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QUALCHE DOMANDA, QUALCHE CIFRA E QUALCHE DUBBIO SUL TIMING DELLO SCANDALO VOLKSWAGEN

DI MAURO BOTTARELLI

rischiocalcolato.it

Accidenti che botta! Volkswagen rischia fino a 18 miliardi di dollari di multa negli Stati Uniti, poiché, stando all’Environmental Protection Agency (EPA), il gigante tedesco dell’auto ha impiegato un particolare software che permetteva di ottenere dati in linea con i parametri richiesti per i veicoli a gasolio solo nel corso dei test, mentre nella guida reale le emissioni reali potevano superare fino a 40 volte quelli dichiarati. Poco meno di un anno fa, Hyundai e Kia erano stato multate per dati non veritieri con un’ammenda di 100 milioni di dollari: si trattava della più alta sanzione mai comminata per un’infrazione di questo genere.

Proprio sicuri che ci sia da gioire? Proprio sicuri che questa colossale figura di emme dei tedeschi sia casuale, che dietro non ci sia nulla?

Che sarà la Fca a beneficiare dei danni economici, di mercato e di immagine di Volkswagen? Vi invito a qualche riflessione, poi pensate ciò che volete. Primo, il timing. Casualmente la notizia dell’inchiesta delle autorità americane è arrivata durante il Salone di Francoforte, dove Volkswagen esibiva il suo volto migliore – nuovi modelli e più ecologici – e dopo aver chiuso il semestre inaugurale del 2015, per la prima volta nella storia, in testa alla classifica di vendite grazie al sorpasso a spese di Toyota.

Secondo, la notizia bomba poi è arrivata solo a quattro giorni di distanza dall’appello, lanciato proprio dal Salone dell’auto, di Angela Merkel all’industria automobilistica tedesca per fornire prospettive professionali per i migranti. La Merkel, parlando davanti ai vertici delle principali case automobilistiche tedesche, sottolineò che ”il settore è il principale motore dell’economia tedesca e contribuisce alla crescita dell’occupazione. Grazie all’industria dell’auto, abbiamo una crescita buona e stabile in Germania”. Sgradevole per chi, come il settore automobilistico Usa, non sta vivendo proprio un momento magico, anche proprio per la brillantezza teutonica e che non potrà godere della manodopera a basso costo su cui Berlino potrà invece contare nei mesi a venire.

Eh già, perché al netto dell’umorismo involontario di Sergio Marchionne ogni qualvolta apre bocca, l’industria Usa – salvata da Obama con soldi pubblici – rischia di fare un brutta fine e non manca molto, peccato che un secondo bail-out i contribuenti Usa non lo avrebbero sopportato. Meglio, dunque, ammazzare secco un concorrente ed evitare complicazioni. Questo grafico,
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ci mostra come i costruttori Usa stiano burlando il mercato sciorinando dati di produzione fantasmagorici, peccato che la realtà abbia due facce come le monete e quest’altro grafico,

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ci mostra come le scorte di magazzino siano ai massimi storici, dopo essere aumentate per 61 mesi di fila! Il che andrebbe anche bene se le vendite tenessero il passo ma questo grafico

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ci dimostra che non è così. Mentre quest’altro,

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su dati di Edmunds.com, ci mostra come quest’anno circa il 28% dei nuovi veicoli sarà in leasing, un tasso quasi record. Il che significa che 13,4 milioni di veicoli in leasing negli Usa negli ultimi tre anni andranno a creare un maxi-surplus di auto usate di qualità, contro i 7 milioni dei tre anni fino al 2011. Ad oggi, auto usate di lusso con tre anni di vita vedono i loro prezzi giù del 7% su base annua, mettete in prospettiva poi un rialzo dei tassi entro fine anno ed ecco che il combinato appare poco piacevole per il settore.

Ricordando poi, come fanno questi grafici,

Auto1
Auto2

che il settore campa sempre più su clientela subprime con il credito al consumo, quindi non esattamente una base di vendita granitica, oltre che sulla mano pubblica nascosta dietro gli acquisti da parte di istituzioni ed enti federali, come ci mostra quest’altro grafico.

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Che dire poi di questo grafico,

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il quale ci mostra come non ci sia nemmeno da sperare in un QE della PBOC cinese che riattivi il mercato, visto che negli ultimi 10 anni non ha fatto alcune differenza. In compenso, questa mappa

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del mercato cinese in crisi deve far paura, eccome, perché mostra la crescita dei volumi di immatricolazioni nel primo trimestre di quest’anno per le varie regioni del Paese e le tonalità di grigio non dicono niente di buono per il mercato più importante al mondo. Stando ai dati dell’Associazione dei produttori di automobili (CAAM) nel 2013 si sono venduti in Cina il 13,87% di veicoli in più rispetto al 2012, fino a raggiungere il numero di 21.993.343 milioni di veicoli, dei quali 17.927.997 sono vetture e 4.065.346 veicoli commerciali: nei due anni precedenti, l’aumento delle vendite di auto era stato inferiore al 5%. E chi era il market leader in Cina? Volkswagen con 2.435.127 unità vendute pari al 18,73% in più rispetto al 2012 ma in forte crescita era anche Ford con un +69,70% e 672.637 unità vendute e Audi con un +25,36% e 478.230 vendite.

Ancora non vi basta per capire che, al netto del colossale errore compiuto dalla Volkswagen (di cui il management ha chiesto scusa, di fatto non negando l’accaduto), se non fossimo in un momento di crisi del settore e competizione con il coltello tra i denti, quell’inchiesta Usa avrebbe richiesto ancora anni e maggiore segretezza essendo ancora in corso? Bene, allora guardate questo grafico,

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compara la multa potenziale cui va incontro Volkswagen per aver taroccato il dato sulle emissioni con quanto pagato da General Motors per un difetto di fabbricazione che potrebbe essere stato responsabile di 174 morti e Toyota per 5 morti: la prima pagò al Dipartimento della Giustizia Usa 900 milioni (e nessun dipendente ebbe condanne penali), mentre la seconda se la cavò con 1,2 miliardi. Si parla di dati taroccati sulle emissioni contro vite umane perse: non vi pare che le priorità siano state un po’ rimescolate nel calderone delle pene? Volkswagen ha sicuramente sbagliato e pagherà ma 18 miliardi di dollari significa uccidere un concorrente, non fare giustizia. Visti i precedenti, poi.

Attenti poi che non si ripeta quanto graficizzato qui,
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ovvero ciò che accadde nel 2008 quando il titolo Volkswagen, ieri giù del 18% in Borsa, divenne il più caro al mondo a seguito di uno short squeeze epico. Qualcuno mise in circolazione voci di gravi problemi al sistema di capitale dell’azienda, tanto che lo short interest superò il flottante totale, spedendo l’azione a +500% in poche settimane. Qualcuno, a mio avviso, ci sta pensando. Evito di ricordare le recenti e aspre dispute politiche tra Washington e Berlino degli ultimi tempi, spie e intercettazioni incluse, per non sembrare complottista. Parlano i numeri e le coincidenze. Al netto delle colpe di Volkswagen, innegabili, un’operazione simile e con cifre di risarcimento simili mi pare solo lotta per le quote di mercato. Magari, invece, si tratta solo di scrupoloso ecologismo dell’EPA…

Mauro Bottatelli

Fonte: www.rischiocalcolato.it/

Link: http://www.rischiocalcolato.it/2015/09/qualche-domanda-qualche-cifra-e-qualche-dubbio-sul-timing-dello-scandalo-volkswagen.html

22.09.2015

Pubblicato da Davide

  • sotis

    Insomma dobbiamo salvare a tutti i costi questa industria tedesca? Perche? Mi pare che la truffa perpetrata agli automobilisti sia di dimensioni tali che se fallisse ne saremo tutti felici. Si dice in giro che gli italiani sono furbacchioni , puo’ essere, questi invece sono delinquenti perchè sanno di inquinare essendo fuori norma  ma truccano i dati. Che schifo di azienda. Come al solito  andrà tutto in cavalleria? A proposito il renzi se la sente di far controllare coi dati americani le autovetture tedesche che circolano da noi. E se li becca con gli stessi problemi Usa ha voglia di mettere l’industria tedesca automobilistica in croce? vedremo …per il momento si è mossa la Francia.

  • Eshin

    Quindi il CO2 diventa un Arma ?

  • andriun

    Premetto che di queste cose non me ne intendo, quindi vado a sensazione. La sensazione mi dice che non pagheranno tutti quei soldi di multa: troveranno il modo di sospendere in attesa di un ricorso(anche se colpevoli) o troveranno un accordo politico/commerciale sotto traccia che faccia loro risparmiare un bel po’ di quattrini. Basti pensare che anche Valentino Rossi(il noto pilota motociclista), tanto per fare un nome a caso, doveva allo Stato italiano un sacco di soldi per evasione, ma poi il fisco ha optato per farcene avere almeno una minima parte(20% circa). 

    Poi, sarebbe da vedere se il danno è/era stato sopravalutato, ma questo aprirebbe comunque un discorso a parte in quanto dipenderebbe esclusivamente dalle effettive capacità/preparazione/onestà di chi chiamato ad effettuare questo tipo di stima.
  • mago

    Lo fanno anche con le multe alle banche..con lo spauracchio di togliere la licenza in usa,dove non possono bombardare fanno questi giochini..

  • makkia

    Le emissioni da gasolio combusto sarebbero solo CO2?

    Qui non stiamo parlando di riscaldamento globale, ma di cancro, malattie polmonari, particolato, pm10.
    Non è che adesso TUTTO ciò che è ambiente sia automaticamente una bufala New Age, neh?
    Le pescherie SI STANNO prosciugando, le foreste SI STANNO contraendo e acidificando, e l’aria che respiriamo nelle metropoli FA SCHIFO per davvero. Non sono invenzioni di Al Gore.

    E, per rispondere direttamente: Sì, l’emissione di sostanze TOSSICHE è comparabile a un’arma chimica, in funzione delle percentuali. Pertanto va monitorata e regolamentata.
    O ritieni che le % di diossina e cianuro nelle acque debbano essere considerate irrilevanti a meno che non diano la morte istantanea all’assunzione dell’acqua?

  • Eshin

    Ritengo che ….

    AEREI E NAVI EMETTONO DI TUTTO – MA TUTTI A FAR FINTA DI NIENTE
  • Eshin

    Ford in prima linea per lo sviluppo di motori diesel a conversione di CO2

  • Toussaint

    Facendo un po’ di retro-scenismo,
    la questione potrebbe avere un respiro molto più ampio. Già da tempo era
    evidente l’insofferenza degli Stati Uniti verso la politica di austerity
    imposta dalla Germania in Europa.

    Il fatto che un paese fisicamente
    piccolo e anagraficamente appena medio faccia tutto quel surplus commerciale
    non è molto gradito da quelle parti, anche perché rischia di spaccare sia l’UE
    che l’Eurozona, che sono costruzioni “americane”, non dimentichiamolo mai.  

    C’era anche una forte irritazione
    verso la Germania, troppo autonoma nei riguardi della Russia e della Cina. Diciamo
    pure molto insofferente verso le sanzioni imposte dagli americani. Per non dire
    del TTIP, del quale sappiamo che sono i nemici più grandi, in Europa.

    E’ abbastanza condiviso il
    fatto che a guidare la politica tedesca sia la loro Confindustria (non mi viene
    il nome esatto), più ancora che il mondo della finanza.

    Se voglio colpire la Germania,
    quindi, se voglio mandare un avvertimento … con chi posso prendermela? Va da se
    che l’ideale era la Volkswagen, andava bene anche la Mercedes (visto la F1 a Singapore?),
    ma la prima serviva meglio allo scopo.

    Si sarebbe potuto colpire
    anche la Deutsche Bank, la banca in assoluto più coinvolta con i derivati, ma
    si rischiava di lanciare un sasso nel buio – impossibile calcolare le
    conseguenze, in particolare  per le
    banche americane.

    Meglio il settore dell’auto,
    anche per le ragioni ben esposte nell’articolo. Ma per me non è ancora finita.

    C’è un noto economista – impossibile
    da nominare in questo blog, nemmeno le iniziali – il quale sostiene che l’Euro
    finirà quando lo vorranno gli americani.  La questione Volkswagen, quindi, è solo l’inizio
    della fine per l’Eurozona?

    Ovvero, o i tedeschi si
    adeguano (inflazionando la loro economia), oppure gli americani fanno saltare tutto,
    riavvicinando l’industria tedesca alla durezza della competizione mondiale,
    senza più l’ausilio di una moneta unica che per loro è svalutata del 30%, e per
    noi italiani (francesi etc.) esattamente il contrario.

    In conclusione, chi segue
    questo blog come anche la controinformazione in generale, sa benissimo che
    quella tedesca è una comunità abituata a barare su tutto (ricordo qualche
    articolo di Lameduck), con un’industria che è la più grande corruttrice a
    livello mondiale (la Siemens ad esempio), molto evidente in tutte le
    statistiche che non siano delle buffonate alla Trasparency International.

    Per non dire degli investimenti
    mafiosi nel post-riunificazione. Nessun tedesco ovviamente ne sapeva niente. Pecunia
    non olet, si diceva una volta a Roma. E non la sente nemmeno chi, a
    chiacchiere, ha così tanta puzza sotto al naso.

  • whugo

    Ciao Makkia, posso essere d accordo con te, certo… da che pulpito!

    Se la Wv va punita, a quanto ammonterebbero i danni da inquinamento( tutti quelli che hai elencato e molti altri) che la cosiddetta " più grande democrazia del mondo" fa subire ai suoi cittadini e soprattutto agli abitanti e agli ecosistemi delle più remote regioni del mondo?
    Fa sempre un certo effetto come questi epigoni del puritanesimo protestante, riescano a fare i moralisti da un lato e le più grandi porcate che la storia dell uomo ricordi dall altro.
  • Tao

    Il clima è tale per cui, alla notizia delle emissioni inquinanti taroccate delle Volkswagen ( http://www.ticinonews.ch/economia/250996/volkswagen-coinvolti-11-milioni-di-veicoli-in-tutto-il-mondo) [www.ticinonews.ch] , “scoperte” guarda caso negli Stati Uniti, il mio primo pensiero è stato: “A chi ha pestato i piedi la Germania?”.

    Finché non saranno resi noti i test sulle emissioni inquinanti reali di tutte le case automobilistiche, rimango sospettosa per una notizia con ha il potenziale distruttivo di una bomba sull’economia del paese e dell’azienda, che viene fatta circolare con insistenza sospetta mentre se ne tacciono altre, che a mio avviso gli sono invece affini.
    Insomma, non me la bevo che solo Volkswagen tarocca i dati sulle emissioni inquinanti delle sue auto.

    Tanto meno me la bevo se il caso bomba è sollevato dal paese che ha leggi sull’inquinamento ambientale pressoché inesistenti e sapendo invece anche i sassi che se c’é una cosa in cui la Germania può dare dei punti a tutti, è proprio l’attenzione all’ambiente.

    Non perché alcune sue fabbriche poi non sputino veleni quanto quelle di ogni altro paese, sia chiaro.
    E nemmeno mi bevo che il problema dei falsi dati sugli inquinanti abbia qualcosa a che fare con l’aria che respiriamo: figuriamoci. 
    E’ invece ben particolare che quasi in contemporanea, ma molto più sotto traccia, sia nei giorni scorsi apparsa la notizia degli effetti negativi sulla multiutility ( http://www.guardailtuofuturo.net/service/webs_news_frameset.aspx?id_news=7178) [www.guardailtuofuturo.net]  che in Germania gestisce il business dell’energia ora che il governo tedesco si propone di modificare la legge sul nucleare, puntando a maggiori investimenti su energie alternative.

    Son cose talmente “da grandi”, grandi numeri e grandi interessi in gioco, che per una volta non voglio dare addosso alla Germania in attesa, come dicevo sopra, di capire se il problema delle bugie sugli inquinanti emessi dalle auto, riguardi solo Volkswagen o ogni altro produttore di auto nel mondo.

    Poi c’è quest’altra notizia ( http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=11&pg=12727&utm_source=dlvr.it&utm_medium=twitter) [www.lantidiplomatico.it] , che per me fa il paio e già indirizza il mio fiuto complottista in una precisa direzione.

    Per me, dico che in qualche modo le tre notizie linkate coincidono: 
    1. Germania che intende modificare la legge sul nucleare 
    2. la multiutility che gestisce l’energia tedesca che perde pezzi di fatturato per il cambio di politiche sul nucleare
    3. Usa che vogliono modernizzare il loro arsenale nucleare in Germania.

    Cosa meglio di una bella macchina del fango sui prodotti più noti nel mondo dell’industria automobilistica tedesca per far flettere un po’ le ginocchia alla Germania?

    Fonte: http://rossland.blogspot.it [rossland.blogspot.it]
    Link: http://rossland.blogspot.it/2015/09/fango.html [rossland.blogspot.it]
    22.09.2015

  • s_riccardo

    D’accordo con tutto. A proposito di emissioni, comprato manufatto di terracotta colorata nel deserto del Nevada, portato a casa e rilevato radioattività anomala.

    Andrebbe verificato tutto quello che inquina, fabbriche, acciaierie, aziende manifatturiere  compresi gli aerei che volando a 10 mila metri immettono direttamente nell’alta atmosfera gli scarichi avvelenati.
    Da quale pulpito viene la predica
  • Denisio

    Esattamente come dici.

  • Truman
  • Notturno

    Eppure hanno fatto gli stessi identici test sulla BMW ed è risultata "pulita". Non ce ne dimentichiamo e non pensiamo che per forza tutte le altre auto facciano le stesse porcherie.

    Sicuri che sia una manovra anti-tedesca?
    A me sembra una mazzata a chi se lo è meritato appieno.
  • rossland

    Appunto, da quale pulpito.
    Ho appena aggiornato quanto sopra con l’attesa posizione dell’Italia, via Ministro dell’Ambiente, il quale (da Reuters, link sotto) "…ricorda la possibile incidenza sulla
    qualità dell’aria e sul clima, fa riferimento nella lettera alla
    decisione assunta dall’azienda di bloccare le vendite delle auto sul
    mercato Usa e di ritirare quelle già commercializzate, chiedendo al
    gruppo, "qualora necessario, di assumere analoghe iniziative già
    intraprese per il mercato americano anche a tutela dei consumatori
    italiani che hanno fatto affidamento sul marchio".
    Vero che ciò che preoccupa è l’aria, il clima e pure la tutela dei consumatori?
    Ne siamo convinti, certissimi, rassicrati da tanta feroce tempestività di posizione…ehmmm…
    http://it.reuters.com/article/topNews/idITKCN0RM1ZU20150922

  • FBF

    Come si può notare, "come "stavamo aspettando", dopo il diktat di Angela alle case costruttrici scoppia la bomba ad orologeria. Eppure è semplice, è solo un effetto domino preparato e usato da sempre. Chi ha il tradimento nel DNA? … Esatto! Per cui Stati Uniti e Germania sono d’accordo – si stanno facendo un favore a vicenda – anzi lo sono sempre stati anche durante la guerra come tutti gli altri stati Russia compresa.

    Non esistono divisioni visto che le monarchie sono tutte imparentate. E chi le domina? … Esatto!
    E’ la povera gente i cosiddetti popoli l’etnos che non sa di essere dominata da Stranieri e va o viene obbligata a farsi ammazzare in guerre senza sapere di fare spazio. Infatti l’Eu-ropa sarà rifondata sull’Ethos e Ethnos sarà pian piano soppresso ed estinto. 
    Ad esempio la gente non sa la Verità su Cuba. Ci è cascato anche il Che.
      
  • mda1

    Non penso sai tutta colpa dell’Ad. I dipendenti secondo me non potevano non sapere.

    Io proporrei il licenziamento del 50% almeno e la sostituzione con immigrati anzi profughi dalla Siria.
    Mi sembra una soluzione ragionevole.
  • Ossimoro

    Ho un dubbio e se qualcuno potesse fornire chiarimenti avrebbe tutta la mia gratitudine.

    In Italia si fa il bollino blu per controllare che le emissioni dei veicoli a motore non superino i parametri di legge (nel qual caso non potrebbero circolare).
    Fino a qualche anno fa si faceva annualmente, oggi in abbinamento alla revisione.

    Ammesso che negli USA non esista un meccanismo di controllo analogo, se davvero le emissioni di tutti i modelli della VW avessero superato i limiti di legge (oltre i quali ci sarebbe stato un danno ambientale), è mai possibile che in Italia non sia mai emerso dai predetti controlli periodici?

    L’articolo parla di un’emissione superiore al dichiarato di ben 40 volte..

  • makkia

    Che c’entra tutto ciò con l’affermare beffardamente che la CO2 è un’arma?
    La CO2 è un cavallo di battaglia dei riscaldaglobalisti. Ma qui si parla d’altro.
    Collegare la diffidenza verso il "Terrore CO2" alla diffidenza verso gli incombusti e le emissioni tossiche è preoccupante.
    Non tutto ciò che è ambiente è bufala. Non tutti gli ecologisti sono cialtroni. Non tutta la ricerca sul risparmio/efficenza energetico/a è fuffa. Io sono CONTENTO che a Roma funzionino 8 depuratori e che ci siano un laboratorio e una dozzina di tecnici in servizio in ognuno degli impianti, OK?

    E comunque fra due bastardi che si tirano calci nelle palle, io non parteggio: apro un pacchetto di pop-corn e mi godo lo spettacolo.

    Che gli USA siano stronzi doppiopesisti non ci piove. Che taroccare i rapporti sulle emissioni sia criminale neanche.

    E anche il confronto morti-sanzioni è bello specioso, se è per quello.
    La GM fu punita poco. Ma proprio quella sentenza fu precedente per altri casi simili da punire più duramente. Quando tocca alla Toyota, incappa nelle pene "inasprite". Confronto insensato. E’ una COSA BUONA inasprire le pene sui comportamenti criminali, o no?
    Per quanto riguarda la VW, non si fa confronto fra morti reali ma con potenzialità di morte, che sono ben più alte proprio perché non ancora (e forse mai) riscontrabili.
    Ben venga il risarcimento punitivo, che bastona in proporzione al fatturato e non al danno reale (inquantificabile). E’ una cosa BELLA della legislazione americana! E non fu inflitto a GM e Toyota, perché i danni che le loro auto difettose creavano erano quantificabili.
    Il grafico è completamente fuorviante: confronta pere avvelenate con mele bio e tutte due con bulloni.

    C’è esagerazione? No. E’ meritatissima la bastonata.
    C’è il dubbio che altri casi simili vengano spazzati sotto il tappeto? C’è la CERTEZZA. Centinaia di casi. I repubblicani odiano i controlli su chi fa business, la vorrebbero proprio chiudere l’EPA. E nel frattempo l’hanno depotenziata al massimo nei due mandati di Bush.
    Quindi ai tecnici VW, basta "chiedere scusa" e tutto è a posto?
    Solo perché i cattivoni americani li hanno messi in mezzo, non significa che i crucchi diventano timide violette.

  • makkia

    Interessante riflessione.
    Tuttavia ci sono tre cose da tenere in considerazione:
    1. L’EPA ha rilevato, la procedura di infrazione è emessa (diciamo che il processo è stato celebrato). Quindi ci sono dati, perizie, ecc. La cosa sporca è che non si aspettano i tempi del ricorso VW per scatenare la canizza mediatica. Ma veramente sorprendente è che non sembra che VW voglia FARLO, il ricorso…

    2. I tecnici tedeschi hanno AMMESSO il problema e "chiesto scusa" (uhmmm…)

    3. Non ti sorprendere troppo se le VW americane hanno parametri diversi da quelle italiane. Le case adattano le loro auto alle legislazioni locali, che in USA possono anche essere statali e non federali (sull’inquinamento sono sempre locali). E’ noto che le nostre Alfa (ai bei tempi in cui erano richieste) e Ferrari non potevano entrare ad esempio in California così com’erano. Dovevano essere ritarate e "retrofittate" per rientrare nei parametri. Idem col Giappone: molto stringenti. Ma anche noi lo facciamo: mai visto una Tata indiana in Italia?
    [Poi, alcuni di questi requisiti sono in realtà protezionismo e vengono pretesi in modo più stringente ai brand stranieri: magari il motivo reale è che una macchina indiana da 2.000€ sterminerebbe il segmento utilitarie in tutta Europa. Mentre per i marchi di casa si chiude un occhio. Ma questa è un’altra storia]

    Nota: non significa che lì non inquinano. Significa magari che la legge locale ha scelto la CO2 come parametro assoluto, mentre sul piombo e benzene sono laschi. In pratica le loro auto da noi non potrebbero circolare. Ad esempio la Harley ha dovuto modificare le marmitte perché superavano i dB del massimo inquinamento acustico permesso in Italia, parametro di cui agli americani fottesega.

  • ilcomplottista

    E guarda guarda, oggi il buon Francesco si è fatto trasportare sulle strade americane da una 500L.

    Grande Marchionne, bellissimo scoop, pubblicità a costo zero (forse) e tante vendite garantire nel mercato americano.  Alla faccia dei tedeschi !!
  • mda1
  • makkia

    Conferma che i loro parametri sono parecchio diersi dai nostri: in Italia quelle non POTREBBERO circolare.
    Poi hanno una speciale dispensa in quanto auto storiche, ma come livelli di inquinamento non sono affatto in regola.