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ISRAELE, I MEDIA E L’ANATOMIA DI UNA SOCIETA’ MALATA


DI ERIC DRAITSER

informationclearinghouse.info

Il video (vedi nell’articolo) che mostra il tredicenne palestinese Ahmed Manasrah morire dissanguato a terra, in un quartiere di Gerusalemme Est, è stato descritto come “scioccante”, “disturbante” e “doloroso da guardare”. L’abuso verbale e gli insulti degli israeliani che guardano il ragazzino contorcersi agonizzante sono stati variamente etichettati come “senza cuore”, “crudeli”… e lo sono davvero. Nel video, divenuto virale sui social media, si possono sentire gli spettatori gridare Muori figlio di puttana. Muori! Muori!

Se da un lato si è parlato tanto a proposito di questo video e di altri incidenti simili che comprendono esecuzioni extragiudiziali di giovani palestinesi accusati di aver pugnalato israeliani (la veridicità di alcune di queste accuse è ancora da dimostrare), dall’altro ci sono state poche riflessioni sulle implicazioni sociologiche. Nello specifico è diventato un tabù domandarsi che tipo di conclusioni ideologiche e psicologiche possano essere tirate sulla società israeliana, una società dove questi comportamenti non sono un’ eccezione; dove, più che essere un’anomalia, sono indicativi di un’attitudine significativa, se non addirittura prevalente. Un trattamento così innegabilmente barbarico non è semplice odio e non può essere spiegato o giustificato… ma è esattamente quello che fanno i mass media.

È sufficiente dire che ci sono molti analisti politici, attivisti e altre figure restii a condannare apertamente la società israeliana o il comportamento dei loro membri. Hanno, a buon ragione, paura di essere etichettati come anti-semiti, terrorizzati dal vedere i loro argomenti manipolati e presentati come colmi di odio e razziali, invece di poter contare su un dialogo aperto e un esame critico. Sebbene simili accuse siano a volte giustificate, come nel caso dei bigotti fascisti e neo-nazi per cui “Ebreo” è sinonimo di “Male”, più spesso si tratta di manipolazioni ingannevoli e coscienti create ad-hoc per proteggere la società israeliana dalle critiche che così palesemente merita.

Ma coloro il cui interesse è la giustizia e l’onestà intellettuale non possono restare in silenzio, non possono permettersi di diventare vittime di un’ auto-censura indotta dalla paura. Perché zittire le critiche contro Israele vuol dire di fatto fallire nel difendere adeguatamente una popolazione oppressa; vuol dire abdicare dalla responsabilità di alzarsi contro l’ingiustizia, la brutalità del colonialismo e l’inumanità del Sionismo contemporaneo. Allo stesso tempo vuol dire abbandonare il dovere di decostruire le narrative dominanti nell’interesse dalla giustizia sociale, sfidare la propaganda dei mass media la cui funzione primaria è quella di fare da scudo al potere contro la scomoda luce della critica. Io non posso, e non starò, zitto.

La propaganda dei Media e il pericolo della falsa equivalenza

Leggendo il New York Times, il Washington Post e altri maggiori organi di stampa notoriamente liberali, uno potrebbe essere giustificato nel pensare che la natura del conflitto israelo-palestinese è “occhio per occhio, dente per dente”, che sia il prodotto di una relazione causa-effetto-controeffetto. Questo è esattamente come viene dipinto il conflitto in quasi tutti i cosiddetti giornali “rispettabili”.

Prendiamo, per esempio, un articolo pubblicato in America nell’autorevole New York Times giusto qualche ora dopo l’incidente, dal titolo Accoltellamenti e ritorsioni mortali si aggiungono alle sfide sulla sicurezza per Israele. Già nel decostruire il titolo, è chiaro dove sta la faziosità e l’inganno; il Times permea il titolo stesso dell’articolo con la presunzione di colpevolezza della parte palestinese. Stando alla logica sintattica della costruzione del titolo sono gli accoltellamenti (presentati per primi) alla base del problema e, quindi, le “ritorsioni mortali” sono soltanto questo, ritorsioni appunto. L’effetto è di giustificare l’omicidio di palestinesi dipingendoli semplicemente come ritorsioni ad un fattore esterno: la violenza contro gli israeliani.

Ma ovviamente, chiunque abbia anche una comprensione approssimativa della questione sa perfettamente che gli accoltellamenti sono di per sé una ritorsione contro gli attacchi dei coloni israeliani e delle forze di sicurezza sui palestinesi, così come sono la conseguenza di una simile brutalità e di un’occupazione infinita, povertà e disparità sociale. La storia del colonialismo è strapiena di esempi di questo tipo.

Tuttavia gli israeliani, e lo stato d’Israele stesso, sono presentati come le vittime. Il titolo incornicia il problema presentandolo come una “sfida sulla sicurezza” per Israele, piuttosto che, ad esempio, un problema colonialistico o una feroce occupazione. Così, prendendoli nel complesso, il titolo e l’articolo di accompagnamento hanno l’effetto cumulativo di trasformare le vittime in responsabili e i responsabili in vittime, invertendo infine la relazione oppressore/oppresso. Questa inversione è assolutamente necessaria per lavare via tutti i crimini di Israele e assolvere dalla colpa lo stato e i suoi fanatici, fascisti di estrema destra.

Perfino il trattamento, a detta loro imparziale, del problema da parte di una testata che si presuppone essere moderatamente liberale come NBC News nasconde una rappresentazione disonesta del conflitto e delle recenti violenze. Nel coprire l’incidente, NBC News ha pubblicato una storia sull’esecuzione di Ahmed Manasrah e i sui seguenti insulti dal titolo Il video virale di Ahmed Manasrah colpito a morte racchiude in sé tutto il conflitto israelo-palestinese. L’articolo si propone di esporre la questione in maniera equa presentando gli eventi che hanno circondato l’atroce uccisione di Ahmed come emblematici dell’intero conflitto. Essenzialmente, NBC News prova qui a presentare le diverse narrative in competizione delle fonti israeliani e palestinesi come prova di un più grande sforzo mirato a conquistare l’opinione pubblica, cerca quindi di convincere i lettori che le attuali accuse e controaccuse sono parte di questo gioco, che la verità è semplicemente insondabile; dopo tutto, se le fonti israeliane dicono “x” e quelle palestinesi dicono “y”, chi potrà mai arrivare alla verità?

Il lettore dell’articolo di NBC viene lasciato con la conclusione, assolutamente disonesta sebbene politicamente molto utile, che entrambi gli schieramenti siano allo stesso modo colpevoli, entrambi degni di essere biasimati, e che il conflitto stesso è al di là di ogni analisi critica. In più, presentando il problema in questa maniera, la testata, NBC in questo caso, viene vista come imparziale, avendo fornito un resoconto in qualche modo bilanciato. In verità, ha semplicemente oscurato la vera natura del conflitto: lo scontro tra un oppressore coloniale e le sue vittime, sbattute fuori e private di tutto sistematicamente da sette decenni.

Ma a parte la falsa equivalenza, nascondendo la verità del problema, NBC News qui rivela inavvertitamente qualcosa di fondamentalmente vero sul conflitto: davvero quest’incidente racchiude in sé l’intero conflitto israelo-palestinese. Anche se non lo intendeva in questo senso, NBC News espone correttamente il fatto che il comportamento degli israeliani di fronte alla telecamera è emblematico dell’intera società israeliana, una società che vede i bambini palestinesi come “cani”, “figli di puttana” che non meritano di respirare, né di vivere.

La patologia del fascismo di Israele

Quello che il video di Ahmed Manasrah ha mostrato chiaramente al mondo è l’inumanità del Sionismo, un’ideologia sulla supremazia ebrea che necessariamente piazza i non-ebrei in una condizione d’inferiorità rispetto a loro, che assegna minor valore alla vita di un non-ebreo. Non è semplicemente l’odio che motiva i disgustosi commenti degli spettatori, è un radicato, intergenerazionale, senso di superiorità razziale che deumanizza i palestinesi e gli arabi in generale.

Questo punto fondamentale è discusso di rado, ma è proprio al centro del conflitto palestinese. Stimando gli arabi al livello di subumani, molti israeliani sono in grado di giustificare, spesso ad un livello inconscio, tutte le forme di brutalità, violenza e oppressione. Bisogna precisare che ci sono alcuni israeliani che combattono contro questa mentalità (Gideon Levy è probabilmente il più illustre e attivo oppositore di quest’ideologia suprematista) ma purtroppo sono sovrastati dal rabbioso barbarismo della destra israeliana (e buona parte del centro, bisogna aggiungere).

Questo fenomeno, che ti porta ad essere marchiato come antisemita così velocemente, è quello che sottostà dietro ad ogni politica di Israele e all’accettazione attiva o passiva di queste da parte del corpo politico. Sebbene il dissanguarsi di Ahmed Manasrah in mezzo ad una valanga d’insulti da parte d’israeliani possa ottenere un breve attimo di sfogo di shock sui sociale media, rimane soltanto un singolo episodio di questa violenza. È davvero così diverso dai bulldozer israeliani che demoliscono innumerevoli case palestinesi? È in qualche modo più barbaro dell’appiccare fuoco alle case palestinesi con i bambini dentro?

Forse sarebbe meglio non scandalizzarsi e arrabbiarsi per il video, ma piuttosto vederlo come la logica conseguenza dell’ideologia fascista e suprematista esposta dai leader dello stato d’Israele. Perché gli israeliani nel video stanno semplicemente seguendo l’esempio di politici come il ministro della giustizia Ayelet Shaked che, all’apice della criminale operazione a Gaza nell’estate 2014, ebbe infelicemente a dire:

La popolazione palestinese ci ha dichiarato guerra e noi dobbiamo rispondere con la guerra. Non con una singola operazione, non con una lenta e controllata escalation a bassa intensità, non con la distruzione di infrastrutture terroristiche, non con uccisioni mirate. Basta con le risposte asimmetriche. Questa è una guerra… Non è una guerra contro il terrorismo e non è una guerra contro l’estremismo, non è nemmeno una guerra contro le Autorità Palestinesi… Questa è una guerra fra due popoli. Chi è il nemico? Il popolo palestinese… Cosa c’è di così orribile nel comprendere che l’intero popolo palestinese è il nemico? Ogni guerra è fra due popoli e in ogni guerra il popolo che ha cominciato la guerra, l’intero popolo, è il nemico… Dietro ogni terrorista ci sono dozzine di uomini e donne, senza le quali costui non sarebbe mai stato spinto al terrorismo. Sono tutti combattenti nemici e il sangue di cui si macchiano dovrebbe ricadere su tutti loro. Questo adesso include anche le madri dei martiri… Dovrebbero seguire i loro figli, niente sarebbe più giusto. Dovrebbero andarsene, così come dovrebbe esser distrutte fisicamente le case in cui hanno allevato le serpi. Altrimenti, altre piccole serpi verranno allevate lì.

Una retorica simile, con tutta la sottostante deumanizzazione, ha reminiscenze di ogni tipo con le ideologie fasciste, dal nazismo tedesco degli anni trenta alla recente politica ucraina di Right Sector e del battaglione Azov. La nozione di “guerra totale” contro un intero popolo, inclusi donne e bambini che non combattenti, è molto oltre la semplice propaganda di guerra, è la base del genocidio e della pulizia etnica.

Ed è esattamente questo il punto: la pulizia etnica, sia come concetto che come obiettivo militare, è diventata la politica corrente dell’attuale stato d’Israele. Quindi perché sorprendersi quando dei giovani israeliani augurano la morte ad un palestinese agonizzante, chiamandolo “figlio di puttana”. Dopo tutto, Ahmed Manasrah non è solo un’altra “piccola serpe”?

…e un’ultima cosa

Se la storia passata è di qualche indicazione, quanto scritto sopra attirerà sicuramente qualche reazione negativa, condanne, email di odio e insulti di ogni tipo. “Antisemita”, “traditore”, e “auto-razzista” sono soltanto alcuni dei più comuni epiteti che mi sono sentito rivolgere innumerevoli volte quando ho scritto o parlato d’Israele, del Sionismo, della supremazia ebrea, e di argomenti di questo tipo. Non solo queste infamie non faranno in modo di fermarmi, bensì mi motiveranno ancora di più a parlare, perché sono un segnale che le parole hanno colpito un nervo, un nervo scoperto, che ha un disperato bisogno di essere denunciato.

Ugualmente riconosco il privilegio con cui scrivo queste righe. Da ateo dichiarato che rigetta l’etno-nazionalismo e il tribalismo riguardante la politica ideologica del Sionismo, il mio background ebreo mi fornisce un po’ di copertura dalle accuse di antisemitismo (naturalmente non le ferma però). Non solo mi permette di scrivere e parlare liberamente in modo più aperto di questi problemi ma mi ricorda anche che ho il dovere di fare tutto ciò.

Poiché coloro che non si oppongono giustamente contro i crimini dell’imperialismo, del colonialismo, dell’oppressione e del genocidio sono senza dubbio complici di questi ultimi. Io, per una volta, non lo sarò.

Eric Draitser è il fondatore di StopImperialism.org e il conduttore di CounterPunchRadio. È un analista geopolitico indipendente che vive a New York.

Fonte: http://www.informationclearinghouse.info

Link: http://www.informationclearinghouse.info/article43137.htm

15.10.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di DOSTOJEVSKIJ

Pubblicato da Davide

  • mda1

    gli israeliani sono tutti sionisti.

    esattamente come in tempo erano tutti comunisti.
    se ne faccia una ragione l’israeliano eric draitser in crisi di identità.
  • mda1

    ah dimenticavo.

    youtube che censura tutto, questo video non lo censura.
    ah già youtube è "cosa loro".
    come tutto.
  • fendente

    Non si devono rammaricare gli ebreo-sionisti se analogamente esistono altri esseri umani che pensano le stesse cose nei loro confronti.

    Devono stare molto attenti perché l’umanitá non finisce nel mondo giudaico.
  • Hamelin

    Se Dio vuole i tempi di Sion sono agli sgoccioli .
    L’alleanza tra Russia , Iran , Cina e Siria sta mettendo i Sionisti in seria difficoltà e loro nella loro stupidità ed arroganza faranno prima o poi il passo falso fatale che li condurrà alla giusta perdizione meritata , laddove c’è solo pianto e stridore di denti .

    Isaia 6, 9-11 : Egli disse: "Va’ e riferisci a questo popolo: Ascoltate pure, ma senza comprendere, osservate pure, ma senza conoscere. 10 Rendi insensibile il cuore di questo popolo, fallo duro d’orecchio e acceca i suoi occhi e non veda con gli occhi né oda con gli orecchi né comprenda con il cuore né si converta in modo da esser guarito

    Amen

  • Vocenellanotte

    Hai detto giusto i sionisti sono una manica di psicopatici che non guariranno mai per i quali l’Antisemitismo, l’Olocausto, la Bibbia sono meri strumenti di giustificazione delle nefandezze con cui quotidianamente addobbano il mondo.

  • TizianoS

    Non è vero che tutti gli ebrei sono sionisti: esiste una, sia pur minuscola, fazione di ebrei ortodossi, che invita a smantellare lo stato di Israele.

    Questa comunità si chiama "Neturei Karta" (lett. "Guardiani della Città"), ha un suo sito, con articoli anche in italiano. Questo è per la verità un po’ datato, ma vale la pena di leggerlo, vi si afferma tra l’altro:

    "E’ ora di smantellare lo stato di Israele. Esso costituisce un’onta per il popolo ebreo. A tutta l’umanità viene detto dagli esponenti di questo stato che Israele rappresenta gli ebrei. Quest’affermazione è insensata. Gli eretici non possono rappresentare il popolo della Torah. Coloro che si sono resi colpevoli di gravissime crudeltà nei confronti dei palestinesi non possono rappresentare un popolo misericordioso."

    http://www.nkusa.org/Foreign_Language/Italian/communicado06feb02.cfm

  • Vocenellanotte

    Misericordioso?

    Questa è propaganda!
  • marcoferro

    quella gente persone, se si possono chiamare così. che dicono muori figlio di p….gli auguro di morire peggio di quel bambino. cresciuto sotto il giogo degli ebrei senza pietà. i gionali americani poi non fanno testo perche tutta l’informazione è in mano agli ebrei, quindi manipolata ed edulcorata. questo cancro che si chiama israele deve essere estirpato e l’ebreo che già fu maledetto da Dio e che ha crocifisso il nostro Gesù dovràVAGARE PER LA TERRA SENZA PACE E SENZA PATRIA. mortacci loro.

  • Aironeblu

    Il paragone con il Nazismo degli anni ’30 è assolutamente fuori luogo, scorretto e improponibile, un vero e proprio insulto alla Germania di Hitler.

    Il Sionismo israeliano è una forma di suprematismo contro i deboli ben più spietata e disumana che non ha la minima motivazione di essere tollerata da una società civile, poichè, come conclude l’articolo di Draitser, "coloro che non si oppongono giustamente contro i crimini dell’imperialismo, del colonialismo, dell’oppressione e del genocidio sono senza dubbio complici di questi ultimi". 
    E io non intendo esserlo, per nessuna volta.
  • cardisem

    Il problema dell’Antisemitismo è che è stato reso un titolo di reato… Se non fosse così si potrebbe dire l’uno all’altro, con o senza fondamento, che sei un “antisemita” allo stesso modo in cui si può dire tanti altri “anti” senza andare incontro a pesanti sanzioni penali, anzi avendone pure titoli di merito e protezione: antifascista, antinazista, ma anche anticomunista, anticastrista, anti anti… Nel XIX esistevano apertamente della Associazioni Antisemite la cui intitolazione non scandalizzava nessuno…
    In definitiva, si tratta di assenza di libertà di pensiero ed espressione e di una forma di terrorismo ideologico di regime…
    Quando Atzmon parla di “potere ebraico” di cui non si può e non si deve parlare si riferisce anche al fatto che nessuno può anche soltanto osare di criticare gli ebrei, Israele e tutto il loro lobbismo e associazionismo…

    Abbiamo un problema più urgente che ci riguarda: la libertà a casa nostra…

  • Jor-el
    Antisemita è chi si macchia del reato di antisemitismo, cioè l’avversione ingiustificata contro gli Ebrei. Questa definizione lascia intendere che gli Ebrei siano Semiti, ma non è così. "Semita" è un termine che individua un gruppo linguistico, che comprende lingue antiche e moderne, fra cui il cananeo, il fenicio, l’ebraico antico, l’aramaico biblico, il siriano, l’arabo e l’etiopico.Su questa base, essere antisemita significa letteralmente essere antiarabo, essendo l’arabo la lingua semita più parlata al giorno d’oggi.
    Per quanto riguarda gli Ebrei, essi hanno sempre parlato le lingue dei paesi in cui risiedevano, e tuttora lo fanno. Persino lo yiddish non ha un’ascendenza semita, essendo una lingua di derivazione germanica. Solo il gruppo di coloni sionisti che attualmente occupa la Palestina parla l’ebreo (o meglio, il neo-ebraico), ma si tratta di una lingua morta da più di 2000 anni artificialmente resuscitata nella seconda metà del XX secolo a mero scopo colonial-propagandistico.
    Quindi la parola "antisemita" ha un significato mistificatorio e ingannevole, tutto politico,  teso ad avvalorare il concetto che  Israele sia la patria ancestrale degli Ebrei della Bibbia e non la terra dei popoli di lingua semita (gli arabi e gli ebrei autoctoni che per secoli hanno vissuto in pace) che una fazione di Ebrei sionisti provenienti dall’Europa ha preso con la violenza e colonizzato.
  • TizianoS

    "Neturei Karta" naturalmente difende gli ebrei in quanto tali, e li presenta "originariamente" pii e misericordiosi. Sostiene che è la deviazione sionista a farli diventare esecrabili.

    Essi scrivono:

    "Il compito del popolo ebreo è di dedicarsi alla Torah ed al servizio di Dio. Siamo chiamati dal nostro Creatore ad essere leali ai paesi del nostro esilio ed a comportarci in buona fede con tutti gli uomini. Il sionismo è una deviazione di proporzioni nefaste che trascina le sue vittime in conflitti infiniti con altri popoli."

  • Vocenellanotte

    La libertà a casa nostra è strettamente legata all’oscura omertà sul l’associazionismo ebraico.

  • mincuo

    Questi Ebrei esistono. Lui, Gideon Levy, Gilad Atzmon, Paul Eisen, e altri. Oggi sono infamati ma se eviteranno un domani che "Ebrei" significhi per il mondo intero soltanto qualcosa di rivoltante, opprimente e disumano, nonostante la loro propaganda e i loro stramaledetti soldi, lo si dovrà a loro e a tutti quelli che pur nel loro piccolo si prendono qualche insulto e calunnia, anche per amore dell’onore e della dignità di un popolo e di una cultura, quella ebraica, che sembra aver perso completamente la trebisonda e perso ogni valore umano, civile ed etico.
    Però è sempre stato così.
    Dall’abisso qualcuno, testardo come testardo può essere un ebreo, e ribelle come ribelle può essere un ebreo, alzerà io spero la sua voce anche se gli costa e molto, e pian piano suo cugino a NY, suo fratello a Londra, suo nipote a Roma, suo cognato a Berlino capiranno, nonostante il martello della propaganda.
    Io spero sempre.

  • yakoviev

    Scendono spesso e volentieri anche in piazza negli USA contro il sionismo, lo stato di Israele e in solidarietà con i palestinesi. Non è che siano in molti a farlo da quelle parti. Girava giusto un video  di una loro manifestazione in questi giorni su FB. 

  • Eshin
    Il video (vedi nell’articolo) che mostra il tredicenne palestinese Ahmed Manasrah morire dissanguato a terra…… 

    Hanno filmato, testimoniato. 

    Nessuno ha voluto aiutare  il ragazzo, abbracciarlo , stare vicino realmente ? 
  • TizianoS

    Grazie. Ho visto adesso su Youtube un video di NKusa.org: Rabbi speaking at Palestinian rally in Times Square, NYC, del 18 ottobre scorso:

    https://www.youtube.com/watch?v=vxvXCE1Fi1A

    Il cartello dietro agli oratori dice:

    "The Reality…
    The Zionists Ignited the Fire
    Both Now and in the Past
    "

    [La verità… – I Sionisti hanno acceso il fuoco – Sia ora che in passato]

  • Eshin

    Ore dopo che ho visto il video, com’è possible che ci stia tutta questa gente intorno a questo ragazzo 

    gente disposta a ‘testimoniare’ al mondo….
  • Sigfrido_Mogherini

    Saranno fuorvianti i titoli del New York times ma e’ in grande malafede anche l’autore dell’articolo che non dice mai in tutto il pezzo lungo e ampolloso cosa aveva fatto il ragazzino  che si vede agonizzante nel video: con suo cugino aveva tentato di accoltellare un soldato. Cosa mai dovrebbe gridargli la gente, connazionali del soldato, che lo vede ferito a terra dopo aver tentato di uccidere un soldato? Poverino? Sei un martire? Bravo? Questi ragazzini sono allevati nel culto dell’odio del nemico sin da piccoli e vengono mandati a morire nel nome di Allah come dei robot, non e’ colpa loro ma non sono nemmeno martiri, sono giovani macchine di morte e quando sono loro a morire e’ ovvio che la parte avversa esulti.

  • Aironeblu

    Una cornice virtuale al tuo commento.

  • TizianoS

    Secondo il movimento "Neturei Karta" da me citato nel mio precedente intervento, "il Talmud vieta la Terra Santa agli ebrei, finché i loro peccati non siano stati espiati in esilio." (vedi articolo citato)
    L’occupazione della Terra Santa da parte degli ebrei è quindi, secondo "Neturei Karta", una violazione del Talmud, cioè della legge religiosa.
    Naturalmente il movimento sionista non accetta questa interpretazione, e sostiene che il diritto degli ebrei alla Terra Santa si basa sulla promessa che Jahvè fece ad Abramo.
    Ma tutti sanno che più prosaicamente tale diritto potè concretizzarsi soprattutto grazie alla "Dichiarazione Balfour" del 1917. A questo proposito, mi permetto di ricordarle che una clausola di detta Dichiarazione era la seguente:
    …essendo chiaro che nulla deve essere fatto che pregiudichi i diritti civili e religiosi delle comunità non ebraiche della Palestina…
    Clausola che, a quasi cento anni dalla sua stesura, si è evidentemente persa.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Dichiarazione_Balfour_%281917%29

  • MartinV

    "Questi ragazzini sono allevati nel culto dell’odio del nemico sin da piccoli…"

    Come vuoi che crescano i bambini palestinesi ?
    Nell’amore e nella fratellanza di chi ogni giorno li discrimina, ne umilia i genitori, gli mostra il disprezzo, gli ruba gli averi…

    Quindi hai ragione, questi bambini sono allevati dai sionisti come dici tu…

  • Sigfrido_Mogherini

    Lei ha ragione sulla dichiarazione di Balfour, ma questo non rende martire chi tenta un omicidio. Un crimine e’ un crimine, che sia commesso verso un ebreo, un arabo , un cristiano o un ateo. Altrimenti scadiamo nel due pesi e due misure tipico del politically correct italiano. Si puo’ commettere un crimine anche essendo dalla parte della ragione, le faccio un esempio se permette: l’IRA ha sicuramente ragione nel rivendicare un’Irlanda libera, unita, unica e libera di professare la sua religione. Ma quando i suoi militanti mettono una bomba uccidendo donne, bambini e persone che non hanno colpe commettono ugualmente un crimine, come i bambini e le donne palestinesi kamikaze.

  • Sigfrido_Mogherini

    Allora ti rispondo con le tue parole: come vuoi che reagisca un soldato israeliano appena scampato ad un accoltellamento? Che porga l’altra guancia? Che dia una multa al tentato omicida? Che lo faccia riprovare? 

  • TizianoS

    Certamente "un crimine è un crimine", ma sono del parere che se a Gerusalemme o altrove in Israele ci fosse un bambino ebreo che accoltella un arabo, ci penserebbero due volte prima di sparargli, e comunque, se il bambino rimanesse a terra ferito, lo soccorrerebbero.

  • Sigfrido_Mogherini

    Dipende da quale parte di Gerusalemme, se accadesse nella parte araba il bambino verrebbe probabilmente linciato.

  • Stodler

    Che scena rivoltante. Il tempo per filmare il suo dissanguamento l’hanno trovato.

    Gli USA dovrebbero farsi un grosso esame di coscienza. Il problema è che la coscienza non ce l’hanno.
  • Stodler

    Georg Elser è stato uno dei più grossi criminali che la storia ricordi.

  • TizianoS

    Allora sembra proprio che a questa situazione non ci sia rimedio.

  • MartinV

    Non some come possa reagire quel soldato israeliano, ma nel video non c’è solo un soldato israeliano…

    Quando fu un pazzo religioso (ma della religione giusta) ad accoltellare (e uccidere) alcini manifestanti al gay pride in Israele, mi risulta che sia stato arrestato e non fucilato per strada come accade quotidianamente oramai in Israele e nelle colonie in Palestina…

    Benché gli assassini che hanno bruciato vivo un ragazzino palestinese siano stati identificati, non mi risulta che le loro case siano state distrute dalle ruspe…

    Due pesi e due misure, discriminazione religiosa, fai tu…

  • Gert_dal_Pozzo

    Ragazzo palestinese Ucciso da colono a Hebron [www.infopal.it]

    Hebron-Ma’an. Sabato mattina, un colono israeliano ha sparato a un adolescente palestinese, Fadil Qawasmi, 18 anni, in strada Shuhada, a Hebron, uccidendolo.

    Un testimone, Mufeed Sharabati, ha dichiarato che un colono ha sparato a un ragazzo vicino all’insediamento illegale di Beit Haddassah.

    Sharabati ha spiegato che i “paramedici della Mezzaluna Rossa sono arrivati sul posto ma i soldati israeliani non li hanno lasciati avvicinare al ragazzo. I soldati hanno coperto la faccia dell’adolescente e lo hanno caricato in una ambulanza, portandolo in una destinazione non identificata”. E ha aggiunto di aver visto coloni “distribuire dolci” a seguito di tale morte.

    Nel video si vedono i soldati israeliani passarsi tra di loro un qualcosa che sembra un coltello, che viene poi avvicinato al corpo del giovane appena ucciso…

  • tosco

    Direi di si, a questa situazione non mi pare ci sia rimedio: in Italia, da tempo ( e sul web da sempre) non si dialoga per avere uno scambio costruttivo ma semplicemente per prevalere sull’opinione dell’altro.  Anche se a Sigfrido non piacerà citerò una frase di un vecchio eroe della resistenza alla penetrazione francese in Algeria, tale Abd el-Khader "

    "Se colui che
    vuol conoscere la verità verrà a trovarmi io lo guiderò senza
    fatica su questa strada, non forzandolo a sposare le mie idee, ma
    facendogliele vedere con chiarezza così che egli non possa evitare
    di riconoscerne il valore"  

  • Tashtego

    Signor Sigfrido, non ho le parole per esprimerLe tutto il disprezzo che nutro verso la sua persona.

  • TizianoS

    A parte la questione teologica, sulla insostenibilità pratica di uno stato di Israele in terra araba si pronunciarono anche molti ebrei.
    Ma non è facile trovare in rete collegamenti di questo genere, ho trovato solo un saggio di Mario Moncada di Monforte dal titolo:

    Israele: un progetto fallito.
    I valori dell’Ebraismo traditi da uno Stato  
    che o sarà bi-nazionale o è senza speranza
     

    http://www.moncadadimonfortemario.it/Israele_un_progetto_fallito.pdf

    Su Mario Moncada di Monforte vedi:

    https://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Moncada_di_Monforte

  • mincuo

    "Saranno fuorvianti i titoli
    del New York times ma e’ in grande malafede anche l’autore
    dell’articolo che non dice mai in tutto il pezzo lungo e ampolloso cosa
    aveva fatto il ragazzino  che si vede agonizzante nel video: con suo
    cugino aveva tentato di accoltellare un soldato. Cosa mai dovrebbe
    gridargli la gente, connazionali del soldato, che lo vede ferito a terra
    dopo aver tentato di uccidere un soldato? Poverino? Sei un martire?
    Bravo? Questi ragazzini sono allevati nel culto dell’odio del nemico sin
    da piccoli e vengono mandati a morire nel nome di Allah come dei robot,
    non e’ colpa loro ma non sono nemmeno martiri, sono giovani macchine di
    morte e quando sono loro a morire e’ ovvio che la parte avversa esulti."

    Io non l’ho visto questo accoltellamento al soldato. Che poi ora è il soldato ma prima erano ad due altri ragazzi ebrei, Quel che ho visto è un video dove non c’è niente, slavo un circoletto dove non si vede niente, e con un tarocco evidente.

    Comunque lo mostri lei questo accoltellamento al soldato.

  • Sigfrido_Mogherini

    Infatti questo problema non ha soluzione: l’errore e’ stato fatto nel 1948, questi due popoli , palestinese e israeliano, si combatteranno per sempre senza esclusione di colpi con colpe equamente distribuite, rassegnamoci.

  • Sigfrido_Mogherini

    Perché non dovrebbe piacermi? E’ una frase molto bella, peccato che tra il dire e il fare ci sia di mezzo il mare.

  • Sigfrido_Mogherini

    Ah certo gli arabi e soprattutto i palestinesi non commettono mai crimini, lo dimenticavo. E’ stato un tarocco sionista per far vedere la crudelta’ dei soldati israeliani, un piano davvero astuto, diabolici questi sionisti. Per la cronaca un servizio di Al Jazzera ha parlato di stabbing assault, cioe’ attacco con coltello. Comunque su internet trova artcoli e commenti in abbondanza su questo fatto, ma forse sono tutti tarocchi sionisti.

  • Sigfrido_Mogherini

    Me ne faro’ una ragione e cerchero’ di sopravvivere

  • Sigfrido_Mogherini

    E Von Stauffenberg dove lo mettiamo allora?

  • Sigfrido_Mogherini

    Nel primo caso e’ discriminazione sessuale, sai bene che sia nella religione islamica che in quella ebraica gli omosessuali sono considerati persone abominevoli, non degni di essere chiamati uomini.

  • ohmygod

    Re: ISRAELE, I MEDIA E L’ANATOMIA DI UNA SOCIETA’

    PP: ANATOMIA DI UNA SOCIETA’ MALATA

  • JackPerez

    Hai delle prove schiaccianti riguardo al coltello e all’aggressione o no? Il resto è fuffa. Mentre, dall’altro lato, si trovano prove di alcuni casi montati ad arte dai soldati israeliani – come nel video della donna uccisa a sangue freddo, completamente disarmata, pochi giorni fa.