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INFLAZIONE E DOLLARO BLEU: L'AUTO – INTOSSICAZIONE CHE MINACCIA L' ARGENTINA

DI ESTELLE LEROY-DEBIASI

Mondialisation.ca,
El Correo

Congelamento dei prezzi nei supermercati fino al 1° aprile in Argentina: il Segretario di Stato del Commercio Interno ha firmato un accordo in questo senso con l’associazione che rappresenta le più grandi catene di supermercati del paese – l’AsociaciÓn des Supermercados Unidos -. Una misura attesa perché lo spettro dell’inflazione sta intossicando l’Argentina, e si sa, si tratta di una fattore che può esplodere alla prima occasione.

Spesso i primi responsabili sono gli intermediari tra il produttore e il consumatore finale.

Non contenti e soddisfatti da una decennale e sostenuta crescita che ha permesso di vivere meglio, certi agenti economici sarebbero stati pervasi dal desiderio di arricchire più velocemente e spingendo al rialzo dei prezzi, dei salari… e così si alimenta la spirale perversa.

Inoltre l’estate e’ un periodo favorevole all’impennata dei prezzi, soprattutto nelle zone di villeggiatura. Il presidente argentino, che ha affrontato la questione dell’inflazione nel discorso del 25 gennaio scorso, ha invocato i cittadini di fare uso del loro potere di consumatori e di boicottare gli hotel, i ristoranti … che fanno impennare i prezzi troppo velocemente. Chiaramente il consumatore argentino deve riappropriarsi del proprio potere. Sulla costa atlantica, quando i prezzi si sono infiammati troppo in fretta e le prenotazioni hanno tardato, gli hotel hanno compreso il messaggio e hanno ribassato i prezzi.

Il consumatore deve esercitare il proprio potere

Del resto è la distribuzione ad avere delle responsabilità per quello che concerne anche, e soprattutto, i prodotti di consumo di base. Infatti in Argentina l’80% degli alimenti, delle bevande, e dei casalinghi sono prodotti da 28 imprese. Il settore della distribuzione è ugualmente molto concentrato e raggruppa – Coto, Jumbo, Carrefour, Vea, Disco, Walmart, La AnÓnima et Cadena Libertad de Bahía Blanca – e controlla anche i grossisti. E’ per questo che l’accordo strappato ai grandi distributori è importante. Si fa anche affidamento sul gioco della concorrenza degli altri circuiti di distribuzione come i supermercati cinesi o i piccoli esercizi commerciali. Resta da verificare come andrà dopo il primo aprile, anche negli altri settori. Infatti, dopo diversi mesi di rialzi successivi dei prezzi, visto che anche gli industriali vedranno i loro prezzi congelati, nonostante il congelamento dei prezzi, i grandi distributori potranno incassare per due mesi senza perdere il proprio margine.

Il fattore altamente soggettivo

Il soggetto è tra i più sensibili. C’è inflazione e anche crescita, nulla giustifica che tutto precipiti. Secondo l’Instituto Nacional de Estadìstica y Censos, la variazione dell’indice dei prezzi al consumo nel 2011 è stata del 10,8 %. Ma altri indicatori lo valutano il doppio. Tutti vogliono la propria fetta di torta o almeno la possibilità di seguire l’onda. Ancora recentemente il governo argentino ha annunciato un aumento del 15% delle pensioni di base a partire dal 1° marzo. La pensione minima è aumentata del 28% da marzo 2012. Difficile negare la presenza di tensioni inflazionistiche anche se si evocano delle riprese storiche.

La questione sull’inflazione non è più – c’è o non c’è – ma come evitare che precipiti? Perché questo rialzo dei prezzi compromette la stabilità del paese e soprattutto la sua moneta? Perché anch’essa contribuisce alla speculazione sul dollaro che si costruisce al mercato nero. Il dollaro “bleu” come lo chiamano gli argentini. Frutto di antiche paure, gli argentini non possono sottrarsi alla fede nella supremazia del biglietto verde, che pure nel resto del mondo non ha più la quotazione di bene rifugio, a cominciare dalla Cina che se ne libera appena può! E quindi questo dollaro “bleu” ha preso il volo fino a sfiorare gli 8 pesos quando il suo corso ufficiale è a 4,99 e questo senza l’intervento di nessun avvenimento politico che possa giustificarlo.

Dopo è leggermente regredito al 7,58 (al 5/2/2013). Con gli stessi sospetti di speculazione – al rialzo come al ribasso -, difficile giudicare questo cambiamento di tendenza; una cosa è sicura, è la mancanza di trasparenza di coloro che operano e alimentano questo mercato illegale. Perché evidentemente, è legato all’evasione fiscale. Ci si può domandare: perché il governo non interviene drasticamente per sradicare la rete del mercato nero del dollaro? Sarà trattenuto dalla paura della repressione?

Marionette

Da parte loro, le autorità della Banca Centrale lasciano intendere che il dollaro “bleu” prende il volo perché è anche sostenuto da una domanda stagionale, che si riassorbirà una volta terminate le vacanze, tenuto conto della necessità di una autorizzazione da parte dell’Administración Federal de Ingresos Pùblicos – l’amministrazione fiscale -, per acquistare moneta straniera bisogna essere in regola con le imposte. Il governo ha preso delle misure per disciplinare il mercato dei cambi diversi mesi fa per limitare la fuga di capitali e la relativa evasione e frode fiscale! Ma la follia speculativa che si impossessa del dollaro “bleu” è anche tenuta in vita dai rumori sapientemente distillati nella stampa di opposizione di incontrollabile svalutazione, o di affossamento dei cambi, che trasforma il corso del dollaro “bleu” in una sorta di indicatore di rischio del paese che contribuisce in gran parte alla autointossicazione. Il soggetto diviene soggettivo, psicologico, irrazionale.

Ma gli argentini della classe media che si prestano a questo gioco pericoloso, non hanno ancora compreso che non saranno loro a vincere – sono delle marionette -, perché i grandi speculatori di questo mercato illegale – che ne tirano le fila e lo influenzano pesantemente -, giocano tanto al rialzo quanto al ribasso, e saranno i vincitori di questa spirale perché giocano nei mercati finanziari “contro” il paese, e dunque, contro il suo popolo!

Aspettiamo che il governo argentino abbia margine di manovra … su questo soggetto, (allentare la presa sulle restrizioni delle divise, tracciare e sradicare il mercato parallelo del dollaro …) il che passa certamente attraverso la gestione migliore della comunicazione.

Estelle Leroy-Debiasi per El Correo

Fonte: http://www.mondialisation.ca

Link: http://www.mondialisation.ca/lauto-intox-de-linflation-et-du-dollar-bleu-qui-menace-largentine/5322025

07.02.2013

Traduzione per Comedonchisciotte.org a cura di STEFANO CHIODINI

Pubblicato da Davide