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PUO' IL M5S DIVENTARE UN VETTORE RIVOLUZIONARIO ?

DI GEORGIOS

comedonchisciotte.org

Se uno cerca la storia del Partito Socialdemocratico Tedesco (SPD), troverà in posizione centrale tra i protagonisti della sua fondazione, la figura di Karl Marx descritto come “ideal pulse” vale a dire “impulso ideale” oppure “forza vitale ideale” (1).

Questo partito era stato fondato con il nome di Partito Socialista dei Lavoratori Tedeschi (SAPD) sulle concezioni generali di K. Marx e F. Engels nel 1875 al Congresso di Gotha, dalla fusione dell’Associazione Generale degli Operai Tedeschi (ADAV) di Ferdinand Lassalle e del Partito Socialdemocratico dei Lavoratori Tedeschi (SDAP) di August Bebel e Wilhelm Liebknecht.

Niente male come origini verrebbe da dire. Solo che poi si guardano le politiche del SPD nel corso degli anni e la “magia” svanisce. Infatti non è casuale che il primo “pubblico ministero” contro il “neonato” è stato proprio il suo “padrino”, il vecchio Karl, con una critica severa meglio nota come “Critica del Programma di Gotha” (2), (3).

Pochi anni dopo, nel 1878, Otto von Bismarck passò una legge antisocialista e questo partito venne messo fuori legge per “le sue tesi rivoluzionarie e antimonarchiche”. Quelli furono gli anni eroici del partito socialista tedesco il quale malgrado lo stato semiclandestino in cui si trovò, crebbe in maniera impressionante: alla fine del 19o secolo era la più forte organizzazione politica del paese con 1.400.000 voti e quasi 400.000 iscritti (4).

Tra il 1890 e il 1891 le cose però cambiano: da una parte il partito viene nuovamente legalizzato e assume il suo nominativo definitivo di Partito Socialdemocratico Tedesco (SPD) mentre dall’altra, con il congresso di Erfurt (5), il vecchio programma di Gotha e’ sostituito da un programma nuovo, promosso da Karl Kautsky. Questo programma e’ più marxista a parole ma meno rivoluzionario nei fatti. Sembra una contraddizione ed infatti lo e’ perché la principale argomentazione di Kautsky e’ che siccome il capitalismo per sua natura collasserà da solo come una pera matura, allora il dovere dei socialisti non e’ perseguire la rivoluzione ma impegnarsi per il miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori. Non a caso parecchi anni più tardi Kautsky guadagnerà da Lenin l’appellativo del rinnegato che “trasformò Marx in un volgare liberale” (6).

La svolta definitiva avviene nel periodo tra il 1904 e la Prima Guerra Mondiale che coincide con l’ascesa alla posizione di segretario generale del partito di Friedrich Ebert. Ebert nel 1919, in perfetta collaborazione con il principe Max von Baden, nominato Cancelliere Imperiale dall’imperatore Guglielmo II (costretto ad abdicare), sarà il principale artefice della soppressione della Rivoluzione di novembre tedesca tanto attesa a Cremlino (7). La nomina di Ebert a segretario generale del SPD coincide anche con l’apparizione per la prima volta in seno alla segreteria del partito di un dirigente burocrate (“party executive”) (8). Pian piano la vecchia guardia di dirigenti, compagni di lotta di Marx, cedono il posto a dei “politici di professione”.

La stessa strategia sarà applicata subito dopo la Seconda Guerra Mondiale a tutti i forti partiti comunisti dell’ovest europeo. La logica in sostanza era: “Perché perseguitarli? Meglio metterli su un libro paga e tra non molto lavoreranno per noi”. Anche se il libro paga fu quello del politico salariato e non ciò che di solito si intende, il risultato e’ stato lo stesso. Tutti questi partiti sono finiti nel collaborazionismo, con una tappa intermedia nota come revisionismo.

Questo, un po’ lungo ma necessario, sguardo al passato, ci porta al nocciolo del problema: la trasformazione degli uomini e delle donne del partito e del sindacato, da volontari aspiranti ad un ideale per tutta la società e che si guadagnano la vita fuori dalle attività partitiche offrendo volontariamente il loro contributo alla causa, a dei professionisti della politica che mentre continuano a parlare di cose astratte ma “rivoluzionarie” (di rivoluzione meno o affatto) la vera battaglia la danno alla ricerca del voto che e’ la fonte principale per il finanziamento pubblico dei loro partiti.

Finanziamento pubblico che costituisce la seconda piaga della politica attuale. Perché nasconde tutti gli altri finanziamenti che avvengono sotto banco e che caratterizzano il vero colore politico di ogni partito, il loro legame con il “cliente” di cui questi partiti certamente fanno gli interessi. Se per esempio fosse noto che gli introiti del partito A provengono dai piccoli contributi di una grande massa di persone mentre quelli del partito B da contributi milionari di poche persone, la mia scelta di voto risulterebbe molto più agevolata.

In questo modo i partiti si sono trasformati in estensioni dei meccanismi dello Stato, ma non dello Stato al servizio dei suoi cittadini, bensì di quello che fa gli interessi del più forte. Perché e’ logico che se tu prendi ad esempio un calzolaio che fino a ieri doveva sudare ogni giornata e lo trasformi in un politico o in un sindacalista di professione ben pagato che in sostanza non deve più lavorare, è pacifico che le considerazioni idealistiche di Max Weber circa “La politica come professione e come vocazione” e “l’Autorità carismatica” andranno a farsi benedire (9).

Il politico di professione non possiede la formazione dataci dalla sua definizione enciclopedica (10) ma da quella offerta da corsi universitari pubblicizzati sotto il titolo “Imparare la politica? Ora si può diventare un dirigente di partito” (11) anche per delle ragioni ben spiegate in un appunto dal titolo “Le trasformazioni dei partiti di massa” (12) che si conclude cosi: “Tale situazione rischia comunque di minare la legittimità dei partiti che vengono spesso percepiti come apparati parassitari, lontani dalla società”.

Cosi lontani che adesso il panorama sembra sgombro. Checché ne dicano, che siano politici del PD, di FI etc o sindacalisti da Camusso e Landini fino a Bonanni e Angeletti, la loro posizione e’ chiara e non solo per le ragioni storiche esposte in precedenza. Ma per le politiche che seguono. Per le scelte di lotta che NON fanno. Per lo sciopero ad oltranza che NON hanno proclamato. Per gli edifici pubblici come quelli del fisco, come le prefetture etc che NON hanno occupato ad oltranza paralizzando questo aborto di Stato. E’ più o meno la stessa storia ridicola quanto tragica che osserviamo in Grecia negli ultimi quattro anni dove a parole si stracciano i memoranda e si proclamano degli scioperi di 24 ore, uno ogni 4-5 mesi, quando il paese sta affondando ed insieme ad esso migliaia di poveri cristi. La terapia dell’ipnosi fino all’eutanasia del paziente. Infatti, agli scioperi non partecipa ormai quasi più nessuno. Perché la gente ha perso ogni fiducia in tutti loro. Sa da quale parte stanno. E aspetta il miracolo della vendetta.

E sapete una cosa? Noi vi invidiamo. Sì, l’avete proprio capito e chi ride e’ per lo meno un incosciente per non dire qualcosa di più pesante.

Voi avete un Movimento di gente, il M5S, che non appartiene alla vecchia politica, unico in Europa, che sta tentando, sta sperimentando nuovi modi per fare politica, certamente sbagliando e facendo brutte figure, alcune per inesperienza, altre perché certuni hanno i propri limiti, altre ancora perché ci sono sempre i soliti voltagabbana, ma che non e’ ancora corrotto come meccanismo, non e’ venduto in toto, ma sopratutto perché e’ un Movimento che a livello decisionale e’ ancora molto vicino per forza di cose alla sua base, perché non c’è stato ancora il tempo per essere assorbito dal sistema.

Questo movimento non e’ proprietà di nessun Grillo e di nessun Casaleggio, che se non corrispondono più alle aspettative della gente devono essere messi da parte per permettere il formarsi di un’alleanza popolare sempre più ampia, aperta a nuove idee e nuove iniziative che devono essere espresse come politica del popolo e non di qualche élite ai “posti di comando”. Una politica che rappresenti l’opportunità di inserimento a tutte le istanze del popolo dai problemi di quartiere, a quelli ambientali, della scuola, della sanità, della difesa della Costituzione che viene violentata, del patrimonio dello Stato che e’ patrimonio dei suoi cittadini, dei mostruosi debiti strozzini verso le banche fino a quelli verso il fisco, fino alla reazione intimidatoria organizzata verso le società private di riscossione che la fanno da padrone terrorizzando spudoratamente la gente e fino alla politica parlamentare che non può essere però la sola politica. Perché se l’obbiettivo si riduce alle prossime politiche, le prossime amministrative e le prossime europee, per qualche seggio o qualche comune in più, alla fine si scoprirà che stavano sperimentando su di voi la stessa terapia nostra.

Dire chiaro e tondo che il Movimento e’ contro l’euro e spiegare il perché alla gente che non ha ancora capito. Tutte le grandi truffe della storia vengono sempre compiute da minoranze organizzate che tengono i meccanismi della società in mano ai danni di maggioranze che difficilmente possono intendersi tra loro e per questo sono caratterizzate da una specie di immobilità sociale che significa ignoranza e difficoltà di azione comune. Non e’ questione di essere intelligenti e furbi o idioti e ingenui. Ragionare in questi ultimi termini comporta soltanto la spaccatura del popolo perché a nessuno piace sentirsi dire che e’ scemo.

Il Movimento Cinque Stelle fa loro paura perché e’ risultato troppo forte alle elezioni, perché ha avuto troppo momento, perché ha raccolto troppa gente per i loro gusti, perché ha rotto coi vecchi schemi tra eletto ed elettore. Loro hanno paura del Movimento lo si constata in ogni loro tentativo ridicolo di sminuirlo dentro e fuori al parlamento, in televisione, sui giornali ed e’ da kamikaze non puntare su ciò che mette paura all’avversario.

Non litigate. Osate. Allontanate i “pompieri” e i “tranquillizzatori” quali che siano i loro nomi. Non aspettate lo schianto dell’euro che può essere molto tardivo e doloroso in quanto i fanatici di Berlino hanno bisogno di questa moneta assassina e faranno di tutto per tenerla in vita. Non aspettate capi e caporali, esperti e titolari, la soluzione uno che annega la trova da solo non sta prima a imparare la legge di Archimede. Il vostro futuro lo avete nelle vostre mani. Non dimenticate: la vostra forza e’ il numero. Il popolo, come totale di singoli, e’ ingombrante, si muove difficilmente. Ma come massa unitaria e’ una valanga che nessuno può fermare.

Sì. Il M5S potenzialmente rappresenta tutta la società italiana oggi e quella europea domani. Il M5S può diventare un vettore rivoluzionario per tutta l’Europa.

Georgios

Fonte: www.comedonchisciotte.org

24.09.2014

NOTE

(1) https://en.wikipedia.org/wiki/History_of_the_Social_Democratic_Party_of_Germany

(2) https://it.wikipedia.org/wiki/Critica_del_Programma_di_Gotha

(3) http://www.ousia.it/content/Sezioni/Testi/MarxCriticaProgrammaGotha.pdf

(4) http://www.pbmstoria.it/dizionari/storia_mod/s/s110.htm

(5) http://en.wikipedia.org/wiki/Erfurt_Program

(6) https://www.marxists.org/italiano/lenin/1918/10-kautsk/kau1.htm

(7) http://it.wikipedia.org/wiki/Rivoluzione_di_novembre

(8) http://en.wikipedia.org/wiki/Friedrich_Ebert#Early_life

(9) https://it.wikipedia.org/wiki/Max_Weber#Parlamento_e_governo_e_Sociologia_del_potere

(10) https://it.wikipedia.org/wiki/Funzionario#Funzionari_di_partito

(11) http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/politica/2014/7-luglio-2014/imparare-politica-ora-si-puo-diventare-dirigente-partito–223529946277.shtml

(12) http://www.tesionline.it/v2/appunto-sub.jsp?p=29&id=734

Pubblicato da Davide

  • stefanodandrea

    Il M5S nasce con tare genetiche non superabili se non rinnegando se stesso. E’ destinato a un lento declino. Il declino sarà lento se non emergerà un partito alternativo, che sia comuque totalmente estraneo al partito unico delle due coalizioni chje governa l’Italia da 25 anni.
    Le principali tare genetiche sono:
    1) intanto senza alcuna lungimiranza nasce negli anni della crisi dell’Unione europea ma discute e trova adesioni su tutti gli altri temi salvo che sulla critica all’unione europea; nemmeno si accorge per lungo tempo della crisi della UE e contesta l’unione soltanto alla fine, strumentalmente in prossimità delle elezioni: poco  in vista delle elezioni nazionali; un po’ di piu’ in vista delle europee; di nuovo poco dopo le Europee. Lungimiranza zero. Polso del tempo zero.
    2) ci sono stati oltre 5000 candidati alle parlamentarie europee con soltanto 35000 votanti. Insomma un votante su sette si è candidato. Ciò dimostra che non esiste alcuna comunità, né piccole comunità cittadine. Esistono cittadine di 20000 abitanti che hanno avuto 3 candidati alle parlamentarie europee! (ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere) E’ la dimostrazione lampante che DENTRO IL NUCLEO DURO DELLA BASE DEL M5S si annida un INDIVIDUALISMO SFRENATO, un ARRIVISMO CHE NON HA EGUALI NEGLI ALTRI PARTITI O MOVIMENTI (proprio perché non c’è alcuna comunità: le comunità sono organizzate o non sono comunità). Dentro il nucleo duro della base del m5s c’è una marea di persone che – come spesso accade ai moralisti – cerca in realtà una fortunata sistemazione e non ha il senso del limite e del ridicolo.
    3) Il sistema di selezione dei candidati corrisponde al format del grande fratello, con gente che si fa votare in base al curriculum vitae, e non al curriculum politico, da gente che non li conosce. Valore del sistema di selezione pari a zero.
    4) D’altra parte che il partito o movimento sia un sistema di selezione della classe dirigente è una ovvietà negata dal M5S. Uno vale uno, tanto sei soltanto un portavoce. Come strumento per dare all’Italia una nuova classe dirigente vale zero. Alcuni parlamentari del partito unico delle due coalizioni sono stupidi ma se stanno là hanno dimostrato almeno "doti" relative alla gestione e conservazione del potere e del consenso (insomma hanno un valore, che talvolta è positivo e talvolta è negativo). I parlamentari stupidi del m5s stanno là per caso.
    5) Nonostante i milioni di voti e i numerosissimi consiglieri comunali regionali e parlamentari nazionali, nonostante un certo radicamento, il M5S non ha alcuna voglia di diventare un partito che sta sulla strada, sui marciapiedi, che conosce i propri elettori, almeno i piu’ interessati alla politica. Come partito o movimento politico reale e non virtuale il m5s vale zero.
    6) E’ un partito  PRIVO DI POLITICA ESTERA. Tra i parlamentari e dentro la base si trovano antisionisti che sfiorano il razzismo e ferventi ammiratori di israele; antistatunitensi e giovani pregni di cultura americana; sull’unione europea e l’euro si riscontrano tutte le posizioni possibili; sui rapporti con la Russia pure. Ora, a prescindere dal fatto che alla fine, non esistendo il partito, contano soltanto i deputati (nel m5s i deputati contano di piu’ che negli altri partiti), sicché una certa linea di politica estera può anche emergere, tuttavia l’assenza di una politica estera considerata come  FONDAMENTO fa del M5S  IL PARTITO PIU’ STUPIDO DEL MONDO, tra quelli esistenti e quelli esistiti. Era difficile anche soltanto pensarlo un partito del genere.
    7) E’ l’ennesimo partito o movimento nato dal moralismo: lega (il cui vero slogan fu Roma ladrona, non federalismo); italia dei valori; Stella, Travaglio. Anche Razzi poneva la questione morale e così i tanti furbastri entrati in parlamento con l’Italia dei valori. La moralità e l’onestà NON SI DECLAMANO. Si dimostrano con una vita intera, dimostrando di non essere avidi, in primo luogo. Un giovane di 25 anni che si vanta della sua onestà e moralità o uno di 35 o 40 che non ha mai esercitato il potere e si professa onesto è UNO STUPIDO e UN PRESUNTUOSO, perché egli non ha avuto nemmeno modo di mettere alla prova la sua onestà. Prima deve diventare assessore dei lavori pubblici, poi ricevere una richiesta di appalto da un cugino che sta per fallire, poi rifiutarla e perdere per sempre il saluto del cugino e poi, soltanto dopo, coloro che lo conoscono sapranno per certo che è onesto. In ogni caso, per coloro che non conoscono un politico, non c’è alcun modo per accertarne l’onestà. E’ IL PARTITO, se è un grande partito in fase ascendente, che può, eventualmente, assicurare l’elevato modello di moralità e onestà della propria classe dirigente. IL PARTITO, proprio quella organizzazione che per ilM5S è il diavolo.
    8) Il livello di ingenuità e fanatismo del nucleo duro della base è disarmante. Il programma delle europee non lo hanno deciso, idem il programma per le nazionali; non esistono regole per togliere il blog a Casaleggio; non hanno il potere di decidere quali sondaggi proporre alla base, quando proporli, come formularli; non hanno il potere di stabilire le regile delle parlamentarie nazionali e quelle delle parlamentarie europee. Insomma non hanno alcun potere, nemmeno quelli che formalmente esistono nei partiti che applicano la democrazia indirietta o il centralismo democratico. Eppure sostengono che il m5s è un movimento democratico.
    Il M5S è  IL PARTITO PIU’ ANTIDEMOCRATICO DOPO FORZA ITALIA.perché è un partito azienda.

    Certo, il m5s può essere considerato una scatola vuota riempibile di tutto (non ci credo ma diamo per buona l’ipotesi). Tuttavia non mi è chiaro perché 36000 cittadini italiani con idee politiche chiare dovrebbero cercare di rubare il movimento ai 35000 che attualmente costituiscono il nucleo duro della base e che sono mediamente (non tutti ovviamente) molto ingenui, molto fanatici, molto arrivisti, molto  moralisti e per niente lungimiranti, con intelligenza sotto la media, anziché fondare un altro partito.
    Il m5s migliorerà pure -non può che migliorare – in qualche città forse esprimerà gruppi dirigenti che nelle amministrazioni comunali si comporteranno bene, ma è destinato inesorabilmente al declino o ad attestarsi a quel 10% (ci arrivò anche Di Pietro) che sembra essere la cifra dei fanatici moralisti, chiacchieroni, quaunquisti italiani.

  • GiovanniMayer

    100 punti!!! Hai centrato il bersaglio.

    Checché se ne dica, il m5s è ancora in fasce, non ha un’identità ben definita. C’è ancora la possibilità, sia dall’esterno che dall’interno, di orientarlo in una certa direzione. E se quella direzione fosse proprio quella antisistema? Ma antisistema davvero.
    Contro il neoliberismo, contro la finanza speculativa, contro l’euro, contro la NATO, contro il FMI, contro il WTO, ecc.
    Impossibile? Non lo so.
    Quello che è socuro è che in tutta Europa ci sono milioni di persone che sognano questi obiettivi, ma non hanno un solo partito credibile che abbracco queste cause.
    Ma poi occorrerebbe il 51% e la NATO, tramite le sue strutture parallele proverebbe a destabilizzare. Può darsi, ma come si fa a far 13 se non si gioca neanche la schedina?
    Serve un’idea, un programma concreto che unisca tutto l’antagonismo e larghe fette di popolazione. Un programma che ogni blog o sito aderente deve propagandare, in modo da spingere dal basso una precisa svolta nel m5s. Soprattutto nell’ottica di un eventuale post grillo-casaleggio.
  • GiovanniMayer

    Aggiungo: oppure serve un nuovo partito con le caratteristiche citate.

  • Georgios

    Può darsi che tu abbia ragione su tutto ma può anche darsi di no.

    Io p.es. non posso rispondere circa il carattere dei partecipanti ai 5s. Vedo le cose da fuori, non le  vivo.

    Su alcune cose sono d’accordo ma sono appunto le cose che vanno cambiate.

    Preferirei lasciar rispondere altri amici che la situazione la vivono dall’interno.

    Ma vorrei chiedere solo questo: Secondo te l’unica soluzione producente sarebbe la "uccisione" del movimento?

  • stefanodandrea

    No questo no. Ucciderlo no. Mi auguro che sorga qualche cosa che lo affianchi, lo ridimensioni (più omeno alla percentuale che ho indicato)  e lo superi (quantitativamente e qualitativamente soprattutto) e così consenta anche al m5s di superare se stesso. Anzi direi senz’altro che se mai ci riprenderemo -e io ho fiducia, anche se i tempi sono quelli della storia e non dei desideri degli impazienti – il m5s sarà parte della coalizione contraria al partito unico delle due coalizioni. Ma non ne sarà la guida.

  • Georgios

    Secondo me e per essere giusto con me stesso ma anche con tutti quelli che vogliono contribuire in modo positivo, la parola che potrebbe descrivere l’atto richiesto circa il "che fare" coi 5s e’ la parola "esproprio".

    Intesa però in senso assolutamente positivo e non aggressivo: entrarci e insieme con gli altri portare le cose verso dove si deve. Dove si deve? Verso l’interesse popolare vero.

    E’ una cosa pronta anche se, come dici, in fasce. E’ un peccato, anzi un crimine, lasciarla perdere.

  • Marshall

    Quando un partito politico proporrà come primo e unico vitale obiettivo prima di parlare di economia, riforme e tutto il resto l’immediata espulsione, se vince le elezioni, del centinaio di basi militari americane, nonché l’uscita da ogni associazione massonico mafiosa vedi Nato, Onu e compagnia criminale allora avrà il mio voto. Il resto sono chiacchiere. Un paese per governarsi deve essere sovrano altrimenti è tutta una finzione. Votare in una colonia è come vuotare il cesso (infatti per la terza volta, Fonzie III, hanno dimostrato che del voto dei cittadini e dell farsa delle elezioni possono anche farne a meno). L’Italia è una colonia da 60 anni, quando deciderà di essersi stufata, se mai accadrà, è dall’espulsione del criminale impero americano che si deve partire. La riappropriazione del proprio territorio è più importante di qualsiasi altra cosa vedi leggi sul lavoro, pensioni, economia, scuola perchè tutto questo viene dopo prima bisogna poter essere liberi e sovrani su ciò che si deve fare. Chi promette questo e quell’altro facendo finta che in questo paese ci sia libertà e democrazia e che non ci sia una stabile occupazione militare è uno dei tanti bugiardi che mirano ad arricchirsi alle spalle degli italiani magari dicendo qualcosa giusta perchè tanto sanno che mai potranno ottenerla. Di giullari credo che l’Italia ne abbia avuti abbastanza.

  • clausneghe

    Non credo che il 5 stelle possa essere il "vettore ri-voluzionario" e lo dico da iscritto della prima ora e da assiduo frequentatore del Blog di Grillo. Infatti basta scorrere i molti commenti su questo Blog per accorgersi che non c’è una idea comune e nemmeno un obbiettivo comune. Si dice tutto e il suo contrario. C’è chi non vuole andare in televisione e chi per contro vorrebbe andarci alla grande. C’è chi vorrebbe legalizzare le droghe e chi invece metterebbe in galera i tossici. C’è chi vuole lo Stato forte e chi non lo vorrebbe affatto. C’è chi tiene all’Ucraina e chi invece al Donbass. Chi appoggia i poliziotti e chi li detesta. Chi vuole l’Euro e chi no.E così via, una grande confusione regna sotto il cielo stellato. Che non porterà a nulla di buono, tanto meno ad una ri-evoluzione, che come tutti sanno ha bisogno di una strategia condivisa per non avere chi"rema contro". Inoltre penso che il vero e unico motore sia Beppe Grillo, gli altri a dispetto dello sciocco slogan "uno vale uno" sono assolutamente mediocri e non capaci di coinvolgere le masse. Nemmeno il gentile bamboccio Di Maio e nemmeno il poco informato Di Battista. Casaleggio poi è solo un tecnocrate che manca di una visione generale.

    Siamo proprio messi male e potremo solo peggiorare, specialmente se Grillo getterà la spugna, come sembra voglia giustamente fare, deluso da tanta mediocrità che lo circonda.
    No, la Rivoluzione non può venire da un Movimento che per farla ha bisogno dell’approvazione dell’Autorità costituita. Non vogliono la violenza e questo è bene, ma non riescono nemmeno a fare a meno della Televisione, quando basterebbe spegnerla (i nove milioni che hanno votato 5 stelle)  per dare un colpo devastante al Sistema. Con il 5 stelle non si va da nessuna parte, purtroppo. E lo dico con amarezza e delusione.
  • Georgios

    Chi potrebbe darti torto?

    Ma spero che avrai notato che la mia esortazione non si limitava al comportamento elettorale. Anzi…

  • GiovanniMayer

    Georgios e Marshall, parole sante.

    Non lasciamo cadere questa discussione, anzi, allarghiamola. Vale la pena provarci. Servono idee precise, ma "macro" al micro ci pensremo.
    Si potrebbe anche guardare ai BRICS, si potrebbero tante cose, ma attiviamoci.
  • GiovanniMayer

    Non c’è un’idea comune e non c’è un obiettivo comune.

    Appunto. Troviamolo.
    Non è una passeggiata, ma vale la pena provarci.
    "Invadiamo" il m5s (nello stesso senso in cui l’amico Georgios ha usato la parola esproprio).
    Ma prima ci vuole una linea precisa, concreta, condivisa, se no siamo punto e a capo.
    L’alternativa? Star qui a commentare se l’ebola esce da un laboratorio o è naturale, così tanto da far arrivare i 70 anni in cui i più fortunati avranno quell’elemosina che sarà ancora chiamata pensione.
  • Georgios

    Le cose contraddittorie dei 5s che racconti, a parte la questione dell’euro che e’ una cosa seria, sono indice di salute per un movimento nelle condizioni attuali. Significa che interessi diversi confluiscono nello stesso movimento perché annusano che "c’è qualcosa che non va". Per tutti. Direi anche che e’ un fenomeno tipicamente pre-rivoluzionario. Naturalmente questo non e’ una garanzia che la rivoluzione ci sarà.

    Il fatto poi della violenza… Rivoluzione significa non violenza. Che violenza vuoi che ci sia quando ci sono 1000 contro 1? Faccio per dire naturalmente ma rivoluzione significa appunto questo. Un’intera società contro un manipolo di guardie che tagliano la corda.

    Violenza e’ la guerra civile, non la rivoluzione.

  • alsalto
    Quindi? Come spieghi l’impianto imprenditoriale fortemente neo liberista che ha generato e guida il movimento?

    A me da l’idea dell’armatore che caccia le balene e con i proventi finanzia i panda.

    Ai cinquestellati con cariche pubbliche gli hanno dimezzato gli introiti, cosa apprezzabile anche se sfiata pauperismo facilone propagandistico da tutte le parti, ma i due brizzolati fatturano a piu’ non posso.

    Mai cederanno, i due zazzeruti, le redini, il movimento a loro appartiene come al priapitico arcorense fi e lega.

    Qualsiasi tentativo di scissione, come avvenuto, verrebbe letto dal gregge come tradimento.

    Troppe incongruenze ed incoerenze ne fanno un vuoto a perdere nato morto.

    Per chiarezza, da libertario ne ho viste gia’ di ‘ste cose, penso a quei camuffati dei radicali, fucina dei meglio taradash e capacchione o come si chiama lo sgherro prezzolato di nonno priapo, che ancora voglion vendere il cambiamento come la carta da culo in confezione famiglia.

  • Georgios

    Fare da parte i nomi forti non e’ una cosa facile, nessuno dice il contrario.

    Ma se non si tenta non si saprà mai.

    Quanto a tradimenti e scissioni sono cose nel programma. Sempre lo erano.

    Il fatto però e’ che l’alternativa e’ la "morte" (talvolta senza virgolette) sicura.

    Io poi non faccio l’avvocato di nessuno. Propongo quel che penso. Al massimo sarà sbagliato, ma non credo.

  • GiovanniMayer

    Ci saranno moltissimi attivisti pentastellati che leggono e commentano qui. Come la pensano? Se questa idea si propaga su altri blog, non potranno restare indifferenti. Poi loro stessi dovranno/potranno "infiltrare" il blog di grillo. Chr gli può succedere? Li censurano? Per così poco…proviamoci!

  • radisol

    Condivido sostanzialmente l’analisi del primo commento, quelli di Stefano D’Andrea, anche se questo non mi ha impedito di votare M5S sia parzialmente alle politiche 2013 ( solo al Senato) e poi alle europee di pochi mesi fa …

    Il M5S è stato e può ancora essere un forte "elemento di rottura" rispetto allo "stato di cose presenti" …. e questo è stato il senso del mio voto strumentale …. non credo però possa essere minimamente un "vettore rivoluzionario" …
    Anche perchè, per esserlo, la "rivoluzione" bisogna anche soggettivamente desiderarla …. e  la "rivoluzione" non si fa nelle urne ed in parlamento, almeno non solo nelle urne ed in parlamento …. e per la "piazza" il M5S ha una "discrasia" credo del tutto inguaribile …
    Una volta detto questo, però, in mancanza di alternative serie, continuerò a votarlo ….
  • Blutharsch

    Pensavo si trattasse di articolo satirico.
    Il M5S e’ stato fagocitato come tutto il resto. Diciamocelo chiaro : io voglio uccidere il Ministro degli Interni e allora cosa faccio ? Mi arruolo in Polizia per avvicinarmici ; nel mentre indosso la divisa e passa un giorno passa l’altro io divento parte della struttura e la struttura parte di me.
    Non serve evocare il fantasma di Marx, e’ semplice entrismo.
    O "stiamo" fuori dalle istituzioni, come l’universita’ oppure qualora decidessimo di entrare enlle stanza dei bottoni, beh, compagni, parliamone
    Il passaggio fondamentale che manca al "movimento", la discussione che non sia discussione gia’ decisa dall’alto.
    Stando al livello di onesta’ ostentata dal leader barbuto, e considerato il risultato delle europee, Grillo avrebbe dovuto farsi da parte gia’ da un po’.
    E’ sempre li’. Casacoso ringrazia.
    O "Del cambiamento che non arriva ma che vi avevamo promesso"

  • alsalto

    Credimi, apprezzo l’impegno da parte di chiuque in buona fede si prefigga quale che sia il miglioramento in senso lato, ma non dimentico che ad un miglioramento positivo ne puo’ anzi ne corrisponde sempre un rovescio della medaglia.
    Questo per dire, e qui la mia cifra anarchica, che una soluzione univoca son portato a pensare che non esista, indendo dire: valida per chiunque.
    es. I suv inquinano? Ok, ma impedire a chicchessia di aquistarlo non suonerebbe autoritario ed un po fascistoso? Concedimi l’esercizio dell’assurdo. 
    E poiche’ di autoritarismo verticistico e’ impastata la medesima struttura organizzativa del movimento  non posso che trovarmene distante.
    Per coerenza ne viene che apprezzo chi come te propone e magari s’impegna pur in progetti che mai sposero’ o condividero’ ma
    troppo spesso ci si scorda che c’e’ sempre un prezzo da pagare per vivere, il lavoro, la convivenza, l’inevitabile difesa per quanto non violenta etc.. e quindi il cambiamento, o come lo si vuole chiamare, puo’ avvenire senza socialita’, condivisione e strutture gerarchiche organizzative, ma stretto nella propria intimita’, confinato al solo se stessi.
    Non ami la societa’ verticale? Ok, e chi ti impedisce di vivere, accettandone il prezzo, una realta’ rurale, orizzontale, insomma cio’ che ti rappresenta?
    E questa idea di cambiare il mondo a secondo delle proprie idealita’ anche agli altri che mi spaventa. Cambiamoci il nostro e lasciamo agli altri il loro senno’ si finisce nel solito palleggiamento di poteri che oramai e’ storia trita.
    Con che strumenti mi chiedi?
    In una societa’ dei consumi qual’e’ lo strumento piu’ potente?
     

  • Blutharsch

    Premetto, il mio bias verso la politica e’ a livell oserei dire mazzucchiani, quindi non prometto niente di buono nel commento a seguire.
    Qui serve un casino totale. Non saprei bene cosa non sia gia’ stato messo in atto ma o il cambiamento e’ totale e radicale o non si cambia.
    A me il M5S non sembra diverso dalla Lega agli inizi, quella radicale ( e lo era e alcuni irriducibili leghisti sono rimasti ) o dal Berlusconismo. Insomma, dai, e’ un partito.
    Saranno anche "piu’ meglio" degli altri ma sinceramente non hanno una posizione chiara su alcune questioni, per non parlare di temi come il welfare, pare proprio che non abbiano idea di cosa stiano parlando, o il tema sempre caldo dell’immigrazione.
    Dimostrano immaturita’ ed una propensione alla propaganda delle immaginette sinceramente oltre le righe, e, per concludere, l’appoggio a tutti gli svitati di internet, ma proprio tutti. Boh, sara’ anche il movimento della ggente, a me pare piu’ il movimento di mio cuggino

  • Georgios

    Marx non e’ stato invocato in relazione ai 5s.

    E di entrismo si può parlare perché i 5s non sanno esattamente cosa sono.

  • Georgios

    Secondo me escludere dalla faccia della terra i suv e’ assolutamente democratico e chi si sentirà vittimizzato da troppo autoritarismo avrà sempre l’occasione di sfogarsi zappando un po’ il terreno per far crescere le patate.

    Con questo intendo dire che certamente non si può trovare la soluzione univoca specialmente vivendo in un mondo di tanta disuguaglianza ma bisogna pur sempre organizzare gli obbiettivi secondo una certa gerarchia per cominciare a ottenere qualcosa di meno ingiusto. Questo meno ingiusto che dico non ha a che fare con nessuna ideologia ma solo col senso di giustizia verso quelli che soffrono non per propria colpa e che non posso ignorare anche perché vivere per conto proprio credo sia un po’ fuori dalla natura della specie animale alla quale apparteniamo.

    E poi questo mondo in questo momento io cerco di "preservarlo", sono quegli altri che lo vogliono cambiare sai come. Vivere e lasciar vivere mi va benissimo basta che viviamo tutti però.

    E poi lo strumento qual’è? I soldi? E chi non li ha?

  • Rosanna

    Georgios è riuscito come al solito a coniugare sapienza storica e proposta politica per la risoluzione dei gravi problemi che ci stanno privando dei diritti democratici.

    Vorrei anch’io inserire il mio commento, facendo alcune considerazioni:

    1) il M5S è già una rivoluzione in fieri, perché è una proposta assolutamente nuova e unica nel panorama politico europeo, dato che permette ai cittadini di entrare nelle istituzioni e farsi stato.

    2) è una rivoluzione perché è una nuova forma di democrazia diretta, che non ha bisogna di alcuna mediazione rappresentativa, così entrano in Parlamento persone assolutamente slegate da qualsiasi condizionamento lobbistico di interesse.

    3) è una rivoluzione perché i deputati 5S rifiutano il finanziamento pubblico ai partiti, in questo modo eliminano clientelismo e corruzione.

    4) è una rivoluzione perché si riducono lo stipendio, e si fanno chiamare semplicemente cittadini, dato che considerano  il servizio che stanno svolgendo un privilegio e un loro dovere civile.

    5) è una rivoluzione perché restano per due mandati poi tornano alle loro occupazioni precedenti, così si evita la permanenza a vita dei parlamentari e la loro possibile complicità con interessi lobbistici

    6) è una rivoluzione perché i parlamentari possono essere revocati in ogni momento da parte dei cittadini, se non applicano il programma per cui sono stati eletti

    7) è una rivoluzione perché difendono la Costituzione del ’48, si battono per cause giuste quali: no-tav, no-mose, no-muos, no-inceneritori, no-nucleare, no-expo, no-inquinamento, sì alle risorse energetiche rinnovabili  …

    8) è una rivoluzione perché è l’unico movimento che abbia dimostrato coerenza politica ed applicato alla lettera quello che aveva promesso

    9) è una rivoluzione perché fin dalle origini Grillo parlava di signoraggio, banche centrali, debito, MPS e fallimento delle banche, moneta sovrana, fiscal compact, ecc. quindi affrontava temi finanziari, quando tutte le altre forze politiche trattavano i soliti temi del solito teatrino in maniera ipocrita

    10) è una rivoluzione perché fin dall’inizio Grillo e soprattutto Casaleggio, che è la mente geniale del movimento, avevano capito e profetizzato quello che sarebbe successo:

    Se qualcuno avesse bisogno di informazioni più precise, esiste wikipedia e tanti altri siti che possono darvele sul Movimento, per di più c’è anche il blog che informa quotidianamente sulle lotte parlamentari.

    Il Movimento poi è osteggiato da tutti i media, tutte le tivvù, tutti i giornali, tutti programmi tv, anche al suo interno ci sono molti che remano al contrario per danneggiarlo.

    Devo ancora aggiungere che nonostante il Movimento abbia già iniziato la sua rivoluzione, molti non l’hanno capito e lo osteggiano continuamente, ma del resto capire è solo facoltativo, non è obbligatorio, quindi ognuno è libero di pensarla come crede.

    Grazie a Georgios

  • italy4d

    È un periodo che sto leggendo le maggiori menti sociologiche degli ultimi duecento anni e credo anche io che il M5S abbia le caratteristiche di un possibile "agente rivoluzionario" come lo intendeva un esperto del ramo, tale Lenin. Quello che non hanno ancora capito, o meglio, che non hanno ancora capito tutti nel m5s, è che dovrebbero concentrare il fuoco non su singole battaglie che, pur valide se prese una per una, non spostano una virgola in termini di consenso, ma su un obiettivo più grande. Il sistema attacca su mille fronti, ma tutti i fronti su cui attacca tendono verso un obiettivo comune: regredire. Tutto quello che era stato conquistato deve essere restituito: welfare, diritti, stipendi, garanzie. I dominati devono tornare deboli e dipendenti come erano cento anni fa, non forti, sani e consapevoli come negli anni settanta.

    Questo io lo chiamo regressismo. Il m5s deve lottare contro il regressismo, non contro il provvedimento x, la legge y, l’emendamento z… È come svuotare il mare col cucchiaino
    Questo è l’articolo di un anno fa dove sviluppavo il concetto
  • GiovanniMayer

    Non so se sarà il m5s "trasformato", non so se sarà un nuovo partito che nasca da zero, ma io non voterò mai più nessuno che non abbia come punti principali del suo programma la piena occupazione e il pieno Stato sociale.
    queste sembrano utopie, ma non lo sono, o meglio, lo sono ma solo in questo sistema.
    Ne consegue che cerco un partito, che ad oggi non esiste, che si opponga, MA VERAMENTE, al sistema.
    Poi che si allei coi BRICS o che preghi San Gennaro , non mi interessa, l’importante è che abbia obiettivi nell’interesse del 99% e capisca che per provare a raggiungerli il primo passo è il raggiungimento dell’indipendenza italiana e quindi dell’abbandono di quelle strutture tramite le quali u.s.a., o chi per essi, ci tengono in pugno.
    Poi per rispondere all’amico anarchico, anch’io vorrei l’anarchia ecc. ecc. ma non si può avere dall’oggi al domani, bisogna che sia graduale e non può non passare per i punti che ho citato. che sia l’anarchia, che sia il marxismo, che sia quello che volete. in tutti i casi c’è bisogno di trovare l’indipendenza e cominciare ad avere una struttura che faccia gli interessi del pèopolo. E quali interessi sono più importanti, anzi, vitali per un popolo, che la piena occupazione e il pieno Stato sociale?

  • GiovanniMayer

    Aggiungo che quando parlo di piena occupazione e pieno Stato sociale, che sono fattibili, sono pienamente consapevole che sto parlando di un processo che, per vedere il suo totale compimento, ha bisogno di decenni o più,  come tutti i grandi cambiamenti della storia. Forse i frutti li vedranno le generazioni future, ma bisogna cominciare, altrimenti non li vedrà proprio nessuno.Siamo in un momento, una finestra della storia, in cui, a causa di un piccolo "bug di sistema", c’è la possibilità per il popolo di influire notevolmente sul futuro. 

    Sono finestre che si aprono raramente, durano poco, e ritornano dopo decenni…se non secoli. Bisogna sfruttarla. Almeno provarci. Oggi.
  • GiovanniMayer

    Aggiungo che quando parlo di piena occupazione e pieno Stato sociale, che sono fattibili, sono pienamente consapevole che sto parlando di un processo che, per vedere il suo totale compimento, ha bisogno di decenni o più,  come tutti i grandi cambiamenti della storia. Forse i frutti li vedranno le generazioni future, ma bisogna cominciare, altrimenti non li vedrà proprio nessuno.Siamo in un momento, una finestra della storia, in cui, a causa di un piccolo "bug di sistema", c’è la possibilità per il popolo di influire notevolmente sul futuro. 

    Sono finestre che si aprono raramente, durano poco, e ritornano dopo decenni…se non secoli. Bisogna sfruttarla. Almeno provarci. Oggi.
  • Ercole

    Ottimo articolo vedo che conosci la storia del movimento operaio meriti i miei complimenti Georgios. Ma veniamo al punto come l’illusionista di Arcore che l’ha preceduto il comico Genovese espressione delle mezze classi in rovina vorrebbe sollevare le sorti del malconcio capitalismo italiano ,ben altro dovrebbero fare i lavoratori ! E’ proprio il capitalismo il loroproblema ,ma esso non è riformabile .Il M5S invece esaltando l’ingannevole " democrazia del WEB " fa opera di affuscamento delle coscienze affinchè non si guardi oltre l’angusto orizzonte borghese. P.S.  Kautski a confronto del M5S è un fior di rivoluzionario almeno lui si poneva il  "superamento" del capitalismo…….

  • Simulacres

    La frustrazione è una brutta malattia. E questo calderone a fuoco lento fa gemere esseri che sbavano, mordono e strappano tutto quel che sa ancora di vita

    Anche a masturbarsi in questi casi (quale il tuo) non si prova né conforto, né distrazione. Allora è davvero frustrazione a 5 stelle.

  • Rosanna

    Io conosco molti che combattono il capitalismo e ne vorrebbero vedere la fine, sai chi hanno votato alle europee, prova a indovinare … ma il caro Tsipras, colui che promuove "L’altra Europa"

    siamo messi bene vero con i moderni e nostrani rivoluzionari ?

  • Georgios

    Io invece credo che Kautsky sia stato il becchino del superamento del capitalismo e credo anche che la definizione di rivoluzionario davanti al suo nome sia un’oscenità.

    Certamente Grillo esprime le mezze classi che dici ma almeno dal punto di vista classista e’ più onesto del rinnegato, anche se non sono sicuro di quello che fa dietro le quinte. Quello potrebbe essere un problema ma e’ un problema che dovrebbe risolvere il popolo.

    Sono convinto però che siccome per fare l’internazionalismo si ha bisogno delle nazioni ogni azione interclassista e patriottica deve essere benvenuta. Non sarebbe la prima volta storicamente parlando.

    Grazie per il tuo commento.

  • A-Zero
    Si, la rivoluzione è una faccenda di partiti, di nuove minoranze in fieri che debbono sostituire le vecchie alla guida della macchina sociale di sfruttamento umano, animale e ambientale. Per cui la tesi-proposta di Georgios sarebbe appropriata; tuttavia il M5S, non avend mai voluto rendersi conto che quel risultato elettorale fu uno sfogo di tanti che ancora, ma d’altronde con quali basi culturali potrebbero fare altrimenti, sviliscono e svendono la propria vita acriticamente alla mitologia democratica, legalista, del monoteismo sociale, della civiltà come progresso, del lavoro, de merito e di tutto l’armamentario ideologico di questo allucinante esistente sempre più distopico. Ancora la vecchia, tragica, drammatica illusione religiosa: mai prendere in considerazione le vie di distruzione ed estinzione del potere, ma continuare a credere che possa esistere un potere buono.
    Vabbè, metto qualche s-punto di vista altro. Forse non lo troverete un gran che, ma è sempre bene dare uno sguardo da altre angolazioni.
    Tratto da un testo di AMB, 1981.
    "… La tesi dei partiti, cosiddetti dei lavoratori non riesce a sfuggire allo spettro della produzione. Queste organizzazioni sostengono una ‘liberazione’ delle forze produttive e confondono questa con la liberazione dell’uomo. Il pericolo di un simile errore è di portata vastissima.

    Anche prescindendo dai paesi dove domina il socialismo di Stato, paesi che hanno posto al centro dei propri sforzi l’aumento della produzione, restano le teorie dei partiti della sinistra ufficiale, nei paesi dove la sinistra non è ancora la potere. Il tono non cambia. Si assiste alla ripresa del miglior liberalismo, con un opportuno emendamento: cambiamento dei consumi signorili in consumi sociali.

    Al fatto produttivo concreto corrisponde, anche per i marxisti, il fatto produttivo ideologico. L’uomo non viene lasciato libero di svilupparsi, ma viene collocato in uno schema preordinato di "generazione", schema che di volta in volta può essere: il partito, il gruppo, la famiglia, la squadra sportiva, ecc… La dimensione umana è trasformata in un oggetto quantitativamente identificabile: operaio, contadino, proletario, sottoproletario, ecc …

    A ciò corrisponde la persistenza del modo produttivo precedente e, nei casi di radicale trasformazione, un modo produttivo cambiato nella forma (statalizzazione) ma intatto nella sostanza. In questo modo i marxisti non si accorgono della contraddizione in cui cadono. La società borghese, con la sua organizzazione capitalistica della produzione, è la massima espressione di questo modello organizzativo … 

    … Il progetto rivoluzionario viene in questo modo deformato dalla persistenza di una organizzazione gerarchica dell’ideologia. Si vuole restare solidali con la struttura burocratica di oggi perché possa immediatamente essere trasformata nella struttura burocratica di domani

    In effetti l’ideologia della produzione esiste perché esiste il dominio (attuale) di una classe, ed esiste nella prospettiva marxista perché è previsto il dominio (futuro) di un partito … Per la minoranza dominante (classe o partito) l’ideologia produttiva è indispensabile per far permanere il proprio dominio.

    … Se la produzione è la religione, il lavoro è il dio creatore. Il mondo contemporaneo vede nella produzione, sotto i suoi vari aspetti, la persistenza di una situazione di sfruttamento (conservatori), la prospettiva di un lento passaggio al socialismo (progressisti), la condizione prima della rivoluzione (marxisti). Tutti sono d’accordo nell’esistenza del dio, uno e indissolubile: il lavoro.

    L’etica del lavoro è costante nella nostra civiltà. Qualche voce isolata non ha diritto di cittadinanza …

    Ma il lavoro è un fatto penoso. Da ciò la concezione dell’aspetto negativo, intrinseco nella natura umana. L’uomo giunge a trovare se stesso attraverso l’avventura fenomenologica (in senso hegeliano) dello smarrirsi (alienazione) e del ritrovarsi (reificazione). 

    A parte questa mitologia, di cui ci rintronano ancora le orecchie, ci interessa notare due cose.

    Primo: il passaggio obbligato attraverso l’alienazione e il successivo ritrovamento è segno della ‘religiosità’ della costruzione marxista, tipico di ogni strumento d’azione che intenda strumentalizzare quel sentimento di ‘religiosità naturale’ che è connaturato alla sofferenza reale del popolo. In pratica il popolo soffre perché lavora, e perché lavora in uno stato di bestiale sfruttamento. Non gli importa nulla che qualcuno gli dimostri che questo lavoro gli è ‘necessario’ perché senza di esso non esisterebbe come popolo in quanto non esisterebbe la civiltà; come non gli importa nulla che qualcuno gli chiarisca il perché della sofferenza. Sono problemi che avverte ogni giorno sulla propria pelle. La filosofia non lo sfiora nemmeno … Al contrario i sacerdoti della nuova élite ascendente, hanno interesse che il popolo si ritrovi nella sofferenza, hanno interesse che veda in essa un fatto ineliminabile subito, ma soltanto in una lontana, futura, radiosa rivoluzione. Questa brava gente ha tutto l’interesse che la religiosità naturale del popolo venga fatta rientrare nella religione fabbricata dalla setta, e questa religione, come tutte le religioni di questo mondo, deve partire da quel fatto reale. Ecco perchè sono molti coloro che trovano strani punti in comune tra marxismo e cristianesimo.

    Ambedue queste forme di religione utilizzano un fatto concreto: il bisogno del popolo di liberarsi, il dolore che avverte per la propria situazione di sfruttamento, la religiosa attesa di una vendetta contro i potenti. E la costruzione dialettica marxista non è poi molto più raffinata della rudimentale dialettica cristiana. Non per nulla Hegel si ispirò ai mistici protestanti tedeschi nel costruire il suo modello logico.

    In simile compagnia il destino del popolo è segnato. Il cerchio si chiude perfettamente. Lo sfruttamento genera il senso di religiosità nel popolo e lo spinge a richiedere il sacerdote di sempre nuove religioni, e sempre nuove religioni sorgono con la scusa di guidarlo verso la redenzione e fare così scomparire lo sfruttamento e con esso il senso religioso di vendetta che lo accompagna. E’ come un cane che vuole mordersi la coda.

    Unica soluzione è la rottura del cerchio. I punti deboli sono: il lavoro e la guida spirituale, lo sfruttamento e coloro che lo rendono possibile.  Nella considerazione del concetto stesso di lavoro si coinvolge il rapporto padrone-servo, cioè la lotta di classe; nel concetto di guida spirituale si coinvolge il fatto autogestionario.

    Autogestione della lotta contro lo sfruttamento è quindi la frase che racchiude necessariamente non solo una scelta dei mezzi in funzione dei fini, ma una scelta dei mezzi tenuto conto della modificazione della controparte. L’alternativa all’ideologia della produzione è la distruzione del lavoro attraverso l’organizzazione dell’autogestione.


    Niente è più dannoso alla rivoluzione del credere che la lotta della base,
    sia pure autogestita, conduca automaticamente, deterministicamente, ad una crescita del movimento operaio e quindi alla soluzione rivoluzionaria.

    Solo la verifica costante dei rapporti con il potere, del conflitto di classe, delle condizioni storiche di questo conflitto, dei mezzi scelti per raggiungere gli obiettivi rivoluzionari possono ovviare a questo pericolo. E tale processo è di tipo volontaristico. Riguarda direttamente quella parte dei lavoratori che hanno sensibilizzato la propria coscienza sulle reali possibilità di lotta e non si lasciano trascinare da sentimentalismi e fantasmi.

    L’alternativa al lavoro è la distruzione del lavoro. Ma questa non deve essere intesa come spostamento dell’etica lavorativa in un’etica dell’ozio o, se si vuole, dall’estetica della produzione all’estetica dell’attesa. Si deve vedere in essa una trasformazione del fine del lavoro in seno alla società alimentata dall’ideologia produttivistica, nel senso della liberazione dell’uomo Non c’è dubbio che questa liberazione può avvenire solo attraverso una modificazione del rapporto uomo-lavoro e non solo attraverso una modificazione del rapporto di produzione preso in sé stesso come valore assoluto (o quantomeno come valore imperante in una certa situazione storica). 


    Non consideriamo il concetto di ‘distruzione del lavoro’ come superamento di una fase storica (quella della manifattura), ma solo come accettazione della realtà di superamento in corso (trasformazione delle strutture produttive) e rifiuto dell’ideologia della produzione diretta a sostenere la necessità della vecchia gestione dell’economia, sia pure in forma cambiata limitatamente all’appartenenza dei mezzi di produzione. Intendiamo, infine, come ‘distruzione del lavoro’  anche l’autogestione provvisoria e parziale, in regime capitalistico, attuata in forma violenta ed espropriativa, da parte dei nuclei produttivi anche staccati dal contesto generale della produzione di un paese o di una zona, purché la lotta venga condotta non a favore della produzione ma per una distruzione del lavoro e per una radicale trasformazione della produzione. 

    E’ chiaro che i concetti che abbiamo fin qui ammassati necessitano di un’elaborazione  assai lunga e difficoltosa.


    La lotta autonoma della base dei lavoratori può estrinsecarsi tecnicamente in molti modi, più o meno riportabili alle tecniche di sabotaggio. E’ infatti il sabotaggio che colpisce più a fondo la struttura produttiva, mettendo subito in difficoltà padroni e servitori dei padroni a causa della sua irriducibilità ai canoni interpretativi della lotta riformista.

    E’ ovvio che la lotta autonoma della base dei lavoratori può svilupparsi attraverso altre tecniche, come, ad esempio, quella dell’autogestione di unità lavorative in situazione di gestione capitalista; ma il sabotaggio resta un elemento essenziale dell’autonomia delle lotte. 

    La validità del sabotaggio è comprensibile anche dal fatto che tutti i borghesi, unanimemente, e, purtroppo, anche qualche pseudo-rivoluzionario, alzano la voce contro di esso, s’indignano, protestano, come di un mezzo di lotta delittuoso. Ma tutta questa gente, che alza così alti lamenti, è la stessa che sfrutta e uccide con grande disinvoltura nelle fabbriche e nelle campagne, che tratta i lavoratori come strumenti di produzione, quando non li invia a combattere al fronte, come carne da cannone. La verità è che applicando i sabotaggio su vasta scala, come azione diretta dei lavoratori contro i padroni, quest’ultimi devono scendere su di un terreno che per loro è ignoto, obbligati a combattere contro avversari che sfuggono alla presa e che non possono essere individuati, isolati e colpiti."

    Ok, fine trasm, buonanotte.


  • Ercole

    Ma tutti coloro che hanno  sostenuto Tsipras non sono affatto rivoluzionari ma sedicenti SINISTRA-TI…… il superamento del capitalismo è una prospettiva storica ma non passa attraverso la scheda elettorale bensì attraverso la rivoluzione internazionale è internazionalista si chiama lotta di classe mia cara Rosanna …..

  • Ercole

    Caro Georgios sei troppo intelligente per non  capire che la mia era una provocazione chiamiamolo un eufemismo nei confronti di Kautski noi internazionalisti abbiamo letto e discusso molto sull’opuscolo di Lenin ( la rivoluzione proletaria e il rinnegato Kautski )e sappiamo benissimo di come ha travisato il Marxismo . Siamo coscienti che la rivoluzione o è internazionale o è destinata a fallire come purtroppo è accaduto in Russia la rivoluzione Bolscevica del 1917  ci ha insegnato questo e noi ne facciamo tesoro  è ancora prima  l’esperienza della comune di Parigi nel 1871 . Il lato drammatico e che il pollaio umano è enorme e i polli si riproducono in continuazione peccato che cadono quasi tutti vittime dell’ideologia borghese non hanno memoria storica  tranne pochissimi.

  • alvise

    Leggendo alcuni commenti mi pare di intuire (se ho capito male mi si corregga), che secondo loro il 5stelle per continuare a vivere dovrebbe allearsi con qualche partito. Non è stato detto chiaramente ma mi pare questo il concetto. Se lo facesse, io getterei via la tessera del movimento (che non esiste), e me ne torno a vita privata….Chi la vede in modo diverso deve mettersi in testa che il movimento non è nato per diventare un pastrocchio di partiti coalizzati solo per favorire i loro amici, magari massoni, e per avere gli enormi privilegi, e possibilmente avere il potere.So che è una critica ripetitiva quando si parla di questo argomento, cioè della sopravvivenza del 5stelle,  quella di dire che il 51% non ce l’avrà mai. A me basterebbe la percentuale delle europee, al PD. Se il PD l’ha ottenuto significa palesemente che quello è un numero che ci si può arrivare. Il problema è che la matematica fa i conti con chi gli va bene un governo come l’attuale.

    La sinistra, da tempi immemori ha usato bene il clientelismo, e ora ne vedo i risultati. E chi non se la sente di sputare nel piatto che gli hanno offerto,  abbiamo visto cos’è successo. Parlo delle europee perché è stata l’unica opportunità di votare, dopo il 2010, e vedere come la pensa ancora la maggioranza del popolo italiano. Io sono di genova, e nella mia città la sinistra non se ne va nemmeno se si usasse la dinamite, segno evidente di un clientelismo diffuso, e chissà in quante citta o paesi italiani hanno la stessa condizione.

    Le 5stelle potrebbero spegnersi nel caso che, la gente, anche dopo aver preso pesci in faccia da governi burattini o dalle varie ideologie, li votassero ancora, allora si forse sarebbe la fine, tant’è vero che, temevo che Grillo o Casaleggio, lasciassero tutto, stanchi di vedere chi non ha capito, e appoggiano chi ci sta facendo diventare sempre più vassalli  del potere finanziario. Ribadisco a voce alta per chi non convide; il 5stelle non si alleerà con nessuno, non è nemmeno nello statuto questo principio, se lo vada a rileggere chi non lo conosce o non lo ricorda. Ma se deve morire, muoia Sansone e tutti gli italian

  • stefanodandrea

    No no cose dette,pensate e scritte da tempo. Cose ovvie e vere, addirittura banali. M5S come sintomo della crisi e non come vie di uscita.
    E poi frustrazione perché? Io non ho votato dal 2001al 2013 e nel 2013 sono tornato a votare proprio m5s, dicendo perchélo facevo. Dal giorno dopo ho scritto piu’ articoli o post facebook per mettere in evidenza tutte queste carenze.
    Nessuna frustrazione. La frustrazione la proveranno gli ingenui che hanno creduto nel m5s e valgono qualcosa (non coloro che lo hannovotato in mancanza dimeglio), salvo che appartengano al tipo che dà sempre le colpe agli altri e mai a sé stesso, per non aver capito ciò che altri ha capito, o per non aver posseduto i criteri necessari a capire ciò che c’era da capire.

  • clausneghe

    Tantissimi commenti, bene, ora aggiungo la mia "chicca" finale, è la bozza in 10 punti del Partito da me fondato già nel 2009, inutile dire che sono rimasto il solo attivista…

    Con questo programma si realizzerebbe veramente la ri-voluzione.
    Ma sono troppo avanti per una massa ignorante qual’è quella degli Italioti piagnoni ma vili e rassegnati fino al midollo.
    1) Ripristino della sovranità nazionale da ottenersi con la chiusura immediata di tutte le basi militari estere presenti sul suolo Italiano. Proclamazione di "Nazione libera da guerra" e uscita da tutte le alleanze militari.
    Ridimensionamento di tutti i corpi militari, con scioglimento immediato di 
    quei settori che si sono distinti nella repressione popolare, ideologica e politica.
    I militari disarmati che lo vorranno potranno optare per il settore della protezione civile, adeguatamente rivisto e riformato.
    Creazione della guardia rivoluzionaria che prende la guida e il controllo di quel che resta delle altre forze armate. 

    2)Abolizione della proprietà privata in eccesso, tutte le persone hanno diritto ai beni privati secondo le giuste necessità umane riconosciute, non oltre.
    Confisca immediata dei beni in eccesso, siano essi di privati o enti, comprese le banche che saranno chiuse d’autorità e sostituite con la banca unica del Popolo, con nuove regole e nuova forma di denaro non cartaceo, svincolato dai meccanismi attuali e fondato sul solo contro-valore in lavoro e opere umane.

    3)Chiusura immediata di tutte le realtà produttive tossiche, criminali e amorali, in particolare smantellamento delle industrie belliche, con a seguire le industrie che producono beni superflui, obsoleti e inquinanti, leggasi industria dei trasporti di massa. Riconversione dei mezzi di produzione, così sottratti al capitalismo terminale, al fine di produrre beni e servizi tecnologicamente validi, eco-compatibili e per tutti, tesi al miglioramento reale delle nostre condizioni di vita.

    4)Abolizione di tutta la legislazione proibizionista, lesiva dei diritti umani e universali. Ogni persona è libera di detenere, produrre e consumare le sostanze che desidera.

    5)Nuovo e veritiero censimento generale al fine di riconsiderare la posizione dei recenti immigrati ai quali sarà riservata ogni comprensione e solidarietà, ma solo dopo attenta verifica che escluda tra di loro i criminali mimetizzati.
    Gli sfruttatori del lavoro di questi stranieri, che sono stati usati come clava crumira contro i lavoratori italiani, saranno sanzionati.

    6)Azzeramento dello Status-quo e di tutta l’amministrazione pubblica, abolizione di tutte le tasse e balzelli. Sono abolite tutte quelle attività burocratiche che non producono beni tangibili usufruibili dalle persone, siano essi materiali o virtuali.
    Ripristino della Legge fondata sul diritto umano universale e non su astrusi cavilli legali.
    Saranno i comitati rivoluzionari, applicando le direttive del Partito a celebrare i processi. Riforma del sistema repressivo, in carcere resteranno solo i nemici del Popolo, assieme a ladri, truffatori, assassini, inquinatori e avvelenatori. 

    7)Riforma radicale del settore sanità, con chiusura immediata dei numerosi ospedali fatiscenti, fonti di ulteriori infezioni e malattie, come ben noto.
    Eradicazione delle baronie pseudo scientifiche che per amor di casta e di denaro, impediscono la vera ricerca tesa a curare e migliorare la vita dell’uomo, non prendendo in considerazione ogni valido metodo terapeutico alternativo alla medicina ufficiale.

    8)Attivazione immediata degli organi operativi del nuovo Potere affinchè cessino quei fenomeni imposti e del tutto innaturali, quali sono le famigerate scie aeree che deturpano i cieli o le onde elettromagnetiche nocive, unite all’inquinamento acustico e visivo che sempre più invasivamente attentano alla integrità psico-fisica delle persone. Tutti questi fenomeni dannosi, per il vantaggio dei pochi contro la salute dei molti, devono cessare immediatamente. 

    9)Sono aboliti tutti i privilegi di casta o censo, tutti siamo uguali, nessuno è più uguale e l’unica legge è: Fai ciò che vuoi, ma non fare al prossimo quello che non vuoi sia fatto a te.

    10)Le organizzazioni religiose tutte, saranno consentite solo come entità operanti nell’ambito della pura spiritualità disgiunta da ogni materialità e da ogni lucro.

  • GiovanniMayer

    Bello. È già una base su cui lavorare.

    Commento punto per punto.
    1) Non bastano le basi militari. Uscire, come minimo, da NATO, FMI, WTO, UE.
    Che differenza c’è tra esercito e guardia rivoluzionaria?
    Rimozione e sostituzione di tutti i vertici militari, diretti discendenti di quelli dei Bava Beccaris, dei fascisti, dei piduisti atlantisti.
    Modifica costituzionale: l’esercito ha solo funzioni di difesa (con addestramento e tecnologie avanzate) e nessun militare può uscire armato dal territorio italiano se non per andare a difesa di territori alleati che si stiano difendendo da un’invasione.
    2) Abolizione della proprietà privata di asset strategici, di banche commerciali, di beni e servizi pubblici.
    (La parola confisca immediata mi fa venire la pelle d’oca, anche se l’intento è buono)
    3) Ok.
    4) Ok, ma non mi sembra così importante da essere un punto programmatico.
    5) Argomento delicato, da trattare in separata sede.
    6) Va bene, ma attenzione a non perdere troppi posti di lavoro.
    In quanto ai comitati rivoluzionari, è sempre un po’ pericoloso parlare in questi termini.
    7) Ok, ma più che di chiusura io parlerei di ripristino a livelli di eccellenza.
    8) Ok
    9) Ok
    10) Ok
    Mancano riferimenti alla piena occupazione, all’istruzione gratuita a livelli di eccellenza, la sanità gratuita a livelli d’eccellenza, la previdenza dignitosa ad un’età adeguata (60 anni?) E soprattutto, cosa fondamentale, il sistema economico che consenta tutto questo.
    Discutiamone.
  • yago

    Abolizione dei medici di fam. che invece di ricopiare le ricette dovrebbero operare  in strutture di pronto soccorso dislocate sul territorio.

  • Laertino

    Nel suo articolo, Georgios ho posto quelli che sono i problemi di fondo, sui modi di fare politica, ieri come oggi.

    Nella sua vis provocandi ha sintetizzato fin troppo, la storia dei partiti della sinistra europea. 
    A partire dal loro significato etimologico, cosa differenzia un partito da un movimento?
    Un partito è, in ultima analisi,  lo strumento degli interessi di una classe (parte), e se cambia la sua natura è perché si è fatto portatore, palesemente od occultamente, degli interessi di una classe diversa da quella originaria. Ma, comunque, sempre gli interessi di una classe, esprime. Il suo fine è la realizzazione completa di questa o quella classe.
    Sull’esempio anglo-americano, sembra si sia imposta la concezione, tranquillizzante per la borghesia, del partito come espressione e organizzazione  delle opinioni presenti nella società (interclassismo). Con dei funanbolismi storici molto curiosi: nell’ottocento il partito democratico statunitense  esprimeva una visione conservatrice della politica, quello repubblicano una visione riformista.
    Il movimento, come organizzazione politica (salvo poche eccezioni), è per sua intrinseca natura interclassista. Ovvero, nell’ipotesi migliore,  esprime un alleanza fra classi diverse, non basate su una strategia politica, ma riducendosi ad una visione esclusivamente tattica della politica stessa. Ma il più delle volte, la rindondanza tattica nasconde, in modo subliminale, una strategia politica conservatrice.
    Indubbiamente, la borghesia ha impiegato anni a distruggere il "partito" come organizzazione politica, perché era cosciente che, nelle mani delle classi lavoratrici, questi era diventato uno strumento decisamente pericoloso. Mentre i movimenti sono, per loro natura, più fluidi, indeterminati, e richiedono una coesione politica ( senso di appartenenza a una classe), più sfumata, se non quasi inesistente.
    Un movimento che vuole alleanze politiche è un controsenso, perché è già lui l’espressione di una alleanza (sia pure sottaciuta o inconscia).
    Un movimento che diventa partito: una vera fatica di Sisifo.
  • clausneghe

    Grazie Giovanni per il tuo apprezzamento.

    Ritocchiamo e specifichiamo.
    1) l’uscita è implicita, mi sembra chiaro. Semmai il punto è come fare, il "che fare?" di Leniniana memoria è il vero nodo Gordiano.
    2) Confisca senza guardare troppo per il sottile. Nessuna pelle d’oca, riguarda solo i capitalisti sfruttatori, non certo la gente comune. Con i criminali non bisogna indulgere. Già tanto se non li impiccheremo.
    4) Vallo a dire a chi per questa assurda legge Fini-Giovanardi è andato in galera o peggio è stato ucciso dallo Stato.
    5) E’ sì delicato, ma imprescindibile per mettere le cose a posto ed è un argomento molto sentito, merita di essere nel programma.
    6) Nessun posto di lavoro perso, ma solo una bonifica dei parassiti dannosi per il cittadino. Serve il comitato armato e inflessibile per dare credibilità e autorità a questo progetto. Con le sole parole nulla si ottiene, purtroppo.
    Naturalmente questi sono i punti cardine, modificabili ma di poco, direi.
    Siamo nel campo dell’Utopia, evidentemente, ma l’Utopia è la sola finestra che abbiamo sul futuro. Ciao.
  • clausneghe

    Non solo i medici, ma tutto il sistema va abolito e rimpiazzato con un nuovo modo di intendere la Sanità, non più obsoleti casermoni pieni di germi e vecchiume ma una assistenza mirata a domicilio, salvo i casi più gravi dove si necessita di strutture nuove e tecnologicamente avanzate. Si può.

  • alsalto

    Tanta, presunta, nozionistica storica pare non t’aiuti nel ragionamento.
    L’incapacita’ di contestualizzare non a caso genera proprio il non sense che t’ha portato al bizzarro sillogismo tra la nascita del partito nazionalsocialista crucco ed il M5*, storie assai differenti ed epoche del tutto aliene.
    Marx starebbe all’SPD come Di Cori Modigliani al M5*?
    Hahahahahahaha

    Non entro nel merito del tuo voler far zappare patate etc., se ti sfugge l’immane intolleranza che nasconde vuol dire che tale non la reputi e quindi s’evidenzia palese la diametrale visione della "cosa" che ci differenzia.

    In una societa’ dei consumi lo strumento (potere) massimo e’ il consumatore, se l’hai letto dovresti rileggertelo Marx.
    Infine che dire, buona fortuna.

  • Rosanna

    Un’analisi molto lucida e intelligente Laertino
     

    "Il movimento, come organizzazione politica
    (salvo poche eccezioni), è per sua intrinseca natura interclassista.
    Ovvero, nell’ipotesi migliore,  esprime un alleanza fra classi diverse,
    non basate su una strategia politica, ma riducendosi ad una visione
    esclusivamente tattica della politica stessa. Ma il più delle volte, la
    rindondanza tattica nasconde, in modo subliminale, una strategia
    politica conservatrice.
    Indubbiamente, la borghesia ha
    impiegato anni a distruggere il "partito" come organizzazione politica,
    perché era cosciente che, nelle mani delle classi lavoratrici, questi
    era diventato uno strumento decisamente pericoloso. Mentre i movimenti
    sono, per loro natura, più fluidi, indeterminati, e richiedono una
    coesione politica ( senso di appartenenza a una classe), più sfumata, se
    non quasi inesistente."

    Vorrei chiederti però alcuni approfondimenti:

    1) qual è la differenza tra "strategia" e "tattica"?
    2) tu credi dunque che il movimento avrà una sua sopravvivenza più longeva rispetto ai partiti morenti?
    3) non credi invece che l’apparente crisi esistenziale dei partiti sia l’ennesima "false flag", per risorgere ancora più forti di prima, questa volta alleatisi tuuti insieme  nel blocco autoritario delle "grandi intese"?
    4) Non trovi nulla di rivoluzionario nel M5S?

    Grazie in anticipo per le risposte

  • alsalto

    Permettimi, l’anarchia non e’ una cosa confinabile, soppesabile.
    L’universo libertario e’ fatto di talmente tante sfaccettature dallo sfuggire ad un tranciante "dall’oggi al domani", l’assenza non ne implica la presenza e viceversa poiche’ e’ questione intima e si evidenzia nella pratica quotidiana non in movimenti o carta bollata.
    A riprova di questo ti faccio presente come oltre ad esser stata attuata in passato lo e’ anche tutt’oggi.
    Argomento meritevole di approfondimenti prim’ancora di una sentenza quale la tua.
    Cordialmente.

  • vic

    Interessante questa discussione attorno al M5S.

    Chi piu’ chi meno, si comincia ad intuire che l’Italia puo’ uscire dal guado solo con forze politiche nuove e fresche.
    Se permettete preferirei parlare di evoluzione piuttosto che di rivoluzione.
    La rivoluzione ricorda la guerra civile e la guerra civile e’ quanto di piu’ nefasto si possa augurare una nazione, puo’ lasciare strascichi lunghissimi.
    E poi chi dice che una rivoluzione valga la pena?
    Prendiamo la rivoluzione americana, con tutte le guerre civili ed i massacri dei nativi che ha comportato.
    Stanno meglio oggi i canadesi che non l’hanno fatta la rivoluzione americana o gli statunitensi che l’hanno fatta?
    Quindi, ammesso che sia meglio procedere per evoluzione, il discorso ruota attorno al tema dell’evoluzione politica. Sia di tipo organizzativo che di tipo culturale.
    Il M5S fa baluginare l’idea di un nuovo tipo di democrazia semidiretta consona coi tempi di internet. Questo tipo di democrazia richiede due requisiti base: 1) un’educazione al suo uso 2) una massa di cittadini non troppo numerosa per via dell’effetto piramide. Piu’ e’ numerosa la base piu’ occorre delegare verso l’alto, semplicemente per questioni d’organizzazione amministrativa. Il problema si pone di chi va spedito in alto ed a far cosa. Il come per il M5S e’ chiaro, per voto elettronico. Cosa significa questo? Un miglioramento od un offuscamento della situazione? Chi garantisce che si prendera’ le responsabiita’ rappresentative chi ne e’ piu’ degno, per meriti suoi e di consenso? Come viene formata politicamente la base, da cui scaturira’ per forza di cose chi fara’ "carriera politica"?
    Non si scappa, la formazione politica la si ottiene esercitando la politica, da semplice cittadino dapprima in gremi locali, il comune, poi via via chi vuole dedicar tempo alla cosa pubblica se viene apprezzato va avanti. Ma intanto s’e’ gia’ fatto le ossa diciamo cosi’ in piccolo, toccando con mano l’arte del discutere, del venire a compromessi e del convincere la parte avversa per idee su un certo tema.
    Il M5S da’ l’impressione di buttare tutti nella mischia e subito, sperando che se la cavino grazie a delle direttive da seguire. Inoltre il movimento e’ chiaramente dominato da due personaggi nemmeno piu’ tanto giovani. Il problema di chi seguira’ si pone e va risolto piuttosto in fretta. Non solo del chi, ma di come formarlo. L’attuale metodo e’: buttiamolo nella mischia parlamentare e poi vediamo. Gia’, come se il parlamento fosse un semplice allevamento. Nossignori, nel parlamento occorre ragionare e confrontarsi, discutere in incontri informali, conoscere i dossier se si e’ in commissione. Insomma occorre arrivarci gia’ essendone all’altezza.
    Invece in Italia attualmente addirittura i ministri non sono all’altezza. Gira voce che troppi non conoscano nemmeno i dossier di cui sarebbero responsabili. Anzi si fa di piu’, si manda chi e’ assolutamente a digiuno di politica estera praticata a condurre la politica estera di un intero continente.
    Sempre la solita idea di mandare la gente allo sbaraglio stile Caporetto.
    Ho la sensazione che sul M5S abbiano ragione un po’ tutti: quelli che ne lodano l’impeto innovatore extra muros e chi invece elenca minuziosamente ogni difetto di fondo.
    Georgios fa intravvedere un modo per far uscire questo movimento che alla fine dei conti sta raccogliendo lo scontento generale "infiltrandolo" dall’interno in modo democratico con mentalita’ democratica. Ma la mentalita’ non nasce in una notte, e’ anche frutto della storia. Se la mentalita’ generale e’ la ricerca spasmodica di un condottiero che conduce, va a finire che si affida questo scettro di conducator al primo che passa ma che si sappia vendere, magari perche’ conosce meglio degli altri l’uso propagandistico dell’internet o dei media in generale.
    Vedo che serpeggia il termine rivoluzione al singolare mentre generalmente vengono denigrati quelli che parlano di secessione. Sicuri che la secessione sia un tabu’? Secessione dalla Nato, per cominciare. Secessione dall’Euro. E poi magari piccole secessioni locali onde formare stati sufficientemente piccoli affinche’ la piramide gerarchica sia a misura d’uomo. All’intern della quale il cittadino di buona volonta’ ce la faccia a farsi le ossa politiche.
    In Italia fate finta che il Ticino ed i Grigioni italiani non esistano.
    Eppure son li’ da secoli a dimostrare che si puo’ essere di cultura italiana  eppure gestirsi politicamente in modo diverso, cioe’ meglio, dall’Italia. Soprattutto son li’ a dimostrare che quello a cui tende il M5S e’ fattibile in pratica. partendo dal basso, con entita’ politiche (stati) piuttosto piccoli. Ci sono perfino stati-citta’, come ai tempi delle signorie. Basilea-citta’ e’ un (semi)cantone a tutti gli effetti. Nel suo comprensorio ha l’esiguita’ di 3 comuni tre. Altri staterelli, tipo Appenzello interno praticano addirittura la democrazia diretta, sulla piazza principale, perche’ possono farlo, le minuscole dimensioni glielo permettono. Garantito che quelli che alzano la mano conoscono la rava e la fava di chi stanno votando.
    Carlo Schmid e’ stato a lungo landamano di Appenzello, e pure parlamentare nazionale di notevole caratura e temperamento. Parla benissimo l’italiano perche’ sua madre e’ italiana. Quanti giovani il M5S ha mandato da Carlo Schmid per capire da vicino pregi e difetti della democrazia diretta e di quella semidiretta? Questa gente anziana la sa lunga della vita politica in una democrazia vera e non fasulla e qualche dritta la puo’ dare.
    In Italia non si sa nemmeno chi sia Carlo Schmid. Per contro si sa tutto sulla nullita’ sostanziale del governo Renzi e dei precedenti, zeppi di vanesi. Carlo Schmid e’ l’esatto contrario del vanesio. A me fa venire in mente l’immagina che mi son fatto degli antichi politici ateniesi. Me li immagino come Carlo Schmid.
    Ecco di cosa necessita il M5S, di gente di questo stampo, che ovviamente non si improvvisa in due giorni, ne’ spunta fuori come un calimero dall’uovo in una consultazione via web. Deve avere attorno l’humus per crescere.
    Perche’ preferisco il termine evoluzione a quello di rivoluzione? Per tanti motivi. Il principale perche’ la rivoluzione e’ un concetto puntuale nel tempo, mentre l’evoluzione richiede un lavoro continuo, una perseveranza d’azione, simile a quella che un artista dedica alla propria arte, l’artigiano al proprio lavoro e il contadino ad accudire gli animali e la terra. Occore farlo sempre, continuamente, pena il degrado di quel che si e’ fatto precedentemente. Senza troppi proclami. E chi vuol farsi le ossa non ha che da arrotolarsi indietro le maniche e cominciare a darsi da fare.
    invece osservando l’Italia si notano chiacchiere su chiacchiere, si osserva un parlamento che spesso si insulta ma non conclude mai nulla di decente. Ed i media rispecchiano questo stato di cose: l’insulto e lo show dell’insulto fanno audience, un po’ come i clown che si picchiano nell’arena fanno divertire il pubblico, che gia’ lo sa che sono clown e ride per quello.
    Grillo non e’ un clown ma un comico sui generis. Gia’ questo fatto la dice lunga.
    Carlo Schmid non e’ ne’ un clown ne’ un comico.
    I suoi concittadini gli hanno fatto fare carriera politica per alzata di mano perche’ lo conoscevano benissimo e ne apprezzavano le qualita’ e l’integrita’ morale.
    Capita la differenza?
  • Simec

    Re: NO NON PUO’.
    Perchè parlano il linguaggio del regime.
    Abitano nei palazzi del regime.
    Sono pagati dal regime.
    Magari in casa hanno pure la tv e leggono i giornali spacciati nelle edicole.
    Magari intrattengono pure rapporti con le banke.
    Non hanno capito che la RIVOLUZIONE si fa fuori dai palazzi, con la gente, dal basso.
    Con questi bamboccioni da salotto non cambierà un cazzo.
    Del resto già Sciascia e Pasolini lo dicevano che in italia non cambia mai niente.
    Da questo paese di merda non resta che, potendolo fare, emigrare, andarsene e mandare a farsi fottere questa mafia indifferente, razzista ed egoista che chiamiamo, con sprezzo del ridicolo, società. Ma quale società, quando l’unico valore supremo è il denaro. Quale ipocrisia!
    Grillo non è un Ghandi. Punto.
    Facciamocene una ragione e continuiamo a fare gli schiavi delle banke e dei loro camerieri parlamentari.
    LINK
    http://www.agoravox.it/spip.php?page=backend&id_auteur=6747

  • GiovanniMayer

    Quindi stai dicendo, tra le altre cose, che occorre un’idea, o, se preferite, degli obiettivi a lungo termine, e un uomo o, ancor meglio, una squadra di uomini all’altezza che portino in alto quest’idea.

    Ma mentre si discute se sia meglio Marx o Keynes, l’idea non arriva e tanto meno la squadra…intanto Friedman e Von Hayek se la ridono.
    Cominciamo l’evoluzione!
  • GiovanniMayer

    Chiedo scusa a te e a tutti i compagni anarchici. Probabilmente ho usato poco tatto nel nominare l’anarchia, ma sicuramente il mio intento non era quello di dare una sentenza.

    Ho usato la parola anarchia attribuendole un significato superficiale, qualunquistico, ma solo per dare risalto al nocciolo del discorso, che con l’anarchia poco c’entra.
    Poi sono d’accordo con te sul fatto che sia un argomento meritevole di approfondimenti.
  • IVANOE

    ha ha ha ha ha che ridere , il M5S rivoluzionario ?
    Ma dche che !!!
    Il M5S è un partito siepe per tenere in piedi un pò di voti di estrema sinistra e di sinistra, un pò come fece togliatti quando la sterzata del PCI verso il patto atlantico fece nascere partitini di sinistra come DP e PDUP…
    Quelli del M5S che stanno in parlamento ormai si sono accomodati nell’opulenza del parlamento basta guardare di maio, di battista ecc .ecc.. in sostanza sono diventati come loro..
    Vi faccio una semplice domanda :
    ma perchè il M5S non ha fatto subito l’unica mossa di contro potere verso il sistema, creando un sindacato del movimento  aizzando i lavoratori per bloccare con scioperi ad oltranza la produzione e la ricchezza prodotta   che è il vero cordone ombelicale di questa politica corrotta-affaristica che abbiamo ?
    Perchè il M5S si crogiola sull’ambiente i gasdotti, i tunnel tutti argomenti super sfruttati dai verdi e dai radicali da almeno 40 anni ?
    Perchè è quello il confine che il nostro ALLEATO li ha confinati e gli ordinato di fare…
    Fare tutto meno che toccare gli aspetti economici gli interessi pecuniari perchè sia mai sveglino le coscienze dei lavoratori italiani…
    Ecco spiegato perchè il M5S è ancora una melassa dopo oltre 3 anni di politica attiva e non c’ha un ostraccio di programma economico concreto…
    Devono stare sugli attenti davanti la bandiera americana di notte e di giorno prendendoci per il culo a noi !!!

  • alsalto

    Non penso tu mi debba alcuna scusa, Giovanni.
    Ti ringrazio della gentilezza in ogni caso.

  • Phitio

    "Siamo proprio messi male e potremo solo peggiorare, specialmente se
    Grillo getterà la spugna, come sembra voglia giustamente fare, deluso da
    tanta mediocrità che lo circonda."

    Guarda ceh Grillo ha scientemente fatto fuori tutti quelli che abbiano dimostrato di avere un pio’ piu’ di sale in zucca della media, a partire da Tavolazzi, passando per Favia , Salsi, facendo fori interi meetup, tirando bordate a piu’ riprese  contro l’unico sindaco decente che ha, tal Pizzarotti, facendo cacciare dal gruppo usando i  suoi peones in parlamento i parlamentari "dissidenti" ,a pacchi, ecc.

    Grillo non se ne andra’ perche persegue l’assoluta mediocrita’, che e’ la sua garanzia di potere, lui deve circondarsi solo di yes man e di lecchini. Di quando in quando dira’ che si e’ stufato, ma stai tranquilo che la sua gallina dalle uova d’oro non la mollera’ mai.

    Quindi non mi parlare di medicrita’ come se fosse un guaio da risolvere, la mediocrita’ e’ una precisa strategia di Grillo e Casaleggio.

  • IVANOE

    Simec,
    concordo ogni parola che hai detto.
    Peccato che ci contiamo sulla mano quelli che come e te e me sono "unti dal signore".
    Ciao

  • IVANOE

    Simec,
    concordo ogni parola che hai detto.
    Peccato che ci contiamo sulla mano quelli che come e te e me sono "unti dal signore".
    Ciao

  • Georgios

    Oltre a rileggerti l’articolo prima di scrivere le assurdità che leggo nel tuo 1o paragrafo (forse vittima di un desiderio incontrollabile di ironizzare), ti servirebbe una ripassata della storia, almeno del periodo al quale ti riferisci.

    Per quel che riguarda le patate: Tu ti senti libero di chiedermi che ti conceda "l’esercizio dell’assurdo" per esprimere in modo fortemente figurativo come la pensi circa certe maniere "autoritarie ed un po fascistose", ma quando vieni ripagato con la stessa moneta, ricorri a delle massime da santa inquisizione circa la mia "immane intolleranza" che evidentemente si distingue dalla tua, cosa? Aiutami.

    Infine lascia stare il povero Marx. Le sue teorie sono già state abbastanza stravolte a piacimento da ogni qualunque filosofo da quattro soldi. Non ti mettere anche tu adesso. Ma tanto per capirci, lo strumento massimo, il consumatore, consuma gratis? O c’è già qualche nuova teoria che mi e’ sfuggita?

  • Georgios

    Ti concedo tutto in cambio di una risposta alla seguente domanda:

    Nel frattempo, cosa facciamo con le vittime? Che sono vere e sono tante. Aspettiamo che maturino i tempi come prevede la teoria?

    O magari non abbiamo capito bene la teoria? Che e’ dialettica. Siamo sicuri di aver capito bene questa parola?

  • Georgios

    Nell’articolo parlo di "alleanza popolare" che dovrebbe essere appunto, come annoti anche tu, interclassista.

    Credo che per come si presenti la lotta di classe oggi un’alleanza del genere sia la sola risposta possibile ed e’ per questo che in quasi tutta l’Europa dei PIIGS negli ultimi anni sono nati tanti movimenti o le loro forme anteriori, i comitati. Voglio dire, non e’ tanto la teoria (che arriva solo dopo, a conferma), ma la realtà della vita stessa, nata dai bisogni veri della gente, che indica la strada.

    Perché poi, in questo contesto naturalmente, un movimento deve per forza diventare un partito? Non ne vedo la ragione. Il partito e’ di parte (non e’ una denuncia, ma una constatazione), il movimento no. Oggi abbiamo bisogno dell’unione per cui il movimento va benissimo.

  • Laertino

    La differenza tra strategia e tattica è, detto grossolanamente, la stessa che passa tra storia e attualità.

    La strategia, per un partito di classe, è una visione politica del lungo periodo: il cui fine è la conquista  del potere e la costruzione di una società socialista. 
    Purtroppo, nella storia del Partito Comunista, la conquista del potere si è progressivamente separato dalla costruzione di una società socialista; finendo per diventare l’unico scopo, o fine, della propria azione politica. In altre parole, la conquista del potere era diventato, da parte dei togliattiani, la conquista, sic et simpliciter, del governo. Ma un partito comunista al governo cessa di essere un partito rivoluzionario, per diventare un partito riformista, ovvero una riesumazione del "rinnegato" Kautsky. 
    Non è possibile nessuna strategia se non si sono sviluppati alcuni concetti strutturali: teoria dello stato, teoria dell’economia, teoria della società, teoria della cultura, ecc.
    Ma la strategia non è immobile e immutabile, ma ogni sua correzione, o evoluzione, deve essere frutto di analisi e di discussioni teoriche.
    La tattica è l’insieme delle scelte, o delle correzioni di rotta, rese necessarie dall’evolversi della realtà contingente, che non deve mai ignorare, ne tanto meno essere in contrasto, con la strategia.
    Elemento fondamentale di ambedue è il rapporto tra Teoria e Prassi.
    Il partito e i movimenti non sono in alternativa, ma due strumenti, di diverso spessore e significato, del fare politica. Se alcuni, o tutti i partiti esistenti sono morenti, non vuol dire che il "partito" sia morto. La crisi non è dello strumento "partito", la crisi è nella incapacità, momentanea, di costruire un partito di classe, un partito rivoluzionario, nonché di una classe operaia che pare aver perso la sua identità e la sua coscienza di classe (pare), sotto i tremendi magli del capitalismo, apparentemente trionfatore (apparentemente).
    Sul M5S posso solo riconfermarti quanto detto prima: un movimento massimalista e sostanzialmente conservatore, in cui militano anime in cui mugghia (disperato), il bisogno di una rivoluzione. 
    Ma per fare questa rivoluzione il "movimento" non è lo strumento più efficace.
  • Laertino

    Le alleanze sono possibili fra le classi, o meglio fra la classe operaia, le classi lavoratrici e quei settori della borghesia (piccola o media), che vengono triturate nel meccanismo dell’evoluzione capitalista; ma non sarà mai un alleanza interclassista. Ovvero un alleanza costruita sulla mediazione dei fini ultimi dell’azione politica. L’alleanza nasce da una necessità comune, ma non necessariamente ha gli stessi obiettivi.

    Poi, perdonami, il primato della teoria è indiscusso, anche nel suo rapporto dialettico con la prassi. Non è grande il generale che vince molte battaglie, ma poi perde a guerra (vedi i tanto osannati Napoleone o Annibale), ma quello che, anche dopo alcune sconfitte, rimane l’unico  incontrastato vincitore.
    Certo ce il partito è di parte, e il movimento no: questo vuole solo dire che il movimento unisce persone che, prima o poi, sono destinate a dividersi secondo i loro interessi di classe. Sono, come si diceva una volta degli sputnik, dei "compagni di viaggio".
  • Georgios

    Non sto parlando di un’alleanza destinata a durare all’infinito come i grandi amori.

    Sto parlando di un’alleanza che spazzerà via i parassiti, i sanguisughe della società.

    Non sono un profeta per dirti cosa accadrà poi. Sono sicuro però che senza il rovesciamento questo "poi" sarà da incubo.

    Se il rovesciamento (quello che dico "rivoluzione" nel titolo) ci sarà, sul dopo deciderà il "popolo" e le dinamiche della lotta in quel momento. Per ora il popolo e’ popolo, senza virgolette perché lo uniscono interessi immediati comuni.

    Infine io rimango dell’idea che siccome e’ dalla prassi che nasce la teoria, e’ sempre la prassi ad indicare la giusta via. Infatti, nella situazione attuale, io personalmente (ma questo e’ appunto un parere personale) ho trovato conferma della teoria osservando la prassi. Non ho visto nessuno riuscire a sollevare il popolo in base a qualche teoria. E anche se lo avesse fatto (come qualcuno ha tentato di fare) sarebbe stato ignorato (come e’ successo per davvero).

    Il rapporto dialettico tra teoria e prassi, secondo me, deve essere di questo tipo:

    Il "teorico" propone, raccoglie le risposte popolari, riformula in base a queste indicazioni, ripropone e cosi via fino al raggiungimento della tattica giusta che a sua volta indicherà anche la strategia giusta.   

  • Laertino

    Un costante collegamento tra teoria e prassi è costituito dal loro rapporto dialettico: l’una non può esistere senza l’altra. La teoria nasce dalla prassi, ne diviene il momento di sintesi per tornare ad essa come momento regolatore dell’agire pratico. 

    Lo stesso si può dire del rapporto strategia e tattica, ma con un primato di quella su questa, altrimenti si finisce nel tatticismo, che ha caratterizzato lo stalinismo, e i quadri dirigenti del PCI, dopo il Congresso di Lione.
    La ricchezza di una teoria, e quindi della prassi, non stanno in ciò che fa il popolo (?), ma nel suo significato.
    Sulle alleanze, ti ripeto che i movimenti sono già frutto di alleanze interclassiste, con le classi lavoratrici subordinate agli interessi di quelle classi che generano i parassiti stessi.
    Il consociativismo sindacale deve insegnare molto. 
    Siamo tutti sulla stessa nave, è vero, e i viaggiatori di seconda classe potranno pure cercare l’alleanza dei fuochisti, per gettare a mare i viaggiatori di prima classe. Ma alla fine della storia, i viaggiatori di seconda classe andranno nelle cabine di prima, e i fuochisti rimarranno a gettare carbone nelle caldaie. Morale, alleamoci pure con i viaggiatori di seconda classe, ma per buttare, dopo, in mare anche loro.
  • Georgios

    Forse era meglio scrivere "gente" invece di "popolo" lì dove ho parlato del rapporto teoria-prassi ma per il resto sono d’accordo con la prima parte del tuo commento.

    Sull’esempio della nave (te lo ricordi Gaber?), dai, non essere cosi minaccioso cogli alleati!

    Scherzi a parte, quello che verrà dopo lo sperato rovesciamento, secondo me, e’ un discorso lungo, le ipotesi sono molte. Il ragionamento che fai va bene per una rivoluzione sociale, essendo però il rovesciamento non una rivoluzione sociale ma una riuscita difesa dei valori e i diritti civili ottenuti dalle rivoluzioni borghesi più quelli sociali ottenuti tramite la lotta di classe nel contesto della democrazia borghese (e varrebbe la pena aggiungere anche quegli umani che anch’essi sono ora minacciati), detto sinteticamente una lotta per l’indipendenza nazionale, le esperienze accumulate da tutto il popolo, di tutte le classi alleate, sia durante il periodo di repressione sia durante quello della lotta, potranno dar luogo a gradite sorprese "dopo".

    Ti porto come esempio (che altro?) la Grecia subito dopo la 2a GM. Gente di ogni classe sociale che ha fatto la resistenza contro l’occupazione e che dopo la liberazione, padrona del suo paese chiedeva a gran voce (purtroppo ai nuovi quisling, quelli degli inglesi stavolta, e questo e’ stato il grande tradimento del partito comunista greco) "laokratia" che in definitiva e’ sinonimo del socialismo. E non erano solo i fuochisti. C’era di tutto dentro.

    Il guaio e’ che con i discorsi si può costruire il sistema che si vuole. La realtà e’ oggi e domani. E’ lì che ci dobbiamo concentrare ora.

  • Ercole

    Non è una domanda che devi fare a me so banissimo che non è un processo meccanico ma dialettico e prendere atto della realtà ,a ciascuno il proprio compito noi restiamo rivoluzionari e saremo presenti dove è possibile  con le nostre avanguardie in tutte le lotte che hanno come interessi immediati la difesa dei diritti contro lo schiavismo  del capitale  e  quelli storici  del superamento del vigente sistema sociale.

  • Albertof

    La tua mi sembra una "diagnosi" corretta e pacata. Il punto 8)  "Il livello di ingenuità e fanatismo del nucleo duro della base è disarmante" rappresenta decisamente uno dei più grossi ostacoli all’evoluzione (se mai ci sarà) del Movimento. Ci sono milioni di persone che non votano e che potenzialmente potrebbero allargare le fila di un Movimento vero e concreto ma, temo, non possa trattarsi de M5S.

  • vetusordoseclorum

    Il M5S è l’unica forza che abbia veramente fatto paura al Sistema negli ultimi 50 anni. Movimenti come la Lega, indipendentismi vari, estremisti di destra e di sinistra avevano fatto poco più che sorridere i veri burattinai.

    Il M5S invece no, questo ha fatto veramente preoccupare, anzi è la consapevolezza che stava permeando strati troppo ignoranti della massa da centro commerciale che ha destato preoccupazione.

    Allora è partita tutta la potenza di fuoco che ha colpito da ogni parte con un unico obiettivo, Grillo e il suo Movimento. L’accanimento mediatico, coordinato e pianificato mantra per mantra, è stato senza precedenti nella storia del nostro P(p)aese e purtroppo ha dato ottimi risultati visto l’esito bue delle Europee.

    Giorno per giorno partivano le disposizioni a tutti i mezzi di informazione mainstream in modo che ci fosse omogeneità nell’attacco e quindi più credibilità agli occhi di chi non sa o non vuole informarsi in maniera critica, cioè l’80% della popolazione.

    L’ultima disposizione è quella di dare il Movimento in costante declino, i due leaders per spacciati, abbandonati dai fedeli, opacizzati e di tirare alla lunga con l’arma usata sin dal principio della mancanza di organicità, dei dissidi interni etc. etc.

    L’Italia avrebbe avuto una buona occasione per aprire un po’ gli occhi ma ovviamente i Tafazzi nostrani l’hanno sprecata.

    Vabbè, anche gli scozzesi hanno buttato via la loro salvezza. Magra consolazione

  • alsalto

    Cacchio, m’e’ riuscito di farti sbottare la bile.
    Scusa.

  • GiovanniMayer

    Allora o se ne crea un altro oppure domenica ce ne andiamo l derby e non ci pensiamo più…

  • Georgios

    La mia non voleva essere una domanda personale anche se l’interlocutore eri tu. Era una domanda rivolta a delle persone che la pensano come te e tra le quali mi ci trovo anch’io.

    Voglio dire che siccome questo non ha per nessuna ragione le caratteristiche di uno scontro di classe tipo 1917 ma assomiglia molto a quello del 1905, che facciamo in materia di alleanze di classe cosa che era stata decisamente affrontata da rivoluzionari del calibro di Lenin all’epoca?

    Non intendo minimamente sottovalutare impegno, coscienza e volontà di lotta di nessuno. Per questo ho spostato il discorso su un punto che mi sembra centrale ed accettato da tutti, cioè la dialettica. Che e’ la dialettica della società, della politica, della storia, della natura stessa.

    Va benissimo il ruolo delle avanguardie, basta però che non siano isolate. E il compito per non rimanere isolate non e’ mai della gente, e’ delle avanguardie stesse. Se no, che avanguardie sarebbero?

    Se non si riconosce che il capitalismo oggi non e’ lo stesso con quello di 30 anni fa, se non si riconosce cioè che ora abbiamo a che fare con un nuovo tipo di occupazione, tutte le nostre scelte saranno di conseguenza e questo ci porterà lontano dalla gente (che in questo contesto di lotta di classe viene chiamato popolo).

    Bisogna avere in casa la Wehrmacht in divisa per formare le Brigate Garibaldi? Va a finire che alla fine la gente ci dà dell’idiota.

  • Georgios

    Guarda che un discorso, se vuole essere un discorso e non un battibecco in cui ciascuno e’ interessato solo a fare "bella figura", non viene portato avanti con dei fuochi d’artificio.

    Forse tu sei giovane e ti accontenti cosi, ma intanto non hai risposto a nessun argomento cercando di dimostrare la tua tesi che, a dir la verità, non hai mai esplicitamente messo sul tavolo. Quello che dici tende all’aforisma spesso inteso a supportare dei concetti "gravi" ma mai dichiarati apertamente.

    In questo modo stai concedendo a te stesso dei gradi di libertà di giudizio "accademico" che o trascura dei problemi reali per un grandissimo numero di persone specialmente oggi, oppure fa un uso improprio (per non dire peggio) della storia: che c’entra il nazionalsocialismo con la socialdemocrazia del periodo discusso?

    Qui ci scambiamo delle opinioni e va benissimo che ciascuno dica la sua. Esiste però un punto al quale ognuno di noi dovrebbe sentirsi moralmente legato: come riuscire da una varietà di opinioni differenti sintetizzare dei concetti più integrati e arricchiti di idee e di nozioni diverse. Questo sarebbe il metodo, diciamo, costruttivo.

    L’opposto, che come opposto sarebbe il metodo distruttivo, e’ quello di rimanere ancorati alle proprie verità uniche e cercare di imporle agli altri magari ridicolizzandoli se non riusciamo nell’intento.

    La domanda e’: quale metodo ci conviene?

  • alsalto

    Non ne ho idea, Georgios.
    Quanto affermi e’ tristemente vero.
    E l’errore ammetto che sia il mio.
    Mi sono avventurato in qualcosa che non conosco, e l’ho fatto
    pure in maniera boriosa.
    Sincerita’ per sincerita’.

    Mi si conferma per l’ennesima volta che e’ meglio,
    da persona "semplice" quale sono, se mi dedico a cose piu’ terra terra,
    e’ che schiacciare ‘sti pulsanti e’ cosi’ facile che uno finisce col pensare che…no? Che si facciano pure le rivoluzioni.

    cordialmente

  • Georgios

    Tu non sei una persona "semplice". Sei una persona e, in quanto tale, importante. Ed oltre che sincero sei anche onesto. Non si può chiedere di più.

    Cerchiamo, tutti insieme, di integrarci in qualcosa che ci conviene. Lo richiede il momento storico, la nostra stessa esistenza. E non spaventiamoci da parole grosse come "rivoluzione", le rivoluzioni le hanno fatte sempre le persone "semplici".

    Ricambio la cordialità. E ringrazio per la discussione, anche con dei "spigoli", a dimostrazione però che il dialogo può essere costruttivo anche in condizioni avverse.

  • Albertof

    Giovanni io seguo da un pò di tempo la Me-MMT ma pare che anche li i problemi "interni" impediscano uno sviluppo concreto di un pensiero alternativo. staremo a vedere. Intanto buon fine settimana. 🙂

  • pacoloco

    Premetto che non voglio offendere o insultare nessuno. 

    Ma trovo preoccupante che persone dotate di un grado culturale ben maggiore del mio (dopo le medie due anni di C.F.P.) con una consapevolezza maggiore alla media riguardo alla realtà che ci circonda e con la capacità di analizzare gli eventi geopolitici mondiali per non farsi ingannare dalla propaganda di regime, possano anche solo minimamente credere che qualsiasi persona, movimento etc. possa veramente prendere posizione a favore della gente, o che gli permettano di farlo veramente (vedi Moro e kennedy).
    Allora significa che Putin, la russia e i BRICSsono un vettore rivoluzionario per tutto il mondo?  non ho studiato il latino ma conosco il significato di panem-et-circenses. 
  • Georgios

    Amico mio, lasciamo perdere i "gradi culturali", esistono delle persone di supposto "basso grado culturale" che della vita capiscono assai di più di certi cervelloni culturali che so io.

    Parliamo piuttosto delle tua obiezione. Putin, la Russia (immagino intendi lo stato russo) e i BRICS esprimono le politiche di governi che nell’attuale fase internazionale si oppongono alla politica dell’impero. In quel senso possono rappresentare, allo stato attuale delle cose, qualcosa di favorevole per i popoli del mondo. Sai.. il nemico del mio nemico etc. La loro però e’ politica internazionale di governi e non ha niente a che fare con la volontà popolare. Può esserne influenzata fino a un certo punto, la può favorire casualmente ma non la esprime, non e’ il risultato delle decisioni del popolo nel senso delle decisioni di un’assemblea. 

    Ma un movimento e’ un’altra cosa. Un movimento, come un fronte popolare etc e’ la gente stessa. E’ capitato parecchie volte nella storia, cioè fronti o movimenti, talvolta anche partiti, che erano dalla parte del popolo, che perseguivano obbiettivi favorevoli alla gente.

    Certo, molte volte non hanno avuto successo, spesso sono stati traditi oppure hanno avuto dei leader che li hanno ingannati o ancora anche quando sono riusciti non sono durati. Ma ci sono stati.

    Oggi, nell’era della comunicazione facile si spera che la gente possa avere il controllo immediato di movimenti cosi e garantirne meglio il loro successo.

  • pacoloco

    Caro Georgios, magari si puo parlare dei "gradi culturali" un altra volta, ammetto che sono ben felice oggi di non aver voluto proseguire gli studi considerando il livello di manipolazione a cui siamo sottoposti, hai presente quanto sia facile creare una sinapsi? e quanto lavoro comporta crearne delle nuove? 

    Personalmente credo che il movimento di cui parli sia stato creato ad hoc propio per ingabbiare il malcontento, ad alcuni basta la tv e la vita "comoda", altri seguono il calcio….ad ognuno il suo "circo" (nessuno escluso) anche se di pane, oggi, se ne vede poco. 
    Non credo che si possa ottenere nulla combattento il nemico con le armi che ti ha fornito lui, nel contesto e con delle regole da lui stabilite e con la consapevolezza storica (senza viaggiare troppo nel passato mi sembra che nello stivale i governi non li elegge il popolo da parecchio, con tanto di sentenza che delegittima tutti da monti in avanti) che anche con uno scacco matto, il tuo nemico semplicemente butta per aria il tavolo di gioco. 
    Obama e Putin magari giocano al poliziotto buono e a quello cattivo, magari litigano veramente, in ogni caso il giocattolo siamo noi!
    Permettimi una domanda: mentre io inseguo l’indipendenza energetica, alimentare ed economica (il mio circo), la geoingegneria tira il tavolo per aria solo per me?
     
       
  • Georgios

    Quando stavo scrivendo l’articolo, inizialmente avevo inserito una frase tipo "per cui anche se prendiamo come ipotesi che il M5S fosse stato creato "a tavolino"… ". Poi l’ho tolta per non essere troppo provocatorio.

    Per cui la sostanza non cambia: il movimento ha avuto i risultati che ha avuto. Se viene "preso" dal suo interno dal popolo, il popolo può usare la sua voce oltre ai meccanismi disponibili per farlo suo.

    Se leggi il mio articolo attentamente, specie il 5o paragrafo dalla fine (quello che comincia con "Questo movimento non e’ proprietà…" vedrai che io non invoco un uso del movimento come arma fornitaci dal nemico. Invoco l’uso del movimento come un genuino movimento popolare.

    Non dico che e’ una cosa semplice. Dico che e’ una grande opportunità che non va sprecata.

  • pacoloco

    Come dicevo, non ho gli strumenti per farmi capire come vorrei, per esprimere correttamente il mio pensiero. Prendiamo ad esempio la piramide sociale disegnata dai teorici del complotto, dove noi, il popolo, la gente, siamo la base.

     (dal mio punto di vista) tu credi che per cambiare lo status delle cose si debba lottare, fare una rivoluzione, io che sia meglio togliersi da sotto!    Togliersi dalle mani dei nostri aguzzini, vivere al di fuori degli schemi e delle strutture (mentali) che sono la nostra vera gabbia! Allora si che si aprirebbe una grande opportunità per tutti noi. 
    Speriamo che quello che importi, quello che crea opportunità,non siano le nostre divergenze di vedute ma la nostra coincidenza negli obiettivi…
    E.Fromm scrive in  "essere o avere": 
    "Coloro che inconsciamente disperano ma indossano la maschera dell’ottimismo non è detto che siano saggi; ma coloro che non hanno rinunciato alla speranza possono riuscire soltanto a patto di mostrarsi tenaci realisti, di far gettito di tutte le illusioni e di valutare appieno le difficoltà. Questa lucidità mentale costituisce l’elemento che distingue gli "utopisti" presenti a se stessi e gli "utopisti" che sognano ad occhi aperti."