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LA FORZA DEL GRILLISMO, IL SILENZIO DEGLI OPERAI E IL POPOLO DELLA SINISTRA TRUFFATO

DI EUGENIO ORSO
pauperclass.myblog.it

Tre sono i temi dibattuti nel presente post: 1) I punti di forza di Grillo e Casaleggio. 2) Il silenzio degli operai (una sorta d’inquietante silenzio degli innocenti). 3) Il popolo di sinistra manipolato dai rinnegati neoliberisti.

1) La forza del grillismo, a quanto sembra crescente. Vero che Grillo e Casaleggio, dominatori incontrastati del movimento, hanno fatto una scelta vincente con i vecchi comizi in piazza (che stranamente contraddicono, per la richiesta presenza nel mondo reale, la natura virtuale e originaria della loro creatura m5s) e la comunicazione prevalente in rete (programma, parlamentarie, eccetera).

I punti di forza principali di Grillo e Casaleggio, che finora si sono rivelati paganti in termini di consensi e di relativo radicamento del movimento in molte aree del paese, sono essenzialmente tre:

a) Decisioni fortemente centralizzate e organizzazione de facto verticistica del movimento. La centralizzazione del movimento e la limitazione del numero dei veri decisori costituiscono un buon contrappeso, almeno per ora, all’eterogeneità del movimento stesso, che altrimenti alimenterebbe forti spinte centrifughe. Vedremo cosa accadrà domani, quando i rappresentanti di m5s saranno in parlamento e il movimento cercherà di emanciparsi, sfuggendo alla stretta dei due capi.

b) Rifiuto delle alleanze con qualsivoglia possibile interlocutore esterno, nella consapevolezza che una splendida solitudine, in questi frangenti politico-sociali, moltiplica i voti. Se ci si presenta come puri e illibati, speranza di cambiamenti radicali per la prima volta in parlamento, non vi può essere commistione con i partiti e i cartelli elettorali che il sistema ha prodotto, pena la perdita d’immagine e la contaminazione. Perciò Ingroia e il suo cartellino elettorale non dovrebbero esser visti come una protesi di Grillo e dei suoi e non è per niente certa una futura alleanza fra i due gruppi. 

c) De-ideologizzazione completa del movimento ed estraneità conclamata al sistema dei partiti, per mietere consensi ovunque, con il contraltare di un programma ambiguo, centrato sul sociale – reddito di cittadinanza per tutti – ma con preoccupanti elementi di natura liberista – contrattazione individuale, senza mediazioni sindacali, fra lavoratore e datore di lavoro.

Che poi una fetta significativa del ceto medio impoverito, in buona parte legato al lavoro intellettuale – dipendente, parasubordinato e autonomo –sostenga oggi con qualche convinzione m5s, la cosa non deve stupire, anche in considerazione della prevalenza delle fasce d’età più giovani, investite in pieno dall’onda del precariato e interessate in particolare al punto c prima esposto, in termini di de-ideologizzazione di massa, estraneità conclamata al sistema dei partiti, interclassismo, eccetera.

2) Il silenzio degli operai, quasi invisibili con i loro problemi in campagna elettorale. Per quanto riguarda gli operai, invece, il loro sconcertante silenzio e la loro apparente irrilevanza stupiscono, essendo fra i più colpiti dalla crisi indotta, dalla disoccupazione conseguente e dalle misure antisociali del governo Monti, appoggiato convintamente dalla sinistra rinnegata pidiina. Oggi sono più attivi, più contrastivi e vitali i nuclei di piccoli imprenditori inferociti, ad un passo dalla rovina, che sostengono il pagliaccesco neoliberista Giannino. Quegli stessi imprenditori che anni addietro, quando ancora i momenti più bui della crisi erano una vaga prospettiva, sostenevano con convinzione il liberismo estremo, l’espansione e il dominio incontrastato dei mercati per una libera iniziativa privata senza lacci e lacciuoli. O che magari spostavano risorse dalla produzione e dall’innovazione nei cicli produttivi e dei prodotti alle lucrose attività finanziarie. Gli operai invece, abbandonati da una sinistra che ha cercato nuovi, potentissimi padroni dopo il collasso sovietico, saltando definitivamente dall’altra parte della barricata, già da anni sopravvivono ai rigori sociali imposti dal neocapitalismo dominante come orfani che cercano un riferimento (politico) e una tutela che hanno perduto. Nel 2008, a nord, è stata la lega di Bossi ad attrarre il loro consenso, in un tentativo di trovare rappresentanza per i propri interessi. Ma anche in tal caso gli operai non hanno goduto di alcuna vera rappresentatività, come gruppo ormai invisibile a livello politico e non più come storica classe del vecchio ordine sociale. Pur al governo con il Berlusconi IV e determinante per la sopravvivenza di quel esecutivo, la lega beneficiata dal voto operaio non ha impedito il dilagare della disoccupazione, nel settentrione del paese, e non ha contrastato (come tutti, del resto, nella maggioranza e nell’opposizione di allora) la grande offensiva marchionnista contro il contratto nazionale di lavoro. Dopo questa delusione, amplificata di recente dalle inchieste della magistratura che hanno investito i vertici della lega a partire dal suo segretario amministrativo (Belsito), è probabile che il voto degli operai abbandonati a se stessi anche sul versante sindacale (fiom e cgil sostengono il pd, il sel e il cs che hanno in serbo la continuazione delle politiche euromontiane) si disperda in molti rivoli, se non prevarrà una chiara scelta astensionista. Unico vero testimonial della condizione operaia in Italia è il piccolissimo e ininfluente Partito Comunista dei Lavoratori del professor Tiziano Ferrando, che può sperare in paio di centinaia di migliaia di voti, non tutti operai. L’inquietante silenzio del lavoro operaio penalizzato in termini di redditi, posti di lavoro e diritti, in questa campagna elettorale un po’ surreale e in gran parte mediatica, può non significare che il neocapitalismo, attraverso le sue regole, i suoi partiti e i suoi sindacati, è riuscito a piegare definitivamente gli operai orfani dell’omonima classe, riducendoli sempre di più a neoschiavi rassegnati.  Che si tratti, invece, della classica quiete prima di una storica (e destabilizzante) tempesta sociale, non limitata al nostro paese?

3) Il popolo di sinistra condotto al voto da rinnegati e traditori che lo manipolano. Idiotizzazione, perdita della coscienza critica, sociale e di classe, e diffusione dell’antiberlusconismo salvifico hanno condizionato e adeguatamente manipolato il cosiddetto popolo di sinistra che così appoggia, contro i suoi, propri interessi vitali, i rinnegati neoliberisti del pd, con la protesi radicale del sel vendoliano. Quell’antiberlusconismo che ha favorito la perdita di consenso del cav e la sua caduta è stato usato subdolamente come cavallo di troia per far entrare Monti in Italia, insediatosi al governo per conto delle élite finanziarie internazionalizzate (americane ed europidi). Lo stesso antiberlusconismo, suscitato da intense ed estese campagne massmediatiche dei rinnegati di sinistra, con appoggi e complicità ben oltre i confini nazionali, serve per chiamare a raccolta il popolo di sinistra contro il ritorno di Berlusconi e la sua veloce rimonta in campagna elettorale. Il vero scopo di queste operazioni è sempre quello di sottomettere l’intero paese, e al suo interno lo stesso popolo di sinistra, ai voleri delle élite finanziarie internazionalizzate, proseguendo con le controriforme euromontiane e continuando con il ridimensionamento/ privatizzazione integrale delle strutture produttive nazionali. A tale fine, possono andar bene anche le pelosissime (e scadenti) performance di un istrione del calibro di Crozza che imita Berlusconi sul palco di San Remo, pur accompagnate dalle vivaci proteste del pubblico. Uno strumento importante, alla fine della campagna elettorale, sono le inchieste e i processi della magistratura contro lega e pdl, per cercare di ridimensionarli: l’arresto di Orsi ai vertici di Finmeccanica e i quattro anni comminati a Fitto del pdl dal tribunale di Bari. Ma le inchieste della magistratura raggiungono anche l’obiettivo di screditare e mettere in crisi le ultime grandi industrie italiane, preparandole per futuri ridimensionamenti, sostituzioni dei vertici, smembramenti e infine per la vendita (a sconto) sul mercato al capitale finanziario straniero. E’ questo l’interesse concreto del cosiddetto popolo di sinistra, che voterà in grande maggioranza per pd e sel? Ovviamente no, perché un ulteriore impoverimento del paese non risparmierebbe la grandissima parte degli elettori di Bersani e Vendola. Se poi si considera il futuro esecutivo con Monti, nonostante le dichiarazioni contrarie dell’imbroglione Vendola, il quadro della situazione è completo. Votare per chi si accinge a fare il tuo male, a mantenerti nella prigione unionista europoide e sotto tortura sociale con l’euro, è senz’altro manifestazione estrema di idiotismo, se non di vero e proprio masochismo, e addirittura va oltre la sindrome di Stoccolma. Il popolo di sinistra potrà essere recuperato o la partita per il risveglio delle coscienze è ormai perduta? Difficile dirlo, ma è chiaro che siamo a un passo dalla sconfitta definitiva.

Eugenio Orso
Fonte: http://pauperclass.myblog.it/
Link: http://pauperclass.myblog.it/archive/2013/02/14/la-forza-del-grillismo-il-silenzio-degli-operai-e-il-popolo.html
14.02.2013

Pubblicato da Davide

  • albsorio

    Io sono convinto che i sindacati hanno snaturato il loro ruolo diventanto “anestesisti” non della “sinistra” ma dei neoliberisti. —- Poi perchè per par condicio l’articolista non analizza quello che hanno fatto PDL e PD pigiando il bottone del voto quando sostenevano Monti & C. e quello che dicono oggi in campagna elettorare? Si perchè il PDL vuol ridare l’IMU… dopo averla votata però, il PD vuole una Italia “giusta”, questo dopo aver partecipato alla distruzione dell’articolo 18 e delle pensioni, questa sorta di dicotomia va ricordata da tutti gli elettori di destra, centro e sinistra. —- Dobbiamo 1) votare tutti senza ideologia ne pietá 2) ricordare chi ha fatto cosa 3) mandarli a casa democraticamente a calci in culo, prima però devono svuotare le tasche del maltolto… così magari facciamo una EVOLUZIONE CIVILE!

  • Giovina

    Pure quando i minorenni lavoravano, gli adulti erano sfruttati sul lavoro, economicamente e nei loro diritti di dignita’ e salute, e di futuro nella vecchiaia, pure quando lavoravano 14 ore al giorno, senza riposo, pure tempo fa, un po’ di tempo fa, gli operai lavoravano e soffrivano in silenzio.
    Si dovrebbero pure ricordare gli agricoltori i contadini schiavi letteralmente dei proprietari terrieri, mia madre racconta sempre……….sembra un film che mi racconti……a malapena potevano mangiare per sopravvivere, ospitati in spelonche, d’inverno la neve entrava dagli infissi rotti o imperfetti, e ci scaldava cercando come oro, fuscelli, arbusti di zone impervie selvagge non disboscate, scarpate, se ne facevano fascine……..

    Basta con questa storia, signori intellettuali che continuate a nutrire di cibo immondo lo spirito dei lavoratori, che li educate, li additate come la carne da macello, l’agnello eterno in sacrificio, l’alienato refuso dell’economia, quando alienato e’ il vostro pensiero, la vostra ideologia, che impedisce agli operai di oltrepassare il circolo vizioso e senza alternativa della eterna lotta di classe.
    Il silenzio vero e’ quello dietro il vuoto dialettico e retorico delle vostre oratorie sinistroide da salotto, e’ il vostro, che rimirate da dietro un vetro le sofferenze delle torture sui vostri fratelli, quelli che chiamate proletari.
    Di vero e sacro e’ rimasto solo quello, che chiamate “silenzio” degli operai.
    Non c’e’ altra forza che regga il mondo, di qua sfiorabile e visibile, e anche nel tessuto immateriale della vita, non c’e’ altra forza che regga, che difenda il mondo dal vuoto retorico, dalle dialettiche, dalla demagogia frutto di ogni automatismo di pensiero.
  • Albertino

    “Votare per chi si accinge a fare il tuo male, a mantenerti nella prigione unionista europoide e sotto tortura sociale con l’euro, è senz’altro manifestazione estrema di idiotismo” PAROLE DA INCORNICIARE . Purtroppo non vedo alterantiva alla prigione europea e alla “trappola dell’ euro” (forse il Mov 5 stelle ? )

  • ROE

    Concordo.

  • Tonguessy

    alcuni decenni di lotte operaie con la Sinistra (quando ancora esisteva) che organizzava manifestazioni e cortei erano riusciti a cambiare lo stato penoso in cui versava il lavoratore. Adesso che quelle organizzazioni hanno cambiato pensiero (per usare un eufemismo) la situazione sta precipitando. E’ il vecchio gioco del tiro alla fune: chi si ferma perde.

  • Tonguessy

    Analisi condivisibile. Con un’unica eccezione: perchè tirare in ballo Crozza? Che c’entra la satira (che per definizione prende in giro il potente di turno) con i “voleri delle élite finanziarie internazionalizzate”?

  • sandrino

    quanta gente andrebbe a giocare alla roulette sapendo che è truccata? e se al posto del croupier uomo ci fosse una crupier donna ammicante? parecchi immagino… e si dimenticano che la roulette è pur sempre truccata!

  • Giancarlo54

    Articolo perfetto. La cosa più targica è l’assoluta assenza di quella che una volta era la classe operaia. Gli operai ci sono ancora, ma non hanno più partiti che li rappresentino. Una volta c’erano il PCI, il PSI e la DC, adesso non c’è più nessuno. Questo è il vero dramma. Il PCL? Commovente e rispettabile, ma non andrà oltre lo 0,5%

  • Giovina

    Caro Tonguy, hai detto delle cose sacrosante.

    Pero’ curare i sintomi non e’ curare la malattia.
    Laddove uno e’ schiavo, una porzione di rancio in piu’ o una finestra con le sbarre piu’ grandi, sigarette e piccoli lussi in piu’ nella sua vita carceraria apportano solo un illusorio cambiamento, si rimanda solo il dramma, anzi lo si fara’ piu’ tragico.
    Appunto la lotta continua va a consacrare una ideologia tranciata di netto dal suo spirito originario e radicatasi in quella creduta unica realta’ materiale visibile. Stare sulle barricate della contrattazione degli schiavi ogni giorno della vita e’ l’illusione che ha sostituito la vera azione a monte da tenere sempre in movimento, che e’ il pensare da tenere sempre rivolto alla sua fonte, universale, dello spirito vivo umano. Nessuna idea politica puo’ pretendere di dettare la verita’ per tutti gli uomini, se prescinde dalla fonte che la ispiro’, che e’ la fonte primaria appunto, e non la declinazione attivistica programamtica della politica, scambiata quest’ultima per Idea, proprio quando nello stesso tempo – contraddizione – si fa a deificare la Praxi sottovalutando “cio” che la puo’ ispirare e farla individuare.
    Peccato che superare il livello della matrice politica sia considerato religiosita’ e dottrina, peraltro con grande responsabilita’ anche di certo spiritualismo, spacciato per spirituale laddove invece e’ mero interesse politico di potere in concorrenza e anche in complicita’ di poteri laici e finalizzati alla mera salvaguardia del benessere fisico.
    Spesso si e’ in lutto per qualcosa che non poteva morire perche’ era gia’ morto, lo spirito vero quello non muore, solo fugge, specialmente se scacciato.
    In questo dramma ormai mondiale e universale la speranza forte e’ proprio questa, che e’ possibile rivolgersi a cio’ che e’ vivo e che non muore.
  • Gariznator

    Perchè Crozza non fa satira… La satira è da anni che non si vede in tv… L’ha fatta un po’ Luttazzi e guardacaso non lo si vede più. Ciò che fa Crozza è umorismo innocuo per lo più e per i più… Per questo piace tanto e fa la copertina di Ballarò

  • DroptheEstablishment

    Quoto!

  • gm

    “signori intellettuali che continuate a nutrire di cibo immondo lo spirito dei lavoratori, che li educate, li additate come la carne da macello, l’agnello eterno in sacrificio, l’alienato refuso dell’economia, quando alienato e’ il vostro pensiero, la vostra ideologia, che impedisce agli operai di oltrepassare il circolo vizioso e senza alternativa della eterna lotta di classe…”

    certo è che chiamare “cibo immondo” quello offerto in passato alla classe operaia e contadina da milioni non solo di “intellettuali” ma soprattutto di altri operai e contadini è quanto meno un volgare insulto a tutti quegli uomini e donne che spesso ci hanno rimesso anche la vita nelle lotte per migliorare le condizioni d’esistenza e di lavoro di operai e contadini… un insulto tanto più ripugnante quando proviene da persona che si definisce operaia ma che troppo spesso, nei suoi arzigogolati , barocchi e vuoti commenti dimostra d’essere piuttosto portabandiera della resa e del silenzio di quella classe operaia a cui è incapace di offrire un cibo meno immondo di quello che pretende di denunciare.

  • cardisem

    Testo:

    che stranamente contraddicono, per la richiesta presenza nel mondo reale, la natura virtuale e originaria della loro creatura m5s)

    Commento: nessuna contraddizione. Il virtuale non sostituisce il reale. Il virtuale serve per organizzare meglio il reale. Sul virtuale ci si dà appunto e poi ci si ritrova in una strada, una banchina, una piazza, al ristorante… esattamente all’ora precisa indicato sul virtuale e si sa già grazie al virtuale chi verrà o non verrà…

  • cardisem

    Testo:

    che stranamente contraddicono, per la richiesta presenza nel mondo reale, la natura virtuale e originaria della loro creatura m5s)

    Commento: nessuna contraddizione. Il virtuale non sostituisce il reale. Il virtuale serve per organizzare meglio il reale. Sul virtuale ci si dà appunto e poi ci si ritrova in una strada, una banchina, una piazza, al ristorante… esattamente all’ora precisa indicato sul virtuale e si sa già grazie al virtuale chi verrà o non verrà…

  • Giovina

    Ah! Eccoti gm! Contenta di rileggerti!

    Ti pareva. “Anatema!” “Tradimento”!
    Ah!Ah!
    Immondo e’ cio’ che non e’ puro, semplicemente non chiaro, non limpido: stagnante.
    Tale e’ il pensare comune ormai.
    L’operaio ha colpa sempre, appunto, come tu dimostri e sottoscrivi.
    Cornuto e mazziato. Comunque vada e’ il capro.
    Nessun uomo e’ parte di una massa informe con un cervello di gruppo.
    Faccio l’operaia ma in primis sono un essere umano, libero di scegliere di non sentirsi di sinistra in questo caso, di destra in altri….o qualsiasi altra cosa.
    La tua guerra non e ‘ la mia.
    La tua rivoluzione non e’ la mia.
    E nessuno mi viene ad imporre una ideologia pret a porter che non condivido.

    Sono dispiaciuta sinceramente di deluderti, ma che vuoi, faccio l’operaia veramente e non sono marxista, qualcuno risolva questo dilemma o Marx non mi perdonera’….altro che paradiso per una operaia degenere come me….pero’ pieta’!

    Esistono uomini di sinistra che non sono operai ( Vedi Bersani, Camusso…..ed altri uccel di Bosco come Cofferati e Bertinotti, etc…..)…….si puo’ invocare la statistica ed essere graziata?
  • gm

    figurarsi se voglio importi qualcosa! ho solo reagito a un tuo giudizio che considero offensivo per quanti , non solo intellettuali come ami dire ma soprattutto proprio operai o simili , hanno sacrificato anche la loro vita per un cambiamento di questo immondo (questo si!) sistema capitalistico. Non ho neppure parlato, come affermi, di tradimenti e di anatemi nè ho mai detto che l’uomo “e’ parte di una massa informe con un cervello di gruppo.”
    Queste stronzate fanno parte della immonda propaganda borghese (o come dir si voglia) alla quale anche parte degli operai, te compresa, mostra di prestare orecchio.
    Mi pacerebbe solo che chi come te denuncia la presunta strumentalizzazione della classe operaia da parte del marxismo offrisse un’alternativa credibile diversa dalla solita solfa individualistica che ha come unico risultato quello di perpetuare il dominio capitalistico.
    Gli unici che veramente HANNO TRADITO, tradiscono e strumentalizzano la classe operaia sono proprio quei soggetti che hai nominato (BERSANI E COMPANY). Questi cialtroni (per usare un termine utilizzato di recente da qualche altro cialtrone loro pari) stanno distruggendo non solo la capacità di lotta della classe operaia ma , assieme agli operai , stanno annichilendo la vita di milioni di persone riducendo questo paese a una provincia dell’impero a stelle e strisce.
    Su questi squallidi personaggi indegni di essere anche solo definiti “di sinistra” non mi sembra che tu ed altri vi sprecate troppo per denunciarne le schifezze presi come siete soprattutto dall’ossessione di denunciare il “marxismo” che per voi rappresenta il male assoluto mentre io ritengo che sia stato, pur con tutti i suoi limiti ed errori anche teorici, un grandioso movimento di riscossa degli oppressi.
    Io non amo archiviare il marxismo e tutto quello che ha rappresentato per le masse dominate e sono anche certo che solo una teoria e una pratica rivoluzionaria del tipo di quella indicata da marx potrà un giorno spazzare via l’immondo capitalismo e tutti i suoi sicofanti … compresi alcuni in tuta operaia.

  • Giovina

    Auguri 🙂

  • gm

    scrive eugenio orso: “2) Il silenzio degli operai, quasi invisibili con i loro problemi in campagna elettorale. Per quanto riguarda gli operai, invece, il loro sconcertante silenzio e la loro apparente irrilevanza stupiscono, essendo fra i più colpiti dalla crisi indotta, dalla disoccupazione conseguente e dalle misure antisociali del governo Monti, appoggiato convintamente dalla sinistra rinnegata pidiina. Oggi sono più attivi, più contrastivi e vitali i nuclei di piccoli imprenditori inferociti, ad un passo dalla rovina….”

    I nuclei di piccoli imprenditori non mi sembrano affatto più attivi dei presunti “silenziosi operai” .
    Le uniche lotte che ho visto negli ultimi anni, a parte quelle degli studenti e dei no tav, sono state proprio quelle degli operai specie quando sono stati colpiti dai licenziamenti. Purtroppo quelle lotte sono rimaste separate (e, quindi, scarsamente incisive) proprio per le ragioni denunciate da Orso: la mancanza di un referente politico generale capace di una strategia di più ampio respiro rispetto a lotte prettamente difensive di vari gruppi operai… ma di questo non si possono incolpare gli operai quanto, appunto, tutte quelle cricche di sedicenti forze di sinistra (partiti e sindacati) ridotte da lungo tempo a fare da supporto alle politiche devastatrici del capitalismo nazionale e, soprattutto, internazionale (USA in testa). Quanto ai piccoli imprenditori (e ad altri “ceti medi” credo sia illusorio affidargli una qualche funzione salvifica migliore di quella che in passato è stata attribuita alla “classe operaia”. Nè gli uni nè gli altri riusciranno da soli a sconfiggere e distruggere la bestia capitalistica. Purtroppo temo che per un periodo più o meno lungo la bestia continuerà abbastanza incontrastata nella sua opera distruttiva. Ma è altrettanto certo che presto o tardi tutte le forze popolari (compresi piccoli imprenditori e altri ceti medi) sapranno mozzargli le unghie … e la testa.

  • menici60d15

    Riporto due commenti che il Fatto, direttore Padellaro, mi ha censurato, con l’approvazione dell’avv. Muccio, candidato del M5S, al quale erano rivolti:

    @ Giorgio Muccio. Avvocato non alzi la voce, non cambi le mie parole e chiami le cose col loro nome. L’off-label, la deregolamentazione delle prescrizioni, è un male per il cittadino, e patrocinandolo lei, come avvocato o come parlamentare, di fatto lavora per le multinazionali.

    Lei dice che “il principio cui fare riferimento è quello dell’alleanza terapeutica sancito dalla sentenza dello Corte costituzionale 151/09”. Non ho trovato nella sentenza da lei citata l’espressione “alleanza terapeutica”; che comunque non c’entra nulla con l’off-label e coi cartelli delle multinazionali; se non per favorire illeciti.

    La “alleanza terapeutica” è un concetto della psicoanalisi; mutuato in medicina per ragioni ideologiche: per evitare le responsabilità del rapporto principale-agente tra medico e paziente; e per dare una copertura rispettabile alla forte dipendenza psicologica del paziente nei confronti del medico; dipendenza che favorisce abusi di potere, e andrebbe ridotta anziché stimolata. E’ vero che magistrati e avvocati fanno spesso riferimento a questa “alleanza”, ma fanno male. I giuristi non dovrebbero fare assurgere uno slogan commerciale a principio giuridico, e sarebbe una mostruosità inserirlo nell’ordinamento:

    I giornalisti e il mal di schiena

    http://menici60d15.wordpress.com/2011/04/21/i-giornalisti-e-il-mal-di-schiena/

    ***
    Avv. Muccio, lei e il Fatto censurate le obiezioni di merito e rispondete alle proteste per averle censurate; “ridicolo” è come ve la cantate e ve la suonate. Non l’ho insultata, e se davvero l’avessi fatto non dovrebbe avere difficoltà come avvocato a rispondermi. Lei appoggia la sua azione professionale e politica al blog de Il Fatto, ma censura le critiche che non le fanno fare bella figura; e così facendo protegge la manfrina su Avastin-Lucentis, che potrà avere sulla sanità pubblica effetti negativi peggiori di quello che lei si vanta di avere contrastato. Non so di quale copia incolla stia parlando: il suo comportamento è scorretto anche nel ricostruire i fatti.

    Sullo off-label e la “alleanza terapeutica” media e commentatori in Italia diffondono concezioni gravemente distorte. Censurando il minimo intervento che denuncia ciò, si favorisce l’equivoco e l’inganno. Cercherò di fare conoscere per altre vie al pubblico e a chi ha responsabilità giudiziarie, amministrative e politiche quanto lei e Il Fatto ritenete di nascondere ai lettori. Per ora rilevo che come M5S non cominciate affatto bene; mostrando di praticare l’arte dello spacciare come cosa buona ciò che va a danno dei cittadini; e di estendere la mancanza di democraticità e di discussione che sono interne al “movimento” alla discussione politica pubblica e alla tanto celebrata “rete”. ***

    I commenti censurati, postati sull’articolo “Roche e Novartis, danni a sistema sanitario per 400 milioni. Istruttoria Antitrust, del 15 feb 2013, riguardano questo:

    Sulle regole per la Roche
    http://menici60d15.wordpress.com/2011/09/30/sulle-regole-per-la-roche/ .

    Ho l’impressione che votando i grillini gli italiani faranno un ulteriore passo verso la dittatura dei comici.