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MA QUALE GUERRA MONDIALE ! DATEVI UNA CALMATA !

DI GIANNI PETROSILLO

conflittiestrategie.it

Improvvide cassandre autoreferenziali, munite di una grande considerazione per se stesse, annunciano l’imminente approssimarsi di una Terza guerra mondiale per impressionare il loro sparuto pubblico di lettori adoranti e poco riflessivi. Addirittura, qualche filosofo la cui lingua corre più del pensiero e batte lì dove l’editoria vuole parla già di IV guerra mondiale, ma sono fantasie di cialtroni che offrono merce scadente per incrociare la domanda di rincoglionimento generale. Il Papa invece, esce fuori dalla grazia di Dio e si cimenta anch’egli con la geopolitica, dimenticando le impellenze improcrastinabili del suo santo ufficio che va letteralmente a ritrecine, sostenendo la tesi del conflitto globale a tappe o a pezzi, il quale rappresenta, quanto meno, una contraddizione in termini di non poco conto.

Basterebbe ricorrere alla saggezza di qualche autore antico che la guerra l’ha analizzata con dovizia di categorie astratte e particolari concreti per non incorrere in simili amenità. Von Clausewitz, sosteneva, per esempio, che non solo la guerra è la continuazione della politica con altri mezzi ma, ancor più cogentemente, che la guerra è solo uno degli strumenti della politica al quale si ricorre quando tutte le altri “armi” risultano inadeguate allo scopo, date le circostanze epocali.
Analizzando seriamente il periodo storico in cui ci troviamo – alla porta d’ingresso di un multipolarismo appena accennato, in cui gli schieramenti mondiali sono estremamente fluidi e cangianti – risulta difficile trovare queste caratteristiche decisive che dovrebbero condurre alla belligeranza totale tra blocchi contrapposti.

Oggi, nemmeno gli Usa che restano la superpotenza principale, seppur in via di ridimensionamento, hanno la minima intenzione (e la forza) di annientare il nemico scontrandosi frontalmente con esso. Piuttosto, intendono limitare l’iniziativa e controllare, con azioni di disturbo (lavoro d’intelligence, infiltrazioni dietro le linee, provocazioni, propaganda, conflitti a bassa intensità ecc. ecc.) le eventuali proiezioni dei competitori egemonici nelle aree strategiche e nei settori economici avanzati, di cui non intendono rinunciare al monopolio. Per fare questo non occorre passare dalle minacce ai fatti, se non in casi specifici e marginali, come atto di prevenzione di guai più grandi. Il prezzo del successo sarebbe troppo alto considerata la fase storica. Sempre Clausewitz dice che dominando lo scopo politico è il valore di questo che determina la misura dei sacrifici militari da mettere in conto, e se anche lo scopo politico dovesse generare una tensione troppo elevata risulterebbe più appropriato ricalibrarlo piuttosto che ricorrere alle maniere forti, senza le dovute valutazioni di costi e benefici. Insomma, anche nelle proprie pretese politiche uno Stato o un gruppo di Stati con comuni interessi deve metterci del realismo per non commettere errori gravi e rischiare di perdere tutto il piatto.

Nel nostro presente non siamo ancora giunti a quel punto culminante in cui una parte del campo è convinta di poter ottenere la vittoria sull’altra attraverso un conflitto diretto e decisivo. Persino gli schieramenti non sono così saldati da costituire vere e proprie alleanze stabili pronte a tutto per aggiudicarsi la vittoria.

Scrive in proposito la Grassa: “quando si arriva al punto culminante del conflitto, le alleanze si fanno più ampie e più strette al fine di ridurlo, nella sostanza, allo schema duale dell’individuazione del nemico per eccellenza. I nemici, in ultima analisi, diventano due, nel senso ovvio che ognuno è nemico per l’altro. E’ a questo punto che la politica si trasforma in vera guerra (la clausewitziana continuazione della politica con altri mezzi). Fin quando non si arriva al punto culminante, la politica continua con mezzi diversi (un cui aspetto visibile è la diplomazia; poi c’è l’attività di Intelligence e altre), proprio perché si tratta di un gioco conflittuale tra più giocatori (o più gruppi di giocatori, che costituiscono fra loro alleanze, spesso assai labili). Non si può entrare veramente in guerra se un giocatore (in genere un gruppo alleato di giocatori) non ha davanti a sé un altro giocatore che è il nemico, quello per eccellenza e unico nella congiuntura data. Altrimenti, si hanno scontri minori, con nemici di volta in volta mutevoli, in un gioco ambiguo di subdole alleanze estremamente fragili e aperte allo scioglimento, al passaggio di campo di vari giocatori, ecc. Nella vera e propria guerra, le alleanze sono più stabili (salvo alla fine, nella sconfitta di una delle due alleanze, quando qualcuno cerca di evitare la batosta definitiva). Tuttavia, anche all’interno di ogni alleanza si tramano mosse varie, per trovarsi a fine guerra in posizione di vantaggio. Nello stesso tempo, continuano pure i rapporti con il nemico, in genere con i vari membri dell’alleanza contrapposta presi separatamente l’uno dall’altro”.

Vi pare, onestamente, di essere arrivati a tale punto critico nei rapporti mondiali tra le potenze tanto da prevedere una deflagrazione imminente? Lasciate perdere certi cazzoni i quali sostengono che staremmo andando verso la guerra a passi di gigante, sono piuttosto loro che avanzano nell’analisi politica a passi di formica o addirittura di gambero, disegnando scenari improponibili frutto di una fin troppo fervida immaginazione. Se la loro non è paranoia è malafede.

Gianni Petrosillo

Fonte: www.conflittiestrategie.it

Link: http://www.conflittiestrategie.it/ma-quale-guerra-mondiale-datevi-una-calmata

4.12.2015

Pubblicato da Davide

  • clausneghe

    Va tutto bene signora la Marchesa! Non ci sarà nessuna guerra dice questo inguaribile ottimista dimenticandosi o non accorgendosi che è già in atto.

    Infatti si contano più decine di Nazioni coinvolte nel conflitto in Siria, come lo dobbiamo chiamare questo fenomeno, guerra locale allargata?
    E poi, per dare ragione a questo inguaribile ottimista (che i suonatori del Titanic gli fanno una cippa),eccoti un movimento strano di missili Russi nucleari tattici tipo Topol, conosciuto anche come Satan..
    Scherzano, ovviamente, caro Gianni..
  • PinoRossi

    Un articolo pieno di ego e approssimativo. Analizza scenari di guerra partendo da presupposti non più reali almeno da 90 anni. Non tiene in considerazione che oggi chi più alimenta un poteniale conflitto, non è un regnante in cerca di vantaggi per il proprio paese, bensì una sorta di semi-dio apolide i cui interessi non coincidono con quelli di una nazione, e che per brama di potere è disposto a distruggerne molte, di nazioni… Definisce "cazzoni" colleghi che la pensano diversamente. Purtroppo, l’eccesso di sicumera, mi fa automaticamente percepire gli autori con la stessa credibilità del Mago Otelma. 

  • bstrnt

    Il ragionamento non fa una grinza, ma si deve tener conto anche di altri fattori:

    1. I fondamentalismi si stanno via via sempre più radicando, partendo dai più pericolosi: il fondamentalismo puritano, poi quello sionista, quindi quello islamico, per finire con quello prettamente cattolico; il fondamentalismo prevede l’eliminazione del nemico (individuato alla bisogna), anche a prezzo della propria vita (oltre che a quella degli altri).
    2. La popolazione mondiale, non ostante tutto, è in continuo aumento, mentre il pianeta è sempre quello; ergo le risorse scarseggiano, mentre l’egoismo aumenta, si metta poi in conto che qualsiasi specie animale tende naturalmente ad adeguarsi alle risorse disponibili, la specie umana ha però una qualche intelligenza, unita a una stupidità pressoché infinita (come ebbe a dire Einstein).
    3. Analizzando certe soluzioni al problema, suggerite, ad esempio, nelle Georgia’s Guidestone, dove si parla di "sfoltire" la popolazione mondiale di oltre il 90%, senza peraltro indicare chi dovrebbe togliere l’incomodo, mi sembra si stia preparando l’opinione pubblica a una "soluzione finale", che, ovviamente, come le ciambelle non sempre riescono col buco.
    Quindi credo sia un po’ difficile prevedere una terza guerra mondiale sulla fattispecie di quelle del passato, ritengo comunque che la pervasività di guerre e insurrezioni locali per interposto "utile imbecille" possa in qualche modo definirsi la nuova guerra mondiale, se poi qualche demente (alla Mc Cain, tanto per intenderci) riesce ad aver accesso alla stanza dei bottoni, non escluderei scenari da incubo nucleare.
  • PietroGE

    Sono d’accordo con Petrosillo. La gente che è capace di pensare in modo strategico e di guardare più in là del proprio naso, a Washington, Mosca o Pechino, conosce benissimo i pericoli di una guerra su larga scala che, diventando nucleare, non avrà né vincitori né vinti.

    Poi ci sono quelli non pensano ma sognano di rivivere le glorie del passato ottomano e cercano di far scatenare una guerra illudendosi così di poter trarne vantaggio. A tutti quelli che credono di poter guardare la guerra nucleare alla televisione con un pacco di patatine e una birra si consiglia di leggere su Wikipedia le conseguenze di una guerra nucleare in particolare la voce ‘nuclear winter’.

  • Cataldo

    Condivido pienamente, si rimane ancorati ad una idea di guerra che prevede lo stato-nazione, mentre il cambio di paradigma geopolitco sta vedendo l’emergere di una elite che non ha un centro, anzi, un fulcro c’è, ed è il controllo dei flussi informativi, che essendo immateriale, non ha un quartier generale o una bastiglia da assaltare.

  • Hamelin

    Discorso piu’ per tranquillizzare i campanelli di allarme della ragione empirica e storica pittosto che un’analisi obiettiva .

    Lo sanno anche i bambini delle elementari che le guerre cominciano prima che gli eserciti scendano sul campo .

    L’autore evidentemente crede che la guerra inizi quando il conflitto diventa bellico .
    Ma quella é solo l’ultima fase terminale della guerra .

    La Russia ha preso apertamente posizione contro il Blocco Atlantista ( ascoltare bene il discorso di Putin di 2 giorni fa ) .
    La guerra é già in corso da anni tra 2 Blocchi , quello Atlantista ( NATO ) e quello Orientale ( Russia , Iran , Cina ) che si fronteggiano sul piano economico e politico.

    Le sanzioni finanziarie ed economiche sono state nelle  2 guerre mondiali l’anticamera della guerra stessa.
    E’ inutile che la gente cerchi di spegnere i campanelli di allarme della ragione dicendo che questa volta "sarà diverso" .
    Non c’é niente che di concreto che faccia prersupporre che stavolta sarà diverso, anzi lo schema della creazione delle alleanze e le sanzioni depongono nettamente a favore del ripetersi dello schema del conflitto .

    Meno male che il sito si chiama conflitti e strategie …

  • mincuo

    Secondo me ben che vada di Von Clausewitz ha letto solo quella citazione: "La guerra non è che la continuazione della politica con altri mezzi. La
    guerra non è dunque, solamente un atto politico, ma un vero strumento
    della politica, un seguito del procedimento politico, una sua
    continuazione con altri mezzi."

    E’ quella che ripetono sempre ed è l’unica cosa che si sente ripetere di Von Clausewitz ed è anche una delle poche sue banalità.
    Per il resto lui ha scritto un trattato incompiuto di strategia e tattica militare e qualche articoletto.
    Von Clausewitz è del primo ‘800 e combattè contro Napoleone.
    Si sente sempre quella frase perchè von Clausewitz venne associato dai Marxisti abbastanza a sproposito ad Hegel (in realtà lui riprendeva "l’arte della guerra" attribuito a Sun Tzu).
    I Marxisti-Leninisti lo presero perchè la loro concezione della storia era quella di successive lotte per il potere tra classi sociali, e così la frase che "la guerra è la continuazione della politica" gli andava benone per propaganda.
    Da un Petrosillo qualcosa di meglio culturalmente di quel tanto è difficile potersi attendere. E anche qualcosa di originale. Infatti ripete quello che ripeteva ogni bravo militante dal suo manualetto del PCI di 50 anni fa.

    Purtroppo non gli hanno dato una nuova versione del manualetto, essendo defunto il Partito, e così Petrosillo non è stato ancora informato che nel frattempo dal 1800 qualcosa è cambiato.

  • PietroGE

    A voler essere complottisti uno potrebbe anche immaginare che la società multietnica e multiculturale sia stata creata proprio per salvare le etnie e le culture che andrebbero perdute da un "haircut" del 90% e passa della popolazione mondiale del terzo mondo secondo i dettami massonici (?) del Georgia’s Guidestone.

    Ma questo, appunto, è puro complottismo.

  • lanzo

    Caro Pietro, 

    Invece tanta gente si guardera’ la guerra’ nucleare sgranocchiando tartine al caviale e pasteggiando a champagne.  Gli usa son intersecati da miglaia di miglia di strutture sotterraneee, riservate all’elite. Basta una googlata. Manco e’ un segreto.  Ricordo un servizio di National Geo. su Washington D.C., faveca vedere una specie di enorme struttura cilindrica, in una zona con solo qualche struttura agricola. la gente pensava fosse un enorme serbatoio per acqua, invece era un rifugio antiatomico alla  che andava giu’ alla "resident evil".
    Chissa’ perche’ la Nuova Zelanda e’ cosi’ di moda tra i miliardari ammerigani ?
    Immagino che e’  cosi’ tanto in culo alla balena che forse li’ l’inverno nucleare non ci arriva.  Questi prima che cominci il casino, lo sanno prima ed hanno il jet personale. In Europa invece altro che salsicce, patatine e rutto libero !
    Zombieland come minimo.
  • TitusI

    Qui, malgrado l’arroganza, mancano le basi. Manca la definizione di "Guerra". O magari l’autore usa una definizione diversa da quella che uso io.

    Quindi "io stabilisco arrogantemente" che la definizione  giusta è la mia, la applico al Globo, vedo se c’è un paese che la soddisfa, c’è si chiama USA, e dico che gli USA HANNO SCATENATO LA PRIMA GUERRA GLOBALE! (Le definizioni formali, tipo quelle nei 4 trattati di Ginevra, hanno un’ origine sospetta)

    Altro problema è che nel 2015 come termine di paragone usi una guerra degli anni quaranta, sarebbe come voler analizzare le dinamiche della prima guerra mondiale usando quelle delle guerre napoleoniche (le logiche o illogiche sono le stesse). Il mondo è cambiato, la guerra si fa in modo differente. Non è che la seconda guerra mondiale non c’è mai stata perchè i francesi non si sono cintrerati a Verdum.

    Ah, non chiamatela "terza guerra mondiale" è profondamente sbagliato e rischiate di cadere nelle stesse fallacie dell’ autore di questo post.  Per riferimenti:
    la-prima-guerra-globale-e-qui [www.tizianodesimone.it]

    Chiudo anche io con una citazione: "La guerra non c’è solo quando c’è la guerra, ma anche quando la guerra potrebbe scoppiare da un momento all’altro".

    La guerra già c’è! Chiedilo a Iracheni, Siriani, libici, ucraini…sono sempre gli stessi interessi a contrapporsi, lo vedi o no? Si, non si scambiano bordate nucleari, che sono l’unica cosa che potrebbe farti dire "Cavolo la guerra!" a quanto pare. Così tu continui a scrivere tranquillo. Spera che nessuno, soprattutto i dispensatori di democrazia, arrivi a decidere che è il caso di un bel FNS, per parare il declino, o che lo decida Putin perché "quelli sono stupidi, pazzi americani, si fottano anche i loro tirapiedi".

    Vai in pace fratello.

  • RicardoDenner

    La guerra mondiale di connota come una frantumazione totale di stati..religioni..popoli..e singoli individui..ormai sulla china di una dissoluzione che grida anatemi a tutti e contro tutti..

    Per questo più devastante di tutte le altre..e siamo appena all’inizio..
  • refrattario

    La situazione attuale pare quella di una seconda ondata di guerre coloniali.

  • idea3online
    L’articolo è reale, non fa una piega, lo scontro diretto potrebbe verificarsi nel 2020, nel 2030, 2050, 2100. Certamente oltre la terza ci sarà la quarta……lo spazio che oggi ci separa dallo scontro diretto o culmine, picco della terza guerra globale dipende dall’accelerazione generata dalla forza della tecnologia sulla massa fluida(gioco ambiguo di subdole alleanze estremamente fragili e aperte allo scioglimento)per adesso come spiega l’articolo. Oggi l’accelerazione è superiore a quella del passato, il tempo è rimasto lo stesso, ma l’accelerazione dipende dalla forza, a sua volta dalla massa. Siccome è tutto fluido(gioco ambiguo di subdole alleanze estremamente fragili e aperte allo scioglimento), tutto è più accelerato, perchè la forza della tecnologia, delle notizie in tempo reale riesce a spostare le masse di qua e di la cosa impensabile nel passato, per esempio nel passato un titolo in borsa non sottoposto ad oscillazioni quotidiane come oggi, si certo alcuni titoli si, ma in linea di massima le quotazioni seguivano movimenti accelerati o decelerati causati dalla forza di una notizia positiva o negativa durante l’anno non durante la settimana o durante il giorno. Al contrario oggi un titolo azionario è nella norma che sia sottoposto a forze continue, le stesse impensabili senza la tecnologia che muovere le masse. Le masse ed la tecnologia accelerata generano una forza che fa andare un titolo alle stelle o alle stalle in un tempo ridotto in confronto al passato, ed gli obiettivi o target di un titolo possono essere raggiunti in uno spazio inferiore, in minor tempo. 
    Avere una formula che possa paragonare gli eventi che causarono la prima e seconda guerra mondiale, ed alla stessa apportare le modifiche sull’accelerazione prodotta dalla tecnologia odierna confrontandola a quella generata dai mezzi "tecnologici del passato", in quanto le masse ed il tempo sono sempre gli stessi potrebbe aiutarci a fare un confronto tra prima e seconda e terza guerra mondiale. 
    L’articolo ha perfettamente ragione. Per concludere, oggi le masse Globali, il Pianeta è Interconnesso dalla base sino al vertice, e dal vertice alla base in tempo reale, non è facile fare previsioni perchè mai come oggi il mondo è stato così accelerato dalla forza della tecnologia.
  • Aironeblu

    Beh, se lo dice Gianni Petrosillo con tanto di citazioni da Bignami, allora possiamo dormire sonni tranquilli!

  • Aironeblu

    Credo che i debunkers in questo periodo saranno sguinzagliati su tutta la rete per raffreddare ogni movimento di opinione contro la guerra imminente, e questo saccentone, dalla retorica usata, sembra proprio essere uno di loro.

  • Truman

    Credo sia il caso di chiarire che il gruppo di Petrosillo e La Grassa non è legato a testi sacri marxisti, pur riconoscendo la validità di numerosi elementi del pensiero di Marx. Insomma fanno riferimento a un sito web dal nome “Ripensare Marx” e vengono considerati eretici, spesso anche “di destra” o “rossobruni” dai marxisti ortodossi. (Ho riportato “di destra” tra apici nel senso di citazione dei marxisti ortodossi, ma non so di preciso il significato in questo contesto).

     

    Nel merito poi l’articolo non mi ha convinto. Da Clausewitz in poi sono successi tanti fatti e io tendo a vedere ciò che sta avvenendo come qualcosa di molto più simile alla “guerra civile mondiale” teorizzata da Carl Schmitt (nel XX secolo) che alla guerra tra stati nazione di Clausewitz.