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TOLLERANTI A TUTTO: PREPARATI A NIENTE

DI ALESSANDRO TREVISANI

frontedelportoblog.wordpress.com

Ci vuole rabbia, ferocia, determinazione e probabilmente anche premeditazione. Ci vuole parecchio di tutto ciò per uccidere un uomo con le proprie mani. Pare che il colpo letale, a Emmanuel Chidi Namdi, 36 anni, sia stato dato con un palo della segnaletica stradale. Una botta alla nuca che gli avrebbe spappolato il cervelletto, riducendolo in coma irreversibile, nella serata di martedì. Fino alla morte, avvenuta ieri sera. Piange la compagna Chimiary, 24 anni, che nella colluttazione coi due “ultras” della Fermana le aveva prese anche lei. Piange l’anima di tutto il Paese, almeno quello che non si lascia abbrutire da sottilizzazioni e crudeltà che fanno gelare il sangue – per averne un saggio leggete i commenti a questo articolo del Giornale.

La storia di Emmanuel e Chimiary, poi, era già agghiacciante prima del fatto: avevano perso i genitori e una figlia di 2 anni in un attentato di Boko Haram a una chiesa, in Nigeria. Lei ha perso un altro figlio durante la traversata nel Mediterraneo, per raggiungere quell’Italia dove il marito ha trovato la morte. E mentre c’è un indagato – un fermano 38enne, tale Amedeo Mancini, stando a CM – la sola cosa certa è che è successo tutto qui da noi, nelle Marche, in un humus di razzismo e provincialismo nutrito a Facebook e Quinta colonna, dove un distinguo benaltrista (“E a casa loro, figurati, come fanno?”) è la premessa di un sillogismo pratico che autorizza a tutto. E finisce con le botte che uccidono, senza che nessuno si accorga, prima, che c’è qualcosa che non va, in curva, a scuola, in palestra. Che c’è gente fuori controllo che si regola “per contro proprio”.

Intanto, però, diamo la parola a Don Vinicio Albanesi, presidente della Comunità di Capodarco, che da 8 mesi ospitava Emmanuel e quella che di fatto, pur non essendo sposati, era sua moglie. Prendiamo qualche frase da questa intervista telefonica a Radio Capital, pubblicata online da La Repubblica.

Sull’ambiente in cui si innesca l’episodio: “C’è un’arroganza gratuita nei confronti degli stranieri. Un mondo ristretto, ma violento, di una violenza gratuita”.

Sugli autori del fatto: “Personaggi che si divertono a diventare coloro che salvano la patria, se la prendono coi preti che aiutano gli stranieri o fanno opera di accoglienza, approfittando della tolleranza che la gente ha. Teste calde che fanno una specie di circolo, coinvolgono i giovani…”.

Sulle Marche e il fermano: “Non è mai stata una terra di rifiuto e di razzismo. Chi sta al mare è sempre tollerante, ma questo fa da sostrato a questi picchi di arroganza che la passano liscia. Questa è gente conosciuta dalla polizia, condannata più volte. C’è una specie di sottovalutazione del fenomeno”.

Don Vinicio dice pure che gli autori del fatto sono del “giro delle bombe davanti alle chiese“. Noi ne avevamo scritto sulla nostra pagina Facebook: i luoghi di apostolato di Don Vinicio, da gennaio in qua, sono stati colpiti da quattro ordigni. Tre esplosi senza far vittime, davanti a tre chiese: Duomo, San Tommaso, San Marco alle Paludi, quella dove fa messa Don Vinicio. E un quarto inesploso, ma trovato sotto il portone della chiesa di San Gabriele dell’Addolorata a Campiglione di Fermo.

Partiamo da qui. Le bombe per Don Vinicio. Prete scomodo, criticato, prete dell’accoglienza. Prete che toglie le prostitute dalla strada, a Lido San Tommaso. Che organizza un’agenzia, Redattore Sociale, dedicata a emarginazione, handicap e integrazione, che ha fatto scuola nel mondo del giornalismo. Un prete che ricovera 124 profughi, tra cui 19 nigeriani, al seminario arcivescovile di Fermo (NB Emmanuel aspettava da almeno 7 mesi la risposta alla sua domanda di asilo – e fuggiva dagli islamisti tagliagole di Boko Haram, mica dalla Brexit, ne vogliamo parlare?). Ad ogni modo le bombe dirette a intimidire Don Vinicio avevano “conquistato” i titoli di apertura del Carlino, del Corriere Adriatico, dei nostri giornali. Ma questo sarebbe ovvio. E soprattutto non basta. Erano quattro bombe. QUATTRO. Sulle nostre chiese. Quanti, nelle Marche e fuori, conoscono questi fatti? Chi li ha messi a tema? Chi ci ha fatto un’inchiesta?

Ma andiamo avanti. Noi Don Vinicio l’avevamo conosciuto due settimane fa, partecipando a un’affollata e bellissima serata de L’altro festival, alla terrazza di Capodarco. Si tratta di una kermesse di cinema condotta ogni anno dalla iena Andrea Pellizzari. Per farsi un’idea solo quest’anno c’erano ospiti Jasmine Trinca, la iena Pif, i Marlene Kuntz, in un pout pourri di lungometraggi, cortometraggi, degustazioni gratuite. Quella sera c’era Luca Marinelli, lo Zingaro di Lo chiamavano Jeeg Robot, che in mezzo a 400 persone si è rivisto un altro suo bellissimo film, Non essere cattivo, per poi concedersi a una cinquantina di entusiasti “selfisti”.

Con Don Vinicio, invece, avevamo scambiato due parole a fine serata. “Io la tengo d’occhio, Don Vinicio, per la prossima intervista che faccio”, fu il nostro approccio, “a proposito, le indagini?”. E lui: “Mah, i carabinieri di qui non hanno la logistica, non hanno i mezzi. Non ce la fanno”. Poi Albanesi aveva imboccato l’ingresso della Comunità e noi l’avevamo congedato con una frase amara: “Bene. Anzi, male”. Una chiacchieretta rachitica, che dice molto del nostro essere marchigiani, tolleranti, morbidi, cinici, e perciò, volendo, inclini ad ingoiare di tutto.

Proprio così. Stavamo parlando di bombe, e abbiamo fatto cadere il discorso. Come se un’intervista con Don Vinicio, per essere fatta, debba aspettare la prossima bomba – cosa che però è parte del giornalismo, che batte il ferro caldo, non ragiona a freddo, né fa dibattito su una bomba di 2 mesi fa, 2 settimane, anche 2 giorni fa, ma scherzi?, e infatti un settimanale aveva già declinato una nostra proposta d’intervista, a maggio. Non solo, Marchebbello su quelle bombe aveva preparato un post, Bomba o non bomba, che faceva un mazzo solo con l’ordigno inesploso trovato davanti al Tribunale di Ancona il 28 aprile scorso. Un pezzo che giace da due mesi nelle nostre “bozze”.

Eh già. Perché noi di Marchebbello siamo marchigiani pure noi, cosa credete. Mica stiamo lì col taccuino aperto e la videocamera carica 24h. Macché. Anzi. Sentiamo il terremoto all’alba nel letto, al largo di Numana, e ci giriamo dall’altra parte. Picchiano una ragazza incinta mandata a prostituire in pineta, a Porto Recanati, e lo lasciamo scrivere agli altri. L’Hotel House, 3mila abitanti, quasi 4 d’estate, è senz’acqua potabile da 7 mesi, e lo diciamo “di sbiffo” in un post di campagna elettorale. Perché ci vuole una bella dose di paciosa, criminogena, autolesionistica tolleranza, per dirsi marchigiani, oggi. Si indigna poco, il marchigiano, fa l’uomo di mondo. C’è puzza di riciclaggio intorno ai soldi dell’operazione “turistica”? “Evabbeh, chissà come li faranno gli alberghi, al giorno d’oggi! Eddaje!”, ti risponde un compaesano. “Oh, sarà pure la mafia, nomme frega: se fanne el resort io vojo sapè, venno più pizze?“, ci chiede un altro baldo conterraneo, due anni fa. E via languendo, tollerando. Uniformandosi.

Quindi ha fatto centro Don Vinicio, parlando alla radio. La nostra “tolleranza” non è comprensione. Ma il “sostrato”, lo sfondo dove tutto sta bene, tutto si incastra e convive: picchi di talento, generosità, inventiva, coraggio sportivo, ma anche squallore, violenza, ferocia, intimidazione. Tamberi, Di Francisca, Vale Rossi. Delitto Sarchiè, Banca Marche, strage di Sambucheto. Il marchigiano vede ma non contempla, sbircia ma non giudica, valuta, ma non apprezza, né condanna. “Strozza” tutto con la Passerina, con la crema fritta, con la Vernaccia.

E non si lascia colpire, il marchigiano, sfuggendo così alla teoria dello “choc”, enunciata da Walter Benjamin 100 anni fa, e diventata da tempo il principio regolatore della nostra società: per l’uomo moderno ogni esperienza è un piccolo knock out, un urto senza il quale non ci accorgeremmo di nulla (da cui la cultura della discoteca, la società dello spettacolo, il culto del corpo e dell’immagine). Ma il marchigiano “medio” – similmente a tanti italiani, per carità – è già oltre: non va mai KO, non si impressiona, metabolizza senza crescere, diventa “grande” senza fare imprinting, quindi senza prepararsi. Ha il pentagramma “alto”. Mette tutto tra le righe. Perdona. Anzi, dimentica. Anzi, fa finta de gné, fin dall’inizio. Gli occhi a mezz’asta, il fare scocciato, non si compromette, non si manifesta, non si espone. Non critica, si adatta. Non vive, sopravvive. Si comporta ammodo. E mal sopporta chi diverge dall’andazzo generale, anzi lo bacchetta, lo avverte, lo biasima a forza di co’ te frega?

Così stamattina verrà Angelino Alfano a Fermo. E si farà un giro “riverginante” tra i profughi, per aggiustarsi l’immagine stropicciata dal caso delle “nomine” e farsi bello coi giornalisti “de sinistra” e i partner di governo. E con Alfano ci rivergineremo anche noi: gli indifferenti, i malavoglia, i lassa ‘ndà. Ci sarà un bel po’ di “cinema”, altro che Marinelli, e i giornali confezioneranno qualche reportage su “Fermo violenta”, sulle frange del tifo impazzito. Qualcuno si offenderà, obietterà che “non siamo così, è un’immagine distorta”. E poi via come prima. Duri di testa, come gli scogli. Morbidi di atteggiamenti, come il ciauscolo. Fino al prossimo Emmanuel.

Alessandro Trevisani

Fonte: www.nazioneindiana.com

Link: https://www.nazioneindiana.com/2016/07/07/tolleranti-preparati-niente/

7-07.2016

*L’articolo di Alessandro Trevisani è apparso su Marchebbello https://frontedelportoblog.wordpress.com/
TOLLERANTI A TUTTO, PREPARATI A NIENTE. PRATICAMENTE MARCHIGIANI
(7 luglio 2016)

La foto di Chimiary è di Ennio Brilli.

Pubblicato da Davide

  • PietroGE

    Articolo sconcertante che dimostra come ormai certo giornalismo ha imboccato la via del razzismo anti-italiano. Che cosa diavolo si aspettava Trevisani, che un Paese dove la disoccupazione è tale da spingere la gente ad andare a cercare lavoro all’estero, con una crisi economica e finanziaria da far paura, dove la gente non fa figli perché costano troppo, si mettesse ad accogliere a braccia aperte milioni di disperati, fino al punto di diventare minoranza nel proprio stesso Paese nel giro di 30 anni?

    E cosa dicono i senza tetto nostrani quando vedono che per loro non c’è mai l’assistenza nelle parrocchie ma per i clandestini si? E le file per l’assegnazione delle case popolari e gli asili nido ecc. ecc.? Si rende conto il Trevisani della polveriera sociale che si sta formando nelle periferie delle città? Credo proprio di no. Lui fa parte della classe intellettuale per la quale la realtà è secondaria, quello che conta è l’ideologia, il resto può attendere. Lui è evidentemente quello della ‘Tolleranza’ come unico (non) valore su cui si  fonda l’Europa. Quella stessa Europa che ora sta affondando.

  • ligius

    come mai solo pochi giornali raccontano quello che sta succedendo?
    I testimoni oculari hanno raccontato un’altra storia, hanno raccontato che l’itliano li ha insultati, i due lo hanno aggredito con un palo della segnaletica stradale compatibile con le ferite alle braccia riportate dall’italiano insieme a un morso della donna, l’italiano ha sferrato un pugno che a questo punto sa di autodifesa, il nigeriano ha sbattuto la testa per terra morendo.
    Il magistrato incaricato ha confermato queste testimonianze, ma la gente fa finta di nulla.

  • Mattanza

    Si certo, e casualmente l’assassino è un ultrà conosciuto per esser un razzista, sarà….

  • Mattanza

    Ho letto la prima metà e ti chiedo: E qundi? Ci vorrebbe la soluzione finale per te? E’ pazzesco….

  • Mattanza

    Non è che è la solita cagata da Face tipo L’ortolano Pascal, la mattanza rityuale del bestiame islamica nella piazza del popolo piena di sangue di un paese nostrano ecc???

  • PietroGE

    Ho finito adesso di vedere il telegiornale di Mentana il quale, con la faccia come il posteriore, ha avuto il coraggio di affermare che la storia a Fermo "era più complessa di come la avevamo raccontata ieri".

    Quello che non ha detto è che il loro sporco lavoro di propaganda lo avevano già fatto. Scribacchini al servizio delle lobby, pennivendoli da strapazzo! Hanno ragione in Germania a chiamarli Lügenpresse ( i media menzogna).

    Il punto più alto di questa triste farsa non poteva che essere appannaggio di Gad Lerner :"Cécile Kyenge ritorni subito al governo, a ricoprire quella poltrona di ministro dell’Integrazione." http://www.ilgiornale.it/news/cronache/kyenge-ministro-combattere-xenofobia-proposta-lerner-1280736.html [www.ilgiornale.it]

    Io invece consiglierei al Lerner di ritornare in Israele e proporre lì l’accoglienza dei migranti. Vediamo che cosa gli dicono.

  • Sven

    Visto che come lavoratore dipendente pago oltre 10mila euro di IRPEF l’anno e non ricevo ALCUN servizio e se mando i figli all’asilo nido ho un ISEE da paura e se chiedo la casa popolare ho un ISEE da paura e tutti gli stranieri mi passano avanti…

    mi domando: davvero ho voglia di sentire tutta questa morale?
    mi domando: quanti altri italiani pagano IVA, IRPEF, TARI, TARSU ecc.ecc. e sostentano il sistema dell’accoglienza, senza ricevere servizi per sè e la propria famiglia?

    Quando anziché spendere 35 euro per tanti stranieri non aventi diritto all’asilo faranno qualcosa per le famiglie italiani, i pensionati minimi, gli esodati, la cultura e l’educazione dei giovani (biblioteche, possibilità di studio, istruzione all’altezza, spazi sportivi, spazi verdi, piscine, possibilità di vivere e spostarsi con trasporto pubblico) allora accetterò la morale.

    PRIMUM VIVERE, DEINDE PHILOSPHARI.
    Gli altri chiudono le frontiere, noi apriamo.. (lasciamo perdere).

    P.s.

    L’altro giorno parlavo con mia zia 80enne, nata da rurale e campata da rurale. Terza elementare come titolo di studio. Emigrata all’estero nel dopoguerra, per oltre 15 anni, per farsi una casa in Italia.

    Scopro con enorme stupore che nel 40 o 41 qualcuno (presumo l’innominabile regime) aveva avuto l’idea di togliere per qualche giorno quella bambina dai tafani di montagna, dalle levatacce all’alba e dalle vacche che accompagnava quotidianamente fin dalla tenera età per mandarla in colonia al MARE. E lì ricorda di avere imparato a nuotare con un istruttore e altri bambini.

    Come dire: la sensazione che qualcuno si prenda cura di te. La sensazione, o forse la realtà, di ricevere QUALCOSA di concreto.

  • PietroGE

    Ci vuole il ritorno a casa loro e il respingimento degli invasori. Con civiltà e nei tempi dovuti, visto che noi siamo civili. Ci vuole il rispetto dei diritti di tutti, anche degli italiani che hanno il diritto di stare a casa loro senza subire una invasione.

  • kefos93

    Ci faranno diventare il Kossovo B !
    Ringraziamo Mattarella, Renzi, Draghi ecc…

  • giannis

    Ligius . Eppure commenti in un blog , non l hai ancora capito che televisione e giornali al 90% dicono il falso ? Metti in dubbio qualsiasi cosa leggi o senti

  • blobbb

    BHA chi ha usato il palo come arma è stato il nigeriano…. questo dice tutto sulla faziosità dell articolo e dei nostri media

  • Truman

    Potresti spiegare meglio? (Magari con qualche riferimento).
    Il nigeriano si è dato il palo in testa?
    Se era lui l’aggressore come mai è morto?
    E sia bene chiaro che non do per scontato che i morti hanno sempre ragione. Però se uno è morto e l’altro sta bene bisognerebbe cercare una ragione.

  • MarioG

    Legga anche la seconda parte e non interloquisca come un allucinato

  • MarioG

    Conosciuto da chi? Da lei? Dai redattori di frontedelportoblog.wordpress.com?

    Casualmente invece, quelli che hanno assistito al fatto, non contano una beneamata mazza. 
    La testimonianza della moglie, parte in causa, e’ poi al di sopra di ogni sospetto (in quanto portatrice di melanina).

    Mi aspetto che ci portera’ le prove che anche i quattro testimoni sono dei notori razzisti, cosi’ tutto il quartetto e’ giustamente squalificato.
    (Dico "prove", ma convengo che basta dire che sono dei "notori" ecc. ecc)
     Gli unici che restano a dirci come sono andati i fatti saranno la moglie insultata (forse), Saviano e lei. 
    Se non altro le vostre credenziali sono impeccabili.
  • PikeBishop

    L’Europa come Casa Comune, di tutti quelli che ci mettono piede.  Una CASA DI TOLLERANZA…

  • gilberto6666

    Basta documentarsi sulla dinamica del fatto, penoso ovviamente, ma da non mistificare come ha fatto l’autore del propagandistico articolo.

  • temuchindallaCina

    Concordo pienamente!

  • sotis

    Il risultato dell’autopsia dice : "ucciso da un solo pugno"

  • Emanuele_C

    Al pari di molti giornalisti e scrittori da palcoscenico, senza ancora sapere cosa fosse successo ESATTAMENTE, glielo ripeto separando le lettere, E-S-A-T-T-A-M-E-N-T-E. Lo ha capito quello che ha letto? Bene, andiamo avanti. Senza ancora sapere, dicevo, ESATTAMENTE, repetita iuvant, ha scritto già la sua verità.
    Stamattina, La aggiorno, ecco un bell’articolo di RAINEWS24: CLIKKI QUI, TREVISANI [www.rainews.it]
    Riporto a beneficio di tutti:

    "Emmanuel Chibi Namdi E’ STATO COLPITO DA UN SOLO PUGNO tra la mandibola e il labbro inferiore, forte sebbene abbia lasciato la dentatura intatta, ma ha riportato una pesante di frattura al cranio, forse sbattendo la testa con violenza sul marciapiede."
    Visto?
    Vuoi vedere davvero che la storia raccontata dal "violento, facinoroso, ultrà, seguace di Hitler, figlio di Satana in persona" e dai quattro testimoni (anche loro dei novelli Himmler, of course) era vera? E cioè che gli ha dato un pugno solamente dopo essere stato pestato lui si col palo? Magari scopriremo che la moglie del Chidi Namdi ha fatto falsa testimonianza asserendo che invece suddetto esaltato, incarnazione di Lucifero, lo ha finito con il palo?
    Ciò nulla toglie alla gravità delle azioni del Mancini (e dei coniugi nigeriani) ma è certo che adesso al suo articolo manca l’elemento teatrale più eclatante, il palo, quel palo che, come la scimitarra del boia, stagliandosi su un cielo rosso sangue, cala con violenza dall’alto spaccando (tagliando) teste e nell’immaginario deve incarnare la cattiveria, l’abominio, la violenza, la furia cieca dell’assassino razzista, xenofobo e bestia.
    Tolleranti a tutto, NOI ITALIANI SI, eccome, Trevisani. Pure a quelli come Lei!
  • gilberto6666

    Concordo pienamente!

  • blobbb

    il nigeriano si è beccato un cazzotto dopo aver bastonato l’italiano,  è caduto ed ha sbattuto la testa, l’autopsia ha rivelato un unico colpo sulla mandibola, e neanche troppo potente dato che neanche un dente è stato lesionato 

  • sotis

    Certo che gli attuLi giornalisti continuano a mostrarci la loro pochezza. Lo hanno capito anche i migranti che a quanto pare hanno imparato a raccontar palle. Se quanto si legge oggi fosse vero mi aspetto che la moglie del defunto venga processata per falsa testimonianza o dovremo pagarle gli studi all’ università?

  • sotis

    Non parlare di Lerner se no alla Rai se ne ricordano e gli affidano la conduzione di un altro show insulso e fazioso.Per l amor di Dio.

  • Sven

    I due non erano sposati…
    Impropriamente definita VEDOVA.

  • 1Al

    Questa vicenda, non a caso al centro della cronaca nazionale, è un altro tassello del progetto massonico "elimina gli europei dalla faccia della Terra". Tutto sta procedendo secondo i piani. Non c’è assolutamente altro da aggiungere.

  • maristaurru

    appunto di fronte a fatti così gravi, non ci si sofferma al pipinaro da aia, ma si appurano i FATTI, si valutano le eventuali testimonianze .. eccetera.. ci vuole un magistrato che non si faccia trascinare dalla pancia della folla , da nessun partito e  GIUDICHI..mentre il TIFO lasciamolo agli stadi.per quel poco che li ancora può sussistere un tifo  staccato  e mondato dalle valutazioni di borsa