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TRA UNA ROCCA E UN POSTO COMPLICATO (A SUD DELLA CINA)

DI PEPE ESCOBAR

informationclearinghouse.info

La storia può essere davvero una buona romanziera e ora ci racconta di una terribile scelta “vivere o morire” (“Love trumps hate” contro “Lock her up!” [1]), non solo per i votanti negli USA, ma per tutto il pianeta, che subirà direttamente o indirettamente la scelta.

Da un lato abbiamo un miliardario populista Narciso pop, artista della truffa da reality show, che si pone come l’unico possibile salvatore di un paese nelle stesse condizioni di una distopia post-Mad Max.

Dall’altro ciò che il cantastorie Bill “Nell’estate del 1971 ho incontrato una ragazza” Clinton ha descritto come la benefattrice sgobbona definitiva, anche se si tratta di una neoliberalcon eccezionalista con il compito di rendere il mondo più sicuro per tutti gli sporchi interessi di Wall Street, dell’industria militare e dei sostenitori di Israele dell’AIPAC.

Almeno il 68% – in crescendo – degli intervistati non si fida della ragazza che ha sciolto il cuore di Bill nel ’71. Per come stanno le cose ora – senza contare il tonfo della convention del Partito Democratico – il Narciso pop, contro ogni previsione, è avanti.

Caos contro Caos

Lei potrebbe essere la Regina del caos, pronta a governare l’Impero del Caos, mentre per quanto riguarda il Narciso pop il dolce profumo del successo si riduce ad una tattica di guerriglia che consta nell’usare il caos contro le basi dell’Impero del Caos, meno di 140 parole alla volta.

Per ora, lui ha capito che l’attaccamento della signora Clinton ai dogmi bipartisan è ciò che la rende vulnerabile – sparare a zero su qualsiasi cosa dal libero mercato (specialmente la NAFTA) al nation-building, fino ai cambi di regime. Nel processo, ha fatto breccia in una classe lavoratrice silenziosa infuriata e che non può più sopportare la situazione corrente. Il Narciso pop si gioca il suo ruolo di Repubblicano in abiti di sartoria ponendosi come uno shock per il sistema.

La macchina elettorale della Clinton – muovendosi in maniera bizzarra sull’onda dello tsunami dello scandalo delle email – non coglie il messaggio e ha scelto il Senatore della Virginia Tim Kaine come compagno di campagna di Hillary: un pupazzetto di Wall Street neoliberalcon contro i diritti dei lavoratori e, da bravo burattino delle corporates, un fan della Trans-Pacific Partnership (TPP).

L’opposizione al TPP – candidato ad essere il Vietnam di Obama – avrebbe potuto essere inserita all’ultimo momento nella piattaforma del Partito Democratico. Ma ad oggi nessuno ha ancora capito se Hillary sia a favore, contro o non voglia esporsi ad interim. Il Senatore della Virginia, terra della libera CIA e del coraggioso Pentagono, è anche un fan delle trivellazioni offshore.

Pat Buchanan, che aveva collaborato con Nixon e Reagan e sa due cose circa i corridoi del potere, ha descritto l’ideologia del Narciso pop come “etnonazionalismo”: un nativismo/protezionismo intriso di nostalgia e xenofobia. Ma con un colpo di scena: i nemici comprendono anche l’elite degli Eccezionalisti.

Ecco come vanno davvero le cose. Per giorni, tra le convention dei due partiti, la notizia che circolava era l’isteria che “Trump fosse un agente di Putin”. Portavoce neocon travestiti da rispettabili conservatori hanno esaminato ogni – artificioso – dettaglio dell’ “amicizia”. Soffiate dell’intel sostenevano che Trump ora sia in possesso di briefing altamente secretati di sicurezza nazionale. Ex membri della NATO come il pensionato Ammiraglio della Marina USA James Stavdris hanon sostenuto che le riflessioni di Trump sulla Russia e la NATO “minano la fiducia dell’Europa negli USA come alleato – in particolare nell’affrontare l’approccio politico russo”.

Il semplice fatto che il Narciso pop non voglia proseguire la Guerra Fredda 2.0 basta per inquisirlo per alto tradimento.

Fuoco cammina con me

I ruoli da protagonista della Clinton, d’altro canto, sono eccezionali.

Qui è la ragazza d’oro di Wall Street. Qui è un’instancabile cercatrice d’oro. Qui è una nuova Atena dea della guerra, aspettiamoci a breve un Oscar. Le tre arpie pronte a condurre i prossimi Hunger Games: Hillary Clinton come Presidente, Michele Flournoy come capo del Pentagono e – le peggiori parole che si potrebbero leggere – il Segretario di Stato Victoria Nuland.

La CIA non ha chiuso Wikileaks. Hillary si assicurerà che qualcuno lo faccia. Si assicurerà che l’ “aggressione russa” diventi una sorta di motto nazionale. Quando Hillary propose un “reset” delle relazioni USA-Russia, sia in inglese sia in russo, aveva tradotto con “sovraccarico” – un lapsus freudiano che ha strappato un sorriso al Ministro degli Esteri russo Lavrov ma ha dato vita a migliaia di barzellette in tutta la Russia.

Mentre Hillary è una diligente seguace della dottrina di Full Spectrum Dominance del Pentagono, Trump è stato abbastanza sveglio da mettersi totalmente fuori dallo spettro. Ecco perché è diventato così accattivante per orde di Uomini Bianchi Incazzati, senza educazione universitaria, che a malapena sanno far di conto, ostili a tutto, a cominciare da un capo che si incarna in un “nero magretto con un nome buffo” e che potrebbe diventare una “donna di potere”. Tutto diventa ancora più semplice se per veicolare il messaggio basta un vocabolario elementare.

I potenti interessi che sostengono Trump rendono evidenti i tre punti chiave del suo programma: fermare l’immigrazione illegale, ristrutturare l’esercito, combattere i giochi di valuta – dalla BCE al Giappone (quantitative easing) ma anche la Cina (svalutazione dello Yuan) – per riportare lavoro sul territorio nazionale.

Alcuni di questi possono piacere all’establishment USA. D’altro canto, praticamente tutto l’establishment, irretito dalla Regina del Caos, vede un possibile regno del Narciso pop come una distopia populista, razzista e cripto fascista – da completare con uno stupido muro, l’amore per le armi e una totale sottomissione al “Sistematore-in-capo”.

Nessuno ha idea di come il Sistematore-in-capo si muoverebbe nella politica estera. Nessun Presidente degli Stati Uniti è in grado di piegare il volere del Partito della Guerra. Per ora, fanno affidamento su una pericolosa triangolazione. Due anni fa Hillary Clinton aveva definito Putin “il nuovo Hitler”. Questa settimana, mentre spacciava Hillary come successore alla nazione, il Presidente Obama ha detto “chiunque minacci i nostri valori, che sia fascista, comunista, jihadista o un demagogo connazionale, alla fine fallirà”.

Alla fine, non si tratta di “valori”: è che il fallimento non è mai stata un’opzione per il Deep State statunitense. Il motto del Deep State avrebbe potuto essere stato coniato da un personaggio di Twin Peaks di David Lynch: fuoco cammina con me. Chi guarderà il fuoco: Atena o Narciso?

Pepe Escobar è autore di Globalistan: How the Globalized World is Dissolving into Liquid War (Nimble Books, 2007), Red Zone Blues: a snapshot of Baghdad during the surge (Nimble Books, 2007), e Obama does Globalistan (Nimble Books, 2009). Può essere contattato a pepeasia@yahoo.com.

Fonte: http://www.informationclearinghouse.info/

Link: http://www.informationclearinghouse.info/article45220.htm

31.07.2016

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione FA RANCO

[1] “Love trumps hate” è uno slogan elettorale di Hillary Clinton che gioca sul cognome di Trump, la traduzione letterale è “L’amore batte l’odio”. “Lock her up” è letteralmente “Rinchiudetela”, ciò che Trump chiede dopo gli scandali che hanno travolto la Clinton. Entrambi gli slogan sono stati lasciati in lingua originale per scelta del traduttore.

Pubblicato da Davide