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JE SUIS KALASHINKOV. I DELITTI POLITICI IN UNA KIEV SEMPE PIU' NAZISTA

DI PINO CABRAS

megachip.globalist.it

Europa, abbiamo un problema. Tre dissidenti uccisi in casa negli ultimi giorni, in aggiunta a una lista sempre più lunga. Ucraina, cuore nero dell’Europa

In Ucraina i nazisti danno una caccia spietata e assassina agli oppositori più eminenti, con un una cadenza sempre più intensa. Appena nelle ultime 72 ore sono tre le personalità uccise in agguati ben organizzati, vere esecuzioni, con un messaggio inequivocabile: vi ammazziamo casa per casa.

Nomi pesanti: Oles Buzina, un giornalista molto noto, assai efficace in televisione, ucciso davanti a casa dopo mesi di minacce; Oleg Kalashnikov, un ex deputato, freddato sull’uscio; Sergej Sukhobok, un altro operatore dell’informazione che gestiva un sito e un giornale indipendenti. Tutti personaggi troppo fastidiosi per il regime di Kiev nel suo momento più delicato.

Il giornalismo occidentale non si è ancora accorto che siamo di fronte a una svolta politica drammatica. Il blocco di potere ucraino vuole risolvere le sue enormi difficoltà eliminando fisicamente le voci contrarie perché troppo pericolose in questa fase. Il regime non vuole permettersi nessun contropotere che gli possa far pagare il prezzo dei suoi gravi insuccessi militari e finanziari, né vuole che maturino vie alternative alla crisi permanente delle istituzioni ucraine. Ha in mano uno Stato indebolito, predato da appetiti locali, atlantici e polacchi, incapace di chiudere il cerchio della divisione etnica che esso stesso ha fomentato, privo di risorse che assicurino un futuro credibile a una qualsiasi azione di governo, già nei prossimi mesi.

In questo quadro esplode del tutto apertamente il nazismo, cioè quel che le istituzioni europee, i governi, il giornalismo occidentale, la maggior parte dei politici e degli intellettuali, tappandosi occhi e orecchie e forse anche il naso, non avevano voluto percepire come elemento costitutivo dell’indigesto pasticcio ucraino. Oggi non ci sono più scuse, nel momento che i dirigenti ucraini fanno a gara per esprimere dichiarazioni di giubilo e commenti del tipo “se lo è meritato” (come riferisce oggi la Repubblica a pag. 19).

Eppure i segnali c’erano tutti, sin dal momento in cui le proteste di Euromajdan sono state totalmente egemonizzate in funzione di un colpo di Stato che ha rovesciato un governo regolarmente eletto, mentre alla guida degli apparati repressivi si insediavano esponenti di partiti nazisti. Le testate occidentali minimizzavano: “i nazisti-nazisti prendono pochi voti”, dicevano. E a molti ciò sembrava una garanzia sufficiente. Non avevano voluto capire che quella minoranza determinata era l’ingrediente fondamentale del nuovo regime: nella polizia, nei servizi segreti, negli unici reparti delle forze armate non soggetti a diserzioni di massa e pertanto lasciati liberi di compiere massacri e crimini di guerra, da Odessa al Donbass, sotto l’occhio benevolo degli addestratori NATO.

Tutta l’ideologia ufficiale del nuovo regime è stata conformata a una dose crescente di valori e metodi nazisti, in modo inesorabile, con la copertura decisiva degli USA e l’acquiescenza codarda degli europei.

Non è un caso che ora gli assassini nazisti lavorino di più. Si sta infatti avvicinando il 70° anniversario della sconfitta del nazismo durante la Seconda guerra mondiale, e le solenni celebrazioni previste avrebbero messo comunque a nudo la loro natura. In una situazione normale non ci sarebbe posto per i nazisti e nessuna narrazione potrebbe assegnare loro un ruolo compatibile con l’Europa post-1945.

Perciò hanno dapprima forzato ogni forma di revisionismo storico ufficiale, elevando le castronerie nazistoidi a nuova verità di Stato (il premier Yatsenyuk dichiara alla tv tedesca che «l’Unione Sovietica invase Ucraina e Germania durante la seconda guerra mondiale. Dobbiamo evitare che si ripeta»), poi hanno inserito il revisionismo come premessa della nuova legislazione che mette fuori legge il partito comunista, infine hanno moltiplicato le relazioni incrociate con il nuovo “cuore nero” dell’Europa, che batte sul Baltico, dove si cumulano i revanscismi e le ambizioni territoriali della Polonia, le sfilate di nazisti in Estonia e Lettonia, l’espansione delle attività permanenti della NATO a un passo dalla Russia e fin dentro l’Ucraina stessa.

Si tratta di una miscela politica pericolosissima – pronta a espandersi in un territorio vasto e composito in seno all’Europa – e inevitabilmente portata a generare fortissime opposizioni e profonde revisioni della postura nucleare di Mosca. A Kiev non basta più la sfilza di strani suicidi e incidenti che hanno eliminato dalla scena sette politici di opposizione solo da gennaio in qua, cui si aggiungono almeno altri otto dissidenti eliminati. Non basta più uccidere tanti giornalisti, chiudere canali televisivi, ritirare in massa gli accrediti giornalistici ai “filo-russi”.

Ora si gioca a carte più scoperte, si uccide con un messaggio. I giornalisti sono nel mirino, proprio nel momento in cui i nazisti stanno migliorando le loro carriere, ormai azionisti di riferimento di quella nuova forma di Europa non più antinazista tanto cara alla sottosegretaria USA Victoria Nuland. Nessun quotidiano italiano oggi racconta questa mattanza in prima pagina, e questo “sopire e troncare” ci consente di misurare il diverso peso che invece fu dato alle pallottole che colpirono la redazione di Charlie Hebdo a Parigi e l’agnello sacrificale Boris Nemtsov a Mosca.

Lo scandalo trova posto solo a pagina 19, dove finalmente riescono a disgustarsi per le dichiarazioni di Anton Gerashenko, consigliere del ministro dell’interno ucraino, che sul suo sito fa scrivere di Buzina: «bersaglio annichilito». Lo stesso sito che tre giorni fa pubblicava una lista di proscrizione con gli indirizzi dei dissidenti, compresi gli ultimi tre “bersagli annichiliti”, incluso Oleg Kalashnikov.

Certo, suonerebbe strano dire “Je suis Kalashnikov”. Ma suona strano anche dire soltanto “Je suis Charlie”, o “Je suis Nemtsov”, e fermarsi lì, dove in troppi si fermano. Tra l’altro, nella mattanza di Kiev, i delitti politici sono molto più leggibili, abbastanza da togliere alibi a quei larghi settori delle élites occidentali che si sono fin qui schierate (tranne significative e lodevoli eccezioni, specie in Germania) con il buco nero neonazista di Kiev.

Pino Cabras

Fonte: http://megachip.globalist.it

Link: http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=118505&typeb=0&Je-suis-Kalashnikov-I-delitti-politici-in-una-Kiev-sempre-piu-nazista

17.04.2015

Pubblicato da Davide

  • alfercap

    Grazie a tutti coloro i quali continuano a fare informazione onesta su
    Ukraina. Usa e loro lacchè/alleati  stanno portando morte e
    distruzione in  questo Paese e in tante altre regioni del mondo.  Che
    posssano esplodergli in mano gli arsenali e le sante barbare.

  • bstrnt

    Questa è la fetida Europa che ci hanno preparato con la connivenza di frau Merkel e del suo compagno di merende Schauble, due quisling degli USA che assieme ad altri quisling di minor importanza stanno portando le lancette del continente agli anni 30.

  • Neriana

    Il Nazismo qualche cosa di buono lo aveva, per esempio avere creato ricchezza in Germania con un monetaslegata dall’oro che ha permesso di uscire dal pantano di Weimar che stava  affamando mortalmente tutti i tedeschi. Aveva anche una visione romantica ed ecologista della vita in cui la Natura tornava al centro. Precursori del Nazismo sono i pittori romantici tedeschi. In Ukraina mi sembra che va in scena semplicemente una banda di criminali che si sono appropriati di simboli Nazisti a scopo populista e la morte di giornalisti è parallela all’arrivo dei soldati USA per addestrare altri criminali in chiave russofoba. 

    Il vero movimento Nazista fu stoppato da Hitler che se ne impossesso’ per distruggerlo, aiutato dalle massonerie internazionali. La strage di giornalisti l’abbiamo già vista in Iraq…e certo non per mano irachena….e qui sembra un po’ un’altra nulandata.
  • Neriana

    beh, Frau Merkel aveva il compito di fare fuori gerard schroderer troppo filo russo, e con l’intendo di avere rapporti mutuali con la Russia. La figlia del pastore deve molto ai suoi sponsor, piu che ai tedeschi.

  • Ariana

    La lista degli uccisi non è finta- quella stessa sera dopo Oles Buzina è stata uccisa la giornalista Olga Moroz

  • Cataldo

    Di giornalisti in Ucraina ne hanno ammazzato ad oggi qualche dozzina, qui in Italia sarebbe impossibile, data l’estinzione della specie.

    Non dovrei più sorprendermi delle nefandezze mediatiche, eppure non si può fare l’abitudine, per dirne una questi ennesimi martiri non trovano oggi un trafiletto nemmeno negli esteri del sito di Repubblica, che ha  riportato una tantum solo lo sdegno di Putin, è iniziato a tutta forza il processo di desertificazione ulteriore delle fonti previsto come propedeutico per gli sviluppi futuri della guerra in corso.

  • rossland

    Il nazismo ucraino è forse solo la punta più evidente di un nazismo che imperversa strisciante in tutta Europa (ma forse ovunque nel mondo usamericano).
    In Italia, per dire, è stata approvata qualche giorno fa la nuova legge anti-terrorismo.
    Letti a spanne alcuni dettagli, a me pare che non sia molto lontana (come incidenza sulla limitazione delle libertà individuali e come incitamento alla delazione, al sospetto di per sé incriminante, etc) dalle leggi razziali, il clima è simile a quel che le precedettero e siamo vicinissimi a quel che ne seguì.
    Come allora, silenzio tombale: non ho letto un solo commento a questa legge, in giro per la rete.
    Grazie quindi a giornalisti come Pino Cabras, come Giulietto Chiesa (e molti altri meno noti ma presenti in rete, anche qui su CdC) che osano mettere il dito in questa piaga che si fa ogni giorno più purulenta e mefitica.
    Altro che antifascismo e Bella Ciao cantato a pappagallo e minestroni riscaldati sulla Resistenza…
    http://www.studiocataldi.it/news_giuridiche_asp/news_giuridica_18115.asp#.VS6UtXmaWZA.twitter

  • adriano_53

    Che dice la Mogherini?