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SE VINCE GRILLO, PAESE A ROTOLI (E LA RISPOSTA DEL LEADER DEL M5S)

DI EUGENIO SCALFARI
repubblica.it

Grillo e l’Europa. Mi sembra questo il tema di maggiore attualità: la campagna elettorale che il proprietario e leader del Movimento 5 Stelle ha già aperto in vista delle elezioni europee del maggio 2014 e di quelle italiane che egli si augura e fa di tutto per provocare il più presto possibile.

Si tratta di una campagna di destra, una destra xenofoba contro gli immigrati, qualunquista contro i partiti (tutti i partiti, nessuno escluso) e contro le istituzioni, dal capo dello Stato al presidente del Consiglio ai ministri (tutti i ministri) e contro la magistratura e la Corte costituzionale
Non è più anti-politico il Movimento 5 Stelle poiché ora una politica ce l’ha, l’ha scelta. È a suo modo una politica rivoluzionaria perché vuole abbattere tutta l’architettura esistente ma con un obiettivo reazionario perché vagheggia una dittatura, la sua. Il movimento di popolo che le sue parole d’ordine indicano con chiarezza fa leva sui sacrifici, le speranze frustrate e la rabbia che ne deriva, ormai molto diffusa, che gli italiani sentono con sempre maggiore acutezza.

Di chi è la colpa, chi ne sono i responsabili, stando alle indicazioni di Grillo? I partiti che governano il Paese da oltre mezzo secolo, l’establishment economico, i sindacati, l’Europa. Questi sono i nemici da sconfiggere, mettere in fuga e sostituire. Con chi? Col popolo finalmente svegliato da Grillo, che sarà naturalmente lui a guidare, a istruire e ad educare.

Quando questa opera di lunga lena sarà compiuta lui si ritirerà.
Ovviamente sarà celebrato nei libri di storia come quello che…

Da qualche settimana l’Europa così come è fatta oggi e l’euro che la Banca europea stampa sono diventati i nemici principali e rappresentano i bersagli sui quali sparare per primi. La stessa strategia è quella usata dal Fronte nazionale francese della Le Pen, dal movimento anti-europeo di Germania (dove però non hanno neppure superato la soglia per entrare in Parlamento), in Grecia, in Danimarca, in Olanda.

Grillo ha anche in mente una sua politica economica. Non è mai andato a scuola di economia e conosce per sentito dire le scuole di Cambridge, di Vienna e del Mit degli Usa; ma sa interpretare e semplificare quello che molta gente pensa: ridurre le tasse, combattere evasione e corruzione, infischiarsene del debito pubblico, spendere per creare posti di lavoro senza preoccuparsi delle coperture, rispondere a pernacchie alle direttive europee e mandare per aria l’euro. Chi se ne frega dell’euro. Meglio una moneta nazionale stampata in Italia in quantità capaci a fare star meglio la gente, i giovani, gli anziani, tutti.

L’Europa non reggerà il colpo. Anche la sua architettura attuale crollerà e i movimenti che l’hanno distrutta la ricostruiranno a modo loro. E poiché il movimento principale sarà il 5 Stelle, che guiderà il Paese con il debito più alto di tutti gli altri, sarà dunque il 5 Stelle – cioè lui – a guidare la ricostruzione.

Questo pensa Grillo, lo dice e lo diffonde. Ormai è un Verbo, naturalmente incarnato. Ma non è il solo poiché anche a destra c’è qualcuno che – in modi appena più sfumati nella forma ma identici nella sostanza – dice cose analoghe. Finora erano due populismi di segno contrario, adesso sono due nazionalismi entrambi di estrema destra, entrambi demagogici, entrambi irresponsabili ed entrambi visti con favore da alcuni milioni di elettori.

Mi direte che questa è una visione pessimistica. Me lo auguro, naturalmente. Di solito tendo all’ottimismo della volontà e della ragione, che unifica la dicotomia di Gramsci. Ma ora, avendo alquanto approfondito il problema, molti dubbi mi hanno assalito. Alcuni li ho già manifestati due domeniche fa discutendo le caratteristiche del circuito mediatico. Oggi torno su questo tema e su quello delle tecnologie che da vent’anni hanno preso il governo del mondo.

Molti amici che illustrano la filosofia italiana, tra i quali nomino qui Severino e Galimberti, hanno già affrontato questo tema; ma a me pare che sia venuto il momento di trarne alcune conclusioni che influenzano direttamente l’assetto della società globale nel quale vive ormai l’intero pianeta….

Eugenio Scalfari
Fonte: www.repubblica.it
Link: http://www.repubblica.it/politica/2013/11/03/news/se_vince_grillo_il_paese_va_a_rotoli-70118644/
3.11.2013

L’INVASIONE DEGLI ULTRASCALFARI

E’ iniziata l’invasione degli Ultrascalfari. La paura delle elezioni europee fa novanta e ogni colpo contro il M5S è lecito, meglio se sotto la cintura. Scalfari fa da apripista, da pennivendolo da sfondamento che con quell’età e quella barba può scrivere quello che vuole. Il suo delirante articolo di oggi (“Se vince Grillo, paese a rotoli”) è solo l’annuncio dell’invasione degli Ultrascalfari di destra e di sinistra nei media da qui a maggio.

Il Sistema manda avanti i suoi cani da combattimento senza alcun pudore. Il M5S non deve vincere le elezioni europee. Chi leggesse oggi Repubblica avrebbe la stessa sensazione di chi si mise in ascolto la sera del 30 ottobre del 1938 della stazione radiofonica statunitense CBS di un falso notiziario radio che annunciava l’invasione degli alieni e i suoi drammatici sviluppi, milioni di radioascoltatori credettero veramente all’inizio di una guerra dei mondi

Dalla radio uscirono queste tremende parole pronunciate da Orson Welles: “Signore e signori, è la cosa più terribile alla quale abbiamo mai assistito… Aspettate un momento! Qualcuno sta cercando di affacciarsi alla sommità… qualcuno… o qualcosa. Nell’oscurità vedo scintillare due dischi luminosi… sono occhi? Potrebbe essere un volto. Potrebbe essere… mio Dio, dall’ombra sta uscendo qualcosa di grigio che si contorce come un serpente. E poi un altro e un altro ancora. Sembrano tentacoli.

Ecco, adesso posso vedere il corpo intero. È grande come un orso e luccica come cuoio bagnato. Ma il viso! È indescrivibile. Devo darmi forza per riuscire a guardarlo. Gli occhi sono neri e brillano come quelli di un serpente. La bocca è a forma di V e della bava cade dalle labbra senza forma che sembrano tremare e pulsare. Il mostro, o quello che è, si muove a fatica”.

Ma questo sono io, la mia descrizione fatta da Scalfari! Che si spinge là dove osano i pidimenoellini e dipinge il M5S come una copia moderna del nazismo: “Si tratta di una campagna di destra, una destra xenofoba contro gli immigrati, qualunquista contro i partiti (tutti i partiti, nessuno escluso) e contro le istituzioni, dal capo dello Stato al presidente del Consiglio ai ministri (tutti i ministri) e contro la magistratura e la Corte costituzionale… vuole abbattere tutta l’architettura esistente ma con un obiettivo reazionario perché vagheggia una dittatura, la sua.

Di chi è la colpa, chi ne sono i responsabili, stando alle indicazioni di Grillo? I partiti che governano il Paese da oltre mezzo secolo, l’establishment economico, i sindacati, l’Europa. Questi sono i nemici da sconfiggere, mettere in fuga e sostituire. Con chi? Col popolo finalmente svegliato da Grillo, che sarà naturalmente lui a guidare, a istruire e ad educare. Questo pensa Grillo, lo dice e lo diffonde. Ormai è un Verbo, naturalmente incarnato.”

Alla bufala di Welles credettero sei milioni di persone, a Scalfari non crede neppure più De Benedetti. E’ il tempo della panchina lunga caro Eugenio, magari al Pincio. Tu, l’Ingegnere e Napolitano a ricordare i vecchi tempi. Quando gli elettori, il cosiddetto popolo così tanto disprezzato non contava nulla. Bei tempi quelli, ma non torneranno più.

Beppe Grillo
Fonte: www.beppegrillo.it
3.11.2013

Pubblicato da Davide

  • yago

    Il vassallaggio è un rapporto di tipo personale che si instaurava nel sistema vassallatico-beneficiario. Si trattava di una sorta di “contratto” privato tra due persone, il vassallo e il signore: il primo si dichiarava “homo” dell’altro, durante la cerimonia dell'”omaggio” , ricevendo, in cambio della propria fedeltà e del servizio, protezione dal signore.

    La cerimonia di omaggio formalizzava questo rapporto: il vassus si rimetteva nelle mani del senior ponendo le sue mani giunte in quelle del suo superiore (da qui il gesto di preghiera a mani giunte) e gli giurava fedeltà. La cerimonia di investitura era un caso particolare dell’omaggio, durante la quale veniva concesso un terreno (un feudo) simboleggiato dalla consegna di un oggetto come una zolla di terra o una manciata di paglia o anche una bandiera (quest’ultima sottintendeva la cessione anche di un diritto giurisdizionale)…………………………….
    E’ cambiata la forma, ma la sostanza è la stessa.
    E’ ovvio che oggi chi è stato investito ha una paura fottuta di perdere l’investitura.

  • Rumble_Fish

    E’ incredibile come Grillo, nella sua risposta, dia di sé esattamente l’immagine che Scalfari ha dipinto.

  • Georgejefferson

    La da a te,l’immagine.O “da l’immagine” in senso universale cioe a tutti?

  • Georgejefferson

    RADISOL ha scritto

    … io faccio una distinzione ….. contraddizione principale … e contraddizione secondaria … come insegnava il vecchio Karletto con la barba …

    E Scalfari è contraddizione principale …. nel tempo, oltre ad appoggiare i peggiori governi, escluso Berluskoni e, solo in parte come esclusione, quelli di Craxi …. è stato anche il principale antagonista di tutto quello che si muoveva come “autorganizzazione” nella società …

    Ricordo gli articoli forcaioli rispetto al movimento del 1977 …. l’appoggio totale alle “squadre speciali” di Kossiga … la defenestrazione da Repubblica di alcuni giornalisti … Villoresi, Rivolta, persino Forattini … che non lo seguirono fino in fondo su quella strada ….

    Ricordo cosa riuscì a metter in piedi contro i nascenti Cobas ( a proposito, in quei Cobas c’era pure Ferrando) …. arrivò a “pompare” su Repubblica una aggregazione fascistoide, la Gilda della scuola, poi fortunatamente scomparsa, pur di depotenziare i Cobas …. per non parlare dell’appoggio spudorato prima a Romiti e poi a Marchionne nel revanchismo rispetto alle lotte operaie …

    Grillo è contraddizione secondaria … è comunque opposizione allo “stato di cose presenti” … largamente discutibile … certamente inadeguata alla situazione … certamente con derive di tipo qualunquista …

    Ma se sono costretto a scegliere, non ho dubbi … sto con Grillo …

    Soprattutto poi se lo dice Scalfari …

  • haward

    Su Eugenio Scalfari, che ha 90 anni, penso che ci sia poco da scoprire. E’ sempre stato una delle colonne portanti del politicamente corretto, la voce del padrone in versione radical chic. Grillo, invece, spero (ma non troppo) che sia ad una svolta. L’ho sentito dire che l’Italia dovrebbe ridiscutere i trattati con l’Unione Europea, a cominciare dal Fiscal Compact: bene, avanti così, inizi, finalmente, a fare delle cose serie lasciando da parte i V day e gli altri proclami quotidiani. Se si muove un pezzo da 90 come Scalfari vuol dire che qualcosa temono. Non ci deluda Grillo

  • Rumble_Fish

    No no, proprio nel senso che, manco farlo apposta, si comporta esattamente in quel modo.

  • Georgejefferson

    A me non sembra,quindi,non tutte le interpretazioni della realta’ sono “universali”.Si prende atto di opinioni diverse.Molto Valida a mio avviso quella di Radisol.

  • tania

    Su Repubblica capita anche di leggere analisi politico-sociali a mio parere ottime e squisite , firmate da Umberto Galimberti , Carlo Galli , Stefano Rodotà , Barbara Spinelli eccetera . Una denuncia contro populismi e nazionalismi firmata da uno di loro è sempre profonda e coerente . Invece firmata da E.Scalfari la trovo beffarda : perchè se non ricordo male ( ma credo di no ) Scalfari ha sostenuto il governo Monti , e quindi anche le conseguenti e prevedibili politiche di austerity . Ecco , denunciare nazionalismi e populismi senza la volontà di mostrarne le cause di origine mi sembra beffardo , offensivo e demagogico . Una demagogia speculare a quella di Grillo .

  • Georgejefferson

    Tania,da socialista/liberale abbiamo alcuni punti di vista in comune,altri no.E quindi la tua replica sara la solita tua presa di posizione diversa,come puo essere la mia verso la tua.Pace,esprimo solo 2 cose.Il pensiero dominante e’ quello della classe dominante.Io credo che tu sai benissimo che se i vari Umberto Galimberti , Carlo Galli , Stefano Rodotà , Barbara Spinelli dovessero uscire appena appena dall’orticello del politicamente corretto imposto dal mainstream,perderebbero immediatamente agi e onori.E lo sanno bene anche loro,al di la delle singole tesi magari,di tanto in tanto,espresse in modo buono.Dimmi cosa c’e’ un questa finta unione del Manifesto di ventotene?Evidentemente quasi nulla,se non piccole cose di contorno (capisco anche che tu non sia in accordo perfetto con quel manifesto,essendo di ispirazione Rosa Luxemburg,ma non e’ questo il punto)forse che se la Spinelli prendesse di petto le storture di questa tecnocrazia NaziSionista col manifesto in mano in onore a suo padre,scomparirebbe dalla scena immediatamente,ed io credo che tu questo lo sai bene.Tra il potere a Francoforte(piu che altrove)albergano due anime,tra cui la piu distruttiva e’ quella dispotica paternalista che considera da sempre il popolo coglione,in se,in quanto tale,e non in quanto alimentato e influenzato da loro stessi e le loro cricche,e questo vale anche per la stupidità superficile del consumismo fine a se stesso usa e getta.Le stesse persone che in perfetto stile Scalfari,non essendo piu esplicito come lo era ai bei tempi Stalinisti(ma anche Hitleriani,o anche Rooseveltiani se vogliamo da tanti punti di vista)si nasconde con retoriche arruffa popolo,tenendo il libro di Le bon sul comodino.Quindi la “summa”della demagogia,chiamata anche “populismo” ai nostri tempi,avendo stravolto il significato stesso originario di populismo quale era (cioe cercare l’interesse di tutti,e non ingannare tutti con false promesse quale e’ la demagogia).Siamo in guerra Tania,i buoni pensieri li condivido anche,a volte,ma quando la gente muore,ritengo importante distinguere le urgenze,dalle cose importanti in se.Grillo appare a volte simile agli arruffapopoli,ma apparirebbe chiunque si scontrasse col sistema in modo forte come il movimento ora.E allora rispetto delle opinioni assoluto,ma senza pretesa che tutti non abbraccino il beneficio del dubbio.O speranza,se vogliamo.

    Ps.Un buon ragionamento su Galimberti o eco lo fanno Fusaro e Preve.Ma so che non ti piacciono e li giudichi come “fascisti”,quindi si resta con le proprie posizioni.Ciao

  • clack

    George, ancora una volta mi trovo d’accordo con la tua analisi.
    Che a mio avviso porta a una determinazione se vogliamo semplicistica, ma confermata dai fatti.

    Scalfari è un fascista e lo è sempre stato.

    In quell’ambito ha mosso i suoi primi passi con l’elogio della razza e lì è rimasto, al di là dei trasformismi necessari a riciclarsi con il mutare, solo in superficie, della realtà politico-sociale del paese.

    Come dimostra la tua analisi storica, il ruolo suo e dei suoi giornali è di portavoce al servizio della razza padrona, quella che dall’unità d’Italia in poi ha sempre mantenuto il predominio assoluto, al di là dei cambiamenti storico-politici succedutisi da allora, serviti unicamente a rafforzarne le posizioni.
    Oggi quella razza trae vantaggi enormi dalla moneta unica, in termini di arricchimento e di potere. Per questo motivo non ha intenzione di rinunciarvi, qualunque sia il costo per il paese e per la sua popolazione, che quella stessa razza-casta ritiene fatta di inferiori al suo esclusivo servizio e nel più assoluto disinteresse per il loro destino.

    Col passare del tempo Scalfari invecchia e ora non riesce più a dissimulare i suoi tranelli in maniera efficace come in passato.
    Dunque, al suo appello possono credere ormai solo i piddioti decerebrati che insistono ancora a leggere il suo fogliaccio, simbolo della disinformazione più falsa e servile.
    In quanto tale l’appello non fa altro che comprovare il genuino terrore che oggi attanaglia chi ha creduto stolidamente di perseguire il proprio esclusivo interesse nell’esasperare le condizioni del paese fino al punto odierno, e ora teme si avvicini il giorno del redde rationem, che nella fattispecie corrisponde alle elezioni europee.

    Fondamentale a questo punto, se si vuole farle diventare il secondo capitolo della riscossa dopo le politiche 2013, non sbagliare nemmeno una mossa. Sotto il profilo strategico e quello della comunicazione.
    Allo scopo è necessario martellare quotidianamente il governo delle larghe intese con il resoconto delle sue malefatte e dei risultati che derivano dalle sue politiche collaborazioniste in termini di benessere e di possibilità future del paese.
    Evitando se possibile di porgere il fianco alle critiche false e strumentali dell mainstream al servizio dell’establishment.

    Se ci si riuscirà sarà l’ecatombe, e il giorno dopo le europee ci troveremo molto più vicini all’aver eliminato una volta e per tutte questa genìa di invertebrati golpisti e collaborazionisti, che una volta di più nella storia del paese ha dimostrato che in nome dei propri esclusivi interessi è disposta a portarlo persino alla distruzione totale, proprio come avvenne con la seconda guerra mondiale.

  • Georgejefferson

    Guarda Clack,io ho una profonda convinzione che va anche al di la del mero interesse personale di categoria (che siano le antiche famiglie di Banchieri o intellettuali conservatori finto progressisti radical chic),ovvero,interessi di categoria ma coinvolgenti “visioni del mondo” in primis,al di la del puro interesse materiale economico per loro,quello c’e’ gia,e’ gia “cosa loro” in gran parte.Ma e’ quell’interesse neanche troppo nascosto di influenzare lo spirito del tempo,il paradigma a loro importante di “ostentazione dell’egoismo e nichilismo” per le masse,ma solidarieta tra loro.Dice bene Fusaro quando critica Galimberti che sparla della “tecnica” come se essa sia Natura in se e non influenzabile dall’uomo (chi combatti oggi,chi sono i mercati).Galimberti e altri,che pur apprezzo in altri contesti di analisi,sanno benissimo i “nomi e cognomi”,altro che mercati anonimi,chiunque lo sa andandosi a leggere i proprietari delle “quote”.Ma alludendo alla disillusione perpetua spinge le aspettative che si auto realizzano,per dirla alla Keynes,oppure mutando la realta’ col insistere negli inconsci collettivi che la Realta’ e’ immodificabile perche oggetto in se senza l’uomo a percepirla,spingendo verso l’impriscindibilita del presente in tali coscenze,e quindi creandola quella realta’,per dirla alla Marx.Per farla breve,c’e’ agli alti vertici un impianto ideologico che fa si che fino all’ultimo il giullare di turno reciti “nei secoli fedele”.E perche?Perche sono razzisti nel senso piu profondo del termine(e qui andrebbe aperto un capitolo enorme)e dividono l’umanita “a prescindere”dai contesti storici.

    Comunque la breve analisi sopra e’ Radisol.Che condivido e rimarca il principio delle contraddizioni principali e secondarie,molto importanti a mio avviso.

  • Tetris1917

    Peppino Grillo poteva prendere a prestito questa sequenza tratta dal film di P Sorrentino Il divo
    http://www.youtube.com/watch?v=QcK4xN3uQ7k

    A certi livelli bisogna anche saper fottere i giornalisti di sistema……

  • tania

    George hai toccato tanti punti che meriterebbero ciascuno un approfondimento a parte . Avremo modo di farlo magari in altre occasioni . Intanto però ci tengo a testimoniare che uno degli autori che ho citato non riceve alcun “agio” da Repubblica ; e non ha nemmeno bisogno di ricevere alcun “onore” : se mai è Repubblica che si onora della sua firma . Ma immagino che anche per gli altri 3 sia lo stesso . Ciao .

  • Maxim

    Di recente mi era stata offerta la possibilità’ di leggere gratis per 2 mesi l’ edizione digitale di Repubblica .
    Ho scelto di non approfittare dell offerta .

  • clack

    Si, avevo letto l’intervento di Radisol pubblicato ieri.
    Concordo con la tua analisi, ma resto convinto che quella gente ha costruito e propone la propria visione del mondo non secondo un approccio ideologico, che al limite sarebbe anche rispettabile, sia pure nella diversità delle vedute. Viceversa lo fa esclusivamente in funzione degli interessi, prima di tutto dei propri, che vuole difendere.
    In tale funzione ha dimostrato negli anni di essere pronta a utilizzare qualsasi scusa, distorsione, pretesto, strumentalizzazione o mera falsità.
    Certamente compiacendo i propri burattinai, i quali però sono estremamente generosi nei confronti dei servitori come Scalfari, che si adoperano in prima persona per l’ottenimento dei loro obiettivi.

  • Allarmerosso

    > Sarà Scalfari ma perlomeno lui è ragioniere non giornalaio come lei. Non vorrei offendere i Giornalai

    >

    Coperture ??? Scalfari parla di economia dicendo ad altri che non ne sanno nulla e lui è il primo a saperne ancora meno di chi critica…rispondere pernacchie ??? diciamo che adesso basterebbe rispondere. Mandare per aria l’euro ??? Che Dio lo volesse !!!!

    > Scalfari ma che sta dicendo ?! Gli piacerebbe a Grillo.
    Una Le Pen in Italia ….MA MAGARI !!!!

  • Ercole

    Ma perchè Grillo non indice uno sciopero generale a oltranza fino alla rivoluzione (dal momento che parlamento, apparati dello stato ,e sindacati sono tutti dei corrotti è mazzettari ) per una volta ascolta il consiglio di Scalfari noi operai ti ringrazieremmo per tutta la vita e ti verremmo in aiuto assieme ai tuoi 10 milioni di elettori :probabilmente tra borghesi la guerra è soprattutto il privilegio non conviene a nessuno …meditate popolo grillino…..i battibecchi sono funzionali alla conservazione del sistema classista .

  • Aironeblu

    Cit: Mi direte che questa è una visione pessimistica.

    No, ti diciamo di andare a fare in culo.

  • alvise

    scalfari (minuscolo) ex fascista, e non certo tanto bambino come lo erano i giovani balilla (mi risulta che fosse un po più grandicello), e quindi ben cosciente di quello che faceva, non può lanciare strali a nessuno.E questo che mi da più fastidio di tutto, la mette sulla politica?Si guardi indietro signor scalfari, e si vergogni della sua vecchia appartenenza.Non so se Grillo ha mai avuto idelogie, forse si, ma resta il fatto che, la sua politica non è la leccaculo di nessuna ideologia attuale, ma anzi, concretizza una ideologia di democrazia inaudita e mai pensata da nessuno nel passto, la DD, che piaccia o no, o che si dica che l’attuazione è irta di ostacoli.Semprechè esistano ancora le ideologie come le abbiamo intese da sempre.Esistono ancora le ideologie?

  • Viator

    Tutte queste polemiche sulla natura del M5S sono poco rilevanti. La funzione di Grillo & C è quella di fare da testa di ariete per scardinare la tenuta del regime, che ormai opera su margini di manovra sempre più ristretti.

    Da notare la qualifica del M5S come movimento di estrema destra. E’ un tipico esempio della tendenza dei politici a procedere sulla base di nozioni assurde dal punto di vista concettuale, ma ricalcate sul regime immaginale prevalente e sulla convenienza propagandistica che ne risulta. PURTROPPO il M5S, in gran parte rappresentato da parlamentari più o meno di sinistra, che stanno producendo la vergogna delle leggi antiomofobe e antinegazioniste, non ha nulla di estrema destra, semmai il contrario.

    Ma siccome a combattere la dittatura europea, con rare eccezioni, è rimasta la sola estrema destra, e siccome d’altra parte una settantennale propaganda di regime ha ormai conculcato nell’immaginario del gregge un sentimento di negatività e disagio associato al concetto di nazionalsocialismo, definire chiunque non sia interamente sottomesso alla dittatura eurista come ‘di estrema destra’ è buona ars predicatoria, sia nel senso di screditarlo all’orecchio del popolo bue, sia nel senso di intimidire altri soggetti politici dallo sviluppare proposte in questo senso.

  • giu42su

    Non c’è nulla di cui preoccuparsi. Scalfari è solo un pallone gonfiato, un “intellettuale” da strapazzo che non azzecca una analisi storico-sociale da decenni. Un uomo di palazzo che conosce solo la sua realtà di privilegiato prezzolato e non sa leggere e interpretare la realtà sociale che sta fuori. Per questo ce l’ha con Grillo; non lo teme soltanto, ma lo invidia pure. L’invidia di chi si sente “superiore” ma intuisce che gli “inferiori” sono più intelligenti di lui e hanno anche più seguito. Le sue lunghe analisi politico-sociali che ogni tanto “concede” al popolo-asino sono solo elucubrazioni da intellettuale alienato. Un concetto espresso da Grillo è mille volte più reale e veritiero di mille pagine scritte da lui. Una pernacchia lo seppellirà. Scalfaro: pprrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  • mazzam

    Ma guarda te se un paese come l’Italia deve riporre le proprie speranze di cambiamento in un comico. Eppure sembrerebbe che altro di meglio questo popolo non abbia partorito e quindi, contro il malaffare e lo spirito mafioso che contraddistinguono gran parte di noi, viva Grillo e i suoi nulla sapienti ormai deputati a stipendione che però, almeno questo si, non rientrano (e non rientreranno a breve), tra le fila degli amici degli amici. Sappia Grillo non fidarsi di noi italiani, che dopo gli altari, troppi ne abbiamo appesi ai lampioni di città.

  • makkia

    Ma hai descritto proprio il concetto di “ideologia”: l’idea di realtà è XY, e io comprendo e accetto la realtà solo se si conforma a XY. Se non lo fa mento (a me stesso ma non solo), spacco il capello, arzigogolo, interpreto una delle tre scimmiette (o tutte 3), indosso lenti deformanti… qualsiasi forzatura pur di continuare a vedere la realtà come XY.
    Com’è veramente fatta la realtà? Non lo so e non mi interessa: è talmente complessa che il mio povero cervellino non ce la può fare (fra l’altro pensare mi stanca). E allora getto la spugna e mi accontento di un avatar di realtà che “si adegua” a un’idea, pensata da gente più fica di me (ci vuole poco) e quindi sicuramente giusta.

    Dignità nel’ideologia? Diavolo, è il Conflitto Di Interessi Supremo: sono custode della mia coscienza ma il mio interesse è averla “pulita”. E allora annichilisco le visioni del mondo frutto di faticose e razionali analisi (per forza di cose parziali), in favore di quella particolare visione, frutto di un Ipse Dixit, che invece è completa, liscia, adamantina. Ne ricavo, incrollabili, degli “ideali”, dei “valori” e una concezione di società e di futuro chiara e coerente. Oddìo, se interrogato non la so mica spiegare tanto bene tutta ‘sta roba… ma intanto: chi sta più in pace con la coscienza di me?

    L’ideologia è un “tengo famiglia” ontologico.

  • Divoll

    Possiamo criticare Grillo finchè vogliamo, ma quello che ha scritto Scalfari fa veramente cadere le braccia. Scalfari che cita Gramsci, poi, è un delirio. Ha messo insieme un articolo superficiale, intriso di luoghi comuni e banalità. Si lamenta che i pentastellati non guardino più in faccia a nessuno, che non abbiano più rispetto per le istituzioni. Dette proprio in queste ore, con l’ennesimo scandalo in atto (Cancellieri-Ligresti), le sue parole suonano grottesche e ridicole. E non è più solo chi vota le 5 stelle ad aver voglia di far piazza pulita della marmaglia – quella si – che finge di governare mentre si occupa esclusivamente di se stessa. Non sono le istituzioni a far venire il voltastomaco, ma gli squallidi burattini che le dirigono a tutti i livelli (UE inclusa), proni alle regole imposte al mondo intero da un manipolo di autentici criminali dell’alta finanza.

    Nel nostro panorama politico non c’è più nessuno (con rare eccezioni, rimaste tutte fuori del governo) che abbia un barlume, non dico di chiarezza politica e credibilità, ma almeno di onestà, di coerenza, di coraggio, e che sia degno di rispetto come rappresentante di un’isitutzione e come persona.
    Soprattutto, non c’è più un partito che offra una visione, un progetto a breve e lungo termine, un partito che sappia organizzare una resistenza organizzata, efficiente, articolata e martellante. Il movimento, affastellato di scontenti e orfani politici di varia provenienza, ci prova coi suoi ovvi limiti – forse voluti – creati dalla mancanza di vere idee politiche, di una filosofia e di un progetto storico. Ma almeno ha il merito di smuovere la melma e forse di aprire la strada a qualcosa di più organizzato, più serio, più forte che sicuramente verrà quando i tempi saranno maturi.

  • Divoll

    Possiamo criticare Grillo finchè vogliamo, ma quello che ha scritto Scalfari fa veramente cadere le braccia. Scalfari che cita Gramsci, poi, è un delirio. Ha messo insieme un articolo superficiale, intriso di luoghi comuni e banalità. Si lamenta che i pentastellati non guardino più in faccia a nessuno, che non abbiano più rispetto per le istituzioni. Dette proprio in queste ore, con l’ennesimo scandalo in atto (Cancellieri-Ligresti), le sue parole suonano grottesche e ridicole. E non è più solo chi vota le 5 stelle ad aver voglia di far piazza pulita della marmaglia – quella si – che finge di governare mentre si occupa esclusivamente di se stessa. Non sono le istituzioni a far venire il voltastomaco, ma gli squallidi burattini che le dirigono a tutti i livelli (UE inclusa), proni alle regole imposte al mondo intero da un manipolo di autentici criminali dell’alta finanza. Nel nostro panorama politico non c’è più nessuno (con rare eccezioni, rimaste tutte fuori del governo) che abbia un barlume, non dico di chiarezza politica e credibilità, ma almeno di onestà, di coerenza, di coraggio, e che sia degno di rispetto come rappresentante di un’isitutzione e come persona. Soprattutto, non c’è più un partito che offra una visione, un progetto a breve e lungo termine, un partito che sappia organizzare una resistenza organizzata, efficiente, articolata e martellante. Il movimento, affastellato di scontenti e orfani politici di varia provenienza, ci prova coi suoi ovvi limiti – forse voluti – creati dalla mancanza di vere idee politiche, di una filosofia e di un progetto storico. Ma almeno ha il merito di smuovere la melma e forse di aprire la strada a qualcosa di più organizzato, più serio, più forte che sicuramente verrà quando i tempi saranno maturi.

  • Divoll

    Possiamo criticare Grillo finchè vogliamo, ma quello che ha scritto Scalfari fa veramente cadere le braccia. Scalfari che cita Gramsci, poi, è un delirio. Ha messo insieme un articolo superficiale, intriso di luoghi comuni e banalità. Si lamenta che i pentastellati non guardino più in faccia a nessuno, che non abbiano più rispetto per le istituzioni. Dette proprio in queste ore, con l’ennesimo scandalo in atto (Cancellieri-Ligresti), le sue parole suonano grottesche e ridicole. E non è più solo chi vota le 5 stelle ad aver voglia di far piazza pulita della marmaglia – quella si – che finge di governare mentre si occupa esclusivamente di se stessa. Non sono le istituzioni a far venire il voltastomaco, ma gli squallidi burattini che le dirigono a tutti i livelli (UE inclusa), proni alle regole imposte al mondo intero da un manipolo di autentici criminali dell’alta finanza. Nel nostro panorama politico non c’è più nessuno (con rare eccezioni, rimaste tutte fuori del governo) che abbia un barlume, non dico di chiarezza politica e credibilità, ma almeno di onestà, di coerenza, di coraggio, e che sia degno di rispetto come rappresentante di un’isitutzione e come persona. Soprattutto, non c’è più un partito che offra una visione, un progetto a breve e lungo termine, un partito che sappia organizzare una resistenza organizzata, efficiente, articolata e martellante. Il movimento, affastellato di scontenti e orfani politici di varia provenienza, ci prova coi suoi ovvi limiti – forse voluti – creati dalla mancanza di vere idee politiche, di una filosofia e di un progetto storico. Ma almeno ha il merito di smuovere la melma e forse di aprire la strada a qualcosa di più organizzato, più serio, più forte che sicuramente verrà quando i tempi saranno maturi.