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SANTORO E BERLUSCONI ALLA FIERA DELLE ILLUSIONI

DI SERGIO DI CORI MODIGLIANI
Libero pensiero

Tutti in riga a seguire il cosiddetto evento Santoro-Berlusconi.
La mia personale opinione è che hanno perso tutti.
Anzi: abbiamo perso tutti.
La vera posta in gioco consisteva nel chiarire –in maniera unilaterale- l’affermazione base del pensiero unico italiano, basato sulla totale primogenitura dittatoriale della televisione, e quindi chiarire a tutti che i bloggers, i social networks, la rete, la carta stampata, i libri, la radio, gli incontri umani, in questa campagna elettorale non contano nulla e non valgono nulla se paragonati alla tivvù.Unica nazione in occidente ad avere questa particolarità, l’Italia si è dunque riconfermata come nazione totalmente teledipendente, a differenza di altre società più evolute rispetto alla nostra, dove le nuove tecnologie, una nuova umanità e un rinnovato scambio sociale, hanno aperto orizzonti diversi di possibilità di comunicazione e quindi anche di mercato e di confronto.
Abbiamo perso tutti perché ci hanno dimostrato che il berlusconismo è ancora vivo e vegeto e detta le condizioni ad ampio raggio. Se l’opposizione, infatti, deve essere rappresentata da Santoro-Travaglio-Vauro, allora vuol dire che lo status quo regna sovrano: entrambi parlano lo stesso linguaggio. Sono antitetici ma speculari, oppositori sì ma mai antagonisti, e appartengono entrambi a due rovesci di una identica medaglia, il cui fine, va da sé, è identico: far credere e pensare agli italiani che sono “loro e soltanto loro” i depositari delle potenziali alternative a se stessi.
Come a dire: “dopo di noi veniamo soltanto noi”.
E’ una delle tante manifestazioni del paradosso della surrealtà, in questo caso specifico applicato alla dimensione della cupola mediatica.
Sono stati tutti splendidi e squisiti attori della finzione catodica, con un finale appena appena un po’ pepato, tanto per dar la sensazione che qualcuno avesse fatto goal.
Ma è stata una abile illusione virale.
Nessuno tra i giornalisti presenti ha posto una domanda intelligente –in quanto prova schiacciante- a Berlusconi, in modo tale da poterlo inchiodare (e non era difficile) così come, dal canto suo, tantomeno il cavaliere ha sferrato un attacco facile facile che avrebbe potuto tranquillamente stendere tutti i presenti. Il risultato? Chi, tra i telespettatori, era anti.berlusconiano è rimasto tale e chi, invece, pendeva per Berlusconi, si è ringalluzzito pensando che “glie le ha cantate”. Apparentemente un pareggio.
Ha vinto il ragioniere contabile di La7 che ha incassato il previsto gettone.
Hanno vinto Santoro e Travaglio per la loro percentuale su quel gettone.
Ha vinto Berlusconi perché le concessionarie della pubblicità che gestiscono il pacchetto sono sue.
Ha vinto chi voleva far credere che in Italia nulla cambierà mai, essendo gli interlocutori sempre gli stessi.
Ha perso il pubblico.
Come infatti il buon Santoro ci ha spiegato in una sua improvvida esternazione- dimostrando chiaramente che si erano preventivamente accordati per non farsi del male a vicenda- c’era stato un accordo tra le parti. In un paese dove esiste il buon giornalismo (così si fa nelle altre nazioni più evolute) prima dell’inizio del match sarebbe apparso fuoriprogramma il direttore della rete Enrico Mentana, il quale avrebbe spiegato al pubblico che tipo di accordo era stato fatto tra le parti, quali fossero le condizioni, i limiti, le frontiere da non superare, augurandosi che nessuno tra i due venisse meno ai patti. Il pubblico più maturo avrebbe gradito.
Così non è stato, invece.
Tuttora non è dato sapere quale fosse quell’accordo, e soprattutto “perché”.
Dimostrando che, all’interno del mondo della cupola mediatica, se la girano come intendono, ma soprattutto ci tengono a NON spiegare mai alla gente quali sono le regole d’ingaggio.
La7 ha un’ottima giustificazione; può sempre dire “ma noi siamo dei privati”.
Hanno ragione.
Peggio per coloro che guardano una trasmissione che si chiama “servizio pubblico”, va in onda in una emittente privata che vive dei soldi veicolati da Berlusconi sul mercato (in maniera legale) e quindi di pubblico non ha nulla, né di fatto, né legalmente, ma chi la guarda è convinto, invece, che si tratti davvero di un servizio pubblico per la cittadinanza.
Soltanto il nome, ottima trovata demagogica.
In Usa, Gran Bretagna, Francia, Danimarca, Cekia, Svezia, Olanda e Germania è vietato dalla Legge che una qualsivoglia emittente privata usi il termine “servizio pubblico” non essendolo.
Ma noi, si sa, siamo in Italia.
Viviamo nel Paradosso della Surrealtà.
Hanno costruito una realtà alla quale hanno sottratto il Senso.
E la politica e l’informazione, da noi, sono come il calcio.
Vince il tifo e mai lo sport, perché è solo puro business.
O meglio: vincono i soldi e si fa credere ai tifosi che hanno vinto loro.
E’ esattamente ciò che è accaduto ieri sera.
Ovverossia: non è accaduto nulla.
E noi, vittime predestinate, siamo costretti a far di necessità virtù, e star qui a parlare del nulla e di una illusione, come se si trattasse di un qualcosa di reale, di autentico, di interessante; soprattutto “importante” per le nostre esistenze.
Non lo è.
In nessun modo.

Sergio Di Cori Modigliani
Fonte: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it
Link_ http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2013/01/santoro-e-berlusconi-alla-fiera-delle.html
11.01.2013

Pubblicato da Davide

  • paolodegregorio

    – Berlusconi da Santoro: ha vinto “o sistema” –
    di Paolo De Gregorio, 11 gennaio 2013

    Come al solito, le motivazioni che hanno spinto La7 e Santoro ad ospitare il “caimano” non sono di ordine informativo né di rispetto delle regole di par condicio, ma credo che l’ultima parola se invitare o no il Cavaliere l’abbia avuta il denaro, nella forma del ritorno pubblicitario.
    Nessuna persona seria può considerare Berlusconi un interlocutore interessante per la politica o l’economia, visto che ci troviamo di fronte ad un mentitore professionale, un piccolo dittatore che nel suo partito nomina e licenzia segretari, come se ciò fosse la cosa più naturale del mondo, un tizio che non si prende la responsabilità del fallimento economico e morale dell’Italia, pur avendo governato per la maggior parte degli ultimi 20 anni.
    La trasmissione di Santoro ha fatto un regalo principesco a Silvio B., non tanto per la visibilità televisiva già debordante, ma per il fatto di trattare come interlocutore politico un personaggio che in un paese serio sarebbe stato allontanato dal Parlamento e dal potere fin da quando si seppe che si avvaleva del mafioso Mangano per proteggere se stesso, la famiglia, i suoi affari.
    Ciò di cui non sembra rendersi conto Santoro è che la gigantesca visibilità che ti dà il mezzo televisivo, nel bene o nel male, ti fa esistere, ti legittima, ti fa popolare, mentre l’assenza dagli schermi ti fa scomparire, ti invecchia, ti emargina, soprattutto in politica, dove si è abbandonato da tempo lo stretto rapporto sul territorio tra cittadini e rappresentanti politici, ora nominati dalle segreterie dei partiti.

    Un vero “servizio pubblico” dovrebbe dare voce esclusivamente a chi voce non ha, a quella maggioranza di cittadini italiani, salariati, stipendiati, pensionati, disoccupati, che non hanno nemmeno un partito di riferimento, non un giornale, non una sola TV, diventati invisibili negli ultimi venti anni, ingrigiti, fuori moda, in un sistema comunicativo che fa apparire solo i vincenti, i potenti, le donne in possesso di culi e tette fuori misura, gli sportivi più belli e famosi, i preti.
    Se si vuole che la politica torni sul territorio bisogna annullare la presenza dei politicanti negli immondi teatrini come Porta a Porta e simili, fino a Santoro. I politici devono guadagnarsi i voti battendo il proprio collegio elettorale, occupandosi di iniziative che migliorino la vita dei cittadini, di cui devono farsi semplici portavoce e sparire dopo due legislature.
    Non mi sembra che Santoro abbia questa visione strategica della comunicazione televisiva. Non vuole sputare nel piatto in cui ha sempre mangiato, ma se vuole ancora definirsi “servizio pubblico” deve proporre che sia abbattuto il duopolio RAI-Mediaset, ciascun gruppo deve vendere due reti sul mercato, la RAI deve restare con un solo canale senza pubblicità, e i cittadini che pagano il canone hanno il diritto di eleggere ogni 5 anni il direttore generale con tutti i poteri in concomitanza con le elezioni politiche.
    Mi sarebbe piaciuto ieri sera vedere la faccia del Caimano se Santoro gli avesse comunicato di volere, in nome della democrazia, distruggere il suo controllo su 5 reti nazionali, perché si sospetta che lui sia diventato primo ministro proprio grazie a questa mostruosità.
    Paolo De Gregorio

  • A

    Dopo 20 anni di caccia finalmente lo incastrano. Circondato dalla redazione, viene piazzato su una seggioletta con i faretti puntati e milioni di persone pronte coi popcorn per godersi l’epilogo finale del vecchio maiale, il grande venditore di pentole, ormai stanco e al tramonto. Sarà macellato con eleganza e in diretta, se lo merita, dopo tutto il male che ha fatto. Finirà col pentolaio alla regia che dirige lo show, sarà lui ha processare il giovane cronista rintontito. Quando il conduttore realizza cosa sta succedendo sclera, tentando di riprendere i comandi, ma ormai, è troppo tardi.

  • illupodeicieli

    Il punto è che le cose che contano sono le dichiarazione rilasciate all’intervistatore a inizio trasmissione, le affermazioni fatte dall’imprenditrice: lo dico perchè mi paiono le uniche cose sincere e veritiere (perchè le condivido). Il resto sono le dichiarazioni di Berlusconi su cosa farebbe se ,e sopratutto cosa si dovrebbe fare. Potrebbero far rivedere i filmati a tutti gli altri candidati e ricevere risposte ,forse diverse, ma il succo è quello di persone fuori dalle sagrestie perchè forse fuori dalle sedi dei partiti (ci sono ancora sedi di partito aperte tutti i giorni? o solo per le primarie o le sedi sono solo online?) o dei sindacati vogliono solo fighetti da candidare o persone con le tasche piene e stipendi da 80mila € in su, e non troveremo di certo le persone che vorrebbero ri-farsi una vita ma sono ,volutamente, tenute ai margini della società civile. Per ora, perchè abbiamo già visto di cosa sono stati capaci al g8 di Genova o con i manifestanti sardi (quando li hanno tenuti bloccati a Civitavecchia) o cosa non hanno fatto ai no tav: fra poco ci metteranno nelle riserve, e se usciamo ci spareranno a vista o ci faranno fuori con qualche vaccinazione obbligatoria. Del resto abbiamo queste persone candidate, le altre che potrebbero anche essere capaci, per ora teorizzano da dietro una tastiera o in qualche video o in conferenze o meeting, ma quando si arriva al sodo ecco che non ci si arriva mai. Due almeno sono le cose che ,come mente bacata, capisco: uno è che vuol dire che chi teorizza non ha grandi preoccupazioni ad arrivare a fine mese o ha comunque delle alternative, un secondo o terzo lavoro, un piano b ( che non è B che conosciamo… spero, dato che B è stato un traditore delle pmi e partite iva); due è che effettivamente non sono persone in grado di suggerire strade percorribili, cioè possono aver individuato cause e perchè della situazione attuale ma non sanno suggerire rimedi. Quanto al potere della tv è vero, ma è anche vero che tra blogger e siti spesso ci scanniamo: come ho detto altre volte, e qualcuno ha scritto anche oggi, se cercassimo ciò che ci unisce invece di ciò che ci divide, se non fossimo invidiosi ,se qualcuno non avesse il blog e il sito a pagamento (questa è una mia fissa).

  • ericvonmaan

    Cori Modigliani ha cominciato a scrivere articoli più corti e più sintetici, bravo, apprezzo.

  • clausneghe

    Questo non sarebbe accaduto se gli Italioti avessero fatto come me, che la televisione l’ho buttata nel (si fa per dire) cesso già dieci anni orsono.
    Io per informarmi mi servo esclusivamente di libri e di Internet.
    La tv la guardo(da parenti) solo in occasione di gare superbike,sport che mi appassiona in quanto ex pilota dilettante.punto. E guarderei anche quelle solo su Internet,se non ci fossero gli accordi pubblicitari che impediscono la diretta.
    Per fare la rivoluzione basterebbe spegnere per sempre quel maledetto aggeggio, subdola bocca vomitante menzogne. Menzogne che vi fanno pure pagare con il pizzo (scusate, canone). Svegliaaaaaa

  • nigel

    Se hai una mente critica puoi guardare anche la tele, sia pure occasionalmente e con gli opportuni filtri, se assorbì acriticamente tutto e’ sicuramente sconsigliabile. La visione occasionale di un programma idiota, falso e fazioso e’ invece per me antropologicamente interessante. Chi si sollazza soltanto con letture di AA in sintonia con il proprio pensiero, non credo possa avere un quadro completo di ciò che lo circonda. Stammi bene, figlio dei fiori

  • clausneghe

    No,nigel, tu non hai provato a disintossicarti dalla tv. Io vedo la differenza,quando sono costretto a sorbirmela,magari in casa d’altri che la tengono sempre accesa. Mi viene mal di testa e un senso di disagio..
    Sappi che “essa” propaga anche onde elettromagnetiche che interferiscono
    con la mente umana, con effetti ottundenti e ipnotici,a ns insaputa,ovviamente.

  • manama

    Ora e sempre Scilipoti presidente !

  • Georgejefferson

    El Modigliani,che ridere,parla di tutto tranne l’argomento “sovranita monetaria”citata piu volte nel corso della serata davanti a milioni di persone.Naturalmente poi,ci sono i paesi evoluti e seri e noi sporchi e cattivi,come da programma,cosi come da programma dir la tua come tutti i blogger in fila han fatto,distinguendo pero le belle anime coraggiose

  • zara

    Io questa trasmissione non l’ho vista, in casa siamo quattro, e, non è stata è stata vista da alcuno. Questa mattina, al lavoro, nessun collega ne ha parlato. Ma siamo proprio sicuri di questo potere della televisione? Mah!

  • vraie

    l’ho eliminata anch’io e sto molto meglio, inoltre sentendo meno bugie … quel che resta potrebbe essere la verità; mi manca anche il cellulare, purtroppo passo molteore al pc …. che quanto a onde elettromagnetiche non scherza … per fortuna su internet le cazzate si può cercare di evitarle mentre con la tv no
    (certo che così abbiamo un’idea meno diretta della realtà … cioè del grqnde circo televisivo-informativo)

  • BaronCorvo

    Più *”+^#§@°* di Modigliani ci sono solo i suoi lettori.

    Che ammasso di $%*çé°#§”^* ambulanti!

  • nigel

    È’ la dose che fa il veleno (Paracelso)

  • bysantium

    Ma Santoro, da ex comunista o proprio per questo, si è reso conto di aver fatto la parte dell’utile idiota?

  • RicBo

    Non stimo particolarmente Modigliani ma questa volta sono d’accordo con lui quasi in ogni riga.

  • manama

    io non capisco stò accanimento sulla sovranità monetaria quando il PREZZO DELL’ORO che determina il valoore delle monete è fissato ogni mattina dal consoglio di amministrazione di una banca privata (a Londra).

  • lucamartinelli

    E infatti il sottoscritto, che ha da tempo la presunzione di avere capito il gioco della manfrina finto-politica, si è gustato la trasmissione del concerto che Zucchero ha tenuto a L’ Habana.

  • roberto4321

    sia Berlusconi che Santoro hanno raggiunto il loro obbiettivo, polarizzare la contesa elettorale su berlusconismo ed antiberlusconismo fregando Monti che voleva incunearsi tra i due poli. Ora che l’operazione mediatica è riuscita è facile prevedere un risultato disastroso per il professore, che paradossalmente potrebbe non entrare neanche alla Camera, se la sua coalizione scende sotto il 10% e UDC FLI e lista Monti non raggiungono singolarmente il 4%, ed una contestuale crescita del movimento di Ingroia che potrebbe prenderne il posto al governo visto che potrebbe prendere il premio al Senato in diverse regioni meridionali. Chapeau.