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LETTERA DI UN IMPRENDITORE A ALBERTO BAGNAI

FONTE: GOOFYNOMICS (BLOG)

Caro Alberto,

Ti seguo sul blog ogni volta che posso, ma mi astengo dal pubblicare commenti per paura di ripetere cose già dette ed ingolfare inutilmente i post.

Vedendo la situazione insostenibile in cui si sta trovando la mia azienda, a causa di una pressione fiscale folle ed oscena e di una competizione di prezzo al limite del suicidio, dovuta ai ben noti motivi, leggi EURO, non riesco più a dedicare tempo ed energie al mio progetto di teoria economica per il XXI secolo, un progetto folle e forse al di là delle mie scarse competenze, ma già il fatto che tutte le energie ed il tempo delle persone, siano imprenditori o lavoratori dipendenti, siano impegnati nella mera sopravvivenza quotidiana, senza possibilità di fermarsi MAI un momento per pensare, ti dimostra che questo è un vero PROGETTO complessivo di smantellamento economico, sociale e culturale.Se nessuno ha mai tempo di pensare perchè oberato ed ossessionato dal lavoro (spesso creato ad arte con assurdi adempimenti burocratici e corsi di aggiornamento obbligatori etc), ecco che nessuno ha tempo di pensare ed ognuno dedica il poco tempo libero a cercare di riprendersi, senza pensare a nulla, ma estraniandosi dalla situazione economica, sociale e politica complessiva.

 Se avessimo tutti un giorno di tempo per pensare, un giorno da dedicare alla riflessione al confronto ed al dibattito, ci renderemmo conto di molte cose e scoppierebbe una rivoluzione la mattina stessa.

Ecco che allora la burocratizzazione delle piccole e medie imprese ed i massacranti “corsi” obbligatori per dipendenti ed imprenditori sono funzionali allo scopo di privarci delle energie fisiche e mentali per pensare.
Ecco perchè tutti parlano di diminuire la “burocrazia” ed i “lacci e lacciuoli” che incatenano le imprese ed il lavoro, ma la normativa va sempre e comunque in senso diametralmente opposto. Con buona pace dei defunti come Montanelli e dei vivi come Oscar Giannino (e mi scuso con Indro per l’inqualificabile paragone).

La gente che pensa non subisce, quindi bisogna togliere spazio al pensiero e riempire il poco tempo libero di persone affamate di riposo con il vuoto pneumatico del “Grande Fratello”, (nomen omen, Orwell è quanto mai attuale oggi) o di show, anche politici stile Ballarò o Report, funzionali all’autopreservazione del potere. 

Facci caso ogni volta c’è un nemico cattivo: il debito pubblico, la corruzione, l’evasione fiscale, l’imprenditore evasore e sfruttatore, la Cina e via pontificando: “se tutti pagassero le tasse il debito pubblico non esisterebbe”, ma ora che le redini sull’evasione di sopravvivenza dei piccoli e medi imprenditori sono state tirate le imprese, strozzate dal fisco chiudono.  A dimostrazione che si evadeva per sopravvivere ad un vero e proprio ladrocinio fiscale e che le entrate non possono crescere sempre e comunque “a richiesta”.

Dopo 91 anni la mia impresa rischia seriamente di chiudere, io ho finito le riserve e tra poco lo stato mi chiederà l’IMU sull’immobile (strumentale) dove svolgo la mia attività raddoppiando il costo che già col passaggio dall’ICI all’IMU era raddoppiato l’anno scorso, impedendomi oltretutto di scalare questa spesa dal reddito d’impresa al pari di ciò che succede con l’Irap.

Il tutto in un momento in cui stiamo combattendo una guerra dei prezzi con i nostri concorrenti esteri, una guerra persa perchè col cambio sopravvalutato devi solo vendere sottocosto per stare sul mercato.

Scusami per lo sfogo, ma al di là di tutto credo che fra un anno, rebus sic stantibus, ci troveremo in una situazione peggiore della Grecia con un tessuto produttivo devastato e persone alla fame, fame vera.
Sono “razionalmente disperato”, perchè non vedo dibattito pubblico, salvo pochi blog su internet che, con buona pace di tutti, non incidono come può ancora fare la TV o la Stampa che continuano a dare un’informazione a “senso unico”. È vero hai partecipato a qualche dibattito TV, ma sono “diritti di tribuna” in un mare di voci a senso unico ed intanto l’economia muore e l’Italia muore e la nostra civiltà muore.

Sono troppo pessimista? dimmelo tu, come imprenditore sono ottimista di natura, ma non sono stupido, vedo le cose e vedo che perdiamo tempo senza averne più.

Se Enrico Letta avesse detto: ci riprendiamo la Banca d’Italia nazionalizzandola (leggi espropriandola ai soci privati), dettandogli la politica monetaria ed obbligandola a comprare i titoli di stato invenduti in modo da annullare lo spread ed inoltre rimettiamo in vigore la vecchia legge bancaria degli anni trenta e se qualcuno in Europa ha qualcosa da ridire usciamo dall’euro, ecco allora avrei potuto ricominciare a sperare.

Manca il guizzo, il colpo d’ala, se è vero che tutti sanno che questa è l’unica soluzione la domanda è perchè? Perchè non la si applica?

Domande senza risposta ed ogni giorno 200 aziende muoiono e 2000 persone perdono il lavoro e 2000 famiglie si trovano in mezzo ad una strada, ogni maledetto giorno ed ogni maledetto giorno sento dire le stesse cose nelle stesse trasmissioni TV e leggo le stesse cose sugli stessi giornali e fra un anno quando il disastro sarà completo ci diranno ancora che è colpa nostra che siamo stati delle cicale che lavorare 14 ore al giorno come abbiamo fatto negli ultimi 10 anni non basta e che se adesso ci ridurranno in schiavitù per ripagare i debiti sarà stato solo per colpa nostra.

 
Ho paura di quello che succederà e della violenza che potrà scoppiare quando a milioni non avranno più di che mangiare.

La domanda adesso è: come facciamo ad invertire la rotta? Noi abbiamo solo la consapevolezza e la ragione, gli altri hanno il potere, tutti i mezzi di comunicazione e negano continuamente ogni dibattito, ma la situazione peggiora ogni giorno ed il punto di non ritorno, il punto della violenza è sempre più vicino e se ci arriveremo, saranno sempre i soliti a pagare il prezzo.

Saluti a tutti

P.S. Grazie per il pensiero leggerò il libro con molta attenzione….cercando di trovare il tempo di farlo….ultimamente sto mettendo la Famiglia in cima ai miei pensieri, in tempi bui ci si deve concentrare sulle cose veramente importanti: la famiglia e la consapevolezza che viene dallo studio e dal confronto con gli altri.

Fonte: http://goofynomics.blogspot.it
Link: http://goofynomics.blogspot.it/2013/05/menzogna-e-verita-prove-tecniche-di.html?spref=tw
15.06.2013

Pubblicato da Davide

  • roz

    Ci metto il carico, essendo nella stessa condizioni di chi scrive…
    Che ve lo dico a fa’ [vocialvento.com]

  • Servus

    Sono esattamente nella stessa barca, con gli stessi pensieri e con la stessa paura:

    il punto della violenza è sempre più vicino e se ci arriveremo, saranno sempre i soliti a pagare il prezzo.

  • albsorio

    Chissa se il M5S avesse preso una maggioranza “Bulgara” alle elezioni sarebbe cambiato qualcosa. —- l’Italia dei statali, pensionati e chi vive ancora bene ha votato per lo status quo… il loro ma la resa dei conti si avvicina.

  • illupodeicieli

    La mia barca è stata affondata da tempo: colpita grosso modo nel 2000, è rimasta a galla fino al 2004. L’avevo lasciata in porto per riparazioni,ma a un certo punto mi hanno mandato un telegramma dicendomi che era affondata. In poche parole il mio negozio barcolla, non può operare appalti pubblici perchè ci sono istanze di fallimento:lascio il negozio e mi dedico a svolgere il vecchio lavoro di agente di commercio,presento un piano di rientro con i creditori attraverso i miei avvocati, e per un po’ mi illudo di farcela. (ecco il significato:barca/azienda, lasciata in riparazione=andare a lavorare per tappare i buchi) Ma poi arriva,nel 2004 il fallimento, via telegramma, dato che dal giorno i miei avvocati spariscono. Ora arrivo al sodo con i distinguo che, è bene precisare, sono quello che sono: chi produce, industriale o artigiano, può delocalizzare, può aprire la sua attività altrove, sempre che ci siano le condizioni ad hoc. In teoria anche un bar o un’attività di ristorazione la si può aprire all’estero: è il caso di uno chef sardo, il cui nome mi sfugge, ma è noto in tv perché ha partecipato a trasmissioni tipo la prova del cuoco.Ebbene costui ad Alghero lascia attivo un locale/ristorante ma la sua sfida, o il suo successo lo ricercherà aprendo un locale in Russia. Ma, come dicevo prima, lui ha oltre che dei soldi messi da parte o delle disponibilità o qualcuno che glieli presta, ha anche un attività ,una professione, che gli consente questo. Un commerciante di calzature o un venditore porta a porta cosa delocalizza? Capisco che possa “scappare”, fuggire dalla pressione fiscale o ,meglio ancora , dal mancato guadagno, anzi chiamiamola come di deve:dalla povertà, dalle miseria materiale che diventa anche morale. Il mobiliere che si è suicidato la settimana scorsa, era l’erede di un’attività pluridecennale, un riferimento in Campania:ma non poteva certo trasferirsi armi e bagagli oltre i confini italiani. C’è anche da puntualizzare un’altra cosa:e cioè che alcune imposte alcuni non hanno i soldi per pagarle. O pagano gli stipendi e i fornitori, o coprono gli assegni, o affondano. Ci si barcamena sperando in tempi migliori. Tuttavia è proprio il non avere credito, non avere respiro , che fa chiudere o meglio morire le attività produttive. Oggi le aziende, data la stretta creditizia, non possono più fare da banca ai commercianti: e parlo del mio settore, il mobile, laddove per una campionatura anche irrisoria, vogliono un assegno datato a 60 o 90 gg massimo.In altri tempi ti avrebbero concesso 60/90/120ggfm. E’ anche vero che c’è chi pur di vendere ti dà la merce in conto visione, in conto vendita: paradossalmente c’è chi la rifiuta, non la vuole nemmeno gratis. E ciò a conferma che in alcune zone ,o se volete in alcuni mercati nazionali, mancano proprio i clienti, o meglio i soldi sono finiti e quei pochi rimasti servono per mangiare. A questo punto sorge spontanea la domanda: perchè continuare a vivere se manca la speranza di vivere tempi migliori? Diceva Kierkegaard che dovendo scegliere tra soffrire e non soffrire, preferiva soffrire ma come un uomo che ha speranza. Oggi capita di parlare con persone, è il caso forse dei talk show o leggendo le lettere inviate ai giornali o anche i commenti in rete, che non ti capiscono e guardano, in tante all’immediato. Abolizione dell’Imu: e poi ? Se manca un programma, se non si vuole vedere oltre i termini di un anno o di sospensione, non si ri-costruisce il tessuto produttivo. Idem con Equitalia: che senso hanno i 70 e passa mesi di dilazione se poi la pressione fiscale mi impedisce di pagare tasse e imposte anche quest’anno? Ecco che si capisce di aver interloquito con politici o giornalisti impreparati e che , giusto per non infierire, parlano come parlano perché ignorano i problemi e la realtà del commercio , dell’industria e di tutto. Aggiungo che mi dispiace constatare che anche chi aveva fatto programmi e presentato idee ai tempi di Monti, oggi non ne abbia più presentato : dimostra che vale la legge del si salvi chi può e che se vedo un salvagente…è il mio.Gli altri? In mare.

  • Ercole

    Le solite grida di aiuto dei padroncini delle P.M.I. CHE QUANDO TOCCANO CON MANO GLI EFFETTI DEVASTANTI DELLA CRISI DI SOVRAPPRODUZIONE DEL CAPITALISMO gridano al lupo perchè gli sta crollando addosso l’impalcatura che hanno contribuito a edificare e pontificare sulla pelle degli operai( quelli che fino a ieri gli tiravate il culo per sfruttali col fine di realizzare il profitto e non perchè vi stesse a cuore la loro sorte) . Non siete credibili e comunque siete reazionari come i grandi capitalisti ,voi “piangete ” non per mettere in discussione il capitalismo e il suo apparato burocratico ma perchè anche a voi comincia a mancare la terra sotto i piedi . La vera classe rivoluzionaria è quella proletaria ,più l’esercito di disoccupati cresce più si avvicina la resa dei conti :non preoccupatevi a invertire la rotta ci penserà la rivoluzione comunista .

  • roz

    E’ proprio così come dice, tristemente. La mia azienda va bene, lavora (anche se ha praticamente dimezzato il fatturato negli ultimi tre anni, diminuendo l’orario di lavoro e senza licenziare nessuno) Ma le spese fisse aumentano, quelli che non ti pagano aumentano, le tasse aumentano. E così aumenta anche lo scoperto in banca. E gli interessi, quelli delle banche e quelli di equitalia, ti strozzano anche se ti fermi.

    Anzi se rallenti le banche se ne accorgono immediatamente e subito ti chiedono di rientrare, perché pensano che la prima che lo chiede forse ancora riesce a passare il cerino in mano ad un’altra.
    Ma che cazzo dobbiamo fare?
    Ho gente con cui sono cresciuto insieme, che lavora con me. Oltre mio padre, mio fratello, la mia ex moglie addirittura. Che dobbiamo fare?
    Lavoriamo, abbiamo buoni clienti, l’azienda in un’economia normale andrebbe alla grande. Eppure stiamo morendo.

    C’è una soglia critica: sopra di essa con la crisi fai soldi, sotto muori. La soglia è alta. Molto alta.

    Più che rabbia c’è tristezza, rassegnazione, scoramento. Perché non c’è speranza. Siamo divisi. Stiamo qui a litigare sui ciuffi d’erba con gli occhi bassi mentre ci tosano e ci portano al macello.

    Li capisco quelli che si ammazzano. Capisco quelle persone che si sentono in trappola come topi.

    Uno scrittore che amo, D.F.Wallace diceva:
    “La persona che ha una così detta “depressione psicotica” e cerca di uccidersi non lo fa aperte le virgolette “per sfiducia” o per qualche altra convinzione astratta che il dare e avere nella vita non sono in pari. E sicuramente non lo fa perché improvvisamente la morte comincia a sembrarle attraente. La persona in cui l’invisibile agonia della Cosa raggiunge un livello insopportabile si ucciderà proprio come una persona intrappolata si butterà da un palazzo in fiamme. Non vi sbagliate sulle persone che si buttano dalle finestre in fiamme. Il loro terrore di cadere da una grande altezza è lo stesso che proveremmo voi o io se ci trovassimo davanti alla finestra per dare un’occhiata al paesaggio; cioè la paura di cadere rimane una costante. Qui la variabile è l’altro terrore, le fiamme del fuoco: quando le fiamme sono vicine, morire per una caduta diventa il meno terribile dei due terrori. Non è il desiderio di buttarsi; è il terrore delle fiamme. Eppure nessuno di quelli in strada che guardano in su e urlano “No!” e “Aspetta!” riesce a capire il salto. Dovresti essere stato intrappolato anche tu e aver sentito le fiamme per capire davvero un terrore molto peggiore di quello della caduta.”

    Il guardare la propria vita senza alcun futuro e senza alcun legame col passato, che diventa un macigno insopportabile, semplicemente è peggio dell’idea di liberarsi di tutto.
    Prendersela con se stessi, prendersela con gli altri, non fa alcuna differenza. Paga sempre un innocente.

  • roz

    si, staacazzodritto

  • Deck85

    Io lavoro nel commerciale estero in una delle tre ditte italiane rimaste nella fabbricazione di chiodi. Mi chiedo se non sia stato il mio titolare a scrivere. E’ così, la realtà è questa! Questo signore mi ha letto nel pensiero. Incredibile.

  • nigel

    Aver compagno al duol scema la pena. Consolatevi, la sera io vado a dormire pensando che per fortuna presto morirò, la mattina mi sveglio e corro a lavorare. Ma per quanto possa io lavorare (e guadagnare) senza conoscere riposo o ferie, non guadagno mai tanto da pagare con tranquillita’ una serie di balzelli incrociati dello Stato e degli Enti locali, cui sembra sia stata data la facoltà di triplicare/quadruplicare le somme da me dovute.

  • MassimoContini

    lupo dei cieli… Forza e Coraggio !

  • MassimoContini

    o signur, quanta stupidita’.

  • pippo74

    Credo non sarebbe stato neanche male pubblicare la parte introduttiva del post, a sua volta successivo al confronto che il prof. Bagnai ha avuto ieri sera con il prof. Piga (ecco il link http://www.youtube.com/watch?v=CDwNLfHKU8o&feature=plcp )

    _________________________________________________________

    Menzogna e verità (prove tecniche di interclassismo)

    (questo è il passo di Dostoevskij che ho letto ieri sera alla libreria asSAGGI, il post precedente vi chiarirà a sufficienza perché me l’ero portato, I know my chickens…)

    Era molto debole, ma non perdeva ancora la conoscenza. Sofia Matvejevna s’alzò, credendo che volesse addormentarsi. Ma lui la fermò:

    “Amica mia, ho mentito per tutta la vita. Anche quando dicevo la verità. Non ho mai parlato per la verità, ma solo per me, lo sapevo anche prima, ma lo vedo solo ora… Oh, dove sono quegli amici che io ho offeso con la mia amicizia per tutta la vita? E tutti, e tutti! Savez-vous, io forse mento anche ora; probabilmente mento anche ora. Il più è che anch’io credo a me stesso quando mento. La cosa più difficile nella vita è vivere senza mentire… e… e senza credere alla propria menzogna, sì, sì, è questo! Ma aspettate, tutto ciò, poi… Insieme, insieme!” aggiunse con entusiasmo.

    “Stepan Trofimovic”, pregò timidamente Sofia Matvejevna, “non si dovrebbe mandare in provincia per il medico?”

    Fu terribilmente colpito.

    “Perché? Est-ce que je suis malade? Mais rien de sérieux. E poi che bisogna abbiamo noi di gente estranea? Potrebbero ancora sapere e che cosa sarebbe allora? No, no nessuno d’estraneo, insieme, insieme!”

    “Sapete,” disse, dopo qualche silenzio, “leggetemi ancora qualche cosa, così, a scelta, qualcosa, dove cade l’occhio.”

    Sofia Matvejevna aprì il libro e cominciò a leggere.

    “Dove s’aprirà, dove s’aprirà a caso,” ripeté Stepan Trofimovic.

    “Ed all’angelo della chiesa di Laodicea scrivi…”

    “Cos’è? Cos’è? Di dov’è?”

    “È dall’Apocalisse.”

    “O, je m’en souviens, oui, l’Apocalypse. Lisez, lisez, io mi son messo a indovinare dal libro il nostro avvenire; voglio sapere che cosa è venuto fuori; leggete cominciando dall’angelo, dall’angelo.”

    “Ed all’angelo della chiesa di Laodicea scrivi: così dice l’Amen, testimone fedele e verace, principio della creazione di Dio. Conosco le tue opere; tu non sei freddo, né ardente: oh, se fossi freddo o ardente! Ma se tu sei tiepido e non ardente, né freddo, ti rigetterò dalla mia bocca.”

    (e questa è la lettera che ho ricevuto questa mattina da un amico imprenditore.)

    Segue parte del post dopo la lettera dell’imprenditore

  • pippo74

    Ecco il commento del prof. Bagnai dopo la lettera

    (vorrei rassicurare i colleghi economisti del pollaio italiano: sì, cari, sì, siete più a sinistra di me, sì, siete più politicamente corretti di me, sì, avete ideali più alti dei miei, sì, avete il cv più lungo, sì, cari, sì, non preoccupatevi. Ma… scambiamoci le figurine! Qualcuno di voi riceve di queste lettere? E se le riceve, come fa a sopportarne il peso? Mi servirebbe un aiuto, per capire come fate, perché io non ce la faccio. Io ho visto la dignità e la disperazione di questa persona nel non poter garantire un futuro ai propri dipendenti. Di questa e altre persone. Allora: io non ce la faccio a dire “più Europa”, “l’austerità è di destra”, ecc. Non ce la faccio a rispondere a disperazione e dignità con slogan inverecondi, analiticamente ed eticamente fallaci. Basta. Non ce la faccio. Ma non è nemmeno necessario che lo faccia io. Tanto lo fate voi. E credo sia per questo che – vorrei sbagliare – voi di lettere simili, da simili nemici del popolo, non ne ricevete tante. Meglio così. A ogni giorno basta la sua pena.)

    (fra parentesi: se devo avere un parere su cosa sta distruggendo l’impresa italiana, quello di un imprenditore mi sembra almeno altrettanto informato di quello di un economista.)

    (concentriamoci sulle cose importanti e non disperiamo. Il redde rationem necessariamente si avvicina. Lo so che le mie apparizioni televisive, la mia divulgazione, il nostro sforzo di elaborazione e diffusione non sono sufficienti. Lo so che sono un contributo puramente esornativo a un dibattito orientato, e che certi segno vanno interpretati con cautela e senza eccessivi trionfalismi. Lo so. Lo so. E come ogni speculatore, traggo le conseguenze di ciò che vedo e so. Ad una cosa sola vi esorto: a non cadere nella trappola del “famoqualsiasicosapurchéfamoqualcosa”. Ricordate: vanum est vobis ante lucem surgere. Non serve scalpitare. La tromba sta necessariamente per suonare. Non so se la suoneranno i mercati, se la suonerà l’Alamagna, se la suoneremo noi. Ma suonerà. Siamo uniti e vigili.)

  • ireneo

    Esiste una GENIA MALEDETTA di parassiti banchieri internazionali – i cd. soci “privati” di Bankitalia – che sono stranieri molto ben individuati, persone in carne ed ossa,
    se la Banca d’Italia domani mattina tornasse VERAMENTE PUBBLICA e fosse nazionalizzata, l’Italia risorgerebbe in 6 mesi. MA I MALEDETTI STRANIERI HANNO COMPRATO TUTTA L’INFORMAZIONE, IL 90% DEI POLITICI E POSSIEDONO TUTTA LA FINANZA, in quanto godono di fondi illimitati dovuti alla Truffa del Signoraggio primario e secondario………l’unica speranza è diffondere la conoscenza e espropriare tutte le loro ricchezze in Italia acquistate con l’usura.

  • Andrew

    Io mi rendo conto che è dura, il mondo è cambiato, certi tempi non torneranno più. Ogni cambiamento trascina anche grandi tragedie sociali. C’e però un aspetto che si chiama rischio di impresa che significa prima di tutto onesta’ intellettuale. L’imprenditore non può pensare di produrre finché le cose vanno, in eterno e comunque. Il soggetto che dovrebbe spiccare di intraprendenza e coraggio deve leggere i tempi, riconoscere lo stato delle cose, cambiare rotta e andare avanti. A me questo post fa pietà, pena e tristezza, chi scrive questo post non può essere un imprenditore e se lo è o è stato era fuori luogo. È ora di smetterla di puntare il dito su pressioni fiscali assurde, complotti e teorie. È ora che la società civile prenda a calci nel culo questi mezzi marinai di imprenditorini che non innovano, non cambiano mai, non investono in ricerca e sviluppo, non fanno manco uno straccio di marketing perché sono talmente pigri e spudorati che ancora aspettano il telefono che squilli che ovviamente così non è. La mia azienda e quella di professionisti come me e sono tanti cresce da anni in trend costante per fatturato e dipendenti ed è giusto sia così. Chi non ha mai fatto un cazzo, o poco e’ stragiusto scompaia e ricopra altri ruoli. Facile dirsi imprenditori, molto meno esserlo. Menagrami, corvi e portasfiga che sono, a sentire loro tutto e’ merda. Chi rischia e fa l’ imprenditore non si lamenta mai di un cazzo, fa perché deve fare e se qualcosa non funziona si domanda che cosa, lui, ha sbagliato. Io gli rispondo a questa nullità con un sudato più 12 per cento di fatturato aziendale 2013 del primo quadrimestre e i miei 220 dipendenti. Comprati una beretta.

  • jesskarton

    ma dove vivi??? in questa crisi voluta dalla controrivoluzione oligarchica ci siamo tutti dentro e non faremo nessuna rivoluzione, siamo troppo spenti e incapaci di ribellarci… vedi che comunque anche i “proletari” che tiri in ballo tu hanno votato per 20 anni pd o berlusconi… mica sarai uno di quelli che guarda al pd-l come un partito di “sinistra” che opera per i “proletari”… spero anch’io in un futuro di socialismo umanistico, ma, per ora, gli italiani (e anche il resto dell’umanità) non sono pronti a volerlo, semplicemente perchè non sanno cos’è.. siamo tutti cotti a puntino!

  • Andrew

    Un disgraziato che purtroppo ho conosciuto gestiva una assicurazione. Era abituato da anni a vendere le sue polizze a famiglie e imprese. Per anni gli era andata benino, poi 2 anni fa ha avuto un brusco calo di affari e ha chiuso. Senza lavoro con moglie e figlio a carico si faceva mantenere dalla moglie che a ore faceva traduzioni. Non sapendo fare molto altro il soggetto cercava collocamento lavorativo in contesti analoghi ma nessuno gli dava lavoro, passano mesi e mesi e chiede aiuto alla parrocchia…, poi ai parenti, poi lo buttano fuori di casa e lui imperterrito un lavoro diverso non lo trova. La moglie aspetta un altro figlio, scoprono che ha una malformazione, nasce lo stesso, vive 2 ore e muore e gli fanno il funerale. Intanto nel durante si trasferisce a Trieste da parenti. Io dico, ma questo stronzo non poteva andare a fare l’operaio, il badante o altro, starsene a casa sua, far fare una gravidanza decente alla moglie prendendosi la responsabilità di un capo famiglia invece di rompere i coglioni a parenti e conoscenti e creare tutti questi disagi gratuiti ? Ma può esistere un uomo così povero nel mondo ? Purtroppo si. A proposito viveva a Bolzano non a Locri…..

  • Ercole

    Quanta stupidità! forse ti riferisci alla tua ,fare la pecora non ti salverà in ogni caso.

  • albsorio

    ” l’operaio, il badante o altro”—- tutti maestri e giudici degli altri, sei in buona compagnia, meriti la sua stessa sorte, tu che ti credi migliore.

  • Simulacres

    un’altro grandissimo scrittore (un certo politicamente scorrettissimo L-F Céline) che io amo così tanto dall’essere, per me, il più grande del “secolo veloce” – e forse anche degli ultimi duemila anni – a proposito della altrui incomprensione della disperazione e della follia suicida degli altri, ebbe modo di scrivere questo pensiero che spiega tutto:

    “Perché nel cervello di un coglione il pensiero faccia un giro, bisogna che gli capitino un sacco di cose e di molto crudeli”

  • Ercole

    Caro jessrkarton i veri rivoluzionari lavorano e si adoperano in questa prospettiva ,vivono sulla terra è non sono certamente animati dalla rassegnazione come purtroppo lo sei tu.Se avessi l’accortezza di guardare fuori dagli schemi istituzionali borghesi ti accorgeresti che anche i proletari dell’area internazionalista hanno un loro partito e un organizzazione internazionale . Nonostante 60 anni di riformismo e ideologia borghese dominante ,non sono riusciti a scalfirci è siamo molto di più di quanto tu credi ,il partito rivoluzionario non è un partito di massa ma di avanguardie dovrà solo guidare la massa di disoccupati spinti dalla miseria che la crisi tra non molto porterà in piazza a livello planetario : e qui che si gioca la partita e non cè bisogno di milioni di persone per ribaltare i rapporti di forza bastano anche 300 mila operai organizzati che bloccano la produzione, le strade , le autostrade , gli aeroporti ,i punti strategici e si arriverà allo scontro di classe ,sicuramente si spaccherà anche l’esercito non è utopia è sempre accaduto così nella storia e non è detto che la classe dominante vince sempre la guerra ! La rivoluzione è il vero motore della storia ,non le chiacchere.

  • albsorio

    Credo tu sia un imprenditore dell’Alto Adige, Bolzano forse, tu vai a pontificare agli altri di non giustificare il loro fallimento con la pressione fiscale… bravo. Se invece di vivere in quella Regione, a statuto speciale, vivessi in Veneto giá non avresti il tuo trend in crescita. —- Finchè girano i soldi son tutti bravi. Come ti ho detto nel commento successivo spero tu finisca col culo per terra, anche in Veneto erano in tanti come te a giudicare i fallimenti altrui… poi è toccato a loro. Goditi la tua sensazione di superioritá… finchè dura.

  • castigo

    quando verrà il tuo turno, cercami.
    a uno come te la regalo io, la pistola.
    ma ad aria compressa, che con una testa come la tua basta ed avanza…….

  • roz

    ma tu chi sei, una specie di fumetto? una caricatura?

  • lynx

    Ma quale imprenditore…tu sei il solito bimbominkia con la playstation e il pc potente perché i tuoi te lo permettono.Non sai neanche cosa cazzo sia un lavoro.
    Ma la colpa mica è tua.
    E’ di chi come me ti risponde pure

  • roz

    ma tu sei scemo!!! sei tutto scemo. non sai un cazzo. sei finto o sei solo un grandissimo idiota.

    perché se hai il culo di essere nel settore che ancora vende all’estero (comprati una beretta… vendi quelle?) non puoi comunque non sapere che esistono altri mille comparti produttivi che non vanno. per vari motivi.

    ma tu guarda che testa di cazzo. mi piacerebbe metterti le mani addosso, figlio di puttana.

  • Ercole

    chiamami INTERNAZIONALISTA sono il futuro….

  • amensa

    So benissimo che esistono persone che questa crisi la stanno vivendo in modo drammatico, e l’imprenditore che scrive, e molti altri ne sono testimonianza.
    Se guardiamo attorno vedremo anche altre testimonianze anche più drammatiche di persone che fino ad un certo punto hanno vissuto quasi decentemente ed oggi vanno a cercare un po di frutta e verdura tra gli scarti del mercato rionale.
    Questa crisi, purtroppo, ha colpito, grazie ad una classe politica demenziale, ulteriormente le classi inferiori ( vedi aumenti delle tasse indirette) salvando quelle superiori ( vedi dati ISTAT, non miei).
    Ora , che questa situazione stia distruggendo quella “classe media” che fino a poco tempo fà è stata il supporto di questa classe politica, è un fatto acclarato ed ammesso, e che tali individui vengano per la maggior parte sospinti verso il basso, e sovente verso la disperazione è anch’esso un dato di fatto, ma che esista ancora una larga fetta di popolazione che, con redditi decisamente alti, o ricchezze ereditate o accumulate negli anni precedenti ( e sovente frutto di evasione ed elusione) è anc’esso un dato di fatto.
    Basta guardare ai ristoranti, o alle crociere, o a tanti altri indicatori di lusso e benessere ( mettevi per strada e valutate il valore dei mezzi che vedete passare e potete fare una buona statistica con ottima approssimazione della realtà) per rendersi conto che esiste ancora una grande fetta di popolazione ricca se non spudoratamente ricca.
    E per questi ( sempre dati istat) la crisi ha rappresentato solo un calo del 3% nelle loro disponibilità ( mentre ha rappresentato il 20% per le classi inferiori). Che poi queste persone, in questi momenti si nascondano, cerchino di mimetizzarsi nell’insieme del “popolo” sarà anche atto di legittima difesa, ma non dimentichiamoci che esistono, e che forse potrebbero contribuire al risanamento pubblico senza soffrire nemmeno tanto.

  • roz

    il secolo breve è finito

  • nigel

    Non credo che il risanamento pubblico possa essere perseguito schiacciando di più questo o quel segmento sociale e in particolare coloro che riescono ancora a far circolare un pò di moneta. Il risanamento pubblico va perseguito con una rivalutazione della politica economica europea (rivalutazione questa portata anche alle estreme conseguenze) oltre che con una revisione critica dell’economia interna

  • illupodeicieli

    Caro Massimo ti ringrazio: la barca è ormai affondata, è stata affondata. Per riemergere ho chiesto, fatto viaggi della speranza che ho anche raccontato nel vecchio blog (che la piattaforma di leonardo ha cancellato ), ma senza successo. Ho chiesto anch’io alla Caritas, ai fondi antiusura, ma niente di niente. Del resto la forma mentis è la solita: ti fideresti a prestare soldi a uno che ha fallito? Anche qui vale un concetto che si rifà a un programma che non può prevedere una restituzione del prestito, che so in 36 mesi: devi dare respiro ,altrimenti, uno le prime rate te le brucia. Ma è di pari importanza il fatto che da noi la seconda opportunità non c’è: i fatti dimostrano che io, a fallimento chiuso ormai da un anno, non ho accesso al credito.Mi direte: pensa che non danno i soldi a chi ha beni al sole, come puoi pensare che li diano a te che non hai garanzie, non dai garanzie ,e se pure uno che ha fallito? E infatti la rabbia viene da queste considerazioni.

  • Allarmerosso

    Investire in ricerca e sviluppo ??? forse non ti è chiaro che qui la gente le imprese le piccole aziende NON HANNO manco i soldi per pagare l’inps ….
    Poi è bello che parli di fatturato come se parlassi di guadagno.

  • Ercole

    Nella società capitalista di breve esiste solo il suo sistema che sta crollando sotto il peso della crisi .Noi abbiamo individuato i nostri nemici e sappiamo come stanarli ,la borghesia e i suoi servi non incantano più e presto li spazzeremo via dalla storia: fatevene una ragione il vostro destino è segnato il futuro appartiene all’internazionalismo proletario.

  • amensa

    visto comunque che tutte le altre azioni hanno fatto solo tanti buchi nell’acqua e peggiorato il costo dell’eventuale soluzione, perchè almeno non provarci ?

  • MrStewie

    se vuoi fare la rivoluzione con 300mila operai, bisogna che impari a parlare cinese

  • Andrew

    Avete seminato male e raccogliete i frutti che vi meritate. Succhiatori di risorse sempre pronti a chiedere senza dare nulla, ideologicamente per una società giusta ma mai in prima linea, vivete da parassiti e vi lamentate, pensavate in eterno di potere dipendere da qualcuno o che la vita fosse tutto sommato vivibile. Non siete allenati alle difficoltà e puntate il dito contro il mondo intero dimenticando che per un mondo giusto mai avete fatto nulla per nessuno. Vergognatevi, non siete neanche un centesimo dei vostri padri o antenati.

  • Georgejefferson

    Per fortuna abbiamo “andrew” il deontologicamente superiore.Dio e’ con lui.

  • Georgejefferson

    Probabilmente non era un “andew” dal sangue superiore