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LA GRANDE SOSTITUZIONE

DI RENAUD CAMUS

“Non è una teoria, un concetto o una nozione: è un fatto. I popoli europei sono sostituiti da popoli non europei. Lo comprendi dalla demografia, paragonando i non europei e gli europei dall’età: la proporzione è ancora bassa per le persone sopra i settant’anni, ma è enorme sotto i cinque. La Francia è come una vecchia badante che alleva i figli di un altro popolo. E devi essere davvero vanitoso, naïf se pensi che questi popoli abbiano la stessa idea di nazione, di cultura, di civiltà, di identità. Questo ‘sostituismo’, come lo chiamo io, è la base ideologica della Grande Sostituzione, è una concezione dell’esistenza. E’ una ideologia della intercambiabilità. E le condizioni sono la Grande Esculturazione, l’insegnamento dell’oblio, l’industria dell’ebetudine”.

Estratto da : “L’Europa imbelle sta morendo”. Parla Camus, il rinnegato dei Lumi

30.04.2015

Pubblicato da Davide

  • Black_Jack

    Eccone un altro.

    Ma chi è il soggetto che deve scegliere fra "guerra o sottomissione"?
    Il popolo europeo? Ma non esiste il popolo europeo.
    "No, si parla dei popoli nazionali!!!"
    Ma le nazioni esistevano solo in quanto funzionali a un certo tipo di configurazione delle classi dominanti. 
    Esistevano, una volta, tanto tempo fa, "i popoli" e le patrie che erano una cosa seria (le nazioni molto meno) ma oggi non è rimasto più niente, solo un ammasso informe di mendicanti che stanno supplicando i padroni di non licenziarli per rivolgersi ad altri servitori che prendono meno.
    Quindi il succo è che questi discorsi sul popolo europeo avranno un senso – perché lo potrebbero anche avere – quando si avrà il coraggio di denunciare il tradimento da una parte delle élites indicandole per nome e cognome e non limitandosi ai deliri sui testimoni di Levi, sugli ebrei, sui massoni satanisti; dall’altro riconoscendo il tradimento della stessa classe media che è stata complice di questa élite e che si trova oggi in questa condizione proprio perché negli anni ’80 e ’90, come un gregge di pecore imbecilli, ha assecondato i disegni (pseudo) neo liberisti credendo così di proteggere la propria rendita di posizione dall’assalto delle classi lavoratrici.
    E infine le stesse classi lavoratrici devono rendersi conto che il loro inaudito benessere derivava unicamente dal massacro delle classi lavoratrici del terzo mondo prima e negli utlimi dieci quindici anni dalla contrapposizione fra posto fisso e precariato con quest’ultimo che veniva usato come capro espiatorio sindacale per permettere agli anziani col posto fisso di andarsene in pensione nel miglior modo possibile.
    Se si parla sul serio di questo si rendono credibili i discorsi sull’Islam invasore che allo stato non sono altro che le solite pippe del piccolo borghese piagnucoloso perché non trova padrone.
    Non è una questione di effeminatezza come sostengono alcuni, è molto peggio.
  • Capra

    Mi chiedo se era questo il clima negl’anni 30 prima delle deportazioni.

    Con una prospettiva simile e un bimbo piccolo da crescere mi risulta facile credere che sarai pronto ad accettare molti compromessi per un futuro più promettente.
  • Black_Jack

    Non è che bisogna fare penitenza ma il problema è che questo soggetto che dovrebbe fare la guerra, di cui parla il signor Camus, ancora non c’è.

    E non c’è perché è composto da gruppi di interessem classi sociali, aggregati più o meno strutturati in conflitto fra loro secondo degli schemi inventati dalle classi dominanti e accettati bovinamente da quello che tanto tempo fa era un popolo e oggi è solo massa informe.
    Se non si fa una disamina oreventiva approfondita con una doverosa autocritica questo soggetto che dovrebbe fare la guerra all’invasore non esisterà mai e ci limiterà al coacervo senza identità che non fa altro che supplicare il potere di aiutarlo. Ma se contemporaneamente si accusa quel potere di essere quello che ha organizzato l’invasione strisciante è ecidente che esce fuori tutta la patetica contraddittorietà del discorso del signor Camus e di quelli che la pensano come lui.
  • giannis

    poco male : la societa’ europea fa schifo

  • SanPap

    Perfetto Black_Jack

    Non cambierei una virgola.

    Ma come uscirne ? E soprattutto chi si dovrà preoccupare di uscirne ? chi ci avrà sostituiti ? i sostituendi  residui ? adottando quale elemento aggregante se tutto sarà dimenticato e sepolto ?

  • Black_Jack

    Grazie SanPap ma ci tengo a chiarire che non sono uno che ha le soluzioni, mi limito a parlare di quello che penso come fanno tutti gli altri utenti.

    Non lo so come si esce, se devo dire credo che non esista più una via praticabile ma che una speranza ci sia cioè che il sistema ha, a mio avviso, dei bug interni o delle aporie che stanno entrando in irrisolvibile contraddizione. Ci sarà – potrebbe esserci – una specie di crollo o mezzo crollo in cui per un periodo forse breve il potere perderà il controllo. Basterà pochissimo, basterà che solamente la gente cominci a pensare che il potere non è infallibile e succederà di tutto.
    Se sono vere le premesse e se queste contraddizioni andranno in cortocircuito ci sarà un lunghissimo e terribile periodo di lotte disordinate ma sarà proprio la lunga lotta disperata combattuta insieme fianco a fianco che genererà i nuovi ideali condivisi per una nuova idea di convivenza. A quel punto avremo vinto ma ci dobbiamo arrivare…

    Sono solo mie idee quindi non profezie.

  • PietroGE

    L’articolo meritava di essere pubblicato per intero perché illumina la svolta che una parte importante, anche se molto minoritaria, degli intellettuali europei sta compiendo sul problema immigrazione, anzi invasione.

    Sono ancora troppo pochi, però, domina ancora l’intellettuale organico, colui  che deve spiegare al popolo rincoglionito dai media come è bello essere invasi, vedere vostra figlia con il velo, trattata come un cane se per caso decide di sposarsi con uno di questi e, una volta diventati minoranza, essere trattati come i cristiani in Iraq, cioè buttati fuori a calci dal proprio Paese.

    Oltre all’intellettuale organico poi ci sono i sapientoni che ti dicono di non guardare al problema perché ne esistono altri di maggiore importanza tipo la solidarietà, l’internazionalismo proletario, il "valore" tolleranza e simili idiozie.

    Come se la sopravvivenza di una intera civiltà fosse un argomento secondario, da lasciare a neonazisti e populisti vari.

  • natascia

    Quando al popolo gli si fa credere che tutto sia fluido, intercambiabile, lo si sta corrompendo in cattiva fede. Purtroppo mancano persone disposte a morire. Non drogati, persone lucide disposte a dare la loro vita per fare chiarezza sugli argini e sui confini che non sono solo   filo spinato, sono limiti che tutelano equilibri anche mentali. I limiti  per loro stessa natura devono essere superati e cambiati, ma l’esistenza di  un prima e un dopo risultano  necessari a dare un senso agli sforzi compiuti. La mancanza di senso sta portando il convivio umano  al declino, trascinando soprattutto coloro che  lucrando credono di salvarsi. Anche questo momento storico sarà ricordato come un momento limite, un abisso dal quale noi contemporanei non possiamo che essere travolti.  

  • mda1

    «Alla gente interessano le assicurazioni e il divertimento – tutto
    qui. Sesso! Ecco dov’è la lotta… ognuno vuole mangiare l’altro…
    Ecco perché hanno paura del Negro. È forte! È pieno di energia!
    Prevarrà. Ecco perché ne hanno paura… è il suo momento, ce ne sono
    troppi… mostra i suoi muscoli… l’uomo bianco ha paura… è molle. È
    stato in cima per troppo tempo… la puzza ha raggiunto il tetto, e il
    Negro, la sente, la odora, e sta in attesa della vittoria… non ci
    vorrà ancora molto».

    «È il tempo del colore giallo… il nero e
    il bianco si mischieranno e il giallo dominerà, ecco. È un dato di fatto
    biologico, quando bianco e nero si mischiano, il giallo ne esce più
    forte, questa è l’unica cosa… tra duecento anni qualcuno guarderà la
    statua di un uomo bianco e chiederà se una cosa così strana fosse
    esistita realmente…e qualcuno risponderà: "Ma no, deve essere stata
    ridipinta".

    «Questa è la risposta! L’uomo bianco appartiene
    al passato… è già finito, estinto! È il turno per qualcosa di nuovo.
    Qua tutti parlano, ma non sanno nulla… lasciateli andare laggiù, e
    vedrete che le chiacchiere sono tutt’altra musica là, sono stato in
    Africa, so com’è, so che è molto forte, sanno dove stanno andando a
    finire… l’uomo bianco ha seppellito la sua testa troppo a lungo
    nell’utero… ha lasciato che la chiesa lo corrompesse, tutti si son
    fatti tirar dentro…non ti è permesso di dire questo… il papa ti
    guarda, stai attento… non dire nulla! Il cielo lo proibisce… NO! È
    un peccato… sarai crocifisso… stai a cuccia… sta buono… non
    abbaiare… non mordere… ecco la tua pappa… zitto!».

  • Black_Jack

    Natascia, il convivio umano – che immagino sia simile al consesso ma diverso altrimenti non avresti usato quel termine specifico – è un incontro sociale dove si mangia e si beve.
    Quelli che non mangiano e non bevono se sono troppi tendono a imbucarsi senza tanti complimenti. Tu ti assicuri la sicurezza con un esercito di parassiti (etimologicamente: che si nutre presso un altro) ai quali concedi gli avanzi ma se vedi che esiste gente che oltre a prendersi gli avanzi ti fa anche le pulizie di casa licenzi i primi e prendi i secondi.
    Allora il convivio umano può essere in un modo o in un altro, no? Se vogliamo un convivio con i padroni da una parte con i parassiti e i servi dall’altra dovremo aspettarci una periodica sostituzione di parassiti e servi in modo da ridurne le pretese.
    Con un piccolo sforzo di immaginazione si potrebbe pensare o a spodestare gli attuali padroni o, esagerando un po’, a ipotizzare un convivio in cui non esistono posizioni univocamente egemoniche.
    Ma ci vuole coraggio…eh sì ci vuole coraggio, generosità, fantasia….come pretendere doti simili da chi da generazioni e generazioni è abituato a fare il parassita che si mangia gli avanzi?

  • natascia

    Gli sposi libano soltanto  perché  tesi alla riuscita  dell’ideale di convivio stesso: un momento in cui si azzerano le differenze e le ostilità tra le famiglie, in nome della nuova famiglia nascente. Un breve attimo di immortalità. 

  • SanPap

    certo, sono domande più rivolte a me stesso che a te.

    ne stava parlando ieri, proprio in questi termini, con un amico;
    la conversazione è terminata in un silenzio anche troppo eloquente.

    le tue non-previsioni mi hanno fatto tornare alla mente il libro "Il medioevo
    prossimo venturo" del prof. Roberto Vacca, anche se ciò che mandava in crisi il sistema non erano le sue aporie, ma un guasto tecnico aggravato da circostanze avverse concomitanti (vado a memoria, il libro l’ho prestato e non è più tornato indietro)

    ma anche "facciamo scoppiare le contraddizioni interne al sistema", frase molto di moda nel ’68;
    le contraddizioni non sono scoppiate, si sono moltiplicate e ingigantite;
    la risata che avrebbe dovuto seppellire il sistema con le sue contraddizioni non
    c’è stata;

    ovviamente non vuol dire nulla, o quasi; ci si può, ci si deve, riprovare.

  • Hamelin

    E’ un piano andato a buon fine .
    Kalergi ne sarà contento .

  • Black_Jack

    Ahahah…eccone un altro che crede al piano Kalergi…che comica…

  • Rugge

    Dici bene: il Neoliberismo ha sgretolato piano piano la coscienza di classe, poi il globalismo ha sgretolato piano piano la coscienza sociale. Ora l’immigrazione strutturale sta sgretolando l’identita sociale. E così le nuove generazioni crescono cercando la propria identità nei film di Hollywood invece che negli insegnamenti dei nonni o dei genitori.

    Non capisco perchè critichi la tesi della grande sostituzione, avendo tu stesso fatto le premesse storiche che la inquadrano nel presente.

  • Black_Jack

    Non l’ho né criticata né negata. Ho detto che senza "altro" non significa niente e questo "altro" è molto più importante di qualsiasi teoria di sostituzione.

  • Hamelin

    I comici siete voi che nion siete in grado nemmeno di vedere la realtà empirica di quello che vi accade attorno .

  • Black_Jack

    Il piano Kalergi è una cazzata, compris? Non esiste, ti hanno raccontato una fregnaccia e ci hai creduto.

  • Hamelin

    Una cazzata scritta nero su bianco nel libro : " Praktischer Idelalismus " nel 1925 .

  • Black_Jack

    Ma di cosa parli. Dimmi dove sta scritto. Quel libro dice tutt’altro, se vuoi anche peggio, ma non si parla da nessuna parte di un piano per meticciare il popolo europeo. Kalergi il popolo non lo considerava proprio. E sveglia, mamma mia.

  • Hamelin
    Pensala come vuoi , anche se non capisco che libro hai letto visto che il libro parla della strutturazione della società del futuro ( popolo compreso ) .

  • giannis

    E si perche’ tutto quello che succede nel mondo accade cosi’ per caso , non e’ perche chi comanda finanza , banche e soldi lo vuole (rotscild, rockfeller ,soros bil gates, wall Street )

  • Black_Jack

    Ma non dice nulla sul meticciamento del popolo. Dice un’altra cosa che non c’entra un fico secco.

  • ZombiHolocaust

    ma se non esiste perchè danno addiritura un premio ogni anno chiamato "premio kalergi"?
    svegliati tu che è meglio missà

  • oriundo2006

    Indubbiamente. 

  • geopardy

    Niente di nuovo sotto il ponte, l’acqua scorre nel senso della storia.

    In ogni luogo del mondo, in cui si sia eretto un impero, dettando, di conseguenza,
    regole politiche, economiche e legislative, divenendo esso steso, di fatto, il centro polarizzante delle nuove opportunità, imposte dal proprio sistema ai popoli sudditi,
    ha seguito più o meno la medesima sorte di dissolvimento che, per una qualche specie di legge inerziale, è continuataanche dopo il relativo crollo, divenendo esso stesso territorio di contese tendenti a riequilibrare il vuoto lasciato,proporzionatamente alla vastità e all’intensità del potere precedentemente esercitato.

    Non noto alcun rilevante salto di qualità acquisito dal genere umano dall’esperienza storica, sinora.

  • Georgejefferson

    Il genere umano non vuole ancora diventare una unita  rispettosa delle differenze ma con pari diritto  nella scelta dei minim comun denominatori, quindi non e’ 1 e si litiga

  • geopardy

    La forma uno non dovrebbe avere il carattere di un’omologazione imperiale di qualsi tipologia essa fosse, però.
     Innanzitutto, bisognerebbe mantenere una certa diversità culturale e soltanto dopo un lungo processo si potrebbe raggiungere un fattore comune di valori, ma mai l’omologazione, essa è in antitesi alla creazione stessa di tutto ciò che vediamo, che si materializza per una molteplicità di differenziazioni.
    Gli imperi tendono, per definizione, chi più chi meno, all’omologazione ed aprono la strada a valori da esso definiti, i quali, dopo il crollo (ma anche durante), vanno in crisi essi stessi, anche se tendenzialmente vengono scimmiottati da chi succede all’impero.
    Fin quando una minoranza vuole dettare le regole per tutti, saremo sempre da capo a coda, ripetendo ciclicamente gli stessi errori.
    Si dovrebbe avere una mutazione di coscenza nei confronti della vita stessa, che non generi un’assillante sovrastruttura, sul tipo delle chiese note.
    Non vedo questo obbiettivo a breve, in un’epoca prettamente materialistica con un habitat che sta andando verso la manipolazione umana della natura, con un ego individuale espanso come quello odierno, la cui sommatoria è funzionale a tutto quello che ti sto scrivendo.
     Una tecnologia che sembra tendere alla sostituzione ultima di ogni attività umana e a cui dobbiamo religiosamente non opporci, anzi, peggio, non se ne può neanche tentare un’analisi critica (giusta o sbagliata che sia), senza essere bollati come gente che vive nel passato.
    Il presente ed il futuro sono proprietà del dio "mercato" e della dea tecnologia, quindi, noi dobbiamo essere semplici usufruitori di conoscenze di pochissimi altri e zitti.
    Non so quando finirà questo stato di ubriachezza alienante per il genere umano, temo che siamo appena agli inizi, purtroppo.
    Ce ne vorrà di acqua sotto i ponti prima di avvicinarsi a quello che sostieni.

  • lanzo

    Come faccia black Jack a negare l’innegabile e’ fuori dalla mia comprensione.

  • olmo

    Che sia in atto una sostituzione era evidente almeno 20 anni fa, il tempo di una generazione che se si voleva , politicamente parlando , era sufficente a risolvere in parte un deficit demografico ( con aiuti mirati).
    Che ci sia un piano occulto o no è evidente che le èlite hanno sempre spinto per questo, i loro organi di informazione e gli intellettuali al seguito e giù fino al sempliciotto elettore.
    Che ci siano responsabilità individuali e collettive anche questo è chiaro ma le posizioni alla fine sono sempre due: o lo si combatte o lo si accetta passivamente.
    I molti prevale un atteggiamento "espiazionista" (lo meritamo, abbiamo fatto questo e quello, ecc.), insomma è sempre colpa nostra e si attende con un certo compiacimento il rogo catartico (che poi è l’espiazione del senso di colpa).
    Per quel che mi riguarda la lotta è molto più divertente della passività di chi ama il ruolo della vittima quindi una siffatta lotta per non essere sostituiti passa inevitabilmente per tutto ciò che le èlite disprezzano: ritorno agli stati nazionali, recupero del controllo della politica economica a partire dalla propria banca centrale,
    abbandono dell’euro, vero carburante al motore della sostituzione.
    Un proverbio spagnolo dice "chi non è figlio di nessuno è figlio di puttana": riconoscere le nostre "origini" non significa dire che le nostre sono le migliori di tutte le altre come un certo sempliciotto pensiero progressista ama insinuare ma soltanto che se non partiamo da quello che siamo, nel bene e nel male, non andremo molto lontano.
    Per gli altri c’è sempre "l’acqua di fuoco" del conformismo.