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RICERCA VIZIATA PER ATTACCARE GLI INTEGRATORI MULTIVITAMINICI

DI BLAKE GOSSARD, KIRA SCHMID, ND, LUTHER HUBER, ND, MBA, STEVEN V. JOYAL, MD
lef.org

I media mainstream hanno rapidamente diffuso i risultati apparentemente eclatanti di due studi sugli integratori multivitaminici riportando a lettere cubitali “Caso chiuso, integratori inutili a volte dannosi, uno spreco di soldi…” e così via.

La Lef, associazione di consumatori USA, ha incaricato un team di studiosi di fare luce sulla cosa e di analizzare i dati che avrebbero autorizzato affermazioni cosÏ categoriche.

Vi proponiamo la traduzione del documento di critica redatto e che vi permetterà di capire quali pratiche siano state attuate e quali risultati ottenuti realmente, al di là dei lanci di agenzia.

Leggete. Emerge un quadro a dir poco scandaloso. Si tratta di studi che sembrano concepiti apposta per mettere in cattiva luce gli integratori.

Non si è esitato ad impiegare metodi che sconfinano nel repertorio della truffa scientifica. Ancora una volta si è usato l’espediente di usare quantità ridicolmente basse e con scarsa continuità. Ancora una volta i benefici, per essere confermati, avrebbero dovuto essere a dir poco miracolosi. Il massimo della scorrettezza forse è stato proprio questo. Nonostante tutte le misure impiegate per rendere nulli i possibili effetti positivi, questi ci sono stati lo stesso! E cosa hanno fatto allora? Hanno stabilito che tali benefici non avevano superato la soglia di attendibilità. Stabilita da loro, ovviamente, casomai gli integratori “funzionassero” lo stesso! La notizia del “caso chiuso…” è arrivata molto rapidamente nelle redazioni e ha trovato spazio e risonanza SENZA quella verifica delle fonti che forse ci si dovrebbe attendere per notizie così definitive. Evidentemente le redazioni scientifiche si sono trasformate in uffici di impaginazione delle veline provenienti dagli uffici di relazioni pubbliche delle industrie farmaceutiche. C’e’ altra spiegazione? La ricerca e’ stata pubblicata in una rivista interamente finanziata da Big Pharma. Di prestigioso ha certamente i fondi a disposizione e la faccia tosta per pubblicare uno studio dal quale quasi metà dei reclutati si sono ritirati.

Coloro che assumono integratori possono stare tranquilli: i titoli che periodicamente appaiono nelle pagine web e nei giornali sono del tutto infondati. Non a caso, non vedrete mai riportate le metodologie impiegate nè i dati ottenuti, per suffragare tali tesi.

I ricercatori seri ci sono e la loro ricerca non prevenuta, in genere finanziata con fondi pubblici, ha stabilito da decenni come gli integratori possano aiutare a prevenire e mitigare molti malanni delle persone.

Stefano Pravato

21.12.2013

Due studi viziati e un editoriale pubblicati nel numero del 17 Dicembre degli Annals of Internal Medicine hanno provato a screditare il valore degli integratori multivitaminici. (1-3) Entrambi gli studi sono viziati da gravi vizi metodologici.

In uno degli studi ai soggetti sono stati dati integratori multivitaminici di bassa qualità e in basse dosi. Negli studi si sono registrati tassi di adesione al trattamento e tassi di abbandono terribili. Ciononostante, i media mainstream utilizzano questi studi riprovevoli per mettere in cattiva luce gli integratori alimentari.

Il primo studio ha esaminato gli effetti cognitivi della supplementazione multivitaminica a bassa potenza su soggetti maturi di sesso maschile (2). Non sorprende che le conclusioni dell’analisi mettano in discussione i possibili benefici dei multivitaminici per problemi cognitivi. Nell’altro studio, ai soggetti con precedenti eventi di infarto sono stati dati un integratore multivitaminico o un placebo e sono stati monitorati per circa 4,5 anni, registrando gli eventi cardiovascolari (1).

Anche se lo studio non regge ai propri efferati difetti di progettazione, esso in realtà fornisce addirittura la prova che i multivitaminici riducono il rischio cardiovascolare. Tuttavia, i ricercatori hanno costruito lo studio in modo da ignorare qualcosa men che miracoloso per la riduzione del rischio cardiovascolare, in modo da porre in discussione i benefici dei multivitaminici. Di questi grandi difetti nell’impianto e nella metodologia dello studio non si discute nei media convenzionali. Invece, questi deplorevoli studi stanno alimentando lo sforzo tradizionale di screditare gli integratori alimentari di alta qualità.

Difetti dello studio sulla Funzione Cognitiva

Criterio di adesione basso

Si è stabilito che i soggetti del primo studio fossero adeguatamente rispettosi del loro regime multivitaminico se li prendevano anche solo per i due terzi del tempo. In altre parole, anche i soggetti che hanno saltato il loro multivitaminico quattro mesi all’anno sono stati considerati “aderenti”. Weak Questionnaire Data that Relies on Recollection

Dati del questionario poco affidabili, compilati a posteriori

Inoltre, il metodo con cui l’adesione è stata valutata in questo studio è intrinsecamente debole. I soggetti sono stati semplicemente invitati a riferire quanto aderenti fossero stati al compito loro assegnato una volta all’anno. Questo approccio si basa sulla raccolta a posteriori ed è particolarmente incline a bias (4). Studi più rigorosi misurano correttamente la conformità chiedendo ai partecipanti di restituire il materiale inutilizzato in modo da permettere di quantificare direttamente l’aderenza.

Multivitaminico a basse dosi

Il multivitaminico utilizzato in questo studio conteneva concentrazioni di nutrienti del tutto inadeguate. Ad esempio, la miscela conteneva solo 60 mg di vitamina C, 25 mcg di vitamina B12 e 20 mcg di selenio.

Persone attente alla salute sanno bene che con queste dosi abissalmente piccole di nutrienti è molto improbabile avere notevoli benefici per la salute. I ricercatori stessi affermano che una limitazione del loro studio è che “[le] dosi delle vitamine potrebbero essere troppo basse …”

Alcuni effetti cognitivi benefici nonostante la dose minima

Nonostante le piccole dosi vitaminiche utilizzate in questo studio, nel gruppo multivitaminico sono stati comunque osservati dei benefici. Ad esempio, dopo 2,5 anni di trattamento con il multivitaminico a basso dosaggio, si è visto un miglioramento nella funzione cognitiva rispetto ai soggetti di controllo, anche se ciò non ha raggiunto una significatività statistica.

Altre prove mostrano che l’integrazione di nutrienti sostiene la funzione cognitiva

I multivitaminici contengono diverse sostanze nutritive che hanno mostrato di influenzare il declino cognitivo.

Le vitamine B6, B12 e l’acido folico sono importanti per le reazioni di metilazione, cruciali per la salute del tessuto cerebrale. La carenza di questi nutrienti è associata ad una grave compromissione della funzione cerebrale (5). Uno studio controllato contro placebo ha rivelato che uomini e donne con decadimento cognitivo lieve che sono stati aiutati con vitamina B6, B12 e acido folico per 24 mesi hanno riportato il 29% in meno di atrofia cerebrale e più alti punteggi nei test cognitivi rispetto a quelli che hanno ricevuto placebo. (6)

Numerosi studi hanno coinvolto lo stress ossidativo nella patologia di deterioramento cognitivo lieve e della malattia di Alzheimer. (7-9) Gli antiossidanti vitamina C, E e beta-carotene proteggono il cervello dal danno ossidativo. (10)

Le prove sperimentali suggeriscono fortemente che la vitamina A eserciti azioni sulla fisiologia e sul comportamento del cervello nella vita adulta. Ad esempio, un metabolita attivo della vitamina A, l’acido retinoico, è una potente molecola di segnalazione nel cervello e aiuta a regolare la crescita delle cellule nervose, la sopravvivenza nervosa e la plasticità sinaptica.(11)

In uno studio clinico in doppio cieco controllato contro placebo che ha coinvolto oltre 200 persone di mezza età in buona salute, i soggetti sono stati trattati con un multivitaminico o placebo per più di due mesi, ed entrambi i gruppi sono stati poi valutati per la funzione cognitiva. E’ stato dimostrato che coloro che prendevano il multivitaminico mostravano un minore affaticamento durante gli impegni cognitivi ed erano più accurati nei test. Inoltre, coloro che prendevano i multivitaminici sono stati in grado di completare più rapidamente i test di elaborazioni matematiche rispetto ai soggetti con placebo.(12)

Ricercatori australiani nel 2012 hanno pubblicato i dati di uno studio in doppio cieco, controllato contro placebo, di 8 settimane, di multivitaminici in uomini di età compresa tra 50 e 74 anni. Hanno trovato che la supplementazione di multivitaminico ha significativamente migliorato alcuni aspetti della memoria e hanno concluso che “… la supplementazione a termine relativamente breve con un multivitaminico può portare benefici […] per i fattori di rischio per il declino cognitivo.”(13)

Difetti dello studio sugli Eventi Cardiovascolari

Standard di adesione basso

Nello studio sugli eventi cardiovascolari, un esorbitante 46% dei soggetti ha interrotto il regime multivitaminico durante lo studio.

È incomprensibile che i ricercatori abbiano ritenuto che fosse accettabile generare un’analisi di efficacia quando quasi la metà del gruppo di trattamento attivo aveva smesso di aderire al trattamento. Inoltre, è riprovevole che gli editori degli Annals of Internal Medicine abbiano consentito la pubblicazione di questa ricerca metodologicamente viziata nel loro giornale.

I membri della Life Extension® sono ben consapevoli che i benefici ottimali per la salute non possono essere raggiunti a casaccio o assumendo solo a fasi alterne una dieta sana e integratori nutrizionali. Il raggiungimento di una salute ideale è un impegno permanente, che richiede l’uso regolare di integratori completi e di alta qualità.

Lo Studio minimizza la riduzione del rischio cardiovascolare dovuta ai multivitaminici

Due dati inclusi nel rapporto hanno dimostrato tassi di eventi cardiovascolari ridotti per il gruppo con multivitaminico, anche se non hanno raggiunto la significatività statistica. Questo beneficio è generalmente aumentato per tutta la durata del periodo di follow-up di 4,5 anni.

Ad esempio, nonostante abbiano concluso che i multivitaminici non proteggono contro il rischio cardiovascolare, i ricercatori hanno trovato una riduzione dell’11% del loro endpoint primario (tempo fino al decesso per qualsiasi causa, infarto, ictus, rivascolarizzazione coronarica o ospedalizzazione per angina) fra i soggetti che assumevano multivitaminici.

Inoltre, c’era una riduzione del 18% dell’endpoint secondario (tempo fino al decesso per infarto cardiovascolare o ictus).

Assurde Ipotesi di Efficacia

Una parte importante della progettazione dello studio consiste nello stabilire soglie qualificanti degli effetti che possono essere chiariti statisticamente in base al numero di soggetti e la durata del processo. In questo studio, gli autori hanno progettato il processo per rilevare una riduzione del 25% del rischio cardiovascolare. In altre parole, per questo studio, per concludere che i multivitaminici forniscono benefici cardiovascolari, la somministrazione avrebbe dovuto eliminare 1 su 4 eventi cardiovascolari.

Impostando l’asticella per l’efficacia così in alto, questo studio è stato progettato fin dall’inizio appositamente per concludere che i multivitaminici non avrebbero fornito alcun beneficio.

Maggioranza di pazienti diabetici selezionati nel gruppo con multivitaminici

Il diabete è uno dei maggiori fattori di rischio di malattie cardiovascolari. Pertanto è estremamente importante, per ogni studio che esamina gli esiti cardiovascolari, assicurarsi che tutti i gruppi di partecipanti abbiano identiche percentuali di soggetti con diabete. In caso contrario, il gruppo con maggiore frequenza di diabete sarà quasi certamente a maggiore rischio cardiovascolare.

In questo studio viziato degli Annals of Internal Medicine, i soggetti nel gruppo multivitaminico avevano un più alto tasso di diabete rispetto a quelli che avevano ricevuto il placebo e questa differenza ha influenzato ulteriormente i risultati.

Basse dosi di vitamina D e B12

Sebbene i ricercatori che hanno condotto questo studio si riferiscano al preparato multivitaminico come “ad alta potenza”, uno dei componenti maggiormente importanti per la salute cardiovascolare era praticamente assente dalla formula. (14)

Il multivitaminico utilizzato in questo studio conteneva una misera quantità di 100 IU di vitamina D.

Life Extension consiglia almeno 2.000 IU di vitamina D in un multivitaminico, con quantità crescenti al fine di mantenere livelli di 25-idrossi-vitamina D di 50-80 ng/mL.

Un altro nutriente critico per la salute del cuore è la vitamina B12. Essa abbassa i livelli dell’aminoacido omocisteina, che danneggia i vasi sanguigni ed è associata al rischio cardiovascolare. (15)

La formula multinutriente utilizzata in questo studio viziato conteneva 100 mcg di vitamina B12. Life Extension consiglia di prendere 300-600 mcg di vitamina B12 nelle formule multivitaminiche con dosi crescenti se necessario per mantenere i livelli di omocisteina ottimali inferiori a 8 μmol/L.(16)

Trascurata l’importnza critica del Gamma Tocoferolo

Nel multivitaminico usato, è stata inclusa la forma alfa tocoferolo della vitamina E, mentre non c’era il gamma tocoferolo. Questo è importante perché l’evidenza scientifica dimostra che in assenza di gamma tocoferolo, l’alfa tocoferolo, da solo, non può fornire protezione cardiovascolare significativa.

Inoltre, l’evidenza suggerisce che la supplementazione del solo alfa tocoferolo potrebbe effettivamente ridurre i livelli del cardioprotettivo gamma tocoferolo.

La forma alfa della vitamina E riduce il danno ossidativo al rivestimento delle arterie, riduce la pericolosa aggregazione delle cellule del sangue e ritarda la formazione di coaguli.(17) Inoltre inibisce la proliferazione della muscolatura liscia (coinvolta nel processo di formazione della placca (18) migliora la stabilità delle placche grasse, supporta la funzione delle cellule che rivestono le arterie, regola il tono vascolare e combatte l’infiammazione.19 Nonostante questi risultati impressionanti, gli studi clinici dell’alfa tocoferolo da solo hanno dato risultati contrastanti riguardanti i suoi effetti cardioprotettivi.

Ciò potrebbe essere dovuto al ruolo del gamma tocoferolo sulla salute cardiovascolare. Dal momento che alte dosi supplementari di alfa tocoferolo riducono drasticamente i livelli di gamma tocoferolo, i benefici dell’alfa tocoferolo possono essere oscurati dagli effetti negativi dei ridoti livelli di gamma tocoferolo.(20)

Il gamma tocoferolo è importante nella difesa contro le malattie cardiovascolari. Diverse ricerche confermano che le concentrazioni tissutali più elevate di gamma tocoferolo sono associate a più bassi tassi di malattia e di morte a causa di eventi cardiovascolari. (21)

In effetti, diversi studi dimostrano che i pazienti con malattia cardiovascolare avanzata presentano livelli plasmatici normali di alfa tocoferolo, ma hanno livelli sostanzialmente più bassi di gamma tocoferolo.(22-24) In uno studio di follow-up di sette anni con più di 334.000 donne postmenopausa senza precedenti malattie cardiovascolari, una maggiore assunzione di vitamina E dalla dieta – costituita essenzialmente di gamma tocoferolo – è stata fortemente associata a un minor rischio di morte per malattie cardiovascolari. I dati non sembrano dimostrare un ruolo altrettanto protettivo supplementare dell’alfa tocoferolo.(25)

L’editoriale minimizza le ricerche sui benefici di vitamine e minerali

Nonostante le opinioni condivise dagli autori dell’editoriale, altre ricerche hanno invece dimostrato che i multivitaminici proteggono contro il cancro e le malattie cardiovascolari. (26, 27)

Ad esempio, lo studio Physician’s Health Study II (PHS-II) ha trovato che la supplementazione di multivitaminici è associata con una riduzione dell’8% nell’incidenza globale del cancro e una riduzione del 12% della mortalità da cancro dopo 11,2 anni di follow-up. (26) Inoltre, lo studio Supplementation in Vitamins and Mineral Antioxidants Study (SU.VI.MAX) ha trovato una riduzione del 31% dell’incidenza totale del cancro negli uomini che integravano con multivitaminico. (27)

Combinando i risultati SU.VI.MAX con i risultati PHS-II, il rischio globale per l’incidenza del cancro è stato ridotto sui 10 anni di follow-up. (28)

Lo studio PHS-II ha anche riscontrato una riduzione del 39% del rischio di attacco cardiaco fatale nei soggetti che assumevano un multivitaminico.(26)

Inoltre, diversi studi hanno dimostrato i benefici notevoli associati con l’integrazione. Un piccolo campione del vasto numero di solidi studi che sostengono l’integrazione di vitamine e minerali è fornito di seguito.

Uno studio del 2013 che riguardava 88.045 donne in postmenopausa ha riferito che l’assunzione di vitamina B6 e riboflavina dalla dieta e dagli integratori riduce il rischio di cancro colonrettale10 e uno studio del 2007 con 81.184 soggetti ha trovato che bassi livelli di vitamina B6 sono associati ad un aumento del rischio di cancro colonrettale. (29)

Un altro studio del 2013 che ha esaminato 77.446 uomini e donne di età compresa tra 50 e 76 anni ha trovato una relazione inversa tra il selenio nella dieta e il rischio di cancro pancreatico. (30) Nel 2012, i ricercatori europei hanno pubblicato i risultati di un ampio studio su 23.943 soggetti che hanno assunto integratori vitaminici antiossidanti per una media di 11 anni. Gli individui che hanno utilizzato multivitaminici antiossidanti avevano il 48% in meno di probabilità di morire di cancro e il 42% in meno di probabilità di morire per qualsiasi causa rispetto a coloro che non assumevano vitamine antiossidanti. (31)

Conclusione

Sulla base di una analisi di questi studi e delle ricerche esistenti, Life Extension continua a raccomandare ai soci di integrare con un multivitaminico di alta qualità contenente dosi fisiologiche di una vasta gamma di vitamine e minerali, assieme ad alte dosi di omega-3, vitamina D, curcumina, coenzima Q10, PQQ, carnosina, acido lipoico, altri nutrienti e ormoni che giocano un ruolo cruciale nel mantenere una salute ottimale.

Blake Gossard, Kira Schmid, ND, Luke Huber, ND, MBA, Steven V. Joyal, MD
Fonte: www.lef.org
Link: www.lef.org/featured-articles/Flawed-Research-Used-to-Attack-Multivitamin-Supplements.htm
18.12.2013

Scelto e tradotto www.comedonchisciotte.org da STEFANO PRAVATO

Riferimenti

1. Lamas GA, Boineau R, Goertz C, et al. Oral High-Dose Multivitamins and Minerals After Myocardial Infarction. Annals of Internal Medicine. 2013;159(12).
2. Grodstein F, O’Brien J, Kang JH, et al. Long-Term Multivitamin Supplementation and Cognitive Function in Men: The Physicians’ Health Study II. Annals of Internal Medicine. 2013;159(12).
3. Guallar E, Stranges S, Mulrow C, Appel LJ. Enough Is Enough: Stop Wasting Money on Vitamin and Mineral Supplements. Annals of Internal Medicine. 2013;159(12):850-852.
4. Bowling A. Mode of questionnaire administration can have serious effects on data quality. Journal of Public Health (Oxford, England). Sep 2005;27(3):281-291.
5. Selhub J, Bagley LC, Miller J, Rosenberg IH. B vitamins, homocysteine, and neurocognitive function in the elderly. The American Journal of Clinical Nutrition. Feb 2000;71(2):614s-620s.
6. Smith AD, Smith SM, de Jager CA, et al. Homocysteine-lowering by B vitamins slows the rate of accelerated brain atrophy in mild cognitive impairment: a randomized controlled trial. PloS One. 2010;5(9):e12244.
7. Lovell MA, Markesbery WR. Oxidative DNA damage in mild cognitive impairment and late-stage Alzheimer’s disease. Nucleic Acids Research. 2007;35(22):7497-7504.
8. Butterfield DA, Sultana R. Redox proteomics identification of oxidatively modified brain proteins in Alzheimer’s disease and mild cognitive impairment: insights into the progression of this dementing disorder. Journal of Alzheimer’s Disease : JAD. Aug 2007;12(1):61-72.
9. Mecocci P, MacGarvey U, Beal MF. Oxidative damage to mitochondrial DNA is increased in Alzheimer’s disease. Annals of Neurology. Nov 1994;36(5):747-751.
10. Sardesai VM. Role of antioxidants in health maintenance. Nutrition in clinical practice : official publication of the American Society for Parenteral and Enteral Nutrition. Feb 1995;10(1):19-25.
11. Olson CR, Mello CV. Significance of vitamin A to brain function, behavior and learning. Molecular Nutrition & Food Research. Apr 2010;54(4):489-495.
12. Haskell CF, Robertson B, Jones E, et al. Effects of a multi-vitamin/mineral supplement on cognitive function and fatigue during extended multi-tasking. Human Psychopharmacology. Aug 2010;25(6):448-461.
13. Harris E, Macpherson H, Vitetta L, Kirk J, Sali A, Pipingas A. Effects of a multivitamin, mineral and herbal supplement on cognition and b
lood biomarkers in older men: a randomised, placebo-controlled trial. Human Psychopharmacology. Jul 2012;27(4):370-377.
14. Li YC. Vitamin D: roles in renal and cardiovascular protection. Current opinion in nephrology and hypertension. Jan 2012;21(1):72-79.
15. Casas JP, Bautista LE, Smeeth L, Sharma P, Hingorani AD.
Homocysteine and stroke: evidence on a causal link from mendelian randomisation. Lancet. Jan 15-21 2005;365(9455):224-232.
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17. Saldeen T, Li D, Mehta JL. Differential effects of alpha- and gamma-tocopherol on low-density lipoprotein oxidation, superoxide activity, platelet aggregation and arterial thrombogenesis. Journal of the American College of Cardiology. Oct 1999;34(4):1208-1215.
18. Keaney JF, Jr., Simon DI, Freedman JE. Vitamin E and vascular homeostasis: implications for atherosclerosis. FASEB journal : official publication of the Federation of American Societies for Experimental Biology. Jun 1999;13(9):965-975.
19. Kaul N, Devaraj S, Jialal I. Alpha-tocopherol and atherosclerosis. Experimental Biology and Medicine (Maywood, N.J.). Jan 2001;226(1):5-12.
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21. Jiang Q, Christen S, Shigenaga MK, Ames BN. gamma-tocopherol, the major form of vitamin E in the US diet, deserves more attention. The American Journal of Clinical Nutrition. Dec 2001;74(6):714-722. 22. Ohrvall M, Sundlof G, Vessby B. Gamma, but not alpha, tocopherol levels in serum are reduced in coronary heart disease patients. J Intern Med. Feb 1996;239(2):111-117.
23. Kontush A, Spranger T, Reich A, Baum K, Beisiegel U. Lipophilic antioxidants in blood plasma as markers of atherosclerosis: the role of alpha-carotene and gamma-tocopherol. Atherosclerosis. May 1999;144(1):117-122.
24. Ohrvall M, Tengblad S, Vessby B. Tocopherol concentrations in adipose tissue. Relationships of tocopherol concentrations and fatty acid composition in serum in a reference population of Swedish men and women. European Journal of Clinical Nutrition. Mar 1994;48(3):212-218.
25. Kushi LH, Folsom AR, Prineas RJ, Mink PJ, Wu Y, Bostick RM. Dietary antioxidant vitamins and death from coronary heart disease in postmenopausal women. The New England Journal of Medicine. May 2 1996;334(18):1156-1162.
26. Gaziano JM, Sesso HD, Christen WG, et al. Multivitamins in the prevention of cancer in men: the Physicians’ Health Study II randomized controlled trial. JAMA : the Journal of the American Medical Association. Nov 14 2012;308(18):1871-1880.
27. Hercberg S, Galan P, Preziosi P, et al. Background and rationale behind the SU.VI.MAX Study, a prevention trial using nutritional doses of a combination of antioxidant vitamins and minerals to reduce cardiovascular diseases and cancers. SUpplementation en VItamines et Mineraux AntioXydants Study. International journal for vitamin and nutrition research. Internationale Zeitschrift fur Vitamin- und Ernahrungsforschung. Journal international de vitaminologie et de nutrition. 1998;68(1):3-20.
28. Fortmann SP, Burda BU, Senger CA, Lin JS, Whitlock EP. Vitamin and Mineral Supplements in the Primary Prevention of Cardiovascular Disease and Cancer: An Updated Systematic Evidence Review for the U.S. Preventive Services Task Force. Ann Intern Med. Nov 12 2013. 29. Ishihara J, Otani T, Inoue M, Iwasaki M, Sasazuki S, Tsugane S. Low intake of vitamin B-6 is associated with increased risk of colorectal cancer in Japanese men. The Journal of Nutrition. Jul 2007;137(7):1808-1814.
30. Han X, Li J, Brasky TM, et al. Antioxidant intake and pancreatic cancer risk: the Vitamins and Lifestyle (VITAL) Study. Cancer. Apr 1 2013;119(7):1314-1320.
31. Li K, Kaaks R, Linseisen J, Rohrmann S. Vitamin/mineral supplementation and cancer, cardiovascular, and all-cause mortality in a German prospective cohort (EPIC-Heidelberg). European Journal of Nutrition. Jun 2012;51(4):407-413.

Pubblicato da Davide

  • Detrollatore

    Non ho tempo per leggere tutto, non sono un esperto ma mi piace molto l’idea che possiamo fare a meno di tutto ciò che viene creato in laboratorio, soprattutto nell’alimentazione e quindi anche a proposito di integratori (oltretutto la pastiglietta facile facile da prendere che risolve tutto mi evoca un senso di "lavatività" post-moderna che non digerisco affatto). Come mi piace molto l’idea di non dover comprare per stare bene. L’autoproduzione agricola dovrebbe essere la regola principale della nostra vita e proprio per questo vi linko queste righe di sano buon senso che rappresentano una possibile via per essere autonomi e indipendenti da qualsiasi rivenditore di "cibo morto":

    “Mangiare una dieta ad
    alto contenuto di frutta e verdura è il miglior modo, oltre che l’unico, per
    ottenere le vitamine e i minerali che ci servono”

    http://valdovaccaro.blogspot.it/2012/09/gli-ingannevoli-e-presunti-benefici.html

  • Fedeledellacroce

    Per Bacco!!!!
    Neanche io ho letto tuuta la lista dei prodigiosi effetti che hanno gli "integratori multivita……."
    Corro subito a comprarmene una carrettata!

  • Detrollatore

    hahahahahaha per via endovenosa funzionano meglio…Evvai! Integratori a montone

  • pasquale50

    Gli unici integratori non presenti in una dieta normale italiana sono quelli che derivano da frutti rari e da piate di origine asiatica.
    ad esempio ; per ridurre il processo di invecchiamento del corpo dai 30 anni in sù servono: Astragalus, ginkgo biloba, mangostano e un’aminoacido chiamato QPP…accompagnato da una buona alimentazione che preferisce la frutta cruda e secca, le verdure e le carni leggere oltre a uova e formaggi..da evitare come il veleno il maiale e le cose grasse ma non la frittura!!!

  • pasquale50

    Superati i 65 anni di età il nostro corpo non è in grado di produrre e assorbire , tutti i componenti utili al suo corretto funzionamento ecco perchè aumenta esponenzialmente il processo di invecchamento, si riduce la telomerasi e aumenta il rischio dicancro…be io sapevo che i multivitaminici riducevano il rischiio di cancro..guarda che strano.

    http://deepdeed.blogspot.it/2013/09/i-metodi-antiage.html#more

  • Detrollatore

    Parli di ultra sessantacinquenni, dunque. Chissà, forse è come dici tu ma non essendo uno scienziato, sono costretto ad andare a naso e a fidarmi di un uomo che ha speso la sua vita in queste cose (Valdo Vaccaro, 65 anni, studioso di Paracelso, Ippocrate e di tutti i veri medici dell’antichità) e a diffidare di tutti coloro che ci costringono a comprare prodotti di laboratorio, allontanandoci dalla natura.

  • fengtofu

    L’articolo è buono, ma non tiene conto degli integratori di generazioni più recenti – da almeno vent’anni – che sono ALIMENTI COMPLETI,  non vitamine raffinate che spesso il nostro organismo non riconosce come "cibo" (in effetti n.e son solo una parte) . Pertanto il miglior integratore rimane una dieta svariata, vegetale ed integrale, dove verdure, cereali completi, legumi, frutta fresca, oleosa o secca, legumi e derivati, alghe e spezie costituiscono la gamma alimentare, eventualmente integrata sul bisogno da alimenti in polvere o tintura o compresse ecc. di funghi terapeutici, micro alghe, erbe di cereali, alcune piante o minerali in fitocomplessi chelati e non raffinati, e poco altro.

  • pasquale50

    si parlo di ultra sessantacinquenni…però io che ho già 63 anni da due anni mi sono messo in regola, ho smesso di fumare, di mangiare maiale e roba grassa, non assumo multivitaminici o integratori troppo costosi..ma solo estratti e polveri da foglie naturali..seguendo i libri e i siti di fitoterapia..
    Non ho più avuto un raffreddore, sono dimagrito, mi sento molto meglio , ho abbassato il colesterolo..riesco anche a fare delle corsette di 2 km, insomma ho abbandonato la medicina moderna e sono tornato ai rimedi degli antichi.