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LA GERMANIA PREPARA LA “CAMPAGNA D’ITALIA”

DI GIULIO SAPELLI
ilsussidiario.net

Doppia mossa del cavallo europeo. Prima si colpisce la Germania invocando un articolo dei trattati ultra-nascosto e dimenticato – eccesso di surplus commerciale, pensate un po’- e in tal modo ci si accoda obbedienti al diktat Usa che ha attaccato Berlino con una violenza inaudita mai resa manifesta da dopo la fine della Seconda guerra mondiale. Poi si attacca l’Italia, tutta protesa a dar buon esempio di sé, e la si critica; non la si colpisce a morte, la si ferisce per la legge di stabilità, soprattutto per l’enormità degli emendamenti. È un imprevisto.
Vuol dire che gli Usa contano sino a un certo punto e un contentino alla Germania bisogna pur darlo. Del resto è Berlino che controlla e dirige la macchina tecno-burocratica. In primo luogo, per capacità e patriottismo nazionalistico dei suoi funzionari, che hanno via via egemonizzato attorno a sé i rappresentati dei paesi ex comunisti e quelli nordici dell’Europa scandinava che tutto è meno che europea, ossia è una formazione economico-sociale a sé stante come ricorda del resto la storia dei trattati economici post-bellici, Efta in testa. Ma lasciamo perdere, queste cose nel tempo dei reset non le ricorda più nessuno, anche se contano.

Questo attacco dell’Ue è ingiustificato, formalmente e politicamente. Ma esso è il frutto di un’enormità politica che ha offerto al dominio teutonico la testa dell’Italia su un piatto d’argento: un governo di pacificazione coalizionista che non riesce a presentare al Parlamento una finanziaria bloccata e su di essa chiedere la fiducia. Così si litiga mesi e mesi su qualche punto di Iva e sull’Imu sì o no, con un ministro del Tesoro incapace di trovare un miliardo nel bilancio dello Stato e che ci rappresenta in Europa con un’incapacità che non si è mai vista… Ma certo il problema è grande: se inviassero la troika cosa dovrebbe fare Letta? Dovrebbe in ogni caso farle fare un passo indietro e mandarla a casa a Bruxelles.

Se cediamo ora su questo punto siamo finiti: ossia, il sistema industriale ed economico è finito. Chiunque parli con le cuspidi del potere economico tedesco sa che la battaglia d’Italia sono ora decisi a vincerla loro, i tedeschi, comprando a prezzi di svendita tutto ciò che è possibile. Ai francesi danno qualche spaziale consolazione e agli Usa non possono opporsi rispetto ai grandi gruppi, ma le medie imprese tascabili e co. – tra parentesi, ne abbiamo perse il 20% in questi ultimi due anni, ossia circa mille! – debbono finire in mano tedesca secondo una logica di complementarietà nella maggioranza dei casi e non di distruzione tipo quella operata da Prodi e compagni quando fecero le privatizzazioni.

È quindi nella distruzione generale un passo avanti per occupazione e reddito e conservazione del patrimonio cognitivo. Ma vuol dire la subalternità economica assoluta. Questo non piace agli Usa, lo ripeto da sempre e da sempre ripeto che la via di uscita non è economica ma diplomatica e strategica: è geostrategica sino a nuovi rapporti con la Russia. Se non fanno questo Letta e Alfano, se non si opporranno direttamente, come dovrebbero patriotticamente fare, alle misure ingiuste che si profilano venire dall’Europa, faranno entrambi la fine di Papandreu: chiese un referendum prima dell’arrivo della troika, ora è sparito, non se ne parla più, non si sa neppure dove sia finito.

Giulio Sapelli
Fonte: www.ilsussidiario.net
Link: http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2013/11/19/FINANZA-Sapelli-la-Germania-prepara-la-campagna-d-Italia-/2/444835/
19.11.2013

Pubblicato da Davide

  • Aironeblu

    Che “l’eccesso di surplus commerciale” tedesco possa dare fastidio alle manovre speculatrici sioniste è evidente, e non può che condurre ad azioni di contenimento verso la Germania: prima o poi tocca a tutti…

    Ma che sia stata offerta come controparte la testa dell’Italia è un’opinione del tutto personale di Sapelli, che forse dimentica il fatto che il nostro paese è sotto attacco ormai da due anni, con la detronizzazione del sultano rimpiazzato dal Bilderberg Monti e poi dal Bilderberg Letta. L’apertura alla Russia, l’uscita dall’Euro, la rixonquista della sovranità nazionale sarebbero tutte soluzioni auspicabili, ma aspettarsi una reazione alla Troika da parte del nostro governo è a dir poco ingenuo.

  • vraie

    “aspettarsi una reazione alla Troika da parte del nostro governo è a dir poco ingenuo”
    condivido …. monti-letta sono stati messi li proprio ad evitare qualsiasi tentativo di ripristinare un minimo di autonomia politica … qualsiasi ribellione allo stato di coma (pluriennale) del paese-italia

  • Georgios

    Questo fatto di Papandreu, lo constato di continuo, e’ molto male interpretato all’estero.
    Papandreu ha portato la Grecia nella morsa letale della troika, volontariamente e deliberatamente, la primavera del 2010. Per farlo, lui e il suo governo, hanno falsificato il deficit del paese, portandolo da circa il 6% (c’è chi dice 4%) addirittura al 16%! Del fatto si e’ occupata la giustizia ed e’ stato incriminato Andreas Gheorgiu, il capo della ELSTAT (l’istituto nazionale di statistica greco) ma (per ovvie ragioni) la cosa si trova in fase di insabbiamento.
    Quando un anno e mezzo dopo (Ottobre 2011) Papandreu parlò di referendum, la Grecia aveva già firmato sia il Contratto di Prestito sia il primo Memorandum. Aveva già ripudiato il suo diritto di fare default nei confronti dei suoi creditori invocando l’esercizio di sovranità nazionale come prevede il diritto internazionale.
    Papandreu chiese il referendum semplicemente perché terrorizzato dalle manifestazioni spontanee in occasione della festa nazionale del 28 Ottobre (che avevano provocato la cancellazione della tradizionale parata militare a Salonicco e costretto il Presidente della Repubblica a “fuggire”). Queste manifestazioni ebbero luogo in tutta la Grecia e hanno avuto un impatto determinante sulla politica. Infatti Papandreu ha rassegnato le dimissioni ed e’ stato sostituito da un governo di “unità nazionale” tipo Monti con un banchiere (Papademos) come pemier.
    Ora Papandreu, alias GAP, alias Giorgetto (come lo chiamano qui) gira per il mondo facendo delle conferenze sul tema “come salvare un paese in crisi economica” mentre continua a mantenere la sua carica parlamentare essendo eletto “di diritto” come ex premier.

  • ilsanto

    l’impero USA ha dato mandato alla Germania di controllare l’Europa e questa lo fà a suo uso e consumo.
    L’impero deve cedere una parte del PIL ai BRICS e lo fà con i PIIGS mica con gli USA,Il Giappone o la Germania Vi pare ? quindi tutto secondo copione.