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LA SGRADEVOLE QUESTIONE DELLA “SOLIDARIETA'” AI MIGRANTI CLANDESTINI

DI FRANCESCO SANTOIANNI
francescosantoianni.it

La cosa abominevole è che, alla fine della giostra, tutto questo starnazzare contro le deliranti dichiarazioni di Grillo&Casaleggio, – urlato anche da chi non se ne è mai fregato nulla della democrazia nei partiti o dei diritti dei migranti – sarà servito soltanto a sponsorizzare una nuova “guerra umanitaria”. Una guerra commissionataci, già ad aprile, da Obama (per disarmare le bande degli ormai incontrollabili “ribelli” e supportare l’abietto Governo Zeidan) oggi riciclata, in nome dell’emergenza migranti, da Letta. E così, dopo quelle combattute per “fermare gli stupri etnici in Bosnia”, le “Armi di Distruzioni di Massa in Iraq”, “la repressione delle primavere arabe in Libia e Siria”, “le inflitrazioni di Al Queda in Mali”… ora la “missione umanitaria” la si fa, ufficialmente, per “fermare i mercanti di morte che dalla Libia ci sommergono di clandestini”. E la cosa che mi fa più incazzare è che di questa imminente guerra nessuno ne parla essendo tutti (anche coloro che, come me, saranno alla manifestazione del 18 ottobre) impegnati a sbandierare la loro rabbia contro Grillo, il loro “antirazzismo” e la loro querula “solidarietà” ai migranti clandestini.

Ma vediamola da vicino questa questione. Parto da una esperienza personale.

Stavo in un autobus, momentaneamente fermo per via di un corteo antirazzista; un cartello inneggiava allo Ius Soli. Un tizio vicino a me esclama “Eh già. Approviamo lo Ius Soli! E sai quante donne africane verranno a scodellare i loro figli qui in Italia? E magari con il neonato dovremmo dare la nazionalità e l’Assistenza sanitaria pure alla madre, al padre e ai fratellini del neonato!” Indignato, incautamente, gli rispondo che mi sembrava comprensibile – addirittura, giusto – che una madre cercasse di garantire un futuro al proprio figlio condannato, forse, a morire di fame nel proprio paese. Mi si sono rivoltati contro tutti i passeggeri: “Ma che cazzo dici?! E chi paga, poi, le spese per ospitarli? Noi, che siamo già alla disperazione? Ma se ci tieni tanto agli immigrati, perchè non li ospiti a casa tua? Ma perchè non dai l’elemosina a chiunque te la chiede per strada o agli incroci?”..E via dicendo.

Non era razzismo, ma xenofobia – riflettevo affrettandomi a scendere dall’autobus – Ormai la crisi fa vedere ogni disperato come una minaccia, un concorrente, dal quale difendersi. E per tenermi su, mi ripetevo, a mo’ di giaculatoria, le accuse (qualcuna pure da me pubblicata sul web) contro i nostri governanti che – come per la Siria (ma anche per l’Eritrea e la Somalia) – con l’embargo e la guerra alimentano i barconi di profughi che sbarcano sulle nostre coste. E, visto che tutti i salmi finiscono in gloria, concludevo che solo una Rivoluzione socialista su scala planetaria avrebbe potuto risolvere la questione. Poi mi sono fermato ponendomi una domanda: e in attesa della gloriosa Rivoluzione, che si fa? Che si propone?

 Vale la pena di porsi questa domanda mentre impazza la polemica sull’emendamento dei due parlamentari Cinque Stelle per l’abolizione del reato di clandestinità e, sopratutto, sull’allucinante risposta di Grillo&Casaleggio: “…Se durante le elezioni politiche avessimo proposto l’abolizione del reato di clandestinità (…) il Movimento Cinque Stelle avrebbe ottenuto percentuali da prefisso telefonico…” E già, perchè, alla faccia della web-democracy, la strategia del Movimento Cinque Stelle (su questo Casaleggio è stato chiarissimo) è solo quella di arraffare alle prossime elezioni il cinquanta per cento dei votanti (da blandire, oggi, con proposte che non turbino il loro essere) e con quei voti arrivare alla fantomatica “stanza dei bottoni”.

Ma, al di là dell’illusione di Grillo&Casaleggio di potersi barcamenare tra la Lega e i NoTAV, vale la pena di soffermarsi su una questione da essi brutalmente posta : “Quanti clandestini siamo in grado di accogliere se un italiano su otto non ha i soldi per mangiare?” Certo, detta così è una considerazione infame, a livello di Borghezio; si direbbe, quasi, che la gente non riesce a mangiare perchè sono troppi i clandestini. Roba da pogrom.

Però…… Però, una domanda si pone. Quanti immigrati possiamo oggi realisticamente accogliere? E quali misure attuare per contenere il flusso dei migranti entro certi limiti? Lo so, è una questione sgradevole, sopratutto davanti a tragedie come quella di Lampedusa, ma credo che vada posta. Intanto sgombriamo il campo da demagogiche risposte. Come quelle teorizzate, tra gli altri, da Umberto Eco  che per anni ha incantato la “sinistra” vaneggiando di “migrazioni” come un inevitabile fenomeno, quasi connaturato alla storia umana e che porterebbe ad una auspicabile “società multietnica e multiculturale”. Non è così. L’immigrazione “incontrollata” è da secoli promossa dal capitalismo per consolidare il suo dominio e chi si illude che questa possa rappresentare un fenomeno oggettivamente rivoluzionario ha fatto male i conti. Tra l’altro, in Italia, negli ultimi decenni, l’immigrazione clandestina ha fatto da contraltare alla deregulation dei contratti di lavoro e allo smantellamento degli Ispettorati del Lavoro; la convivenza delle istituzioni ha finito, quindi, per istituzionalizzare una sorta di “tolleranza” (si pensi, ad esempio, agli stagionali agricoli, agli addetti all’edilizia, ma anche agli operai delle imprese che operano in sub-appalto) che “permette” agli immigrati clandestini di lavorare per paghe da fame. Altro che “immigrati che accettano lavori che non vogliono più fare gli Italiani” strombazzato dai media mainstream.

Ora questo castello della “tolleranza” verso l’immigrazione clandestina, perpetuatasi tra periodiche sanatorie, leggi sbagliate (come la Turco-Napolitano o la Bossi-Fini), omertà delle istituzioni e una miriade di, spesso fameliche, associazioni (che sulla “solidarietà” ai migranti hanno costruito le loro fortune) sta crollando sotto il maglio della crisi economica e il conseguente crescere della xenofobia. Sarebbe stato logico aspettarsi, a questo punto, dai nostri governanti chiari provvedimenti miranti sia a fare emergere i lavoratori clandestini (regolarizzando coloro che avrebbero potuto avere un contratto di lavoro regolare) sia allo stemperamento della crescente rabbia nell’”opinione pubblica”. Nulla di tutto questo è stato fatto, ma solo annunci – come lo Ius Soli – o leggi – come la partecipazione di immigrati a concorsi nella pubblica amministrazione – che, al di là della loro reale fattibilità, sembrano fatti apposta per esacerbare gli animi e dirottare la rabbia prodotta dalla crisi contro l’immancabile “capro espiatorio”.

Del resto, è questa, oggi, la strategia messa in atto dai Poteri forti per salvarsi. Una strategia purtroppo vincente in Europa, come dimostra il trionfo, in Francia, del Front National, alimentato da una forsennata campagna “antirazzista” (oltre che sui “matrimoni gay”) messa in atto dal governo o – e so di dire per molti una eresia – in Grecia, dove una davvero sospetta retata dei parlamentari di Alba Dorata sta dando a questo ignobile movimento razzista l’aureola di martire di un odiato governo (e, quindi, un aumento del suo già preoccupante consenso).

Ma torniamo a noi, Che fare per ridurre l’immigrazione clandestina? Intanto abolire il reato di clandestinità: uno strumento assolutamente inutile e costoso e che, tra l’altro, rende più difficile le espulsioni. Poi – ed è bene essere chiari su questo punto – bisogna ridurre drasticamente il flusso di migranti che sbarca sulle nostre coste.

Sulle guerre e gli embarghi, imposti dai nostri governanti, che alimentano questi flussi abbiamo già detto; e così pure sul come le nostre istituzioni hanno favorito l’immigrazione di clandestini. Ci aggiungiamo pure il “land grabbing” (e cioè l’acquisto, sopratutto in Africa, di sterminate aree di terreno, con la conseguente espulsione dei contadini che le coltivavano) nuovo business dei nostrani capitalisti; e ci aggiungiamo pure la partecipazione delle nostre banche allo strozzinaggio in Africa operato dal Fondo Monetario Internazionale…. Tutto vero. Ma, sperando di rimuovere (con una Rivoluzione?) le cause che alimentano le orde di disperati che si rivolgono sulle nostre coste, intanto, cosa proponiamo?

Lo so. È un dilemma che non dovrebbe essere nostro. Ma almeno proviamo a proporre qualcosa prima che la dilagante xenofobia ci riduca come la Francia. Che cosa? Ad esempio accordi bilaterali con gli stati costieri del Mediterraneo per impedire la partenza degli scafi. Lo abbiamo già fatto con l’Albania e gli sbarchi nell’Adriatico sono cessati. Lo avevamo fatto con la Libia e subito si è gridato allo scandalo, arrivando ad accusare Gheddafi delle peggiori nefandezze contro i migranti (quando, poi, la Libia ospitava, allora, ben due milioni di immigrati). Anzi il trattato Gheddafi-Berlusconi divenne, per tante “anime belle della sinistra”, la prova della “giustezza” della nostra guerra alla Libia. I risultati si sono visti. E oggi la Libia, dominata da bande di tagliagole messe da noi al potere, è diventata il principale porto di imbarco per le coste italiane. E allora? Che si fa? Ci imbarchiamo, come vuole Letta, in un altra “missione umanitaria” contro i “mercanti di morte”? Assolutamente no. Anche perchè, una missione militare, al di là di quale rituale speronamento (tipo Kater I Rades, per intenderci), in assenza di uno stato funzionante non potrebbe certo controllare una costa lunga 1850 chilometri.

Per fermare sul nascere i natanti carichi di clandestini c’è bisogno di uno stato in Libia, così come in Eritrea o in Somalia. Uno stato. Non certo quella congrega di gangster capitanata da Ali Zeidan e per difendere la quale – come in Afghanistan – mandiamo i nostri soldati. E per creare uno stato, un governo, in Libia ci vogliono non già missioni militari ma libere elezioni; elezioni nelle quali la popolazione possa, senza alcun condizionamento o minaccia, votare chi crede. Ad esempio, Saif Gheddafi, il figlio di Mu’ammar Gheddafi – sequestrato dal 2011 e in attesa di una condanna a morte – e che, secondo il Washington Post, se potesse presentarsi alle elezioni avrebbe un consenso pressoché plebiscitario. E forse, aggiungiamo noi, la possibilità di ricostruire la Libia: un motivo in più per battersi per la sua immediata liberazione e per la sua agibilità politica in Libia.

Una follia questa proposta? Se la ritenete tale ignoratela e continuate a esternare la vostra “solidarietà” ai migranti clandestini

Francesco Santoianni
Fonte: www.francescosantoianni.it
Link: http://www.francescosantoianni.it/wordpress/?p=1092
13.10.2013

Pubblicato da Davide

  • Kovacs

    Proporrei uno scambio a questo punto….gli xenofobi da una parte, assieme ai sinistri pro immigrazione ed alle anime belle come Santoianni che propongono ottime soluzioni inattuabili….visto il numero sempre più elevato di migranti, tutta questa bella gente potrebbe andarsene nei paesi di origine dei poveri fuggitivi e provare a ricostruire le condizioni necessarie a stoppare la loro continua fuga……..noi persone normali, ci terremo qui in italia un pezzo d’Africa e proveremo a tirare avanti come abbiamo sempre fatto…..

  • Giancarlo54

    Aldilà dei comici contorsionismi dialettici del povero Santoianni, come è difficile essere sempre e comunque politically correct, anche il buon Santoianni giunge, dopo le doverose ed antifascistiche filippiche contro il Front National e Alba Dorata (ci vuole una bella faccia di…..bronzo a paragonale Marine Le Pen ad AD, ma lasciam perdere), alla inevitabile conclusione che noi “razzistoni” continuiamo a dire da anni: “Non ci sono più le risorse per mantenere tutti i disperati del Mondo”. Benvenuto tra di noi, buon Santoianni, chiaramente noi siamo i “razzistoni” e tu sei un antifascista, sia chiaro, tu a noi non ti puoi accostare sennò ti sporchi.

  • Hamelin

    Un accozzaglia di controsensi messi a casaccio.
    Il problema degli intellettualmente irreprensibili e moralmente infallibili di sinistra e quello di mettere insieme tutto a caso per tirar fuori dal caos soluzioni ancor piu’ sbilenche dei problemi dai quali sono partiti .
    Essere razzista o xenofobo non c’entra con l’immigrazione clandestina.
    Un razzista ed uno xenofobo odia le altre razze e gli stranieri a prescindere indipendemente dal fatto che essi siano dei poveracci che vengono con un barcone o dei distinti gentleman che vengono in giacca e cravatta legalmente su un jet privato.
    Essere Nazionalisti non vuol dire essere razzisti a priori , ma i cari compagni che non hanno argomentazioni valide , tendono ad individuare il presunto”untore” e “dargli a casaccio” ( In questo superano pure i razzisti stessi ed i fascisti … d’altronde l’ignoranza degli estremismi parte da una base comune ben consolidata ).

  • haward

    Ci vuole uno Stato, ci vogliono delle elezioni. Sempre lì, siamo. In Africa ci sono, isole comprese, 54 Stati “sovrani”. L’ultimo, nato nel 2011, è il Sud Sudan, nato dopo un referendum plebiscitario ed avente come padrini ONU, USA ed Israele (oltre ai vari George Clooney, Angelina Jolie e soci). Confini disegnati “con il sigaro”, etnie mischiate a capoccia, la democrazia, che neanche noi italiani riusciamo a far nostra, calata dall’alto in un universo tribale e con tradizioni che nulla hanno a che fare con le idee occidentali relative alla politica ed al governo di un’entità chiamata Stato. Le multinazionali anglo americane tramite il FMI e la Banca Mondiale dettano legge a piacimento.

  • dana74

    al tipo con il cartello del sangue direi, guarda il mio stomaco è vuoto, ma non son sicura vuoto come il tuo. AL Cie a me il cibo non me lo danno e nemmeno un posto letto al caldo, se ho i soldi pago il riscaldamento altrimenti al freddo

  • dana74

    “Quanti clandestini siamo in grado di accogliere se un italiano su otto non ha i soldi per mangiare?” Certo, detta così è una considerazione infame, a livello di Borghezio; si direbbe, quasi, che la gente non riesce a mangiare perchè sono troppi i clandestini. Roba da pogrom.”

    NO HAI RAGIONE- SIAMO TUTTI RICCHI ED EGOISTI.

    Gli italiani sono solo evasori e la disoccupazione in italia non esiste, non esiste la crisi, le fabbriche aprono una dietro l0’altra e se non ci fossero i migranti sarebbero costrette a chiudere.

    La delinquenza non esiste e se c’è è solo italiana. La pensi diversamente? Sei xenofobo, come l’Istat che dichiara un tasso di occupazione del 56%.

  • dana74

    Ma almeno proviamo a proporre qualcosa prima che la dilagante xenofobia ci riduca come la Francia.”
    oddio che succede in Francia? scritto così sembra che ci sia il ku klux klan che va in giro con il machete a far stragi.
    A proposito di alimentare paure inesistenti i cosiddetti antirazzisti ci vanno a nozze additando gli altri di alimentare la xenofobia.
    Sono arrivati perfino a sostenere il binomio Basta immigrazione = xenofobia. Abbiate le palle per dirlo allora, o si è a favore dell’immigrazione senza controlli o si è xenofobi. Comodo invece mestare nel torbido

  • ilsanto

    Dai adesso basta con questo buonismo con la globalizzazione tutti i paesi poveri si arricchiscono e i paesi “ricchi” si impoveriscono. Tutte le ditte chiudono da noi e vanno all’est, in Cina, in India, in tutti i stramaledetti paesi del terzo mondo, diamo aiuti internazionali, diamo aiuti sanitari di ogni tipo, mandiamo derrate alimentari, abbiamo persino condonato i debiti, facciamo adozioni a distanza, mandiamo onlus che costruiscono pozzi e scuole ma il problema è che mentre da noi non si fanno figli perchè c’è la crisi a loro non frega nulla e scodellano figli come conigli ed io che ho rinunciato ai miei figli dovrei mantenere i loro ? ma siamo pazzi ? chiudetegli le tube, sterilizzateli e i barconi rimandateli in patria . Non esiste che si debbano spendere soldi per l’accoglienza di gente che non si può neanche immaginare di integrare, in Italia non c’è lavoro ne possiamo mantenere neanche i 60 milioni di abitanti attuali guardate le statistiche !

  • Earth

    L’ ITALIA E’ SOTTO ATTACCO, L’ ITALIA E’ IN GUERRA.

    Una guerra INTELLIGENTE che non si combatte con i fucili ma con la finanza/economia e stiamo perdendo.
    Gli immigrati scelgano altri posti dove sbarcare.

  • albsorio

    Io ho diritto alla mobilità in deroga, ho fatto la domanda che risulta “istruita” il 17 gennaio 2013… Aspetto ancora che diventi “accettata” e quindi che mi diano i soldi che mi spettano, leggo invecie una notizia poco piacevole:—-> http://www.articolotre.com/2013/10/i-soldi-per-i-cassaintegrati-ai-profughi/213845 —– Questo è un atto del Governo, non una fantasia, sarei curioso di sapere cosa scriverebbe l’articolista se avessero dato i soldi con cui il Governo sovvenziona l’editoria e lui si trovasse licenziato col culo per terra. —— Troppo facile essere buoni coi soldi altrui. —— Ora non mi scassate con le etichette di razzista, ho sposato una cittadina bielorussa a cui dopo 11 anni hanno dato la cittadinanza italiana, voglio dire che il diritto di sangue è cosa buona e giusta, prova da morto di fame chiedere la cittadinaza in altri Paesi poi vedi se sono tutti così “buoni”. —– L’argomento “stranieri” è complesso. —— Suggerisco due link a chi sia interessato ad approfondire :——-> http://www.qelsi.it/2013/tutti-i-costi-dellimmigrazione-parte-1 :——–> http://www.qelsi.it/2013/tutti-i-costi-dellimmigrazione-parte-2

  • neutrino

    Non mi è molto chiaro perché la battuta sulle percentuali da prefisso telefonico di Grillo abbia scandalizzato tanti bloggher e giornalisti..
    C’è una relazione tra numero di voti e potere in Parlamento. E’ una delle basi della democrazia rappresentativa.
    Se Grillo dicesse: “sostengo questa legge impopolare anche se alle prossime elezioni questo ci porterà a percentuali da prefisso telefonico” questo sarebbe meno democratico.
    Vogliamo dei rappresentanti o dei tutori?
    Chi vuole dei tutori voti PD. Auguri!

  • Nauseato

    Guarda… è perfettamente inutile, è una battaglia persa. Vari amici, “amici” e conoscenti tutti fieri “di sinistra” (e io non mi sento certo “di destra”, anzi… per quello che può valere e significare) mi hanno accusato di tutto e di più e dove l’accusa di essere “un maledetto razzista” è automatica appena si osano fare commenti sull’immigrazione che non seguono alla lettera i loro slogan ripetuti a manovella.
    Non c’è possibilità di dialogo: o fai parte del loro coro o non hai neppure diritto di parola. Fortuna sarebbero loro quelli giusti, tolleranti e gli autenticamente democratici. Il bello infatti poi è che i loro atteggiamenti sprezzanti e offensivi, invece di contribuire alla comprensione delle ragioni di tutti che sarebbe un passo indispensabile per individuare possibili soluzioni comunemente accettabili, non fanno altro che radicalizzare ed esacerbare ulteriormente le posizioni. E se tenti di farglielo capire è solo tempo perso, a quel punto sei stato bollato a vita… come avessi un marchio (infamante) cucito sui vestiti. A me ricorda qualcosa, a loro evidentemente no.

    A proposito di “razzismo”… per un periodo ho lavorato con extracomunitari: sudamericani, arabi, neri. Apparentemente tutti amiconi. Poi appena gli uni voltavano le spalle agli altri sentivi che ai sudamericani stavano sulle scatole gli arabi, agli arabi stavano sulle scatole i sudamericani, ai neri stavano sulle scatole tutti…
    Ma come? Dovrebbero essere i primi a sentirsi fraternamente solidali tra loro. Col cavolo… non ho mai sentito frasi più razziste e sprezzanti che in quelle occasioni… Immagino cosa dicessero degli italiani appena voltavo io a loro le spalle.

  • Hamelin

    Sarà una battaglia persa , ma l’ipocrisia e la saccenza con la quale categorizzano le persone mi fa vomitare.( Tra l’altro anche questa tipica dei fascisti che odiano tanto… )
    Per il resto concordo in toto.

  • francescosantoianni

    Tra i vari commenti (la stragrande maggioranza assolutamente inaspettati in questo sito, visto che si direbbe attestino la bufala che la colpa della nostra miseria è dei migranti clandestini) mi piace rispondere a questo che mi sembra il più perspicace.
    Perché (mi) ha scandalizzato quella battuta di Grillo? Perché la stessa cosa avrebbe potuto dirla per la Pena di morte (in auge ogni volta che un delitto avvince il pubblico TV).
    E come diceva Howard Wallace “Sentire gli umori della gente è importante per un politico. Inchiodarsi a questi è un suicidio.”

  • Nauseato

    I commenti a me sembra che attestino più che altro una cosa e per l’ennesima volta: l’innegabile e colpevole fatto di aver lasciate del tutto sole le persone ad affrontare un problema epocale che si è pensato di gestire (e si crede ancora oggi di poter gestire) unicamente a proclami e belle parole.
    Il problema non si liquida certamente con l’attestare “la colpa della nostra miseria è dei migranti (clandestini e no)”, migranti che possono invece essere una risorsa preziosa per un’economia a patto di politiche lungimiranti. Ma nemmeno si liquida con l’infamante accusa di razzismo e il sarcasmo verso chiunque non si allinei alla magia delle belle parole.

    Per inciso ne ho conosciute a decine di anime belle che hanno magicamente cambiato idee a 180 gradi sulla spinosa questione, quando vuoi per una ragione vuoi per un’altra, sono stati direttamente toccati in prima persona. Strano, no?…

  • Alberto69

    Non voto grillo se non garatisse un controllo sulla immigrazione e avrebbe ragione dicendo che prenderebbe una percentuale bassa alle eventuali elezioni. il punto non è umanitario che è indiscutibile ma socio politico per non aver attuato politiche estere anti immigrazione. e poi una cosa sono i profughi siriani scappati dalla guerra (chissa quanti miliziani che hanno combattuto contro Assad quindi ribelli in fuga senno giustistiazi dal regime di Assad saranno nascosti in quei barconi) chi lo potra mai dire? non hanno apposta documenti non danno le impronte digitali etc non vengono in italia chiedendo alla nostra ambasciata quindi in maniera regolare l’asilo politico etc vogliono solo entrare in Europa dalla porta principale facendo leva sulla nostra buona fede cristiana ecco perchè ne caricano 500 alla volta (a parte il guadagno degli scafisti). Comunque sia io sono per un controllo dei flussi regolari di migrazione e che bisogna far sapere ai cittadini degli altri stati che ti faccio entrare solo se usi i nostri canali governativi senno se vieni ti rimando a casa e hai sprecato 3.000 dollari per nulla.