Home / ComeDonChisciotte / ODE ALLA LIBERAZIONE DI PALMIRA
16178-thumb.jpg

ODE ALLA LIBERAZIONE DI PALMIRA

DI ALCESTE

pauperclass.myblog.it

Jorge Louis Borges, nel racconto Annotazione al 23 agosto 1944, scrive del suo “grado fisico di felicità” all’annuncio della liberazione di Parigi.

Più modestamente, oggi, a distanza di più di settant’anni, voglio farvi partecipi del mio grado fisico di felicità all’annunciata liberazione della città di Palmira da parte delle forze regolari siriane appoggiate dall’aviazione e dall’intelligence russa.
Una liberazione fisica e spirituale.

In questi ultimi anni mi son sempre chiesto perché l’Impero Natoamericano del Caos avesse ricompreso nell’Asse del Male certi paesi: Siria, Iraq, Iran, Libia, Egitto, Russia, Cina. E la Grecia e l’Italia, minuscolo Asse del Male secondo i dettami dell’oligarchia di Bruxelles, succursale europea del suddetto Impero.
Esistono complesse risposte geopolitiche al quesito. Non sono un esperto in tali questioni; né lo diventerò mai. Eppure – lo dico da profano e da insipiente della materia – tali elucubrazioni (informatissime, dotte e, in alcuni casi, logicamente perspicue) non mi soddisfano.
Mi tocca ammettere che il ragionamento geopolitico, basato sulla contingenza storica, non fa per me. O meglio: non mi affascina. Mi piace ricercare un sostrato ulteriore. Una causa profonda. Ciò che gli esperti giudicheranno, forse a ragione, incongruo; e di impalpabilità metafisica (e quindi molto borgesiana). Ma son fatto così; amo le spiegazioni ‘altre’: a costo di sacrificargli qualche nesso logico o una apparente verosimiglianza.
E tale causa, a mio debol parere, è questa: l’Impero Natoamericano del Caos vuole distruggere l’Asse del Male poiché rappresenta la Storia.
Iraq, Iran, Cina, Russia, Siria … si posson leggere Mesopotamia, Persia, Catai, Rus, Soria (Soria è la Siria di uno dei primi letterati italiani, Federico II di Svevia, amico leggendario del Saladino: Canzonetta gioiosa va a la fior di Soria …).
Questi nomi echeggiano da un fondo antico, si allacciano inestricabilmente alle origini di Roma e della grecità. E quindi alla Cristianità, al medioevo e alla primissima letteratura italiana e romanza.
Questi nomi e queste terre rappresentano la scaturigine della civiltà orientale e occidentale.
E il potere teme una sola cosa: il passato.
Ne ha così paura che eliminarlo è un suo compito precipuo.
Il Nuovo Ordine pretende, insomma, forse inconsciamente, che si recida ogni legame emozionale, mitico e di memoria con ciò che, in parte, costituisce i nervi, gli istinti, e il retaggio concettuale dell’Europa.
Se tale soluzione vi trova scettici, potete rovesciare la considerazione.
Proprio perché queste terre sono ricche di passato e ci definiscono come uomini e cittadini europei e del mondo (e, perciò, come autentici cosmopoliti) – per tale motivo esse sono nemiche naturali dell’Impero Natoamericano del Caos.
La Siria (e la Russia e L’Iran) intuiscono, come dovere morale, che la capitolazione sarebbe una rovina definitiva, ben maggiore di una sconfitta o un compromesso al ribasso.
Per questo fra tali popoli si trova ancora orgoglio e coraggio (‘coraggio’ è una bella parola della prima letteratura italiana).
Per questo tutti noi, segretamente, li invidiamo.
Essi sono ancora uomini.
Gli europei, infrolliti dal potere del Caos, non più.
Solo degli imbecilli, a fronte degli attentati di Bruxelles, possono ancora cicalare scemenze come abbiamo fatto noi nei giorni passati. Solo delle mezze calzette possono piagnucolare in diretta. Disegnare coi gessetti. Anelare ad un ecumenico e ridicolo peace and love. Canticchiare la stupidissima Imagine. Invocare, per bocca dei propri dirigenti politici venduti, ancora più Europa e più Caos: e invocare, per ciò stesso, la distruzione di ciò che eravamo e siamo stati sino a un recente passato.
Salutiamo, quindi, la prossima liberazione di Palmira, e quella, auspicabile, della Siria, come un evento gioioso.
Perché a Palmira, coi suoi teatri e templi romani, ci siamo anche noi.
E poiché siamo stati così vigliacchi e traditori da lasciare che altri, da soli, respingessero, anche nel nostro nome, l’infamia della barbarie, non ci resta – con un patente senso di vergogna – che rendere onore a tali combattenti (en passant: gli Italiani sono stati vigliacchi e traditori due volte).
Potremo mai fare ammenda?
A coloro che hanno liberato Palmira e ci hanno ridonato la storia e l’antichità (e l’hanno fatto in vece nostra) dedichiamo qualche ottava dall’Orlando Furioso (canto XVII, 18-21), dedicata alla bellissima città di Damasco.
Una piccola celebrazione.
E che la gloria li accompagni.

De le più ricche terre di Levante,
de le più populose e meglio ornate
si dice esser Damasco, che distante
siede a Ierusalem sette giornate,
in un piano fruttifero e abondante,
non men giocondo il verno, che l’estate.
A questa terra il primo raggio tolle
de la nascente aurora un vicin colle.

Per la città duo fiumi cristallini
vanno inaffiando per diversi rivi
un numero infinito di giardini,
non mai di fior, non mai di fronde privi.
Dicesi ancor, che macinar molini
potrian far l’acque lanfe che son quivi;
e chi va per le vie vi sente, fuore
di tutte quelle case, uscire odore.

Tutta coperta è la strada maestra
di panni di diversi color lieti;
e d’odorifera erba, e di silvestra
fronda la terra e tutte le pareti.
Adorna era ogni porta, ogni finestra
di finissimi drappi e di tapeti,
ma più di belle e ben ornate donne
di ricche gemme e di superbe gonne.

Vedeasi celebrar dentr’alle porte,
in molti lochi, solazzevol balli;
il popul, per le vie, di miglior sorte
maneggiar ben guarniti e bei cavalli:
facea più bel veder la ricca corte
de’ signor, de’ baroni e de’ vasalli,
con ciò che d’India e d’eritree maremme
di perle aver si può, d’oro e di gemme.

Alceste

Fonte: http://pauperclass.myblog.it/

Link: http://pauperclass.myblog.it/2016/03/25/ode-alla-liberazione-palmira-alceste/

26.03-2016

Pubblicato da Davide

  • cavalea

    Indubbiamente una condivisibile lettura, sugli inconfessabili motivi, che alimentano l’azione degli esportatori del caos.

  • GioCo

    Chi è un Uomo? Il suo nome? Il suo passato?

    Un Uomo è definito dalle sue azioni dicevano gli antichi. Per ciò se eri un eroe dovevi averlo dimostrato sul campo. Oggi potrebbe non sembrare diverso, ad esempio un cantante potrebbe essere famoso per aver dimostrato che le sue canzoni le canta bene …

    Un tempo chi combatteva per la libertà di espressione (non la libertà liberista libertaria della fanfullacchero nulla cosmico) pagando con il sangue dei cari, con le proprie membra, con la propria vita, nel senso che la riduceva una mmerda senza se e senza ma, pensava avrebbe donato ai posteri qualcosa dal valore inestimabile. Si sacrificava per un futuro umano appena più decente. Di quegli eroi non sappiamo niente, sono totali sconosciuti e del loro lascito … non ce ne frega niente se abbiamo un iphone ultimo modello in mano. Perchè ci da la giusta illusione che le cose siano calate dall’alto, non sia necessario conquistarle. Siamo in demoniocrazia quindi "difendere" equivale a "offendere".

    Per chiarirci, di recente ho visto un documentario sul revisionismo storico. Mi sono un po’ arrabbiato, ma non per le cose per cui vengono accusati di solito i revisionisti, tipo la veridicità dell’esistenza delle camere a gas, di cui francamente non me ne frega niente. Non me ne frega perché in confronto al disagio spicofisico del campo descritto dai sopravvissuti, come Levi, la camera a gas è una benedizione da cielo. Un modo per evitare il campo e la sorda opacità dell’oppressione dell’inferno vissuta dal di dentro e perpetrata dai compagni di sventura come te per meno di un tozzo di pane. Non dai nazisti.

    Sapere che le camere a gas non sono esistite mi fa rabbrividire: rende ai miei occhi la realtà dei campi di lavoro spaventosamente peggiore perchè giustifica meglio la nostra contemporaneità.
    Le rende più vicine al costrutto sociale che ci è stato calato addosso come una camicia di forza, con la scusa che "era meglio". Meglio per chi?
    I campi di lavoro erano stati messi in piedi perchè così "era meglio". Peccato che chi ci finiva non aveva chiesto di essere internato, stava bene dov’era. Ma la storia è fatta così, da una parte i fessi, pecore che vanno alla tosatura e di tanto in tanto al macello pensando che "tutto è dovuto" e dall’altra i fissi, quelli che devono giustificare il perpetuo parassitaggio dei fessi, pensandosi migliori.
    Gli uni e gli altri non vogliono che le cose cambino. Hanno terrore del cambiamento.

  • makkia

    Ipotesi interessante.
    Manca giusto l’Egitto, che ha subito una rivoluzione colorata e un governo dei Fratelli Musulmani, e che adesso ci propongono come prossima "orribile dittatura", le cui inermi vittime (fra le quali la spia inglese Regeni) abbiamo "il dovere di proteggere".

  • kefos93

    Stai tranquillo, a Regeni, daranno la medaglia al merito ed un bel po’ di soldi agli eredi ecc. anche grazie al mainstream…

    Sto crepando per le risate…
    Ciao

    P.S.: Strano che CDC non dice veramente mai una mazza…!
    Ciao

  • lanzo

    Mi pare che i commenti siano un cincinnin fuori tema, o e’ solo una mia impressione.

    Speriamo che l’esercito siriano  – questi si eroi – (debilitato di uomini, tutti i profughi sono DISERTORI e chiaramente vogliono prendere 2 piccioni con una fava:
    1 evitare di finire di fronte ad un tribunale militare;
    2 ciucciare alle tette della Merkel vita natural durante.
  • Aironeblu

    Bella questa ode.

    Piacevole.
    Un appello a difenderci – noi, la nostra storia, la nostra civiltà – dall’avanzata distruttrice dei nuovi barbari capitalisti.