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SI CHIAMAVA REDDITO MINIMO GARANTITO E NON PRODUSSE ALTRO RISULTATO CHE UN DISASTRO SOCIALE

DI PIETRANGELO BUTTAFUOCO
ilfoglio.it

Per i cosiddetti Cinque stelle, cioè i deputati al seguito di Beppe Grillo, si dovrà procedere ai tagli, e pare che le spese superflue siano quelle che riguardano le Forze armate, dopo di che si dovrà far pagare l’Imu alla chiesa e, infine, procedere a quella che senza dubbio è una pensata tra le più assurde in tema di demagogia: “Seicento euro di reddito minimo a tutti”. Una cosa così ci fu in Sicilia qualche tempo fa. Si chiamava “reddito minimo garantito” e non produsse altro risultato che un disastro sociale. Fu come legare un cadavere a un uomo vivo. Chi aveva un lavoro si licenziava per campare con quello e con la pensione dei nonni. Prendendo quei soldi, poi, qualcun altro, arrotondava con lavoretti in nero facendo così morire ditte, negozi, piccole società e imprese di ogni genere.

Da allora in poi, in quella terra che è sempre fanalino di coda dell’economia nazionale, non s’è vista più luce. Praticamente, la decomposizione. L’assegnazione del Rmg era comunque competenza degli amministratori che se ne avvantaggiavano nell’allargare le clientele. A fine mese, davanti al Banco di Sicilia, si formavano file di simpatici sfaccendati pronte poi a riversarsi nei tanti bar dove consumare birra e gazzosa.

Non potrò mai scordare la faccia del cassiere dell’agenzia di Leonforte quando, trovandosi davanti una bella signora in pelliccia, non ebbe neppure il tempo di chiederle “deve fare un versamento?” che si sentì dire, non senza sorriso: “Sono venuta per il reddito minimo garantito. Mi spetta. E’ mio diritto”.

Pietrangelo Buttafuoco
Fonte: www.ilfoglio.it
Link: http://www.ilfoglio.it/riempitivo/494
9.11.2013

Pubblicato da Davide

  • eresiarca

    Ha ragione Buttafuoco. Certo, lui parla dal pulpito di chi comunque un lavoro ce l’ha (tra Teatro Stabile di Catania, Panorama, Il Foglio ecc.), e comunque è uno che vale molto più di altri. Ma la soluzione al problema lavoro non è il RMG: è creare le condizioni per un lavoro dignitoso (tempo, condizioni, stipendio) per tutti.

  • Hamelin

    Il reddito garantito è la cosa piu’ antieconomica che si possa fare .
    Distrugge il tessuto economico industriale.
    Una proposta saggia sarebbe creare il lavoro minimo garantito.

  • zoster50

    Non c’è male, vedo che siete indottrinati bene.
    Chi divrebbe crearla l’occupazione?
    Solo lo stato può innescare il volano della ripresa, immettendo liquidità nel sistema.
    Il sistema economico attuale, nel quale i ricchi sono sempre più ricchi, ha creato il disastro che è sotto i nostri occhi.
    Bisogna dare i soldi a chi non ce li ha, perché costoro li rimettono subito in circolo e ridanno sprint all’economia, mentre i moralismi da benpensanti ci fanno regredire economicamente e socialmente.

  • vic

    L’idea di introdurre un salario minimo per ogni lavoratore e’ sul punto di essere attuata nel canton Neuchatel, nella Svizzera francese. La proposta prevede un salario di 3600 sFr/mese, se si prestano 42 ore lavorative/settimana. In pratica 2-3mila persone si vedrebbero aumentare lo stipendio.

    Sara’ interessante vedere l’impatto sul mondo del lavoro in nero.

    Comunque sia la vera questione da risolvere e’: come e quanto ridistribuire a tutti dei guadagni realizzati con il lavoro delle macchine.

  • Maxim

    Sbaglio o il Foglio ha pochi lettori ?
    Mi pare inoltre di aver letto che questo giornale vive con i contributi statali .
    Un giornale che in gran parte tira avanti con il sussidio statale si dice contrario ai sussidi per i cittadini ?

    http://www.linkiesta.it/contributi-diretti-editoria

  • Maxim

    Bisogna dare lavoro , lavoro retribuito ovviamente .
    Nessuno deve essere pagato per fare nulla .

  • Hamelin

    Una redistribuzione equa della ricchezza come quella che tu auspichi ( e che auspico pure io ma non verrà fatta mai ) è una cosa ben differente dal reddito minimo di cittadinanza.
    Lo sprint all ‘economia con il reddito di cittadinanza dura un lampo.
    Con la distruzione del tessuto industriale che provocherebbe ben presto ci sarebbe la fuga delle industrie e dei capitali , lasciando la popolazione in balia alle importazioni estere e a debiti stratosferici.

  • roz

    Genio…. c’è in tutta europa praticamente, con vari nomi. E le economie se sono distrutte non è certo per quello.

  • iVi

    Quindi nei paesi dove c è il reddito minimo garantito la gente si licenzia? A me non sembra. Qualche milione, qualche decina di milioni, comunque il movivento 5***** li vuole trovare levandoli ai giornali………sarà per questo che molti giornalisti sono un po preoccupati?

  • Truman

    L’esempio di Buttafuoco è un caso abbastanza particolare, ma rende l’idea che dove l’economia reale è soprattutto in nero il reddito minimo funziona male. Va meglio nel nord Europa, dove le tasse le pagano quasi tutti.

    Però l’Italia non è la Sicilia ed il reddito minimo serve anche a far esplodere le contraddizioni del sistema.

    Insomma con le dovute precauzioni il reddito minimo potrebbe avere utilità, tenendo però presente che è poco più di un palliativo.

  • BIGIGO

    Sono assolutamente d’accordo, il reddito minimo garantito si sposa con:
    voto di scambio….. comunismo sovietico (la parte peggiore)….. maggiore dipendenza verso il potere centrale….. accettazione di qualsiasi imposizione pur di mantenerlo…… apiattimento della volontà dei Giovani che oggi piuttosto emigrano per trovare sbocchi e col r.m.g. sarebbero portati ad accontentarsi….
    Molto meglio lavorare TUTTI di meno con stipendio pieno, ed in effetti, oggi con la tecnologia che abbiamo sviluppato negli ultimi 40 anni, ognuno dovrebbe lavorare un decimo di 40 anni fa per ottenere lo stesso risultato prodotto, ed è per questo che non ci sono più 8 ore di lavoro per tutti.
    40 anni fà dicevano che il progresso avrebbe reso libero l’Uomo dal lavoro, ed in effetti ci siamo, oggi in termini produttivi per fare ciò che occorre alla società sarebbe sufficente lavorare 1-2 ore al giorno (1-2 giorni a settimana) e non farci mancare nulla.
    IL PROBLEMA NON E’ PIU LAVORO……… NON CHIEDIAMO PIU LAVORO !!!
    IL PROBLEMA E’ NELLA REDISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA PRODOTTA…. SU QUESTO BISOGNA CONCENTRARSI SE NON SI VORRA’ ARRIVARE AD UN COLLASSO DEL SISTEMA, e non pensiate che chi la ricchezza la detiene abbia voglia di discutere di questo….
    Quindi continuate pure a parlare stupidamente della necessità di lavoro !!!

  • BIGIGO

    l reddito minimo garantito si sposa con: voto di scambio….. comunismo sovietico (la parte peggiore)….. maggiore dipendenza verso il potere centrale….. accettazione di qualsiasi imposizione pur di mantenerlo…… apiattimento della volontà dei Giovani che oggi piuttosto emigrano per trovare sbocchi e col r.m.g. sarebbero portati ad accontentarsi…. Molto meglio lavorare TUTTI di meno con stipendio pieno, ed in effetti, oggi con la tecnologia che abbiamo sviluppato negli ultimi 40 anni, ognuno dovrebbe lavorare un decimo di 40 anni fa per ottenere lo stesso risultato prodotto, ed è per questo che non ci sono più 8 ore di lavoro per tutti. 40 anni fà dicevano che il progresso avrebbe reso libero l’Uomo dal lavoro, ed in effetti ci siamo, oggi in termini produttivi per fare ciò che occorre alla società sarebbe sufficente lavorare 1-2 ore al giorno (1-2 giorni a settimana) e non farci mancare nulla. IL PROBLEMA NON E’ PIU LAVORO……… NON CHIEDIAMO PIU LAVORO !!! IL PROBLEMA E’ NELLA REDISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA PRODOTTA…. SU QUESTO BISOGNA CONCENTRARSI SE NON SI VORRA’ ARRIVARE AD UN COLLASSO DEL SISTEMA, e non pensiate che chi la ricchezza la detiene abbia voglia di discutere di questo…. Quindi continuate pure a parlare stupidamente della necessità di lavoro !!!

  • BIGIGO

    finalmente ragionamenti saggi sul tema !!!

  • BIGIGO

    finalmente ragionamenti saggi sul tema !!!

  • BIGIGO

    ragionaiamo sul tema del REDDITO MINIMO GARANTITO se no è solo aria fritta !!!

  • alberthammer

    Comunque sia la vera questione da risolvere e’: come e quanto ridistribuire a tutti dei guadagni realizzati con il lavoro delle macchine.

    esatto. Il RDC si farà perché è nella realtà delle cose. Certo questa pletora di intellettuali è fossilizzata sul passato e non riescono a concepire quello che si andrà determinando negli anni a venire. complimenti per il commento

  • Primadellesabbie

    Non smetterò mai di meravigliarmi per quanti supporter abbia questo sistema. Ogni volta che si profila la possibilità di soccorrere l’uomo in quanto tale, in un frangente che puzza drammaticamente di scandalo, si fanno avanti legioni di moral-efficientisti, alzano la paletta e intimano l’altolá in nome di tutto quello che loro, e solo loro, hanno capito.

    Hai un problema assillante e vedi finalmente una via d’uscita? Sbagliato! Ti insegno io come devi fare, tu, facendo a modo tuo, ti faresti del male. E poi, di regola: non vorrai aiutare i profittatori o sei anche tu uno di questi?

    E non c’é spazio fisico o esistenziale che ne sia franco. Non hanno mai provato a costruirsi un posto e stare tra di loro, eppure sarebbe una verifica pragmatica doverosa, che si meriterebbero.

    E se fate loro rilevare le contraddizioni (relative ai loro dogmi salvifici) in cui sono immersi, fanno finta di non capire e aprono l’enciclopedia delle scuse tuttofare.

    Quando si fa il bilancio dei misfatti dell’era industriale non si dimentichi che ha prodotto anche, in abbondanza, questa mentalità.

  • BIGIGO

    Bisogna troivare un modo di detassare le prime 3-4 ore di lavoro giornaliero e fare in modo che tale vantaggio rimanga nelle tasche dei lavoratori che potrebbero così lavorare part time con uno stipendio pieno. Poi tassare un po di + le ore straordinarie in modo che le aziende siano incentivate ad usare solo contratti part time (pieno stipendio). Ci sarebbe piena occupazione e le persone avrebbero molto tempo libero per far circolare l’economia locale e nazionale. Per quanto riguarda il lavoro nero, sarebbe di molto disincentivato pochè fra l’uso di un lavoratore in nero ed uno part time a bassissimo impatto fiscale le aziende preferirebbero regolarizzare tutti a basso costo.

  • BIGIGO

    non conosco quei paesi, se no ci andrei… me ne dici qualcuno ?

  • BIGIGO

    Soccorrere l’Uomo è sacrosanto … oggi più che mai.
    La questione è sul come ! mi è capitato troppo spesso di incontrare soccorritori interessati a secondi fini e la nostra storia ne è piena.
    Basti pensare alla emancipazione delle Donne, che prima erano Casalinghe e madri ed ora sono lavoratrici + casalinghe + madri…. CHE BELLA CONQUISTA … in questo caso nessuno pensò al COME liberare le Donne e così si sono trovate costrette il doppio !!! Nessuno pensò di retribuire le Casalinghe e Madri in quanto lavoro più che utile e solo dopo dare a loro la parità di scelta del lavoro. Sia Uomini che Donne avrebbero dovuto poter scegliere fra lavorare per la famiglia oppure fuori ma comunque retribuiti.

    Soccorriamo l’Uomo ma attenzione a non porgergli un bicchiere d’acqua se sta annegando !!!!

  • Vetter

    Foglio? Bastava un post-it per appuntare questa stronzata. Non si puo considerare neanche un opinione tant’è priva di argomentazione. Ma veramente chi pubblica commenti personali di tre righe è considerato giornalista?

  • Penta

    Ricordo, a supporto, il piano “Jefe de hogar” in Argentina

  • cavalierenero

    tra i misfatti della rivoluzione industriale?
    ahh si
    non si lavorava dall’alba al tramonto nei campi
    con l’aratro e i buoi
    per non riuscire neache a sfamare la propria famiglia.
    che bella vita ci siamo persi.

  • Aloisio

    vai pure nel paese che ti aggrada , la lista è questa

    http://www.globalproject.info/public/resources/pdf/mappa_europea_reddito.pdf

  • Primadellesabbie

    Un argomento per volta. Il femminismo alla prossima puntata.

    Qui si tratta di un singolare provvedimento di “soccorso”, in quanto si tratta di restituire a chi si é trovato scoperto, una parte di ciò che gli spetta nel quadro del progetto generale.

    Qualsiasi valutazione a riguardo di meriti, mancanza di buona volontà, pellicce, e altre prodotti di indagine moralistica costituisce esercizio di futilità. Ogni comunità umana é costituita da quote di ogni tipo di tendenza, e deve scegliere se prendersi la responsabilità di sopprimere quelle che ad alcuni non piacciono o semplicemente tenerne conto e chiuderla lì.

    Se la tendenza prevalente risulta essere di fuga dal lavoro, la soluzione si deve cercare nel rendere il lavoro appagante, non nell’affamare le persone per costringerle a lavorare.

    Lo sfruttamento dell’essere umano (istruito, mediamente istruito o completamente impreparato) é condannato da tutte le tradizioni che ci appartengono. Se, in deroga a questo principio, con qualche equilibrismo dottrinario e conciliare, si é costruita la situazione in cui viviamo nessuno ha titolo per affermare principi insostenibili ed eterodossi.

    Di persone che corrono in soccorso di chi organizza inferni (a fin di bene, s’intende!) se ne trova sempre in abbondanza

    Mi scuso per la schiettezza.

  • pantos

    peccato che proprio Bagnai, uno dei più importanti economisti europei, abbia proprio detto il contrario. il reddito di cittadinanza esiste in quasi tutta europa.
    così quando la finiremo di scrivere stronzate a spese dello stato, il fascistissimo buttafango potrà emigrare e continuare a fare il peso per la società all’estero, se lo fanno entrare.

    è normale che il rmg debba essere regolamentato altrimenti si finisce come in venezuela con uomini che spariscono il giovedi sera e ricompaiono il martedi mattina, dopo giorni di sollazzo e bevazzo.

    ad esempio, se si rifiutano fino a 2 lavori offerti tramite collocamento il rmg cessa.

  • Truman

    Dice pantos “il reddito di cittadinanza esiste in quasi tutta europa“.

    Per esercizio ho preso l’elenco degli stati della Comunità europea, sono 28, dice wikipedia, ed ho segnato con un asterisco quelli segnalati da Aloisio: http://www.globalproject.info/public/resources/pdf/mappa_europea_reddito.pdf.

    * Austria,
    * Belgio,
    Bulgaria,
    Cipro,
    Croazia,
    Danimarca,
    Estonia,
    Finlandia,
    * Francia,
    * Germania,
    Grecia,
    Irlanda,
    Italia,
    Lettonia,
    Lituania,
    * Lussemburgo,
    Malta,
    * Paesi Bassi,
    Polonia,
    Portogallo,
    * Regno Unito,
    Rep. Ceca,
    Romania,
    Slovacchia,
    Slovenia,
    Spagna,
    Svezia.
    Ungheria

    A me vengono 7 con l’asterisco e 21 senza, ma lascio l’elenco a disposizione dei lettori.

  • AlbertoConti

    …demagogia: “Seicento euro di reddito minimo a tutti”. Certo, è la demagogia del dare notizie false (e ovviamente tendenziose), e come si vede nei primi commenti funziona sempre! Tanto per cominciare nella proposta M5S viene definita soglia di povertà quella cifra per una famiglia individuale, che scende a 500 € per una famiglia di due persone, a 443 € con tre persone, 407 con quattro componenti, 380 € con 5 in famiglia, ecc. E il famoso reddito è solo a copertura della differenza di reddito medio del nucleo familiare rispetto a tali cifre. La copertura del progetto è ben poca cosa, ad es. se paragonata alla proposta renziana di mettere 100 € in più in busta paga a tutti i lavoratori riducendo il cuneo fiscale. Ma soprattutto sono soldi spesi bene, che si traducono immediatamente in consumi rientrando in circolo con funzione antirecessiva, a differenza del rigor-mortis montiano e lettiano. E’ incredibile come si ragioni facilmente col c..o al posto della testa ogni volta che si parla di dignità umana e rilancio del Paese. Certo i furbi tenteranno di approfittarne, ragione e occasione in più per intervenire sull’evasione fiscale.

  • guru2012

    Per come la vedo io, il reddito di cittadinanza non deve essere un “aiuto” ai bisognosi, ma un diritto acquisito alla nascita. Leggo troppi commenti di gente che non si è ancora accorta dei cambiamenti avvenuti nella società e parla di lavoro come di un valore in sé. Da che mondo è mondo il LAVORO è stata l’arma di sfruttamento dei popoli in mano ai potenti di turno e la vera sfida, oggi, è quella di affrancarsi dal lavoro per acquisire il diritto alla “vita” indipendentemente dalle capacità produttive di ognuno. Poi quelli bravi, come Bigico, potranno fare tutti i lavori che vogliono per avere accesso a BENI che il solo reddito di cittadinanza non potrebbe garantire.

  • giop

    Il reddito di cittadinanza è una misura tampone, una soluzione di emergenza.

    Il finanziamento pubblico all’editoria invece è come il diamante, per sempre, VERO BUTTAFUOCO?

  • paolodegregorio

    C’era bisogno di porre in vetrina questa opinione, mentre articoli interessanti trovano spazio solo nel forum?
    Quanto alla necessità di un reddito di CITTADINANZA vedremo in futuro quanto diventerà fondamentale per la sopravvivenza di milioni di persone, perchè anche se l’economia supererà la crisi attuale ciò non avrà effetti sulla occupazione se non minimi, il lavoro delocalizzato, effetto della globalizzazione, non tornerà indietro.

  • NerOscuro

    La rivoluzione industriale è stata fatta dalle macchine, così come quella verde, cioè dalle scoperte tecnologiche e scientifiche che hanno sostenuto quell’aumento di produttività. Lo spirito capitalistico non ha inventato quelle macchine e non ha nulla a che vedere con il miglioramento delle condizioni di vita, anzi. Leggiti Dickens e i suoi scritti sulla appena nata rivoluzione industriale e del suo impatto sulla Londra dei tempi per farti un’idea delle condizioni di vita e lavorative della gente.

  • yiliek

    Di lavoro dello schiavo non manca, oggi viene anche retribuito

  • NerOscuro

    Da quell’elenco manca la Norvegia e c’è da aggiungere la Svezia, la Finlandia e l’Irlanda.
    http://www.ilpost.it/2013/03/10/reddito-minimo-garantito-reddito-di-cittadinanza/
    http://temi.repubblica.it/micromega-online/il-reddito-minimo-garantito-tutto-quello-che-non-si-e-mai-detto/
    Anche senza di questi Paesi, con Germania, Francia e Gran Bretagna hai 260milioni di persone coperte da questa forma di sostegno minimo. Ma vuoi mettere Cipro, Bulgaria, Lituania, Rep. Ceca, Romania, Croazia messi insieme? Non scherziamo.

  • Truman

    Elenco aggiornato (solo Comunità europea, oltre 500 milioni di abitanti, la Norvegia è fuori):

    * Austria,
    * Belgio,
    Bulgaria,
    Cipro,
    Croazia,
    Danimarca,
    Estonia,
    * Finlandia,
    * Francia,
    * Germania,
    Grecia,
    * Irlanda,
    Italia,
    Lettonia,
    Lituania,
    * Lussemburgo,
    Malta,
    * Paesi Bassi,
    Polonia,
    Portogallo,
    * Regno Unito,
    Rep. Ceca,
    Romania,
    Slovacchia,
    Slovenia,
    Spagna,
    *Svezia.
    Ungheria

  • Truman

    (Sostituisco post non formattato di Eshin)
    Reddito di cittadinanza, il modello sociale europeo che l’Italia ignora

    di Giovanni Perazzoli

    La trasmissione [www.serviziopubblico.it] sullo stato sociale di Michele Santoro è stata un’altra occasione persa per parlare dello stato sociale.
    Per me che vivo in Olanda appare assolutamente incomprensibile che non si ponga in Italia alcuna attenzione ai sussidi di disoccupazione europei.

    I giornali parlano di un “modello tedesco” che è frutto più di fantasia che di realtà. Tanto più, allora, perché non informare l’opinione pubblica italiana che in Germania (come in tutta Europa) non sono, attenzione, coloro che sono stati licenziati ad avere dallo stato l’affitto dell’alloggio e un sussidio illimitato, ma tutte le persone maggiorenni disoccupate, indipendentemente dal fatto che abbiamo o meno mai lavorato? Il sussidio termina, in mancanza di un’occupazione, con la pensione. Non è assolutamente vero quello che scrivono i giornali italiani che sia a tempo determinato. Confondono per ignoranza o in modo intenzionale l’indennità di disoccupazione e il sussidio di disoccupazione.

    Come si fa a ignorare in Italia un aspetto così importante della vita di ogni cittadino europeo? Non me ne capacito. In Italia non si sa neanche che chi in Europa (Francia, Germania, Gran Bretagna e non solo Danimarca, Svezia…) non guadagna abbastanza ottiene un’integrazione del reddito, e anche chi lavora part time ottiene un’integrazione del reddito. Poi si scopre che in Italia il reddito medio è da miseria. E tutti si sorprendono. Ma veramente in Italia si ignora l’abc dello stato sociale? Mi pare strano da credere.

    L’esistenza di quello che di fatto è un reddito di cittadinanza in Europa spiega molte cose che in Italia vengono riproposte, lasciatemi dire, in modo del tutto assurdo. Spiega la flessibilità europea (peraltro di gran lunga minore che in Italia), spiega l’assenza di lavoro nero, spiega l’assenza delle massicce raccomandazioni, spiega anche il fatto che le persone competenti occupino in genere il posto che compete loro (mentre così non è in Italia). Non capisco perché nonostante l’Europa raccomandi dal lontano 1992 all’Italia di introdurre un reddito di cittadinanza questo non succede neanche con la crisi. E soprattutto è incomprensibile che a sinistra nessuno ne parli chiaramente. A chi giova? Evidentemente a qualcuno gioverà.

    Certo non giova agli operai che si danno fuoco, alle famiglie che resteranno senza un reddito, e senza una casa di cui Santoro mostra ogni volta il dramma. Ma senza mostrare le soluzioni che in altri paesi hanno adottato da decenni, la denuncia mi pare parziale e anche un po’ ambigua. Non mi pare che sia uno scoop scoprire quello che per diversi milioni di persone è assolutamente normale. La Francia è stata l’ultimo paese in Europa ad adottare una forma di sussidio che di fatto è un reddito di cittadinanza ben venti anni fa. La rivista “Esprit” dedicò un numero speciale all’evento. Possibile che in Italia nessuno ne sappia nulla?

    Le persone giudicano per paragoni e confronti. Se il confronto con gli altri paesi viene loro negato non ci si può lamentare che non cambi nulla. La primavera araba è iniziata con la possibilità di guardare con la televisione e con internet fuori del recinto nazionale. Lo stesso avvenne nei paesi dell’Est.

    Forse non si vuole la democrazia europea e si guarda ad altro? In ogni caso, per scegliere bisognerebbe conoscere. Sapere che un’altra società non solo è possibile, ma già esiste da diversi decenni, impegnerebbe diversamente le forze politiche, e i sindacati. Questo sarebbe “rivoluzionario”, e sarebbe europeo. L’unico che in Italia sta ponendo con coerenza il problema del reddito di cittadinanza sul modello europeo è Maurizio Landini; temo però sia un outsider, una scheggia impazzita del sistema.

    Ichino ha detto in trasmissione che l’indennità di disoccupazione che vorrebbe introdurre il governo Monti è di qualche mese più lunga dell’indennità di disoccupazione tedesca (12 o 18 mesi). Ma non ha spiegato bene (anche perché nessuno glielo ha chiesto) che dopo l’indennità di disoccupazione in Germania (e in tutta Europa) c’è un altro sussidio, meno “ricco”, per modo dire, ma che è illimitato (ovvero limitato solo dalla pensione e, ovviamente, da una nuova eventuale occupazione) e che copre anche l’affitto dell’alloggio. Vi pare poca cosa? Vi sembra un dettaglio trascurabile? Una donna sola e disoccupata con figli ha in Germania dallo stato più di 1800 euro mensili. Non mi fermo qui sulle cifre e sulla tipologia dei benefici che hanno le persone che non lavorano nei paesi europei e in particolare in Germania: l’ho fatto nel numero in uscita su MicroMega.

    Io mi chiedo sgomento: come è possibile dedicare un’intera trasmissione sullo stato sociale, far iniziare la Fornero con la sua proposta di riforma degli “ammortizzatori sociali”, e non parlare dei sussidi di disoccupazione che esistono in Europa? Possibile che nessuno ritenga importante ricordare che è dal 1992 che l’Europa raccomanda all’Italia di adottare il reddito di cittadinanza? Possibile che nessuno abbia notato che anche nella famosa lettera della Bce (sic!) si rinnova al governo italiano l’invito a introdurre i sussidi di disoccupazione sul modello europeo e che la stessa cosa viene ripetuta nelle famose domande di chiarimento dell’Europa?

    Una breve ricerca su internet: ecco una parte del testo della raccomandazione 92/441 CEE pubblicato anche sulla Gazzetta ufficiale. Leggo:

    Ogni lavoratore della Comunità europea ha diritto ad una protezione sociale adeguata e deve beneficiare, a prescindere dal regime e dalla dimensione dell’impresa in cui lavora, di prestazioni di sicurezza sociale ad un livello sufficiente.
    Le persone escluse dal mercato del lavoro, o perché non hanno potuto accedervi o perché non hanno potuto reinserirvisi, e che sono prive di mezzi di sostentamento devono poter beneficiare di prestazioni e di risorse sufficienti adeguate alla loro situazione personale.

    Poi leggo:

    (12) … il Parlamento europeo, nella sua risoluzione concernente la lotta contro la povertà nella Comunità europea (5), ha auspicato l’introduzione in tutti gli Stati membri di un reddito minimo garantito, inteso quale fattore d’inserimento nella società dei cittadini più poveri;

    O anche

    il Comitato economico e sociale, nel suo parere del 12 luglio 1989 in merito alla povertà (6), ha anch’esso raccomandato l’introduzione di un minimo sociale, concepito ad un tempo come rete di sicurezza per i poveri e strumento del loro reinserimento sociale

    E dunque l’Europa raccomanda a tutti gli stati membri:

    di riconoscere, nell’ambito d’un dispositivo globale e coerente di lotta all’emarginazione sociale, il diritto fondamentale della persona a risorse e a prestazioni sufficienti per vivere conformemente alla dignità umana e di adeguare di conseguenza, se e per quanto occorra, i propri sistemi di protezione sociale ai principi e agli orientamenti esposti in appresso.

    E questo significa che al reddito minimo garantito si può avere accesso

    senza limiti di durata, purché il titolare resti in possesso dei requisiti prescritti e nell’intesa che, in concreto, il diritto può essere previsto per periodi limitati, ma rinnovabili

    ( http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=CELEX:31992H0441:IT:HTML [eur-lex.europa.eu])

    In tutti i Paesi dell’Europa questo è realtà. Non in Italia, in Grecia e in Ungheria.

    Possibile che nessuno abbia capito che quello che manca in Italia è quella sicurezza economica che viene dalla rete dei sussidi che permette alle persone di cambiare lavoro con relativa tranquilli
    tà soprattutto da giovani? Un mio giovane amico olandese ha fatto un’infinità di mestieri; è stato, tra le altre cose, maestro di sci, ha aperto una scuola di windsurf, ha aperto un Hotel, poi lo ha chiuso e aperto una ditta di costruzioni. È questo che si chiama “flessibilità”, non la macelleria sociale che hanno in mente in Italia destra e sinistra.

    Possibile che non si capisca il significato di apertura del mercato e della protezione sociale? Non significa licenziare in massa la gente, significa fare in modo che i giovani possano sperimentare le loro possibilità e le loro idee in un mercato aperto e non controllato dalla corporazioni e dalle varie rendite (vera potenza italiana). È per questo che l’Europa chiede le liberalizzazioni, non certo per perseguitare i tassisti (una delle cose, non so se più ridicole o drammatiche, è stata la farsa sui tassisti, come se da loro dipendesse lo spread. Magari si voleva solo alzare un gran polverone e mandare tutto il resto in caciara?).

    Liberalizzare significa aprire l’accesso alle professioni senza doversi fare un tessera di partito, pagare tangenti, essere parte di un sistema di potere, di una lobby famigliare, politica, religiosa ecc. Significa che in Italia uno che vuole fare il giornalista o il notaio non debba essere figlio di un giornalista o di un notaio, significa che se vuole aprire un negozio si viene aiutati (come avviene in tutta Europa) e non ostacolati. È così difficile da capire? Aprire il mercato significa andare un po’ a vedere come si fa carriera nella televisione di stato, alla Rai. Significa andare a vedere quanti sono i figli di papà dentro le università. Magari dei papà “riformisti”. Ma veramente nessuno capisce che una cosa è la precarietà con la certezza del reddito e dell’alloggio, e un’altra è la precarietà con il niente?
    Ho capito che il reddito minimo garantito è come un punto archimedeo: sembra piccolo, ma in realtà è il punto d’appoggio di due concezioni della società completamente diverse.

    http://temi.repubblica.it/micromega-online/reddito-di-cittadinanza-il-modello-sociale-europeo-che-l%E2%80%99italia-ignora/

  • RicardoDenner

    Ma quale reddito garantito..con gli affitti alle stelle il reddito va tutto a pagarsi l’alloggio e siamo alla fame più totale..

    Ci vuole le casa garantita a buon prezzo..e part time obbligatorio per tutti..
    Così tutti hanno un lavoro..si può vivere senza scialare e quindi siamo in linea con lo sviluppo sostenibile e in più avremo tempo libero da dedicare ai corsi di samba .. di pesca alla mosca..o di filosofia indù..
    Insomma..la soluzione è facile..basta ridurre l’avidità di qualcuno per sistemare tutti..

  • Primadellesabbie

    NerOscuro, per dare seguito al tuo suggerimento sarebbe molto adatta una “storia della medicina”, centrata sul periodo della rivoluzione industriale, ma temo che non ne abbiano tradotte.

    D’altronde se uno non vede é tutto inutile. Solo non capisco perché non abbiano mai sentito il bisogno, anche morale, di andare in un posto tutto per loro. Invece, quando i Padri Pellegrini e tutte le altre ondate di fuggiaschi sognatori sono andate nei nuovi mondi, si sono precipitati al seguito e non si sono dati pace finché non hanno combinato una bella guerra, detta, molto impropriamente Civile, per dare un taglio a qualsiasi ulteriore sogno.

  • vraie

    Buttafuoco ha solo dimenticato di precisare che il RMG è l’unico responsabile della nascita di tutto il sistema mafioso

  • BIGIGO

    Ti ringrazio per la schiettezza, è una di quelle Qualità carente oggi nelle persone.

    Non faccio nessuna questione morale e nessun giudizio, anzi, ritengo che ad ogni persona debba essere data la possibilità di sopravvivere ed anche che dovrebbe esserci una REALE pari opportunità fra le persone che vengono al mondo.

    Perciò trovo persino assurdo che esista l’eredità di parentela per cui la prima grande disparità nasce dal fatto che alcuni hanno la fortuna di nascere da ricche famiglie mentre altri da povere ed indigenti, sono dell’idea che una buona parte della eredità dovrebbe essere redistribuita a tutti i nuovi nati.

    Quello che mi preoccupa del reddito minimo garantito l’ho scritto in diversi post successivi, ed in sintesi è la dipendenza che crea verso il potere che lo eroga. Ad esempio se il 30% della nazione riceve tale reddito e se veniamo messi di fronte al fatto che per poter mantenere questo reddito dobbiamo entrare in un meccanismo economico sconveniente alla nazione oppure in un nuovo ordine mondiale, come pensi che voterebbe quel 30% ???
    Capisco il “soccorso” e l’emergenza di cui parli, vivo anche io quì, ma so anche che chi ci domina si muove per progetti a medio lungo termine e il reddito minimo potrebbe essere un tassello per modificare l’assetto delle società in modo da renderle servili alle prossime grandi scelte.
    Non sono contro a priori al reddito garantito ma ritengo che possa cambiare sostanzialmente la società in cui viviamo, quindi pensiamoci.

  • ilsanto

    Per me un cittadino deve avere il diritto a mangiare così come come c’è il diritto alla salute anzi a maggior ragione visto che se non mangi è difficile che ti conservi in salute o no ? ed allora a chi vigliaccamente nega il diritto di mangiare a chi è disoccupato chiedo se pensa che sia anche da eliminare la sanità pubblica e lasciarli morire sotto un ponte tanto sono solo dei lazzaroni improduttivi, che Dio ci aiuti.

  • BIGIGO

    Se i bravi sono quelli che lavorano di + allora io non lo sono.
    Ritengo il lavoro una schiavitù, a maggior ragione oggi che le macchine fanno gran parte del lavoro degli uomini. Per questo lavoro il meno possibile, quanto basta alla sopravvivenza, perche credo che la ricchezza sia nel tempo che hai a disposizione per prenderti cura di te.

    Per questo sono d’accordo con tutto quello che hai scritto ed aggiungo anche che la eredità dei beni non dovrebbe esistere se non in minima parte ma per gran parte dovrebbe essere redistribuita a tutti in modo che alla nascita tutti abbiano le stesse possibilità (un terreno, una casa, ecc. GARANTITI)

    Rimango però dubbioso sul reddito garantito perchè temo che possa diventare uno strumento per alienare gran parte della società al volere di pochi, per dipendenza. Dato che la mancanza di lavoro dipende in gran parte dal fatto che oggi, rispetto a 40 anni fà, le macchine fanno gran parte del lavoro, sarebbe più dignitoso garantire il lavoro a tutti riducendolo a 4 ore al giorno a stipendio pieno, invece che far lavorare il 60% a ritmi insostenibili per mantenere un 40% a reddito minimo. Il rischio è che il 40% mantenuto diventi un bacino di sudditi a comando.
    In sostanza il rischio è quello di veder consolidare una società divisa fra chi lavora e chi percepisce il reddito garantito, questa divisione sarebbe totale negli intenressi fra le 2 parti e ci ritroveremo vittime del solito Dividi et impera che i potenti usano ormai senza che ne riusciamo a difenderci.

  • BIGIGO

    semplice e chiaro, grazie

  • Georgejefferson

    Mmm,insomma,il paradiso liberista.Ma tante cose non quadrano.I proprietari di casa sono una minoranza,i “meritevoli” diciamo.Poi mi piacerebbe sapere come starebbero le cose in mancanza di svalutazione che l’euro da ai paesi “core”.Poi mi piacerebbe sapere come mai all’Italia brutta e corporativa del lavoro nero si “consiglia” il RdC da una parte,e la si “obbliga” a non sforare parametri ideologici di isteria da deficit,gli si toglie quel poco di sovranita’ che aveva per inseguire “il libero commercio”,ma si tace sul crescere geometrico degli interessi che accentrano sempre piu ricchezze in mano a pochi privati,pero “meritevoli”.Si chiudono 3 occhi nei parametri ad altri messi come noi,e si drizzano le orecchie quando si sussurra che cosi non si va avanti.Il lavoro nero brutto in Italia,ma legalizzato (istituzionalizzato come disse BiniSmaghi) e bello in Germania.La corruzione “corporativa” brutta nostra,ma bella quella estera,specie quando non ne sai nulla dai media perche non la mostrano.L’evasione piccola brutta,ma bella quella grande perche “istituzionalizzata”(vedi colossi Google/Bosch/Microsoft)…Insomma,non quadra molto la retorica.Specia per l’Italia.Il grande e’ bello e’ il dogma del nuovo millennio,piu grande e’,piu si allontana la pressione popolare di lotta di classe.E l’Italia,brutta e cattiva,e’ ancora la 4 manufatturiera al mondo,nonostante tutto quello che ci hanno fatto,fatta di circa 4.500.000 di micro aziende piccole e medie.Una spina nel fianco,per le grandi distribuzioni,e un modello da diatruggere.Come da ultima ordinanza dei Savi.

  • ilsanto

    E’ giusto che tutti possano dire la loro anche buttafuoco che apprendo essere un ex MSI. Quello che mi fà specie è che è perfettamente in sintonia con FASSINA del PD. Ora a prescindere dall’aspetto umano che MAI dovrebbe essere dimenticato, anche l’aspetto sociale del discorso è una stupidaggine vi invito a leggere il commento di truman che riporta il discorso di un Olandese in merito non avendo molto da aggiungere.
    Penso solo che l’economista del PD non può dire che non ci sono i soldi ridicolizzando M5S no non quando si spendono 12 MLD x gli F35, no quando dal 1956 stiamo aspettando che si chiudano gli enti inutili che una stima prudenziale indica ad un costo di 10 MLD/anno, no quando la corte dei conti indica in 60 MLD/anno le tangenti pagate, no quando solo limitando a 3000 euro/mese le pensioni d’oro ( frutto di leggi ad hoc ) si risparmierebbero 11 MLD/anno, no quando esiste un senato che non ha più senso, no finchè ci sono più auto blu che negli USA, no finchè ci sono comuni sotto i 10.000 abitanti, no finchè ci sono 7200 partecipate statali con altretanti consigli di amministrazione, no finchè tutti gli acquisti non passeranno per la centrale acquisti anzichè alimentare ovvie corrutele, no finchè la burocrazia soffocante distrugge il tessuto produttivo. Per concludere se il PD va a braccetto col MSI in che paesi viviamo ?

  • A-Zero

    Annch’io sono contrario al reddito minimo garantito. Certo mi farebbe comodo, tanto quanto la morfina in caso di canro allo stomaco. Però ti lega ancora di più allo stato, al potere, alla politica a questo sistema economico. Moralmente è una cosa schifosa, anche se comoda e per certi versi utile. malgrado la miseria lega al potere, crea ulteriore spossesamento (il quale è alal base di ulteriore sfruttamento e prostituzione), almeno però la miseria lascia aperta la porta alla rottura rivoluzionaria, alla sommossa, al’insurrezione contro tutto il mondo del dominio di cui fanno parte i suoi manutengoli alla Buttafuoco. Mentre il reddito garantito addormenta tutti e tutto.

    Perciò No al salario garantito, Si all’esproprio proeltario delle signore impellicciate.

  • A-Zero

    Faccio notare che lo stato sociale delel democrazie europee, in particolare quelle nordiche, si è basato anche sulla possibilità di accedere al sistema coloniale di approvvigionamento delle risorse da posizioni privilegiate. Storicamente hanno scaricato fuori il conflitto di classe.

  • Mattanza

    E’ il tuo un commento calzante,ma penso io a volte forse con troppo ottimismo:Se sono costretti a dare a un 40% (che non lavora)il reddito minimo,per renderli parassiti e cmnq asserviti al sistema…come sono messi?Alla frutta no?

  • Georgejefferson

    http://temi.repubblica.it/micromega-online/mini-job-welfare-tedesco-e-disinformazione-italiana/

    Anonimo ha scritto

    Nel sistema statistico tedesco risultano occupati quelli che lavorano almeno 15 ore la settimana. Con molti mini job non ci si arriva perciò la Merkel si è inventata la genialata dei lavori di pubblica utilità, pagati una miseria e svolti per un numero di ore tali da arrivare alle famose 15. Così, si è creata un’occupazione puramente statistica.Che la Germania abbia attuato politiche mercantilistiche e abbia contribuito agli squilibri europei è innegabile. Guardarsi quanto sono aumentati gli stipendi rispetto alla produttività in tutta Europa e quanto in Germania.La deflazione salariale è ed è stato il loro cavallo di Troia.

    Vladimiro Giacché ha scritto

    faccio sommessamente notare che consentire alle imprese di pagare i dipendenti 400 euro al mese e coprire con denaro pubblico le spese sociali ecc rappresenta un aiuto di Stato alle imprese stesse, che dovrebbe essere sanzionato. E lo sarebbe, in un’Europa meno strabica e germanocentrica.credo di essere piuttosto preparato sulla realtà tedesca. I mini-job hanno destrutturato il mercato del lavoro e creato qualcosa che in Germania non c’era mai stato: un mercato del lavoro precario, che si affianca all’altro e lo sostiene (nel senso che rende possibili i profitti di cui beneficiano anche i lavoratori a tempo indeterminato delle grandi imprese). In ogni caso non si può minimizzare una realtà che conta 7 milioni di lavoratori (dati di un anno fa pubblicati sullo Spiegel). Queste sono le critiche che muovono alla Germania i sindacati tedeschi e centri studi molto seri come l’IMK (Hans Böckler Stiftung). In ogni caso il dato che non può essere smentito è che la crescita della produttività in Germania di questi ultimi 10-15 anni non è stata ripartita se non in misura minima sui salari. E quindi la Germania di fatto ha praticato una politica di deflazione salariale. La cosa può non piacere ma le cose stanno precisamente così.

    Federico Salari ha scritto

    Dai commenti non capisco se Bagnai scrive cavolate come dice Perazzoli oppure no.Io propendo a dare ragione a quest’ultimo, poichè ho avuto dimostrazione diretta dellla spocchia di Bagnai, che si è messo da solo su di un piedistallo e rifiuta confronti con chi vuole semplicemente capire come stanno le cose. Se qualcuno ha elementi e dati certi per contestare la tesi di Perazzoli – e cioè che che stabilire quanto si guadagna con un mini job occorre aggiungere al salario le provvidenze dello stato sociale tedesco ( affitto, cure mediche etc., salario minimo) – lo dica direttamente, senza fare riferimento ad altri siti informatici. Grazie.Bagnai sostiene, senza dare adeguata dimostrazione, che molti dei guai nei quali si dibatte la nostra economia dipendono dalla Germania, che ha un surplus di esportazioni verso gli stati del sud, Italia compresa e che, per aiutare questi ultimi dovrebbe stimolare la domanda interna. A me questa affermazione non mi convince e non mi paice, primo perchè se questo fosse il problema agli stati del sud basterebbe diminuire le importazioni dalla Germania; secondo perchè nessuno mi ha ancora spiegato in modo convincente per quale motivo i cittadini tedeschi, per aiutare noi, dovrebbero trasformarsi da risparmiatori quali sono in consumatori dei beni prodotti dalle imprese tedesche. Che titolo abbiamo noi italiani per chiedere ai tedeschi una così rilevante modifica del loro modo di vivere ? Buon Anno a tutti. Federico Salari

    Marco Cattaneo ha scritto

    Non è questione di avere titolo per chiedere qualcosa ai tedeschi. Il problema è la moneta unica. Il paese più competitivo accumula eccedenze commerciali e invece di avere una moneta che si rivaluta, il che spinge a maggiori consumi interni, miglior tenore di vita dei suoi cittadini e maggiori importazioni (quindi traino delle economie dei vicini) li ricicla in crediti finanziari che oltre certi limiti diventano inesigibili. Giustamente Keynes a Bretton Woods spiegò (non sufficientemente ascoltato) che gli sbilanci commerciali devono essere riequilibrati tramite azioni DAI DUE LATI, non solo da quello del paese in deficit. Questa è una verità economica, anzi ragionieristica, che i vari Merkel, Monti, Unione Europea ecc. si ostinano a non capire.

    Carmine Nucho Nobile ha scritto

    Infatti è quello che dicono chi vede nella moneta unica il problema dei paesi periferici,cioè prima di tutto abbattere il vincolo del cambio fisso che obbliga i paesi con economie più deboli a fare politiche economiche deflattive,e a scaricare sul salario l’aggiustamento degli squilibri della bilancia dei pagamenti.Chi si affanna a chiedere ai Tedeschi di riequilibrare sono i sinistri europeisti italiani(come l’autore di questo articolo),che per costringerci ad accettare politiche di destra ci spacciano il sogno della grande Germania ricca e virtuosa.

  • Georgejefferson

    http://temi.repubblica.it/micromega-online/mini-job-welfare-tedesco-e-disinformazione-italiana/

    Anonimo ha scritto

    Nel sistema statistico tedesco risultano occupati quelli che lavorano almeno 15 ore la settimana. Con molti mini job non ci si arriva perciò la Merkel si è inventata la genialata dei lavori di pubblica utilità, pagati una miseria e svolti per un numero di ore tali da arrivare alle famose 15. Così, si è creata un’occupazione puramente statistica.Che la Germania abbia attuato politiche mercantilistiche e abbia contribuito agli squilibri europei è innegabile. Guardarsi quanto sono aumentati gli stipendi rispetto alla produttività in tutta Europa e quanto in Germania.La deflazione salariale è ed è stato il loro cavallo di Troia.

    Vladimiro Giacché ha scritto

    faccio sommessamente notare che consentire alle imprese di pagare i dipendenti 400 euro al mese e coprire con denaro pubblico le spese sociali ecc rappresenta un aiuto di Stato alle imprese stesse, che dovrebbe essere sanzionato. E lo sarebbe, in un’Europa meno strabica e germanocentrica.credo di essere piuttosto preparato sulla realtà tedesca. I mini-job hanno destrutturato il mercato del lavoro e creato qualcosa che in Germania non c’era mai stato: un mercato del lavoro precario, che si affianca all’altro e lo sostiene (nel senso che rende possibili i profitti di cui beneficiano anche i lavoratori a tempo indeterminato delle grandi imprese). In ogni caso non si può minimizzare una realtà che conta 7 milioni di lavoratori (dati di un anno fa pubblicati sullo Spiegel). Queste sono le critiche che muovono alla Germania i sindacati tedeschi e centri studi molto seri come l’IMK (Hans Böckler Stiftung). In ogni caso il dato che non può essere smentito è che la crescita della produttività in Germania di questi ultimi 10-15 anni non è stata ripartita se non in misura minima sui salari. E quindi la Germania di fatto ha praticato una politica di deflazione salariale. La cosa può non piacere ma le cose stanno precisamente così.

    Federico Salari ha scritto

    Dai commenti non capisco se Bagnai scrive cavolate come dice Perazzoli oppure no.Io propendo a dare ragione a quest’ultimo, poichè ho avuto dimostrazione diretta dellla spocchia di Bagnai, che si è messo da solo su di un piedistallo e rifiuta confronti con chi vuole semplicemente capire come stanno le cose. Se qualcuno ha elementi e dati certi per contestare la tesi di Perazzoli – e cioè che che stabilire quanto si guadagna con un mini job occorre aggiungere al salario le provvidenze dello stato sociale tedesco ( affitto, cure mediche etc., salario minimo) – lo dica direttamente, senza fare riferimento ad altri siti informatici. Grazie.Bagnai sostiene, senza dare adeguata dimostrazione, che molti dei guai nei quali si dibatte la nostra economia dipendono dalla Germania, che ha un surplus di esportazioni verso gli stati del sud, Italia compresa e che, per aiutare questi ultimi dovrebbe stimolare la domanda interna. A me questa affermazione non mi convince e non mi paice, primo perchè se questo fosse il problema agli stati del sud basterebbe diminuire le importazioni dalla Germania; secondo perchè nessuno mi ha ancora spiegato in modo convincente per quale motivo i cittadini tedeschi, per aiutare noi, dovrebbero trasformarsi da risparmiatori quali sono in consumatori dei beni prodotti dalle imprese tedesche. Che titolo abbiamo noi italiani per chiedere ai tedeschi una così rilevante modifica del loro modo di vivere ? Buon Anno a tutti.

    Marco Cattaneo ha scritto

    Non è questione di avere titolo per chiedere qualcosa ai tedeschi. Il problema è la moneta unica. Il paese più competitivo accumula eccedenze commerciali e invece di avere una moneta che si rivaluta, il che spinge a maggiori consumi interni, miglior tenore di vita dei suoi cittadini e maggiori importazioni (quindi traino delle economie dei vicini) li ricicla in crediti finanziari che oltre certi limiti diventano inesigibili. Giustamente Keynes a Bretton Woods spiegò (non sufficientemente ascoltato) che gli sbilanci commerciali devono essere riequilibrati tramite azioni DAI DUE LATI, non solo da quello del paese in deficit. Questa è una verità economica, anzi ragionieristica, che i vari Merkel, Monti, Unione Europea ecc. si ostinano a non capire.

    Carmine Nucho Nobile ha scritto

    Infatti è quello che dicono chi vede nella moneta unica il problema dei paesi periferici,cioè prima di tutto abbattere il vincolo del cambio fisso che obbliga i paesi con economie più deboli a fare politiche economiche deflattive,e a scaricare sul salario l’aggiustamento degli squilibri della bilancia dei pagamenti.Chi si affanna a chiedere ai Tedeschi di riequilibrare sono i sinistri europeisti italiani(come l’autore di questo articolo),che per costringerci ad accettare politiche di destra ci spacciano il sogno della grande Germania ricca e virtuosa.

  • grillone

    hai ragione; in questa società, il reddito di cittadinanza produrrebbe disastri; ma la vera questione è cambiare le nostra società! cioè, vivere in un paese meno ince3ntrato sul lavoro, il consumo, le tasse, le grandi opere, ecc ecc ecc. e cercare invece di creare una società basata su autoproduzione, baratto, sobrietà; in modo da avere piu tempo libero per i nostri cari e per noi stessi

  • yago

    Se si desse la possibilità di andare in pensione anticipata con riduzione monetaria , molti non sarebbero costretti a lavorare da vecchi e la cifra equivalente risparmiata potrebbe essere usata per
    dare un lavoro part time ad un giovane. Non costerebbe nulla ed inserirebbe i giovani nel mondo del lavoro con produttività nettamente superiore a quella di chi è stanco e demotivato.
    Senza peraltro tener conto che gli anziani hanno scarsa dimestichezza con l’informatica che è invece pane quotidiano per un giovane.

  • yago

    Se si desse la possibilità di andare in pensione anticipata con riduzione monetaria , molti non sarebbero costretti a lavorare da vecchi e la cifra equivalente risparmiata potrebbe essere usata per dare un lavoro part time ad un giovane. Non costerebbe nulla ed inserirebbe i giovani nel mondo del lavoro con produttività nettamente superiore a quella di chi è stanco e demotivato. Senza peraltro tener conto che gli anziani hanno scarsa dimestichezza con l’informatica che è invece pane quotidiano per un giovane.

  • karson

    Hai assolutamente ragione! non si capisce perché debbano dare dei soldi a dei giornali che non sarebbero in grado di sopravvivere senza… mentre a famiglie che nn riescono a sopravvivere perché senza lavoro nn vengono trattate allo stesso modo… e nn si può nemmeno dire che lo si fa x tutelare la pluralità dell’informazione… altrimenti bisognerebbe spiegare perché la Gran Bretagna nella classifica della libertà di stampa è molto più avanti di noi pur nn essendoci i contributi pubblici ai giornali.
    quindi come mai ci sono 2 pesi e 2 misure?
    il giornalista che scrive lo prende il sussidio… da parte nostra!
    perché nn ci rinuncia se è coerente?

  • karson

    Bravo

  • karson

    infatti… poi questo giornalista prende anche lui i soldi dei contributi che vengono dati ai giornali… oppure lui nn li prende? qui nn l’ha specificato…

  • karson

    quoto in toto!

  • pantos

    lei è il titolare di questo alternativissimo blog. e mi da un elenco di wikipedia???????

  • pantos

    l’italia non è la sicilia?????
    e perchè in veneto o marche o lombardia le tasse la pagano? ma che razza di discorso è?????

  • clack

    domenicods.files.wordpress.com/2009/04/8882101711.pdf‎

  • pantos

    io lascio questo blog.
    la difesa di truman sull’intervento di buttafuoco è il limite.

    addio. è stato un piacere.

  • guru2012

    Concordo con quanto scrivi e comprendo le tue perplessità, ma tutta la faccenda, sempre a mio parere, va inquadrata in un contesto di passaggio da un sistema capitalistico basato sul “consumismo” e ciò che ne consegue, a qualcosa di diverso, dove ogni essere vivente possa trovare la sua dignità. Sarà pure utopistico, ma continuare a spolpare il pianeta come stiamo facendo, mi sembra da stupidi.

  • guru2012

    Sì, vabbè.

  • guru2012

    Sì, vabbè.

  • A-Zero

    Eh già, embè? A me farebbe comodo il RMD. E lo dovrei accetttare come un accattone. Tanto la dignità non conta, basta che funziona il “sistemone economico” senza fine, quetsa religione che c’avete piantata nel cervello. Invece, a me piacerebbe mettere praticamente in discussione la proprietà privata, in particolare dei mezzi di sostentamento e dei mezzi vitali. La signora impellicciata ha 20 appartamenti? Perchè gli devo pagare l’affitto? E poi a chi spetterebbe? Agli italiani veri? A quelli con la fedina penale pulita? A quelli che rimarranno zitti e muti senno ti levano il sussidio come hanno fatto ai rivoltosi di Londra? E ai clandestini da sfruttare, glielo date pure il RMD?E le risorse? Ah già qualcuno da torchiare per in patria o il mondo lo sitrova sempre, si vabbè. Metadone a go-go per una popolazione di non-uomini.

  • Aironeblu

    Condivido pienamente il tuo intervento

  • geopardy

    Sogno o son desto?

    La Germania, il Belgio, la Francia, l’Olanda e la stessa Gb, se non erro, hanno ammortizzatori sociali (anche se in passato erano probabilmente più sostanziosi) simili a redditi di cittadinanza e tutto ciò mi risulta non abbia impedito la produttività, anzi, per quanto riguarda la Germania in particolare, è stato proprio vero il contrario.

    Sono d’accordo che ognuno debba rendersi utile, ma la produttività industriale rischia di essere un mito sociale in tempi di competitività globale.

    Non ho risposte certe in merito al RDC, ma pongo una domanda, esso non potrebbe servire da limite inferiore invalicabile volto ad impedire una riduzione oltre l’inaccettabile del reddito di quando lavori (risultando ormai stravolto dai fatti attraverso le varie piattaforme contrattuali)?

    Altra domanda, è giusto industrializzare e meccanizzare l’agricoltura sotto ogni aspetto, riducendo al 3-5% (tendenza realistica) il numero dei lavoratori in un settore che produce beni fondamentali e irrinunciabili per la stessa vita?

    Come saranno allocati i miliardi di individui esclusi da questo settore?

    Con quali produzioni?

    A me sembra che la questione del RDC nasca da queste contraddizioni (che sono soltanto alcune), insite in una società in cui si manda in competizione l’intero genere umano, non solo tra individui, ma con le stesse macchine (sistema introdotto principalmente dal Giappone negli anni ottanta per essere più competitivo) e la questione dei droni docet.

    Secondo me la questione del reddito di cittadinanza (o come lo si volgia definire), credo, non sia un argomento da liquidare con tanta leggerezza.

  • Aironeblu

    Ma perchè mai lo Stato dovrebbe usare i soldi delle nostre tasse per garantire servizi pubblici e un reddito minimo ai suoi cittadini quando può continuare a travasare compiacente la nostra ricchezza nelle mani di chi ha già un reddito massimo? Servire i padroni comporta qualche favore di ritorno, servire i cittadini, a cosa serve?

    Forse al cialtrone che scrive sul foglio da c..o finanziato con i soldi pubblici farebbe bene ricordare che lo scopo principale della tassazione è quello di redistribuire le ricchezze ed attenuare le disparità sociali, attraverso l’erogaziome di servizi, beni pubblici, e come succede in buona parte d’Europa, anche con aiuti in moneta.

    Oops, ma forse poi bisognerebbe ammettere che la moneta Unica del governo Unico è stata stampata con altre intenzioni, tra cui rientra anche la propaganda sul foglio di carta igienica.

  • ivankupala

    Articolo assolutamente stupido e bugiardo. Che si scandalizzasse per tutti i soldi e i benefit che vanno a finire nelle tasche di pochi cialtroni piuttosto che seminare assurde omelie di pseudo economia su un diritto che dovrebbe essere garantito a tutti i cittadini.

  • eresiarca

    Appunto, un “piano casa” (che non c’è) e lavorare meno ma lavorare tutti, perché comunque uno non può staresene tutto il giorno con le palle in mano. Ma qui stiamo parlando di un “uomo” che non esiste, un uomo altruista che sta solo nei sogni.

  • eresiarca

    Ma quale “esproprio proletario”! Ma intanto, qua, ce l’avete una prole oppure state tutto il giorno davanti al pc? E che pensate, che nei paesi comunisti non ci fossero alcuni “più proletari degli altri”? Altro che, si chiamava nomenklatura, che mentre a te, “proletario”, ti faceva stare nei palazzoni di cemento, lei si faceva la dacia sul Mar Nero. Poi ogni tanto, qualche sprovveduto idealista, invece di godersi le provvidenze del regime fascista, che senza demagogia dava a tutti secondo il principio romano “a ciascuno il suo”, se ne espatriava nel “paradiso sovietico” e spesso finiva male, cioè non tornava affatto. Lo stesso Togliatti era di fatto ostaggio nel noto albergo, tanto che il figlio gli diventò mezzo pazzo. Scusate, non ce l’ho con le persone in sé, se si definiscono “comuniste” o “proletarie”, ma con una certa mentalità che ancora, dopo che ormai sappiamo tutto per filo e per segno di com’è andata, insiste nel chiedere soluzioni di tipo “sovietico” che portano solo alla tessera e allo stato di polizia. NO al RMG, sì al lavoro dignitoso per tutti!

  • cavalierenero

    le macchine non si sono fatte da se!
    e non le hanno inventate i proto comunisti,
    ma lo spirito di iniziativa e di continuo miglioramento che è
    insito dell’uomo.
    almeno fino a quando l’ideologia comunista li ha appiattiti
    a meri esecutori di ordini del partito, per un tozzo di pane raffermo.

  • daveross

    Questa è pura disinformazione.
    In Sicilia quello che hanno fatto è stato una sorta di lancio di monete in piazza, punto. Come non poteva andare a finire male?!

    Il reddito di cittadinanza proposto dal M5S è invece un ammortizzatore sociale per tutti quei cittadini che si trovano O senza lavoro O con un lavoro insufficiente a garantirgli la sopravvivenza (e.g., part-time a salario minimo).
    La condizione per poter beneficiare del reddito è quella di presentarsi regolarmente agli uffici d’impiego e cercare lavoro. Dopo 3 proposte di lavoro fatte al beneficiario, se questi rifiuta tutte le offerte, smetterà di ricevere il sostentamento.

    Il reddito di cittadinanza non solo SI PUO’ FARE, ma si DEVE FARE, dato il livello di impoverimento progressivo.

    Per concludere, un esempio concreto. Vivo in Scozia, per un breve periodo (3 mesi) mi sono trovato senza lavoro ed i miei risparmi stavano finendo. Ho fatto richiesta di sostentamento al comune e mi è stata data dopo una settimana. Quando ho trovato un nuovo lavoro, ho contattato il comune che ha smesso di versarmi i soldi di sostentamento.
    I controlli dell’amministrazione quando si riceve il reddito sono stringenti. Hanno accesso a controllare i conti in banca e se notano irregolarità non esitano a chiedere soldi indietro.

  • cavalierenero

    andate a lavorare , barboni!
    altro che reddito garantito ( da chi poi?, dai fessi che ancora lavorano come dipendenti o autonomi?).
    manco le pensioni avrete.
    tralatro ogni forma di assistenza (o quello che rimarra)sarà assorbita in quote crescenti( come già accade) dai nuovi italiani, si quelli che arrivano dall’est con il nonno a carico per fargli dare la pensione sociale e che poi rispediscono in romania.
    senza dimenticare i nuovi italiani “abbronzati” dei barconi,
    fatevi un giro nei pronto soccorso e nelle maternità.
    si si sono cattivo, xenofobo e razzista.
    contenti?

  • Georgejefferson

    Il campari e’ piu buono del bianchino,te lo paga il negro

  • Truman

    Lo metto cliccabile e scaricabile:

    UN MILIONE AL MESE A TUTTI: SUBITO! – Domenico De Simone [domenicods.files.wordpress.com]

  • Truman

    Qui cerchiamo di dibattere sugli argomenti, non di assumere posizioni a priori.
    Buttafuoco ha portato degli argomenti che rimandano ad un’esperienza. Di quelli si può discutere, e io ho scritto subito che (contrariamente a Buttafuoco) sono moderatamente favorevole al reddito minimo garantito.

    Però quando sento dire “tutta l’Europa ha il reddito minimo” provo a verificare. E i riscontri non corrispondono alla frase. Si potrebbe dire “metà della Comunità europea ha il reddito minimo”, oppure “i paesi più ricchi hanno il reddito minimo”.

    Se lasciamo perdere le frasi fatte, si possono tirare alcune conclusioni:

    – ci sono numerose persone ancora convinte che tutto ciò che contiene la parola “Europa” è buono, quindi per sostenere qualsiasi punto di vista, dicono “in tutta l’Europa c’è”. Per me possono andare a … prendere un po’ d’aria buona nei campi.
    – ci sono persone per le quali non si può dire “l’Italia non è la Sicilia”. A me appare un dato di fatto.
    – E’ ben più interessante il fatto che non è tutta l’Europa ad avere il reddito minimo, sono i paesi più ricchi; da qui viene il sospetto che possano essere più ricchi anche perchè hanno rispetto del proprio popolo.
    – D’altro canto l’adozione del reddito minimo in paesi poveri potrebbe necessitare di buon senso nell’applicazione, senza troppe assunzioni a priori. Qui le osservazioni di Buttafuoco potrebbero risultare utili.

  • Arcadia

    Sono sostanzialmente della tua stessa idea. Bravo

  • Primadellesabbie

    Truman:– E’ ben più interessante il fatto che non è tutta l’Europa ad avere il reddito minimo, sono i paesi più ricchi; da qui viene il sospetto che possano essere più ricchi anche perchè hanno rispetto del proprio popolo.

    Facciamo che si tratta di un poco di più che un sospetto!

  • Georgejefferson

    E’ ben più interessante il fatto che non è tutta l’Europa ad avere il reddito minimo, sono i paesi più ricchi; da qui viene il sospetto che possano essere più ricchi anche perchè hanno rispetto del proprio popolo.

    E’ interessante anche che se tutti i paesi avessero piu rispetto dei propri popoli,i paesi piu ricchi(tali perche hanno rispetto del proprio popolo)sarebbero forse meno ricchi?Allora e’ giuridicamente legittimo porsi la questione di un concorso di colpa,detto anche,e’ grazie alle vostre classi dirigenti vendute che noi possiamo permetterci”piu rispetto del NOSTRO popolo”,

    Come la condizione del Sud del mondo,che e’ la condizione primaria per la ricchezza del Nord.

    Vecchia questione,chi e’ il colpevole?Il corrotto o il corruttore?Fossilizzare l’attenzione solo da una parte alimenta l’antico dividi e impera,perche nasconde la verità.Che consiste nel concorso di colpa

  • A-Zero

    Grazie eresiarca. Dunque puoi rivolgerti al SINGOLARE. Ho prole e lavoro. Non me ne frega niente dell’URSA e del PCI. Per me sono una disgrazia. Odio la polizia, tutte le polizie e tutti i governi, specie sovietici. Cerco di dire ben venga l’espropriazione e riappropriazione di quello che ci serve per vivere come vogliamo, degnamente. Chi ne ha bisogno, in genere prolet e sotto prolet. Volevo dire che a me il RMG mi fa veramente comodo, visto che adesso riesco a far quadrare con l’indennità di disoccupazione. Sappi che io, come centinaia di altri, lavoriamo con conctratti a temrine, ma per adesso abbiamo corrisposti ancora TFR e 13° in proporzione alle giornate. Da gennaio ci vogliono togliere queste due cose, non da poco per noi che abbiamo prole. Perchè, come in molti altri posti, ci vogliono fare assumere da coopo o interinali terze con contratti di collaborazione. Per Dio. Alllora che dobbiamo fare da gennaio? Io l’accattone dello stato non lo volgio fare, perchè noi siamo i produttori e ci dobbiamo riprendere tutto, malgrado il vostro codice penale e civile. I parassiti sono quelli che campano su di noi. E il lavoro la riproduzione del capitale non si fa solo sul posto di lavoro (quando ti ci fanno andare), ma anche quando non lavori perchè consumi. Abbasso il lavoro salariato, abbasso la proprietà privata, abbasso lo stao, abbasso i governi abbasso qualunque stato sovietico.

  • AlbertoConti

    Anche qui segnalo le ottime considerazioni in proposito di F.Rossi; un po’ di chiarezza non guasta mai: http://testelibere.it/blog/reddito-minimo-garantito-e-reddito-di-cittadinanza

  • Pin0cchi0

    Io vivo in Irlanda e qui c’é il reddito minimo garantito… se sei straniero devi peró aver lavorato e versato contributi per almeno 2 anni prima di poterlo richiedere… sono piú o meno 200 euro a settimana e in piú ti danno anche un contributo per l’affitto se non ricordo male.