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IN SIRIA E' SCOPPIATA LA POLIOMELITE E 20 MILIONI DI BAMBINI DEVONO ESSERE VACCINATI

DI ROBERT FISK
independent.co.uk

La tragedia siriana si fa più feroce ogni settimana. Sono rimasto scioccato nell’apprendere che questo fine settimana almeno duemila afghani, i più poveri tra i poveri del paese più crudele della terra – che ha fatto fuggire gli invasori sovietici dalla loro terra e poi [ha sopportato] la guerra civile post-russa e poi la guerra civile post-talebani e poi il post talebani del 9/11 – sono intrappolati negli scantinati a Damasco, incapaci di fuggire in Siria o ritornare nella loro terra desolata. Deve essere il loro incubo più orribile, per la maggior parte di loro che sono musulmani sciiti, disprezzati dai talebani e ora dai ribelli sunniti che cercano di rovesciare il governo di Bashar al-Assad.

Dal momento che Assad é un Alawita, che é una forma di sciismo, da parte dell’opposizione siriana questi afghani sono considerati pro-regime e accusati di schierarsi con il governo. Almeno 10, mi hanno detto, sono stati uccisi dalle autobombe e dai proiettili. La maggior parte vive attorno a un edificio e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati sa di loro – ma quando 10 famiglie volontariamente volevano partire due settimane fa e tornare in Afghanistan, l’Onu ha detto a loro di non poterli assistere durante il loro passaggio, o di non garantire la loro sicurezza. Ora questa miserabile comunità sta facendo appello alla generosità del Canada per aiutarli.

“Noi non siamo con nessuna delle due fazioni ostili in Siria,” uno di loro ha scritto da Damasco. “Siamo venuti qui per sopravvivere unicamente alla guerra che era in corso nel nostro paese natale.” Forse il Canada può salvarli. Certamente i ribelli no. Né posso vedere il regime, il combatte per il suo futuro tra le rovine della Siria, curarsi della loro vita ora. I libanesi hanno ormai preso così tante centinaia di migliaia di profughi siriani, è improbabile che possano aprire le loro frontiere agli afgani. Ce ne importa di loro? Ed importa al Canada?

Non posso fare a meno di essere impressionato dai grandi movimenti di popolazione in tutto il Medio Oriente. Negli anni 1970 e 1980 gli afghani si riversavano a milioni attraverso i confini pakistani e iraniani. Decine di migliaia di libanesi sono fuggiti regolarmente dalla loro guerra civile in Siria. Poi, nel 1990, decine di migliaia di kuwaitiani sono tutti fuggiti attraverso i loro confini dall’invasione di Saddam – seguito da un esodo biblico di curdi nei confronti della Turchia. Poi milioni di iracheni sono fuggiti dalle loro case dopo l’invasione americana del 2003 e riversandosi in Siria e Iran. E ora centinaia di migliaia di siriani vivono in Libano: un quarto della popolazione del Libano. In alcuni villaggi di montagna sopra Beirut, le autorità locali hanno anche dichiarato il coprifuoco per le strade a causa dei siriani.

Essi ora elemosinano su quasi tutte le strade del centro della capitale. I ragazzi lustrascarpe aggressivi infestano il bordo della strada all’esterno di casa mia. “[Vengo] dalla Siria”, mi ha detto uno durante il fine settimana, indicando i suoi vestiti sporchi e chiedendo soldi inseguendomi per la strada, afferrando la mia maglietta. Certo, gli ho dato i soldi. Donne siriane siedono ora negli angoli delle piazze, dei bambini sudici accanto a loro, chiedendo anche un paio di monete libanesi. L’economia libanese geme sotto il peso degli enormi campi aperti lungo il confine per i rifugiati. Loro stanno attraversando ora in gran numero nel nord dell’Iraq e in Giordania esiste per loro una città-accampamento gigante.

E mi chiedo che effetto catastrofico queste migrazioni di massa stanno avendo sul Medio Oriente, distruggendo intere società, strappando le identità tribali e familiari, trasformando i popoli del mondo musulmano (e cristiano) in enormi eserciti di persone senza fissa dimora e distrutti. Che effetto ha questo sulla religione, sulla loro fede? Quasi senza accorgercene, siamo di fronte a quella che deve essere la più grande migrazione di anime attraverso le frontiere, dopo le migrazioni di rifugiati che seguirono la fine della seconda guerra mondiale.

Questo conflitto é anche stato seguito da miseria e da fame e da malattie. Non sorprende che la polio sia scoppiata in Siria e 20 milioni di bambini siano da vaccinare in tutto il Medio Oriente, dalla Turchia fino a Gaza e l’Egitto. Ma ora l’Egitto sta dando ai profughi siriani un periodo difficile. I rifugiati siriani, favoriti da Mohamed Morsi – prima che l’esercito lo estromettesse –potevano accedere alla sanità e all’istruzione egiziana. Morsi, naturalmente, ha sostenuto i ribelli in Siria e ha rotto le relazioni con Assad – forse per questo motivo gli USA ridevano di lui – anche se gli americani non hanno notato il suo rapporto con I Fratelli Musulmani Siriani.

Ma pochi giorni dopo il colpo di stato militare del Cairo il cosiddetto governo “ad interim”, ormai in atto, ha portato di nuovo a restrizioni all’immigrazione, e la stampa egiziana, leccapiedi oggi come lo era durante il periodo di massimo splendore di Mubarak, ha iniziato una campagna contro palestinesi e profughi siriani, rivendicando che i siriani avevano sostenuto Morsi. Uno dei presentatori dei media, come ha sottolineato il ricercatore del Cairo Jasmin Fritzsche, ha anche chiesto agli egiziani di distruggere le case e i negozi dei siriani se non ritirano il loro sostegno a Morsi.

Che cosa é questa vasta brutalizzazione, i flussi di rifugiati degli ultimi decenni – e qui dobbiamo ricordare i 750.000 palestinesi le cui terre sono state prese dal nuovo Israele, più di 60 anni fa ed i cui discendenti vivono oggi nella sporcizia dei campi – stanno facendo la regione? Si lavano in acque al largo dell’Australia o muoiono nel Mediterraneo, o lottano in Turchia, nella speranza di raggiungere l’Europa. Esse sono persone clandestine, ridotte alla fame, violentate. Quale nuova crudeltà di spirito scaturirà da tutto questo tormento? La Svezia forse capisce questo con la sua generosità verso i siriani. Forse il Canada aiuterà gli afgani di Damasco. Ma temo che il mondo, che ha le sue colpe (letteralmente: “poco irreprensibile, ndt) in mezzo a tutto questo dolore, chiuderà i suoi confini più severamente, condannerà le vittime per la loro disperazione e getterà loro qualche soldo, nella speranza che vadano via. Come ho fatto io la settimana scorsa appena a un centinaio di metri da casa mia a Beirut

Robert Fisk
Fonte: www.independent.co.uk
Link: http://www.independent.co.uk/voices/comment/polio-has-broken-out-in-syria-and-20-million-children-are-to-be-vaccinated-8931389.html
11.11.2013

Traduzione di ALEX T. per www.comedonchisciotte.org

Pubblicato da Davide