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SE L'OMICIDIO E' GAY, VA DETTO. PER DOVERE DI CRONACA

DI MARCELLO FOA
Il cuore del mondo
Di solito non mi occupo di fatti di cronaca, però in questo caso faccio un’eccezione e mi riferisco al terribile omicidio di Luca Varani. La versione che è stata diffusa all’inizio e che ha creato enorme sensazione è quella che il ragazzo sia stato ucciso da Manuel Foffo e Marco Prato “per vedere l’effetto che fa”. Col passare delle ore però sono emersi altri aspetti tutt’altro che secondari.

I due omicidi non erano semplici amici, erano gay. Ma non tutti i giornali lo hanno scritto. Non tutti i giornali hanno scritto che facevano pesante uso di stupefacenti, di cocaina e di GHB meglio nota come la droga dello stupro. Non tutti i giornali hanno scritto che la vittima avrebbe accettato un incontro omosessuale in cambio di 100 euro.

Soprattutto Repubblica ha brillato per ipocrisia e omissioni. Non una riga su questi aspetti. Ma perchè? Perchè non raccontare tutti i dettagli raccolti dai cronisti sulla base di testimonianze e delle solite confidenze degli inquirenti?

Il Corriere della Sera, ad esempio, ha raccontato tutto e nei toni giusti. Repubblica invece no. E chi lo ha denunciato per primo, come Mario Adinolfi, è stato sommerso da critiche e insulti.

adinolfi

Il Fatto Quotidiano ha ripreso le sue denunce ma in modo davvero subdolo, usando tecniche ben note agli esperti di comunicazione, ad esempio facendo notare nel sommario dell’articolo che Adinolfi è l’ideatore del movimento No Gender nelle scuole ma è “un giocatore professionista di poker” e sin dalle prime righe dell’articolo che è uno degli animatori del Family Day, ma si è risposato a Las Vegas; insomma mettendo in dubbio implicitamente la credibilità dell’autore. Tecnica subdola ma sempre molto efficace, che mira a far sorgere nel lettore il pensiero: “Ah, ma è Adinolfi, un retrogrado”. Dunque, qualunque cosa scriva non ha legittimità.

Il problema è che ci troviamo di fronte agli eccessi del “politicamente corretto” che sfocia nel pensiero unico e settario. Qui non si tratta di criminalizzare i gay (ci mancherebbe altro!) ma di adempiere fino in fondo al proprio dovere di cronaca. Se questo omicidio fosse maturato sulo sfondo di relazioni eterosessuali, magari per gelosia, anche “Repubblica” avrebbe pubblicato tutto e con dovizia di dettagli. Invece in questo caso ha preferito l’omissione, totale, per ragioni fin troppo ovvie, evidenziando così un paradosso della nostra epoca. I gay, fortunatamente, possono vivere la propria sessualità senza più nascondersi e con ampia, diffusa accettazione da parte della popolazione. E’ una conquista civile, che comporta inevitabilmente anche parità di trattamento mediatico in casi drammatici di cronaca come quello di Roma.

Dovrebbe essere un requisito normale in una società libera e rispettosa. E di una stampa davvero oggettiva, davvero libera. Anche dai propri pregiudizi che sfociano in un’ingiustificata censura.

Marcello Foa

Fonte: http://blog.ilgiornale.it

Link: http://blog.ilgiornale.it/foa/2016/03/09/se-lomicidio-e-gay-va-detto-per-dovere-di-cronaca/

9.03.2016

Pubblicato da Davide

  • MarioG

    Non lo sa, Foa, che il nuovo diritto di cronaca stabilisce di dire  SEMPRE che il soggetto e’ gay solo quando e’ VITTIMA? In altro modo, l’informazione e’ giudicata superflua

    ("irrilevante, Vostro Onore"- "Accolta").
  • mda1

    beh adesso con la nuova legge mancino estesa ai gay fatta da scalfar8, il buon Foa farà bene a stare attento a quel che scrive…..

  • Fedeledellacroce

    Banda di FROCI.

  • Stalin2

    Come si attivano però, le fighette arcobalenate, quando si tratta di enucleare le problematiche della famiglia tradizionale accusando questo o quel padre di famiglia di frequentare prostitute, consumare alcol o tradire la propria consorte. Sono sempre ospitate dalle conduttrici di quelle trasmissioni spazzatura nelle quali la propaganda anale procede a gonfie vele. Starnazzano, si dimenano, bofonchiano corbellerie di ogni sorta e, soprattutto, generalizzano. S111alvo poi invitare alla riflessione tutti coloro i quali di fronte ad episodi di questo genere tendono a sottolineare l’orientamento sessuale dei colpevoli. Il punto cruciale è che quell’aura Benedettina dipinta a pennello sopra la testa degli LGBT dalla quasi totalità degli organi d’informazione non è mai esistita, non esiste e mai esisterà. La storiella inerente l’endogena innocuità degli omosessuali sta dissolvendosi gradualmente. I recenti fatti di cronaca parlano chiaro. Il castello di mistificazioni dirittociviliste, tuttavia, decadrebbe definitivamente se le fighette arcobalenate provassero a leggere le biografie di personcine a modo come, ad esempio, Albert Fish, Ed Gein, Jeffrey Dahmer e John Wayne Gacy. Tutti soggetti come minimo bisessuali. Ma la lista sarebbe infinitamente più lunga. 

  • Bellerofon

    " I gay, fortunatamente, possono vivere la propria sessualità senza più
    nascondersi e con ampia, diffusa accettazione da parte della
    popolazione."

    E come no, basta vedere il tenore dei commenti qua sopra…! Ma per favore! Sembra piuttosto che siano in tantissimi ad aspettare fatti di cronaca come questi, per poter scaricarsi dal veleno dell’odio. Chissà perchè, la lista INFINITA di serial killer, e mostri, e pedofili, e giovani sbandati eterosessuali della Storia e della cronaca mondiale non suscita lo stesso livore, e soprattutto lo stesso morboso interesse sulle loro tendenze sessuali. Eh già: un gay omicida è ‘enne volte’ più "freak" di uno etero. Giusto?

  • Fedeledellacroce

    Si dice frocio e non gay.
    queste forzature inglesi (tipo jib acts o spending review) sono da froci

  • Eshin
    Hanno scelto il Male. E’ questa la diagnosi censurata.

    Alcuni lettori insistono perché dica la mia sui due trucidi assassini del loro coetaneo, attratto con la promessa di un rapporto sessuale ben pagato, 100 euro. Scusate, vorrei esimermi; già torme di mosconi e tafani, attratte dallo sterco e dalle carogne, a sciame vi hanno raccontato tutto; son contento di non essere più nel mestiere attivo di questo giornalismo. Del resto, è così chiaro. Ma, fateci caso, la sola cosa chiara da dire, è quella che tacciono tutti: i tafani, le mosche stercorarie, i mosconi attratti dalla putrefazione. Svolazzano a intervistare lo psichiatra famoso, che spieghi lui   come hanno potuto far questo:e lo psichiatra ovviamene annaspa. Sa benissimo che la sua pretesa scienza non ha le categorie per definire questo, non è una patologia che di trova nel Manuale Diagnostico-Statistico.   Si intuisce che lo psichiatra vorrebbe dire la definizione giusta, ma si trattiene: non appartiene alla scienza moderna, né tantomeno è una categoria che si può evocare nella società liberata e postmoderna. La parola sulla punta della lingua è: il Male. Quei due non sono malati, sono giovanotti trucidi e sanissimi. Solo, hanno aderito al Male. Con scelta volontaria, in piena lucidità.

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    “Giovedì sono usciti in macchina per fare un giro, per cercare una vittima da sacrificare, fino a quando la scelta è caduta su Varani, che Prato già conosceva negli ambienti dei locali notturni. Quest’ultimo avrebbe telefonato al ragazzo proponendogli 100 euro per un incontro sessuale nell’appartamento. Decine di ferite, da punta e taglio, hanno devastato il volto e il collo. . Ucciso Varani, Foffo e Prato hanno ripulito la scena del delitto – il pavimento della camera da letto e il bagno – fatto sparire gli abiti della vittima e il suo telefonino. «Poi abbiamo passato la giornata e dormito con il morto in casa». Volevano provare l’effetto che fa uccidere uno, uno qualunque.

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    La loro scelta deliberata per Satana è visibilissima nelle loro foto, nei loro orribili “profili Facebook”, specchio del narcisismo più velenoso: trucidi belloni, si atteggiano a modelli – come i modelli degli abiti di Armani e di Versace, gente di quel mondo, ragazzi di vita benvestiti e palestrati, il peggiore dei due un bisessuale: meno per inclinazione che per depravazione,  per espandere il limite del male di cui godere. Gente che ha voluto il Male in quanto tale, per sé, con purezza.   Per capire la loro patologia, bisogna fare riferimento alle categorie di ben altra scienza che quella del DSM 5. La scienza che dice: “Chi fa’ il peccato è schiavo del peccato”. Non si evochi, qui, la categoria della possessione: sì, può esserci anche questa – ma  come effetto secondario: il punto è che costoro si sono fatti possedere, hanno chiamato Lui, perché diventasse padrone delle loro anime. E’ ovvio che finisca in omicidio: Lui è “Omicida fin dall’inizio”

     

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    Omicidio gratuito: la sapeva bene Dostoyevski, che ha esplorato fino in fondo queste anime. Nei Demoni,   in Delitto e Castigo, l’ assassinio gratuito è la firma dei super-uomini che si sentono immensamente liberi e superiori, e solo dopo – col cadavere e il sangue da pulire – si rendono conto di essere stati schiavi: non di aver vissuto, ma di essere stati vissuti,  “agiti” da Un Altro.

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    Ha colto l’orrore di quella scelta assoluta il procuratore che ha chiesto 26 anni per il tizio della coppia all’acido, Alexander Boetcher: “rapporti interpersonali segnati da sadismo, narcisismo, antisocialità”, “un figlio di papà che fa il mantenuto e si atteggia a dio, come lui dice di sè stesso, con le donne con cui ha a che fare”. Anche di lui, la il profilo face book, dice tutto: trucido bellone da sfilata di moda, che tatua le sue amanti e le marchia, strappa il collo a galline e posta il tutto in video.

    E poi c’è l’altro, quel De Filippi che ha ammazzato la professoressa che aveva sedotto, in combutta col suo amante maschio cinquantenne: anche lui bisessuale amorale, anche lui il dio di se stesso  in forma di maschietto di vita e di ragazza di vita, la boccuccia imbronciata come ha visto nei video porno, senso di onnipotenza personale. “Se Dio non c’è, allora tutto è permesso”, dice un personaggio dei Demoni, Aleksei, e per dimostrare la sua libertà si spara un colpo di rivoltella. De Filippi, Boetcher, i due ributtanti uccidono altri, Ma possono uccidere se stessi con la stessa indifferenza: Marc Prato, uno dei due (il peggiore) dopo l’omicidio è andato in albergo per finire i suoi giorni. Allo stesso modo, nei Demoni, Stavroghin — il giovane ricco, annoiato e immorale, che ha un orribile segreto, la cui sola entrata in una stanza provoca nei presenti quel senso di gelo inconfondibile, si impicca alla fine in una stanza d’albergo in Svizzera. Posson farlo perché si vivono solo come corpi, sono solo corpi , senz’anima.

    Stanno diventando sempre più numerosi, questi piccoli Nietszche delle periferie e della modernità. Sono il tipico prodotto di una società che ha cancellato nelle coscienze, e anzitutto in sé stessa, la distinzione fondamentale: che l’uomo sceglie fra Bene e Male, e la scelta del Male è peccato e colpa, e porta rovina.

    Persino la Chiesa ha abbandonato quella scienza antiquata. Non ci sono più colpevoli, la misericordia avvolge tutti, Cristo non giudica, chi sono io per giudicare? Così sono venute meno tutte le difese. No, Cristo giudica; no ogni uomo sorvegli se stesso, per vedere a chi si dà schiavo. Si deve imparare, però.

    Forse molti crescono così perché non sono più battezzati?  “
    Rinuncio a Satana, alle sue seduzioni, alle sue opere”, la protezione sacramentale non è stata pronunciata a nome loro da nessun padrino credente.   Una generazione abbandonata ai suoi satana interiori, alle sue voglie, al “tutto è permesso” perché Dio non c’è. I “social media” aumentano le occasioni di Male, la rendono precoce. E per ogni bambina dodicenne corrotta, per ogni ragazzino che perde la purezza, sono piccole luci che si spengono. Lui sta spegnendo le luci, e così può dominare nel mondo per la sua definitiva dittatura sull’uomo.

    E tutto così chiaro, se si vuol vedere. La Merkel che dà 20 miliardi a Erdogan perché si tenga i profughi che aveva prima chiamato, ma che ora gli fanno perdere le elezioni; il ministro Schauble che nega ogni aiuto alla Grecia, “Non confondiamo il suo debito con la questione migranti, teniamo distinte le due cose”, solo – abbiamo finalmente il coraggio di dirlo – fanno l’opera   del Principe d Questo Mondo, e lo sono volontariamente. Questi sono disposti a regalare al turco i miliardi che hanno risparmiato per i greci negandoli a questi fratelli europei. Che ne dite?

     

    Direte che esagero. Ma sveglia! Sono anni ed anni che il Male devasta paesi interi nel mondo, uccide un milione in Irak, mezzo milione in Afghanistan, ora in Libia, in Siria. E’ forse qualcosa di logico, ancorché machiavellico? Ciò supera le ragioni geopolitiche, anche le più ciniche. E’ un fine in sè.

    Il prezioso sangue

    Ho davanti agli occhi le foto delle due suorine di Madre Teresa trucidate per la fede nello Yemen. In Yemen, capite. Da cui tutti scappano se possono, e loro erano lì. Curavano degli anziani musulmani, malati, di quelli che nessun musulmano curerebbe, se non è un suo familiare. Scusatemi,   hanno dimostrato la superiorità di Cristo sull’Islam, su qualunque altra religione. Quando ho visto queste suorine andare sempre affaccendate nelle strade di Calcutta, o della Ucraina di prima a lavare malati vecchi e cattivi, o negli orridi sobborghi di New York dove erano le sole a rendersi cura dei malati di Aids, le ricchissime checche che improvvisamente tutti gli amanti abbandonavano – ho sempre pensato:   non corrono alcun pericolo. Sono protette, anche agli occhi di chi non crede, dalla loro stessa innocuità, dal loro inerme sorriso. Chiunque dica: “Il Dio di Madre Teresa non è il mio dio” condanna se stesso. Chi può essere così stupido nella malvagità?

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    In Yemen dei wahabiti in uniforme l’hanno fatto. Le hanno ammazzate con i loro assistenti e pazienti. E il Papa? Vi sembra normale quel che ha detto su quelle sorelline uccise? “Queste persone sono vittime dell’attacco di quelli che li hanno uccisi (sic)  e anche dell’indifferenza, di questa globalizzazione dell’indifferenza, a cui non importa”. Non ha avuto il coraggio di dire il nome “di quelli che li hanno uccisi”, né la religione, né che sono morte per la fede. Per lui sono state uccise “dall’indifferenza globale”. Voleva dire: dal fatto che non sono comparse sui giornali e i tg?

    E’ questo che conta? Per lui forse. Per loro no.

    Riguardo le foto. Due sorelline giovani, dai piedi scuri del Terzo Mondo. Si vede che avevano i grembiuli a quadri delle serve, delle badanti, per non sporcare i sari – ne hanno solo due, uno lo indossano l’altro lo lavano, e lo cambiano ogni giorno.   Sari di poco prezzo, grembiuli di poco prezzo, il cibo che mangiano è di poco prezzo: tutto è di poco prezzo nella loro vita. Tranne il sangue che hanno versato. Questo sangue è detto prezioso. Non è una parola a caso: anche nel Buddhismo si prega il “Prezioso Signore”, il Buon Pastore. E’ una parola che ogni teologia seria, che ha scelto il Bene, trova spontaneamente. Indica la natura di gioiello, di diamante e di rubino; allude alla essenza minerale incorruttibile, rara, trasparente e inestimabile, di quel sangue che viene sparso senza alcun risparmio, invece di essere tesaurizzato.

    Mai il sangue dei martiri ha fatto notizia sui giornali, o Papa. Sono sempre morti dimenticati, nessuno a difenderli, nessuno a raccontare. I mosconi e i tafani non sentono l’odore di quel rubino, di quello zaffiro e diamante di chi ha rinunciato a Satana, alle sue seduzioni alle sue opere. La sua morte è umile come la sua vita indifesa, come la Giacinta di Fatima che a nove anni morì “per salvare le anime dall’inferno” in un ospedale d Lisbona,fra quegli odori di ospedale dei poveri, senza mamma e senza papà. E senza giornalisti a dare la notizia. “Ora ne salverai tanti, Gesù, perché ho fatto un sacrificio molto grosso”, disse una volta in quel lettino. Aveva conquistato dei diritti su Dio.

    L’Altro, il nemico,  invece, sa benissimo dove colpire. Non poteva tralasciare le sorelline di Madre Teresa. Sta avanzando, sta spegnendo tutte le luci ad una ad una – le luci sacramentali, le luci della Presenza Reale, le luci di coloro che hanno rinunciato, ed ogni giorno rinunciano, alle sue seduzioni e le sue opere.

    E tutti fanno finta di non accorgersi di questa avanzata. Tra i pochi, sono lieto di poter citare uno che per formazione dovrebbe essere lontano da questo genere di sapienza e sensibilità : è Giulietto Chiesa. Su Facebok, ha postato questo

    MESSAGGIO AI NAVIGANTI

    Mi arrivano messaggi inquietanti, anche dalla cronaca quotidiana. Segni di vero e proprio impazzimento dei singoli. E dei popoli (perché da tempo ho capito che i popoli possono uscire di senno, esattamente come gl’individui). In altre epoche succedeva. Ma più raramente. Non posso qui fare esempi, ma ciascuno può trovarli nella propria esperienza. 
    Ciò che accade in questa epoca è tuttavia molto angosciante. È come se tutti, molti, stessero “perdendo il controllo” di se stessi. Ho una spiegazione possibile (non certa, ma probabile
    ): stiamo entrando ad alta velocità in zone sconosciute della psiche umana, dove le nostre abitudini non funzionano più a difesa dei nostri equilibri. È l’effetto dello choc da “modernizzazione”, da “globalizzazione”. Le tecnologie che abbiamo costruito stanno accelerando con violenza inaudita molte delle nostre funzioni cerebrali. Ma l’evoluzione tecnologica (che si misura ormai sulla scala di pochi anni) non ha nulla a che vedere con i tempi dell’adattamento dell’individuo, che si misurano sulla scala delle centinaia di migliaia di anni, come minimo dei secoli. Per questo, io credo, stiamo diventando sempre più “squilibrati”: a seconda del grado di dipendenza dei fattori “innaturali” che ciascuno di noi (e tutti insieme) stiamo introiettando nella nostra psiche.

    “Stiamo entrando ad alta velocità in zone sconosciute della psiche umana”: ben detto.

     

    http://www.maurizioblondet.it/hanno-scelto-il-male-e-questa-la-diagnosi-censurata/

  • Fischio

    L’articolo di Foa potrebbe reggere, se dentro una società acculturata, ma non in un’arena all’interno della quale gli affamati si nutrono e godono delle tragedie altrui, che sfogano le loro frustrazioni quotidiane urlando al ‘mostro in prima pagina’. Un omicidio resta un omicidio a prescindere. E poi scrivere oggi di Stampa libera mi vien da piangere…Sono tutti asservirti…. 

  • Vetter

    Commentare la libertà di stampa (sopratutto quella di Repubblica) in un blog di controinformazione non ha più alcun senso, è un argomento superato, è un assunto, un postulato, un sottinteso talmente noioso che si può giusto esplicitarlo per completezza di pensiero, ma dibattere ulteriormente è ridicolo.
    Fatto sul blog di ilGiornale può avere senso quindi rispetto il tentativo di Foa.

    Le lobby di qualsiasi forma e colore esse siano sono il cancro che sta consumando l’umanità.
  • Bellerofon

    Sbagliato: si dice "Curati, psicopatico". Dai libero sfogo al tuo odio da serial killer, spero che così ti sbattano in galera in mezzo ad un manipolo di galeotti etero o gay, desiderosi di buco… Quello che si chiama Contrappasso. Ti starebbe proprio bene.

  • Fedeledellacroce

    Quanto veleno…..
    Sarai mica frocio?
    Per me potete fare quello che volete con la vostra sessualitá.
    Ma a giudicare dall’isteria del tuo commento credo sei tu quell@ che ha bisogno di cure.

  • uomospeciale

    La replica di Maurizio Blondet  è riuscita a far riflettere anche me che sono sempre stato un ateo convinto.

    Ma invece di parlare di "male" o "principe delle tenebre" sarebbe più giusto dire che l’uomo ha sostituito ogni suo valore etico e morale con la brama di potere e di denaro.

    Le religioni sono morte, le ideologie pure, la famiglia è in disfacimento, come pure le varie culture, le identità nazionali, e gli stati stessi…. Persino i ruoli e i sessi sono messi pesantemente in discussione e mentre tutto questo accade non si fa educazione civica o cultura della legalità, dai tempi del primo dopoguerra.

    Anarchia, edonismo e individualismo  totali sia in famiglia che fuori, e l’unico valore rimasto è il denaro.

    Per forza che poi gli esseri umani regrediscono a livello bestiale.

    E siamo solo agli inizi purtroppo…..
    Andrà molto ma molto peggio tra una ventina di anni  quando questa generazione alla Pietro Maso di cui l’Europa è piena zeppa, saranno diventati maggioranza assoluta.
     
    Le nuove generazioni vivranno in un mondo di belve dove neppure una belva vorrebbe vivere.

    Non li invidio di certo.
       

  • Stalin2

    Serial Killer? Chi aggettiva come "Froci" le fighette arcobalenate con il culo a stelle e strisce ora viene equiparato ad un serial killer? Pensa quante risate starà facendosi Jeffrey Dahmer da lassù, il quale riusciva ad essere simultaneamente sia un omicida seriale che un omosessuale. Proprio come l’assassino della professoressa e il cocainomane menzionato nell’articolo di Foa.

  • Giancarlo54

    Magari ci salvano, o meglio vi salveranno i muslim.

  • illupodeicieli

    Il punto è che , non potendo più esprimersi liberamente o non come si vorrebbe, risulta difficile compiere analisi e dare pareri e giudizi. Ma la cosa più fastidiosa, per me almeno, è che non è nemmeno concesso di poter giudicare, di avere un’opinione e di esprimerla. Non è vero? Invece lo è al punto tale che, quando ci fu il battibecco tra i due allenatori di Inter e Napoli, la 7 intervistò dei giocatori di rugby i quali dissero che cose del genere, cioè insultare qualcuno dandogli del finocchio o similare, non era giusto e non avveniva da loro: ebbene, anche la conduttrice ebbe dei dubbi…ma sull’onestà della loro risposta. Il che vuol dire che ci stiamo abituando a mentire e a non dire, come ci veniva insegnato da veri maestri ed educatori, ciò che pensiamo, e restiamo quindi nel vago, figli della cultura del "ma anche", del "forse però". Concludo aggiungendo che ci sono sempre coloro, conduttori tv e anche giornalisti della carta stampata, che concludono dicendo che "non spetta a noi giudicare": è vero che ci sono i giudici, ma chiunque ha diritto di avere un’opinione e quindi di giudicare. La differenza è che se sei un giudice puoi mandare la gente in galera.

  • Bellerofon

    A te basterebbe un ditino nel culo per farti andare in orbita orgasmica, povero represso.
    Per quelli come te bisognerebbe riaprire i manicomi e, soprattutto, elettroshock a dosi industriali. Credimi, stai messo male davvero.

  • Bellerofon

    RUSSIA HORROR (PEGGIO DEL COLLATINO) – ALEKSANDR U, CANTANTE PUNK ROCK CONOSCIUTO COME PUSSY, DECAPITA LA FIDANZATA E FA SESSO ORALE CON LA SUA TESTA MENTRE INDOSSA UN VESTITO DELLA RAGAZZA

    Per dovere di cronaca, hanno scritto/scriveranno che il cantante in questione è eterosessuale?

  • fabKL

    Secondo te bisognerebbe riaprire i manicomi e fare elettroshock a persone che non sono omosessuali o che sono contrarie. E’ implicito quindi che sottoposti a tale trattamento diventerebbero anche loro omosessuali o per lo meno favorevoli.
    Non so se ti rendi conto che cosi dicendo stai affermando che l’omosessualita’ e’ il risultato di manicomi e elettroshock.
    Sei proprio sicuro che con elettroshock si diventa omofavorevoli? se cosi fosse equivarrebbe a dire che l’omosessualita’ e’ una malattia o deformazione psicologica attivabile con metodi psichiatrici……

    Ho sempre sentito dire – non condividendolo in toto – che le donne ragionano con l’utero. Le donne ribattono dicendo che gli uomini ragionano con il pene. Alla luce delle tue affermazioni mi chiedo con cosa ragionino gli omosessuali.

  • fabKL

    Concordo su tutto tranne l’ultima frase che ritengo troppo rinunciataria. Per potersi difendere – in misura minima – da una stampa non libera bisogna individuare in che direzione sia piegata. Il giornalista individua un punto che oggi e’ riscontrabile nel gran maggioranza dei media (incluso il giornale su cui pubblica il blog). Potrebbe spingersi oltre ma non lo fa, e questo e’ il suo limite