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LA COMMISSIONE UE E IL PIANO KALERGY ALLA FASE OPERATIVA: PROPRIO PERCHE' LO DICE JUNCKER

FONTE ORIZZONTE48 (BLOG)

“L’attuale presidente (ex: lo è stato fino al 2014: ora è Donald Tusk; v,.nfra) del Consiglio europeo Herman Van Rompuy mentre riceve il premio Coudenhove-Kalergi 2012”

L’unica volta che sui media hanno parlato delle vere origini dell’Europa Unita è accaduto 14 anni fa ossia il 19 Settembre del 2000 quando un articolo del Telegraph britannico mai ripreso da altri media ha rivelato che: telegraph.co.uk

Documenti governativi americani resi di dominio pubblico mostrano che i servizi segreti americani condussero una campagna negli anni ’50 e ’60 per dare impulso ad un’Europa unita. Finanziarono e diressero il movimento federalista europeo. I documenti sono stati trovati da Joshua Paul, un ricercatore della Georgetown University di Washington. Essi comprendono file resi pubblici dai National Archives. Il principale strumento di Washington per forgiare l’agenda europea fu l’American Committee for a United Europe [ACUE], costituito nel 1948.”

1. Non vorrei ripetermi, ma lo farò (di questi tempi, signora mia!), perchè non fa male: anzi.

La lettura della stampa estera, in particolare anglosassone, non è affatto salvifica e portatrice di clamorose verità: lungi da me teorizzare un facciamocome magari agganciato alle grottesche classifiche sulla “libertà di stampa, stilate dalle consuete organizzazioni non governative, no-profit e “senza frontiere“, cioè dichiaratamente internazionaliste, anzi eloquentemente premiate per questo dall’UE. Si tratta, manco a dirlo, di organizzazioni no-profit (e dunque finanziate da “privati benefattori”) e alla ricerca di un modello one-fits-for-all, la cui diffusione porta alla sempre inevitabile conclusione: “sentiti in colpa e vergognati“, ma per ragioni, di “disfunzione” dei meccanismi dell’informazione, che non sono esattamente quelle che razionalmente si potrebbero individuare.

COROLLARI DEL TEST DI ORWELL- GLI “ESPERTI LOTTATORI”

2. E’ lo stesso discorso – di attendibilità e scopi sostanziali a cui rispondono le “classifiche“, quelle relative ai progressi sulle “riforme, e sulla flessibilizzazione del mercato del lavoro (in cui eccelle l’OCSE), o sul doing business: quest’ultima classifica incentrata sul premio altamente “etico”, – e a condizionamento pavloviano, (i “cittadini”, si sa sono addestrabili praticamente a tutto, compresa l’alimentazione con farine di scarafaggi e meduse)-, relativo al come si debba trasformare uno Stato a sovranità democratica costituzionale in un semplice e purificato “mercato” che sia, al massimo grado, il paradiso degli investitori esteri: copyright World Bank e non a caso.

Dato che dai paradigmi World Bank (col “mitico” Kaufmann Report sulla corruzione che porta alle… privatizzazioni) “figliano” per misteriose (ma non tanto) partenogenesi, le varie associazioni che propagano le classifiche e i toni roboanti su effetti e dimensioni della corruzione (senza far capire presupposti e oggetti sociali di tali valutazioni, inevitabilmente “colpevolizzatrici” della democrazia).

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LE RIFORME: MUCH €URO-DO ABOUT NOTHING (mantra anti-illuminazione) LE RIFORME 2- GLI INDICI (Parte II): UN’UNICA CLASSIFICA “PER DOMARLI TUTTI”

3. Ma non vorrei divagare: rinvio ai links che ho inserito sui vari concetti-slogan del paradigma TINA e sulle connesse “classifiche”, con un certo disgustato scoramento circa la capacità di comprensione, ovvero, quel che è poi la “causa a monte”, circa l’efficacia straordinaria del condizionamento dell’opinione di massa da parte del rudimentale e ben paludato sistema di controllo sociale del neo-liberismo internazionalista. Stavo dicendo (prima di divagare), che la stampa estera, libera e anglosassone, non è certo il paradiso della “transparency” e dell’assenza di precomprensione strategica: ma, almeno, contando su una certa più consolidata assuefazione ai paradigmi degli “operatori razionali-pop” (quelli in cui ciascuno, ormai, deve potersi identificare senza nutrire più alcun dubbio…sulla globalizzazione, finanziaria e internazionalista come benefico TINA e nuova frontiera della “democrazia” orwelliana: perdonate l’ossimoro), almeno, dicevamo, questa stampa non aggira gli ostacoli e riferisce con una certa qual maggior precisione e ampiezza di fonti il quadro della…realtà (realtà, appunto, e non “sogno”, quello che, invece, viene propagato in Italia dai media €uro-liofilizzanti).

4. Difatti, in Italia, nonostante la realtà e l’evoluzione drammatica della situazione politica interna alla UE, siamo, nei media-talk, sostanzialmente fermi a questo: «Il nazionalismo è guerra. Sarebbe un grave errore tornare ai confini nazionali» afferma Hollande nel suo discorso all’Europarlamento- “Innalzare i muri non ci difenderà” Invece le cose sono andate un “pochino” avanti e non nel senso cristallizzato dalla informazione €uro-internazionalista italiana: RIFORME (IMMIGRAZIONIST€), CRISI DI VOCAZION€ E FOLGORAZIONI IMPROVVIS€ SULLA GERMANIA PORTOGALLO, POLONIA (Atene è “pacificata”?): IL “TRIONFO” DELL’€UROPA DEL FOGNO. O NO?

5. Appunto a conferma di questa maggior connessione con la realtà della stampa anglosassone (e scusate la lunga premessa che mi pareva una “carrellata” necessaria “about the Big Picture”), vi riporto il succo di un articolo di Paul Taylor, corrispondente della Reuters, apparso sul (per me consueto) International New York Times (pag.17). Appena uscito il 27 ottobre ci riassume il quadro delle “reali” posizioni europee. O “europeiste”, fate voi: rimane comunque uno spettacolo tragicomico. Il titolo è “L’immigrazione infrange l’unità dell’Europa“. Nel passaggio cruciale dell’articolo, Taylor sintetizza le controversie insorte all’interno dell’Unione, specialmente con riguardo alla posizione che vanno assumendo i “paesi dell’Est“, non solo la (mediaticamente) odiatissima (in Italia) Ungheria di Orban, ma anche Polonia e Slovenia e via dicendo (v.links più sopra):

I governi dell’Europa centrale e orientale stanno resistendo alle richieste di Berlino e Bruxelles sull’accettazione obbligatoria di quote di rifugiati”.

Commento: ma già l’accertamento della qualità di rifugiato, stante anche il prevedibile boom del traffico di documenti falsificati, pone dei problemi non indifferenti e amplifica inevitabilmente, – ed è questo il clou della materia del contendere- il problema della “accoglienza” indiscriminata di immigrati economici, indistinguibili, ex ante, dai rifugiati.

6. Ma è quello che successivamente aggiunge Taylor che dovrebbe far riflettere (se fosse almeno oggetto di adeguato risalto nell’informazione. In Italia):

La crisi ha anche aperto fratture tra le istituzioni europee, con la Commissione europea condotta da Claude Juncker che tratta il problema come una sfida “umanitaria” di lungo termine per integrare i rifugiati nella società europea. In contrasto, Tusk, presidente dello European Council, già primo ministro polacco, che presiede i summit europei, definisce l’ondata di migranti una “minaccia” da fermare all’origine o da “contenere”, specificamente pagando la Turchia per trattenere sul suo territorio i rifugiati“.

Quello che volevo far notare è che le parole di Juncker vanno meglio esplicitate: sempre e in ogni caso. Perchè non bisogna dimenticare che il buon Claude è l’autore di questa illuminante esplicitazione dello stile di governo €uropeo: “prendiamo una decisione e la mettiamo sul tavolo, aspettando di vedere quali reazioni susciterà; se non vi sono resistenze perchè nessuno ci ha capito nulla, andiamo avanti fino al punto di non ritorno…”. http://www.ilnord.it/imgbank/05/9/D/ar_image_2521_l.jpg

7. Dunque una dichiarazione di Juncker come presidente della Commissione va necessariamente “espansa” e resa comprensibile nel suo senso autentico e sostanziale. Nel caso, non lo faremo noi stessi. Cosa significhi “una sfida umanitaria di lungo termine”, ce lo dice nel prosieguo lo stesso articolo di Taylor. E per bocca del socialista Frans Timmermans; non uno qualunque, ma un “grande” europeista (primo vice-presidente della Commissione UE e attualmente commissario europeo per le Relazioni Interistituzionali e l’Amministrazione. Dice Timmermans, dunque molto ufficialmente circa la posizione della Commissione:

La cosa peggiore che potremmo fare è presentare alla gente un quadro in cui se noi adottiamo queste misure (cioè di tutela delle frontiere e anche di accordi con la Turchia), il problema cesserà. Invece, rimarrà con noi PER UNA GENERAZIONE”.

8. Capite bene. allora, cosa ci stanno dicendo apertamente, una volta assunto il paradigma ermeneutico di Juncker (cioè: “non vi faremo capire un tubo fino a che non saremo arrivati al “punto di non ritorno” che significa, anche: “facciamo come ce pare, tanto pagate voi e neppure ve ne accorgerete…”): – nel tempo di una “generazione”, tendenzialmente 25 anni, il fenomeno proseguirà: noi (ESSI) escludiamo in partenza che abbia a che fare “solo” con la Siria e con le evidenti cause (a radice occidentale, innegabilmente) di quella crisi, come pure di quella, per dire afghana: non risolverà, perchè NOI NON RITENIAMO FIN DA ORA CHE POSSA ESSERE COSI’, fare accordi con la Turchia e neppure trovare i fondi, molto ipotetici, per strutture di accoglienza necessariamente sempre più faraoniche (dati i numeri che in questa visione inevitabilmente si implicano), ed infine neppure sviluppare, forse, non si sa con quali risorse (siamo in €uropa!) politiche di “aiuto” economico, e di logistica per l’esame delle istanze dei “rifugiati” sui territori extra-UE, là dove di verificano le tensioni, economiche e demografiche. – La migrazione proseguirà, dunque, e sarà per circa 25 anni ai ritmi attuali: quali che siano le crisi delle altre aree del mondo, che, dunque, per misteriose ma incontestabili stime, proseguiranno, esattamente come proseguirà la crisi demografica dell’area UEM, di cui nessuno si cura di correggere le cause. L’€uropa deve rassegnarsi. Se nei primi nove mesi del 2015 l’UE, come ci dice il “Frontex”, ha accolto 710.00 migranti, cioè, in proiezione di tendenza, circa un milione all’anno, oliando – con la dovuta rassegnazione, la stessa rassegnazione connessa all’esistenza dell’euro e al conseguente smantellamento del welfare in €uropa- e perfezionando il meccanismo a cui ci dobbiamo assuefare, si arriva a 25 o 30, milioni, o anche più. Non poniamo limiti alle “crisi”, alla Provvidenza e alla..assuefazione: in fondo ci andrebbe pure bene. Le Nazioni Unite “auspicano”, solo per l’Italia, un afflusso tra i 35 e i 119 milioni di migranti da qui al 2050.

9. Non so a voi, ma a me pare che questa sia l’esplicita “dichiarazione” che è scattata la fase operativa del Piano Kalergy. E in fondo, l’abbiamo sempre saputo. Solo che ora ce lo dicono apertamente, senza reticenze, seppure “alla Juncker-Timmermans“: in coerenza, peraltro, con l’alta considerazione in cui l’€uropa tiene Kalergy e, di conseguenza, i “popoli” europei…
http://www.centrosangiorgio.com/occultismo/mondialismo/immagini/herman_van_rompuy.jpg

Fonte: http://orizzonte48.blogspot.it

Link: http://orizzonte48.blogspot.it/2015/10/la-commissione-ue-e-il-piano-kalergy.html

30.10.2015

Pubblicato da Davide

  • Hamelin

    Hanno ragione loro alla fine .
    Tanto la gente non capisce una mazza di quello che gli capita intorno .
    Proprio come quando stava per crollare l’Impero Romano tutti se ne fregano e pansano che i barbari alle porte non siano un problema anzi che bisogna accogliergli e "integrarli" senza capire che non è possibile far convivere la pecora con il lupo o il leone con la gazzella  .
    I popoli Europei sono morti poichè il loro spirito , la loro mente e la loro cultura sono morti .
    L’ultimo step sarà la morte del loro simulacro fisico che presto seguirà .
    Gli effetti dello Youth Bulge Africano saranno devastanti soprattutto perchè la matrice Islamica accentuerà la violenza della loro imposizione e dominazione .

  • Toussaint

    A seguire la
    traduzione in italiano dell’articolo di Ambrose Evans-Pritchard citato in
    premessa


    GLI
    EURO-FEDERALISTI FINANZIATI DALLE SPIE AMERICANE

    Ambrose Evans-Pritchard – Bruxelles, 19 Settembre 2000

    Documenti
    declassificati del governo americano provano che, negli anni ’50 e ’60, l’intelligence
    degli Stati Uniti condusse una campagna in Europa volta a creare dinamiche
    favorevoli alla sua unione. Ha finanziato e diretto il ‘Movimento Federalista Europeo’.

    I
    documenti confermano i sospetti che emersero all’epoca. Ovvero che l’America
    stava lavorando aggressivamente, dietro le quinte, per spingere la Gran
    Bretagna all’interno di uno ‘stato europeo’.

    Un
    memorandum datato 26 Luglio 1950 forniva istruzioni per dar vita ad una campagna
    volta a promuovere l’istituzione di un Parlamento Europeo operativo a tutti gli
    effetti. Era firmato dal Gen. William J. Donovan, responsabile dello ‘American
    Wartime Office of Strategic Services’, precursore della CIA.

    I
    documenti sono stati trovati da Joshua Paul, un ricercatore della ‘Georgetown
    University’ di Washington. Essi comprendono i files rilasciati dallo ‘US
    National Archives’.

    Il
    principale strumento di Washington per la definizione dell’agenda europea fu l’‘American
    Committee for a United Europe’[ACUE], creato nel 1948. Presidente fu nominato il
    Gen. Donovan che all’epoca era nient’altro, all’apparenza, che un avvocato privato.

    Vicepresidente
    fu nominato Allen Dulles, poi Direttore della CIA [1953-1961]. Il board
    comprendeva anche Walter Bedell Smith – il primo Direttore della CIA – ed una
    serie di personaggi ex-OSS e di funzionari che si muovevano a vario titolo dentro
    e fuori dalla CIA.

    I
    documenti dimostrano che l’ACUE finanziava il ‘Movimento Europeo’, la più
    importante organizzazione federalista negli anni del dopoguerra. Nel 1958, ad
    esempio, fornì il 53,5pc dei fondi del Movimento.

    La
    ‘European Youth Campaign’, un braccio del ‘Movimento Europeo’, era interamente finanziata
    e controllata da Washington. Il Direttore belga, il barone Boel, riceveva pagamenti
    mensili in un conto speciale. Quando il responsabile del ‘Movimento Europeo’
    Joseph Retinger [un politico cattolico di origine polacca] cercò di raccogliere
    fondi in Europa, fu subito rimproverato, imbrigliato com’era dal controllo
    americano.

    Tutti
    i leaders del ‘Movimento Europeo’ – Retinger, il visionario Robert Schuman e
    l’ex Primo Ministro belga Paul-Henri Spaak – avevano le mani legate dal loro
    sponsor americano. Il ruolo degli Stati Uniti fu gestito alla stregua di
    un’operazione segreta. I finanziamenti dell’ACUE provenivano dalle fondazioni
    Ford e Rockefeller, ma anche dai gruppi d’affari in stretti legami con il
    governo degli Stati Uniti.

    Il
    capo della ‘Fondazione Ford’, l’ex ufficiale dell’OSS Paul Hoffman, nelle sue
    funzioni di responsabile dell’ACUE li raddoppiò, alla fine degli anni ‘50. Ma anche
    il ‘Dipartimento di Stato’ americano ha svolto un suo ruolo.

    Una
    nota della sezione europea, datata 11 Giugno 1965, consigliava al
    Vicepresidente della ‘Comunità Economica Europea’, Robert Marjolin, di
    perseguire in modo segreto la formazione di un’Unione Monetaria.

    La
    nota raccomandava di sopprimere il dibattito fino al momento in cui ‘l’adozione
    di tali proposte fosse diventata praticamente inevitabile’.

    Original Link: http://www.telegraph.co.uk/news/worldnews/europe/1356047/Euro-federalists-financed-by-US-spy-chiefs.html [www.telegraph.co.uk]

     

  • giannis

    Esattamente

  • venezia63jr

    Ma saranno esisititi mai questi europei? ricordatevi che i pochi conducono i molti.
    I romani erano pochi ma agguerriti, strada facendo hanno radunato gli scontenti.
    Se la storia si ripete, dobbiamo capire chi ci trascinera’ sulla strada di una probabile indipendenza.

  • spadaccinonero

    @Hamelin

    bisognerebbe chiedersi perché la gente non si rende conto della realtà che la circonda, ci sono varie ragioni ma principalmente una (secondo me) :
    stanno ancora troppo bene…
    è difficile da dire, soprattutto in un periodo dove gli ITALIANI rovistano tra i bidoni (io ne conosco un po), ma è così, purtroppo i soldi e i privilegi sono sparsi come le macchie del leopardo
    ci hanno fregati, fanno politiche di lungo anzi lunghissimo respiro (30 anni) mentre noi è già tanto se guardiamo a oggi…
    saluti