Home / ComeDonChisciotte / LO STRANO INCIDENTE DEL VOLO GERMANWINGS 4U9525
14588-thumb.jpg

LO STRANO INCIDENTE DEL VOLO GERMANWINGS 4U9525

FONTE: GEOPOLITICALCENTER.COM

In questa giornata ancora segnata dal dolore per la perdita di 150 vite umane in un incidente aereo drammatico, senza voler in alcun modo dare risposte che non siamo in grado di offrire, e rispettando nella massima misura possibile il lavoro della commissione al lavoro per stabilire le causa dell’incidente del volo Germanwings 4U9525, volgiamo offrire ai nostri lettori la nostra chiave di lettura sull’incidente occorso ieri sulle alpi francesi.

Germanwings
Per prima cosa ricordiamo la cronologia degli eventi. Il volo parte con un lieve ritardo a Barcellona, sale regolarmente a 38000 piedi e segue, con variazioni minime, la rotta standard per Dusseldorf. Giunto all’altezza di Marsiglia alle ore 10:31 accade qualcosa a bordo del A320 di Germanwings. La quota di crociera è stata raggiunta 4 minuti prima e se le procedure sono state corrette il segnale di obbligo per le cinture di sicurezza è stato spento consentendo ai passeggeri di alzarsi dai propri posti.

L’aereo inizia una discesa costante perdendo circa 3000 piedi al minuto ad una velocità di 480 nodi.
Qui inizia la prima anomalia, che non è nella rapidità della discesa, che al contrario appare costante e controllata ma per quanto riguarda la velocità che si mantiene estremamente elevata.

Germanwings

Giunto a circa 12000 piedi il rateo di discesa diminuisce e si abbassa a circa 700 piedi al minuto, una dolce discesa che si accompagna sempre a elevati valori di velocità.

Dall’inizio della discesa a questo punto sono trascorsi circa 8 minuti. Durante una emergenza, e riteniamo questa manovra una emergenza, l’equipaggio ha delle priorità da seguire. La prima è mantenere in volo il mezzo aereo, la seconda è portarlo su di una rotta adeguata, la terza è comunicare con il controllo del traffico aereo.
In questo caso l’equipaggio del volo 4U9525 ha apparentemente cercato di adempiere solo alla prima priorità, far volare l’aereo.

L’equipaggio doveva anche mantenere una rotta adeguata e la rotta adeguata era, sicuramente in caso di emergenza, verso Marsiglia e cioè l’aeroporto più vicino in grado di accogliere il volo in avaria, ma l’equipaggio non ha mai cambiato la propria rotta.

L’equipaggio non ha neanche comunicato con il controllo del traffico aereo, poteva farlo in due modi. Poteva usare la radio, ma non l’ha fatto, oppure poteva inserire nel transponder il codice internazionale 7700 e anche questo non è avvenuto (GPC monitora h24 le trasmissioni del codice 7700 per motivi che non stiamo qui a spiegare).
In risposta a questa mancanza di comunicazioni la Difesa Aerea francese ha fatto decollare un intercettore in emergenza che però non è arrivato in tempo nei pressi del volo Germanwings.

L’aereo ha proseguito la sua lenta discesa, mantenendo 700 piedi a scendere, fino all’impatto ad alta velocità contro il costone roccioso dove l’aereo si è letteralmente frantumato.

Cosa è accaduto quindi a bordo dell’A320 di Germanwings.

In prima ipotesi si è pensato ad una decompressione esplosiva, e questo fatto rimane una possibilità concreta. I piloti avrebbero impostato l’autopilota a scendere per 3000 piedi al minuto ma poi forse hanno perso i sensi e l’aereo ha proseguito la sua corsa, mantenendo la rotta, e schiantandosi sulla montagna. Questa ipotesi ha però due falle. La prima riguarda il fatto che ad un certo punto l’aereo ha rallentato la discesa, fatto che dovrebbe presupporre un intervento da parte dei piloti, la seconda è che se il pilota è stato in grado di operare sul pilota automatico perché non ha cercato di cambiare rotta o salire di quota? Inoltre al di sotto dei 14000 piedi, e continuando a scendere, in breve tempo un organismo che avesse perso i sensi per l’ipossia generata dalla decompressione, avrebbe ripreso le proprie capacità rapidamente.

Resta l’ipotesi terroristica, un uomo che potrebbe aver fatto irruzione in cabina e seminato il panico, ucciso i piloti, che avevano impostato una discesa di emergenza. Il terrorista avrebbe poi cercato di operare senza successo sull’autopilota, ma a nostro avviso questa è una ipotesi non ad alta affidabilità.

Altra ipotesi è un’avaria ai sensori dell’angolo di attacco, avaria già avvenuta in passato e che avrebbe potuto determinare un profilo di discesa simile a quello osservato, tuttavia questa teoria risulta fallace in quanto i piloti nei 10/12 minuti di discesa non hanno comunicato con l’ente di controllo del traffico aereo, fatto inspiegabile in questo scenario.

Abbiamo infine una nostra idea su cosa possa essere avvenuto al volo 4U9525.

Secondo il nostro gruppo l’equipaggio potrebbe essere stato vittima di un blocco integrale dei sistemi elettronici di bordo.

Tutta l’avionica, gli strumenti di governo dell’aereo, i sistemi di comunicazione, bloccati da un crash del sistema informatico dell’A320.

Un blocco che la ridondanza di sistemi e calcolatori dovrebbe scongiurare ma che è a nostro avviso una spiegazione razionale del fatto che i piloti non hanno comunicato, l’aereo ha mantenuto la rotta, l’aereo è sceso portato dall’autopilota.

Un Crash dei sistemi informatici che ha determinato l’impossibilità dei piloti di compiere qualsiasi atto efficace sui sistemi di bordo, mentre l’autopilota eseguiva procedure all’interno dell’inviluppo di volo ma che hanno portato all’impatto con il terreno.

Non sappiamo quantificare inoltre la probabilità che, se l’incidente fosse veramente imputabile ad un blocco del sistema informatico, si possa trattare di un attacco informatico ai danni dei sistemi computerizzati dell’A320; tuttavia come dicevamo all’inizio, nessuna teoria potrà essere dimostrata fino a quando le scatole nere non verranno analizzate e fino a quando la commissione non avrà redatto le sue conclusioni.

Il nostro gruppo offre le più profonde condoglianze alle famiglie che hanno sofferto un lutto in questo drammatico incidente.

Addendum delle ore 00:15 del 26 Marzo 2015

Abbiamo una ipotesi che potrebbe spiegare la riduzione del rateo di discesa nelle fasi finali del volo di Germanwings precipitato sulle Alpi francesi. Nel caso in cui tutti i sistemi fly by wire fossero non operabili dai piloti essi potrebbero agire manualmente solo sul trim degli elevatori, che però da solo sarebbe in grado di ridurre il rateo di discesa ma non di opporsi ad un posizionamento estremo degli elevatori di coda.
L’azionamento manuale del Trim potrebbe quindi essere stato l’estremo tentativo dei piloti di frenare la discesa del loro aero con i sistemi elettronici in avaria completa o vittime di un attacco informatico.

Fonte: www.geopoliticalcenter.com

Link: http://www.geopoliticalcenter.com/2015/03/lo-strano-incidente-del-volo-germanwings-4u9525/

25.03.2015

Pubblicato da Davide

  • s_riccardo

    Suicidio del pilota. È già capitato altre volte.

  • cpaglietti

    Credo che la vostra "idea" non "funzioni" , anche ipotizzando un crash del sistema centrale , i sistemi non sono tutti collegati ad un unico computer, le radio ad esempio rimanevano per comunicare, poi immagino ci siano comunque i comandi manuali. Indiscrezioni riportano che il copilota fosse fuori dalla cabina e stesse tentando di sfondare la porta per rientrarvi, questo dimostra che non si è trattato di un guasto dell’ elettronica ma di un altro problema .

     

  • Jor-el
  • Senna

    La storia del pilota chiuso fuori dalla cabina, arriva dal New York Times e mi chiedo perchè un giornale USA dovrebbe avere notizie che fonti di informazioni europee, direttamente interessate non hanno. Non vi immaginate nemmeno quanta elettronica ci sia in cabina e quanto poco contino i piloti.

  • gimo

    Le cause possono essere molteplici.

    Sarebbe interessante avere la lista dei passeggeri per farsi qualche idea in più.
    Certo che i capi di stato dei tre paesi coinvolti arrivino direttamente sul luogo della tragedia, non è una cosa usuale.
    Sapranno qualcosa che noi non sappiamo? di sicuro!
  • gimo

    PS: in "diretta" apprendo adesso che "il copilota ha comandato la discesa" ed è rimasto vivo fino all’impatto.

  • Eshin

    Airbus precipitato, il giallo sul vertice dei capi di Stato: perché Merkel, Hollande e Raojoy hanno fretta?

    Airbus precipitato, il giallo sul vertice dei capi di Stato: perché Merkel, Hollande e Raojoy hanno fretta?

     

    Di certo, a un giorno dalla strage, c’è solo il numero dei morti: nello schianto dell’Airbus Germanwings che viaggiava tra Barcellona e Dusseldorf le vittime sono 150. Restano i dubbi, le incongruenze, i misteri. Difficilissimo il lavoro dei soccorritori: sul luogo, spiegano, si vedono cadaveri ovunque; è stato necessario  accendere dei fuochi [www.liberoquotidiano.it] per tenere lontano i lupi, pronti a divorare i cadaveri. Nel frattempo sono state ritrovate entrambe le scatole nere del velivolo. La prima però è danneggiata e parzialmente inservibile. Maggiori informazioni potrebbero arrivare dalla seconda scatola nera, quella che contiene i dati del volo, e che potrebbe fornire elementi decisivi per ricostruire la dinamica dell’incidente. Dinamica che resta totalmente oscura, tanto che in mattinata Lufthansa ha definito come  "inspiegabile" l’incidente [www.liberoquotidiano.it]. Il colosso tedesco ha ribadito che l’Airbus era "in perfette condizioni e tecnicamente irreprensibile".

    I misteri – E allora che cosa è successo? Perché, per esempio, non è ancora stata divulgata la lista dei passeggeri in via ufficiale? A bordo, secondo alcune indiscrezioni rilanciate da media locali, potrebbe esserci stato un nome "scomodo", un nome che potrebbe rivelare una nuova verità sullo schianto. E ancora: perché tutta questa fretta nello smentire ogni ipotesi dell’attentato? Per bollare come infondata la pista del terrorismo sono scesi in campo anche gli Stati Uniti, che con la vicenda hanno ben poco a che fare. Vi è poi un terzo dettaglio che non è sfuggito ai più: la "fretta" di tre capi di Stato. Per la prima volta nella storia europea, per un incidente aereo si riuniscono tre massimi rappresentanti, quelli dei Paesi colpiti dalla tragedia: Francois Hollandeper la Francia, Angela Merkel per la Germania e Mariano Rajoy per la Spagna. Come mai questa fretta? Quali sono le reali ragioni di questo incontro che si è tenuto a Seyene Les Alpes, in Francia?

    I dubbi – Il silenzio, i misteri e la fretta delle istituzioni, dunque, fanno pensare che dietro alla vicenda ci sia qualcosa che ancora non ci viene spiegato. Quegli otto minuti di discea silenziosa dell’Airbus devono ancora essere spiegati. L’esperto di aviazione Sergio Barlocchetti, intervistato da Libero, spiega: "I piloti dovevano essere svenuti". Altri esperti hanno ipotizzato la presenza di  estranei in cabina di pilotaggio [www.liberoquotidiano.it]. Le voci riferiscono anche di  esplosioni a bordo [www.liberoquotidiano.it]. Il ministro della Difesa tedesco, da par suo, spiega che "non c’è alcuna prova di sabotaggio". Quindi l’omologo francese, Bernard Cazeneuve: "Non ci sono indizi di peso per ritenere che l’incidente sia stato provocato intenzionalmente da terzi. Non voglio prendere parte a speculazioni o conguetture sulle cause del disastro", ha aggiunto. Però poi c’è anche chi come Bernard Chabbert, consulente dell’Areonautica francese, spiega: "L’aereo non è precipitato, ma è sceso a un ritmo normale". E si torna dunque al punto di partenza: perché nessuno ha lanciato l’allarme? Cosa è successo veramente.

     

    Fonte:  libero.it [libero.it]

  • Truman

    Tempo fa ci fu l’incidente dell’AF447 che precipitò sull’Atlantico (A330). Fu recuperata la scatola nera e leggendo le registrazioni si vede il collasso progressivo di tutti i computer. In quel caso era abbastanza sensato, l’aereo stava precipitando, ma era visibile il cedimento del supporto informatico prima del cedimento strutturale dell’aereo.

    Insomma un programma per computer non è fatto per gestire situazioni impreviste dai progettisti.