma per favore…..

  • mincuo

    Non c’è nessuna carenza, non c’è domanda, c’è politica restruttiva e non c’è trade off buono per le banche. Secondo te perchè dovrebbe chiedere fidi un’impresa se non sa a chi vendere la merce? per tenerla in magazzino? Siccome non sono aggiornato sulll’ultimo Barnard, il magzzino non è più un costo, ma un ricavo ultimamente?

  • istwine

    Supercazzole di che? la parola “creditworthy” ce l’hai presente? Ecco, la usa spesso anche Wray.

  • braveheart

    Mincuo, nasconditi.
    La mia azienda ha ricevuto richieste di rientro dal fido, e io lavoro e avrei bisogno pure di modernizzare con aggiornamento software delle macchine utensili, se non addirittura cambiarele.
    Prova a chiedere un leasing.
    Oppure i miei clienti o fornitori che sono nella stessa mia situazione.
    Manca la domanda credito?
    O manca la domanda interna?
    Vuoi l’elenco che il direttore di filiale mi ha fatto la settimana scorsa, riguardo alla domanda di credito?
    Non manca la domanda, mancano i ” schei” !!!!
    Svegliati o perlomeno smettila di disinformare.

  • Georgejefferson

    non argomenti,eppure senza la collettivita,non esisterebbero monopoli,e’facile,bastava leggere,pace.

  • Solounintervento

    Il moltiplicatore bancario esiste e come se esiste! ma non è il reciproco del tasso di riserva! Il reciproco del tasso di riserva è il limite matematico dellaserie in progressione geometrica che si genera per un tempo tendente all’infinito. Se il tempo dei cicli dei prestiti non è sufficientemente grande, gli effetti del moltiplicatore non sono pari al reciproco del coefficiente di riserva.
    Pertanto, se la movimentazione della moneta non era di lunghissimo periodo è ovvio che l’ammontare di moneta sia risultato essere inferiore ai duecento miliardi.
    L’autore dell’articolo o è in malafede oppure è il classimo economista che conosce poco e nulla di analisi matematica.

  • Solounintervento

    Come fa a non crere un’industria di derivati del petrolio?
    Semplice, ha considerato che le necessità di 28.000.000 di venezuelani potessero essere colmate dall’importazione.
    Si denomina politica della lungimiranza.
    Ha preferito preservare il territorio dalla devastazione degli inquinanti impianti chimici, la cui contropartita sarebbe comunque stata flussi di enormi capitali di ritorno verso l’occidente,l’unico in grado di effettuare lo smaltimento dei rifiuti.

  • Solounintervento

    Si crea volutamente penuria di moneta quando si desidera estromettere aziende e lavoratori dal mercato del lavoro.

  • braveheart

    Esatto.
    Ma questo succede perché la moneta non si genera nel mercato, ma essa circola al suo interno senza modificare la sua quantità , a meno che un esterno non la introduca.
    Senza tecnicismi da cazzabubbolari , quando una banca accredita una cifra in un conto di credito, può farlo solo contraendo un debito essa stessa con il sistema bancario.
    Quando il credito viene restituito alla banca, essa deve a sua volta restituirlo, e si tiene solo gli interessi generati dal prestito.
    Non si genera nulla, cari cazzabubbolari, e se una BC non emette moneta , in qualsiasi forma, la massa monetaria circolante non cambia di una virgola.
    E la penuria si genera drenando liquidità con tasse direttamente ai cittadini,da una parte, o con la finanza , tipo i derivati con il sistema bancario , dall’altra.
    D’altra parte, l’attuale crisi e’ generata dal debito privato poi trasferito ai bilanci pubblici.
    Mano da resa possibile solo da operazioni di drenaggio a livello mondiale tramite la chiusura dello schema Ponzi. Il tutto agevolato dalla impossibilità della zona euro ad emettere moneta che compensi il drenaggio.

  • Solounintervento

    In opinioni abbiamo riempito 4 pagine di messaggi su come sia vera la prima frase di questa sua risposta,in un economia dove tutti scambiano qualcosa alla pari. Però non mi risultano essere vere tutte le altre.Se le aziende chiudono; il sistema della liquidità si contrae e se nuove aziende non sostengono investimenti con capitali propri, non si immette liquidità nel mercato.Non è che la moneta sia il biglietto stampato dalla banca; essa è ben altro!
    Si è reso conto di quanti negozi di compro oro sono fioriti in ogni cittadina italiana, piccoli centri che non ne avevano nemmeno uno! Nell’anonima cittadina di provincia in cui abito nel giro di un anno ne hanno aperti una trentina! Si è chiesto lei il perchè?
    Che risposta darebbe? Io un’idea me la sono fatta, ma in malafede!

  • braveheart

    I compro oro aprono perché la gente e’ senza soldi e vende i gioielli di famiglia.
    A meno che lei non pensi ad accaparramenti di oro per future speculazioni o creazione di moneta in parità aurea.
    Riguardo alla sua frase sulla stampa di banconote, io non ne ho mai parlato.
    Ma solo di accreditamenti.
    Riguardo invece all’immissione di liquidità, quella da lei paventata, cioè investimenti da parte di imprenditori, essi non cambiano la massa monetaria esistente in un mercato, a meno che non sia o di derivazione estera, ne qual caso va ricordato che prima o poi quel l’imprenditore estero li rivuole indietro, per cui non possono essere ritenuti facenti parte della massa monetaria propria di quel l’economia.
    Poi non ho ben capito la sua frase sulle aziende che chiudono, se può , specifichi meglio.

  • mincuo

    Pubblico, Privato, Stato, lobby di Stato, liberismo, lobby private, socialismo, vincoli, rimedi, controlli, palliativi, informazione, rappresentanza, competenza, etica , cultura, storia, la questione di Leo Strauss ecc… sarebbero tutte belle cose da discutere. Ma…….

  • ROE

    L’unico modo per eliminare l’egemonia dell’attuale sistema bancario e finanziario sull’economia reale à il credito sulla fiducia, senza garanzie, senza interessi e senza spese. http://www.ekabank.org.

  • Iacopo67

    Brave sembra una visione monetarista la tua.
    E’ vero che la BCE cerca di non finanziare i debiti pubblici degli Stati, ma non mi pare che faccia altrettanto con le banche commerciali, per loro i soldi ci sono, per quel che ne so.
    Se li volessero prendere.
    Ma non li prendono, pur potendolo fare, perchè c’è la crisi e hanno paura di non vedersi tornare indietro i soldi che prestano.
    La mancanza di fiducia riguarda in parte noi altri che chiediamo meno soldi alle banche, ma anche le banche hanno meno fiducia e prestano meno volentieri.
    La BCE non c’entra in questo frangente.

  • Iacopo67

    Anche da me sono spuntati come funghi.
    Approfittano del bisogno della gente, pagano l’oro la metà del suo valore, sciacalli.

  • nuovaera23

    Articolo molto interessante… sono miti che non mi hanno mai convinto appieno, soprattutto quello sul moltiplicatore bancario, gli altri due leggendo ed informandomi un po sono riuscito a capire i concetti, anche se il primo quello dei depositi che fanno i prestiti, ho dovuto rileggermelo un paio di volte da istwine e bagnai.