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IN MORTE DI MARCO PANNELLA

DI ALDO GIANNULI

aldogiannuli.it

Pannella è morto ed, ammonisce un vecchio adagio, dei defunti non si deve dir nulla se non bene, forse nel timore che i medesimi, offesi, vengano a tirarci i piedi di notte. Per cui la morte è il momento in cui ricordare solo i meriti (ed anche al di là della loro effettiva portata) dimenticando magnanimamente colpe ed errori.

Personalmente non ho mai creduto in questa ipocrisia funeraria, per la quale sono stati tutti uomini grandi ed incompresi dai loro contemporanei: la liturgia del “coccodrillo” mi ha sempre fatto un po’ schifo. Dico subito che, sul piano politico –e quindi storico- dò un giudizio prevalentemente negativo della sua opera e dell’eredità che lascia.

Il personaggio ha meriti e non piccoli, come le battaglia per il divorzio, per il riconoscimento dell’obiezione di coscienza al servizio militare, e più in generale per i diritti civili, per la legalizzazione della cannabis, la denuncia della degenerazione partitocratica ecc. di cui gli va dato atto lealmente. Ma ha avuto anche colpe somme come il sostegno all’ondata neo liberista, la banalizzazione della politica ridotta a celebrazione del leader (di cui fu il primo assertore) ed a virtuosismo comunicativo privo di reali contenuti, l’allineamento servile agli Usa, le disgustose giravolte fra centro sinistra e centro destra, sempre alla ricerca di spazi istituzionali, le ambiguità sul terreno della lotta alla mafia, dove spesso il garantismo sfociava in una sorta di para fiancheggiamento. Altra battaglia ambigua fu quella ecologista, che, se da un lato apriva la strada ad una più matura riflessione sul rapporto fra uomo ed ambiente naturale, dall’altro ebbe una infelice connotazione antindustrialista.

Pannella, ha espresso una visione della democrazia come competizione fra ristrette élites, sostenute da branchi di acritici attivisti, con un sostanziale rifiuto della dimensione strategica della politica, surrogata dalla totale delega all’estro momentaneo del leader (massima negazione del principio di democrazia, tanto diretta quanto rappresentativa) e dalla sua abilità nel manipolare le folle. Soprattutto, Pannella ha colpe imperdonabili sul piano dell’involuzione costituzionale del paese: a lui (ed a Occhetto e Segni) dobbiamo il colpo di Stato del 1993, quando la fine del sistema elettorale proporzionale ha aperto la strada allo sventramento della Costituzione e, paradossalmente alla definitiva deriva oligarchica del regime: il Parlamento dei nominati ha la sua premessa logica nella battaglia pannelliana per il maggioritario uninominale. E, con questo, è stato l’alfiere di un ceto politico senza qualità, l’élite senza merito.

Né si può tacere la sua grande disinvoltura sul tema della cd questione morale: fu un gran fustigatore dei costumi, durissimo accusatore delle greppie di regime, ma la sua battaglia contro i fondi neri dell’Eni, a metà anni sessanta ebbe come sbocco la costituzione della Radoil, titolare di due pompe di benzina generosamente concesse da Cefis e che a lungo provvidero alla sopravvivenza del Pr e sua personale.

Quale sia il giudizio che se ne voglia dare, Pannella ha attraversato gran parte del settantennio repubblicano, con una stagione di notevole fortuna fra gli ultimissimi anni sessanta ed i primi novanta. Un ventennio in cui esercitò un ruolo politico il cui peso fu sempre superiore alle magre percentuali elettorali che raccoglieva (e che mai raggiunsero il 4%, con l’eccezione unica ed effimera delle europee 1999). Molto di quel che è diventato questo paese oggi, nel bene, ma più ancora nella degenerazione e nella decadenza, è dovuto a Pannella: l’Italia è diventata, in parte per la sua opera, un paese più laico, più moderno, ma anche più cinico, più “americanizzato”, più oligarchico, meno industriale e più povero, diciamolo: più squallido,
Quanto alla sua eredità, quella di cui andare meno orgogliosi è stato il lascito di un ceto politico che ebbe nel Pr la sua culla originaria: i Rutelli, i Giachetti, i Della Vedova, gli Elio Vito, eccetera eccetera eccetera. Giudicate voi. Un esame storico puntuale e documentato richiederebbe molte pagine che qui ed ora non sono possibili. L’uomo è stato complesso e tanto celebrarlo con scontati encomi quanto liquidarlo con giudizi sprezzanti sarebbe fargli torto. Si impone un giudizio equilibrato che rimandiamo meno frettolosa occasione ed ambito più consono. Qui ci basta un giudizio breve e sintetico che vede le ombre prevalere sulle luci, ma che comunque indica in Pannella uno dei grandi protagonisti del settantennio repubblicano.

Aldo Giannuli
19.05.2016

Pubblicato da Davide

  • riefelis

    Articolo molto intelligente. Concordo in pieno

  • Servus

    Qui dice bene e mi associo: "l’Italia è diventata, in parte per la sua opera, un paese più laico, più moderno, ma anche più cinico, più “americanizzato”, più oligarchico, meno industriale e più povero, diciamolo: più squallido".


    Toglierei solo il "più moderno", chè di moderno Pannella ha fatto niente.
  • donjuan

    Ottimo articolo , grazie , concordo al 100% .

  • Giancarlo54

    Mi unisco alla NON celebrazione di Pannella, non aggiungo altro, sia mai che venga di notte a tirarmi i piedi (anche se con questa maledetta cervicale che mi perseguita da giorni, uno……stiramento notturno non sarebbe male..)

  • PietroGE

    Il giudizio sulla sua opera è certamente negativo, l’importanza del personaggio però va riconosciuta.

    Pannella è stato quello che ha spinto la sinistra italiana verso l’emancipazionismo, il prevalere del privato sulla sfera pubblica e sulla ideologia, i diritti dell’individuo piuttosto che i diritti del popolo. Direi che ha contribuito in modo determinante all’affossamento del concetto di popolo e di bene comune (che in Italia purtroppo non è mai esistito, ma tralasciamo) a favore del carpe diem e dell’antiautoritarismo (con l’eccezione del suo partito, dove faceva il padre padrone) facendosi strumento delle strategie disgreganti di George Soros.

    Una delle pagine più brutte è stata il lobbysmo a favore dell’ingresso della Turchia nella UE più l’immigrazionismo senza se e senza ma. Ma in questo, purtroppo, i radicali non erano soli.

  • bysantium

    Liberal-libertario, distruttore di ogni concetto comunitario.
    Peggio di così è difficile essere a meno di essere clerical-modernista, infatti :
    " Lo ricordo con stima e simpatia,pensando che ci lascia un’eredità umana e spirituale importante,di rapporti franchi, di espressione libera e di impegno civile e politico generoso, per gli altri ed in particolare per i deboli e i bisognosi di solidarietà.
    Pannella è una persona con cui ci siamo trovati spesso in passato su posizioni discordanti, ma di cui non si poteva non apprezzare l’impegno totale e disinteressato per nobili cause" ( sic! )
    Firmato, padre Federico Lombardi.

  • riefelis

    Ha iniziato la sua corriera con conquiste storiche e importanti come il DIVORZIO e l’ABORTO.

    In seguito insieme ad altre giuste battaglie, antiproibizionismo e diritti dei detenuti, si è immerso in un coacervo di sciocchezze tra verbose esternazioni ed esagerati, ripetuti e patetici sciperi della fame.

    Ara favorevole al sistema americano e al suo liberismo economico. Il sistema che voleva era in definitiva quello più confacente ai potenti e alle élite che ora dominano il mondo.

  • Boero

    Trovo alquanto strano che un individuo così incapace di esprimere un ragionamento logico ed una posizione equilibrata abbia avuto l’importanza che ha avuto.

    Senza dubbio è la dimostrazione che la democrazia elettiva viene annullata dai poteri forti,il soggetto non ha mai raggiunto nè il cuore,nè la mente delle masse.
  • mimmogranoduro

    La vertità,non può essere taciuta neanche di fronte alla morte-Costui è stato uno dei protagonisti dello sfascio di questo paese-

    E stato il classico esempio di abuso di democrazia,,lo sfascio dei referendum è stata colpa sua e del suo insignificante partito-
    Come politico non valeva niente,come uomo una persona per bene-
  • riefelis

    Forse ha avuto la fortuna di intercettare, con i referendum sull’aborto e sul divorzio, alcune esigenze forti della società.

  • spadaccinonero

    giannuli ha almeno un pregio : la coerenza, ogni volta che scrive qualcosa è sempre ILLEGGIBILE 

    da alcuni commenti, purtroppo, mi viene da pensare che ci meritiamo tutto questo ciarpame
  • rebel69

    “Quanto ai radicali, Pannella und Bonino, non li considero personalmente una forza politica, ma un elemento culturale di profonda corruzione civile e  umana, avanguardia di un individualismo estremo e anomico.  In  parole semplici, ripugnanti”

    Copio e incollo un giudizio di Costanzo Preve trovato sul blog di Blondet
  • Vocenellanotte

    Non posso aggiungere niente che non sia stato detto nel post e nei commenti. Tuttavia la cifra di Pannella è almeno in 3 cose. Non perdeva occasione per celebrare "l’unica democrazia in medio oriente", essere l’avanguardia in Italia del caos anglosionista, essersi riempito la bocca (e le tasche) di liberismo, libertà e libertarismo salvo essere poi il vero liberticida italiano.

  • IVANOE

    Noto con piacere che in italia c’è ancora gente critica e che commenta connesso con la realtà storica che abbiamo vissuto e che viviamo… meno male avevo paura di rimanere solo…Pannella ? Un mercenario della politica che ha cavalcato come ha fatto antonello venditti con i suoi dicshi  i momenti storici che più gli portavano vantaggi…per le sue tasche ( venditti una volta rivoluzionario quando c’era la protesta, poi tifoso della roma e adesso pacifista… ) 
    vabbè torniano a pannella.pannella ha partorito gente come rutelli prima anche lui rvoluzionario e poi siccome di buona famiglia romana ha baciato l’anello papale… la margherita…, poi emma bonino… la paladina dei poveri la femminista che grazie a lei quando è diventata la mega-commissaria europea ha precorso la fornero facendo lievitare l’età pensionabile delle "sue" donne a 65 anni aprendo la strada a sacconi e  monti che di fatto hanno eliminato le pensioni d’anzianità…sennò faceva cadere il governo nel 2007…. e poi è caduto lo stesso… Come non ricordare della vedova… radicale… cioè dello stesso partito di giorgiana masi…però lui era dei radicali di destra e ovviamente tifava per dell’utri e berlusconi….E quell’altro campione di capezzone !! inizio marxista e poi il dio danaro l’ha portato a forza italia….E molti altri… ecco questo era pannella al quale hanno riconosciuto il valore del divorzio e dell’aborto… ma per chi ? Per i ricchi è stato un privilegio perchè potevano cos’ scopicchiare dopo essere passati in chiesa a confessarsi a destra e a manca e consolarsi con le loro ricche rendite… mentre per i poveracci che quest’altro paladino dei più deboli diceva di difendere li ha devastati, perchè ha aperto il divorzio e l’aborto a ceti sociali che non se lo potevano permettere… creando famiglie di doppi poveri e lasciandoli con la finta libertà del divorzio e dall’aborto ma schiavi delle loro condizioni di miseria economica…Ecco questo era pannella maestro del fancazzismo e di fancazzisti, voltagabbana di elite…Pannella, insieme a berlinguer, bervtinotti ( bertinotti ) togliatti, senza citare gl iincitabili d’alema e veltroni sono stati quei personaggi messi apposta lì per occupare spazi e calalmitare i poveri cristi per la riscossa o il riscatto che loro sapevano benissimo non dovevano dare ! E il danno peggiore che hanno fatto è che hanno tolto spazi e voce a gente vera che aveva grinta e determinazione sociale di ceto per cambiare veramente le cose…

    Pannela e i suoi seguaci riciclati hanno comunque trovato i loro sostituti… quelli del M5S… stesso inizio come sempre di fuochi  d’artificio e ovviamente solo aria fritta i figli poveri cristi  dei padri poveri cristi che speravano in pannella, bvetinotti, berlinguer che gli vanno dietro… e poco costrutto…niente  ciccia….amen..

     

  • spadaccinonero

    questo commento meriterebbe di essere messo in HOME

  • yakoviev

    Il referendum sul divorzio fu promosso dalla DC contro una legge che già c’era (Fortuna-Baslini), infatti vinse il NO e la legge è tutt’ora in vigore, i radicali non c’entrano nulla. Per l’aborto idem: furono richiesti due referendum per abolire una legge (la 194 tutt’ora in vigore) che già c’era. In quello della DC si intendeva proibirlo, in quello dei radicali si intendeva liberalizzarlo completamente. Vinse il NO ed entrambi i referendum furono bocciati. 

  • gilberto6666

    Pannella comunque ci ha messo la faccia, certi articolisti neppure la suola della scarpe.

  • gilberto6666

    Concordo che sia da incorniciare questo commento, davvero incisivo. Solo, sottolineo il fatto che comunque Marco Pannella nel bene o nel male, a seconda dei punti di vista, si è sempre esposto in prima persona, mettendoci la faccia. Mentre i protagonisti attuali, cinquestellati e Di Maio e Di Battista vari, al massimo ci mettono un profilo.Facebook e Meetup.

  • MarioG

    Con dei preti cosi’, ben venga Pannella!

  • Italiano

    Pur essendo molto lontano dalle idee di Preve condivido in pieno le sue parole su Pannella e la Bonino. E trovo questa descrizione perfetta.

  • ottavino

    Tutta la vita passata a prendere in giro gli altri.

    Dice: liberista, libertario. Ma de che?
    Uno che riporta la presunta libertà umana sotto la cappella dello stato?
    Lo stato deve fare gli aborti per garantire la libertà della donna? Ma te ti sei bevuto il cervello…. E ti fai chiamare libertario…. Casomai a un libertario non gliene frega nulla di quello che fa la donna….
  • gaia

    "Come uomo una persona per bene?"

  • makkia

    E questo è un molto orwelliano modo di riscrivere la storia.

    I due referendum ci furono. Le campagne referendarie furono gigantesche e partecipate. Furono promosse dai radicali, con tutta la sinistra a fare i pesci in barile e ad aggregarsi solo all’ultimo, quando era oramai manifesto che gli elettori di sinistra avevano meno incertezze dei relativi, pavidi e ipocriti, rappresentanti politici. In realtà, al di là dei contorsionismi dilettici e giuridici messi in campo da politica, media e intellettuali, tutti in Italia sapevano cosa e come votare. E lo fecero.

    Sia il divorzio che l’aborto (ma soprattutto il divorzio) terrorizzarono la Chiesa e la DC, perché gli dimostrarono quanta poca presa avevano sul proprio "gregge" (quello femminile in particolare), quando si arrivava a temi fondanti.

    E questo è semplicemente e innegabilmente un merito dei radicali.
    Agli oscurantisti e chierici di ritorno il ricamare su quanto fossero meglio le mammane e le botte in famiglia.

    Dopodik, il resto è sacrosanta verità: Pannella e i radicali devono essere ricordati anche e soprattutto per l’allineamento al liberismo più "turbo", per la distruzione dell’istituto referendario, per l’elitismo e per essere stati i più sfacciati e fedeli (nonché coerenti) vassalli delle istanze israelo-atlantiche.

  • Veron

    perfettamente d’accordo