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RE GIORGIO II HA CONCESSO AL CONDANNATO BERLUSCONI SILVIO CHE…

FONTE: DAGOSPIA.COM

Re Giorgio II, al secolo il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano non e’ per caso l’unico Capo dello Stato rieletto due volte. A poche ore da Ferragosto e a pochi minuti dai telegiornali ha scodellato un testo perfettamente in linea con tutte le leggi vigenti, che non possono essere sconfessate, e con importanti spiragli per il condannato in via definitiva Berlusconi Silvio, al quale ha concesso che:

1. Non andrà in carcere, ma potrà scegliere tutte le alternative possibili.
2. Se egli chiede la grazia, cosa che sinora non ha fatto, essa verra’ valutata con grande attenzione

3. L’agibilità politica dipende da lui stesso e dal suo partito. Di fatto, Napolitano non lo dice ma lo lascia capire, dipende dalle scelte che Berlusconi Silvio fara’ relativamente ai punti 1 e 2 di cui sopra (in particolare l’affidamento ai servizi sociali potrebbero non comportare, secondo il precedente Frigerio, la decadenza da senatore).

4. Ovviamente, di elezioni non se ne parla, bisogna pensare all’economia e al Paese.

5. I partiti che secondo la logica dell’alternanza concorrono alla guida del Paese devono continuare a farlo, evitando le “distorsioni” che pure ci sono state sinora: non siamo al riconoscimento della persecuzione giudiziaria ma il tema sembrerebbe vicino. Oltretutto, la nota del Colle ricorda che la riforma della giustizia va fatta.

6. Quindi il governo deve andare avanti, il Paese deve essere coeso e sereno, a Ferragosto come in autunno, pensando alle cose serie. Con un po’ di pazienza e di comprensione da parte del condannato, tutto si aggiusta senza turbare la fine della caduta dell’economia, sperando che si trasformi in un rimbalzo. E senza colpi di scena dinastici: non a caso Berlusconi Marina appena qualche ora prima aveva comunicato ufficialmente che non fara’ politica.

Insomma, niente di nuovo, tutte cose gia’ facenti parte del dibattito politico di questi giorni. Ma il fatto che siano contenute in una nota dell’unica istituzione del Paese cui tutti riconoscono autorevolezza e autorità al di la’ delle sue stesse attribuzioni significa che esse diventano il nuovo testo sacro da cui ciascuno può estrarre quello che può e che vuole, purché resti in quel quadro condiviso in cui una cosa senza l’altra non sta in piedi, come un ordinato castello di carte. Non si dice cosa succederebbe per le sentenze in arrivo, ma sembra di capire che se si trova la giusta risposta a quella gia’ comminata le altre rientreranno nella fattispecie di esecuzione che verrà scelta per la prima.

Ultima notazione sulla nota: il fatto che contenga tutto e il contrario di tutto a seconda dei comportamenti effettivi che Berlusconi Silvio metterà effettivamente in campo, vuol dire che c’e stata una trattativa, sia pur dissimulata dal rispetto formale di tutte le leggi che potevano essere chiamate in causa.

E la trattativa ha previsto la tenuta del governo, la sconfitta dei falchi, tutti, il rientro in azienda di Marina B. e qualche sacrificio d’immagine cui il fondatore di Forza Italia si e’ detto disponibile. Certo di saperlo usare a suo proprio vantaggio sul piano della comunicazione politica. Fare lo statista in cattività infatti, gli riesce meglio che farlo in piena libertà. Gli ultimi vent’anni sono li a dimostrarlo.

Fonte: www.dagospia.com
Link: http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/1-re-giorgio-ii-ha-concesso-al-condannato-berlusconi-silvio-che-a-non-andr-61170.htm
14.08.2013

Pubblicato da Davide

  • Tao

    In attesa che i luminari a ciò preposti, con lenti di ingrandimento e occhiali a raggi infrarossi, ci diano l’interpretazione autentica del Supermonito serale del presidente della Repubblica e dell’incunabolo che lo contiene, una cosa è chiara fin da subito: il fatto stesso che sia stato emesso già dimostra che Silvio Berlusconi non è un cittadino uguale agli altri.

    Mai, infatti, in tutta la storia repubblicana e pure monarchica, un capo dello Stato – re o presidente della Repubblica – era mai intervenuto su una condanna definitiva di Cassazione per pregare il neopregiudicato di restare fedele al governo, facendogli balenare in cambio la grazia e garantendogli che non finirà comunque in galera. Intanto perché spetta al giudice di sorveglianza, e non a Napolitano, applicare al caso concreto la legge svuota-carceri del 2010: fino alla condanna di Sallusti, infatti, chi doveva scontare fino a 1 anno di pena (totale o residua) finiva dentro e di lì chiedeva gli arresti domiciliari; dopo invece, per salvare Sallusti, il procuratore capo di Milano decise che la pena viene comunque sospesa e si tramuta automaticamente in domicilio coatto. Ma l’ultima parola appunto spetta al giudice, non al Quirinale. Il fatto poi che la grazia, per ottenerla, uno debba almeno fare lo sforzo di chiederla dopo aver riconosciuto la sentenza di condanna (“prenderne atto” è perfino poco), è noto e arcinoto alla luce della sentenza della Consulta 200/2006: quella che diede ragione a Ciampi nel conflitto col ministro Castelli per la grazia a Bompressi. Solo che quella sentenza dice ben più di quel che Napolitano le fa dire: afferma che la grazia può essere motivata solo con “eccezionali esigenze di natura umanitaria”, mai “politiche”.

    Se fosse un atto politico, richiederebbe il consenso e la controfirma del governo, visto che per gli atti politici il Presidente è irresponsabile. Ma siccome la grazia deve rispondere a una “ratio umanitaria ed equitativa” per “attenuare l’applicazione della legge penale” quando “confligge con il più alto sentimento della giustizia sostanziale” e per “mitigare o elidere il trattamento sanzionatorio… garantendo soprattutto il ‘senso di umanità’ cui devono ispirarsi tutte le pene… non senza trascurare il profilo di ‘rieducazione’ proprio della pena”, essa “esula da ogni valutazione di natura politica” ed è “naturale” attribuirla in esclusiva al Colle.

    E qui Napolitano si dà la zappa sui piedi, quando dice che il condannato in carcere non ci andrà, dunque non c’è alcuna detenzione disumana da “mitigare”. Infatti rivendica il potere di graziare B. per motivi tutti politici (la sopravvivenza del governo, la condanna di un ex presidente del Consiglio): proprio quelli esclusi dalla Consulta, che verrebbe platealmente calpestata da una grazia a B.. Se poi, come scrive, la grazia non gliel’ha chiesta nessuno, non si capisce a chi Napolitano risponda, e perché. Non una parola, poi, sulla gravità del reato di B: la frode fiscale. Né sui vergognosi attacchi ai giudici. Né sui 5 procedimenti in cui è ancora imputato: che si fa, lo si grazia una volta all’anno per tenerlo artificialmente a piede libero? La grazia seriale multiuso non s’è mai vista neppure nello Zimbabwe, ma dobbiamo prepararci a tutto. Nell’attesa, resta lo spettacolo grottesco e avvilente del Quirinale trasformato per due settimane in un reparto di ostetricia geriatrica, con un viavai di giuristi di corte e politici da riporto travestiti da levatrici con forcipi, bende, catini d’acqua calda, codici e pandette, curvi sull’anziano puerpero per agevolare il parto di salvacondotti, agibilità e altri papocchi impunitari ad personam per rendere provvisoria una sentenza definitiva e cancellare una legge dello Stato (la Severino su incandidabilità e decadenza dei condannati).

    Ieri sera, al termine di una lunga attesa che manco per il principino George, il partoriente ha scodellato un mostriciattolo che copre ancora una volta l’Italia di vergogna e ridicolo. Ma è solo l’inizio: coraggio, il peggio deve ancora venire.

    Marco Travaglio
    Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it
    14.08.2013

  • Hamelin

    Auguri a tutti quelli che continuano a votare affinchè questo spettacolo grottesco di m…a continui ad andare Avanti.

  • albsorio

    “4. Ovviamente, di elezioni non se ne parla, bisogna pensare all’economia e al Paese.” ——- No, quello che vogliono è la modifica della Costituzione forse per renderela compatibile con il Fiscal Compact e ciò che i tecnocrati europei (non eletti dal popolo) hanno in mente di fare nel 2015? Tutta sta manfrina era già scritta da tempo.

  • Vocenellanotte

    Da quando viene paventata l’ipotesi della galera a B. lo spread continua a scendere. Glielo dite voi a Napolitano?

  • mozart2006

    Abbiamo avuto in esclusiva la brutta copia della nota di Napolitano, e la diffondiamo per dovere di cronaca (domani il sonoro coi sottotitoli, che mica siamo meno del Mattino, noi):

    “Uè guaglio’, ma chille non ce vo’ sentí pproprio. Chille me viene a sconsare amme’, amme’! Allanemaechitemmuort. Statte quiete, ca si’ condannato. Che qui abbiamo cose che fare: la legge elettorale, la riforma della giustizia, o’ governo Letta. E statte quiete. Che poi a’ grazia nun me ll’ hai cercata, guaglio’, ma se la cerchi poi vedi. Poi vedi. Che mica uno si alza la mattina e grazia, accussì. E che è, o’ Quirinale? Che il presidente è presidente che studia, che si deve mantenere un secondo mandato, che deve tenere la testa al solito posto, cioè sotto la sabbia. Specie che quest’ anno c’ è stata una grande morìa delle vacche. Come voi ben sapete. Ebbasta con ste’ minacce: a’ crisi, l’ elezioni anticipate, e’ dimissioni. Cumm’ era chilla cosa, Clio? “Quousque tandem”, come si scrive quousque? Uno que, quanti que? Vabbuo’, salutandovi indistintamente, Giorgio O’ Presidente. In data odierna”.

  • cardisem

    È tempo di Rivoluzione… Non dimentichiamoci che il moderno “stato di diritto” nasce dalla Rivoluzione Francese… Il problema è che ogni volta la Rivoluzione non può essere più quella della volta precedente… Anche perché il sistema si è attrezzato a neutralizzarla se si ripete nelle stesse forme… mica sono fessi… Chi ha conquistato il potere, mette al primo posto tutte le regole e gli stratagemmi per conservarselo… Quindi deve sempre trattarsi di una forma nuova di Rivoluzione di cui si accorge solo molto tempo che è riuscita o è fallita… Non nascondo di guardare con interesse al Movimento Cinque Stelle, ma ho troppi anni per farmi ancora delle illusioni…

  • ilsanto

    Ma dico io vediamo un pò meglio la cosa Il Presidente che deve garantire ? la Democrazia ! ergo se ci fosse solo il PD per forzata eliminazione del concorrente ( Silvio ) che Democrazia sarebbe ? Certo che oramai il primo partito sarebbe l’astensionismo e volendo il secondo il M5S ma entrambi hanno scelto di NON contare nulla ( tranne la titanica lotta per le note spese ) e quindi ci tocca accontentarci di quello che resta appunto PD e PDL, cioè Silvio, senza il quale semplicemente il PDL non c’è, cioè il 25% degli aventi diritto. Ora si crea il problema se SILVIO MOLLA IN ITALIA NON CI SAREBBE LA DEMOCRAZIA ! . Quindi ” Il Presidente “, magari obtorto collo VOLENDO SALVARE LA DEMOCRAZIA DEVE SALVARE SILVIO, insomma mai come ora ” Meno male che Silvio c’è ” ( Pazzesco ! ma vero ) Grazie Grillo !

  • rebel69

    Tante chiacchiere,poi anche questa passerà come acqua sotto i ponti nella totale indifferenza e apatia.