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LA SINISTRA VISIONARIA

DI JEAN BRICMONT
counterpunch.org

C’ è stato un tempo in cui, all’inizio degli anni ’70, molte persone, me compreso, pensavano che tutte le “lotte” di quell’epoca fossero interconnesse: la Rivoluzione Culturale in Cina, le guerrillas in America Latina, la Primavera di Praga e i “dissidenti” dell’Est Europa, il Maggio del ’68, il movimento per i diritti civili, l’opposizione alla guerra in Vietnam ed i movimenti per titolo socialisti anti-colonialisti in Africa e in Asia. Eravamo convinti anche del fatto che i regimi “fascisti” in Spagna, Portogallo e Grecia, per analogia con la Seconda Guerra Mondiale, potessero essere rovesciati solo attraverso la lotta armata, possibilmente protratta nel tempo.Ebbene, tutte queste idee erano delle pie illusioni. La Rivoluzione Culturale non aveva nulla a che vedere con i movimenti anti-autoritaristici in Occidente, i dissidenti est-europei erano, in genere, pro-capitalisti e pro-imperialisti e spesso in modo fanatico, le guerrillas latinoamericane rappresentavano un sogno irraggiungibile (eccezion fatta per il Centro America) ed i movimenti nazionali di liberazione altro non erano che l’incarnazione di una volontà di liberazione nazionale che si faceva chiamare socialista o comunista a seconda che a sostenerla fosse l’ Unione Sovietica o la Cina. I regimi “fascisti” sud-europei si sono convertiti senza opporre una resistenza che non fosse la lotta armata. Molti altri regimi autoritaristici hanno fatto la stessa cosa: nell’Est Europa, in America Latina, in Indonesia, in Africa ed ora in una parte del mondo arabo. Alcuni si sono sgretolati dall’interno, altri sono crollati dopo qualche manifestazione.

Queste illusioni di gioventù mi sono tornate in mente leggendo della petizione “per esprimere solidarietà nei confronti dei milioni di Siriani che si stanno battendo per la dignità e la libertà da maggio del 2011”, e che annovera tra i propri firmatari il gotha della Sinistra Occidentale. La mozione rivendica che “la rivoluzione in Siria è una parte fondamentale delle rivoluzioni nord-africane, ma è anche un’estensione della rivolta zapatista in Messico, del movimento dei senza terra in Brasile, delle lotte contro lo sfruttamento neoliberale in Europa e in Nord America, nonchè un eco dei movimenti per la libertà in Iran, Russia e Cina”.

I firmatari, ovviamente, chiedono l’immediata deposizione del potere da parte di Bashar al-Assad come unica “speranza per una Siria libera, unita ed indipendente”. Essi inoltre accusano Russia, Cina e Iran di essere dei “sostenitori del massacro” nonostante la loro “presunta amicizia con gli Arabi”; riconoscono che “gli Usa ed i loro alleati nel Golfo sono intervenuti in appoggio ai rivoluzionari” ma li condannano “per averlo fatto per un evidente, cinico tornaconto personale”, tentando di “reprimere e di sovvertire la rivolta”. A questo punto non è chiaro il nesso tra quanto appena detto ed il contenuto della linea successiva, ove si afferma che “i poteri locali e planetari hanno abbandonato la popolazione siriana”.

L’esito della petizione, in ultima analisi, è una serie di magniloquenti dichiarazioni di “solidarietà da parte di intellettuali, accademici, attivisti, artisti, cittadini che si sentono coinvolti in prima persona e di movimenti sociali nei confonti dei siriani”, nonchè un’ enfatizzazione del “carattere rivoluzionario della loro lotta” unita alla volontà di “impedire che conflitti geopolitici e guerre per procura abbiano luogo nel loro territorio”. Niente meno!

Vale la pena di analizzare nei dettagli questa petizione, perché essa rappresenta sia un ottimo sunto di ciò che è il pensiero sinistroide dominante che una valida spiegazione del perche’ in Occidente non e’ rimasto nulla della vera Sinistra. Si tratta dello stesso orientamento che ha guidato il pensiero politico della Sinistra Occidentale durante la guerra in Kosovo e quella in Libia, e fino ad un certo punto anche durante quella in Afghanistan (“solidarietà con le donne afghane”) e in Iraq (“staranno molto meglio senza Saddam”).

Prima di tutto l’esposizione dei fatti accaduti in Siria e’ alquanto dubbia. Io non sono un esperto della Siria, ma se la popolazione e’ cosi’ unanimemente contro il regime, come ha fatto a sopportarlo per così tanto tempo? Ci sono state relativamente poche defezioni nell’esercito e nel personale politico e diplomatico. Posto che la maggior parte dei Siriani e’ Sunnita e che il governo viene puntualmente descritto come dipendente dal supporto della “setta Alawi”, allora vuol dire che nella versione ufficiale della storia sulla Siria mancano dei pezzi fondamentali.

Secondo, che piaccia o meno le azioni di “Russia, Cina e Iran” in Siria si sono svolte nel rispetto della legge internazionale, al contrario di quanto e’ avvenuto con quelle volute dagli “Usa e dai loro alleati nel Golfo”. Dal punto di vista della legislazione internazionale l’attuale governo in Siria e’ legittimo e la sua richiesta di aiuto e’ assolutamente legale, mentre armare i ribelli non lo e’. Su questo aspetto normativo i sinistroidi che hanno firmato la petizione avrebbero qualcosa da ridire, perche’ esso favorisce i governi e non i rivoltosi. Ma provate ad immaginare quale sarebbe il caos se tutti i Grandi Poteri avessero la liberta’ di armare dei ribelli a loro scelta in tutto il mondo. La vendita delle armi ai dittatori e’ sicuramente deplorabile, ma gli Usa non sono certo nelle condizioni di poter pontificare in materia.

Inoltre sono state “la Russia e la Cina” a riuscire ad impedire, grazie al loro voto al consiglio delle Nazioni Unite, un nuovo intervento degli Usa dopo quello in Libia, al quale la Sinistra Occidentale si era tiepidamente – se non per nulla – opposta. In effetti, visto che gli Usa avevano utilizzato la Risoluzione Onu sulla Libia per attuare un cambiamento di regime che essa non autorizzava affatto, non e’ normale che Russia e Cina si siano sentite prese in giro e che ora dichiarino fermamente: “mai più”?

La petizione giudica gli eventi in Siria come “un’estensione della rivolta zapatista in Messico, del movimento dei senza terra in Brasile, delle lotte contro lo sfruttamento neoliberale in Europa e in Nord America, nonche’ un eco dei movimenti per la liberta’ in Iran, Russia e Cina”, ma chi l’ha firmata sta bene attento a non collegarli ai governi anti-imperialisti dell’America Latina, perche’ questi ultimi sono fortemente a sfavore di qualsiasi intervento esterno e rivendicano con forza il rispetto della sovranita’ popolare.

Per finire, cosa fa pensare che il ritiro “immediato” di Bashar al-Assad permetterebbe la nascita di una Siria “libera, unita e indipendente”? Non bastano gli esempi dell’Iraq e della Libia a gettare qualche dubbio su previsioni tanto ottimistiche?

Il che ci porta ad affrontare un secondo problema concernente la petizione, ovvero la sua spiccata tendenza verso un romanticismo rivoluzionario. La Sinistra Occidentale odierna e’ la prima a denunciare i regimi “stalinisti” del passato, compresi quello di Mao, Kim Il Sung o Pol Pot. Ma dimenticano che Lenin ha combattuto contro lo zarismo, Stalin contro Hitler, Mao contro i Kuomintang, Kim il Sung contro i giapponesi e che questi ultimi due, proprio come Pol Pot, hanno lottato contro gli Usa? Se la storia deve insegnarci qualcosa e’ proprio che il fatto di combattere contro l’oppressione non necessariamente fa di un uomo un santo. E dato che così tante rivoluzioni violente del passato con il tempo non hanno fatto altro che inasprirsi, che motivo c’e’ di credere che la “rivoluzione” in Siria, peraltro sempre più condotta da fanatici religiosi, possa ergersi come luminoso esempio di liberta’ e democrazia?

Ci sono state ripetute offerte di negoziazione da parte di “Russia, Cina e Iran”, cosi’ come dal “regime di Assad” nei confronti sia dell’opposizione che di chi la sostiene (“gli Usa ed i loro alleati nel Golfo”). Non bisognerebbe dare una chance alla pace e alla diplomazia? Il “regime siriano” ha modificato la propria costituzione: perche’ essere certi che cio’ non possa condurre ad un “futuro di democrazia” e che invece una rivoluzione violenta consentirebbe di raggiungere un simile obiettivo? Non dovremmo dare una possibilita’ alla riforma radicale?

In ogni caso la pecca maggiore della petizione, esattamente come e’ stato per appelli dello stesso genere lanciati in passato dalla Sinistra umanitaria interventista, risiede in questa domanda: a chi si sta rivolgendo? I ribelli in Siria vogliono le armi piu’ sofisticate possibili – e nessun firmatario della petizione puo’ dargliele, cosi’ come e’ assai difficile capire come “la societa’ civile globale, i governi incapaci e manipolatori” possano farlo. I ribelli vogliono che i governi Occidentali forniscano loro queste armi, non gli puo’ importare di meno di cio’ che la Sinistra Occidentale pensa. E questi governi Occidentali, del resto, a malapena hanno coscienza dell’esistenza di questa Sinistra visionaria. E se anche fosse, perche’ dovrebbero stare a sentire della gente che non ha neanche un vero e proprio supporto popolare e di conseguenza nessun mezzo per esercitare una reale pressione politica? La prova piu’ lampante di cio’ e’ data da una causa a cui molti firmatari hanno consacrato gran parte della loro vita: la Palestina. Quale governo occidentale presta attenzione alle richieste del “movimeno di solidarieta’ alla Palestina”?

Il fatto che la petizione non abbia effetto in Siria non vuol dire che non ne abbia tout court. Essa spegne e snatura cio’ che rimane dei sentimenti pacifisti, invocando atti di solidarieta’ verso una rivolta che e’ gia’ militarmente sostenuta dall’Occidente. Da questo punto di vista risulta psicologicamente difficoltoso fare opposizione ad un intervento degli Usa negli affari interni della Siria, perche’ e’ proprio questo cio’ che vogliono i rivoluzionari che noi dovremmo “supportare” (apparentemente, a differenza dei firmatari, loro non hanno capito che l’Occidente vuole “reprimere e sovvertire la rivolta”). Certamente i difensori della petizione diranno che loro non sono per il sostegno ai piu’ violenti estremisti in Siria, ma allora chi stanno sostenendo esattamente, e come? Inoltre la falsa impressione che “i poteri mondiali hanno abbandonato la popolazione siriana” (quando invece c’e’ un flusso costante di armi e di militanti islamici in Siria) viene in parte dal fatto che gli Usa non sono cosi’ stupidi da rischiare una Guerra Mondiale, visto che a quanto pare in questa circostanza la Russia sta dimostrando di sapere il fatto proprio. Il pensiero che potremmo essere sull’orlo di una guerra mondiale non sembra nemmeno sfiorare i firmatari.

I sostenitori della petizione probabilmente diranno che “noi” dovremmo denunciare sia l’imperialismo statunitense che i regimi oppressivi contro cui “la popolazione” si ribella. Ma cio’ non fa altro che mostrare quanto essi siano illusi: perche’ proclamare la necessita’ di fare due cose in una volta sola quando non si e’ in grado di farne neanche una, nemmeno in parte?

Se queste petizioni sono addirittura peggio dell’inazione, cosa dovrebbe fare la Sinistra? Prima di tutto pensare agli affari suoi, ovvero combattere a casa propria. E’ molto piu’ difficile che non esprimere una solidarieta’ senza senso a della gente che sta a miglia di distanza. E combattere per cosa? Per la pace attraverso la demilitarizzazione dell’Occidente e una politica non interventista, mettendo la diplomazia e non la minaccia armata al centro delle relazioni internazionali. Tra parentesi sono i libertari e la Destra paleoconservatrice ad invocare una politica di non intervento. Questo fatto, insieme all’evocazione degli eventi storici che hanno preceduto la Seconda Guerra Mondiale (la guerra civile in Spagna, gli accordi di Monaco), viene continuamente utilizzato dalla Sinistra per gettare una cattiva luce sull’anti interventismo. Ma e’ un’idiozia: Hitler non risorge tutti i giorni e l’Occidente non deve deve far fronte a nessuna reale minaccia militare. E’ perfettamente legittimo, per come stanno le cose al giorno d’oggi, che i cittadini americani abbiano tutti gli interessi a tagliare le spese dell’Impero.

In effetti sarebbe assolutamente pensabile l’idea di fondare una coalizione Destra-Sinistra sostenuta da tutti coloro che sono contro il militarismo e l’interventismo. Ovviamente all’interno di una simile coalizione ci potrebbero ancora essere dei disaccordi su alcune questioni – come ad esempio quella relativa ai matrimoni gay – ma, per quanto importante, niente del genere dovra’ impedire di lavorare insieme su istanze prioritarie come la pace mondiale, la difesa dell’Onu e della legislazione internazionale e lo smantellamento delle fondamenta dell’impero statunitense. Non e’ da escludere che una campagna mediatica ben organizzata potrebbe portare molti americani ad aderire.

Di tutt’altro genere e’ lo spirito della petizione, che sembra orientato verso un maggiore coinvolgimento degli Usa ed un incremento dei loro interventi. Di sicuro molti firmatari si ritengono degli anti-imperialisti e pacifisti, e alcuni di loro hanno avuto un ruolo importante nell’opposizione alle precedenti guerre ingaggiate dagli States. Ma non sembrano essersi resi conto che le tattiche imperialiste sono cambiate dai tempi dei movimenti nazionali di liberazione. Ora che la decolonizzazione e’ completa (eccezion fatta per la Palestina) gli Usa non attaccano i movimenti rivoluzionari, bensi’ i governi giudicati troppo indipendentisti. E per fare cio’ sfruttano una gamma di mezzi che dal punto di vista tattico sono molto simili a quelli utilizzati dai movimenti rivoluzionari o progressisti del passato: lotta armata, disobbedienza civile, organizzazioni indipendenti finanziate dal governo, rivoluzioni colorate etc.

L’ultimo esempio di questa strategia e’ il tentativo da parte dei governi occidentali di utilizzare la comunita’ LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender, ndt) come una “truppa d’assalto” ideologica contro la Russia e le Olimpiadi invernali, con l’intento neanche troppo velato di distogliere l’attenzione pubblica dall’imbarazzante fatto che, nell’affare Snowden, è la Russia e non gli Stati Uniti ad essere dalla parte della libertà. C’e’ da temere che in questa crociata la sinistra umanitaria interventista salirà sul carro dei vincitori. Tuttavia, come Gilad Atzmon ha sottolineato con il suo stile sottilmente provocatorio, e’ assai improbabile che una cosa simile possa giovare alla comunita’ LGBT in Russia, perche’ tale appoggio si presta facilmente ad essere utilizzato, da parte degli oppositori del movimento, come un argomento a sostegno della tendenza di quest’ultimo ad accogliere a braccia aperte qualunque forma di influenza proveniente dall’estero. Essere individuati come agenti di un potere esterno non e’ un bene per nessuna minoranza in nessuna parte del mondo, tanto meno se questo potere e’ rappresentato dall’attuale amministrazione statunitense, detestata per la sua arroganza e le sue pretese interventiste. E guarda a caso coloro che lanciano appelli sulla necessità di boicottare i giochi invernali in Russia sono gli stessi che non hanno nulla da obiettare sullo svolgimento dei giochi olimpici a Londra. Detto in altre parole, ai loro occhi prendere delle misure anti gay e’ un crimine gravissimo, mentre combattere le guerre in Afghanistan e in Iraq e’ stato un peccato di poco conto.

L’ imperialismo moderno si fa beffe di coloro si abbandonano alle illusioni del romanticismo rivoluzionario o che si mettono dalla parte del perdente in partenza senza prima aver appurato che questi lo sia veramente. A chi invece aspira ad un ordine mondiale piu’ giusto e pacifico, ed e’ fermamente convinto che la condizione sine qua non per raggiungere un simile risultato sia l’indebolimento dell’imperialismo statunitense, l’ imbroglio non sfugge. Queste contrastanti visioni di come vanno le cose spaccano sia la Destra che la Sinistra, interventisti liberali e neocon da un lato, libertari, paleocon e sinistroidi tradizionali dall’altro. E una situazione di questo tipo potrebbe richiedere la creazione di nuove, eterodosse alleanze.

Jean Bricmont
Fonte: www.counterpunch.org
Link: http://www.counterpunch.org/2013/08/14/the-wishful-thinking-left/
14.08.2013

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di DONAC78

Pubblicato da Davide

  • Georgios

    Fiumi di parole per arrivare all’ovvio. Per inventare l’acqua calda.

    Invece ci si dovrebbe chiedere che cosa sia la sinistra oggi (come anche la destra oggi). Se la sinistra oggi e’ una specie di opera caritativa verso gli infelici della Terra (popoli oppressi o LGBT che siano) allora non e’ più sinistra (come infatti non lo e’ più) ed e’ più giusto chiamarla non semplicemente visionaria ma addirittura pericolosa, o forse ancora più obbiettivamente, sistemica. Perché si presta a proposte interventiste cause di massacri che di sinistro hanno solo questo aggettivo. E che spesso sono di dubbia origine.

    D’altra parte, in molti casi oggi, la destra, esprimendo un sentimento patriottico come base ideologica di resistenza all’attacco neoliberista, si trova a svolgere quello che in passato era proprio dell’allora sinistra: lotte di liberazione contro l’occupazione coloniale o lotte patriottiche di resistenza. In ogni caso a favore della sovranità nazionale.

    Sotto questo aspetto e’ chiaro che questa sinistra di oggi non ha niente in comune con la sinistra degli anni ’70 che era classista e rivoluzionaria, ragion per cui tutte le lotte elencate da Bricmont all’inizio del suo articolo erano effettivamente interconnesse. In un modo o nell’altro sia che avessero luogo in una società di capitalismo avanzato o in un paese che cercava di ampliare il varco verso la sua prospettiva socialista o in un altro che rivendicava la sua sovranità nazionale (in Cecoslovacchia, in America Latina o in Africa), erano tutte lotte contro il capitale che, allora, si trovava sulla difensiva. Tutto il resto, dissidenti, diritti civili, opposizione alla guerra in Vietnam etc erano delle conseguenze logiche però a margine della questione centrale: la rivendicazione popolare di almeno una migliore spartizione del prodotto del lavoro sociale. Cosa che culminò nell’autunno caldo del ’69 in Italia. Altro che Maggio francese dell’68 e i suoi movimenti “anti-autoritaristici” dei quali il più famoso rappresentante (Daniel Cohn-Bendit) era tra i fanatici sostenitori dei bombardamenti umanitari sulla ex Jugoslavia.

    Piuttosto che insistere ad attribuire lo stesso significato a delle parole alle quali il tempo ha cambiato il senso, e’ meglio guardare onestamente la realtà storica e riconoscere la verità: Oggi la sinistra e’ diventata destra e la destra tende a indicare la via verso la sinistra. Non quella da manuale ma quella della realtà sociale.

  • dana74

    “Oggi la sinistra e’ diventata destra e la destra tende a indicare la via verso la sinistra.” mi sembra uno schema comodo e semplicistico. Forse la sinistra è sempre stata quel che è, ha solo un ufficio propaganda ottimo ed un pubblico facilmente raggirabile.
    Inoltre ste due sigle spiegano ben poco. C’è una sinistra e destra sociale e le altre liberiste/imperialiste.QUindi il punto non è destra vs sinistra ma tra socialismo vs imperialismo neoliberista.
    Tra chi sta con i popoli e chi con le elites

  • Jor-el

    Sono d’accordo.

  • Nauseato

    Fiumi di parole per arrivare all’ovvio. Per inventare l’acqua calda.

    In effetti ho avuto anche io quella stessa sensazione.
    Poi per carità: spesso nulla è meno ovvio dell’ovvio. Ma non so se sia questo il caso.

  • Gracco

    interessante la notizia e le valutazioni al riguardo. Sarei curioso di conoscere nomi e cognomi dei firmatari di questa petizione, che l’autore indica come “gotha della Sinistra Occidentale” . Alcuni li posso immaginare…Questa gente dovrebbe essere scrutinata a fondo singolarmente e comparativamente per individuare come quando e perché si è sviluppata la loro perversione antropologica

  • Fernesto

    Fai un pò di casino . La “sovranità nazionale” non è sinistra . E’ nazionalismo . La sovranità nazionale ( in un mondo dove le materie prime per costruire ogni cosa , da un cellulare ad computer , dai carburanti alle medicine , da una sedia al pannello solare ecc. ecc.. ecc.. sono sparse in ogni angolo della terra ) è solo per i più forti militarmente . San Marino o Cipro potranno mai avere una “sovranità nazionale” ? La nazione , la patria sono valori guerrafondai e razzisti , è l’estrema destra fascistoide . Ripeto , fai casino ( e confrontare il passato in contesti diversi per giustificare posizioni nazionaliste di oggi , in un mondo totalmente diverso , è una macchinazione farlocca )

  • Georgios

    Mi limito a rispondere fuori dal casino. Solo sulle tue argomentazioni che considero non incasinate. Per ragioni di cortesia e di civiltà si capisce.

    Secondo te il Diritto Internazionale che non e’ una cosa astratta ma e’ cosa scritta e firmata da tutti i paesi dell’ONU, e’ una burla, oppure qualcosa che costituisce legge di convivenza civile? Perché se e’ una burla, allora la prossima volta che vedi nella casa del vicino qualcosa che ti piacerebbe avere, afferra una mazza, spaccagli la testa e prendila. Naturalmente dovrai essere più forte di lui, altrimenti la visita la farà lui a te.

    Cipro e San Marino, da quel che mi risulta, sono esistiti come paesi sovrani da parecchio tempo. Come molti altri paesi. Solo adesso viene posta in forse la loro sovranità, come d’altronde si sta sgretolando la sovranità del mio e del tuo paese a causa di precise politiche messe in atto negli ultimi anni. Certo, la legge del più forte era sempre valida. Certo, in varie parti del mondo (che chiamavamo terzo) le ricchezze venivano depredate, però proprio perché non erano di fatto sovrani, essendo le popolazioni divise sotto l’influenza di varie bande armate sovvenzionate dalle multinazionali. Ma per i cosiddetti paesi civili esistevano precise regole di scambio delle merci (per esempio limoni vs petrolio oppure servizi vs rame) che soddisfavano i bisogni di entrambi.

    Ora che il terzo mondo sta approdando in Europa, una delle poche arie del modo dove la legge del diritto internazionale veniva ancora in gran parte rispettata, che facciamo? Ci spogliamo dei nostri diritti civili e internazionali, perché quelli che vengono sono più forti? Chi te lo dice che sono più forti? Hollywood o la TV? E quale e’ la prima cosa che dobbiamo invocare (prima di passare necessariamente e nostro malgrado alle maniere forti)? Non e’ quello che tutti avevamo firmato dopo la 2a Guerra Mondiale? La garanzia della sovranità nazionale?

    Infine, chi te l’ha raccontato che sovranità nazionale non e’ di sinistra? Chi ti ha raccontato che la patria e’ razzismo, fascismo e guerra? Mazzini, Garibaldi e Verdi erano dei fascisti? Lo sai che cosa ne pensavano della patria alcuni dei più celebri pensatori non solo marxisti ma anche anarchici?

    E’ deprimente vedere in un quadro di distruzione dei fondamentali diritti delle persone, proprietà, salari e pensioni, salute ed educazione in prima fila, tanto cinismo che da una parte identifica l’unica garanzia di questi diritti, la sovranità nazionale, col fascismo ed il razzismo, mentre dall’altra accetta in maniera masochistica la “legge del più forte”.

    Lo stato nazione e’ stato il più alto grado di convivenza civile conquistato dall’umanità fino a oggi, eccezion fata per lo stato della pòlis nella Grecia classica. E’ stato conquistato con le lotte dei popoli, e’ stato un compromesso che la borghesia e’ stata costretta a concedere in termini di diritti. Ed e’ il passaggio necessario per andare oltre, verso un tipo di convivenza ancora più democratico. E’ quello che la gente chiedeva qui in Grecia subito dopo il trionfo della guerra partigiana dopo la 2a Guerra Mondiale e che chiamava “Laokratia”, cioè Kràtos (Stato ma nel senso del Potere) del Laòs (Popolo).

    Compito della sinistra, se vuole essere chiamata tale, e’ servire il popolo. E quello che il popolo desidera oggi e’ riavere quello che gli stanno rubando: il suo lavoro, la sua casa, la scuola per i suoi figli, gli ospedali, l’energia, l’acqua, i trasporti etc che sono suoi perché li ha costruiti lui. Per quel che riguarda la legge del più forte, non c’è niente di più forte del popolo e niente di più tremendo della sua ira.

  • Georgios

    Mi correggo: 4o paragrafo, 1a riga = aree

  • Fernesto

    Gli Stati Uniti , la Russia , la Cina , l’Iran , Israele , l’Arabia Saudita , il Giappone , la Cina ecc .. non hanno firmato e se ne sbattono di un bordello di trattati del diritto internazionale . Stesso discorso per gli imperialismi del passato . Vedo che devi il discorso : in un mondo dove ogni cosa , dal cesso di casa tua , ai telefonini , ai satelliti , è fatto con materie prime sparse in ogni angolo del pianeta … la “sovranità nazionale” non potrà essere per tutte le nazioni .Poi , la sinistra ( e Marx soprattutto ) mettono al centro l’essere umano , non la patria che non vuol dire una minchia e che è un’invenzione borghese . Gli Stati Uniti mi sembrano una “nazione sovrana” … forse ora che ci sono anche i BRICS un pò meno… ma diciamo che ai tempi di Bush era senz’altro la “nazione sovrana” per eccellenza …
    La sovranità delle persone , dei lavoratori , la democrazia , la lotta contro il capitale che decide quel cacchio che vuole ecc è una cosa .. ed è una buonissima cosa … la “sovranità nazionale” non vuol dire un tubo , e non è sinistra , è nazionalismo . PS : ai tempi di Mazzini esistevano tante “patrie” , ognuna con la sua lingua ufficiale … Mazzini le voleva unire in una nuova “patria” , l’Italia … oggi Mazzini , se ragionasse allo stesso modo , non sarebbe solo europeista , sarebbe per la patria planetaria : il mondo PS2 la polis dell Grecia Classica si fondava sulla schiavitù

  • Georgios

    Punto 1 Stai raccontando delle balle. Una cosa e’ la violazione di qualcosa che hai firmato un’altra non aver firmato niente. https://it.wikipedia.org/wiki/Statuto_delle_Nazioni_Unite
    Punto 2 Non devo alcun discorso. Impara a leggere.
    Punto 3 L’essere umano non e’ una scimmia. Ha radici ed ha prospettive. Quando si dice essere umano si intendono tutte queste cose. Anche qui un po di lettura ti farebbe bene. Marx, Engels e Lenin sulla questione della nazione http://links.org.au/node/164 e anche http://www.workersrepublic.org/Pages/International/National%20Question/marxandnatquestion.html – punto ii. La parola nazione si può leggere in vari modi. La parola patria in uno solo. Lo scoprirai presto quando ti pignoreranno la casa per esempio o quando ti obbligheranno all’immigrazione.
    Punto 4 Nazione sovrana significa nazione non occupata. Per il resto “La sovranità delle persone , dei lavoratori , la democrazia , la lotta contro il capitale che decide quel cacchio che vuole ecc” che dici, la risposta e’ che non si può fare un tubo senza sovranità perché conosco uno che era riuscito ad unificare tutta l’Europa prima della UE: Hitler. A quanto pare la classe operaia non aveva gradito questo tipo di “internazionalismo”. L’internazionalismo si crea tra le classi operaie di nazioni indipendenti e sovrane, non schiavizzate. La cosa si manifestò p. es. durante il biennio rosso del 1919-1920 e non durante l’occupazione nazista.
    Punto 5 Il tuo discorso su Mazzini e’ di tipo corporativista, da “cittadino del mondo”, cioè fascista. Certo, se Mazzini fosse iscritto al PD oggi vorrebbe tutto quello che dici. Ma lo sarebbe? O chiamerebbe il popolo all’insurrezione? Se lo vedo glielo chiedo.
    Punto 6 – passo e chiudo – Parlare di schiavitù nel mondo antico e avere la faccia tosta di portarla come esempio di carenza democratica significa, per dirla in modo molto elegante, confessare la propria ignoranza. Essere schiavo a quel tempo era una sfortuna ma anche qualcosa di naturale, accettata da tutti. Ci potevi finire sia come prigioniero di guerra, sia come preda in un atto di pirateria. Infatti lo stesso Platone in uno dei suoi viaggi in Sicilia era stato fatto prigioniero e venduto come schiavo, solo che qualcuno lo riconobbe e lo comprò per liberarlo. Lo schiavo di allora non aveva nessun nesso con gli schiavi di oggi, poteva benissimo assumere il ruolo di insegnante o di poliziotto. Poteva anche ricomprarsi la sua libertà. Infatti non c’era razzismo allora, solo il senso del diverso. Ma di che stiamo parlando? A che cosa ha fatto riferimento Marx parlando della democrazia dal basso? Non ha parlato della polis antica?

  • Fernesto

    ma finiscila di dir boiate . l’internazionalismo marxista non era un agglomerato di nazionalismi .. questa se mai è l’internazionalismo rossobruno… l’internazionalismo marxista era la distruzione dei nazionalismi . e il fascismo non è “essere cittadini del mondo” , è il contrario , è essere nazionalisti . e vaglielo a dire agli schiavi della polis graca che dovevano considerare la loro condizione come “naturale” . e lo statuto delle nazioni unite non c’entra una minchia con i trattati internazionali : gli Stati Uniti , Israele , la Russia , la Cina , il Giappone , Hitler , Stalin , Mussolini , Churchill ecc. non riconoscevano un bordello di trattati internazionali … e quelli che hanno riconosciuto gli hanno poi violati . tu continui a sviare il discorso : 1) oggi , non nell’Ottocento , ripeto : “oggi” ( ma poi anche nell’Ottocento , anche se in misura millevolte minore ) , dove le materie prime per fare tutto quello che fai , dal cagare al lavorare , allo spostarti , al comunicare , al curarti , allo svagarti … sono sparse in ogni angolo del pianeta … la “sovranità nazionale” se può esistere , può esistere solo per le nazioni più forti 2) essere di sinistra vuol dire mettere al centro i diritti dell’essere umano , non la sovranità della nazione . sono i fascisti che mettono al centro di tutto la nazione

  • Fernesto

    un altro rossobruno che spara minchiate … quello che hai in testa te si chiama nazionalsocialismo , non socialismo … se metti al centro la Nazione è ovvio che la sinistra e la destra “sociali” ( ma poi “destra sociale” de che ? la parola “sociale” non è sinonimo di “nazionale” … casapound la sua carità , che mantiene inalterata i rapporti di produzione , la dà solo a quelli con il sangue puro.. ) si annullano … ma si annullano perchè in realtà diventano destra nazionale ( come casapound ) … uno di sinistra se ne sbatterà sempre del sangue e del suolo , e cercherà sempre di allargare la cittadinanza a tutti o di estendere i diritti a tutti .. fino ad annullare la funzione capitalista degli statinazione ..