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MENTRE VA IN ONDA SANREMO, LA COSTITUZIONE NON C'E' PIU'

DI STEFANO ALI

ilcappellopensatore.it

Mentre va in onda Sanremo su RAI1, che costituisce – insieme ai mondiali di calcio – l’italico strumento di distrazione di massa per eccellenza, alla Camera dei Deputati è in atto la distruzione della Costituzione italiana ad opera del neo dittatore “de noantri”: Matteo Renzi. Con l’attiva complicità della Presidenza della Camera (Laura Boldrini e i suoi vice Roberto Giachetti e Marina Sereni).

Al grido “ce lo chiede il Paese” viene smantellata la Costituzione democratica. Io personalmente non ricordo di aver firmato petizioni in tal senso. Se qualcuno lo avesse fatto, lo prego di segnalarmelo, giusto per fare una proiezione statistica.

Non mi soffermerò sulla deprecabile scelta di imporre la seduta fiume su una riforma costituzionale. Di quella ne hanno parlato i giornali (più o meno), anche se non so in quanti hanno riportato che la “seduta fiume” non era mai stata imposta sulle riforme costituzionali, che, al contrario, necessitano di riflessione, ponderazione e riverenziale attenzione. Si parla della Costituzione! Della base della nostra democrazia.

Non mi soffermerò su “ghigliottine”, “tagliole” e “canguri”. Pure di questo hanno parlato i giornali (più o meno), anche se non so in quanti hanno riportato l’illegittimità di tali strumenti. La Costituzione (ormai inapplicata da questo Governo antidemocratico con a capo un pazzo scriteriato ormai in preda al delirio di onnipotenza e dai suoi lustrascarpe) dice:

Articolo 72

– Ogni disegno di legge, presentato ad una Camera è, secondo le norme del suo regolamento, esaminato da una Commissione e poi dalla Camera stessa, che l’approva articolo per articolo e con votazione finale.

– Il regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali è dichiarata l’urgenza.

– Può altresì stabilire in quali casi e forme l’esame e l’approvazione dei disegni di legge sono deferiti a Commissioni, anche permanenti, composte in modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. Anche in tali casi, fino al momento della sua approvazione definitiva, il disegno di legge è rimesso alla Camera, se il Governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto della Commissione richiedono che sia discusso e votato dalla Camera stessa oppure che sia sottoposto alla sua approvazione finale con sole dichiarazioni di voto. Il regolamento determina le forme di pubblicità dei lavori delle Commissioni.

– La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi.

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Pubblicato da Davide

  • SanPap

    Ha vinto "Il Volo (via della Costituzione)"

  • lanzo

    Una popolazione che in massa viene mesmerizzata da Sanremo od il calcio merita tutto il peggio.

    Ancora ci va bene. Se il rincoglionimento continua cosi’  fra non molto magari ci verranno ad espiantare gli organi direttamente a casa perche’ l’Europa  – o equitalia –  lo chiede.
    E magari ci daranno un bonus di 50 euro da spendere in antibiotici.
  • PietroGE

    I molti "circenses" stanno lì per far dimenticare il poco "panem".

  • giannis

    Ahahah , e’ vero , che merda di societa’ umana che siamo , ma forse siamo vicini
    alla fine di questo sistema

  • GioCo

    Persino Zio Benito arrivò a calcare la piazza a testa in giù: non auguro a Renzi la stessa fine, ovviamente, come non mi esalto per quella del duce. Solo faccio notare che si arrivò a tale fine con lo stesso furor di popolo che pochi anni prima lo acclamava.

    Renzi sta accumulando su di se l’attenzione storica che lo renderà il vampiro che desidera diventare: solo che lui non lo sa. Fa il bomba, come ha imparato, ma a livello nazionale.
    E sopra di lui i burattinai lo usano, com’è giusto che sia.

  • fabKL

    Anche se c’entra relativamente poco con l’articolo, vorrei segnalare una proposta assegnata alla commissione giustizia che sicuramente VERRA’ INSABBIATA perche’ scomoda per molti.

    Si tratta di un’innovazione normativa che introduce un aggiornamento annuale del codice che andrebbe a modificare (in aumento o diminuzione) le pene previste per ogni reato sulla base del numero dei casi registrati nell’anno precedente.

    Chi vuole saperne di piu’ (e anche diffonderla) trova il testo qui {https://secure.avaaz.org/it/petition/Alla_Camera_degli_Onorevoli_Deputati_della_Repubblica_Italiana_aumento_delle_pene_per_i_reati_in_aumento/new}

  • esca

    Amen

  • Tao

    Chissà se passerà alla Storia come “il golpe di Sanremo”. Già perché anche Sanremo ha avuto un ruolo nei fatti, gravissimi, avvenuti tra giovedì e sabato mattina alla Camera dei Deputati. Ruolo non attivo ma passivo. E verosimilmente non casuale nelle scelte di Renzi, il quale dimostra di aver imparato davvero bene le regole dello spin.

    Quando vuoi far passare una legge o una decisione delicata e potenzialmente impopolare, i momenti propizi sono due: sull’onda di un’emozione collettiva molto forte (vedi le leggi liberticide passate in America dopo l’11 settembre) o mentre è in corso un evento capace di catalizzare l’attenzione delle masse, come la finale dei campionati mondiali di calcio, le Olimpiadi e, in Italia, naturalmente Sanremo. Quando una trasmissione ottiene il 50% dell’audience per più giorni, diventando l’argomento di cui tutti parlano – dai giornali fino ai social – qualunque altro fatto diventa secondario, persino un golpe istituzionale.

    Quanto avvenuto nel Parlamento italiano è senza precedenti: se tutte le opposizioni si uniscono superando diffidenze ataviche – il Movimento 5 Stelle con Forza Italia! La Lega con Sel! – significa che è successo qualcosa di inaudita gravità; una minaccia diretta alle Istituzioni e alla democrazia.

    Ma quanti italiani se ne sono resi davvero conto? Relativamente pochi. La massa ha percepito qualcosa, ma vagamente. Se questo fosse avvenuto una settimana prima o una settimana dopo, le conseguenze sull’opinione pubblica sarebbero state alquanto diverse.

    Per fortuna non è ancora stata scritta la parola fine, ma, purtroppo, ancora una volta la stampa non ha aiutato i cittadini a capire. Come i lettori sanno, vivo e lavoro in Svizzera e non ho più tempo di seguire nei dettagli le alchimie della politica italiana. Quando sono giunte le prime notizie sulla rivolta delle opposizioni ho cercato di capire quale fosse il testo approdato in aula, dunque ho cercato di capire i contenuti, il merito della riforma ma sui siti era impossibile trovare rimandi esaustivi al riguardo: i link visibili nelle home page riguardavano fatti avvenuti nelle ultime 48 ore; in tv e in radio approfondimenti zero (si parlava di Sanremo.). La ragione è presto spiegata: i giornalisti che si occupano quotidianamente di politica a un certo punto pensano che tutti siano al corrente e smettono di ricordare i fondamentali; non si rendono conto che, invece, la maggior parte del pubblico ha al più una visione e una memoria parziale di quel che accade e gradirebbe, proprio nei momenti topici, che qualcuno spiegasse i punti fondamentali della riforma.

    Insomma, la stampa paradossalmente non ha aiutato i cittadini a capire le ragioni dello scontro tra Renzi e le opposizioni.
    Opposizioni che, peraltro, forse non hanno scelto la via giusta: come osserva Roberto Scafuri [www.ilgiornale.it], oggi Renzi può contare su meno di 310 seggi, dunque sotto il quorum. E se le opposizioni fossero rimaste in aula e avessero votato in modo compatto la riforma sarebbe stata bocciata.

    Così non è stato e a Renzi per ora è riuscito il “golpe di Sanremo”: tutto si è svolto tra l’apertura e la chiusura del Festival. Tempismo perfetto, che ha permesso al premier di uscirne con un danno di immagine tutto sommato contenuto.
    Già, per ora. Adesso tocca a Mattarella: se vuole davvero essere il presidente degli italiani e il garante della Costituzione non può che bloccare la riforma, rimandandola in aula.

    Altrimenti non resterà che il voto di marzo. Quando non ci sarà Sanremo a proteggere il premier più pericoloso della storia d’Italia dalla fine della Seconda Guerra mondiale.

    Marcello Foa

    Fonte: http://blog.ilgiornale.it [blog.ilgiornale.it]

    Link: http://blog.ilgiornale.it/foa/2015/02/15/renzi-e-il-golpe-di-sanremo/ [blog.ilgiornale.it]

    15.02.2015

  • LeoneVerde

    Questa è informazione.
    Non c’è un gionale italiano che pubblichi notizie sulla guerra di trincea che si combatte in Parlamento. Stanno macellando la nostra Repubblica.

    Per quanto io non condivida i programmi, la forma e la generale impreparazione e inadeguatezza politica ed economica del M5S, ci sono persone che appartengono al movimento che sono eccezionali nella loro resistenza e dimostrano vero amore per la democrazia e per questo paese. Deputati degni di questo nome. Grazie!

  • consulfin

    cosa intendi per "inadeguatezza politica ed ECONOMICA"?

  • giu42su

    La Costituzione, in questi anni, è stata calpestata in più occasioni. Si sono fatte leggi anticostituzionali e siamo arrivati ad avere un Parlamento eletto con una legge incostituzionale, definita tale anche dalla corte costituzionale, un membro della quale è stato poi eletto a presidente della Repubblica da quello stesso parlamento. Anche la riforma Fornero è stata definita incostituzionale ma la stessa corte ha bocciato il referendum per la sua abrogazione. Lo stesso articolo accenna al fatto che in Parlamento si utilizzano metodi illegittimi (quindi incostituzionali, o comunque contrari alle norme o alla prassi). Eccetera, eccetera, eccetera. Quindi, in definitiva, di cosa stiamo parlando? Qual’è il VERO PROBLEMA? Alla fine, che la Costituzione rimanga tale e quale o che venga modificata, cosa cambia dal momento che conta come CARTA STRACCIA?