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LA GUERRA ALLA RUSSIA NELLA SUA DIMENSIONE IDEOLOGICA

DI ALEXANDER DUGIN

eurasia-rivista.org‎

La Guerra contro la Russia è attualmente uno dei temi più discussi in Occidente. Ad oggi rappresenta ancora una suggestione ad una mera possibilità, ma può diventare reale sulla base delle decisioni che potranno essere adottate da tutti attori coinvolti nel conflitto ucraino: Mosca, Washington, Kiev, Bruxelles.

Non voglio discutere tutti gli aspetti e la storia di questo conflitto, qui. Propongo invece di comprenderne le radici ideologiche. La mia concezione è basata sul Quarto assunto della Teoria Politica che ho pubblicato nel 2012. Perciò non esaminerò la guerra dell’Occidente contro la Russia in termini di rischi, pericoli, temi chiave, costi o conseguenze, piuttosto sotto un profilo ideologico, dalla prospettiva dell’ideologia globalista.

Essenza del liberalismo

Nell’Occidente moderno esiste un’ideologia dominante che è quella liberale. Appare in diverse forme e versioni ma alla base la sua essenza è la medesima:

L’individuo è la misura di tutte le cose (individualismo antropologico)

Il mondo è orientato verso un futuro, rappresentando il passato il peggio (fede nel Progresso)

Lo sviluppo tecnico e le sue concrete applicazioni sono prese a riferimento assoluto per giudicare il livello di progresso di una società (tecnocrazia)

Il modello euro americano rappresenta lo standard a cui le altre società devono conformarsi (eurocentrismo)

L’economia di libero mercato è il solo modello di riferimento (essendo gli altri modelli da riformare o da eliminare)

La democrazia è il potere delle minoranze che devono difendersi dalle maggioranze, intrinsecamente portate a degenerare verso modelli totalitari

La classe media è il solo attore collettivo immaginabile (indipendentemente dal fatto che un individuo ne sia parte o no e in modo consapevole)

Globalismo (gli esseri umani sono ovunque gli stessi ed hanno un unico destino, ovvero il modello globalista che dovrebbe informare un contenuto universale di cittadinanza)

Questi sono i valori centrali del Liberalismo e rappresentano una delle tre tendenze originatesi dall’illuminismo, a fianco di comunismo e fascismo che hanno dato una propria interpretazione della Modernità. Nel XX secolo il Liberalismo ha sconfitto le altre due tendenze, e dal 1991 è divenuto l’ideologia imperante nel mondo.

L’unica libertà di scelta è fra Liberalismo di destra, Sinistra e Radicale con le sue rispettive varianti estremistiche. Di conseguenza, il Liberalismo è divenuto il modello operativo all’interno della società occidentale e di quelle altre che gravitano nella sua orbita. E’ divenuto il comun denominatore di ogni discorso “politically correct” ed il criterio distintivo per stabilire chi debba essere ammesso nel mainstream intellettuale dominante e chi, invece, debba essere marginalizzato o respinto. Lo stesso buonsenso è divenuto espressione del liberalismo.

Da un punto di vista geopolitico, il liberalismo è stato iscritto in un modello americanocentrico, in cui gli Anglosassoni hanno creato un nucleo su base etnica basato sulla partnership euroatlantica che rappresenta l’asse strategico del sistema di sicurezza globale. Quest’ultima è stata fatta coincidere con quella dell’Occidente e, in ultima istanza, con quella degli USA. Il Liberalismo quindi da un ambito ideologico tracima in quello politico, miliare e strategico. La NATO ha queste radici, difende le società liberali, e combatte per estendere il liberalismo in nuove aree.

Liberalismo come nichilismo

C’è una falla nell’ideologia liberale che apre una crisi dal suo interno: essa è alla radice nichilista. I valori difesi dal liberalismo si riconducono al primato della libertà. Essa però, nella concezione liberale, ha una connotazione negativa ovvero “libertà da – “e non “libertà di – “ed è qui la radice del problema.

Il liberalismo combatte contro tutte le forme di identità collettive e tutti i tipi di valori, progetti, strategie, scopi, metodi di tipo collettivo o comunque non individualista. Questa è la tesi su cui uno dei più importanti teorici del liberalismo Karl Popper – e a seguire, von Hayek – ha basato nel suo libro “La società aperta e i suoi nemici “sostenendo che i liberali dovrebbero combattere qualsiasi ideologia o filosofia politica – da Platone e Aristotele fino a Marx ed Hegel- che asserisca come una società debba avere uno scopo comune, un valore comune ed un comune significato (non è casuale che George Soros guardi a questo testo come alla propria Bibbia.

Qualsiasi scopo, valore e significato nella società liberale – o aperta – dovrebbe essere strettamente basato sull’individuo. I nemici della società aperta – cioè di quella occidentale dopo il 1991 – sono concreti. Primi nemici sono il Comunismo ed il Fascismo entrambi mersi dall’Illuminismo, e che contengono concetti antitetici quali quelli di Classe (Comunismo) razza(Nazismo) e Stato nazionale(Fascismo). L’origine del conflitto col Comunismo ed il Nazismo è ovvia. I Liberali rivendicano i diritti della società liberale davanti al Fascismo ed al Comunismo ed alla loro visione totalitaria. La battaglia del Liberalismo, come parte di un più ampio processo di liquidazione delle società non liberali, ha perfettamente senso: acquista rilievo nei confronti di ideologie che negano il più alto valore all’individuo.

Tuttavia la configurazione della libertà negativa non è chiaramente percepita qui. Il nemico della società aperta è concreto ed è ciò che da una parte dà ad essa una solidità intrinseca e dall’altra giustifica il processo di liberazione da approntare in altre società che non si trovino nella medesima condizione

Il periodo unipolare e la minaccia di implosione

Nel 1991, a seguito della caduta dell’URSS, alcuni occidentali e su tutti Fukuyama proclamarono la fine della Storia. In un certo senso era anche logico, non esisteva più alcun nemico per la società aperta e lo scontro con le altre matrici prodotte dall’illuminismo (Comunismo Nazismo e Fascismo) era stato vinto. Si era realizzato così il tempo dell’Unipolarismo (Krauthammer) ed il periodo fra 1991 e 2014, nel mezzo del quale Bin Laden aveva scatenato l’attacco alle Torri Gemelle, aveva visto il trionfo del Liberalismo i cui assiomi erano stati accettati anche da Cina (in termini economici) e Russia (in termini di ideologia e sistema politico): si distinguevano quindi i veri liberali da quelli che non lo erano ancora, da chi si sforzava di esserlo, da chi non lo era abbastanza, ecc. Quindi tutto il mondo era liberale con la sola eccezione di Iran Corea del Nord.

Questo è stato il momento più importante nella storia del Liberalismo. Ha sconfitto i suoi nemici ma allo stesso tempo li ha perduti. Liberalismo è essenzialmente liberazione da e lotta contro tutto ciò che non è liberale (al presente o in prospettiva); esso però ha acquisito il suo contenuto dai suoi nemici. Quando la scelta si è posta fra libertà e mancanza di essa (come rappresentata nelle società totalitarie) molti hanno scelto la libertà non comprendendo libertà per cosa o per fare cosa… Quando c’è una società illiberale, il liberalismo è positivo, comincia a mostrare il suo volto negativo dopo la vittoria.
Dopo la vittoria del 1991, il Liberalismo ha iniziato il suo processo implosivo. Dopo avere confitto Fascismo e Comunismo, è rimasto solo senza alcun nemico da combattere. Quando i suoi conflitti interni sono esplosi coi suoi ultimi residui non liberali (sessismo, scorrettezza politica, diseguaglianza fra sessi, il residuo di intervento nella sfera individuale da parte di istituzioni quali Stato e Chiesa), il Liberalismo non ha più avuto alcun nemico esterno da cui liberarsi: il suo trionfo ne rappresenta quindi paradossalmente la sua morte.

Questo è alla base delle sue crisi finanziarie del 2000 e del 2008: i successi e non i fallimenti della nuova economia di turbocapitalismo – per usare un’espressione di Luttwak – sono causa del suo collasso.

La libertà di fare ciò che si vuole rapportata ad una scala individuale provoca un’implosione della personalità: è la libertà di fare qualunque cosa ed il Liberalismo diventa l’Impero in cui il Nulla trionfa. Il Postmoderno prepara il terreno per riciclare in chiave storica un non senso autoreferenziale.

L’Occidente alla ricerca di un nemico

Ci si può chiedere cosa diavolo abbia a che fare tutto questo con la Russia. Rispondo.
Il liberalismo ha continuato ad occupare la scena su scala globale e ora ha cominciato ad implodere. Dal 1991, questo è un fatto inoppugnabile. E’ arrivata al punto terminale e si sta autoliquidando: immigrazioni di massa, scontri di culture se non di civiltà, crisi finanziarie, terrorismo, crescita del nazionalismo etnico, sono tutti indicatori di un Caos ormai incipiente che mette in pericolo qualsiasi ordine, compreso quello liberale. Più il liberalismo riesce a realizzarsi e più getta le fondamenta della sua stessa fine: ci confrontiamo con l’essenza nichilista del liberalismo, con la sua libertà fine a sé stessa e anodina – quindi nulla – che sta alla sua base.

L’antropologo tedesco Gehlen ha definito l’uomo-in questo contesto – come deprivato della sua umanità (Mangelwesen). L’uomo in sé stesso è nulla, derivando la sua identità dalla sua relazione con la società, la storia e la politica. Se l’uomo ritorna alla sua essenza, non può alla lunga riconoscere alcunché. L’abisso si nasconde dietro i detriti di sentimenti, di vaghi pensieri e desideri. La virtualità delle emozioni sono un velo sottile, dietro il quale v’è solo oscurità. L’esplicitazione della sua base nichilistica è l’ultimo obiettivo conseguito dal liberalismo ed è al contempo la fine dei padroni dell’istanza globalista che poggia sul liberalismo e, conseguentemente, dell’ordine liberale stesso.

Per salvarsi, l’élite liberale ha bisogno di fare un passo indietro. Il Liberalismo riacquisterà il suo pieno significato solo quando si confronterà con una società non liberale. Questo passo indietro è il solo mezzo che rimane per salvare ciò che rimane dell’ordine prodotto dal liberalismo, e per salvare il liberalismo da sé stesso. Perciò la Russia di Putin appare al suo orizzonte. La Russia non è anti liberale, né totalitaria, né nazionalista, né comunista, neppure troppo liberale, né radicalmente anti comunista. Sta diventando liberale seguendo la via gramsciana di aggiustamento rispetto all’egemonia globale, secondo lo schema di trasformismo secondo il linguaggio gramsciano

Comunque nell’agenda di liberalismo globale rappresentato dagli USA e dalla NATO, ci sarebbe bisogno di un altro attore, per un’altra Russia che giustificherebbe il campo liberale aiutando l’Occidente a mobilitarsi come di fronte ad una minaccia di un conflitto: ciò salverebbe il Liberalismo dalla sua essenza nichilista e quindi dalla sua inevitabile fine. Questa è la vera ragione per cui l’Occidente ha bisogno della raffigurazione di un Putin cattivo, di una Russia cattiva e di una guerra: è l’unico modo che ha l’Occidente di preservare il proprio ordine. Nella sua rappresentazione ideologica, la Russia giustificherebbe l’esistenza del liberalismo perché darebbe incarnazione ad un nemico in grado di dare un senso alla lotta della società aperta, con ciò aiutando a prolungarne il consolidamento in una dimensione globale.

L’Islam radicale rappresentato da al Qaeda è stato un ottimo candidato ma mancava di una statura sufficiente per divenire un nemico reale, è stato usato ma solo su una scala locale. E’ servito per giustificare l’attacco in Afghanistan, l’occupazione dell’Iraq, la cacciata di Gheddafi, per cominciare una guerra in Siria ma è ideologicamente troppo debole per rappresentare una sfida all’ordine liberale.
La Russia invece, anche su un piano storico, si presta a tale ruolo di nemico per l’ordine anglosassone anche perché la memoria della Guerra Fredda è ancora molto viva e l’odio verso la Russia è facilmente provocabile. Questo mi induce a ritenere che la guerra con la Russia sia possibile, proprio perché tale operazione si presta meglio al salvataggio dell’ordine liberale
Salvare l’ordine liberale

Considerando i differenti livelli di questa idea di una possibile guerra con la Russia, suggerisco questi pochi punti.

1. Una guerra con la Russia aiuterà a ritardare l’incipiente disordine su scala globale. La maggioranza dei paesi che sono coinvolti nell’economia liberale e che condividono gli assiomi e le istituzioni della democrazia liberale, e che sono direttamente o indirettamente sotto il controllo di USA e NATO, formeranno un fronte unico contro la Russia antiliberale di Putin: questo servirà a riaffermare un’identità liberale altrimenti destinata a dissolversi a contatto con la sua essenza nichilista.

2. Una guerra con la Russia rafforzerebbe la NATO e sopra tutti i suoi membri europei che sarebbero ancora più in soggezione di fronte all’iper potere militare statunitense. Di fronte all’incombente forza russa del Male, gli Europei rinsalderebbero la loro lealtà verso gli USA visti ancora come salvatori e protettori: il ruolo statunitense nella NATO verrebbe riaffermato.

3. L’UE sta fallendo. Una fantomatica minaccia dalla Russia potrebbe evitare una frantumazione, mobilitando le società e rendendole entusiasticamente disponibili a difendere le loro libertà e i loro valori dalle mire imperiali russe.

4. Il governo illegittimo di Kiev ha bisogno di una guerra per giustificare i fatti di Maidan e nascondere i misfatti relativi, a livello giuridico e costituzionale, permettendo la sospensione della democrazia che costituirebbe un ostacolo all’esercizio della sovranità nei territori filorussi del Sud Est del Paese, così al contrario per restaurare la propria forza con ogni mezzo.

L’unico paese che in questo momento non vuole la guerra è la Russia che però non può permettersi il lusso di lasciare l’Ucraina – un paese che ha metà degli abitanti della Russia- nelle mani di estremisti radicali anti russi, pronti ad esercitare ritorsioni verso le popolazioni russofone: se accadesse una cosa simile, per Putin sarebbe la fine sul piano interno ed internazionale, così dovrà rassegnarsi ad accettare la guerra senza altro obiettivo che vincerla.

Non mi piace speculare sugli aspetti strategici, materia adatta ad analisti più qualificati di me. Mi interessano invece la dimensione ideologica di questa guerra.

Ingabbiare Putin

Il significato di questa guerra contro la Russia è l’ultimo sforzo del liberalismo globalista per salvarsi dall’implosione. Perciò, i liberali hanno bisogno di definire ideologicamente la Russia di Putin – e ovviamente di identificarla col nemico della società aperta. Tuttavia nel dizionario moderno delle ideologie vi sono solo Liberalismo, Comunismo e Fascismo. E’ chiaro che il liberalismo è rappresentato da tutte le nazioni coinvolte nel conflitto, eccezion fatta per la Russia (gli USA, gli stati membri della NATO, e il governo golpista uscito da Maidan in Kiev), rimangono solo Fascismo e Comunismo perciò Putin viene rappresentato come un ex sovietico revanscista, un ritorno del KGB: questo è il ritratto che viene venduto al pubblico occidentale più sottoculturato. Tuttavia alcuni aspetti della reazione patriottica russa (es. la difesa dei monumenti di Lenin, i ritratti e le memorie del coinvolgimento sovietico nella II Guerra Mondiale) potrebbero rafforzare questa ide in un’audience di questo genere. Nazismo e Fascismo sono stati rimossi da Putin e nella realtà dell’odierna Russia, ma il nazionalismo e l’imperialismo russo saranno evocati nell’ambito dell’immagine del Grande Male: per questo Putin è stato fatto passare per un nazionalista radicale, un fascista ed un imperialista, e questo farà molta presa sugli Occidentali. In questa logica, Putin potrà essere spacciato allo stesso tempo per fascista e comunista, per nazionalista bolscevico (anche se questo è già più difficile da far digerire al pubblico occidentale). E’ chiaro che Putin non sia né un fascista, né un comunista ma solo un politico pragmatico nel regno delle relazioni internazionali, e questa è la ragione per cui Putin ammira Kissinger da cui è ricambiato.

Egli non ha alcuna ideologia ma sarà costretto ad assumere quella che gli è stata assegnata e non per sua scelta, ma queste sono le regole del gioco. Nel corso di questa guerra Putin sarà inquadrato in questo modo e questo è l’aspetto più interessante di questa situazione.

La principale idea che i liberali tenteranno di avanzare sarà definire ideologicamente Putin in base alle ombre del passato, come un vampiro: “A volte ritornano “, questa è la logica seguita per evitare l’implosione del liberalismo.
Il messaggio innanzitutto da lanciare sarà che il liberalismo è ancora vivo e vegeto, perché c’è qualcosa da cui dobbiamo essere liberati, ovvero dalla Russia. Lo scopo è dapprima liberare l’Ucraina e poi in senso lato, l’Europa e il resto dell’umanità dipinta come ostaggio della Russia; ed infine la Russia stessa che dovrà essere salvata dalla sua identità non liberale: così abbiamo un nemico che dà ancora una volta al Liberalismo una ragion d’essere.

Così la Russia verrà rappresentata come un residuo dell’era pre moderna ancora sopravvissuto nel presente: senza tale sfida, non c’è più vita nel liberalismo, nell’ordine globale e tutto ciò che vi è associato o scompare o implode. Con questa sfida, la Russia è chiamata paradossalmente a salvare l’ordine liberale ma perché ciò accada è necessario sai rappresentata come qualcosa di arcaicamente pre moderno e all’uopo tutte le categorie di Fascismo, Comunismo e Nazional Bolscevismo andranno benissimo. Il compito è quella di inquadrare la Russia in una cornice questa è la regola del gioco.

La Russia post liberale: la prima guerra secondo il la Quarta Teoria Politica

In conclusione ciò che propongo è il seguente schema.
Noi dobbiamo contrastare ogni tentativo di inquadrare la Russia in un cliché di potenza pre moderna. Dobbiamo rifiutare l’idea che i liberali salvino sé stessi dalla fine implicita nel loro sistema. Piuttosto che aiutarli a ritardare questo esito, dobbiamo accelerarlo e perciò dobbiamo presentare la Russia come una forza rivoluzionaria che lotta per un’alternativa da offrire ai popoli del pianeta. La Guerra russa non sarà solo per i suoi interessi nazionali, ma per un mondo multipolare, per una reale dignità, per una libertà reale e positiva, non nichilistica ma creativa. La Russia deve porsi come forza in grado di difendere la Tradizione ed i suoi valori organici e rappresenterà la liberazione dalla società cosiddetta aperta e dei suoi reali beneficiari – l’élite globale finanziaria.

Questa guerra non sarà contro l’Ucraina o una parte della sua popolazione, neppure contro l’Europa. Sarà contro il mondo liberale ed il suo (dis)ordine: noi non abbiamo intenzione di salvare il liberalismo per renderlo libero di portare a termine i suoi progetti, noi abbiamo intenzione di ucciderlo una volta per tutte.

La Modernità è sempre stata essenzialmente sbagliata, e noi siamo al punto terminale di questa modernità: per coloro che si sono arresi ad essa, o di essa hanno fatto il proprio destino, o se ne sono lasciati attraversare inconsapevolmente, ebbene questa nostra decisione segnerà la loro fine, ma per coloro che sono dalla parte della Verità Eterna, della Tradizione della Fede e della spirituale ed immortale essenza umana la nostra decisione rappresenterà un nuovo inizio, l’Assoluto Principio.

La più importante battaglia è per la Quarta Teoria Politica, è la nostra arma e noi abbiamo bisogno di impedire ai liberali di realizzare il loro desiderio di incasellare Putin e la Russia nella maniera loro più congeniale, e così facendo riaffermeremo la Russia come prima potenza post liberale che combatte contro il nichilismo liberale nell’interesse di un futuro aperto, multipolare e veramente libero nella sua essenza.

Alexader Dugin

Fonte: www.eurasia-rivista.org

Link: http://www.eurasia-rivista.org/la-guerra-alla-russia-nella-sua-dimensione-ideologica/21339/

31.03.2014

(Geopolitika.ru, 13 marzo 2014. Traduzione di Corrado Fontaneto)

Pubblicato da Davide

  • Servus

    Analisi perfetta, da libro di storia. 

    Viene definito :
    – Il concetto di "nichilismo liberale" 
    – il suo trionfo che ne rappresenta paradossalmente la sua morte
    – la Russia come forza rivoluzionaria per un’alternativa dei popoli per un futuro aperto, multipolare e veramente libero nella sua essenza.

    Tutto questo porterà però inevitabilmente alla III guerra mondiale, con tutto il male che ne consegue, anche se è proprio la Russia che non la vuole.
  • ROE
    Perfetta l’analisi ma l’appoggio alla Russia contro la NATO non è l’unica né la migliore soluzione. Almeno il 70% della popolazione dei Paesi dominati dal liberalismo (meglio sarebbe chiamarlo liberismo o neoliberismo) subisce gli effetti negativi (si impoverisce) dell’individualismo derivante dallo pseudo-capitalismo (il capitalismo è finito da tempo). Questo 70% (4,5 miliardi di persone) può impossessarsi di alcuni dei mezzi del neolibersimo, come la moneta ed il credito e trasformare il classismo in comunitarismo. EkaBank è uno strumento di questa strategia.

  • Gariznator

    Ekabank… Molto interessante ma anche molto inutile… Io bisogno di un prestito, mi servono dei soldi da spendere. Devo campare un paio di giorni finchè mi pagano, a Ekabank posso chiedere i soldi ma poi in pratica non posso usarli… Non ci posso comprare il pane, non ci posso comprare un paio di mutande, non ci posso comprare il biglietto aereo o il biglietto del treno. Posso solo pagare un altro utente ekabank che magari è uno sfigato come me che non mi può dare nulla di ciò che mi serve: cibo, un alloggio (anche se per pochi giorni, all’estero), un biglietto aereo, rasoio, schiuma da barba etc. Quindi al lato pratico come diavolo faccio a usare ekabank? Mi faccio il conto e mi faccio accreditare i soldi per le ripetizioni? e poi dove diamine li spendo??? Ho visto che fai spesso pubblicità a questa roba (e da molto tempo anche) questa è la quarta volta che vado sul loro sito e cerco di informarmi ma continua ad avere l’aria di una cosa inutile… 200 miliardi di euro poi… ma non si possono usare! Non partirà mai finchè non ci potrai prelevare contanti e fare ciò che vuoi. È solo un altro modo per limitare la libertà… E se volessi comprarmi della droga coi soldi del mio conto ekabank??

  • ROE
    Lo so, siamo abituati a volere tutto e subito. È la strategia dei perdenti. Che chiedono lavoro e denaro ma si rifiutano di partecipare ad un sistema che potrà essere utile a tutti. È chi non apre un conto EkaBank che rende inutile questo sistema. Io lo segnalo perché ho un conto EkaBank e qualche pagamento sono riuscito a farlo, chiedendo il numero di conto a chi dovevo dare denaro e convincendolo ad aprirlo.

  • Georgios

    Il
    fatto che la Russia di Putin svolga effettivamente un ruolo a favore
    di un mondo multipolare (come e’ nel suo interesse e pieno diritto) e
    quindi di contrasto alle aggressive aspirazioni di dominio planetario
    da parte delle élite capitalistiche e bancarie del cosiddetto
    occidente, non può autorizzare l’autore dell’articolo a scrivere
    delle grossolane assurdità per poi arbitrariamente chiamarle
    considerazioni “ideologiche”.

    Ci
    sarebbe bisogno di un contro-articolo per rispondere alle
    innumerevoli aberrazioni “ideologiche” ma mi limito a qualche
    domanda:

    Da
    quando lo stato nazionale e’ un’invenzione dell’ideologia fascista?

    Da
    quando il comunismo (non Stalin o Brezhnev e compari) “nega il più
    alto valore all’individuo”?

    Da
    quando un paese (la Cina) può accettare il liberalismo soltanto in
    “termini economici”?

    Da
    quando e come la “razza” può essere il cardine di una ideologia?
    Con il pedigree forse?

    Da
    quando ammirare Kissinger ed essere ricambiati si può portare con
    vanto?

    Quando
    e’ stato provato che Bin Laden “ha scatenato l’attacco alle Torri
    Gemelle”?

    Va
    bene nell’attuale confronto geopolitico tra superpotenze stare dalla
    parte di Putin che in effetti “e’ un politico pragmatico nelle
    relazioni internazionali”, ma scomodare Platone, Aristotele, Marx
    ed Hegel e mescolare nella stessa pentola ideologie e ostentazioni
    ideologiche per “dimostrare” che dietro alla posizione della
    Russia si trova nascosta addirittura una qualche nuova ideologia che
    poi non e’ esplicitamente dichiarata, e’ troppo. E questo porta
    alla domanda finale:

    Qual’è
    questa “quarta” ideologia, questa “quarta teoria politica”,
    naturalmente (immagino) anch’essa “figlia dell’illuminismo” anche
    se partorita con ritardo? Quali nuovi valori promuove?

    Perché
    a me sembra che i valori richiamati da Putin in parecchie occasioni
    sono proprio quelli che i neocon vogliono distruggere: i vecchi
    valori borghesi del 19o e della prima parte del 20o secolo. Niente
    più niente meno.

  • EurasianMan

    non aberrazioni
    sono le varie sfumature dell’evoluzione del pensiero
    umano, a non essere ancora concepite; perché abbiamo una costruzione del
    pensiero sin dall’età scolastica, a stabilire cos’è giusto e cos’è
    sbagliato. questa dottrina di insegnamento sociale, applica una
    suddivisione dei fatti, quasi sempre esclusivamente razionale. che è
    diverso dal logico. una logica giusta o sbagliata che sia, permette di
    avere un inizio ed una fine eventualmente risolvere se sbagliata, il
    problema. almeno a porsi domande. ??
    una eccessiva razionalizzazione,
    presenta solo una serie di fatti, nozioni.., senza lasciare nella
    comprensione libero arbitrio,  ovvero l’evoluzione delle individualità.
    che saranno esperienza per le generazioni a venire.
    alla fine poi,
    quando si è liberi di scegliere si è appunto condizionati sempre e
    inconsciamente, perché concepiamo sempre e solo una direzione per
    descrivere, o scrivere o pensare.
    la razionalità serve quando ci sono
    troppi problemi da risolvere a non perdersi. infatti! l’umanità è il
    problema, il gregge da rinchiudere nei vari recinti, classi.
    invece
    stabilire secondo logica il giusto e sbagliato, è corretto come metodo
    proprio perché esistono le esperienze individuali e sociali, tutto ciò
    si tramuta al suo massimo in leggi!

    liberalizzare, legalizzare, relazionare.. razionalizzare, fa/fanno parte di una sfumatura del pensiero umano, non ne è/sono l’asse o le strutture portanti. la logica invece da forma al pensiero, qualsiasi esso sia. quando ti metti davanti alla società capisci ed essa ti conosce. razionalizzare in questo caso limita te stesso, la tua autostima ed accetti per te ed i tuoi figli medesimo destino. subliminalmente.

    usciremo prima o poi da quest’epoca postindustriale.. ??
    logicamente
    il nazionalismo può funzionare sino ad un certo punto. e non può
    evolvere perché tutta la vita è un sali e scendi; e ci sarà sempre
    qualcuno più capace dell’altro. qui le competizioni, le azioni preventive,
    poi la guerra, o meno drasticamente per chi è condizionato
    dall’emotività, il duello, la gara.. e qui sulla letteratura di stampo
    nazionalista/fascista ne abbiamo da dire. a rigor di logica stabilire
    con questo articolo, propriamente i suo limiti. quindi dall’altra
    sponda; possiamo almeno riconoscere i nostri limiti. poi evolvere, il
    pensiero socialista o nazionalista che sia.. ad universalista, contemplando le logiche giuste del nazionalismo, a salvaguardia del pianeta e dei
    suoi abitanti.

    il ragionamento di un mondo a blocchi è strada pericolosa da seguire, se non agiremo in fretta e bene per aggiustare il nostro primitivo pensiero, irrazionale. perché fanno girare le menti umani solo su quella parte di coscienza, razionale; che è priva nel stabilire, inconsciamente non può capire cos’è giusto e sbagliato.

  • EurasianMan

    razionalmente un cecchino sa di dover andare sopra un campanile, perché
    ha un compito ben preciso da svolgere. perciò è obbligato a sparare a
    vista, in mezzo alle persone.
    logicamente riconosce l’azione come ignobile e malvagia, tutti noi in questo caso ! a destra e sinistra a mente libera possiamo riconoscere, la realtà.
    chi compierebbe verso il nemico, propriamente civili, un’azione del genere?
    a maggioranza universalmente parlando, chi tra tutti avrebbe un coraggio del genere?

    questo è il mondo dei recinti! i civili sono nemici!

    il trionfo del male direi! e non da via di uscita al problema mediorientale, anzi butta benzina sul fuoco.

    avanti cosi.. verso il nulla..
    mi lanciano un missile in casa o mi fanno saltare per aria mentre sono in giro per strada..
    questo tanti falsi profeti vogliono o debbono portare verso tali condizioni.. facilitare il corso  ad un certo tipo di eventi.
    è uguale, è l’irrazionalità o razionalità a tramutarsi in certe situazioni nella realtà.

    la destra la sinistra, condizionamento mentale. altro non sono.

  • Georgios

    Razionalmente o logicamente che si guardi la società non credo possano esistere dei dubbi: il "gregge" e’ suddiviso in classi. La differenza oggi (e almeno la Grecia e’ un esempio lampante) e’ che una di queste classi che costituiva l’alleato apparentemente naturale della classe dominante dei pochi, la media e piccola borghesia, sta rapidamente retrocedendo verso lo stato parassitario del sottoproletario perdendo assistenza, lavoro e addirittura proprietà.
    Cosa che oltre a unire nella miseria comune, nel destino buio ma anche nella prospettiva di lotta comune la maggior parte della società, fa vacillare il patrimonio di conoscenza storica, politica e culturale di 25 secoli di storia umana. Perche stanno svanendo i punti di riferimento, gli appigli.
    Perciò mi rifarò ad un discorso a prima vista astratto ma che, secondo me, astratto non e’. Questo discorso l’ho usato 2 mesi fa in questa sede e non e’ mio ma del filosofo greco Panagiotis
    Kondylis. Parla dell’utopia.
    Inutile copiare ed incollare. E’ il 4o commento (con il mio User Name).

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&thold=-1&mode=flat&order=0&sid=12965#148525

     

  • Gariznator

    Capisco bene ciò che dici… Io devo aprire un conto, mi devono pagare (lo stato) ma sicuramente non aprirò il conto ekabank perchè resterei fregato, inoltre non potrei nemmeno ricevere il pagamento su quel conto… Non credo che lo stato italiano abbia un conto ekabank… Perdente quanto vuoi ma non posso spendermi per una cosa in cui non ho fiducia… Pensaci… Ekabank abolisce il contante di fatto…

  • EurasianMan

    non ci sono dubbi a questo, il tuo post è interessante. rispecchia molteplici punti di vista, relativo rimane il concetto di libertà. il mondo materialista rimane utopico. i grandi imperi muoiono perché sono imperi.

  • EurasianMan

    il materialismo rappresenta oggettività e la mistificazione primitiva del mondo. la tua classe di appartenenza. la mistificazione stabilisce il valore delle cose e persone.

  • ROE
    Lo stato italiano serve a chi non ha bisogno di EkaBank. Comunque non capisco in che cosa consisterebbe la fregatura. “Non cambierai mai le cose combattendo la realtà esistente. Per cambiare qualcosa, costruisci un modello nuovo che renda la realtà obsoleta.” Buckminster Fuller. È quello che ha fatto EkaBank. 

  • Georgios

    Il mio post aveva il senso che nell’ottica materialista l’utopia e’ fattibile e perciò non utopica. La libertà poi sarà sempre relativa finché perdura lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Una volta cessato questo sarà automatica la distinzione tra libertà e arbitrarietà, tra essere libero ed essere invadente. E allora avrà un significato sia logico che razionale mentre gli imperi non dovranno morire perché non ci saranno più.

  • Georgios

    La mistificazione e’ la percezione soggettiva sul valore di cose e persone ed e’ influenzata da questa perdita di riferimento citata. Il sistema di riferimento continua ad esistere ma e’ offuscato da eventi drammatici che mettono in pericolo la stessa sopravvivenza quotidiana.
    Il fatto che non mi si e’ aperto il paracadute non significa che e’ sbagliata la legge gravitazionale. Anzi, e’ una sua ulteriore conferma sia pure molto più drammatica.

  • Gariznator

    I soldi li prendo dallo stato italiano o da grandi aziende. Loro non usano ekabank. La fregatura consiste nel fatto che nel circuito ekabank non possono entrare o uscire i soldi. Questo significa, in soldoni, la scomparsa del contante. Ovvero io non posso prelevare i miei (?) soldi dal conto di ekabank per farci ciò che voglio ma posso solo pagare altri utenti ekabank. Questa cosa può essere un successo sul piano locale (tipo moneta alternativa/complementare) ma non su scala globale. Tu che hai il conto ci hai mai comprato qualcosa coi soldi che hai là? Intendo un biglietto aereo, un chilo di pane o qualunque cosa ti venga in mente. E soprattutto puoi prelevare dei contanti per prenderti 2 canne dal pusher più vicino? Credo proprio di no…

  • EurasianMan

    nell’ottica materialista l’utopia e’ fattibile, grazie all’irrazionalità e razionalità , questa utopia porta al nulla.
    postumanesimo è utopia.

    Datemi una leva e solleverò il mondo

    attualmente il materialismo rappresenta l’apice della civiltà umana, all’atto storico scoccando la mezzanotte del 2° millennio, i risultati della scienza, che giungono a noi, dal lontano passato, storico.
    gli umani, assimilano, completano o amplificano, archiviano; i risultati ottenuti da in ogni campo di studio, durante gli ultimi cinquemila anni. appunto i lampi di genio o intuizioni di molti.

    si sovrappone a questa torre di babele, un’altra tipologia di civiltà forse ancora più antica. che  sente con i sensi il pianeta, l’ambiente. in cui ora ne rimane un brandello nelle ultime culture animiste rimaste forse, ma sparse per il globo, tutte hanno sempre qualcosa in comune. il tramandare ai figli, ai piccoli , quelle conoscenze cruciali, logiche, non condizionate. non certamente razionali o irrazionali. l’istinto che in senso di logica, stabilisce cosa è giusto è sbagliato.
    questa utopia non morirà mai.. e la condividiamo con tutte le creature di questo pianeta.

  • Georgios

    Quello di Archimede che sottolinei, il "δῶς μοι πᾶ στῶ καὶ τὰν γᾶν κινάσω", era una iperbole usata coscientemente, non c’entra con nessuna utopia.
    E la torre di Babele cominciò a sgretolarsi dal momento che e’ stata formulata la prima domanda con un perché davanti. Da allora quel tramandare a cui ti riferisci di conoscenze cruciali, logiche, non condizionate, si arricchì della componente materialista che accomuna i desideri e la sopravvivenza del genere umano con la sopravvivenza della natura su questo pianeta.
    Questa e’ l’utopia fattibile.

  • EurasianMan

    δῶς μοι πᾶ στῶ καὶ τὰν γᾶν κινάσω
    non centra con nessuna utopia, ma rappresenta la forza della logica.

  • ROE

    Quando avranno un conto ekabank tante imprese (minerarie, agricole, manifatturiere, commerciali, etc.) dell’economia reale in tutto il mondo, i lavoratori-produttori ed i consumatori, gli utenti di ekabank non avranno più bisogno di portare denaro alle banche né di denaro contante. È l’unica cosa che si può fare senza chiedere soldi agli stati ed alle banche. Fra quanto tempo? Dipende da noi.