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SIRIA, LE CHIACCHIERE E LA VERITA’

DI THIERRY MEYSSAN

voltairenet.org

Nel corso delle ultime due settimane la stampa internazionale si è riempita di voci che annunciano l’inizio di un’operazione militare statunitense contro la Siria. Thierry Meyssan – che aveva già denunciato la manipolazione del Generale John Allen e dei suoi amici, volta al sabotaggio degli accordi USA-Iran – ne rivela l’assurdità. Egli spiega perché il supporto strategico alla Siria laica, da parte della Russia e della Cina, non è negoziabile.

Il 27 luglio il New York Times aveva annunciato la decisione di Washington ed Ankara di creare una zona di sicurezza per i rifugiati siriani che attualmente si trovano in Turchia, ma poco dopo la Casa Bianca aveva negato.

Ho già spiegato in un precedente articolo che il New York Times era stato portato fuori strada sia dal Generale John Allen – inviato speciale per la “Coalizione Internazionale” anti-Daesh [un altro nome dell’ISIS, http://www.huffingtonpost.it/2014/09/15/isis-chiamatelo-daesh-e-non-stato-islamico_n_5823248.html] – che dal governo turco.

Nell’occasione feci notare che il Gen. Allen aveva già partecipato ad altri due tentativi per sabotare la pace in Siria – nel Giugno del 2012 e nel Dicembre del 2014 – e che il Presidente Obama aveva cercato di farlo arrestare, tre anni fa (nel Settembre del 2012).

Numerosi commentatori hanno collegato quella notizia ad un’altra più recente, che ci informava della decisione del Pentagono di sostenere i “ribelli moderati”, ogni qualvolta dovessero essere attaccati e chiunque fosse l’aggressore. Essi credevano che questo fosse l’inizio della tanto attesa campagna militare della NATO contro la Repubblica Araba Siriana.

Ma questa interpretazione è assurda – le informazioni che sono trapelate devono essere interpretate in modo diverso.

DICHIARAZIONI CONTRADDITTORIE E REALTA’ SUL TERRENO

Come spesso accade, la “Coalizione Internazionale” ha accettato sia di non colpire l’esercito arabo-siriano – ma solo il Daesh ed ora anche Al-Qaeda – che di trasmettere i piani di volo dei suoi bombardieri (e quelli per le missioni di terra delle sue truppe) allo Stato Maggiore dell’Esercito arabo-siriano, facendo da intermediatrice anche per gli alleati curdi del PYG [Partiya Yekîtiya Demokrat].

In questo modo la “Coalizione Internazionale” si è assicurata che i suoi aerei, avendo gli stessi obbiettivi dell’esercito arabo-siriano, non vengano attaccati dalla “Syrian Air Force”, senza necessità di doversi ulteriormente coordinare.

Ufficialmente, gli inglesi ed i francesi non partecipano ad operazioni sul territorio siriano, ma tutti sappiamo che è un falsità. Queste due paesi hanno bombardato il Daesh, in Siria. Pochi giorni fa il Ministro britannico degli Affari Esteri è stato costretto ad ammettere la verità alla Camera dei Comuni. Tuttavia, il suo omologo francese, che non è sottoposto alla stessa pressione politica, continua a negare i fatti.

Per guidare gli attacchi aerei gli inglesi hanno schierato sul territorio 120 militari della SAS. Ma questa missione è particolarmente rischiosa per gli stranieri che non conoscono il terreno e quindi il Pentagono ha preferito addestrare 60 “ribelli siriani moderati”. Tuttavia, 54 dei 60 militari entrati sul territorio siriano sono stati immediatamente attaccati da Al-Qaeda.

E’ grottesco pensare che il Pentagono abbia addestrato quei 60 combattenti con l’obiettivo di sopraffare le centinaia di migliaia di soldati della Repubblica arabo-siriana, per poterla infine rovesciare. Essi hanno un ruolo operativo all’interno della stessa “Coalizione anti-Daesh”. La loro unica missione è quella di individuare da terra gli obbiettivi per i loro bombardieri.

E’ vero, comunque – come sottolineato anche dal Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov – che l’annuncio [il sostegno ai “ribelli moderati”] è stato mal formulato. Il portavoce della Casa Bianca avrebbe dovuto intuire che sarebbe stato mal interpretato, visto il desiderio di alcuni membri delle leaderships statunitensi, francesi e turche di dichiarare guerra alla Siria – ma forse ha solo preferito trarre in inganno gli avversari dell’accordo USA-Iran.

Il Pentagono, in realtà, ha parlato della situazione per come questa gli si presentava. I 54 “ribelli moderati” erano stati attaccati da Al-Qaeda e il Pentagono li difendeva. Punto.

E’ vero, comunque, che nel corso degli ultimi mesi la Francia, la Turchia e l’Arabia Saudita hanno cercato di riabilitare Al-Qaeda in Siria (il Fronte al-Nusra), per creare una valida alternativa al Daesh.

Ma, contrariamente alle conclusioni di alcuni commentatori, bombardando sia il Daesh che Al-Qaeda (è uno sviluppo nuovo!) il Pentagono intende sostenere la strategia della Repubblica Araba Siriana, conformemente al suo accordo con l’Iran.

PRINCIPI GEOSTRATEGICI

Esaminiamo, ora, il quadro d’insieme. Questa linea di pensiero [ovvero quella del trio franco-turco-saudita] – abilmente prefabbricata dal generale Allen durante l’Aspen Security Forum, ma anche dalla Turchia – si propone di generare un cambiamento radicale nella politica americana.

Se questo cambiamento dovesse aver luogo, Washington – dopo aver a lungo esitato – si deciderebbe finalmente a dichiarare guerra alla Siria. Questo paese, quindi, sarebbe bombardato, esattamente come la Libia, causando la fine del Presidente Bachar el-Assad.

Se questo dovesse accadere, entreremmo in una situazione da terza guerra mondiale.

Al Consiglio di Sicurezza dell’ONU, per ben quattro volte la Russia e la Cina hanno opposto il loro ​​diritto di veto a proposte di deliberazione che avrebbero consentito di preparare un attacco alla Siria.

Opponendo il loro veto, Mosca e Pechino non si sono semplicemente limitate a respingere quelle risoluzioni. Sono entrate in conflitto diplomatico con gli autori di quei progetti ed hanno confermato di essere pronte alla guerra, se questi ultimi avessero preso la decisione (unilaterale) di attuare i loro progetti.

Il primo veto, quello del 4 Ottobre 2011, aveva sorpreso Washington. Il secondo, quello del 4 Febbraio 2012, l’aveva convinta a non trattare la Siria nello stesso modo con cui aveva trattato la Libia.

Ma la Francia, il Qatar e la Turchia non si sono date per vinte, presentando altri due progetti di risoluzione, il 19 Luglio 2012 e il 22 Maggio 2014, quest’ultimo sulla questione dei “crimini contro l’umanità” attribuiti alla Repubblica Araba Siriana. Hanno entrambi ricevuto lo stesso veto.

Le dichiarazioni di Francia, Qatar e Turchia – con i loro corpi diplomatici impegnati a convincere gli amici russi ad abbandonare Bachar el-Assad – sono decisamente un po’ stupide, mentre quelle recenti di Barack Obama, sulla potenziale evoluzione delle posizioni russe ed iraniane, non sono molto più convincenti. Ma il Presidente degli Stati Uniti, in realtà, potrebbe aver solo cercato di anestetizzare gli oppositori dell’accordo che ha negoziato con l’Iran.

Tuttavia, per quanto sia un paese importante, non stiamo parlando dell’Iran, ma di due “membri permanenti” del Consiglio di Sicurezza – la Russia e la Cina.

GLI INTERESSI RUSSI E CINESI

La posizione di Mosca e Pechino non vuole essere una sfida anti-occidentale e nemmeno un atto di solidarietà tra dittature – perché è così che l’Occidente qualifica i regimi di questi due Stati.

E’ invece una questione geo-strategica che deriva da secoli e secoli di storia … ed è tutt’altro che negoziabile.

La presenza russa nel Mediterraneo e nel “Vicino Oriente” dipende dal regime di Damasco, che è rispettoso delle diversità religiose. Questo rispetto sarebbe impossibile se i Fratelli Musulmani, o qualsiasi altro gruppo islamico, dovessero prendere il potere.

Questo era vero sia nei giorni della Zarina Caterina II – anche allora, per la Russia, la Siria era il paese-chiave in Medio Oriente – che in questo momento, con il Presidente Putin. I russi, inoltre, che sono per lo più ortodossi (e hanno dovuto soffrire per questo), hanno una forte solidarietà nei riguardi dei cristiani siriani, che sono anch’essi per lo più ortodossi.

Certo, la Russia non sempre è stata in grado di difendere i propri interessi. E’ questo è il motivo per cui, nel 2005, rifiutò l’offerta siriana di occupare il porto di Tartus e 30 chilometri di costa, per farne la base della sua flotta nel Mediterraneo. In questo modo Damasco sperava d’impedire la guerra che Washington stava preparando prima della cosiddetta Primavera Araba.

Ma in quei momenti, dopo il crollo dell’Unione Sovietica, la Russia non aveva una sua flotta nel Mediterraneo. Oggi, però, si è riorganizzata, ha ricostruito la sua potenza navale ed usa efficacemente il porto di Tartus.

Per quanto riguarda la Cina, i suoi commerci si basano sulla sicurezza delle rotte continentali che collegano la Cina al Mediterraneo. Nel Medioevo i cinesi costruirono la “Via della Seta” che collegava la loro capitale, Xi’an, a Damasco. Gli Umeyyad, fra i fondatori della religione musulmana, furono attenti a proteggere le altri religioni locali – Ebraismo, Cristianesimo e Mandeismo [antica comunità religiosa di origine gnostica tutt’ora esistente].

Quando estesero il loro potere in Asia Centrale, fino a Xin Qiang, essi trattarono le religioni dell’Estremo Oriente nello stesso modo – erano decisamente lontani dal corrente settarismo islamico. Oggi, i seguaci di queste religioni pregano tutti insieme nella Grande Moschea di Damasco, dove uno dei mosaici rende omaggio ad una pagoda cinese.

Per potersi sviluppare, la Cina moderna sta tentando di ricostruire la “Via della Seta” e per questo motivo ha fondato l’Asian Investment Bank [AIIB].

Per evitare qualsiasi malinteso, il supporto strategico della Russia e dalla Cina non significa che questi due paesi sarebbero disposti ad inviare le loro truppe per difendere la Siria laica dagli jihadisti che la fanno sanguinare – non lo hanno mai fatto e non lo faranno mai.

Significa, invece, che mai permetteranno alle potenze occidentali di usare le loro armi per distruggere la Repubblica Araba Siriana.

Da parte loro, gli Stati Uniti sono la potenza mondiale dominante anche perché obbligano il commercio globale a fare affidamento soprattutto sui trasporti marittimi visto che, assieme al Regno Unito, hanno il controllo degli oceani.

E’ questa la ragione per cui Washington, per conservare il potere, ritiene indispensabile sabotare qualsiasi tentativo di riaprire le rotte continentali. Conseguentemente, con il caos iracheno e la caduta di Palmira gli americani hanno tagliato vie di comunicazione del Sud mentre, con il caos in Ucraina, hanno tagliato quelle del Nord.

Non casualmente, nel conflitto siriano le Potenze Occidentali e quelle del Golfo sostengono i Fratelli Musulmani, mentre la Russia e la Cina sostengono la Repubblica laica.

LE ILLUSIONI DI FRANCIA, TURCHIA ED ARABIA SAUDITA

Il governo turco, che sembra non capire niente di politica, ha cercato per due volte di costringere gli Stati Uniti ad una guerra aperta. L’11 Maggio 2013 la Turchia denunciò un massiccio attacco terroristico a Reyhani, attribuendolo ai servizi segreti siriani. Recep Tayyip Erdoğan si recò immediatamente dal Presidente Obama per lamentarsi.

Ma la CIA aveva già avvertito il Presidente degli Stati Uniti che l’attacco, costato la vita a 51 turchi e la paralisi ad altri 140, era stato organizzato dal Millî Istihbarat Teşkilatı [MIT]. Si trattava, in altre parole, di un’operazione false-flag progettata dal servizi segreti turchi. Dopo Reyhani, per inciso, i responsabili dell’attacco furono costretti a dimettersi.

Con l’aiuto dell’Eliseo, il Sig. Erdogan ci provò ancora una volta, quattro mesi più tardi (il 21 Agosto 2013), organizzando l’attacco chimico contro il quartiere di Ghoutta, a Damasco. La trama fu immediatamente smascherata dallo MI6 britannico, che si affrettò a mettere in guardia i suoi alleati statunitensi. Dopo una messinscena sapientemente orchestrata nella Camera dei Comuni, Londra e Washington lasciarono Ankara e Parigi ai loro crimini e alle loro spacconate.

Possiamo discutere a lungo della capacità dell’Amministrazione Obama di difendere la sua nuova strategia, che consiste nell’alleanza con il clero sciita iraniano, o della capacità dei suoi avversari americani di perseguire la strategia straussiana [Leo Strauss] del caos generalizzato e della rimodellazione del “Grande Medio Oriente”.

Ma in ogni caso nessuno di loro potrà mai passare da una guerra agli jihadisti portata avanti da terze parti, ad un conflitto di tipo classico. E’ assurdo immaginare che Washington possa lanciare una “terza guerra mondiale” contro la Russia e la Cina al solo scopo di sostituire il Presidente Bachar el-Assad con i Fratelli Musulmani.

Thierry Meyssan

Fonte: www.voltairenet.org

Link: http://www.voltairenet.org/article188411.html

14.08.2015

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da FRANCO

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Pubblicato da Davide