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LA SITUAZIONE A BREVE SI FARA' PERICOLOSA. SCIOPERO SOCIALE E ROVESCIAMENTO DEL MODELLO NEOLIBERISTA

DI MARCO DELLA LUNA

marcodellaluna.info

I dati economici per l’Italia e le proiezioni degli organi specializzati non lasciano dubbi: la recessione continuerà, le riforme di Renzi faranno cilecca, la situazione a breve si farà pericolosa. Gli interessi costituiti, la casta europeista e austerofila, si attrezzano per fronteggiare una possibile situazione prerivoluzionaria mediante una riforma del parlamento e della legge elettorale che metta tutto nelle mani dei segretari di pochi grandi partiti politici, e in particolare si consolida l’asse neoliberista Renzi-Berlusconi.

Andiamo infatti verso uno scenario di fallimento delle promesse renziane, di forte peggioramento economico, di dirompenti tensioni sociali, con un parlamento ultra-maggioritario neoliberista che assicurerà, sì, la maggioranza a un governo fedele al modello economico in via di costruzione, ma che non rappresenterà la popolazione, anzi sarà in palese contrapposizione agli interessi di questa, e dovrà ricorrere alla repressione, legittimandola con i numeri in aula e con l’appoggio dell’”Europa”, e alla bisogna perfezionandola con l’arrivo della Trojka e dell’Eurogendfor.

L’etica finanziaria del rigore e della virtuosità, incarnata dall’UE, è un’etica per i creditori renditieri, per gli usurai, per i produttori monopolisti di moneta e credito. Storicamente, l’inflazione del primo del secondo dopoguerra assieme alle politiche di spesa pubblica a sostegno della crescita economica, alla forte crescita dei redditi nazionali e all’effetto redistributivo di questa combinazione, è ciò che aveva sostanzialmente ridotto i loro privilegi economici.

Essi ora si prendono la rivincita imponendo un modello che antepone a tutto la salvaguardia delle rendite anzi la loro rivincita, attraverso l’imposizione di condizioni opposte a quelle del secondo dopoguerra, cioè stagnazione, spostamento di ampie quote dei redditi dal lavoro alle rendite, concentrazione dei redditi e dei capitali nelle mani di cerchi sempre più ristrette, crescita della quota della spesa pubblica che i paesi subalterni, come l’Italia, devono destinare al pagamento degli interessi sul loro debito pubblico.

La popolazione generale viene posta dai mass media e dalle istituzioni in condizione di conoscere solo la vulgata economica sottesa a questo modello economico e di dimenticare, in quanto ai meno giovani, e di non apprendere, in quanto ai meno vecchi, che è possibile, è esistito ed ha funzionato modello economico diverso, in cui il denaro veniva prodotto e speso per assicurare occupazione e sviluppo, in cui le banche centrali assicuravano l’acquisto dei titoli pubblici a un tasso sostenibile escludendo la possibilità di default, e che in questo modello i disavanzi interni ed esteri nonché i debiti pubblici erano molto più sostenibili di quanto lo sono ora nel sistema della virtuosità per usurai, sicché i governi e i parlamenti avevano la capacità di elaborare e decidere politiche economiche e sociali anziché farsele dettare dai mercati. E le persone avevano la possibilità di fare programmi di vita – cosa che in fondo è lo scopo non solo dell’economia ma della stessa esistenza dello Stato.

La popolazione generale italiana, se tiene la testa dentro alla “realtà” che le è permesso conoscere, cioè dentro il predetto modello di economia virtuosa per usurari e renditieri marca Maastricht, può davvero pensare che il rimedio alle sofferenze che sta vivendo consista nel rinegoziare i parametri per spuntare qualche punto percentuale di flessibilità, di spesa a deficit in più, come promettono vari statisti-contaballe, oppure l’immissione di qualche centinaia di miliardi da parte della BCE, che, come in passato, finirebbero alle banche per chiudere i loro buchi sommersi o per gonfiare nuove bolle speculativa, come sempre avvenuto durante questa “crisi”. L’unico rimedio effettivo sarebbe la sostituzione di quel modello con altri, che ho descritto anche in questo blog.

Un’opposizione sociale vera e realistica dovrebbe puntare apertamente a questo rovesciamento di modello, non a negoziati per ottenere qualche concessione che, per forza di cose, sarebbe presto revocata. E dovrebbe lottare con la coscienza che i tagli di salari, occupazione, garanzie, servizi sono stati intenzionalmente introdotti dalle istituzioni nazionali e sovranazionali come strumento per garantire e rafforzare le posizioni di una classe di renditieri finanziari, di monopolisti del credito; e che quindi si tratta di fare, con i mezzi necessari, se disponibili, una lotta di classe diretta a rovesciare un ordinamento economico-giuridico e a riprendersi i poteri pubblici, governativi, istituzionali, togliendoli a un preciso avversario di classe, per darli alla generalità dei cittadini.

È probabile che la rottura dell’equilibrio, dell’omeostasi di questo attuale sistema, sia alle porte, determinata dalla continua contrazione del reddito nazionale, che rende insostenibile il servizio dei debiti pubblici e privati, quindi tende a far saltare il sistema bancario. Se a questo punto i poteri forti decidono di mettere le mani nei conti correnti della gente e confiscare il risparmio per puntellare le banche e i conti pubblici, questa può essere la scintilla che coalizza le forze euro-scettiche e trasforma gli “scioperi sociali” della Fiom (novembre 2014), e in cui già si nota il ritorno di una coscienza e di una rabbia di classe, in un’attuazione di reale sovranità popolare di contro alla irreale rappresentanza di un parlamento di nominati e ultramaggioritario. Anche perché tale opzione di bail-in a carico dei risparmiatori farebbe capire a molti che il sistema di governance globale creato intorno al FMI, alla FED, alla BCE, al MES, alla Banca dei Regolamenti internazionali, alla Commissione, ha proprio la funzione di scaricare su lavoratori, pensionati, risparmiatori, cittadini, i danni causati dalle attività di azzardo e dalle truffe finanziarie di quella stessa classe internazionale che dirige le predette istituzioni sovranazionali.

Un simile rovesciamento dal basso del modello socioeconomico non è possibile su scala nazionale, bensì solo su scala almeno continentale. Ed è improbabile che parta dagli italiani, che sono storicamente incapaci di simili imprese.

Marco Della Luna

Fonte: http://marcodellaluna.info

Link: http://marcodellaluna.info/sito/2014/11/16/sciopero-sociale-e-rovesciamento-del-modello-neoliberista/

16.11.2014

Pubblicato da Davide

  • Hamelin

    Ok logica perfetta , e quindi ?

    La maggior parte della gente dovrebbe combattere un nemico che nemmeno ritiene tale ma anzi lo reputa un suo garante e benefattore .

    Un simile rovesciamento avrà luogo forse quando ci sarà miseria e povertà diffusa .

  • alvise

    …. e da quel punto in poi non avremo nemmeno la forza di camminare.

    E nemmeno il 5 stelle, che voto e che ho votato, non farà più paura a nessuno, ammesso abbia fatto "paura".

    Noi che usiamo la rete i segnali drammatici li intuiamo tutti, anche se Della Luna o altri ce li espongono. Purtroppo la coglionite itaGliana è figlia dell’ignoranza, e chi sa o pensa di sapere deve soccombere. Io tocco con mano questa ignoranza quando vado in tutte le piazze della mia città a fare lo Speaker’s Corner, e quasi tutti (dico la verità) tra quelli che mi ascoltano mi lanciano sempre volgarità in difesa di questo governo renzi-berlusconi. Quindi posso dire con cognizione che, se quanto subisco è lo specchio degli itaGliani, non ho dubbi che potremmo diventare come la grecia

  • fgardini

    …e le FORZE DI POLIZIA dovrebbero cominciare a meditare e a domandarsi seriamente "DA CHE PARTE STARE ?!"

    Anche gli uomini della GESTAPO facevano il loro lavoro e obbedivano agli ordini, ma non mi sembra che abbiano meritato dalla storia alcuna giustificazione per i loro crimini.

    Siamo sotto una dittatura delle oligarchie sovranazionali, è sotto gli occhi di tutti. Siamo governati da dei fantocci nominati e non eletti, e questo già per la terza volta.

    Il fantoccino cretinetto dice che lui e il suo governicchio di babyrinco e quote rosa da varietà andrà avanti per la sua strada fregandosene delle piazze. Le piazze siamo noi! Lui, il cretinetto fantoccio, se ne frega di noi! Questo imbecille criminale va fermato!!!

    Lui e i suoi manovratori sono dei criminali usurpatori di un potere che formalmente non è mai stato dato da noi italiani.

    Ehi POLIZIA e CARABINIERI e anche ESERCITO, andate a prenderlo questo idiota di napoleoncino, altro che fargli la scorta, …in galera deve stare, assieme a tutti i capi mafia (la mafia quella vera) che lo manovrano. La scorta devono fargliela i secondini!!!

    E basta con i toni diplomatici e la dialettica in punta di fioretto, SIAMO INCAZZATI!!! DEVONO SAPERLO TUTTI, anche CRETINETTI FANTOCCI rincoglioniti da avanspettacolo che si permettono di urinare su di noi e sulle piazze con una spocchia che solo degli idioti totali possono manifestare.

    E per quelli che li voterebbero …buon sonno della ragione a tutti loro, e che peste li colga al più presto.

     

  • Aironeblu
    Attenzione a non cadere nella trappola dell’anti-governante di turno e a non focalizzare tutto sulla figura di Renzi, per quanto repellente possa essere: tolto un burattino se ne mette un altro, il problema è ai piani superiori.
    Berlusconi docet, fino a pochissimi anni fa sembrava essere lui la causa di tutti i mali, ma dopo il colpo di stato silenzioso del 2011 dalla padella siamo saltari nella brace.
  • Simec

    Questa espressione geografica corrotta e mafiosa è morta e sta purefacendo.
    Solo il lavaggio del cervello mediatico di regime tiene in piedi la finzione di una mummia nonagenaria che non si regge nemmeno in piedi.
    Solo la menzogna sorregge banke e regime.
    Questo paese di merda è destinato a finire coma la vicina ex-Jugoslavia.
    20 anni di tv dello psico-nano hanno completamente rincoglionito il popolo bue.
    E oggi ci pisciano in testa e ci dicono proprio che ci pisciano in testa.
    Fra poco la classe media non esisterà +, pauperizzata, rapinata da quegli stessi governi fantoccio da lei stessa votati. Borghesucci dei miei coglioni, che non hanno mai letto un libro, che se ne fottono del dolore di chi gli sta intorno.
    Ho un cognato direttore di banka che dice testualmente: "Io non ne so niente di politica e non mi interessa, mi interessa solo il mio giardino e che non facciano sciopero quando prendo l’aereo per la vacanza". E’ questa la classe media italiana. E sarebbe questa gente che dovrebbe fare la rivoluzione? Questi capirano solo quando vedranno la rivolta in piazza e le auto in fiamme.
    Allora capiranno che non si può sempre fottersene.
    Ma la moderna dittatura va combattuta non con le elezioni e i referendum
    Serve la disobbedienza civile
    Serve il boicottaggio delle banke
    Servono i roghi delle TV in piazza
    Serve pulirsi il culo coi fogli d’ordini di quella pletora caina e bastarda di giornalisti servi che puntellano il regime.
    Norimberga per gli eurocrati
    Abolizione delle banke private
    Sovranità monetaria
    Macroregioni al posto di questo stato fallito..
    Presto o tardi il soggetto politico nuovo sarà maturo e la loro violenza di stato non gli basterà +
    Sta a noi decidere sino a che punto farci agonizzare e quando dire BASTA!
    E non sarà una "situazione pericolosa", caro Della Luna, sarà una PRIMAVERA, come nel 2011. Se è accaduto nelle satrapie arabe perchè non puo accadere anche nel paese vergogna del mondo occidentale?

  • MespE

    Mi trovo d’accordo con la parte descrittiva, ma onestamente non vedo le basi per un rovesciamento del modello neoliberista. La prospettiva più probabile mi sembra quella che già vediamo in Grecia, vale a dire con una serie di manifestazioni violente da parte di una minoranza che non sfociano in nulla, e con un impoverimento e rassegnazione generale da parte della popolazione. Come indicato qualche mese fa da un articolo che si chiedeva perché in Italia la gente non si ribella, manca un movimento coeso e organizzato di opposizione anti-sistemica e manca un modello socio-economico alternativo forte, che tenga anche conto dell’opposizione che arriverebbe dalle élite tecnocratiche ed anglo-americane.