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“NON AVREMO PIU’ SOLDI PER PAGARE LE PENSIONI” HA DAVVERO TORTO GRILLO ?

DI FEDETRADE
rischiocalcolato.it

Nuovo affondo di Beppe Grillo che dice: “presto finiremo i soldi per pagare le pensioni”. Ennesima trovata populista, oppure vi è un fondo di verità in ciò che dice?

Per capire la veridicità delle affermazioni non ci rimane altro che prendere i dati ufficiali Istat e provare ad interpretarli. Gli ultimi disponibili sono relativi al 2010, anno rispetto al quale alcune condizioni economiche sono mutate. Nel 2011 l’Ocse aveva emesso un “alert” nei confronti del nostro Paese, poiché le pensioni rappresentavano il 14,1% del Pil. Siamo i più alti al mondo, dato che la media degli altri Paesi era del 7%. L’invito era a sostenere l’occupazione per gli over 50. Diciamo che la Fornero ha interpretato un po’ a modo suo il monito: ha alzato l’età pensionistica, lasciando in braghe di tela migliaia di esodati; troppo vecchi per lavorare e troppo giovani ritirarsi. Incentivi all’occupazione? Impossibili. Il mercato attuale è talmente contratto da non riuscire ad assorbire nemmeno i giovani: il 38,7% è disoccupato e quasi 3 milioni di quelli occupati sono precari. L’andamento generale della disoccupazione è in costante crescendo: abbiamo raggiunto il record dell’ 11,7%. Non c’è quindi strutturalmente spazio per dare una speranza agli over 50.

Dal 2010 a oggi, come dicevo, le cose sono peggiorate: il Pil si è contratto e sempre più disoccupati e precari, con stipendi da fame, fanno sì che la platea contributiva vada tendenzialmente ad abbassare l’importo versato. Ecco perché nell’ultimo anno sono aumentate le trattenute nelle buste di chi ancora ha un lavoro stabilmente retribuito. Morale, se assumiamo come “fissi” i costi pensionistici del 2010, il Pil in diminuzione fa sì che il rapporto Pensioni/Pil sia presumibilmente crescente.

Qual’era la situazione nel 2010?

Il primo dato interessante riguarda il peso delle pensioni in rapporto alla ricchezza prodotta: il valore più basso a Bolzano, mentre quello più alto in Liguria. In generale il peso pensionistico sul Pil regionale è del 15,6% al Nord-Ovest, del 14,9% al Nord-Est, del 16,5% al centro e del 19,6% al Sud. Un primo risultato: il costo di chi percepisce un reddito senza lavorare è decisamente più alto al Sud rispetto alla ricchezza prodotta. Ogni 100€ di ricchezza prodotta 20€ servono per pagare le pensioni. La media italiana è di 16,6€.

Secondo dato interessante (evidenziato in giallo): nel Mezzogiorno quasi 2 milioni di pensioni sono di carattere assistenziale, cioè le cosiddette pensioni sociali erogate a tutti coloro, sopra i 65 anni, senza un reddito sufficiente per poter sopravvivere (generalmente, quindi, chi non ha versato sufficienti contributi durante la sua età lavorativa). Ecco, dunque, che lo Stato si fa carico di loro. Nel Mezzogiorno sono, come numero, molto prossimi all’intero Centro-Nord messo insieme.

Guardiamo ora il rapporto per regione delle pensioni sul Pil.

I rapporti si mantengono costanti fino al 2008, salvo poi incrementare nel 2009. Questo è molto probabilmente dovuto al fatto che nel 2009 il nostro Pil si è contratto drasticamente. ll numeratore, dunque, del rapporto è diminuito e il rapporto stesso è aumentato. Un movimento simile sarebbe molto verosimile nel 2012, dato che abbiamo registrato un calo di prodotto interno del 2,7%.

Con quale importo si va in pensione? Fatto 100 l’importo medio in Italia, registriamo le seguenti distribuzioni:

Nel Lazio si registrano gli importi più alti (+15% rispetto al valore medio), seguiti dalla Lombardia. Il Veneto è in perfetta media e il Molise è un 20% sotto.

Ed ora il dato senza dubbio più interessante, ovvero l’indice di beneficio relativo, cioè il rapporto percentuale tra l’importo medio della pensione e il Pil per abitante. In poche parole ci dice se un pensionato ha un reddito in linea, più alto o più basso della ricchezza della regione.

Sorpresi ? Ai primi posti ci sono tutte regioni del Sud. Tradotto in soldoni: i pensionati del Sud hanno un reddito sproporzionato rispetto alla ricchezza prodotta dalle loro rispettive regioni.

In testa la Campania, poi Sicilia, Puglia e Calabria. Agli ultimi posti Valle d’Aosta, Bolzano, Emilia e Lombardia.

La tabella sopra espressa e quella relativa all’importo medio pensionistico non sono in antitesi tra loro; ci offrono anzi un dato significativo: un pensionato al Nord ha una pensione più alta di un corrispettivo al Sud ma disallineata per difetto rispetto alla ricchezza prodotta nel suo territorio. In Lombardia chi lavora ha un reddito tendenzialmente superiore rispetto ad un pensionato lombardo, in Campania vale il contrario.

E’ quindi chiaro che, soprattutto al Sud, la ricchezza prodotta non basta per reggere il peso delle pensioni erogate.

Sintetizzando i dati sopra discussi: nel 2010 ogni 100€ di Pil prodotti, 16,5 servivano per pagare le pensioni. Molti trattamenti pensionistici, soprattutto al Sud, sono di carattere assistenziale, quindi erogati a chi ha effettuato, o non ha effettuato del tutto, versamenti che gli garantiscano un reddito di sussistenza. Sempre al Sud i redditi pensionistici percepiti sono disallineati rispetto alla ricchezza prodotta nel territorio di appartenenza.

Il sistema è sbilanciato territorialmente e troppo costoso.

Ad oggi, visto il trend del Paese in degrado, il quadro potrebbe essere ancora peggiore.

Ha davvero torto Grillo?

Fonte: www.rischiocalcolato.it
Link: http://www.rischiocalcolato.it/2013/03/non-avremo-piu-soldi-per-pagare-le-pensioni-vero.html
4.03.2013

Pubblicato da Davide

  • gianni72

    Soluzione? aumentare il PIL. Altro che decrescita felice.

  • Andrea500

    Se è così mi chiedo come fa a dire che riusciranno ad applicare le loro idee rivoluzionarie, incluso il reddito di cittadinanza, se non ci sono più soldi…Ma ora che si trova in parlamento avrà più che la sua parola da offrirci,ci saranno dati o schedari, conti che provano quello che dice.

  • anacrona

    E’ necessario riordinare l’alta finanza e ingabbiarne l’invasività nell’economia reale altro che favolette di crescita infinita in un sistema numericamente finito, la crescita è un’invenzione distruttiva che và assolutamente rivista. Abbiamo già creato un continente di plastica in mezzo all’oceano in soli 60 anni ne vuoi un’altro?

  • yago

    Il solito articolo nordista- separatista. Non dice pero’ dove Amato o i manager , che nelle statische valgono quanto un pensionato del sud, , prendono i loro 40 mila euro di pensione o se i pensionati del sud hanno prima lavorato al nord. Che questo è un paese a due velocità si sa non devono dircelo i numeri. Lo sforzo da fare è capire perchè’ succede , altrimenti si rischia di fare gli stessi discorsi della Merkel.

  • RicBo

    E’ un articolo criminale, perche insinua che il Sud Italia sia parassita del “produttivo” Nord, quando la realtà è che al Sud non hanno versato contributi perchè non c’era (e non c’è) lavoro regolare, il reddito non è sufficiente da accantonarne una parte per le pensioni, la mafia si è mangiata la ricchezza ed ha alimentato l’assistenzialismo statale, l’emigrazione si è portata via la parte migliore ecc.. ecc.. Tutte ragioni sulle quali si sono scritte milioni di pagine e che sono dovute in gran parte alla politica colonialista della borghesia del Nord.
    Oltretutto ci sono studi che dimostrano come l’Inps sia in attivo e che questa storia dell’insolvenza sia una bufala megagalattica. Uno dei problemi sta nella separazione tra previdenza ed assistenza, ma in uno stato mafioso come il nostro è proibito anche solo accennarlo.
    Che CDC pubblichi cose orribili come queste mi fa dubitare della loro buona fede.

  • Roberto1959

    È vero, in italia tantissima gente over 60 anni percepisce una pensione di vecchiaia. Sono contrario ad erogare a parte dello stato un indennità di pensione quando nella propria vita non si è svolto un attività lavorativa, in questo modo non si è partecipi alla conduzione della vita della nostra nazione. Bisogna incentivare le attività lavorative, spesso tanta gente lavora senza essere registrati, per il semplice fatto che la pressione fiscale dei contributi é altissima. Le aliquote dovrebbe essere bassissime, e poi giunti all’età pensionabile, si calcola la giusta pensione in merito al capitale versato con un tetto minimo e massimo. Il calcolo va fatto in riferimento al,andamento economico.
    Si detesta pensione con redditi mensile superiori ai 4 mila euro al mese……è poi basta una sola pensione, non va bene prendere più pensioni. Magari si prende quella più conveniente, che comunque non deve superare i 4000 mila euro……solo in questo modo si riuscirà a rimodellare le nostre classi e permettere a tutti di vivere onestamente.

  • castigo

    mi daresti qualche dato in più su questo “continente”??
    che so’, qualche foto satellitare, le coordinate geografiche…… è tanto che ne sento parlare ma non sono mai riuscito a vedere nulla…… non è che sarà l’ennesima bufala??
    sai com’è, ma dopo il climategate……

  • yago

    Ma lo conosci “rischio calcolato”? Hanno poche idee , sempre le stesse e le ripetono all’infinito. Sono ultraliberisti ad oltranza e si rifiutano di prendere atto che la loro ideologia è fallita. Asseriscono che cio’ che è fallito è una cattiva applicazione delle loro teorie e discutono di aria fritta.
    Se mio nonno no fosse morto sarebbe ………

  • bysantium

    Prendiamo una signora di sessant’anni che ha allevato un paio di figli e ora accudisce i nipoti, così permettendo che i genitori possano lavorare.
    Ha fatto la casalinga, non ha versato i contributi ma è stata, ed è, molto più utile ” alla conduzione della vita della nostra nazione ” di un qualche imboscato dipendente pubblico.
    La realtà non è quella ideale che uno si prefigura…

  • AlbertoConti

    E’ il momento della decrescita felice (per noi), la decrescita dei ricchi!

  • castigo

    beh, prima o poi i nodi vengono al pettine, compreso il reddito di “cittadinanza”.br>
    a meno che non si esca dall’euro e non si cominci a stampare moneta in base al fabbisogno reale della nazione……

  • castigo

    credici……..

  • haward

    Fino a che lo Stato non si riapproprierà della imprescindibile prerogativa della sovranità monetaria e, al contrario, continuerà a reperire le indispensabili risorse finanziarie sui “mercati” internazionali, ogni discorso sarà vano. E’ evidente che, sic stantibus rebus, presto “finiranno i soldi”, anche perchè dopo avere tagliato il numero dei professionisti della politica, abolito i rimborsi elettorali, eliminato le province, accorpato i comuni, ridotto drasticamente gli emolumenti dei parlamentari, ci si accorgerà che la voragine del debito sarà stata solo minimamente intaccata. E allora, caro Grillo, cosa farai? Anche tu alzerai le tasse oppure cercherai di far chiudere anche l’ultima delle piccole imprese attraverso la “guerra” all’evasione?

  • arno

    Non ci sono soldi ? si stampano, anzi , si immettono impulsi elettronici al computer.
    Il fatto che non ci sono soldi è una volontà politica ben determinata , per tenere la moneta scarsa e per dare alla moneta il valore di merce e le rendite ai criminali della cricca.
    Quindi, impossibile che lo faccia La BCE , non essendo nel suo DNA, bisogna ritornare alla moneta sovrana. Lasciando le cose così a vremo pensioni da fame comunque , da 300/ 400 euro . Che società è quella che non si occupa degli anziani e dei disabili e li considera come un peso? è la società che ereditiamo dalla Fornero & C. Và cambiata , và ripresa la moneta sovrana e và creato un sistema economico e sociale per la gente e non per i vampiri della finanza e dei fondi pensionistici e speculativi privati. Questo è spiegato in memmt anche per quanto riguarda il lavoro di ultima istanza nel programma di lavoro garantito nel settore governativo e di assistenza agli anziani. Settore di impulso all’economia, di stabilizzazione dei salari … è una volontà politica , ma non continuate con questi articoli che preparano solo ad un ulteriore smantellamento dello stato sociale senza vedere le vere cause del problema : non c’è il sangue per l’economia ? certo abbiamo messo i vampiri nel reparto trasfusioni , quindi che fare? elimini i vampiri e cambi il modo di utilizzo delle risorse , senza vampiri c’è sangue ( moneta) in abbondanza per le pensioni , per la sanità , per la cura e la tutela del territorio …

  • IVANOE

    Mio caro narratore…
    ma dividere l’assistenza dalla previdenza no ?
    oppure recuperare risorse dalla lotta all’evasione tagliando tutte le camariglie e il sodalizio tra politci ed evasari no ?
    tagliare le pensioni d’ro no ?
    e quelle della casta no ?
    ridurre i dipendenti pubblici del 50% no ?
    abolire le provincie no ?

  • Tetris1917

    UN modo veramente bizarro di leggere dati e rapportarli alla realtà. Innanzitutto, il nord storicamente ha pompato continuamente forza lavoro giovane dal sud. Questo ha portato allo spopolamento e impoverimento di molte zone del centro meridione. Poi ci sta la piaga del lavoro nero e non mi dilungo. Infine, un esempio privato ma molto comune: mia madre ha lavorato circa 20 anni in fabbrica, poi e’ stata licenziata ed ha terminato la sua vita lavorativa facendo la coltivatrice diretta. Alla fine sta a pensione minima (perché le due attività non erano assimilabili in termini pensionistici), seppur ha fatto nel culo per una vita intera……quanto cazzo di PIL ha prodotto mia madre? Una enormità rispetto all’elemosina che percepisce ora. Lo stesso mio padre muratore, con contributi mai versati dalla ditta.
    I dati bisogna saperli leggere, ma anche confrontarli con le dinamiche che li generano.

  • ottavino

    Non sapendo traovare la causa dei problemi, non si riescono a trovare soluzioni. Questo è quello che mostrano i commenti sopra, come mostrano il livello del cittadino italiano medio. Incapace. L’origine del problema risiede nell’essersi considerati invincibili, nel pensare che il “sistema” fosse e sia in grado di erogare benessere infinito. In una parola il problema è sempre lo stesso: “mentalità moderna”. Perciò la soluzione risiede nell’eliminazione di questa mentalità sbagliata e nell’adesione alla realtà.

  • gianni72

    ma loro sono contenti se c’è la “decrescita felice”. Tutti disoccupati ma contenti.

  • Tonguessy

    Le statistiche servono solo a confermare la tesi. Qualsiasi tesi.

  • castigo

    vero…… una bella capanna di fango per tutti 😀

  • lucamartinelli

    Caro Gianni, ci daresti anche un’idea su come aumentare il Pil?

  • castigo

    uscire dall’euro, diminuire la tassazione su imprese e lavoro (soprattutto lavoro) rendendo disponibile reddito per investimenti e consumi, diminuire gli sprechi a tutti i livelli della macchina statale, a partire dalla burocrazia elefantiaca e bizantina che ci dobbiamo mantenere.
    non è una novità, sono anni che se ne parla, ma forse eri distratto……..

  • geopardy

    Non c’è alternativa, credo, alla decrescita felice, secondo me.

    La matematica di un sistema fondato sulla crescita infinita del Pil non è quella ufficiale è evidentente.p>
    Finchè non abbandoniamo questo parametro, il mondo è a rischio di qualsiasi evento, non ultima una guerra globale (con le armi e non solo con l’economia), con tutto ciò che essa potrebbe comportare.

    Non capisco perchè un concetto, che risulterebbe chiaro anche a d un bambino della quita elementare, non entri nella testa della gente, che, magari, ha anche 3 lauree.

    Secondo me, la fiaba del saremo tutti ricchi, ancora alberga nel nostro inconscio.

    Geo

  • gianni72

    Infrastrutture, opere pubbliche, ricerca, nucleare, petrolio, gas, esercito.

  • Georgejefferson

    Sulle stime e cifre sul numero di lavoratori in Italia,non esiste un dato esaustivo

    e sicuro del numero complessivo di lavoratori in Italia. Esistono solo stime, più

    certe sui dipendenti e meno su atipici, precari, ecc. L’unica cosa indiscutibile è

    che nell’ultimo periodo l’occupazione non è aumentata, e quindi non sono aumentati

    gli occupati. Secondo un’elaborazione Censis su dati storici Istat del 2009 il

    totale sarebbe di 23.025.000 lavoratori, suddivisi tra i 5.959 autonomi e a progetto

    e i 17.446 dipendenti a tempo determinato e indeterminato. A loro volta questi sono

    suddivisi tra i 3.311.795 (secondo la Ragioneria generale dello Stato scesi a

    3.253.097 nel 2010) del pubblico impiego e i 14.134.205 del privato. Questo dato è

    stato sostanzialmente confermato in questi giorni, pur con un leggero ribasso, dal

    “Corriere della Sera” che fissa la cifra a 22.903.000.

    Fonte http://www.confsaluniversita.it/files/all_1_not_24_con_tabelle.pdf

    Quanti sono i pensionati in Italia? Circa 13,8 milioni quelli Inps (l’85% del

    totale) a cui se ne deve aggiungere un altro 15 percento per un totale che sfiora i

    16 milioni.

    Fonte http://www.newseconomia.com/quanti-pensionati-ci-sono-in-italia/

    QUINDI ABBIAMO CIRCA 23 MILIONI DI LAVORATORI ATTIVI CONTRO 16 MILIONI DI

    PENSIONATI

    DA YAKOVIEV

    Si va avanti da anni giustificando le controriforme del sistema pensionistico con il

    fatto che in Italia “la popolazione sta diminuendo” e quindi il sistema a

    ripartizione non è sostenibile, e di conseguenza le pensioni devono diminuire sia

    introducendo, come è stato fatto, il sistema a capitalizzazione, sia istituendo le

    pensioni integrative e i fondi pensione privati (che nonostante tutto fino ad ora

    sono stati un flop), sia aumentando l’età pensionabile, diminuendo così il periodo

    di vita in cui una persona gode della prestazione pensionistica. A parte le

    considerazioni da fare sulla perequazione, in una Italia che vede pensioni

    principesche di decine di migliaia di euro al mese a fronte di pensioni di poche

    centinaia di euro, c’è da dire che qualsiasi ragionamento basato su dati

    “anagrafici”in realtà è una mistificazione. Il sistema non si regge sull’anagrafe,

    ma sulla consistenza delle risorse economiche e in particolare sulla consistenza dei

    fondi, Il Fondo lavoratori dipendenti, quello dei lavoratori autonomi etc. Questi

    ultimi, in particolare il primo, godono del contributo dei tanti lavoratori

    cittadini stranieri, che versano i contributi naturalmente in Italia, tant’è che per

    ora non mostrano segni di crisi, ma che probabilmente li mostreranno nel prossimo

    futuro in conseguenza dell’onda lunga della crisi economica. Prefigurare una

    condizione di crisi dei fondi vuol dire accettare e favorire la crisi, non

    combatterla. In secondo luogo va detto che tutti i contratti atipici istituiti

    grosso modo dalla metà degli anni 90 in poi hanno sempre comportato l’esenzione o la

    forte riduzione dei contributi versati alla previdenza pubblica: lo svuotamento dei

    fondi pensionistici pubblici quindi è stata una politica scientemente perseguita

    anche per favorire il successo dei fondi privati, in cui tutti, o quasi, sindacati

    compresi passando per le assicurazioni e le banche, hanno interessi.

    DA ANTIPROPAGANDA,ESTRATTO DI UN POST CHE CONFUTA LA PROPAGANDA FATTA DA PIERO

    ANGELA

    Attribuisce esplicitamente la causa del debito a cose come: baby pensionati, grandi

    opere, “sprechi” e corruzione. Il punto di vista è parziale e ideologico per almeno

    due motivi: Si può essere corrotti, fare opere inutili e garantire baby

    pensionamenti senza indebitarsi, così come ci si può indebitare senza fare alcuno

    “spreco”: il debito dipende solo dallo scarto tra tassi di interesse e crescita

    economica (che a sua volta può dipendere da tanti altri fattori come agganci

    valutari e politiche monetarie) non dall’eventuale iniquità della tua spesa sociale.

    Di fatto la spesa pubblica complessiva (inclusa la spesa associata a baby

    pensionati, sprechi, eccetera) in Italia dal 1960 al 1986 è sempre stata (in

    percentuale di PIL) inferiore alla media europea. Dal 1986 in poi la spesa italiana

    è solo lievemente superiore alla media ma la parte di spesa che vede l’Italia

    nettamente al di sopra dell’europa NON è la spesa sociale ma la spesa per interessi.

    I dati si possono vedere qui. Le motivazioni relative all’aumento improvviso della

    spesa per interessi (che parte dal 1981) sono – senza ombra di dubbio – attribuibili

    alla Legge Andreatta approvata nel 1981. Ricorre nel documentario la retorica della

    “credibilità” rispetto ai mercati internazionali alimentando e consolidando l’idea

    che gli stati debbano sottostare agli umori dei principali istituti finanziari

    anzichè imbrigliarli con opportune politiche come già accadeva in passato e come

    secondo alcuni economisti dovrebbe accadere di nuovo. Si ripete il luogo comune

    dell’ “abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi” spiegandone il significato in

    questi termini: fino ad ora in Italia le spese aumentavano più del PIL. Va bene la

    semplificazione ma nel farla in questo modo sta nascondendo dettagli importanti che

    mettono in discussione la tesi che vuole sostenere: a parità di pressione fiscale

    chiaramente un aumento di spesa superiore al PIL – e quindi alle entrate – produce

    una riduzione del saldo tra entrate e uscite, quindi deficit e quindi debito, in

    questo senso l’affermazione ha perfettamente senso, tuttavia Piero Angela lascia

    intendere che fino ad oggi noi abbiamo vissuto con questo saldo in perenne deficit,

    il che è falso: il saldo primario (al netto della spesa per interessi) è sempre

    stato positivo dal 1992 in poi come mostra questo grafico: VEDI AL LINK

    http://antipropaganda-lordbeotian.blogspot.it/2012/12/piero-angela-e-il-tunnel-

    della-crisi.html

  • RicBo

    Sono contrario ad erogare a parte dello stato un indennità di pensione quando nella propria vita non si è svolto un attività lavorativa, in questo modo non si è partecipi alla conduzione della vita della nostra nazione.

    Come no, lasciamo morire chi rimane indietro, se è povero, disoccupato o invalido è sicuramente colpa sua.
    A casa mia questo si chiama nazismo.

  • arno

    Con articoli di questo genere rischiamo di seguire il mantra : ce lo chiede l’Europa , deportare i vecchi : http://memmt.info/site/ce-lo-chiede-leuropa-deportare-i-vecchi/

  • marcello1991

    QUOTO

  • marcello1991

    QUOTO

  • Truman

    @geo: c’è sempre un’alternativa alla decrescita felice ed è la decrescita infelice.

    A parte questo, ricordo ancora una volta che esiste sempre abbondante spazio per una crescita culturale e tale crescita può diventare crescita economica, senza che ciò significhi aumento della distruzione di risorse non rinnovabili.
    In altre parole, la decrescita felice è uno slogan, dietro il quale stanno molte buone idee, ma non necessariamente implica diminuzione delle cifre indicative dell’economia.

  • wilcoyote

    Direi che la documentazione sia più che sufficiente.
    http://en.wikipedia.org/wiki/Great_Pacific_Garbage_Patch

    Se poi vuoi credere alla favoletta della crescita continua, beato te… Dimmi come si può crescere indefinitamente in un mondo finito. Ci espanderemo verso le stelle?

  • wilcoyote

    Nucleare?
    Petrolio?

    Ma dove vivi, a Fantasilandia?

  • wilcoyote

    La moneta è (o dovrebbe essere) solo un mezzo di scambio: visto che importiamo quasi tutto, mi spieghi come pagheremmo quello che importiamo?

  • gianni72

    Edit: nucleare sia civile ma principalmente militare. Vale a dire crearsi la propria atomica. Il potere della deterrenza è più forte di qualsiasi altra cosa. Altro: abbassamento delle tasse a non più del 30%, no tasse ai lavoratori dipendenti fino a 30.000 euro, no imu sulla prima casa, no imu sulla seconda casa se è affittata con contratto regolare e quindi paga già le tasse, patrie galere per chi evade, emersione del sommerso con condono una tantum e se poi sgarri di nuovo vai in galera per direttissima senza passare dal via.

  • Mondart

    Inutile menarla: gli architetti -a torto o a ragione che sia- hanno in mente un altro modello sociale, chiamiamolo “post-industriale”, o “post-capitalistico”, o come cazzo vi pare.

    MODELLO SOCIALE ( soggetto ) di cui l’ organizzazione economica ( complemento oggetto e “sottoinsieme” del tutto ) non è che uno degli aspetti; modello sociale dalla cui conduzione SPERO VIVAMENTE verranno finalmente tolti I MERCATI fin qui utilizzati, per cederla -par di capire- ad altro principio unificante. E quale sia capitelo da soli.

    COMUNQUE SIA l’ organizzazione economica non è che IL MEZZO FORZOSO PACIFICO usato per dare forma all’ hardware e al software sociali; l’ acceleratore finanziario ultimamente esasperato è servito appunto ad abbattere ( prima nell’ immaginario e poi nel concreto ) l’ attuale modello cui non si intenderà certo far ritorno ( idem per “stato” e penso anche “papa”, mettetevelo nella zucca finalmente ).

    SE POI BONTA’ LORO si decidessero a lasciar trapelare finalmente qualcosa di più concreto su ciò che sarà “in” e ciò che sarà “out” ben venga: spremendo al massimo le meningi e la fantasia oltre l’ orto coi pomodori, io arrivo tuttalpiù a farmi per l’ Italia un’ idea di sviluppo simile a quella del Trentino ( prodotto locale, turismo, terziario, trasformazione ) con reintroduzione parallela di moneta locale esente da debito, ritrattazione del debito e altri necessari vincoli protettivi, ovvio … che possono perfettamente essere conseguiti anche in un ambito “europeo”, pourquois-pas ??.

    E chi la contesta dica finalmente e chiaramente IL PERCHE’, ma in modo da capirsi al volo fuori dalle solite frasi ad effetto ( froci col culo degli altri e similari: là -con tali criteri- abbiamo un esempio di sostenibilità sociale e bilancia in attivo, qui un esempio di totale insostenibilità e bilancia perennemente in passivo ).

  • gianni72

    Altro: nazionalizzazione di tutti i settori strategici nazionali: energia, telecomunicazioni, trasporti. Nessuna svendita o privatizzazione.

  • Mondart

    E con questi criteri ci ritroveremmo gioco-forza nel loop di sempre: o sopraffai, o sei sopraffatto. Ancora non è chiara la lezione ??

  • Mondart

    Dimenticavo: a parte il COSA, è poi il COME che assumerà importanza decisiva: la parola d’ ordine dovrà essere RE-DISTRIBUZIONE, in antitesi ad ACCENTRAMENTO ( di reddito, di potere, di modello economico, di modello sociale e governativo ) …

    OVVIO che per attuarlo bisogna conseguirlo nell’ ordine inverso da quello esposto: prima il governativo, poi il sociale, poi l’ economico, poi il potere, per approdare ad una forma finale più equa anche di distribuzione del reddito. E’ un “domino” che parte dal basso, ed è esattamente l’ idea che vediamo oggi si stia tentando di introdurre.

    … Il “disegno sulla carta” è buono … vedremo la sua applicazione.

  • voglioscrivere

    Bisogna cambiare mentalità , come si è detto non si può crescere all’infinito , è impossibile . Per crescere , un’ipotetica azienda , ogni anno deve produrre di più rispetto all’anno precedente , se quest’anno io azienda ho prodotto 100 , l’anno prossimo devo fare 110 e cosi via , idem per uno stato .

    I vari stati più industrializzati , per continuare a crescere , hanno inventato la globalizzazione , senza di essa , secondo me , questa crisi sarebbe scoppiata anni fa . Per crescere bisogna produrre e vendere sempre di più , e per incentivare tutto questo prima le multinazionali poi ditte via via sempre più piccole si sono trasferite nei paesi del secondo e terzo mondo in modo da abbattere drasticamente i costi di produzione , senza contare i diritti dei lavoratori che non esistono , l’inquinamento selvaggio e altri disastri e in più lasciare a casa i lavoratori precedenti nei paesi “ricchi”.

    Un consumatore , per far crescere il pil del proprio paese , adesso deve pure indebitarsi per comprare l’iphone nuovo o andare in vacanza a tutti i costi , questa è crescita ?

    Adesso ci si ritrova in un paese industrializzato ormai senza industrie spostate come detto in altri paesi , e quelle rimaste sono messe male tra tasse e quant’altro , anche abbassando le tasse , le imposte , aumentare la ricerca scientifica , proteggere il vero made in Italy e in più quello che volete , non servirà a niente fin quando non si toglierà l’idea della crescita all’infinito .

    Abbassare le tasse è giusto , un’azienda non si può strangolarla , bisogna anzi incentivarla nell’assumere e nell’innovare e modernizzare .
    Bisogna trovare un punto di equilibrio , e finita l’epoca di consumare all’infinito , cambiare telefonino ogni sei mesi , cambiare pc ogni anno e auto ogni cinque indebitandosi , decrescere non è il male , ovvio si deve decrescere fino ad un certo punto non bisogna tornare al 1800 ma trovare una stabilità , un’esempio sarebbe quello di produrre solo quello che serve realmente , se in Italia in dodici mesi servono un milione di telefoni non si possono produrne due milioni in quattro mesi , bisogna , come ha detto Grillo , lavorare di meno , producendo meno e inquinando meno .

  • paolodegregorio

    vorrei fare qualche osservazione:

    -ricordo questa frase_” la civiltà di un paese si misura da come tratta i suoi vecch”i, e qui osservo che in questi ultimi anni abbiamo perso proprio tanti punti di umanità in nome del cosiddetto PIL

    -viene messo in rilievo quanti punti di pil costano le pensioni, ma non si parla di quanto denaro è stato versato per i relativi contributi. Teniamo presente che per i contributi pensionistici il lavoratore versa circa il 9% e il datore di lavoro il 24% calcolato sull’importo lordo della retribuzione. Mi sembra che le pensioni non vengano affatto regalate.

    La recente riforma Fornero ha reintrodotto il metodo contributivo (esisteva già ante 68)che riduce le prossime pensioni del 25/30%, ma non si è nemmeno accennato alla riduzione dei contributi assicurativi, e quindi del costo del lavoro. Per quale ragione?

    e ora riprende la litania sui conti in rosso dell’Inps:
    Premesso che il fondo dei lavoratori dipendenti è in attivo da sempre, e da esso anni fa sono stati distolti fondi per ripianare debiti di altre categorie (coltivatori diretti, artigiani, commercianti che ora hanno fondi in attivo e si sono dimenticati di tali ripianamenti). oggi si parla ancora di ripianare debiti Inps, ma quali sono:

    -sono quelli dell’Inpdap (ente previdenza statali)confluito nel superinps con oltre 10 miliardi di debiti e dell’Enpals. Una scelta apparentemente positiva del governo Monti, ma in realtà di positivo c’è forse solo il risparmio dei costi di gestione e dietro c’è il disegno di far pagare ai soliti noti:

    -i lavoratori dipendenti che andranno in pensione più tardi e con importi ridotti del 25-30% (metodo contributivo) e pensionati Inps con importi bloccati, senza recupero manco minimo dell’adeguamento al costo della vita

    Tutta questa operazione o non viene capita oppure i grandi esperti che discettano di economia e previdenza lo fanno in malafede nascondendo realtà attuale e disegni per il futuro.

  • Mondart

    E’ come per la fica: non “darla” non significa “non avercela” …

    E come la fica, così la moneta nel momento in cui passa da pura transazione di “scambio e dono sociale” ad oggetto di compravendita, cominciano i guai. Primo tra tutti quello di svilirne del tutto l’ enorme potenzialità di pacificazione ed equilibrio sociale e personale, nonchè riconciliazione col sè e l’ universo mondo.

    E chi preferisce lo “strano-amore” con ogive e potere, e chi vorrebbe limitare la libera scopata al solo ambito nazionale, o ci fa, o non sa, non sa, non sa …

    … che la donna d’ inverno, è tutta un’ altra cosa.

  • arno

    Veramente , leggendo anche diversi commenti in cui ci si scanna sul fatto che c’è bisogno di maggiore crescita oppure al contrario una decrescita , .. si litiga come in una famiglia che è taglieggiata da una finanziaria e si dimentica dell’Usuraio. Si , si dà la colpa all’uno o all’altro di come si utilizza la moneta , e si dice poi che i vecchi e i disabili o altri sono un peso , .. e ci si dimentica che il sangue di un corpo economico e sociale, la moneta, la stiamo comprando da degli strozzini e criminali usurai. E quindi .. lasciamo morire gli anziani , le persone svantaggiate o con degli handicap. Dire che tutto questo è costruito ad arte per farci litigare tra di Noi al fine di distogliere l’attenzione dall’usuraio ? Non cadiamo nelle trappole comunicative e di divisione , il vero potere ha sempre fatto questo, distrarre, dividere ed imperare .. e noi facciamo sempre la figura della plebaglia , senza distinzione .. se stiamo al loro gioco .. non ci sarà futuro. Hanno privatizzato la sanità , hanno privatizzato la moneta .. hanno privatizzato le pensioni .. hanno privatizzato i Ns diritti. Hanno lasciato pubblica la miseria e la disinformazione di massa asservita ai poteri di una èlites di usurai .. e criminali .. visto che da queste scelte deriva una ecatombe ..

  • Masaccio

    Basta dare spago ai trolloni professionisti quali come gianni72.

  • Mondart

    PS 2: OVVIO ANCHE che tale sistema non debba poi porsi “sul mercato” come “azienda quotata in borsa” ( errore che porterà ahimè alla contraddizione anche l’ attuale “sistema Trentino”, oggi ormai del tutto privatizzato nonostante stesse benissimo come stava ), ma farsi i cazzi suoi E STOP.

    OSSIA non deve “guadagnarci sopra”, non deve “specularci”, ma solo “amministrare”, appunto.

    E per conseguirlo SI PARTE DAL BASSO, dalla riforma sia dello schema che della mentalità “amministrativa” attuali. Ma anche questo è corollario della volontà di cambiare un modello sociale “in toto”.

  • AlbertoConti

    Non servono 3, e neanche 1 laurea per capire che questa recessione è una severa decrescita del potere d’acquisto di maggioranze povere e contemporanea crescita di quello di minoranze ricche. E fino a che la sperequazione di redditi e ricchezze non verrà prima stoppata e poi ridotta, imporre ulteriore austerità a chi non ce la fa più a sopravvivere non solo è un delitto contro l’uomo, è un delitto anche contro la ragione. Quindi accrescere il “potere di sopravvivenza” di chi non ce la fa più non ha nulla a che fare con i consumi assoluti (parlo dell’Italia, non di Cina, India, Africa, dove il discorso è più difficile). Pare che in media ogni italiano prenda l’aereo molte volte l’anno. Io non lo prendo mai, e non mi spiacerebbe ricevere un aiutino dal risparmio ottenuto rinunciando ai voli superflui ed agli sprechi e inquinamenti relativi. Ne beneficerebbe l’economia, che vedrebbe reinvestiti all’istante quei soldi. Cha razzo c’entra un meccanismo di questo tipo con la condanna alla “crescita infinita”? (domanda da V elementare)

  • nigel

    La previdenza era in attivo, poi e’ stata uccisa dall’assistenza

  • cdcuser

    si puó anche essere d’accordo con quanto affermi, ma come si riesce a farlo restando nell’euro, rimane un mistero.

  • castigo

    interessante: The Patch is characterized by exceptionally high concentrations of pelagic plastics, chemical sludge and other debris that have been trapped by the currents of the North Pacific Gyre.[2] Despite its size and density, the patch is not visible from satellite photography,

    io mi accontenterei anche solo di una foto aerea, ma se proprio non si può avere pazienza, da buon credente farò un atto di fede……

    quanto alla crescita continua, dovresti cortesemente segnalarmi dove, nei miei interventi precedenti, l’avrei anche solo menzionata.

    grazie.

  • davibus

    Grillo non ha assolutamente torto, basta fare 2 conti e anche un bambino può capire che ha ragione, anni fà uscivano dal mondo del lavoro molto presto primo errore, poi le assunzione sono calate nel rapporto con le uscite dal lavoro secondo errore, salari molto più bassi per i nuovi assunti, quindi meno contributi versati terzo, e quarto le aziende stanno chiudendo una marea di disoccupati, quindi, meno contributi all’ inps, stando a queste riflessioni da me espresse Grillo ha ragione, e presto lo vedremo.

  • castigo

    nucleare, sì.
    se non vado errato la Mitsubishi costruisce un reattore di ultima generazione grande come il tuo garage.
    non fa scorie e quando si esaurisce il combustibile vengono e te lo sostituiscono.

    petrolio, sì.
    mai sentito parlare di teoria “abiotica”, vero??
    strano, perché i russi, che l’hanno sviluppata, trovano giacimenti dove non dovrebbero esserci, stando alla teoria dominante.
    ma nessuno ne parla, che mistero misterioso…….

  • castigo

    infatti bisogna uscirne.
    o diventare furbi come i tedeschi, che finanziano tutto a deficit tramite la loro cassa depositi e prestiti e le banche controllate/partecipate dallo stato che usufruiscono dei prestiti LTRO della BCE per comprare bund.
    ma qui siamo pieni di “tecnici” che queste cose non le sanno….. è DAVVERO un mistero misterioso…..

  • castigo

    importiamo per lo più materie prime e semilavorati, che paghiamo sì in valuta pregiata, ma hanno il vantaggio di costare poco.
    poi produciamo prodotti finiti, che quando vengono esportati sono pagati in valuta pregiata, ed hanno la caratteristica di costare più del semilavorato e/o materia prima originale.
    è questo differenziale che ha fatto sopravvivere, e bene, una nazione come la nostra nonostante la lira fosse carta straccia nei confronti di valute come il marco…… fino a che non siamo entrati nell’euro.
    qui un paio di grafici, così magari con il disegnino capisci anche tu come funziona il meccanismo e vedi chi ha DAVVERO beneficiato della moneta unica:


    da notare il periodo dal 1987 al 1992, durante il quale eravamo nello SME (se non sai cosa sia informati) e la bilancia dei pagamenti già risentiva dell’effetto euro (allora ECU), ed il periodo dal 1992 (quando siamo usciti dallo SME, svalutando la lira) fino all’introduzione dell’euro.
    noti nulla di strano??

  • joko

    Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo
    Evelyn Beatrice Hall, The Friends Of Voltaire

    E’ la prima e + importante regola del sito ……. ricordatelo sempre.

    Chiunque abbia torto marcio ha diritto a esprimere la sua opinione, a costituire un partito e a fare il primo ministro…….;-(

    è la DEMOCRAZIA ragazzo

  • vraie

    quando Grillo dice ciò ci dimostra qual’è la differenza che corre fra lui e Monti o un qualsiasi Banchiere di lingua inglese quando ripete la stessa giaculatoria:
    l’unica differenza è che in quel momento lo dice lui e non quegli altri