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LA SCELTA ESTREMA DELL'EUROPA: RASSEGNAZIONE O RIVOLUZIONE

DI DON QUIJONES
ragingbullshit.com

Due anni fa a maggio, la Puerta del Sol di Madrid e Plaza Catalunya di Barcellona, le piazze delle due più importanti città della Spagna, furono occupate da migliaia di “indignados”. Per molti giovani della nazione ben istruiti ma disillusi, era abbastanza, e per un breve periodo è sembrato che fosse iniziata una nuova era di mobilitazione politica.

Poche settimane dopo, tuttavia, queste speranze vennero brutalmente distrutte quando la divisione antisommossa della polizia della Catalogna, la Mossos D’esquadra, scatenò la furia selvaggia dello stato sugli accampamenti di fortuna dei manifestanti, dietro al piuttosto dubbio pretesto di liberare la città da un rischio sanitario e di sicurezza (questa è l’Europa, dopo tutto!). Il messaggio era chiaro: tutti i tentativi di resistere alla nuova realtà economica europea, non importa quanto pacifici, sarebbero stati brutalmente repressi.In poco più di un’ora, un vortice di violenza scatenato dalla polizia ripulì la piazza da tutti gli occupanti e quasi tutti i loro effetti personali, molti dei quali non furono più restituiti. Per tutto il tempo, uno spesso, denso anello di protestanti traumatizzati e passanti curiosi si raccolsero nella piazza, osservando in un misto di disorientamento, paura e rabbia.

E io ero uno di loro. Mentre passeggiavo per la piazza con uno sguardo diffidente verso i manifestanti feriti e l’altro verso la spaventosamente armata e altamente imprevedibile mossos d’esquadra, un cartellone attirò la mia attenzione. Il suo messaggio era meravigliosamente semplice: (“non sono contro il sistema, il sistema è contro di me”).

Il cartellone era tenuto in alto da un bambino, che stava sulle spalle di suo padre. Il realista cinico dentro di me sapeva molto bene che il bambino, che doveva avere non più di cinque o sei anni, stava meramente impersonando i pensieri di suo padre. Ma ciò non ha fermato il mio lato più romantico dall’immaginare che il bambino stava, in realtà, parlando eloquentemente per la sua generazione che si sarebbe persa presto.

Perchè se c’è una cosa della quale si può essere sicuri riguardo l’Europa di oggi, è che che i suoi sistemi politici ed economici non sono fatti per servire o proteggere gli interessi dei giovani; al contrario, sono stati progettati per erodere gradualmente le loro ultime libertà rimanenti e i diritti e, lasciando a loro l’etichetta per le trasgressioni e avidità del settore bancario globale, li privano di tutta la speranza di conquistare gli standard di vita una volta dati per scontato dai loro genitori o nonni.

La Spagna è un perfetto caso in questo punto: nei due anni intercorrenti dal movimento del 15 Maggio della nazione, l’economia si è avvolta in una depressione senza fondo. La disoccupazione giovanile ufficiale nella nazione ha raggiunto uno sbalorditivo 60%. Migliaia di risparmiatori e pensionati spagnoli sono stati derubati dei risparmi di una vita, vittime dei giochi di prestigio degli astuti (e, non c’è neanche bisogno di dirlo, impuniti) preferentes (preferiti) delle banche.
Nel frattempo le tasse continuano ad andare alle stelle e le spese per i sussidi pubblici essenziali sono state sacrificate senza pietà sull’altare della recapitalizzazione delle banche. Innumerevoli case della nazione sono state – e continuano a essere- sequestrate per essere successivamente date via a una frazione del loro valore ai ricchi speculatori edili internazionali.

Forse peggio di tutto, il governo attuale, che ha preso le redini del potere sei mesi dopo l’inizio del movimento del 15 maggio, ha provato di essere il più corrotto e incompetente nella memoria recente.
Ma la Spagna non è per niente l’unica; è, se non altro, un mero sintomo di ciò che sta accadendo in tutta l’eurozona. Da Cipro al Portogallo e dalla Francia alla Slovenia, è stata dichiarata una guerra totale contro le classi medie e lavoratrici europee.

E ora, con l’inverno che diventa primavera, e la primavera presto estate, le persone dell’Europa affrontano la più ardua delle scelte: rassegnazione all’agenda neoliberale e neofeudale dell’Europa, e con essa, la graduale eliminazione delle poche libertà rimanenti e opportunità delle quali ancora godiamo; o un’animata insurrezione contro l’invadente totalitarismo del superstato europeo.

Prima di fare la tua scelta (se, ovviamente, sei europeo), fammi solo fare alcune delle mie personali osservazioni vis-a-vis sulla nostra situazione corrente e le previsioni future.

1. Nel caso non l’avessi notato, siamo già di proprietà, chiusi a chiave, catalogati dal cartello internazionale delle banche troppo-grandi-per-fallire

2. Quasi tutte le rappresentanze politiche e le istituzioni, sia a livello nazionale che dell’EU, sono state fatte dalle stesse banche, i cui agenti – la national central banks, la Bank for International Settlements (BIS), la ECB, la Commissione Europea, la IMF, OECD e la Banca Mondiale- ora stanno al di sopra di tutti gli altri giocatori nell’ordine politico globale.

3. Le suddette banche sono, con tutti gli intenti e gli scopi, in bancarotta, finanziariamente e moralmente. Esse sono anche abbastanza letteralmente una legge fra loro. Lasciandole continuare a operare in un fantastico mondo mark-to-model* così come ingozzandosi di crediti da banche centrali virtualmente libere da interessi e trasfusioni regolari di fondi dei contribuenti, i nostri politici hanno mostrato anche troppo chiaramente chi non vogliono disturbare. Così, finchè l’attuale sistema finanziario rimane al suo posto, le banche e i loro direttori esecutivi saranno liberi di continuare a dissanguare le nostre economie nazionali e conti bancari personali.

Come Golem XIV ha recentemente scritto sul suo blog, esiste ora una lista ufficiale, scritta dal Financial Stability Board**, di 28 banche che sono ora libere di operare oltre ogni giurisdizione legale.

Come la HSBC, essi possono si accompagnare e unire in affari con alcuni dei criminali più ricercati, con nessun rischio di azioni legali. E come Goldem sottolinea, questo mese (Aprile 2013), possiamo prevedere l’annuncio di “un’altra lista, questa volta dei Globally Systematically Important Insurers. Anche loro saranno al di sopra della legge”.

4. Le democrazia non ha assolutamente nessun ruolo, oltre a quello figurativo, nell’ Unione Europea. La continua sopravvivenza e espansione del superstato europeo sostituisce tutte le altre preoccupazioni, sia morali, politiche, sociali o economiche. Così, nessuna genuina forma di democrazia o impegno civile politico avrà il permesso di mettere le radici. Come nella Russia Stalinista, il potere completo e l’autorità risiederà nelle mani di anonimi, incomprensibili apparatchiks***, tutti rispondendo alla richiesta delle grandi banche globali e conglomerati.

5. Mentre l’economia reale (ovvero tutto ciò che non è borsa dei valori) continua la sua discesa verso l’abisso, le attività continuano a cessare, i lavori continuano a sparire a un passo allarmante e le tasse continuano a aumentare. Inoltre, in un momento politicamente vantaggioso, il dito finale sarà girato a fondo nella piaga del sistema di welfare dell’Europa, una volta l’invidia del mondo. Non c’è bisogno di dire, i sistemi di salute, educazione e di pensione recentemente privatizzati che prenderanno il suo posto saranno la sola salvaguardia della parte alta della statua (ovvero non noi).

Invece di pagare per i servizi pubblici essenziali e le utenze come la salute, l’educazione, le pensioni e le infrastrutture, il peso delle tasse pubbliche gonfiato sarò diretto verso due scopi: mantenere le grandi banche a galla e sostenere l’apparato della polizia stato in costante espansione del quale ci sarà bisogno per mantenere la società civile al collasso in riga. Per farla breve, saremo costretti a finanziare la nostra stessa schiavitù.

6. Più importante di tutto, i giorni del sistema finanziario globale sono già contati. In breve, il sistema sta già cedendo sotto il peso combinato di un debito insostenibile, schemi di pensioni impossibili da pagare e derivati di mercato il cui valore totale sovrasta il prodotto interno lordo globale in una grandezza che eccede tutte le logiche umane.

La domanda è, quando collassa di fatto, chi raccoglierà i pezzi e ricostruirà un nuovo sistema più sostenibile dalle sue ceneri?

Saremo noi, la gente, o saranno gli stessi banchieri, banchieri centrali e politici stupidi altamente compromessi che ci hanno portato qui per primi?

Rivendicheremo coraggiosamente la nostra richiesta per un nuovo futuro, o ci rassegneremo, in paura e disperazione, al nirvana totalitario dei banchieri globali?

Qulunque scelta facciano gli europei nei prossimi mesi e anni, una cosa è chiara: i costi umani, sociali ed economici saranno tremendi in qualsiasi modo. Perchè la spiacevole verità è che ci siamo lasciati guidare così in fondo al burrone del debito esponenziale che riemergere alla luce del giorno richiederà anni di sacrifici e battaglie collettive.

Don Quijones
Fonte: http://ragingbullshit.com
Link:
http://ragingbullshit.com/2013/04/12/europes-stark-choice-resignation-or-revolution/
12.04.2013

* Mark-to-model: pratica di prezzare una posizione a prezzi determinati dai modelli finanziari, invece di lasciare che sia il mercato a determinarne il prezzo (fonte: wikipedia)
** Financial Stability Board: è un organismo internazionale con il compito di monitorare il sistema finanziario globale (fonte: wikipedia)
*** Apparatchik: termine colloquiale russo per indicare un burocrate inefficiente (fonte: wikipedia)

Pubblicato da Davide