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JACK LONDON E LA NOSTRA OLIGARCHIA MONDIALE

DI NICOLAS BONNAL

dedefensa.org

La forza motrice degli oligarchi é la loro convinzione di fare bene.

L’Occidente è diretto da oligarchi umanitari e pericolosi. Vediamo perché.

La FED è stata creata da un po’ più di 100 anni; le élite ostili si scatenano un anno dopo la prima guerra mondiale; essi hanno voluto creare un nuovo ordine mondiale, dopo la fine di questa guerra, con le proposte di Wilson e di Mandel House. A quell’epoca anche Rathenau parlava dei 300 che dirigono il mondo; e Chesterton ( “L’uomo che fu giovedì”) o Jack London denunciarono quella oligarchia anonima e vagabonda di spiriti tanto brillanti e diversi. Parleremo di Jack London, che riscopriamo con gioia.

Dentro “II tallone di ferro” London descrive questa terribile oligarchia che malmena il popolo proletario americano, regolarmente sostituito allorquando scendeva in sciopero, da arrivi di migranti dall’Est e dal Sud dell’Europa. Marx aveva già denunciato l’immigrazione come piaga sociale tra il Belgio e la Francia. All’epoca di Jack London, Madison Grant pronostica nel suo “tramonto di una grande stirpe” la fine del popolo americano (ricorda che l’immigrazione fa diminuire la natalità dei nativi). Edward Allsworth Ross, il più grande sociologo dell’epoca, dice lo stesso lo stesso nel suo “Changing world”, mai tradotto in francese. Poco a poco sarà proibito evocare il tema dell’immigrazione a rischio di essere imputati di fascismo, nazismo, xenofobia, eccetera fino quasi a Trump, ( leggete Peter Brimelow, leggete anche …il cugino di Paul Auster).

Vediamo ora l’oligarchia di Jack London, così vicina alla nostra. Ne “Il tallone di ferro” dunque parla, come un libertario, dello Stato corporativo confiscato ed infiltrato dalle grandi società e dall’elite:” gli oligarchi erano riusciti ad inventare una macchina governativa tanto complicata come ampia ma che funzionava, a dispetto di tutti i nostri sforzi per ostacolarla e sabotarla.”

Poi London aggiunge che noi siamo comprati o abbrutiti da queste stesse elite. C’è chi viene comprato per tre lenticchie: il BoBo [Bobo – Bourgeois bohemien -Persona informale, liberale di elevata cultura che combina uno stile di vita borghese benestante con valori e atteggiamenti non conformisti -N.d.T.], e chi viene lasciato crepare: il proletario.

” Avevano cibo migliore, meno ore di lavoro quotidiano, più vacanze, una scelta più varia di piaceri e di distrazioni intellettuali. Quanto ai loro fratelli e sorelle meno fortunati i lavoratori più sfavoriti, il popolo dell’abisso sovraccarico di lavoro, non se ne occupavano per nulla al mondo. Un’era di egoismo si annunciava all’umanità.

L’egoismo è importante ed è secondo me un concetto più forte dell’ individualismo di cui si nutrono i teorici attuali dell’anti-mondializzazione alla nostra epoca dannata io mi considero per esempio come un individualista e non come un egoista.

London sottolinea poi il progresso dell’oligarchia ( come diceva Baudrillard il capitalismo si muove più in fretta delle sue opposizioni).

“L’Oligarchia stessa si sviluppa in un modo degno di nota e bisogna confessarlo inatteso. In quanto classe si dà una disciplina. Ciascuno dei suoi membri ha avuto il suo compito assegnato nel mondo ed è stato obbligato a compierlo. Non ci sono più stati dei giovani ricchi oziosi. La loro forza era impiegata per consolidare quella dell’Oligarchia

Io ti mando a fare i tuoi studi a Sydney, il tuo Master in Business administration a Berkeley… i tuoi compiti umanitari ad Haiti o in Ruanda…

Eccolo, il colpo di genio di Jack London. Egli intuisce che le nostre Elite sono pericolose perché sono gentili e umanitarie, hanno uno spirito missionario e messianico. Sono dunque nello stesso stato d’animo del Fuhrer che voleva vietare il tabacco alle donne, limitare la velocità delle automobili, liberare i Sudeti dove avrebbe creato l’uomo nuovo. Nella sua Ozymandia, il libertario Schaffer Butler indica che i suoi studenti sono dei nazisti gentili senza esserne consapevoli ( vegetariani, ecologici, zoofili, antitabacco, controllori di tutto, eccetera).

Jack London scrive:

“Sì credevano i salvatori del genere umano e si consideravano come dei lavoratori eroici che si sacrificavano per il suo massimo bene .”

Insostituibili, queste élite non riescono neanche lontanamente immaginare di essere sostituibili. La crescita artificiale delle borse e delle burocrazie mondiali li favorisce.

” Erano convinti che la loro classe sociale fosse l’unico sostegno della civiltà e persuasi che se avessero mollato un minuto, il mostro li avrebbe inghiottiti nella sua pancia cavernosa e viscida con tutto ciò che c’è di bello e di buono, con le gioie e le meraviglie del mondo. Senza di loro, l’anarchia regnerebbe e l’umanità ricadrebbe della notte primordiale dalla quale ha avuto tante difficoltà a emergere.”

Il popolo è dunque detestato perché non capisce nulla. Merkel, Junker Sutherland non smettono di insultarci a proposito dell’immigrazione. e ci accusano di inventare ciò che temiamo. Presto: la camicia di forza.

Questo viene dalla penna geniale di Jack London il cui libro ha ispirato Metropolis di Fritz Lang:

“Quella era la bestia che bisognava calpestare coi piedi , e la sua distruzione costituiva il dovere supremo dell’aristocrazia. Insomma solo loro con i loro sforzi, con il loro continuo sacrificio, si frapponevano tra la debole umanità e il mostro vorace; lo credevano fermamente, ne erano sicuri.”

Queste righe fanno fanno pensare a quelle di Nietzsche nel “Crepuscolo degli dei “ : il nostro pensatore ribelle descrive la Chiesa come un serraglio destinato ad ammaestrare i i barbari. Noi siamo tornati a questi eccessi. Le fondazioni ed i programmi finanziati dalle fondazioni di Clinton- Soros-Bill Gates devono rieducarci e metterci al passo con le loro leggi.

London torna sulla pericolosa filosofia di queste Elite che si sono autoproclamate tali:

“L’amore del bene il desiderio del bene, il malcontento per ciò che non è affatto bene, in una parola il condursi bene, ecco il fattore primordiale della religione. Esi può dire altrettanto dell’Oligarchia.

Poi puntualizza con questa frase superba:

“La grande forza motrice degli oligarchi è la loro convinzione di fare bene.”

E così abbiamo le sanzioni anti russe, i milioni di rifugiati, i terroristi, le guerre, le pensioni a 70 anni, il salafismo dovunque, questo immondo debito, e non dimentichiamo il rifiuto delle elezioni e della libertà quotidiana.

London a priori si fa poche illusioni sul popolo:

” D’altra parte, la grande massa disperata del popolo dell’abisso, sprofondava in un abbruttimento apatico e soddisfatto della sua miseria.”

E annuncia che le rivolte possono essere provocate, annegate nel sangue o rinvigorite. Avviso per Zerohedge.

In un altro libro otimo,”Il popolo dell’abisso”, Jack London descrive -siamo nel 1902- la catastrofica situazione delle classi povere o “indigenti” in Inghilterra, da sempre portata ad esempio dai nostri grandi liberali (anche Tocqueville era inorridito dal modello inglese e dal “labirinto infetto” di Manchester, citerò in basso le pagine). Poi si abbandona ad un elogio originale del feudalismo:

” Nel tempo antico, i grandi cavalieri biondi che cavalcavano all’avanguardia nelle battaglie, facevano perlomeno vedere la loro grandezza tagliando in due gli uomini dalla testa alla spina dorsale. A conti fatti vi era ben più nobiltà nell’ uccidere un nemico vero con un colpo di spada ben assestato, che nel ridurre allo stato bestiale lui e i suoi discendenti con una manipolazione abile e implacabile fatta con gli ingranaggi dell’industria e della politica.”

London città poi la macchina politica, come il grande Ostrogorsky all’epoca (uno studioso russo che fu inviato dallo zar per studiare la corruzione del sistema politico negli Stati Uniti, il meccanismo, i boss, e tutto il resto). Poi richiama il necessario alcolismo, che sgomenterà anche Louis-Ferdinand Céline, che nelle sue Bagatelle consacra ben 30 pagine all’alcol:

” La classe operaia inglese è letteralmente annegata nei mezzi litri di birra. Questo la istupidisce, l’abbrutisce, e diminuisce considerevolmente la sua efficacia – l’operaio inglese non ha più quello spirito di replica, quella immaginazione e quei riflessi rapidi che caratterizzavano la sua razza.”

Infine London ricorda che l’oligarchia deve governare con la paura; la nostra utilizza il terrorismo, il debito, la disoccupazione, il riscaldamento globale, varie forme di razzismo, perché va bene tutto. Scrive:

” C’è poi anche questa incertezza sul benessere, questa precarietà dell’esistenza e questa paura nei confronti del’avvenire- ed ecco i fattori potentissìmi che portano la gente a bere.”

Concluderei ancora e sempre con Tocqueville perché è uno dei grandi geni dell’umanitàche ha già tutto previsto. Egli scrive nel volume II della sua “Democrazia” a proposito degli oligarchi

“Penso che tutto considerato l’aristocrazia manifatturiera che noi vediamo crescere sotto i nostri occhi è una delle più dure che siano mai comparse sulla terra; ma è anche nello stesso tempo una delle più limitate e delle meno pericolose. Comunque è da questa parte che gli amici della democrazia devono sempre volgere lo sguardo con inquietudine; perché semmai la diseguaglianza permanente delle condizioni e l’aristocrazia penetreranno nuovamente nel mondo, possiamo prevedere che rientreranno da quella porta”.

Infine Tocqueville spiega perché questa classe “industriale” non esiterà a sostituirci, o a eliminarci, liquefarci ( Il gatto con gli stivali di Perrault ne è una prefigurazione):
“L’aristocrazia che fonda un’ impresa non si pone quasi mai al centro della popolazione industriale che dirige; il suo scopo non è affatto di governarla ma di servirsene“.

Sorge il sospetto che sì impari a gettare i popoli dopo averli usati. Non stupitevi della frattura fra il popolo e le élite, preoccupatevi del vostro destino. Ma sembra che da lungo tempo mai vi sia stata una opinione pubblica più motivata della nostra contro i suoi leader.

Nicolas Bonnal

Fonte: www.dedefensa.org

Link: http://www.dedefensa.org/article/jack-london-et-notre-oligarchie-mondiale

25.08.2016

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di GIAKKI49

 

Bibliografia

Jack London – Le talon de fer ; le peuple de l’abîme (ebooksgratuits.com).

(ita) Il tallone di ferro – LaFeltrinelli

Tocqueville – Œuvres complètes, Paris, 1866, tome VII, pp.366-370 (archive.org) ; De la démocratie, II, Deuxième partie, chapitre vingt.

G. K. Chesterton – L’uomo che fu giovedi – Bompiani

E. A. Ross – A changing America.

Pubblicato da Davide

  • PinoRossi

    Splendido articolo. La definizione degli operai inglesi è perfetta, e oggi si addice moltissimo a tutti i lavoratori inglesi, anche quelli di alto livello.

  • donjuan

    Ottimo articolo! tra l’altro adoro London,

    leggete "Il vagabondo delle stelle"

  • Primadellesabbie

    Non é l’unico caso che porta ad osservare che "avevano già capito tutto".

    Poi, però le cose sono andate come se queste analisi e premonizioni non fossero esistite.
    L’abilità e l’efficacia con cui vengono additate, etichettate e rese sterili le idee passibili di interferire nel dominio dei pastori sulle greggi, hanno raggiunto oramai degli automatismi sbalorditivi, che si possono constatare quotidianamente.