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PASCOLARE IN PARADISO: UN MARTIRE PER LA RIBELLIONE DEI BARONI

DI CHRIS FLOYD

counterpunch.org

RIP LaVoy Finicum (nella foto). Sei morto affinchè un giorno – e spero sia presto, per Dio! – tutti gli estremisti armati, i cui dolci contratti con il governo federale hanno spezzato i piccoli allevatori distorcendo il libero mercato per ridurre i costi, possano far pascolare il bestiame in ogni angolo di questo immenso territorio e dissacrare tutte le reliquie indiane che troveranno sulla loro strada.

Non dimenticheremo mai la nobile causa che ha lasciato una vedova e degli orfani di padre, per la quale hai palesato la tua fiera volontà di togliere la vita a chiunque si ponesse sulla tua strada. Tutti quelli che sono già ricchi e posseggono terra devono essere liberi di poter aumentare i loro guadagni grazie ai dolci accordi con il governo federale, per acquistare ancora più terra a spese dei contribuenti. Altrimenti i tuoi figli e i miei, e i figli dei loro figli, non potranno mai essere veramente liberi. Chi di noi può conoscere il significato della parola libertà se la divina avidità dei nostri baroni del bestiame è messa al giogo?

Ora, dolce principe, trova pace nei sacri pascoli del paradiso. Stai tranquillo che non tenteremo – non potremo – non ci azzarderemo ad avere pace fino a che tutta la terra rubata con l’omicidio ai nativi americani sarà al sicuro nelle mani di facoltosi uomini bianchi armati e in tenuta da caccia. Vinceremo!

Nota: per la cronaca, no, non approvo omicidi di polizia o azioni tattiche di alto livello da parte del governo federale (anche per quanto riguarda l’utilizzo del territorio). Ma mi sembra folle far finta che questa operazione Bundysta in Oregon sia qualcosa di diverso da una ribellione dei baroni, per servire la loro espansione – nonostante ovviamente essa abbia attirato a sè le simpatie di molti, per i quali il termine “governo federale” ha un solo significato: i negri stanno rubando i nostri soldi.

Fonte: http://www.counterpunch.org/

Link: http://www.counterpunch.org/2016/01/27/grazing-in-heaven-a-martyr-for-the-barons-rebellion/

27.01.2016

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione FA RANCO

Pubblicato da Davide

  • Tao

    L’America come puro spazio libero, la sconfitta dell’anarchia libertaria, la malinconia di Bob Dylan e il gran film di Sam Peckimpah. Tutto molti anni fa, ma ancora oggi. E quegli strani sostenitori di Bernie Sanders

    Finiva con un bang!, Pat Garrett lo sceriffo che ammazzava il suo amico Billy The Kid, il bandito. Che è la storia di ieri, nell’Oregon, soltanto un po’ meno romantica. Se non altro perché Ammon Bundy l’hanno arrestato ma è still alive, quello sparato è solo un comprimario, uno della banda dei cowboy che si sono messi in guerra contro il governo di Washington e che danno fuoco ai pascoli federali e occupano gli uffici in mone della libertà. This land is your land.
    Il gran film di Sam Peckimpah, anno 1973, è la malinconica fine dell’avventura. Del sogno libertario, senza legge, americano. Anzi no, è una tragedia addolcita dall’elegia, dai colori morbidi, dagli accordi di Bob Dylan.
     
    Pat Garrett e Billy the Kid facevano i fuorilegge, giù nel New Mexico. Finché il loro mentore e utilizzatore finale nella Guerra della contea di Lincoln, il latifondista John Chisum, decise che il tempo dell’anarchia conquistatrice e della violenza libertaria era finito, era venuto il tempo della Storia, della civilizzazione e della Legge, e si mise d’accordo con il governo federale. Pat era vecchio e mangiò la foglia, divenne sceriffo per conto del governo (e dello stesso padrone di prima). Il Kid continuò per la sua strada senza tetto né legge, fedele alle amicizie e a quella sua concezione spaziale e quasi morale della vita del West. E Garrett andò a stanare i vecchi amici, uno per uno.

    Poi, come ognun sa, Pat lo sceriffo, dopo aver ucciso il suo migliore amico, spara al se stesso intravisto dentro uno specchio, e fiumi di inchiostro sono stati scritti sul suicidio del genere western e della frontiera. In quegli anni, però, quel film fece scalpore anche per politica, perché era la parola fine, la presa d’atto di una guerra persa, tra una concezione puramente libertaria, basica, e persino hippie e rivoluzionaria dell’America e la nuova razionalità della democrazia federale, del mercato (del Big Government?) che avanzava.

     Lunedì in Iowa – un’America mentalmente molto più remota dell’Oregon – Bernie Sanders, il socialista antisistema, si giocherà le sue chance contro Hillary Clinton. E non è male notare che tra i suoi sostenitori, e più ancora tra i suoi grandi sponsor mediatici, ci siano molti di quei vecchi libertari che negli anni Settanta vissero l’uccisione del Kid e il tradimento di Pat come l’immagine simbolica della loro stessa sconfitta. Ma è anche più curioso notare che le milizie senza legge e con fucile dell’Oregon – quanto di più lontano dal pacifismo hippie degli amici di Sanders – siano oggi non casualmente sulla stessa lunghezza d’onda. Contro il governo federale, contro le sue leggi e il suo progresso.
     
    Come tutti i grandi romanzi, “Pat Garrett e Billy the Kid” non finisce con la scena madre del bang nello specchio. Finisce una scena dopo, con Pat lo sceriffo che se ne va a cavallo. Sconfitto vincitore, fedele traditore. E con un bambino che gli tira i sassi sulla schiena. Intifada del West.

    Maurizio Crippa
    Fonte: http://www.ilfoglio.it/
    Link: http://www.ilfoglio.it/esteri/2016/01/27/oregon-cosa-hanno-in-comune-i-banditi-con-pat-garrett-e-billy-the-kid___1-v-137536-rubriche_c396.htm [www.ilfoglio.it]
    27.01.2016

  • A-Zero

    Non sapevo della storia di Billy the Kid. E, andando a leggere, se ho ben capito, Billy the Kid era della banda dei Regolatori.

    Al contrario di come interpreta e dipinge il finale della storia il Crippa sul Foglio ("… Finisce
    una scena dopo, con Pat lo sceriffo che se ne va a cavallo. Sconfitto
    vincitore, fedele traditore. E con un bambino che gli tira i sassi sulla
    schiena. Intifada del West.") a me sembra che lo sbirro opportunista Garret non morì afatto per un sasso, nè tanto meno da anziano nel suo letto, bensì fu ‘regolato’ col piombo.

    A ciascuno il suo, mi sembra di poter dire … tutt’al più i veri vincitori di queste storie sono i soliti Chisum.

  • yakoviev

    Mah, mi sembra che l’alone romantico messo su intorno a questa vicenda non sia così corrispondente alla realtà. La Guerra di Lincoln fu una guerra fra fazioni di allevatori, di cui una più stronza dell’altra, ma l’anarchia, la libertà etc. a mio parere c’entrano poco.