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LA PROSSIMA CRISI : PERCH SONO TUTTI TERRORIZZATI DALL'ITALIA

DI TYLER DURDEN

zerohedge.com

“Se inizierà la corsa agli sportelli sarà la fine del sistema bancario più insolvente d’Europa”.

Nel 2013 scrivemmo un articolo intitolato “Europe’s EUR 500 Billion Ticking NPL Time Bomb” [“La bomba ad orologeria dei 500 miliardi di NPL in Europa” n.d.t.] in cui mostravamo in modo semplice perchè il più grande pericolo per la banche europee fossero i prestiti cattivi, non-performanti [“Non-performing loans” o NPL, n.d.t].

Dicemmo anche che “il problema europeo dei prestiti non-performanti è una questione di tale portata che girano sempre più dicerie sul fatto che la BCE possa prendere questa spazzatura sul proprio bilancio, dato che i politici si rendono conto che i cattivi debiti e gli NPL riducono la capacità delle banche di fare prestiti, danneggiando il meccanismo di trasmissione della politica monetaria. I cattivi debiti consumano capitale e rendono le banche più avverse al rischio, specialmente rispetto ai prestiti verso soggetti a rischio come le piccole e medie imprese. Con l’Italia (13.4% di NPL) che segue la stessa fosca traiettoria dei cattivi prestiti spagnoli, la situazione sta vivendo una rapida escalation (con una media di un aumento del 2.5% all’anno)”.

La conclusione era altrettanto semplice:

“La morale della favola è che in fondo è tutto semplicemente un problema di cattivo debito, e maggiore è il cattivo debito maggiori diventano i rischi di passività anche per i depositi”. Come rispondemmo allora: “la vera domanda per l’Europa è: quanta tolleranza c’è alle passività nei vari paesi europei prima che anche i depositi debbano essere tagliati? Con i debiti non-performanti nei paesi periferici che arrivano nel 2012 a un totale di 720 miliardi in tutta l’area euro, di cui 500 miliardi stipati nelle banche della periferia”.

Oggi, tre anni dopo, la bomba sembra sul punto di esplodere (o potrebbe già essere esplosa in silenzio), e non potrebbe essere espresso in modo più chiaro di come fatto in un articolo del Wall Street Journal che si concentra sul sistema bancario insolvente italiano, e accusa, chi altri se no, le centinaia di miliardi di NPL nei bilanci delle banche di essere il colpevole della prossima crisi europea.

Davvero niente di nuovo, a parte un buon riepilogo della situazione da Comma 22 in cui si trova l’Italia. Dall’articolo del WSJ “Bad Debt Piled in Italian Banks Looms as Next Crisis” [“Il cattivo debito impilato nella banche italiane incombe come la prossima crisi” n.d.t.]:

Il voto britannico per lasciare la UE ha dato luogo a fosche previsioni per l’economia del Regno Unito. Il danno al resto d’Europa potrebbe essere più immediato e potenzialmente più serio. In nessun posto il rischio è più pesantemente concentrato che nel settore bancario italiano. In Italia, il 17% dei prestiti è guasto. Questo è pari a quasi 10 volte il livello USA dove persino nei momenti peggiori della crisi finanziaria del 2008-2009 era solo il 5%. Tra tutte le banche commerciali dell’eurozona quelle italiane totalizzano quasi la metà del totale dei cattivi prestiti.

Anni di criteri di prestito indulgenti hanno lasciato le banche italiane impreparate per il momento in cui il crollo economico ha fatto crescere le bancarotte alcuni anni fa. In una delle maggiori banche, Banca Monte dei Paschi di Siena SpA, i cattivi presiti erano così tanti che è servito un team di 700 persone per affrontarli creando una nuova unità per gestirli. Diverse settimane fa la banca ha messo in vendita l’unità dei cattivi-crediti, sperando che un partner straniero avrebbe accelerato il processo di liquidazione.

Il voto britannico per lasciare l’Unione Europea ha fatto concentrare le pressioni sulle banche europee in generale, e su quelle italiane in particolare. Secondo alcuni banchieri mette a rischio la vendita di Monte dei Paschi e crea nuova incertezza in un momento in cui i prestatori stanno combattendo con tassi di interesse bassissimi o persino negativi e una crescita economica apatica.

La Brexit ha fatto preoccupare molti dirigenti sull’eventualità che le banche centrali possano tenere i tassi di interesse bassi per ancora più tempo nel tentativo di controbilanciare la scarsa crescita nell’eurozona e in Gran Bretagna. La azioni delle banche europee sono crollate dopo il voto, e quelle italiane sono state colpite in modo particolare. I titoli del Monte dei Paschi sono scesi di un terzo dal referendum del 23 Giugno. Secondo gli analisti tutto ciò minaccia di innescare una crisi di fiducia nelle banche italiane. Sebbene l’Italia abbia una sola banca, UniCredit, classificata come significativa da un punto di vista globale secondo le regole bancarie internazionali, alcuni analisti affermano che gli stress peggiorati dalla Brexit potrebbero minacciare la stabilità dell’Italia e potenzialmente persino della UE.

La Brexit potrebbe generare una crisi bancaria conclamata in Italia”, ha detto Lorenzo Codogno, ex direttore generale del Tesoro. “Il rischio di una disgregazione dell’eurozona sarà evidente a meno che le preoccupazioni dovute alla Brexit non verranno immediatamente affrontate”.

Un veloce ripasso del perchè subito dopo la Brexit le banche italiane si sono agitate per chiedere all’Europa un permesso speciale per un bail-out (anziché bail-in) [cioè salvataggio dall’esterno, con fondi pubblici, anziché dall’interno con i soldi di azionisti, obbligazionisti e correntisti. N.d.t] delle banche locali dal momento che qualunque altra opzione darebbe probabilmente inizio a una caotica corsa agli sportelli.

Secondo dirigenti di banca italiani, quando la crisi finanziaria di fine 2008 colpì le banche italiane tesero a passare sopra ai prestiti che non venivano ripagati, nella speranza che un miglioramento economico si sarebbe fatto carico del problema. Le difficoltà delle banche italiane hanno dato inizio al primo vero test del modello adottato dalla UE due anni fa per gestire le sofferenze bancarie. Il governo italiano ha chiesto alla UE il permesso di iniettare 40 miliardi di euro nel suo sistema bancario per stabilizzare il sistema.

Per fare ciò sarebbe necessario aggirare la regola anti-bailout che l’unione ha adottato nel 2014 per costringere proprietari, azionisti, obbligazionisti e anche alcuni dei correntisti a pagare il prezzo prima dei contribuenti.

Roma sostiene che aggirare la regola sarebbe un piccolo prezzo da pagare per costruire una barriera contro un possibile contagio bancario dovuto alla Brexit. I partner dell’Italia, guidati dalla Germania, respingono l’idea, lasciando Roma esposta alla possibilità di una crisi bancaria.

…Specialmente se l’uomo che era a capo delle banche italiane nel 2008, Mario Draghi, dovesse essere identificato come l’uomo chiave responsabile dell’insolvenza del sistema finanziario italiano. Eppure, a oggi la Merkel si è dichiarata contraria a un vero e proprio bail-out, sapendo che “aggirare le regole dell’Europa” vorrebbe dire far finire nello scarico altri soldi dei contribuenti tedeschi.

E mentre aspettiamo la fine di questa telenovela che ha visto la scorsa notte delle dure parole di frustrazione del primo ministro italiano Renzi verso Draghi, ecco alcuni numeri:

Quando la BCE ha iniziato a supervisionare le maggiori banche europee nel 2014 la situazione si è fatta più dura. I banchieri dicono che il nuovo supervisore ha applicato criteri più rigidi di quanto fatto dalla Banca d’Italia per dichiarare dei prestiti a rischio. In Aprile, ha costretto una banca a intraprendere delle maggiori svalutazioni dei cattivi prestiti cattivi prima di concederle il permesso di unirsi a un’altra banca. Il risultato è che i prestiti danneggiati nelle banche italiane ora superano i 360 miliardi di euro, quattro volte il livello del 2008, e continuano a crescere.

I tentativi delle banche di scaricare alcuni dei cattivi prestiti sono miseramente falliti, con banche e possibili investitori su valutazioni molto distanti tra loro. Le banche hanno svalutato i prestiti non-performanti di circa il 44% del loro valore nominale, ma gli investitori ritengono che il loro valore sia più vicino al 20-25%, pari ad altri 40 miliardi di svalutazione.

Una ragione della scarsa valutazione è l’enorme difficoltà a sciogliere un cattivo prestito in Italia. I ribunali italiani impiegano otto anni in media per dare luogo alle procedure di insolvenza. Un quarto dei casi richiede 12 anni. Inoltre, in molti casi, la garanzia del prestito è la casa di famiglia del proprietario dell’impresa, o è legato all’impresa stessa.

“C’è un disperato bisogno di rendere liquide le garanzie”, ha affermato Andrea Mignanelli, amministratore delegato di Cerved Credit Management Group. “A oggi restano bloccate in aste e procedure giudiziarie che rendono veramente difficile il rimborso del prestito”.

Il problema è che al momento Roma si trova in una situazione di sicura perdita:

Con gli investitori che hanno preso le sue azioni a cazzotti quest’anno, UniCredit ha rimosso il suo amministratore delegato, Federico Ghizzoni. La scorsa settimana, mentre le azioni crollavano, è corsa a nominare un nuovo CEO, Jean-Pierre Mustier, suo ex direttore della divisione investimenti. A breve Mustier dovrà presentare un convincente piano di ristrutturazione e raccogliere almeno 9 miliardi di euro per ristabilire la fiducia degli investitori. UniCredit non ha commentato. Il governo italiano ha spinto per una soluzione che permetta di ricapitalizzare le banche e porre fine alla crisi dei cattivi prestiti, appellandosi alla UE per il permesso di iniettare 40 miliardi di euro ai prestatori. Il governo sostiene che senza tale ricapitalizzazione i problemi bancari dell’Italia potrebbero esplodere in una crisi più ampia.

“C’è una epidemia, e l’Italia è il paziente più malato”, ha detto Pierpaolo Baretta, sottosegretario del Ministero dell’Economia. Se non fermiamo l’epidemia diventerà un problema di tutti… Lo shock della Brexit ha creato un senso di urgenza. Il primo ministro Renzi ha fatto pressioni sul Cancelliere tedesco Angela Merkel nel suo incontro della scorsa settimana.

La Commissione Europea, con forte appoggio di Berlino, ha rigettato la spinta degli italiani. Alcuni funzionari europei hanno espresso privatamente fastidio per il fatto che Roma sia stata così lenta ad affrontare il suo problema bancario e ne sta pagando il prezzo in un mercato così volatile. Ora, dicono, gli italiani usano la Brexit per premere per un permesso a piegare le regole di un regime bancario che è stato difficile da ottenere.

* * *

Roma ha criticato il nuovo sistema bancario UE e non vuole usare le regole del “bail-in” che prescrivono l’ordine in cui gli investitori debbano sopportare le perdite della chiusura di una banca sofferente, in parte per via delle peculiarità del sistema bancario italiano. Circa 187 miliardi di euro di obbligazioni bancarie sono nelle mani di piccoli investitori, i cui averi verrebbero cancellati dal fallimento di una banca secondo le nuove regole.

L’anno scorso oltre 100000 investitori di quattro piccole banche italiane che sono state chiuse hanno visto cancellati i loro investimenti. Alcuni hanno perso i risparmi di una vita. La controversia è esplosa a Dicembre quando i media hanno riportato la notizia di un pensionato suicida dopo aver perso 110000 euro di risparmi investiti in una delle banche.

Questi problemi importano poco a Bruxelles. “Tutte le nonne hanno comprato delle azioni bancarie”, ha affermato un funzionario UE. “Così ci hanno presentato la cosa… Questo lavoro va fatto secondo le regole, usando la flessibilità che c’è”.

In questo caso allora “tutte le nonne” italiane hanno un grosso problema, ma non tanto grosso quanto quello di Renzi, perchè se inizerà la corsa agli sportelli (successiva ai bail-in), sarà la fine del sistema bancario più insolvente d’Europa.

Infine, mentre nulla di quanto detto sopra è completamente nuovo, ne abbiamo parlato per 5 anni, l’Europa e Wall Street sono riusciti a ignorare tutto ciò con successo. Come mostra l’ultimo report di JPM “Early Look at the Market”, l’attenzione di tutti è finalmente e pienamente sull’Italia.

Titolo originale: A Look Inside Europe’s Next Crisis: Why Everyone Is Finally Panicking About Italian Banks

Fonte: http://www.zerohedge.com/

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05/07/2016

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO

Pubblicato da Das schloss

  • Leo_Pistone

    Prima fanno di tutto per distruggere l’economia di un paese, poi si stupiscono se i debiti non vengono ripagati.

    Speriamo allora che il tracollo delle banche italiane porti a fondo anche il resto delle banche europee, così la finiamo una volta e per tutte con questo delirio chiamato UE.
  • Cornelia

    Il problema in Italia non è che gli italiani "non ce la fanno a restituire i prestiti" (gli italiani sono sempre stati piuttosto ligi), né che le banche "sono state indulgenti". 

    La verità è che le banche italiche prestano soldi solo ad AMICI E COLLUSI sapendo già che NON saranno restituiti.
    In pratica, se una banca è già in difficoltà, i dirigenti cominciano a vendere obbligazioni e prodotti interni ai malcapitati clienti, e con il ricavato a prestare grosse somme a prestanome con i quali divideranno il malloppo. Questi soldi sono un vero FURTO ai danni della banca e dei correntisti. Esattamente quello che è successo con l’Etruria. Dopo breve la banca salta per aria e si dà la colpa agli "italiani", alle vecchiette, alle famiglie col mutuo.
    Questo è il giochetto. Se la vostra banca vi propone prodotti "interni" (sue azioni, obbligazioni) drizzate le antenne: stanno per saccheggiarla.
  • PietroGE

    Forse il problema è più generale. C’è una sfiducia negli ambienti europei e finanziari (che coincidono) sulla capacità dell’Italia di risollevarsi. Vale ancora quello che diceva Berlusconi, cioè che Germania e Paesi del Nord vedrebbero bene la Troika in Italia a fare la finanziaria e a gestire la politica finanziaria del governo. Praticamente una nuova Grecia con tagli alla spesa pubblica e aumenti delle tasse imposti alla classe politica italiana da Bruxelles. Il problema è che se riportano il Paese in recessione si va verso il default e la fine dell’euro, o forse solo la fine della partecipazione dell’Italia all’euro. Fate voi.

    D’altra parte dopo 20 anni di crescita allo zero virgola che cosa si aspettano a Bruxelles, il miracolo dei pani e dei pesci? La crisi delle banche italiane era nell’aria già da tempo. Aggiungete il fatto che la classe politica è assolutamente incapace di tagliare la spesa pubblica, e questo fatto è noto, e la conclusione è che si va verso un commissariamento, mascherato o meno dell’Italia.

  • Hamelin

    Brava ai compreso pienamente il giochetto .

    Tanto sanno che :

    1) Non finiranno mai in galera

    2) Lo Stato ripianerà i debiti

    3) Non perderanno mai i soldi che riescono a distrarre dalla banca

    4) CONSOB e Banca d’Italia sono colluse quindi arrivano sempre a giochi fatti

    5) Chi perderà saranno gli azionisti e gli obbligazionisti

    Io mi chiedo perchè nessuno va a spulciare le liste dei NPL e valutare con quale merito di credito sono stati concessi certi prestiti …

    Non lo fa nessuno se no ne salterebbero fuori delle belle!
    Quando in uno Stato vengono spolpate le banche significa che il bottom è vicino ed una bancarotta è alle porte .

    I Banchieri sono proprio come i topi , percepiscono prima che la barca sta per affondare e prendono tutto quello che possono e se la danno a gambe …

    Occhio a lasciare i soldi nel CC delle banche potreste ritrovarvi con grosse soprese …

  • AlbertoConti

    Dunque: npl = 360, target2 (solo Italia) = 290 Totale 650 miliardi tra ammanchi e debiti del sistema bancario privatizzato dai ciampisti-prodisti-piddini di MPS.

    Avete voluto la bicicletta, coglioni? E adesso pedalate! A calci in culo fiori dall’europa, fuori dall’euro, ma soprattutto fuori dalle balle! Grandissime teste di cazzo!

  • AlbertoConti

    Dimenticavo un "dettaglio", i 2.300 miliardi di debito pubblico, così arriviamo a quasi 3.000 miliardi di euri, più i debiti di famiglie e imprese. L’euro? Abbiamo scherzato, azzeriamo tutto e ripartiamo daccapo, e s’inculino gli USA, vero Nuland?

  • poisonedtooth

    Risulta difficile credere che queste presunte sofferenze siano reali.
    Solo qualche giorno fa CDC pubblicò un articolo molto chiaro di Fabio Conditi che spiega la colossale truffa dell’attuale sistema monetario e bancario: le banche commerciali creano moneta dal NULLA e la prestano ad interesse agli sventurarti richiedenti prestiti e mutui.
    Quindi le banche prendono un bel NULLA dal loro portafoglio magico e lo trasformano in credito generatore di profitti secondo le migliori tecniche fornite dall’illusionismo classico (coniglio-cilindro).
    Ora mi chiedo perchè dovrebbe rappresentare una sofferenza quel NULLA che torna ad essere un NULLA dopo essere stato un credito, che con tutta probabilità ha già fornito un profitto reale dovuto al pagamento di interessi da parte del debitore.
    Insomma mi presti qualcosa che non ti è costata niente perchè prima che te la chiedessi manco esisteva, ci lucri sopra, e poi inizi a soffrire perchè io non ti ridò indietro quella cosa mai realmente esistita: è un po’ come soffrire per la morte del tuo caro amico immaginario.

  • cavalea

    Questo intervento è più efficace   di 1000 volumi di economia.

    Si tratta di un fatto di una semplicità disarmante, ed è per questo che deve essere 
    tenuto nascosto e imbrattato da miriadi di paroloni inutili.
    Guai far sapere la verità al popolo.
  • poisonedtooth

    Per mia esperienza è proprio il popolo che questa verità non la gradisce, prova a raccontargliela e ti farai dei nemici.

  • Hamelin

    Perchè il sistema del denaro debito è quello imposto ed accettato dalle persone . 

    Fatti una domanda : il sistema bancario truffa ha effetti nel mondo reale ?

    Quindi o la gente inizia a svegliarsi e cambia sistema oppure le sofferenze sono reali… realissime …

  • AlbertoConti

    "Ora mi chiedo perchè dovrebbe rappresentare una sofferenza quel NULLA che torna ad essere un NULLA"

    Perchè qualcunaltro l’ha già incassato quel NULLA, e la banca glielo ha pagato quel nulla.

    Se il popolo vuole veramente la verità deve imparare a non farsi infinocchiare dalle false interpretazioni, e dalle semplificazioni fasulle. Se il nostro denaro circolante è fatto al 97% dai crediti bancari erogati "dal NULLA", è comunque la liquidità che serve a far girare il sistema. Brutto? Bruttissimo, ma così è, se vi pare e anche se non vi pare. Quello che tiene in piedi le banche, tutte, è il funzionamento del sistema dei pagamenti, oggi garantito da una soglia minima di "capitalizzazione" di ogni singola banca (Basilea3). Se però viene meno la fiducia e tutti i clienti abbandonano la banca, ritirando i propri crediti, non c’è banca che regga, chiude gli sportelli perchè non è più in grado di onorare il sistema dei pagamenti. Violare le stesse proprie regole che avrebbero dovuto garantire la continuità dei pagamenti è un motivo più che sufficiente per innescare lo tsunami della sfiducia. Provate poi ad andare a comprare il prosciutto col NULLA, e scoprirete la VERITA’, che tanto nascosta non era, bastava informarsi alla fonte, quella giusta.

  • IVANOE

    Sembra tutti stupirci di quello che sta avvenendo… ma lo sapevamo.
    Sappiamo in quale razza di paese viviamo, sappiamo quale razza di tv abbiamo, sappiamo come ci hanno ridotti questi pezzi di m…da.. ossia gente sena più palle ,senza speranze.
    Sapevamo e ce lo dicevano che facevamo la fine della grecia e ci stiamo finendo, basta entrare nei pronto soccorso  al collasso… l’anno scorso su una barellaccia c’è morta mia madre e l’hanno tenutali una settimana… e poi parliamo della grecia…
    Sappiamo che renzi non aspetta altro per svignarsela trovando la scusa di aver perso il referendum per avere un bel posto come quel p…co di tony blair… che sapevamo nel 2003 che lui e bush si erano inventati una guerra contro saddam hussein e oggi in modo vergognoso dice che è vero che saddam non era un pericolo ed oggi ricopre fittizziamente una carica a livello europeo che gli garantisce una vita da nababbo per tutta la vita la sua e quella di dieci generazioni… e così farà renzi e così ha fatto letta…
    E così adesso sta facendo renzi e padovan con mps di siena, rassicurano tutti e tutto dicendo falsità per prendere tempo arrivare ad ottobre e cadere in piedi dicendo che la colpa è degli italiani che non l’hanno capito…poi ci sarà la tempesta delle banche italiane che ci darà altre tasse, altri suicidi, altre famiglie che non arriveranno  a fine mese, la sanità che sarà peggio di quella greca e già lo è, la riforma fornero sulle pensioni sarà solo una ble ricordo perchè le taglieranno ancora soprattutto per chi in pensione dovrà andarci e non basteranno più i 70 anni di età…
    E’ questo lo scenario… che ci attende ad ottobre perchè è questo quello che sapevamo già dal 2011… ma  non abbiamo fatto niente di niente…solo qualche sindacuccio omologato del M5S… e basta… mentre circolano liberi e felici i vari prodi, monti, fornero ecc. ecc. e intanto il nostro renzi a novembre quando in italia ci saranno sconquassi lui siederà all’ultimo piano a bruxelles in qualche sede nato con la boschi a fargli da segretaria…

  • ipotesidicomplotto

    Concordo.
    Bravo.
    Troppo semplice per essere notato

  • giannis

    Bravissimo

  • giannis

    E il cerchio si chiude col fatto che i soldi sono il male dell’ umanita’

  • giannis

    E appunto per questo la nostra societa’ fa schifo e si vive sempre peggio , perche abbiamo venduto anima e vita ai soldi che sono una schifezza illusoria che porta vizi

  • giannis

    Non e’ solo l’ Italia a essere nella merda ma tutti i paesi industrializzati

  • poisonedtooth

    Hamelin la sofferenza delle famiglie è reale, a partire dal fatto che per garantirsi 4 pareti devono pagari interessi agli usurai legalizzati per 40 anni, pagando le 4 pareti 3 volte il loro prezzo originale. Ed è reale la sofferenza dell’economia reale per la stretta creditizia e conseguente scarsezza di liquidità perchè le banca "tutta intorno a te" ha preferito dirottare i capitali appena stampati dagli usurai centrali verso la roulette delle borse.

    Nella mia piccola parodia parlavo delle sofferenza bancarie che sembra porteranno il Paese alla bancarotta. Sofferenze bancarie che non esistono nella realtà (solo loro soffrono per la perdita di NULLA), ma sono l’ennesimo strumento di distruzione sociale programmata (dai banksta stessi).
    Io credo sia l’atto finale del piano: "Caos generale per tutti". In un’altra fetta di mondo usano direttamente gli eserciti. Qui la distruzione avverrà a mezzo finanziario, non aspettano altro che la corsa agli sportelli per far svanire in un sol colpo, da veri professionisti dell’illusionismo, i risparmi della gente comune, l’unica che ha immesso in questo sistema (delle 3 carte) soldi veri derivanti dal proprio lavoro materiale.
    Un vero colpo gobbo per le banche: in 2 settimane azzeri tutti i tuoi debiti verso correntisti e azioni.
    E’ già successo in Argentina, i risparmiatori  hanno perso tutto e le banche sono ancora li a prestare pesos a interesse, qualcuna ha cambiato solo nome.  

  • oriundo2006

    Vero…ma il credito facile ha riguardato un po’ tutti negli anni ’90: era la reaganomics all’italiana, ovvero primato dell’offerta di danaro facile e di indebitamenti a iosa, specie per privati non certo perfettamente solvibili: ma serviva a fare le trimestrali… Poi le cose cambiano dopo l’anno 2000. In particolare, per l’Italia si abbatte una sciagura NON evidenziata come si deve, ovvero il tracollo del sistema di distribuzione fondato sull’azienda familiare ‘micro’ ( naturale in un paese di 8.000 comuni ) ed esplosione dei centri commerciali, con la loro politica di prezzo iperbasso per devastare la concorrenza e poi assicurarsi profitti oligopolitici in un mercato non regolamentato da alcuna autorità in modo serio. Riscadenzamento dei debiti, chiamata in garanzia ex fideiussioni, dilazione delle rate, non hanno migliorato se non di pochissimo la situazione debitoria, che è disastrosa perchè i debitori sono persone fisiche che devono VIVERE nonostante la montagna di debiti cumulati spesso per via iperocaria o per fallimento di soci oppure per decozione della ‘filiera’ ed impossibilità di restituire per mancanza di liquidità NON dovuta a propria ‘colpa’ … Insomma il problema del debito va saparato a seconda delle categorie dei debitori: tanto piu’ lontani dalle fonti del circolo investimenti-guadagni e tanto piu’ resi deboli da fenomeni ‘macro’ assolutamente non compensabili con metodi ordinari ( tra cui l’evasione ). A proposito, la caduta delle quotazioni di borsa ha ulteriormente aggavato la situazione dei piccoli e piccolissimi, che si sono visti chiedere la ricostituzione del pegno a nuovi valori a fronte dell’escussione di TUTTO quello che possedevano. Per molti non è restato che rivolgersi ( naturalmente con la ‘mediazione’ dei funzionari di banca … miserabili impostori da impiccare ) al credito sommerso degli usurari, spesso patrocinato dietro le quinte dai soliti noti ( vedasi gli omicidi ‘strani’ dei medesimi capitati un po’ ovunque ) ibridatisi alla grande con criminalità comune, mafie svariate, politici con i denti a sciabola: individui escrementizi che vengono a galla quando le fogne scoppiano perchè c’è troppa ‘rumenta’ in giro…’rumenta’ perchè manca una cosa essenziale a questo sistema: la RAZIONALITA’. Basterebbe rifare quanto si fece negli anni ’20 e ’30: riscadenzamento del credito a breve ponendolo a lungo e lunghissimo termine con garanzia statale. Ma oggi non si puo’, dobbiamo affondare con dolori inesprimibili – ed i suicidi lo stanno a dimostrare – e lancinanti nella crisi del sistema. Crisi voluta per azzerare tutto e ricominciare con i detentori del potere e sapere che non sanno piu’ cosa farsene di miliardi di esseri umani inutili alla produzione, con un sistema economico assurdo, con rendite di posizione ‘storiche’ oggi inessenziali al mantenimento delle cose come sono. Dietro la ‘crisi’ vi è la consapevolezza da parte delle elites di poter RIFARE TUTTO COME SI VUOLE. C’è solo un piccolo problema: ci siamo anche noi che li ‘disturbiamo’, se non altro col nostro numero. Inevitabile che verremo sfoltiti al piu’ presto.

  • poisonedtooth

    Perchè lei Conti pensava prima o poi di saldare i 200.000 miliardi di debito in costante aumento che il mondo deve al settore bancario? E’ evidentemente un sistema quello attuale, nato per fallire, se non ora di certo domani. Il castello di carte crollerà sotto il peso del debito complessivo creato dal nulla e destinanto a crescere senza mai estinguersi.
    Lei capisce si che un sistema così congegnato non avrebbe comunque potuto proseguire all’infinito, come non poteva proseguire all’infinito il PIL con segno + in una pianeta con risorse limitate.
    Quindi all’asserzione "il sistema è questo e ce lo teniamo che è meglio dello tsnunami finanziario (finto anche quello perchè basato sul gonfiamento continuo di valori effimeri quotati in borsa)…che poi la povera banca fallisce", io rispondo: "e chi se ne frega". Visto che il valore dei debiti complessivo che settore privato e plubblico devono alla mafia bancaria è di gran lunga superiore a quanto la stessa mafia deve ai suoi creditori, allora il vantaggio complessivo dell’umanità nell’azzeramento di quei valori sarebbe comunque superiore alle perdite.
    ‘Che muoia la banca con tutti i farisei’, fine del Capitalismo di stampo mafioso e riappropriamento del maltolto anche in termini di proprietà privata.
    Se non ora che 60 persone detengono ricchezze pari a quelle delle metà della popolazione mondiale, allora quando?
    Quindi il problema non starebbe più nello sgonfiamento dei 200mila miliardi di debiti creati dal nulla ne nel fallimento di un sistema bancario coumunque destinato a fallire (non funziona a PIL 0 o negativo), ma squisitamente politico nel gestire in maniera indolore la transizione al post-capitalismo.
    Ma capisco anche che c’è chi difenderà questo Sistema profondamente ingiusto nonostante tutto semplicemente perchè ha interessi (da riscuotere in banca).

  • AlbertoConti

    Ho solo cercato di spiegare la realtà così com’è, non come la vorrei.
    Sono anni che spero in un implosione di questo sistema, ma avendo ormai una certa età temo che non ne sarò testimone, ma forse lei sì. Auguri.

    Le è chiaro quanto ho esposto nei mie precedenti commenti?

  • annibale51

    Questo articolo è semplice spazzature. Mi sembra strano vederlo in CDC. E’ vero che le banche hanno perso il 20% del loro valore in un giorno ma se quardiamo i dati assoluti e li riportiamo al valore delle banche nel 2008 tale perdita si riduce all’ 1%… punto. Da quella data (il fallimento L.B.) le banche hanno perso il 90% del loro valore o anche più! Sono praticamente  già  FALLITE! Il BREXIT quindi non c’ entra nulla. Del resto BPVI è VENETO  BANCA hanno azzerato il valore delle loro azioni ben prima del BREXIT. Sveglia ITALIA! Non facciamoci infinocchiare. Vogliono solo socializzare le perdite delle banche per conservare il grimaldello del POTERE.  Lasciamole  FALLIRE! Non si resuscitano aziende già morte. Ricordate che il loro salvataggio ci è costato finora numerosi punti di PIL ed in termini assoluti le sofferenze bancarie ammontano a 6-8.000 euro testa/italiano, bambini e anziani compresi. Volete veramente tirarli fuori??

  • poisonedtooth

    Si, ho capito sufficientemente bene, quanto ai cambiamenti della società in cui viviamo, vista la rapidità con cui avvengono (pensi allo stato pre-tecnologico in cui si viveva solo 15 anni fa), credo che ambedue ne vedremo di cose "che voi umani"… e nonostante le previsioni fosche la curiosità di vedere come evolverà ‘sta roba’, è tanta
    Auguri anche a lei