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LA DEPRESSIONE DELLA FINLANDIA E’ L’ATTO D’ACCUSA FINALE NEI RIGUARDI DELL’UNIONE MONETARIA

DI AMBROSE EVANS PRITCHARD

telegraph.co.uk

Dal 2008 la Finlandia ha perso un quarto della sua produzione industriale, nonostante fosse ‘il campione’ dell’Unione Monetaria

La Finlandia sta scivolando sempre più nella depressione economica. E’ l’esempio principale del fallimento dell’euro, il colpo più inquietante inflitto ai difensori della moneta unica, peggiore di quello costituito dalla crocifissione della Grecia.

Dopo ben sei anni e mezzo di continua espansione globale, il PIL della Finlandia è del 6pc al di sotto del suo picco precedente. Sta soffrendo di una crisi ancor più profonda e protratta dello schianto post-sovietico dei primi anni ‘90, o della Grande Depressione del 1930.

Nessuno può accusare la Finlandia di essere un paese spendaccione, o indisciplinato, o corrotto, o tecnologicamente arretrato, o prigioniero di una oligarchia trincerata [nei propri privilegi] ..… il tipo di accusa che è stata mossa contro i greco-latini.

Il debito pubblico del paese è al 62pc del PIL, inferiore a quello della Germania. La Finlandia è stata a lungo presentata, in Europa, come un caso esemplare di austerità, grinta e iper-flessibilità – l’unico paese periferico che, prima di entrare nell’Unione Monetaria, aveva fatto i ‘compiti a casa’ e che, conseguentemente, avrebbe potuto ‘fare a pugni’ con tutti.

Nell’’indice della competitività globale’ del ‘World Economic Forum la Finlandia è al top fra i paesi europei. E’ la prima al mondo per l’istruzione primaria e per quella superiore, per la formazione, l’innovazione, i diritti di proprietà, la tutela della proprietà intellettuale, la sua struttura legale, l’affidabilità generale, le politiche anti-monopoliste, il collegamento fra l’Università e il settore R&D [ricerca e sviluppo], la disponibilità di nuove tecnologie, di scienziati e di ingegneri.

Il suo profilo, quasi perfetto, demolisce la fondamentale affermazione del ‘Ministero delle Finanze Tedesco’ – fatta attraverso il suo portavoce a Bruxelles – che i paesi dell’UEM finiscono seriamente nei guai solo se non fanno le riforme e spendono troppo.

Il paese, al contrario, è stato colpito da una serie di ‘shock asimmetrici’: il crollo del suo ‘campione’ nell’hi-tech, la Nokia, il crollo dei prezzi delle materie prime forestali e la recessione della Russia.

Il punto rilevante è che la Finlandia non può difendersi, è intrappolata dal ‘tasso di cambio’ fisso e dalla ‘camicia di forza’ fiscale costituita dal ‘Patto di Stabilità’, una costruzione legale che non fu progettata per circostanze come questa.

Il Patto è stato applicato a prescindere perché ‘le regole sono regole’ e perché i leaders del ‘blocco teutonico’ hanno l’idea fissa che il rischio morale potrebbe dilagare, se uno qualsiasi dei paesi che fanno parte del ‘nucleo’ dell’UEM facesse da cattivo esempio.

La produzione finlandese si è ridotta di un ulteriore 0.6pc nel terzo trimestre. La lunga recessione sta trascinandosi verso il quarto anno consecutivo. A Settembre gli ordinativi per l’industria sono scesi del 31pc. “Il fatto è inquietante”, ha dichiarato Pasi Sorjonen della ‘Nordea Investment Funds’.

La Svezia è stata in grado di superare shock simili lasciando che la sua moneta si svalutasse nei momenti chiave degli ultimi dieci anni. Il PIL svedese è ora dell’8pc al di sopra del suo livello pre-Lehman.

La divergenza tra la Finlandia e la Svezia è sconcertante – trattandosi di due economie nordiche con così tante cose in comune – e ha riacceso il dormiente ‘movimento anti-euro’ della Finlandia.

Il Parlamento Finlandese ha deciso di tenere delle sedute, il prossimo anno, per discutere l’eventuale uscita dall’Unione Monetaria ed il ritorno al ‘marco finlandese’, la moneta che ha salvato la Finlandia nei primi anni ‘90 – dopo che il paese aveva abbandonato la politica del ‘cambio forte’, ovvero la sua adesione all’ECU [l’allora Unità di Conto Europea].

Paavo Väyrynen, Eurodeputato e ‘Presidente Onorario’ del ‘Partito di Centro’ attualmente al governo, ha inserito nell’agenda parlamentare le sedute sull’euro dopo aver raccolto 50.000 firme, dichiarando che: “L’Eurozona non è un’Area Valutaria Ottimale e le persone stanno diventando consapevoli delle vere ragioni della nostra crisi”.

Ed ha aggiunto: “Siamo in una situazione simile a quella italiana. Abbiamo perso un quarto della nostra produzione industriale. I nostri costi del lavoro sono troppo alti”.

Gli elettori, in Svezia e Danimarca, impedirono ai loro Governi di abbandonare le vecchie valute. Agli elettori finlandesi, invece, non è mai stato concesso un referendum. La decisione di aderire all’euro è stata imposta alla diffusa opposizione camuffandola da ‘questione di sicurezza nazionale’.

Il Sig. Väyrynen ha detto che il fronte pro-euro, nel 1990, aveva gridato alla ‘minaccia russa’, sostenendo che la Finlandia aveva bisogno di stringersi il più possibile al sistema UE per una questione di maggiore sicurezza – anche se il paese, paradossalmente, non è mai entrato nella NATO, la struttura più rilevante [della difesa occidentale].

“Hanno giocato la carta della politica estera – egli ha detto – ma era tutto un trucco”.

Si deve concludere che la Finlandia aveva saputo gestire i suoi affari economici con maggiore abilità negli anni ‘20 e ’30, sotto la guida di Risto Rytin, molto apprezzato dalla Banca d’Inghilterra dell’ex Governatore Lord King.

Egli aveva capito i mali di un tasso di cambio disallineato [rispetto alla situazione economica], liberando il suo paese dalle devastazioni del ‘Gold Standard’, nel 1931. Non sarebbe mai stato sedotto dalle facili promesse dell’Unione Monetaria.

Ryti era un anglofilo antinazista. Conseguenza di una tragica sequenza di eventi si trovò costretto ad allearsi con Hitler contro Stalin e, infine, ad entrare in guerra contro la Gran Bretagna. E’ stata probabilmente l’unica volta nella storia che due ‘democrazie sviluppate’ si sono inferte dei colpi così gravi.

Alla fine della Seconda Guerra Mondiale la Banca d’Inghilterra cercò di intercedere per impedire che egli fosse trattato come un criminale di guerra, come richiesto da Stalin, ma non ci riuscì. Fu condannato ai lavori forzati. Ma sto divagando.

La coalizione di centro-destra, al governo della Finlandia, è determinata a portare avanti una ‘svalutazione interna’, la politica che ha precipitato mezza Europa nella spirale debito-deflazione, generando indici d’indebitamento che crescono ancor più velocemente a causa dell’effetto-denominatore [debito/Pil]. Tutto questo è controproducente per la Finlandia, basti pensare al ‘debito delle famiglie’, che è salito al 100pc del PIL.

Il Governo non è riuscito ad ottenere un ‘contratto sociale’ con i Sindacati. Conseguentemente, sta cercando di aggirare il mancato accordo sgretolando i poteri della contrattazione collettiva. Ma tutto questo è solo l’ultimo degli esempi di come il sistema dell’euro eroda i diritti dei lavoratori e sia fondamentalmente incompatibile con i valori politici della Sinistra.

Nel mese di Settembre i Sindacati finlandesi hanno proclamato i più grandi scioperi dell’ultimo ventennio.

Resta un mistero il motivo per cui la sinistra europea continui ad accampare delle scuse per [supportare] quelle che sono palesemente delle ‘politiche reazionarie’ … ma l’umore sta finalmente cambiando. Stefano Fassina, un socialdemocratico italiano ed ex Vice-Ministro delle Finanze, sta spingendo per un’alleanza dei ‘Fronti di Liberazione Nazionale” estesa a tutto l’arco politico per rovesciare l’ordine UEM.

Il Sig. Fassina, il tedesco Oskar Lafontaine, il francese Jean-Luc Mélenchon ed il greco Yanis Varoufakis hanno lanciato questo fronte a Parigi, nel corso dell’ultimo fine-settimana, proponendo un ‘Piano B’, ovvero l’introduzione di valute parallele ed infine l’uscita dall’euro, se l’UEM dovesse continuare ad imporre politiche di contrazione e ad operare al di fuori del controllo democratico.

La Finlandia sta scavandosi una fossa sempre più profonda. Il Fondo Monetario Internazionale, questa settimana, ha messo in guardia contro l’eccesso di austerità e contro i tagli ‘pro-ciclici’, prima che l’economia sia abbastanza forte da poterlo permettere.

Il FMI ha parlato a bassa voce, ma il messaggio è stato molto chiaro. La Finlandia non dovrebbe nemmeno pensare ad una contrazione fiscale ‘front-loaded’ [concentrazione dei costi/benefici nella fase iniziale di un progetto] o al taglio degli investimenti nel momento in cui il gap della produzione è del 3.2pc del PIL.

Nella loro risposta al ‘Report Article IV’ le autorità finlandesi hanno ammesso che non avevano altra scelta, perché dovevano rispettare il ‘patto di stabilità’. Fino a questo sono arrivate le politiche europee!

In Finlandia, alcune persone si sono affrettate a scagliarsi contro la Grecia, ai tempi della crisi del debito, apparentemente inconsapevoli che anch’esse stavano vivendo in una ‘casa di coccio’. La loro storia non è poi così diversa da quelle disastrose dei paesi del sud, conseguenza dell’adesione all’Unione Monetaria.

I tassi d’interesse, troppo bassi per la situazione della Finlandia al tempo del boom delle materie prime, generarono il surriscaldamento dell’economia. A partire dal 2006 i costi unitari del lavoro aumentarono del 20pc così, quando la musica si è fermata, il paese si è trovato in difficoltà, con un debito pubblico basso ma con quello privato decisamente alto – un po’ come la Spagna e l’Irlanda.

La crisi ha colpito più tardi [rispetto a quella degli altri paesi dell’UEM] solo perché la bolla delle materie prime è scoppiata qualche anno dopo, nel 2012.

Il ‘Movimento Fixit’ può essere considerato come un colpo di avvertimento, analogamente all’elezione di una maggioranza di sinistra in Portogallo, che giura di voler strappare il copione dell’austerità – a quasi sei settimane dalle elezioni, però, non riesce ancora ad andare al potere, a causa di meri pretesti costituzionali.

L’Eurozona, per il momento, sta godendo di una parziale ripresa grazie allo stimolo costituito dal basso valore dell’euro, dal petrolio a buon mercato e dal Quantitative Easing – ma ha sprecato un intero ciclo economico di espansione globale e non ha tempo a sufficienza per ‘ripristinare le difese’ prima della prossima tempesta mondiale.

Quando colpirà, il totale del debito pubblico e privato avrà raggiunto il 270pc del PIL, 36 punti percentuali in più di quanto non lo fosse appena prima della crisi della Lehman, nel 2008. La società europea avrà già subito quasi un decennio di disoccupazione di massa e il capitale politico delle élites europee sarà quasi esaurito.

Resta irrisolta la domanda a seguire: se l’euro non funziona per quello che dovrebbe essere il paese più competitivo in Europa, per quale paese potrebbe mai funzionare?

Ambrose Evans-Pritchard

Fonte: www.telegraph.co.uk

Link: http://www.telegraph.co.uk/finance/12001895/Finlands-depression-is-the-final-indictment-of-Europes-monetary-union.html

18.11.2015

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da FRANCO

[1] L’articolo IV spiega le relazione degli Stati, fra di loro e rispetto ai singoli governi nazionali. Questo articolo prevede che ogni Stato debba dare ai cittadini degli altri Stati gli stessi diritti dei propri cittadini, si occupa dell’ammissione di nuovi membri e garantisce che il singolo governo nazionale protegga gli altri Stati.

Pubblicato da Davide

  • Giangiuz70

    Premessa…articolo un po’ troppo lungo.

    Manco si stesse parlando degli Stati Uniti…si sta patlando di un economia abbastanza marginale e periferica.
    Quindi…esprimo il mio giudizio che reputo altrettanto nobile di Ambrise, non fosse per i titoli che ci si gioca sulla carta e per l’ I.Q.
    Pur non amando l’euro (anzi) la Finlandia ha problemi molto peggiori:
    Primo…il dumping fiscale dei vicini baltici.
    Secondo…non "la recessione russa"…anche…ma forse le controsanzioni di Mosca – a prescindere dalla recessione dei bau bau – avrebbero creato gli stessi danni.
    E puoi essere patria "fisicamente pianificata" della Nokia o di Babbo Natale quanto vuoi, ma se ti colpiscono il settore primario e il secondario si delocalizza per questioni di costo e di asssenza di barriere…ri eimane solo Babbo Natale.
    La Finlandia soffre dell’euro come io ho solo un unghia incarnita… anzi…forse nel caso della Finlandia l’Euro, per assurdo, gioca a favore, se bo rischierebbe di diventare un paese di sole renne e zanzare.
    Ambrose?
    Ho letto il giusto….la linea è chiara.
    Esposizioni pilu-pilu pro domo soia.
    Il pilu piace a tutti, ma a me casa Ambrose non piace affatto… è intellettualmente onesta quanto un ex alcolizzato all’Oktoberfest…bene che vada, dato il contesto, se ne fa una ragione…ma un’esposizione chiara e senza secondi fini dal gustarsi una semplice birretta…meho anche no.
    Prometto che per il prossimo articolo (e commento) mi infilo gli occhiali da letura ma per un articolo del genere non sono disposto neanche a togliermi la mano dao maroni.
  • Toussaint

    Ma lei ha fatto l’alcool test?

  • spadaccinonero

    cito

    "La Finlandia sta scivolando sempre più nella recessione economica, prova principale del fallimento della moneta unica"

    è qui che casca l’asino, questi fallimenti rappresentano il successo della moneta unica, quindi il processo eu naviga a gonfie vele….

    altro che caduta dell’euro…
  • mincuo

    "Conseguenza di una tragica sequenza di eventi si trovò costretto ad
    allearsi con Hitler contro Stalin e, infine, ad entrare in guerra contro
    la Gran Bretagna. E’ stata probabilmente l’unica volta nella storia che
    due ‘democrazie sviluppate’ si sono inferte dei colpi così gravi."

    Veramente la Finlandia fu invasa da Stalin nel 1939, e per questo l’URSS fu anche espulso dalla Lega della Nazioni. I Finlandesi combatterono coraggiosamente (Winter war). Nessuno mosse un dito in suo aiuto. Conclusero poi una pace nel 1940, ma dovettero cedere all’URSS dei territori.
    Da lì cominciarono a stringere legami con la Germania. Il 25 Giugno del 1941 l’URSS attaccò di nuovo la Finlandia, (Patriotic war) dopo una serie di atti isolati precedenti.

  • mincuo

    La Svezia è stata in grado di superare shock simili lasciando che la sua
    moneta si svalutasse nei momenti chiave degli ultimi dieci anni. Il PIL
    svedese è ora dell’8pc al di sopra del suo livello pre-Lehman.

    La Corona Svedese si è RIVALUTATA sull’EUR del 40% dal 2009 al 2013, e successivamente ha perso il 10% quindi si è RIVALUTATA del 30%.

    Proprio questo tra Stalin e le analisi…Eppure è sempre in home, chissà perchè.

    L’EUR non è una buona cosa e se avesse avuto una sua moneta poteva svalutare competitivamente Le cause maggiori però della Finlandia sono
    -la crisi della Nokia (il settore elettronico ha perso 2/3 degli addetti) e dell’industria della carta.
    -il costo del lavoro
    -l’età media avanzata e i costi di assistenza/previdenza
    -i minori investimenti del settore privato
    -Soprattutto però l’invasione di immigrati specie negli ultimi 7-8 anni.
    Un disastro economico e sociale, ma naturalmente Ambrose-Stalin-Evans-Pritchard quello non l’ha citato.

    Invece si è accorto della svalutazione Svedese che invece ha rivalutato del 30% la Corona. Quel che si dice l’informazione corretta per il teleutente.

  • lanzo

    Solo poche considerazioni a casaccio:

    – La Finlandia ha adottato l’euro – la Svezia si e’ tenuta la corona; poi qualcuno mi dovra’ spiegare perche’ certe nazioni aderiscono all’UE ma si tengono stretta la loro valuta ed altre no.
    – In comune hanno che sono di fatto "cashless societies" anche un’aranciata o il biglietto dell’autobus li comprano con il telefonino.
    – In Finlandia NON esiste la parola "grazie" o equivalente;
    – Ancora non ho capito chi si e’ pappato la Nokia, Microsoft, Siemens ? In ogni caso ha licenziato un sacco di persone;
    – Comunque hanno anche Angry Byrds" che produce videogiochi, legname e cellulosa che esportano in tutto il mondo e la famosa vodka.
    Per una nazione di 5 milioni,  senza politici ladri , dovrebbe bastare.
  • lanzo

    Errata corrige:

    Mi ero confuso, in finnico non esiste l’espressione:  per favore, per piacere, si vous plait, please, et cetera:
    Finnish does  have a word for "Thank you" (Kiitos), but they don’t have a word for "please".
  • Jor-el

    "Poco simpatizzanti, molto belligeranti" Scrive Malaparte dei Finlandesi, mentre degli Spagnoli: "Molto simpatizzanti, poco belligeranti"… 😉

  • cipperimerlo

    Se la crisi scoppia con il botto di Lehman (settembre 2008), sarebbe il caso di riferirsi a una condizione precedente, che so?, tipo agosto 2008. A fine agosto 2008 era poco sotto 9,5 a uno, venerdi quasi 9,3 a uno. Fa una rivalutazione del 2% scarso. Salvo aver svalutato fino a 11,65 a uno entro gli inizi di marzo 2009. Fa un sobrio 23% di svalutazione (incerto per certo). Un paese svaluta se ha problemi di bilancia dei pagamenti. Nel lungo periodo, passata la tempesta, oltre a odir augelli far festa, il tasso di cambio tende a tornare a valori "corretti".

  • Toussaint

    Mincuo, amico mio, ma che diavolo dice? Guardi il grafico del tasso di cambio sek – euro:  http://www.xe.com/it/currencycharts/?from=EUR&to=SEK&view=10Y [www.xe.com]

    Dopo aver toccato il massimo nel 2009 quasi a quota 12 (da circa 9,5 a metà 2008), la corona si è svalutata fino a poco sotto quota 9 a fine 2010 ed un altro minimo, poco sopra 8, nel 2012. Se non è svalutazione questa!
  • mincuo

    Guarda che è EUR SEK cioè è l’EUR che si svaluta. Almeno l’ABC, non dico tanto

  • mincuo

    Touissant, amico mio, EUR SEK da 12 a 9 significa che l’EUR è calato rispetto alla Corona Svedese, cioè si è RAFFORZATA la Corona Svedese. Significa che ci volevano prima 12 Corone per un EUR e poi solo 9 Corone.
    Come EUR USD quando va da 1,40 a 1,10, significa che si è indebolito l’EUR o rafforzato il Dollaro, come vuoi dirla. 

  • mincuo

    I drivers, cioè le determinanti dei cambi sono parecchie, non solo la bilancia dei pagamenti se è per quello, visto che ho fatto cambi da 30 anni nei vari desk in giro per il mondo, ma comunque io rimarcavo che da dopo la crisi il SEK s’è rafforzato, e molto, dai massimi del 2009, quindi non è stata la determinante dei cambi per la Svezia, a differenza della Finlandia, come dice il pirla dell’articolo.

  • Toussaint

    Ha ragione, Mincuo. Il diagramma si legge all’inverso di come l’ho commentato io. Ho scritto in fretta senza riflettere molto a causa di un impegno. Sono sicuro che mi ha già scusato (l’età, oltre all’impegno). Vogliamo rileggerlo insieme?

    Nel 2008 (la crisi) la corona si è svalutata, salvo poi rivalutare e quindi svalutare di nuovo. La Svezia, quindi, ha reagito alla crisi svalutando, giusto? Evans-Pritchard cos’ha detto di diverso? 
    La Svezia ha gestito la sua moneta svalutandola, quando era necessario farlo, a differenza della Finlandia, che è bloccata dall’EMU. Il risultato lo stiamo vedendo con molta chiarezza.
    Premesso che lei è una persona molto preparata che quando posso seguo con interesse, resta da capire perché AEP le sta così tanto sulle …., fino al punto di cercare di contraddirlo usando un argomento forse poco meditato. Suvvia, ammetta anche lei.
    Se rileggo quello che AEP ha scritto quest’anno, gli articoli sulla Grecia ad esempio, e la franchezza che usa nello scrivere, io lo leggo sempre molto molto volentieri. E’ uno degli economisti più lucidi in Europa. Non casualmente ha partecipato (mi pare) al meeting di Goofynomics. 
     
  • Giangiuz70

    Non guido, penso.

    Laurea in Economia, tesi in "Non linear models of business cycless" e master in amminiatrazione finanza sar’cazzi e controllo alla scuola de business de il solo 24 Ore.
    A proposito di alcool test….faccia lei semmai il capisciuncazzotest.
    Il mio unico cruccio è quello sempre de non ave’ j occhiali da vista, nun fosse ke pe’ tirarjeli dietro.
    Buona vita e mi scusi.
  • yakoviev

    Non hanno neanche un Partenone da poter impegnare… 🙂

  • mincuo

    Lo rileggiamo insiieme. Se guarda il cross EUR anche contro alttr valute, ad esempio il principale EUR US vedrà che dal 2006 al 2008 è salito da 1,15 a 1,60. Se guarda EUR GBP vedrà che 2007 2008 è andato da 0,675 a 0,98. Se guarda EUR JPY vedrà che è andato da 130 a 170, se guarda EUR AUD vedrà che è andato da 1,68 a 2,10, se guarda EUR NOK vedrà che è andato da 7,8 a 10. Eccetera. Quindi non è la SEK che svalutava, era l’EUR molto forte. Infatti SEK NOK che è un cambio pilota era piatto e SEK era forte su GBP, altro cross pilota per SEK.
    SEK quindi non ha reagito svalutando "quando era necessario farlo" e ha poi rivalutato.
    A me AEP non sta sulle……Mi stanno un po’ sulle….quelli che scrivono di ciò che non conoscono, che sono così poco professionali da non cercare nemmeno di informarsi, e che per di più pontificano. E sono degli ignoranti come degli asini. Mi stanno sulle….poi in generale quelli che hanno tesi preconcette e adattano i fatti, che nemmeno comprendono, per farli aderire alle loro tesi preconcette. Penso che questo sia uno dei mali maggiori della società. Perchè crea una società fanatico-religiosa o se vuole dire diversamente tifosa da curva Sud dove non interessa la verità nè capire.

    Ogni opinione è legittima. Lei ha un’ottima opinione di AEP come "economista". Io non penso che AEP, ma neanche Bagnai, lo metterebbero nemmeno a spolverare la biblioteca, dove c’è gente realmente professionale.

  • mincuo

    Infine quella che le ho dato è una risposta semplice, in realtà andrebbero guardati i REER che sono un concetto di cambio più complicato.
    E non solo i REER CPI based della BIS, ma quelli pesati per l’interscambio.
    Cioè i Trade weighted.
    Di solito si guarda quello JPM, il Broad Real Effective Exchange Rate.

  • Toussaint

    Guardi, mi armo di logica,
    solo di quella, e provo a rispondere, soprattutto ad uso di un eventuale lettore.
    Le sigle non mi interessano. Svalutare rispetto ad un’altra moneta
    (o più monete), equivale a dire che l’altra moneta (o più monete) si è
    rivalutata rispetto alla prima. Un po’ come guardare una salita, che dall’altra
    parte è una discesa. Giusto? Se la Corona svedese, il dollaro etc. si sono
    svalutate rispetto all’euro, significa che questo si è rivalutato rispetto alle
    prime. Abbiamo scoperto l’acqua calda? Yes Sir.

    Diciamo che i paesi che hanno
    svalutato si sono trovati moto meglio di quelli che non l’hanno fatto, conseguentemente
    soprattutto alla situazione delle loro Partite Correnti. Il caso Finlandia-Svezia
    è in effetti molto esemplificativo.

    Facendo le persone serie, quindi,
    per farsi un’idea degli effetti della svalutazione sul PIL si tratterebbe di
    valutare il ‘peso’ dei commerci svedesi con l’area dell’euro che, a naso, mi
    sembrerebbe importantissimo (non mi meraviglierei se fosse ben oltre il 50% del
    totale, ma non conosco il dato esatto).

    I commerci svedesi nei
    riguardi degli altri paesi con monete più o meno analogamente svalutate non
    credo che abbiano avuto sbalzi sostanziali.

    L’origine del mio commento, quello
    per cui ho postato il link al diagramma eur/sek, è che lei, in uno di suoi
    commenti, ha preso il valore più basso del cross eur/sek, quello al culmine
    della svalutazione (ca. 12), salvo poi commentare: vedete? La corona, in
    realtà, si è rivalutata rispetto all’euro.

    Rispetto al minimo post-svalutazione
    ovviamente sì. Ma rispetto al dato precedente alla crisi del 2008, la corona prima
    si è svalutata – più o meno del 30% – salvo rivalutare notevolmente, ma solo quando
    il paese ha recuperato la sua competitività (grazie alla svalutazione), per poi
    infine ri-svalutare negli ultimi anni fino ai valori pre-crisi.

    Ecco, quel suo commento non mi
    è sembrato corretto.  Mi è sembrato un
    attacco un po’ pretestuoso portato attraverso l’uso un po’ capzioso di un
    parametro. La svalutazione, conseguenza della crisi del 2008, c’è stata e poi
    come.

    Mi lasci quest’opinione, tanto
    non conta niente. 

  • Nat

    E sticazzi! E’ quasi comico …

    "quelli che hanno tesi preconcette e adattano i fatti, che nemmeno comprendono, per farli aderire alle loro tesi preconcette."

    A certi "difettucci" non c’è rimedio, vero Toussaint?

    P.s.: "Un po’ come guardare una salita, che dall’altra parte è una discesa." Nein! Di la verità, questa l’hai imparata leggendo goofynomics… e te la tieni per tutte le stagioni?

  • mincuo

    Io ho cercato di spiegarle che non si è svalutata la Corona Svedese, "per sua scelta" ma si sono svalutate TUTTE le monete (le misteriose sigle: GBP = Sterlina, NOK, = Corona Norvegese, JPY = YEN giapponese, AUD = Dollaro Australiano) nei confronti dell’EUR.
    E ho mostrato anche che la SEK rispetto a NOK e GBP, che sono importanti per la Svezia, invece si rafforzava nello stesso arco di tempo, cioè nel mentre TUTTE si svalutavano rispetto all’ EUR, cioè meglio detto mentre l’EUR si rafforzava fortemente su TUTTE.
    Ho cercato di spiegarle, e cioè ho sbagliato a cercare di spiegarle.
    Tanto sarebbe stato inutile.
    E questo più o meno lo sapevo già.
    Stia bene.

  • mincuo

    Per il resto se mi permette uno che non capisce neanche se una moneta svaluta o rivaluta e scrive "amico mio cosa diavolo dice, la Corona Svedese ha svalutato da 12 a 9" e quindi Touissant dapprima il dopo crisi 2008 lo vedeva gestito dalla "svalutazione" della Corona da 12 a 9. E me lo spiegava.
    Poi "contrordine" perchè gli ho detto che in realtà rivalutava da 12 a 9 (vabbè è lo stesso…a parte che uno normale si sprofonderebbe) allora la versione non va più bene ma la Corona svalutava "prima".
    Allora gli ho mostrato che "prima" svalutavano TUTTE.
    Il che forse non l’ha nemmeno compreso, in compenso però ora mi spiega bene come e perchè svalutano ( orivalutano? testa o croce?) le monete.
    Auguri Touissant.

  • mincuo

    Aspetta che non si sa mai.

    Intanto si è stabilito a fatica che il dopo crisi 2008 la Svezia non l’ha gestito "svalutando" del 30% la Corona ma "rivalutando" la Corona del 30% e quindi la versione che prima mi "spiegava" con sussiego e sufficienza Touissant non andava più bene.
    Naturalmente uno non si sogna neanche di dire "bella cazzata che ho detto."
    Invece dall’alto di cotanta scienza poi "spiega" che vabbè è vero, ha rivalutato, non svalutato (troppo buono) però PRIMA aveva svalutato, e quel che non vale DOPO allora varrà PRIMA (logica impeccabile).
    E quindi la Svezia perseguiva una politica di svalutazione competitiva.
    PRIMA. Dopo la crisi invece no. Anzi ha rivalutato e non poco. Ma non si sa perchè. Ma va bene lo stesso.
    Vediamo allora PRIMA, quando la SEK svalutava.
    Il fatto è che PRIMA svalutavano TUTTE le monete contro EUR il che significa che la SEK non aveva nè perseguiva un vantaggio competitivo speciale, dato che TUTTE ce l’avevano quel vantaggio contro EUR perchè l’EUR si rafforzava su TUTTE le monete o detto diversamente TUTTE si svalutavano contro EUR nella stessa misura o anche di più.
    E infatti la SEK, pur svalutando come TUTTE le altre rispetto all’EUR, tuttavia restava più FORTE se comparata ad altre monete come NOK o GBP ad esempio su cui rivalutava.
    Cioè su quelle monete anche durante la "svalutazione" rivalutava o rimaneva stabile.

    E chi ha svalutato DOPO è stato appunto l’EUR, contro tutte le altre monete.
    E ha gestito la crisi del dopo 2008 ANCHE svalutando. 

    Non che fosse impossibile da capire già da prima, però per uno che fa di un propagandista da quattro soldi uno dei "più importanti economisti europei" che è andato pure alla riunione di tal "Goofynomics", pensa un pò….forse era meglio specificare.

  • Toussaint

    Si Nat,l’ho imparata proprio lì. Bisogna ammettere che funziona sempre per spiegare certi passaggi logici. Come diceva Troisi nel ‘Postino’, la poesia è di chi gli serve. Ma tu sei la Nat di Goofynomics? Se è così sono contento. Leggo sempre i tuoi interventi. A risentirti. 

  • Toussaint

    Complimenti per l’educazione e
    la preparazione, entrambi veramente notevoli. Vediamo un po’:

    Per il resto se mi permette uno che non
    capisce neanche se una moneta svaluta o rivaluta e scrive "amico mio
    cosa diavolo dice, la Corona Svedese ha svalutato da 12 a 9" e quindi
    Touissant dapprima il dopo crisi 2008 lo vedeva gestito dalla "svalutazione" della
    Corona da 12 a 9. E me lo spiegava. Etc. etc.

    Tornato a casa, ho letto il
    suo incredibile commento all’articolo di AEP e ho deciso di postare il diagramma.
    Nella fretta, avendo delle persone che mi stavano aspettando, ho scritto una
    nota d’impulso, senza riflettere. Conseguentemente, mi sono scusato con lei
    quando, rientrato a casa, ho riletto sia il mio commento che il suo.  

    Solo Mincuo, il semidio, non
    sbaglia mai. Mi è capitato di fare un errore nel commento, peraltro
    insignificante rispetto all’immediatezza di un’immagine che la contraddiceva in
    modo molto netto
    . La schifosissima fretta stavolta mi ha fregato. Non
    servono ironie così volgari, dimostrano solo arroganza. Io mi sono scusato. Pensi
    piuttosto a quello che ha scritto lei. La capziosità del suo primo intervento è
    così evidente … non è vero che la corona si è svalutata dopo la crisi del 2008!
    Accidenti, ma ce l’ha gli occhi per vedere il diagramma?

    Io ho cercato di spiegarle che non si è
    svalutata la Corona Svedese, "per sua scelta" ma si sono svalutate
    TUTTE le monete (le misteriose sigle: GBP = Sterlina, NOK, = Corona Norvegese,
    JPY = YEN giapponese, AUD = Dollaro Australiano) nei confronti dell’EUR. 

    Come ha appena svelato Nat,
    sono un attento lettore degli articoli di Bagnai. Non mi sono sfuggiti i suoi scritti
    riguardo l’argomento. Trattandosi di commenti, non posso postare dieci pagine,
    lei ne converrà … so benissimo che nessuna moneta svaluta per sua scelta
    esclusiva
    . Conosco abbastanza bene il concetto di ‘Partite Correnti’ per
    sapere quanto il loro andamento sia importante nella svalutazione/rivalutazione
    di una moneta (per capirsi, so benissimo, insieme a lei, che l’argomento è un
    po’ più ampio).    

    Visto che, da bravo
    pensionato, ho tempo a sufficienza e sono anche dotato di un computer, so
    benissimo a che cosa si riferivano le sigle. Ho solo fatto notare che, per chi
    legge, potevano non essere d’immediata comprensione. Ho l’impressione, a volte,
    che chi ne fa ricorso cerchi solo di esibire se stesso. Quando si scrive, tutti
    devono essere in grado di capire.

    E quindi la Svezia perseguiva una
    politica di svalutazione competitiva. PRIMA. Dopo la crisi invece no. Anzi
    ha rivalutato e non poco. Ma non si sa perchè. Ma va bene lo stesso.

    La ragione per cui, dopo che la
    corona si era svalutata (o che l’euro si era rivalutato. Ebbene sì, ricorda il
    concetto che le ho espresso, rubandolo da Bagnai, che una salita vista dall’altra
    parte è una discesa?) è poi risalita, l’ho scritta benissimo. Lei ci è o ci fa?
    E’ stata una conseguenza del recupero di competitività dell’economia svedese,
    dovuta alla svalutazione. L’ho scritto. Poi, parallelamente al miglioramento
    delle Partite Correnti, la moneta avrà rivalutato. Credo (non sono uno studioso
    dell’economia svedese. Ma nemmeno lei, a quanto pare).

    E chi ha svalutato DOPO è stato appunto
    l’EUR, contro tutte le altre monete. E ha gestito la crisi del dopo 2008
    ANCHE svalutando.  

    Di questo, per la verità, non
    avevo parlato. So benissimo comunque che l’euro, negli ultimi tempi, si è
    svalutato. Fatto che, insieme alla storia del petrolio e del QE, ha contribuito
    a quel po’ di ripresa che c’è in Europa. Vede allora che le svalutazioni
    servono?

    Non che fosse impossibile da capire già
    da prima, però per uno che fa di un propagandista da quattro soldi uno dei
    "più importanti economisti europei" che è andato pure alla riunione
    di tal "Goofynomics", pensa un po’ …. forse era meglio specificare.

    Questa è una sua personalissima
    opinione, lecita, ma forse un po’ isolata, visto il credito di cui AEP gode nel
    mondo (scrive sul Telegraph, mi pare, non sul giornale parrocchiale). Vuol dire
    che da oggi in poi l’economista mondiale di riferimento sarà il futuro Premio
    Nobel Mincuo. Altro che i propagandisti alla AEP. Racconterò ai miei nipoti di
    aver avuto il privilegio di essermi confrontato con lei. Mi invii una foto con
    dedica, altrimenti non ci crederanno mai.

    §§§§§

    Lei però non risponde alle
    contestazioni che le ho fatto io. Scrivere che la corona si è rivalutata
    partendo dal minimo raggiunto in occasione della svalutazione (o rivalutazione
    dell’euro. Aiuto!) successiva alla crisi del 2008, e non dalla situazione
    precedente (ovvero quella dall’introduzione dell’euro, fino a grosso modo metà
    2008), è un’affermazione capziosa oppure no? Che fa, si scusa anche lei?

    Ho anche scritto che, per
    valutare l’effetto della svalutazione della corona sul PIL svedese, si sarebbe
    dovuto vedere l’incidenza dei commerci fra la Svezia e l’Eurozona, aggiungendo
    che questo dato non lo conosco, ma presumo che sia ‘pesante’. Faccia così,
    metta in relazione questo valore con quello congiunto dei quattro paesi che lei
    ha citato, vediamo quale ‘pesa’ di più.

    Poi consideri la neutralità della
    moneta svedese nei riguardi di questi quattro paesi, e la positività rispetto
    all’Eurozona. Coraggio, mi dica poi che la svalutazione della corona è stata neutrale
    per l’economia svedese! Poi, se vuole, ci faccia Tarzan.

    §§§§§  

    Mister Mincuo, io mi sarei
    stancato. Finiamola qui, la prego. Io non risponderò più. Io ho solo postato un
    diagramma che contraddiceva le sue tesi. Non merito di essere aggredito in
    questo modo. Da quale pulpito poi …

  • cipperimerlo

    Dal 2008 al 2009 le esportazioni manifatturiere finlandesi sono crollate del 35%, quelle svedesi del 29% (dollaro più, dollaro meno). Dal 2009 al 2011, quelle finlandesi sono avanzate del 13%, quelle svedesi del 37%. Ma prima della crisi, dal 2006 al 2008, i manufatti finlandesi all’estero erano cresciuti (in valore) del 24%, contro il 20% di quelli svedesi. Cioè, pur essendo (leggermente) più competitiva della Svezia, la Finlandia ha subito di più la crisi e ha gestito peggio il periodo successivo.

    Se si guarda la curva del cambio EURSEK, si vede che la BC svedese ha applicato una politica monetaria da manuale: ha allentato seguendo il corso della crisi, ristringendo quando gli effetti della crisi si sono attenuati. Politica monetaria sicuramente più efficace della politica fiscale, visto che la Finlandia è stata tutt’altro che austera (la Svezia lo è stata di più).
  • mincuo

    I "commerci" sono uno dei drivers dei cambi. Quello storicamente meno correlato per la precisione. Con un R2 di 0,2. Bagnai che capisce di cambi circa come lei o la mia nipotina forse non glielo ha spiegato giusto perchè non capisce granchè, come anche gli sfondoni da quinta elementare del suo libro, poi corretti nelle successive edizioni, stavano a  dimostrare. Non dubito che per lei il Telegraph sia il non plus ultra e non un quotidiano di propaganda come tut gli altri. Nè a giudicare dalla risposta e nonostante gli sforzi disumani è riuscito a ccomprendere qualcosa.