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OBAMA-CASTRO, LA FINE DI CUBA E' UNA TRAGEDIA GEOPOLITICA

DI DIEGO FUSARO

ilfattoquotidiano.it

E di che vi stupite? Perché meravigliarsi se, nell’epoca post-1989 dell’ordine globale monopolare, domina sempre e solo un punto di vista? Per quale ragione dovrebbe destare stupore il fatto che oggi, come mai prima, si impone un’unica prospettiva, che si presenta come post- e anti-ideologica e che, in verità, è segretamente la più ideologica dell’intera storia umana?

Ecco, dunque, che, nel tempo della sincronizzazione planetaria delle coscienze, la fine di Cuba è celebrata a reti unificate come se fosse la vittoria cosmica della democrazia; come se fosse l’eroico trionfo della libertà sulla dittatura; come se si trattasse della gloriosa fine del male sulla terra.

L’ideologia regna sovrana, proprio quando si presenta come una visione naturale, neutra, imparziale. In coerenza con la destoricizzazione tipica del nostro presente, la dimensione storica viene sostituita, a livello di prestazione simbolica, ora dallo scontro religioso tra il Bene e il Male, identificati rispettivamente con l’Occidente a morfologia capitalistica e con le aree del pianeta che ancora resistono; ora dal canovaccio della commedia che, sempre uguale, viene impiegato per dare conto di quanto accade sullo scacchiere geopolitico: il popolo compattamente unito contro il dittatore sanguinario, il silenzio colpevole dell’Occidente, i dissidenti “buoni”, cui è riservato il diritto di parola, e, dulcis in fundo, l’intervento armato delle forze occidentali che donano la libertà al popolo e abbattono il dittatore mostrando con orgoglio al mondo intero il suo cadavere (Saddam Hussein nel 2006, Gheddafi nel 2011, ecc...

E ora è giunto il turno di Cuba, che ha eroicamente resistito fino ad oggi, ponendosi come Stato non allineato, come “Stato canaglia” secondo il lessico dell’impero. La fabbrica dei consensi ha lavorato bene: ci ha presentato per anni Cuba come se fosse popolata solo da dissidenti che, alla stregua della nota blogger cubana magnificata dalle reti occidentali un giorno sì e l’altro pure, stavano in casa a scrivere sui blog contro Fidel. Come se a Cuba vi fossero sempre e solo nemici del regime, in attesa della dolce libertà occidentale. È quella che chiamo l’unificazione mediatica del popolo, funzionale alla legittimazione dell’abbattimento dei governi. Secondo questa commedia che ha sostituito, nella spiegazione degli eventi, la comprensione storica all’insegna del nobile principio spinoziano del non ridere, non lugere, neque detestari, sed intelligere, tutti i mali della società vengono imputati al feroce dittatore di turno (sempre identificato dal circo mediatico con il nuovo Hitler: da Saddam a Gheddafi, da Ahmadinejad a Chávez, fino a Fidel), che ancora non si è piegato alle sacre leggi di Monsieur le Capital; e, con movimento simmetrico, il popolo viene mediaticamente unificato come una sola forza che lotta per la propria libertà, ossia per la propria integrazione nel sistema mercatistico.

In questo modo, l’aggressione imperialistica della monarchia a stelle e strisce può trionfalmente essere salutata come forma di interventismo umanitario, come gloriosa liberazione degli oppressi, essi stessi presentati come animati da un’unica passione politica: l’ingresso nel regime della produzione capitalistica e la sottomissione incondizionata alla monarchia universale. Con Cuba, si è trattato di una aggressione “morbida”, lenta e pervicace. Che ora è giunta a compimento. E mentre tutti la celebrano come “fine della dittatura” e “conquista della libertà”, mi sia consentito procedere obstinate contra: si tratta di una tragedia geopolitica. Pur con tutti i suoi limiti, Cuba si è posta nel Novecento come uno Stato resistente e non allineato; ha provato a percorrere una via alternativa rispetto al modello – oggi divenuto paradigma unico – dell’economia di mercato. E se confrontiamo Cuba con le altre realtà dell’area sudamericana, non si può certo dire che sia stato un modello disastroso, pur con tutti i suoi limiti: ha garantito diritti sociali stabili e ben superiori a quelli mediamente presenti nelle realtà capitalistiche; ha garantito ai suoi cittadini un sistema sanitario di primo livello; ha sostenuto i popoli oppressi e in rivolta. Insomma, in rivendicata antitesi con la grande narrazione ideologica del pensiero unico: la fine di Cuba è una tragedia, non un successo. Ed è una tragedia anche per noi in Europa, perché segna la fine di un altro Stato resistente e non allineato, ossia di uno di quegli Stati che ci permettevano di mantenere aperta la pensabilità di qualcosa di diverso rispetto al monoteismo del mercato e al classismo planetario pudicamente chiamato capitalismo.

Diego Fusaro

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

Link: http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/03/22/obama-castro-la-fine-di-cuba-e-una-tragedia-geopolitica/2570467/

22.03.2016

Pubblicato da Davide

  • Unaltrouniverso

    La stessa cosa che ho pensato anche io quando i giornali di regime (ilfq nel caso di specie) celebravano la fine dell’embargo. A giudicare dai commenti entusiastici in calce agli articoli sull’argomento, pare che la gente non se ne renda per nulla conto.

  • AlbertoConti

    Concordo con Diego, la "calata" di Obama a Cuba è un episodio luttuoso di una interminabile catena di successi dell’ideologia totalitaria del profitto, contro altrettante sconfitte di ideologie alternative che antepongono il bene comune a quello individuale "privatistico" (orrenda termine, che contiene in sè il crimine di cui è messaggero, senza che la neolingua orwelliana riesca a trovarne un sostituto più accattivante).

    Tuttavia occorre anche riconoscere che i popoli più semplici ed ingenui che hanno tentato di applicare le ideologie di ispirazione marxista hanno fallito nel confronto su un punto cruciale, il successo stabile di un’economia alternativa a quella "capitalistica", pur con tutte le scusanti del mondo. Evidentemente si tratta all’origine di una debolezza umana endemica, che allontana le masse dalla saggezza, contro le tentazioni materiali del denaro, componente essenziale dell’economia per ancora periodi di tempo più lunghi di ogni sperabile evoluzione prossima ventura. E allora la sfida è duplice, quella di un modello economico più efficiente in relazione a quella di un modello esistenziale più umano e maturo.

  • natascia

    Su "Sapere è un dovere" ho trovato una foto fantastica,dove Raul Castro blocca il braccio a Barak Obama impedendogli di compiere l’umiliante gesto di "zampa sulla spalla".

  • mystes

    Il peggio deve venire. Per domani mi pare che é previsto lo sbarco a Cuba di una celebre band rock. Seguiranno le case da gioco e i nightclub. E Cuba tornerá quel paradiso per turisti miliardari, trafficanti di droga e di alcool che la rivoluzione aveva cancellato dall’Isola. Che tristezza!

  • Fedeledellacroce

    Son d’accordo in linea di massima con quello che dici.
    Peró i puttanieri italiani o spagnoli che hanno preso d’assalto l’isola di Cuba negli ultimi decenni non erano certo un bello spettacolo da vedere.
    Non esisteva famiglia cubana che non contasse almeno una "jinetera" tra le sue fila…
    Ora per lo meno potranno pretendere un compenso piú elevato per le loro prestazioni sessuali…. ai ricchi ciccioni americani.

  • annibale51

    In effetti è come si spegnesse un simbolo, un sogno, una luce, una fiaba, Davide contro Golia!…povera Cuba, poveri noi! Non che io sia comunista ma Cuba mi era simpatica!

  • ProjectCivilization

    Fusaro , lei ha bisogno di vivere molto , prima di emettere sentenze…

    Semplifichiamo : I leader , le persone di talento , non sono espressione delle masse .

    Castro viene da una grande famiglia . E’ molto intelligente .  Ha avuto un coraggio speciale .

    Ha 90 anni . Per quanto fingano , il ricambio non c’e’ .

    Come puo’ vedere attorno a se , il popolo non ha nessuna voglia di lottare , di fare o difendere rivoluzioni . E’ a suo agio con la morte e con la merda .

    Queste avventure , hanno un nome e un cognome . Il resto e’ privo di senso .

  • ProjectCivilization

    85enne sveglio….anche considerate che non frequenta gli USA .

  • ProjectCivilization

    Due aggiunte :

    -nessuno ha avuto il successo di Castro sul fronte scolastico

    -Castro e compagni , non hanno saputo fare un economia non capitalista

  • iskra

    Cuba si e sempre mascherata come paese "comunista" o non allineato fino a quando mamma Russia la foraggiava economicamente e militarmente  vale a dire fino al 1990 poi come tutti i paesi a capitalismo di stato ha dovuto soccombere nella tenaglia della crisi  capitalistica. Finalmente si e fatta chiarezza su un altra  falsità  storica come lo Stalinismo fatto passare per comunismo (altro che tragedia ) il proletariato cubano al pari di  quello mondiale  deve porsi il superamento del vigente sistema sociale.

  • ProjectCivilization

    E’ vero che  il Sistema cuano non era socialista ma ibrido .

    D’altra parte , un vero sistema socialista , e’ destinato a funzionare . Non ha I "bug" del capitalism .

    E’ vero che Fidel non ha mai pensato al socialismo , a differenza di alcuni dei suoi amici , tra cui il fratellino Raul .

    Ma il pessimismo di questo post , non calcola che I cuani non sono mai stati anti statunitensi  . Fidel , ando’ da Nixon per contrattare qualcosa di meglio del governo Batista….e Nixon , con il suo viscerale cinismo , riusci’ ad alienarsi Fidel . Poi , Fidel , e questo e’ uno dei meriti che gli vanno riconosciuti , non fece retorica anti statunitense , con il popolo .  Fu sempre molto onesto e specifico nel spiegare le situazioni al popolo . A noi , questo non e’ successo affatto….Fece una retorica sulla necessita’ dell’isolazionismo ,  evitando al paese l’esasperato commercialism di matrice USA , mentre alcuni si spostavano a Miami per differenze di gusti . L’illusione  di poter dominare gli scambi con gli USA , e l’impossibilita’ di fare un governo controcorrente senza grandi uomini , hanno portato alla situazione odierna . Che , come fanno pensare il rapido gesto anti pacca di Raul , e il rifiuto di organizzare l’incontro tra obamo e la peggior feccia sussidiata dagli USA , non significa aver sbracato .


  • ProjectCivilization

    ? Non c’e’ stata ne la fine dell’ embargo , ne la resa dei due fratelli novantenni . Siamo nelle gradazioni di grigio .

  • ProjectCivilization

    Fidel non e’ mai stato comunista , solamente altruista .

    E non ha Saputo fare una Economia senza importazioni .

  • ProjectCivilization

    No….non e’ cosi’…..I rolling Stones possono anche divertire….

    e bisogna fare I conti con la rarita’ delle persone con le qualita’ per andare controcorrente . Noi ne sappiamo qualcosa . I Castro hanno retto fino ai 90….

  • Fischio

    Chi insiste a sostenere che l’ideologia marxista ha fallito non fa altro che appoggiare l’altra ideologia dominanate. Marx ha indicato la strada per il Socialismo, e lo ha fatto con istruzioni direi magistrali tant’è che le sue teorie scientifiche, i principi basilari, sono incredibilmente attuali (a tal proposito invito a leggere il libro di Terry Eagleton"Perchè Marx aveva ragione"). Va detto anche che la morte prematura di Lenin e l’avvento di Stalin incidono parecchio sull’evolversi del socialismo nel mondo. E poi muore assassinato anche Guevara, il simbolo universale della rivoluzione a posteriori. Siamo certi che se il ‘il Che’ fosse rimasto in vita più a lungo le cose a Cuba sarebbero andate in questo modo? Del resto con un embargo durato 60anni, come poteva una piccola isola resistere senza l’appoggio di qualche Potenza superiore? Poteva farlo la Russia ereditiera della socialdemocrazia stalinista(anche se per strategie militari e geopolitiche non è detto che lasci campo libero agli USA)? In ogni modo l’ America latina è in fermento e nulla è dato per scontato. Nel resto del mondo il gioco si fa duro e aperto a chissà quali sviluppi. Ma una cosa è certa, qualunque imperialismo è destinato a crollare, sarà così anche per i criminali USA!   

  • Denisio

    la musica rock è finora stata praticamente sconosciuta nel’isola, il che sta proprio a significare come si vuole imporre la subcultura accidentale—>dimmmmerda…

  • spadaccinonero

    giovedì sera tutti al corso dei testimoni di levi

    il giorno successivo tutti a vendere per strada giornali & libri della collana lotta comunista
    XD
  • Gibilee

    Parlando con amici cubani in effetti solo i vecchi avrebbero ancora voglia di lottare 

    e sono i soli che ricordano i tempi di Batista. In effetti il ricambio non c’è.
    Quando rientreranno i capitali dei fuoriusciti cubani allora Cuba diventerà tutta una grande Varadero.
  • gnorans

    Secondo l’articolo questa è una resa di Cuba al capitalismo.
    Potrei essere poco informato ma sembrerebbe che siano gli USA ad aver "mollato", revocando le sanzioni unilateralmente o quasi.
    Sicuramente avranno la loro convenienza, specie per quanto riguarda i rapporti con l’America Latina e con le figure di merda collezionate all’ONU sull’argomento.
    Per Cuba potrebbe anche non essere una tragedia.

  • venezia63jr

    Non fare fatica, cuba e tutte le altre nazioni occidentali o asiatiche sono state un grande esperimento.
    l’esperimento e’ riuscito, gli organizzatori hanno capito che il paradiso capitalista e’ meglio di ogni altro paradiso che conforntato con quello capitalista sembra un inferno.
    Le masse vogliono pace e benessere, pero’ bisogna togliere dalla societa’ il virus del dubbio, cancellare  ogni essere pensante, solo cosi’ il potere puo’ vivere mille anni senza opposizione.
    Comunque consoliamoci perche’ una volta ogni tot il nostro satellite che ci dona delle magnifiche
    notti al chiar di luna, decide di congiurgersi con la terra e cosi’ ripartiamo daccapo.

  • Cataldo

    Sono un po sorpreso da D.F. mi aspettavo di più, queste considerazioni sono ormai acquisite da lustri, sarebbe molto più importante approfondire i motivi per i quali  anche Cuba è caduta come un frutto maturo in queste mani, o meglio, come ha fatto a resistere cosi a lungo, vista la sproporzione dei pesi specifici 😉