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LA PROSSIMA GUERRA

DI ROY TOV

The Truth Seeker

Raramente i generali sono pagati in base a quanto sono stati creativi (1); una migliore correlazione col loro stipendio sarebbe data da quanti dei loro soldati hanno fatto morire. Perciò, i loro discorsi pubblici tendono ad essere noiosi. [Si tratta di] interminabili disamine di minacce, le quali sono più aride dei feti disidratati di lama boliviani venduti al “Mercato delle Streghe” di La Paz.

L’11 ottobre 2013, il capo di stato maggiore dell’ IDF (Forze Armate israeliane, ndt) ha destato stupore con quello che è stato classificato come “il più importante discorso pubblico del suo mandato”. L’evento ha avuto luogo al centro di studi strategici Begin-Sadat, nel campus dell’università Bar Ilan, vicino a Tel Aviv. Il suo esame degli eventi correnti si riduceva ad un paragrafo e, dunque, il luogotenente generale Benny Gantz ha cominciato a descrivere la prossima guerra in quello che sembrava un discorso improvvisato.

[Recentemente] impegnato in una massiccia riorganizzazione dell’IDF (2), il generale Gantz era probabilmente arrivato impreparato al forum civile.

Egli non aveva pronta un’analisi delle minacce correnti; perciò ha parlato di ciò su cui stava lavorando al momento. Lo spiegamento dell’esercito è strettamente correlato alle aspettative sulla prossima guerra.

“I civili si bevono tutto”, si era detto. Però, il trucco da quattro soldi si è rivelato essere significativo.

Fin qui, egli avrebbe potuto risolvere la cosa mandando a riferire un caporale; questi ultimi possono avere capacità sorprendenti. Ma a questo punto il discorso ha rotto i triti metodi di distrazione di massa preferiti dall’amministrazione israeliana.

Gantz ha sostenuto che le nazioni vicine si stanno dividendo in componenti secondarie, esistendo “come sotto-stati, in possesso di significative capacità operative”.

Il generale ha sintetizzato questa parte dell’analisi provvedendo un generoso déjà vu del periodo in cui Ehud Barak serviva da capo di stato maggiore; entrambi avevano annunciato profonde riforme nell’IDF (3). “In queste condizioni, Israele dovrà giudicare i suoi vicini e i suoi avversari non attraverso le loro dichiarazioni e intenzioni, ma in base ai loro atti e ai conseguenti risultati. Si devono mettere alla prova le azioni, non le belle astrazioni”. “La prova delle azioni”, è la frase preferita di Ehud Barak.
Questa associazione ha aggiunto un tocco sinistro al resto del discorso.

LA PROSSIMA GUERRA

“L’alto attrito col nemico e l’incertezza persisteranno, ma avverrà un cambiamento graduale nei modi di combattimento. L’ IDF si confronterà con un nemico in possesso di avanzate capacità, decentralizzato e
camuffato, operante all’interno della popolazione civile”, ha affermato.

“Vorrei raccontarvi del primo giorno di guerra che affronterà il futuro capo di stato maggiore. Oggi egli potrebbe essere un comandante di divisione. Fra 10 anni, o forse fra due o tre anni, aprirà gli occhi
alle quattro del mattino, dopo non tante ore di sonno, dopo aver ricevuto una telefonata dal suo capo bureau”.

“Cosa gli sarà detto ? La prossima campagna potrebbe aprirsi con un missile che colpirà precisamente il centro di stato maggiore nel cuore della Kirya (Ministero della Difesa e quartier generale dell’ IDF);
con un cyber attacco che paralizzerà i servizi di tutti i giorni, dai semafori alle transazioni bancarie; con la detonazione di una bomba in un asilo per mezzo di un tunnel sotterraneo disseminato di trappole
esplosive; o con una massiccia carica di arabi in una località israeliana vicino al confine.”

Stranamente, lo scenario che ha descritto è troppo dettagliato ed è stato presentato come unica opzione. Egli ha reso pubblico l’ordine di un’operazione “false flag” ?

Il generale ha parlato di un attacco terroristico sulle alture del Golan, dove, dopo quasi 40 anni di quiete totale, il confine è ora violento e instabile. Nello scenario che ha presentato, un ordigno esplosivo verrà attivato e un missile anticarro verrà sparato contro una pattuglia israeliana lungo il confine, in maniera simile all’evento che scatenò la guerra del 2006 contro Hezbollah.
“Tre soldati verranno catturati, uno dei quali comandante di battaglione. Una organizzazione Jihadista si assumerà la responsabilità dell’evento.
Come nel 2006, un attacco in un settore infiammerà la maggior parte del confine israeliano in una campagna multilaterale.

“Da parte sua, Hezbollah sparerà salve di razzi sulla Galilea, e organizzazioni jihadiste continueranno a cercare di penetrare dal Golan. La precisione dei missili sarà notevolmente migliorata – ha aggiunto Gantz – e se Hezbollah sceglierà di colpire un bersaglio specifico in quasi tutto Israele, esso avrà la capacità di farlo.
Salve di razzi colpiranno Eliat. Centinaia di attivisti di Hamas proveranno ad annientare i posti di blocco sul confine con Gaza.

“Assieme alle battaglie di confine, che avranno anche serie implicazioni sulle retrovie civili israeliane, esploderà una vasta guerra cibernetica che non coinvolgerà solo i sistemi militari, ma anche quelli civili.
Sarà quasi una guerra trasparente – ha aggiunto il capo di stato maggiore – e nel frattempo i media su entrambi i fronti la riporteranno intensivamente in tempo reale.”

IL GIORNO DOPO LA PROSSIMA GUERRA

“In certi casi, la potenza di fuoco che affronteremo non ci permetterà di distinguere appieno tra civili e terroristi, e questa confusione si esprimerà operativamente con risultati indesiderabili, che, purtroppo, costituiscono un elemento integrante della guerra” – ha detto il generale, annunciando che continuerà la politica dell’IDF di permettere l’attacco contro civili disarmati. Ad un generale serbo che avesse rilasciato una simile dichiarazione sarebbe stata mostrata la strada per la Corte internazionale di giustizia; ma Israele è al di sopra della legge.

La congettura che sia stata presentata un’operazione “false flag” è stata supportata da commenti successivi nei media ebraici. Il discorso [del generale] era una versione censurata e declassificata di un documento
che egli ha recentemente preparato e fatto circolare fra i comandanti dell’IDF; questa era intitolata “L’ IDF nel 2025”. Era, infatti, un trucco da quattro soldi.

La parte finale ha enfatizzato i sistemi di difesa e l’ulteriore informatizzazione dell’esercito. Il generale ha sottolineato il bisogno di rinforzare le cyber difese [e] i sistemi di protezione per i veicoli, come il sistema “trench coat” per i carri armati Merkava, ed anche i sistemi antimissilistici. Tutto ciò mantenendo l’abilità di manovra sul campo dell’IDF.

Nel suo discorso, Gantz ha parlato dello scoppio della guerra come dato di fatto, la cui tempistica è l’unica cosa ignota.

E’ degno di nota il fatto che egli abbia ignorato il ruolo dell’ Iran. Questo fronte della prossima guerra era nella sezione classificata de “L’IDF nel 2025” ? Oppure, è semplicemente per via del fatto che Israele non ha una risposta al lancio di un ammontare – secondo Israele e Iran – di diverse migliaia di missili puntati su Israele ?
Lo sapremo il giorno dopo la prossima guerra.

Roy Tov
Fonte: www.thetruthseeker.co.uk
Link: http://www.thetruthseeker.co.uk/?p=82037 (ripreso da http://www.roitov.com/articles/nextwar.htm)
13.10.2013

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di FRANCESCO ALBANESE

NOTE

(1) Nel 2006, Israele è stato sconfitto in Libano. Il comandante dell’esercito allora era Dan Halutz, un ufficiale d’aviazione. E’ insolito per un “blu” (slang ebraico che indica qualcuno nelle forze aeree) raggiungere questa posizione. Halutz trattenne i “verdi” (le forze di terra) durante l’operazione perché non si fidava di loro e mandò avanti le forze aeree. Fu un disastro. Il fatto che il mattino dell’attacco trovò tempo di contattare il suo broker e vendere le sue azioni alla borsa di Tel Aviv non aiutò la sua immagine pubblica. Lasciò l’esercito umiliato.

(2) Vedere “L’IDF comincia il piano di rischieramento con un attacco in Libano” [ http://www.roitov.com/articles/yam.htm ]

(3) Ehud Barak è stato capo di stato maggiore fra il 1991 e il 1995. Avendo servito come soldato, ufficiale e comandante del Sayeret Matkal, la migliore forza speciale dell’esercito, egli fu il primo capo di stato maggiore con abbastanza potere per affrontare i Principi [probabile riferimento al contatto diretto con i vertici dello Stato, ndt ]. Entrando in carica, egli promise di trasformare l’IDF in esercito “un piccolo e intelligente”. Quando se ne andò, l’IDF era più grande, più macilento e assolutamente non più intelligente.
Comunque, egli fece ordine nella scena delle forze speciali, il suo baby-mostro. Prima del suo arrivo, le brigate di fanteria di alta qualità erano direttamente controllate dai grandi comandi (Nord, Centrale e Sud), invece di essere parte di una divisione regolare.
Si potevano trovare unità commando piazzate a caso nella gerarchia dell’esercito, col Sayeret Matkal che era controllato direttamente dal quartier generale del comando centrale (il Matkal).
I reportage dei media sulla struttura delle forze speciali e di ricognizione dell’ IDF (contribuisce alla confusione il fatto che entrambe vanno in ebraico sotto il nome di “sayeret”, che può essere vagamente tradotto come girovago) sono confusi a causa della intenzionale matrice operativa adottata da questi. Queste unità si sovrappongono nelle loro capacità, dando flessibilità d’uso al comando generale. Barak mantenne questa funzionalità, ma cambiò la catena di comando. Ad esempio, la brigata di fanteria #1, Golani, fu degradata dal comando nord alla divisione 36 sulle alture del Golan.
Oltre ad aggiungere ordine, ciò aggiunse confusione alle notizie dei media.

Pubblicato da Davide