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LETTERA APERTA AGLI AMICI SONNAMBULI

DI MARINO BADIALE E FABRIZIO TRINGALI

badiale-tringali.it

È evidente a tutti che la fine drammatica dell’esperienza del governo Syriza è uno spartiacque. Essa infatti rappresenta la verifica concreta, l’experimentum crucis che decide se una strategia politica sia valida oppure no. Non è difficile, se si ha onestà intellettuale, trarne le necessarie conseguenze. Proviamo a farlo in questa lettera aperta. Gli “amici sonnambuli” ai quali è indirizzata sono le tante persone del mondo “antisistemico” che in questi anni hanno protestato contro le politiche autoritarie e di austerità dei ceti dominanti, rifiutando però di porre la questione politica dell’uscita dell’Italia dal sistema euro/UE. La proposta dell’uscita veniva tacciata in questi ambienti di “nazionalismo”, e contro di essa veniva evocata la necessità della lotta unitaria dei ceti popolari europei.
Speriamo che la triste vicenda greca serva almeno a favorire un’ampia presa di coscienza su quali siano i nodi politici reali da affrontare in questo momento storico, se non si vuole soccombere.

Cerchiamo di riassumere i punti fondamentali della questione.

1. Il sistema euro/UE è irriformabile.
La strategia di Tsipras era quella di lottare, all’interno del sistema euro/UE, per strappare un compromesso avanzato, che permettesse al suo governo di porre fine alle politiche di austerità. Questa strategia è stata completamente sconfitta, tanto da essere accantonata dal governo greco ben prima dell’indizione del referendum, il quale è stato convocato solo per ottenere dalle istituzioni europee una qualche disponibilità alla ristrutturazione del debito.
Non ha alcun senso, quindi, pensare di riproporre una simile strategia, perché non è possibile ottenere alcun allentamento dell’austerità all’interno del sistema dell’euro/UE.
Le ragioni sono molte e ne abbiamo scritto molte volte. Ci limitiamo qui a sottolineare il fatto che sarebbe estremamente ingenuo pensare che sia impossibile cambiare le politiche europee solo perché le forze di sinistra non hanno abbastanza potere. E che, quindi, una vittoria delle sinistre in paesi forti come la Germania consentirebbe di rendere possibile ciò che oggi non si riesce a fare. Per smentire questa tesi è sufficiente vedere quale è stato, in queste settimane, l’atteggiamento della SPD tedesca, così come quello di Martin Schultz.
Così come non esiste possibilità che le oligarchie europee cambino le loro politiche, allo stesso modo è impensabile che esse possano essere messe in discussione tramite lotte popolari europee, come continuano a ripetere i sonnambuli, che per continuare a sognare “l’Europa dei popoli” devono necessariamente tenere gli occhi chiusi davanti alla realtà.
Anche su questo, infatti, le recenti vicende greche hanno dato una risposto molto netta. Veniamo così al secondo punto.
2. Non c’è nessuna solidarietà fra i popoli europei.
Nella sua lotta disperata, Atene è rimasta sola. Non c’è stata negli altri paesi europei nessuna iniziativa di solidarietà con la Grecia che sia stata significativa, capace di incidere. Possiamo invece facilmente immaginare cosa sarebbe successo se i popoli dei paesi creditori avessero potuto esprimersi sulle condizioni da imporre alla Grecia.
Aspettarsi che i popoli europei, che nel corso di questa lunghissima crisi non hanno finora mai manifestato una capacità di azione comune, possano camminare insieme nel prossimo futuro, significa fare una irresponsabile scommessa sulla pelle dei popoli stessi.
Al contrario, grazie al sistema euro/UE, i ceti dominanti europei sono più uniti e coordinati di prima (pur nei loro ineliminabili conflitti reciproci). Cosicché essi riescono a concentrare una enorme “potenza di fuoco” (UE, BCE, FMI) contro il popolo del paese che di volta in volta è bersaglio (la Grecia, la Spagna, il Portogallo, l’Italia etc..) mentre quest’ultimo è solo, impotente.
Scegliere, come dicono i sonnambuli, il piano europeo come il piano della lotta, è un vero suicidio, perché su quel piano i popoli sono divisi e resteranno tali, mentre le oligarchie possono facilmente unire le forze. È soprattutto per questo che il progetto di un’Europa federale è da respingere, prima che per la sua difficoltà di realizzazione: perché se anche venisse realizzato, sarebbe non un sogno ma un incubo, l’incubo del dominio pieno delle oligarchie unificate su popoli divisi, deboli, costretti a cedere ai ricatti, come hanno dovuto cedere i greci.
Il piano della lotta deve quindi essere necessariamente quello nazionale. Questo non esclude affatto alleanze con le forze antisistemiche di altri paesi. Ma noi dobbiamo iniziare la nostra lotta in Italia, parlando al popolo italiano. Se e quando negli altri paesi si svilupperanno lotte analoghe, si cercherà di costruire collegamenti con esse.
3. L’inevitabile uscita dall’euro e dalla UE.
Nelle interviste rilasciate dopo il suo abbandono del governo, Varoufakis ha rivelato che una volta compreso che la strategia del governo non avrebbe condotto a nulla, aveva cominciato a progettare l’uscita dall’euro. Questo ci rivela alcune cose fondamentali.
La più importante è che l’uscita dall’euro sta nella logica della cose, se davvero si vuole lottare contro le oligarchie e il sistema euro/UE. Varoufakis aveva sempre dichiarato la sua opposizione al Grexit, ma, alla fine, la forza delle cose lo ha portato a porla come opzione. La realtà vince. Dalla posizione di governo, il ministro delle finanze greco ha visto che se si esclude a priori l’uscita dall’euro, ci si consegna mani e piedi alle oligarchie contro cui si combatte. La posizione di Tsipras, che si può riassumere con la frase “negoziamo, ma sia chiaro che noi non usciremo dall’euro” ha reso facilissimo alle istituzioni imporre qualunque cosa, sotto la minaccia, appunto, della cacciata dall’eurozona.
E’ chiaro quindi che se si vuole seriamente lottare contro le oligarchie e si decide di farlo provando a negoziare con esse, bisogna almeno avere pronto il piano B dell’uscita dall’euro. Ma questa considerazione non è senza conseguenze. Infatti l’uscita dall’euro non può essere un segreto, una specie di inganno: se ci si presenta alle elezioni pensando ad essa come ad una possibilità, gli elettori devono essere informati. Questo non per una astratta “moralità democratica”, di cui peraltro non neghiamo il valore, ma perché l’uscita dall’euro (e dalla UE), come abbiamo detto molte volte, non è la soluzione di tutti i problemi, è “solo” la “condicio sine qua non” per la riapertura della possibilità di una vera alternativa alle politiche attuali.
L’abbandono del mostro europeo comporterà prezzi da pagare. Decidere chi li paga, e come, è politica. Occorrerà decidere cosa fare della riacquistata libertà, verso quali obiettivi indirizzare la politica economica. E su questo si scontreranno le diverse forze politiche.
L’uscita dall’euro e dalla UE significa cioè l’inizio di una nuova fase di lotta politica. Le forze antisistemiche non avranno altra base cui poggiarsi che le masse popolari. Ma tali masse devono essere preparate, devono sapere cosa le aspetta. Devono sapere, se votano per forze antisistemiche, che il loro governo prevede l’uscita dall’euro e dalla UE, almeno come opzione B. Se non c’è questa coscienza, l’eventuale uscita potrebbe rappresentare un disastro, perché potrebbe addirittura essere vissuta come sconfitta o tradimento.

Queste considerazioni, che emergono con chiarezza dalla vicenda greca, ci confermano quello che in questi anni abbiamo sempre ripetuto: l’uscita dall’euro e dalla UE è una componente necessaria nel programma politico di una forza realmente antisistemica.
Marino Badiale e Fabrizio Tringali
18.07.2015

Pubblicato da Davide

  • FlavioBosio

    Una proposta sensata viene proprio da Wolfgang Schaeuble, emettere IOU per tamponare la crisi di liquidità (tradotto: pagare gli stipendi agli statali) in attesa di un Grexit..

    Della serie, visto che fai finta di lavorare, faccio finta di pagarti..
    E poi giù di Dracma e vediamo che succede..
  • ROE

    Un gregge resta un gregge indipendentemente da chi sia il pastore.

  • wld

    Non c’è alternativa all’uscita della Grecia dall’Unione Europea, verrà spolpata ancora un pochino de-localizzando (come sta già succedendo) le aziende in nazioni meno onerose sulle tasse come l’Ungheria. Cosa che noi italiani abbiamo già constatato con imprese di punta: Fiat, Telecom, Frau, solo per citarne alcune, sono 437 i passaggi di proprietà dall’Italia all’estero registrati dal 2008 al 2012.

    La Grecia ha i suoi porti di vitale importanza nell’Egeo così come le sue isole e fanno gola a molti; sanno che il debito non potrà essere pagato lo sanno tutti e prima di ridimensionarlo faranno un grande shopping, distruggendola definitivamente.

    In tutti i casi, Dracma o Euro, con l’attuale miopia politica sarà un salto nel buio; certamente l’Italia con i suoi sessanta milioni di abitanti e oltre non è certo la Grecia, ma la miopia anche della stessa classe governante in Italia che non trae insegnamento da quello che ha sotto gli occhi, potrebbe fare la stessa fine, con il prelievo dei sessanta Euro al bancomat e il denaro elettronico scritto su di un video se non un altro scippo dai conti correnti come è già successo in passato da un "galantuomo" politico ancora sulla breccia.    

  • Rosanna

    Beh … la proposta di Schauble è la stessa di Varoufakis, il quale è stato defenestrato, ed anche Schauble non si sente molto bene, dato che si parla di sue possibili dimissioni … non dimentichiamo però che una parte del suo accordo di salvataggio ha scandalizzato molti europei, soprattutto per la proposta di un fondo progettato per selezionare accuratamente beni pubblici greci del valore di 50 miliardi di euro e privatizzarli per pagare i debiti del paese.

    Del resto un film già visto, perché quando Schäuble guidava la delegazione della Germania Ovest che stava negoziando i termini dell’unificazione con la Germania Est ex-comunista, aveva utilizzato proprio un’agenzia di fiducia, la Treuhand, per trasformare tutte le aziende pubbliche in aziende private, in modo che potessero far parte di un’economia di mercato. Insomma una brutale privatizzazione dell’economia della Germania dell’est, che fu una disgrazia per il popolo del’est, ma anche per la Treuhand stessa che alla fine perse una caterva di miliardi e li fece anche perdere alle casse della Repubblica federale. Un bel libro che racconta tutta questa storia è “Anschluss, l’annessione” di Vladimiro Giacchè(come ho scritto anche in un topic sul forum)

  • Maxim

    il problema di Syriza è che nel suo programma elettorale era inclusa la permanenza della Grecia nell euro , diversamente  dubito che avrebbe vinto le elezioni.
    Tsipras era cosciente del fatto , invece di indire un serio referendum sul restare o meno nell euro ha  proposto un altro quesito .

  • lanzo

    Mettiamola cosi’ visto che si parla di solidarieta’ et cetera.

    In USA – United we stand e compagnia bella, nessuno ha mosso un dito per aiutare Detroit – che sicuramente aveva fra GM – FORD e industria discografica con hits like Diana Ross and the supremes solo quella canzone ha incassato quanto tutta la Grecia ha incassato dai tempi di Socrate,  quindi un PIL superiore alla Grecia – nessuno ha fatto una piega – la citta’ e’ diventata  una rovina, adesso pare si stia un po’ riprendendo,,,
    Mi fermo qui, altrimenti ci sarebbe pure da parlare della California – in particolare Los Angeles – che non aveva piu’ soldi per pagare  i servizi essenziali
  • lanzo

    Quanto ha incassato globalmente BABY LOVE ?  Con la divina Diana Ross ? Ma ve li fate i conti ?

  • lanzo

    BABY LOVE – Diana Ross and the Supremes – ha incassato piu di tutta la Grecia – escludendo gli Onassis e Niarkos e altri che manco conosciamo che non contano in quanto sono esentasse !   Non dico spellarli come facciamo in Italia, ma almeno un pochino, ma proprio poco,  di tasse gliele potevano far pagare o no? Ma di certo  non e’ stato il pensionato o il disoccupato  ad essere responsabile -ma i vari olitici con conti in Svizzera.

    Incidentalmente ho appreso che uno dei figli di Andreotti lavora da anni per la SQUIBB – essendo romano ricordo lo stabilimento della Squibb sulla Salaria, poi hanno sbattuto tutti fuori ma il figlio di Andreotti i suoi 20 milioni all’anno se li becca senza problemi.
    I figli di Leone – il chiacchierato presidente – pure campano bene alla RAI.
  • GiovanniMayer

    Accelerare la costituzione di un Fronte Sovranista con un programma serio. Per esempio:

    Dare la priorità ai punti illustrati dall’utente Mincuo, per esempio qui:
    1) Rappresentanza: chi eleggi poi non ti rappresenta, rappresenta altri interessi. Di elite. 

    2) Controllo: "eleggi" ma poi non controlli nulla, uno può fare i provvedimenti che vuole al di fuori di ogni "progarmma" e non ci puoi far niente. 

    3) Informazione (comprendente anche educazione, scuola, programmi): è colonizzata e sulle cose reali non ti dice mai niente. Specialmente su quelle economico-finanziarie.



    Battersi per l’abolizione dell’articolo 53 dello statuto dell’ONU che recita:
    Articolo 53 
    1) Il Consiglio di Sicurezza utilizza, se del caso, gli accordi o le organizzazioni regionali per azioni coercitive sotto la sua direzione. Tuttavia, nessuna azione coercitiva potrà venire intrapresa in base ad accordi regionali o da parte di organizzazioni regionali senza l’autorizzazione del Consiglio di Sicurezza, eccezion fatta per le misure contro uno Stato nemico, ai sensi della definizione data dal paragrafo 2 di questo articolo, quali sono previste dall’articolo 107, o da accordi regionali diretti contro un rinnovarsi della politica aggressiva da parte di un tale Stato, fino al momento in cui l’Organizzazione potrà, su richiesta del Governo interessato, essere investita del compito di prevenire ulteriori aggressioni da parte del detto Stato.
    2) L’espressione "Stato nemico" quale è usata nel paragrafo 1 di questo articolo si riferisce ad ogni Stato che durante la seconda guerra mondiale sia stato nemico di uno dei firmatari del presente Statuto. 

    http://www.unric.org/it/documenti-onu-in-italiano/ [www.unric.org]19









  • GiovanniMayer

    Due dei tre link non funzionano…vabbé…

  • Tao
     
    Dopo aver letto Lettera aperta agli amici sonambuli [www.badiale-tringali.it]sento forte l’urgenza di introdurre un qualche elemento di sana realtà nel dibattito sulla Grecia, che si sta pericolosamente avvitando. Trovo davvero stupefacente che certi dati vengano costantemente ignorati pur di conservare una posizione ideologica. Ricostruiamo il quadro.
    Nessuno, fra me e Marino&Fabrizio, suggeriva al governo greco di procedere senz’altro all’uscita dall’euro. Condividevamo tutti l’idea che nelle particolari condizioni greche l’uscita sarebbe stata foriera di di disastri, e che comunque avrebbe rappresentato un tradimento del mandato elettorale di SYRIZA. Credevamo però in altre due cose:
     
    1) che i vertici europei volessero a tutti i costi evitare l’uscita della Grecia, per evitare l’effetto domino e quindi la disgregazione della moneta unica;
     
    2) che fuori dall’euro e dalla UE qualcuno avrebbe aiutato la Grecia. Facevamo riferimento in particolare alla Russia e alla Cina. Ciò apriva il versante geopolitico della questione: gli USA avrebbero fatto di tutto per cercare di evitare che la Grecia cadesse nelle mani di Putin.
     
    Dal canto mio, aggiungevo una considerazione che arricchiva il quadro senza modificarlo:
     
    3) e cioè che i tedeschi non volessero affatto assumersi la responsabilità dell’uscita della Grecia, e che avrebbero di gran lunga preferito che tale responsabilità la assumesse il solo governo di Atene.
     

    Continua QUI [lamicodellabc.blogspot.it]