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SOPRAVVIVERE ALLE RADIAZIONI ?

DI ROBERTO MAROCCHESI

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Nel triste anniversario da non scordare, quello del criminale bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki, (6 e 9 agosto 1945) privo di valore strategico in una guerra ormai vinta, ma terroristico a tutti gli effetti, mi piace celebrare la Vita con una parola di speranza per tutti. Il mostro atomico dorme e può essere risvegliato da politici (quasi tutti!)affamati di potere, e sta per giunta bene in agguato in oltre 400 centrali nucleari “pacifiche” e sempre a rischio, come molti incidenti di ieri e dell’altro ieri testimoniano.

Forse la speranza è troppo ottimistica, del resto le due bombe del ’ 45 furono giocattoli rispetto ai mostri termonucleari di oggi, e comunque più volte ho incontrato, in una pratica di oltre 40 anni, derisione e superficialità rispetto ad affermazioni che a me paiono ovvie, cioè che la nostra dieta influenza in maniera decisiva la qualità del nostro sangue, la quale nutre e trasforma quella di tutte le cellule del corpo. Dirò subito che per i dubbiosi sensati ed educati ho diverse risposte con approfondimenti, mentre per eventuali jokers ironici e strafottenti il mio silenzio attesterà da solo il mio più totale disprezzo per l’ignoranza voluta e ricercata.

Comunque eccovi una storia vera, accaduta a Nagasaki nei giorni seguenti lo scoppio che uccise subito circa 70mila, e migliaia d’altri negli anni a venire, di malattia da radiazioni.

Il dr. Akizuki, direttore del San Francesco Hospital di Nagasaki, ha salvato la vita di tutti i suoi pazienti sopravvissuti dopo il bombardamento atomico il 9 agosto 1945, prescrivendo una dieta speciale di zuppa di miso, riso, alghe, e ortaggi a radice .

Anche se nessuno a Nagasaki sapeva che fosse una bomba radioattiva, il dottor Akizuki avendo lavorato come radioterapista e riconosciuto il sintomo di eccesso di catarro, sintomo comune tra i sopravvissuti alla bomba, è stato spesso visto dopo ripetuta irradiazione di persone con cancro uterino e mammario. Ha scoperto che dando ai pazienti affetti da tumore una soluzione leggermente salina da bere migliorava la loro condizione. Aveva incontrato anche George Ohsawa, il padre della macrobiotica moderna, a Tokyo e studiato il potere di guarigione del cibo.

“Mi sono sentito qualcosa di simile a una fiducia che sgorghi nel petto,” il Dott Akizuki ricorda nel suo libro “Nagasaki 1945” (Londra, Quartet Books, 1981). “Ho dato ai cuochi ordini severi che, una volta fatte le palline di riso integrale dei pasti quotidiani, devono aggiungere un pizzico di sale in più, e di rendere salato ogni pasto, zuppa di miso ben densa ad ogni pasto, e di non usare mai zucchero. Quando non sono riuscito a fare seguire le mie istruzioni, li ho rimproverati senza tregua, dicendo: ‘’Non bisogna mai prendere qualsiasi zucchero, niente di dolce! distruggerà il tuo sangue con la malattia da radiazioni! “

Grazie a questo metodo dietetico, tutti i pazienti e il personale sono sopravvissuti pur vivendo a contatto con ceneri letali del loro ospedale in rovina. I loro capelli hanno smesso di cadere, e non avevano più la nausea né sangue nelle feci. “E ‘stato grazie a questo cibo che tutti noi abbiam potuto funzionare giorno dopo giorno, superando stanchezza o sintomi di malattia atomica e sopravvivere al disastro esenti da gravi sintomi di radioattività”, ha spiegato il dottor Akizuki.

Il St. Francis Hospital è stato ricostruito, e per molti anni il dottor Akizuki è stato direttore dell ‘Associazione per la Ricerca in Nagasaki Hibakusha’ [assoc. reduci e sopravvissuti alla bomba atomica ‘]. Nel corso degli anni, è divenuto più religioso, ma ancora attribuito la miracolosa sopravvivenza alla dieta. “Abbiamo una missione,di raccontare quello che è successo qui”, ha scritto nella sua autobiografia. “Ecco perché sentiamo che Dio ci ha dato la vita, per sopravvivere fino ad ora.”

Mentre procedeva la Guerra Fredda, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica hanno condotto test nucleari atmosferici, e la contaminazione degli alimenti è diventata una questione internazionale. Gli scienziati della McGill University di Montreal ha iniziato una serie di esperimenti nel 1960, finalizzati ad identificare un alimento o nutriente che potrebbe aiutare a contrastare gli effetti delle radiazioni nucleari e ricadute. In una serie di articoli pubblicati sul Canadian Medical Association Journal, hanno riferito che alghe alimentari comuni come kombu e altre contengono sostanze, tipo l’ alginato di sodio, che potrebbe ridurre dal 50 al 80 per cento la quantità di stronzio radioattivo assorbito attraverso il sistema digestivo.

Entro la fine del 1980 e all’inizio del 1990, i ricercatori giapponesi, influenzati dall’esperienza del dottor Akizuki, hanno continuato la ricerca. K. Watanabe, esperto di oncologia da radiazioni presso il centro di ricerca sulle radiazioni della bomba atomica di Hiroshima University, ha riferito che le persone che mangiavano regolarmente miso furono trovate fino a cinque volte più resistenti alle radiazioni di quanto la gente non abituata a mangiare miso. Studi di laboratorio sui topi hanno inoltre confermato che il miso in particolare ha contribuito a proteggere l’intestino tenue dal male.

Nel frattempo, in Unione Sovietica, una serie di incidenti nucleari ha provocato l’ulteriore utilizzo di metodi alimentari per neutralizzare particelle radioattive. Nel 1990, l’Istituto Kushi, un centro educativo macrobiotico nel Massachusetts occidentale, ha organizzato un ponte aereo di diverse migliaia di chili di miso, alghe e altri alimenti disintossicanti destinati ai medici di Chelyabinsk e Chernobyl.

Le seguenti linee guida sono raccomandabili per aiutare a proteggere contro la radioattività dagli incidenti nucleari in corso in Giappone, ed eventuali futuri sinistri (scongiuri!): Nello spirito di non discostarmi troppo dalle abitudini Giapponesi di Akizuki ho tenuto alcuni ingredienti e piatti fortemente Orientali: il criterio comunque è adattabile anche a gusti più Mediterranei purchè fondato su cibo vegetale/integrale semplice, con poche specialità indispensabili come miso ed alghe, peraltro non più esclusiva orientale, ma oggi raccolte o prodotti perfino in Italia.

CONSIGLI DIETETICI

Mangiare 1-2 scodelle di zuppa di miso ben condita ogni giorno. Preparare con miso d’orzo invecchiato per circa due anni e cucinare con alga kombu, che è più forte di wakame, l’ alga che di solito accompagna la zuppa di miso. Diversi ortaggi a radice possono anche essere aggiunti alla zuppa.
Mangiare alghe quotidianamente. Queste includono:
Kombu / fucus, quella a più alto tasso di iodio naturale (cotta regolarmente in fagioli, cereali o piatti di verdura)
Wakame (in zuppe e insalate)
Arame (in piatti saltati in padella, insalate, involtini primavera)
Hiziki (in piatti saltati in padella, insalate, involtini primavera)
Dulse (più alta in ferro, preparata in insalata, in fiocchi /uso anche a crudo)
Nori (popolare in rotolini di Sushi, in fiocchi o come condimento)
Agar-agar (trasparente, addensante dalle proprietà gelificanti,per gelatine o aspic dolci o salati)
Mangiare riso ad ogni pasto in forma intera o idealmente trasformato in palle di riso ricoperte di alga nori con una piccola quantità di prugna umeboshi al centro.
Alimenti fermentati (tempeh, miso, shoyu, natto, umeboshi, crauti non cotti e altre verdure in salamoia)
Mangiare una varietà di verdure, tra cui:
Ortaggi a radice, come daikon, radice di loto, carote, bardana, pastinache….
Verdure verdi, ad alto contenuto di clorofilla
Verdure crocifere (broccoli, cavoli, cavolini di Bruxelles, rape, cavoli e varie crucifere, spinaci, cavolfiori, e foglie verdi scure), indivia, cicoria, scarola, crescione, cime di rapa cicoria radicchio e tarassaco
Verdure scure gialle e arancione (carote, patate dolci, patate, zucche, zucca invernale)
Mangiare semi di zucca, sesamo, girasole ed altre oleaginose; tutti con parsimonia
Usare olio di semi di sesamo o oliva, esso contiene una sostanza che aumenta piastrine del sangue (per combattere le infezioni). Usare gli oli con grande moderazione
Mangiare una moderata quantità di fagioli e fe derivati come come il tofu e il tempeh
Ridurre al minimo o a zero il consumo di alimenti di origine animale (carne, pollame, uova, prodotti lattiero-caseari, pesce e frutti di mare), cereali raffinati, verdure tropicali, oli e grassi, frutta, zucchero, aromi, spezie, stimolanti e alcool.
Tutto il cibo deve essere ben cotto e non consumato crudo, almeno in questo frangente.
Bere tè bancha rametti (kukicha) e cuocere con acqua di fonte o di pozzo.
Cucinare con gas, carbone o legna, o di altra fonte di combustibile naturale. Evitare l’elettrico e il microonde.

Diversi anni fa, H. Furo, professore associato di Studi Giapponesi presso Illinois Wesleyan University, ha intervistato una trentina di sopravvissuti al bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki (tra cui molti dei pazienti del dottor Akizuki) e ha scoperto che fino al 90 per cento hanno attribuito la loro salute e la longevità al miso e altri alimenti naturali. Dalle ceneri della seconda guerra mondiale, la loro esperienza di trasformazione continua ad offrire la speranza di una nuova generazione di sopravvissuti alle guerre nucleari, che non possano più ripetersi, né agli incidenti nucleari.

Roberto Marocchesi

6.07.2015

Pubblicato da Davide

  • RenatoT

    beh.. come sopravvivere al cancro dovrebbe essere il titolo. Un organismo ben alimentato non si ammala.

    Il cancro è lo stadio finale dell’acidificazione del corpo. Prima di arrivare li, si passa dal resto delle malattie croniche partendo da mal di testa, brufoli.. sovrappeso, carie etc.
    Piu’ ci si acidifica meno ci si muove e meno si ossigena il corpo.. e tutto peggiora, giustificato dall’eta che avanza, lo stress, la genetica.
    Lo zucchero è l’alimento piu’ acidificante dell’universo, segue la farina e praticamente tutti i cereali, medicine, latticini etc. tutto porta li.. dove è previsto entro il 2030 metá della popolazione occidentale contrarrá il cancro.. e sará cosi sicuramente, lo è quasi oggi.
    Le correzioni del Dna e tutti i processi fisiologici, ormai si sa, prodotti da robot molecolari (1), avvengono correttamente in un organismo sano. Un organismo intossicato, funziona male e il sistema immunitario stesso deve tutti giorni lavorare al disastro combinato dall’alimentazione completamente errata per evitare di far collassare tutto il complesso sistema che gestisce il corpo.
    Noi in famiglia, 5 figli e il figlio di mio figlio ci alimentiamo secondo la regola Raccoglitore/Cacciatore… dovremmo esserci evoluti su questo… e anche altre tre persone care…. che avevano il cancro…. ma anche altre, diverse, che non hanno creduto a questa semplice e logica regola… e sono decedute… penso per fiducia verso i loro medici… che hanno sempre screditato l’importanza dell’alimentazione… nelle universitá di medicina non viene collegata alle malattie…. finirebbe un colossale businnes.
  • Aironeblu

    Sottoscrivo tutto, ma aggiungo al tuo elenco dei prodotti nocivi acidificanti quelli di origine animale, carne, pesce, latte e derivati. Cosa peraltro evidente dall’elevata percentuale di diffusione dei tumori nei paesi a maggior consumo di carne (vd USA, sempre loro….) rispetto a quelli con dieta più vegetariana. 

    Infatti, la regola del raccoglitore/cacciatore è una pura invenzione di stampo illuminista, essendo l’uomo, oggi come allora, totalmente inadatto a cacciare e nutrirsi di altri animali: siamo lenti a correre, non abbiamo denti o artigli per attaccare una preda, ucciderla e divorarla cruda, casomai siamo noi le prede per i veri carnivori. In compenso possiamo arrampicarci, raccogliere, abbiamo una buona manualità e possiamo aprire facilmente veri tipi di frutta… Insomma, "l’uomo cacciatore" nella presitoria non è mai esistito.
  • Aironeblu

    Tutto corretto, a parte l’inclusione nell’elenco dei cibi nocivi della FRUTTA, che è l’alimento più sano per il nostro organismo. Il problema della dieta Marocchesi, indubbiamente valida, è che per seguirla bisognerebbe trasferirsi in Giappone, certamente si potrebbe individuare qualcosa di analogo con una base più "mediterranea" e accessibile: altrimenti chi in Italia potrà permettersi di nutrirsi con cereali e alghe provenienti dal Giappone?

  • Tao

    “Nel Giappone di quegli anni la frutta era un alimento assai poco usato, tutti gli sforzi in tempo di guerra e sanzioni erano concentrati sul produrre abbastanza riso e proteine, di cui la F non abbonda. Inoltre l’influenza del citato filosofo G Ohsawa prevaleva in Akizuki, con la tesi che la F  troppo acquosa e “yin” per una malattia espansiva come quella da radiazioni, pertanto sconsigliabile. Io lafrutta la uso anche se non come alimento prevalente, oggi le condizioni sono cambiate, certo sarebbe interessante confrontare la resitenza d’un fruttariano odierno, d’un onnivoro da fast food, e d’un vegan/macrobiotico rispetto ad una contaminazione tipo Fukushima: meglio restare ignari, ma chissà….con gli sforzi di Goldman Sachs a favore del nucleare (articolo che sto traducendo) magari ci obbligano a sperimentarlo.

    Altra considerazione: la dieta del Dott. A. era certo più giapponese, ma è traducibile, ad es. da noi si usa Miso Italiano ed europeo da anni, idem per le ottime alghe di Bretagna, Irlanda e altre coste europee…grazie della domanda, Airone! ” 

    Roberto Marrocchesi

  • Mattanza

    Gli altri primati si nutrono di animaletti saltuariamente (considerato cibo molto pregiato) e gli uomini primitivi sterminarono intere razze, non capisco come si possa pensare che l’uomo non mangiasse carne, mai. Io sono vegetariano per intenderci…Ma negare l’evidenza….

  • borat

    Consiglio a tutti di leggere il classico The China Study del Dott. Campbell per capire meglio gli errori che facciamo nella nostra alimentazione.

    Nota: il dott Campbell quando ha scritto il libro purtroppo non conosceva le virtù della dieta meditteranea e questo è l’unico limite notevole alla sua ricerca.
  • RenatoT

    I latticini li ho esclusi dalla dieta umana… sono progettati per diverse specie dalla natura… non per noi. 

    Io credo che anche se fossimo stati solo raccoglitori… uova, piccole prede, proteine in genere le abbiamo mangiate per milioni di anni.
    Quelle che si  trovano oggi sono tutto fuorchè naturali… ma ti assicuro che una delle persone che ho "convinto a smettere di intossicarsi" è uscita da 5 anni di chemio, due interventi di rimozione mammella e parte del cervello… mangiando pesce pescato, frutta, verdura, uova fatte in campagna….
    Mangiava.. pasta, pane, e dolci tutti i giorni.
    Ancora oggi in Guinea, Amazzonia.. i popoli primitivi cacciano… mi risulta difficile credere che non siamo predatori ma piuttosto prede.
  • RenatoT

    non mi pare di aver detto che la frutta è nociva,  è la base per dei mammiferi come noi… io stesso da bambino passavo il tempo a mangiar frutta dagli alberi sparsi in giro nella campagna sotto casa… con torrente di acqua potabile (1970).

    Qui da noi, il figlio piu’ piccolo di 4 anni mangia praticamente frutta, poche proteine da uova, quaglie, capretto, polletti nostrani e pesce pescato di basso fondale… ma tranquilllamente potrebbe mangiare solo frutta. Gli stiamo insegnando a mangiare piu’ verdura variata e quasi tutto crudo… la cottura è un processo chimico, quindi la materia si trasforma, evitiamo cotture violente di carni e pesce ma solo cotture lente a bassa temperatura, la carne è molto piu’ buona tralaltro, mai bruciata, tenera e sugosa. 
    Abbiamo pure abbandonato il riso integrale di tutti i tipi addirittura il miglio che è l’unico cereale che dicono  alcalinizzi… ma se si mangiano 30 gr. al giorno di contorno per sette giorni… comincia a risentirsi la stanchezza cronica che arriva… i cereali abbassano la vitalitá… condizionano enormemente la vita. Per riprendermi da 7 gg di miglio.. c’ho messo almeno 4 giorni. 
    Ipoglicemia.. riposino pomeridiano… mi ricorda i miei vecchi amici.. quando li vedevo con la siga in mano che si consumava da sola, con la forza di gravitá che l’eveva  creato il classico cilindro di cenere che stava per crollare sotto il suo peso… occhi mezzi chiusi, immobili… a far viaggiare il cervello con tutto il resto staccato dal mondo reale. Mangi.. e crolli. 
    Non è cosi?
    Negli anni si imparano a filtrare le cose che fanno male. Se non si toccano cereali, latticini, zuccheri da anni come noi… tutto quello che fa male… tra questi metto la carne della filiera classica, da supermarket, la eviti progressivamente… perchè hai sintomi evidenti.
    Mi scuso per la prolissitá e la grammatica.
  • RenatoT

    Si ho visto diversi video su youtube di Campbell e Berrino.

    Tutto buono a parte il fatto che non puntano il dito sul pericolo n.1, zucchero e cereali, ma la colpevolizza la carne, le proteine.
    Per esempio, noi mangiamo frutta, verdura e carni scelte… negli ultmi 6 anni abbiamo progressivamente tolto tutti i cereali e legumi perchè col tempo avverti i problemi che creano. La carne rossa crea anche lei questi problemi, ma per esempio a Minorca ho provato a mangiare carne rossa quasi tutti i giorni, tralaltro è buonissima, una carne di mucche che pascolano nei prati, se ne incontrano molte in giro per Minorca.
    In quel caso problemi zero, come la cernia, come il capretto locale.
    Piu’ si è puliti dai danni creati dalle farine e zuccheri, e le farine si accumulano nell’intestino, piu’ si diventa sensibili al cibo che crea danni. Certo è difficile rinunciare a tutto, ma smettere di avere la cefalea a grappolo al costo di togliere latticini, cereali e legumi…. credo che ne valga abbondantemente la pena… dopo averla avuta per 25 anni e la cura del Centro Cefalee fu una pillola da comprare a vita… che dopo anni intossica sempre piu’ e crea altri problemi.
    Quindi, per mia diretta esperienza, non sono daccordo con il China Study.
    Io preferisco credere a Robert Gallo che dice che gli esseri umani sono programmati per vivere 180 anni.
    Tenendo in considerazione che 40.000 anni per il DNA sono praticamente insufficienti a creare mutazione di un certo peso, i genetisti dicono quasi ininfluenti… significa che siamo ancora come 1 milione o 10 milioni di anni fa per quanto riguarda il nostro organismo… e la farina bianca esiste da 45 anni… la cottura dicono da 1 milione. Probabilmente ci stiamo ancora adattatondo alla cottura… figuriamoci alla robaccia che viene venduta oggi.
    Poi i caratteri facciali si selezionano in un attimo e anche quelli fisici, basta 1 generazione.. ma la complessa macchina chimica che processa molecole esterne e le converte in energia è sempre quella.. e chi sgarra, paga… basta guardarsi intorno.
    Quindi rivolgo le mie attenzioni negli ultimi 10 mln di anni… e funziona.
    Se avesse ragione la dieta di Campbell, lui stesso dovrebbe arrivare, come esempio delle sue parole a vivere fino al 2114… ma sinceramente non gli darei altri 10 anni. Mangia cereali e si vede.
  • ottavino

    Bravo Bob. Tutto giusto.

    Si potrebbe anche dire la stessa cosa affermando il seguente concetto:
    I cibi ci possono rendere forti o deboli, in salute o ammalati, felici e infelici, positivi o negativi.
    Il cibo ha un’influenza cruciale sulla vita. Ma che cos’è il cibo? Se non lo conosci ti uccide.
    Sì può capire praticando la macrobiotica.
  • FBF

    Nel triste anniversario da non scordare, quello del criminale bombardamento atomico di Hiroshima e Nagasaki, (6 e 9 agosto 1945) privo di valore strategico in una guerra ormai vinta, ma terroristico a tutti gli effetti, bisogna ricordare che le due isole furono sacrificate. Cioè fu un atto sacrificale. Erano le sole due isole cristiane.