Home / ComeDonChisciotte / SI PUO’ CREDERE ALLA BEFANA MA NON A BEFERA
11257-thumb.jpg

SI PUO’ CREDERE ALLA BEFANA MA NON A BEFERA

FONTE: DAGOSPIA.COM

“Partoriscono i monti, e nascerà un ridicolo topo”
(Orazio)

Sul “Corriere della Sera” di martedì scorso, a firma di Massimo Fracaro e Nicola Saldutti, con grande perizia e senza sussulti demagogici è documentata (e spiegata) la somma intera di empietà (e imperizia) contenute nel nuovo Redditometro partorito da Equitalia (si fa per dire) per combattere la lotta all’evasione fiscale.

I due eccellenti cronisti puntano l’indice anche sul paradosso di un controllo fiscale destinato, alla fine, a penalizzare i contribuenti virtuosi. Tra le tante assurdità dell’ennesimo Porcellum normativo mandato a pascolare sui prati istituzionali, c’è anche un ribaltamento di ogni principio giuridico civile: l’onere della prova della propria onestà è tutta a carico del contribuente. A pensare che quell’eversore del barone John Maynard Keynes, da buon economista liberal sosteneva che “sfuggire alle tasse è l’unica impresa che offra ancora un premio”.Così, nei prossimi mesi se non sarà cancellato dai nuovi governanti un Tassametro (taroccato) spacciato per Redditometro (imparziale), milioni di cittadini-sudditi finiranno nel tritacarne dell’Agenzia delle Entrate. E toccherà soltanto a loro, davanti al giudizio del funzionario-sovrano, ricordare perché nel 2009 hanno acquistato un televisore nuovo, ho acquistato l’apparecchio correttivo per i denti della figlia.

Sul nocciolo (duro) del problema che riguarda la civiltà fiscale, ben poco ha aggiunto il battibecco pseudo ideologico, sviluppatosi sulle pagine del “Corriere della Sera”, tra il direttore di Equitalia, l’impenitente Attilio Befera, e l’opinionista col blà blà weberiano, Piero (e/o) Ostellino. Ai quali si è aggregato, con una posizione “terzista”, il solito Salvatore Bragantini, che ancora non si è avveduto che nell’anno del governo Monti il debito pubblico ha raggiunto la cifra-record di oltre duemila miliardi. Riguardo ai buchi di bilancio (pubblico) l’agenda del manager-analista è ancora ferma agli anni Ottanta. Mai aggiornarla!

Il che dimostra come spesso le opinioni separate dai fatti sono soltanto “fuffa” accademica. Pensieri e convincimenti (radicati) a mezzo stampa sul rapporto cittadino-tasse che, però, non affrontano mai la vera emergenza istituzionale che da almeno una ventina di anni di ministri “tecnici” (da Visco 1999 a Grilli 2012) stiamo drammaticamente vivendo: la politica fiscale è compito precipuo (missione) del governo e del Parlamento e non può essere delegata a Equitalia o a qualsiasi altra agenzia.

Come recita lo stesso dettato costituzionale, i ministri, nominati dal capo dello Stato su proposta del presidente del Consiglio “sono responsabili, individualmente, degli atti adottati dai dicasteri loro affidati e, collegialmente, delle deliberazioni del Consiglio dei Ministri”.

Fa un certo effetto, allora, che nel pieno di una campagna elettorale difficile e ricca di colpi di scena, con i cittadini alle prese con povertà e disoccupazione crescente, nessuno dei leader in gara – da Bersani a Berlusconi passando per Casini -, abbia finora preso posizione sul’iniquo Redditometro messo a punto da Equitalia.

Il Grande Inquisitore dostoevskijano del terzo millennio che con il suo modello organizzativo sofisticato vuol far credere alle sue vittime (i contribuenti) di agire per il suo bene: far pagare le tasse a tutti.
Dopo le esperienze del passato (“cartelle pazze” e tanto altro) si può continuare a credere ancora alla Befana, ma non a Befera!

Chissà, forse dimentichi i nostri politici, che nella scorsa primavera c’è stata una forte mobilitazione contro l’agire persecutorio dell’Agenzia con assalti agli uffici, attentati e suicidi. Una società per azioni a capitale pubblico (una multiutility che deve macinare profitti) che è stata accusata pure di praticare lo “strozzinaggio”, esigendo, a torto o a ragione, comunque un agio del 9% per ogni tassa non pagata. Una situazione insostenibile fino al punto che la Cgil aveva minacciato uno sciopero generale contro l’Agenzia delle entrate.

Tutti silenti, invece, i futuri candidati premier nonostante che nel tritacarne di Equitalia finirà soprattutto il lavoro autonomo e d’impresa. E qualche pensionato che non appartiene, come Salvatore Bragantini, al ristretto club dei contribuenti mezzi-milionari, ma che per una volta si è permessa una follia: spendendo in sola volta i suoi mille euro (mensili) per una vacanza-premio sul lago insieme ai cari nipotini.

Per non dire del premier-pesce Rigor Montis e del suo ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, che ancora non si sono resi conto della bomba sociale lanciatagli sotto la poltrona (a loro insaputa?) da Attila Befera proprio alla vigilia della consultazione elettorale. Ma spesso, accade anche i bocconiani, non si possono prendere impegni superiori alle proprie debolezze.

Fonte: http://www.dagospia.com
Link: http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-si-puo-credere-alla-befana-ma-non-a-befera-con-liniquo-redditometro-in-49241.htm
11.01.2013

Pubblicato da Davide

  • Ercole

    Contro l’opera di estorsione e rapina legalizzata da parte dello stato borghese,non ci resta che difenderci ,oggi e passare all’attacco domani,con un manuale di lotta e resistenza in 4 mosse :INDIVIDUARE IL NEMICO,FORMARE UN ESERCITO , COSTRUIRE UNA STRATEGIA ,PER ABBATTERE IL CAPITALISMO.

  • affossala

    “veni, vidi, vici “

  • Ercole

    chi lotta puo anche perdere ,chi non lotta ha gia perso……..

  • Fedeledellacroce

    Claro, come no, il “Manuale di Lotta e Resistenza in 4 mosse”.
    La rivoluzione per dummies.
    Ma chissá perché vengono solo a te ‘sti colpi di genio!?
    Ercole detto Attila, dove commenta lui non cresce piú il dialogo….
    Ma lo fai apposta a non ascoltare i consigli sull’uso della punteggiatura e i tags html?
    E il linguaggio da zecca d’antiquariato?
    Quando leggo i tuoi commenti ti immagino uno tipo mezzo “Beetlejuice” e mezzo “Dinamite Bla”.
    Mi saresti quasi simpatico, non fosse per il fatto che, davvero, a volte, rovini le discussioni con le tue sparate proletarie.
    E non so quanto tu lo faccia in buona fede. Mi sembri troppo puntuale, e “casualmente sgrammaticato” per essere genuino.
    In breve, mi sembri un infiltrato.
    Spari a zero su tutto e tutti. Per te sono porci capitalisti Chavez, Correa, Grillo, non se ne salva uno.

  • Ercole

    Anche io potrei essere piu diplomatico ,usare un linguaggio piu consono per compiacere il nuovo lessico, mettere punti e virgole in modo corretto chiamare i padroni ,datori di lavoro ,e gli operai dipendenti ,dire che la societa e mutata ,che siamo tutti cittadini, quindi sono scomparse le classi ,che siamo tutti dei colletti bianchi, che bisogna andare al potere con le elezioni,democraticamente,ecc..ecc..pure io come tanti di voi ho letto piu volte la storia del pensiero filosofico ,da Parmenide a Severino ,storia del pensiero economico da Ricardo A.Smith passando per Marx ,al Fordismo fino ai giorni nostri,ma purtroppo io non condivido il nazional riformismo ,e l’opportunismo,non ho la pretesa di compiacere a nessuno ,in quanto non devo fare il politico, e neppure il sindacalista,ho maturato una coscienza materialista , e dedichero tutte le mie energie per combattere, e abbattere il capitalismo sia i fabbrica che fuori ,con chi ci sta , diversamente il capitale al di la di chi lo rappresenta,che sia Chavez ,Bersani,Obama,ecc..ecc.. dominera ancora con la sua dittatura.

  • nigel

    Il redditometro e’ stato criticato anche da Forte che lo ideo’ in modo alquanto diverso. L’unico commento che si può fare e’ : LA FOLLIA SEMBRA ESSERE AL POTERE, C’È NE RICORDEREMO IN SEDE ELETTORALE

  • Ercole

    non e follia ,si chiama scemenza scientifica e calcolata……..

  • nigel

    Apprezzo tutti coloro che credono in quello che dicono, anche se questo non significa necessariamente condividere il loro pensiero. Credo nel dialogo e nel ragionamento, per ciò ti chiedo: 1) non credi che sia alquanto difficile tradurre in pratica le tue idee che , scusami, a volte possono sembrare deliranti? 2) chi ti legge puo’ pensare (erroneamente) che sei un insurrezionalista. Sai che tutti i Blog sono controllati?

  • Ercole

    1 )hai ragione dire che e difficile significa che da fare c’e molto,io sono ponderato,solo i pazzi sono deliranti! 2)in ogni epoca storica tutti coloro che hanno lottato, e anche perso la vita ,per mettere fine alla loro sottomissione sono stati perseguitati ed etichettati dalla classe dominante come: eretici, briganti ,terroristi ,insurrezionalisti ,ecc..ecc..dipende da che parte ti poni! 3)io sono un combattente,sono gia conosciuto dalla digos,e non ho paura del mio avversario di classe ,a costo della vita o della galera e questo che distingue un rivoluzionario ,da un riformista borghese. P.S. Quando muore uno schiavo perde la pena della vita, quando muore un oppressore perde la gioia della vita :Spartacus….

  • Nauseato

    Un paio di anni fa salta fuori un piccolo, minuscolo, insignificante errore nei documenti catastali relativi a un immobile. Un numero anziché essere 7 come avrebbe dovuto essere, risultava essere 5.
    Vado al Catasto dove si scopre non senza difficoltà, che quell’errore era originato dall’atto notarile risalente al 1949. Chi aveva sbagliato era stato il notaio di allora.

    La cosa non si fermava ovviamente qui, perché c’era stata di mezzo una successione e quindi l’Agenzia delle Entrate.
    Per farla breve: per correggere nell’atto di successione quel 5 in modo che risultasse 7, occorreva sborsare la bellezza di 500€ … soltanto di bolli, diritti, sopradiritti e bla bla. Non erano neppure sanzioni (e non lo erano grazie a non ricordo più quale motivo, ma ci sarebbe pure stato il rischio di aggiungere delle sanzioni) erano solo un accumulo di varie spese amministrative.
    Per cambiare un 5 con un 7.

    Poi c’è che si stupisce e si indigna perché gli italiani vedono lo “Stato” come un nemico dal quale difendersi. Davvero inspiegabile. Non ci arrivano che è lo “Stato” italiano a inimicarsi in tutti i modi i suoi sudditi.

  • Jor-el

    Ben detto. Molti dei moderni “anticapitalisti” che ritengono il comunismo un ricordo del passato non hanno mai visto un poliziotto da vicino, figuriamoci essere interrogati senza avvocato nè testimoni a 16 anni, in galera a venti, con tutto il codazzo di denunce, processi, persecuzioni varie. Insomma, niente di particolarmente eroico, la vita normale di un rivoluzionario.

  • Jor-el

    L’attacco alle condizioni di vita della classe media continua. E non si fermerà, hanno appena cominciato.