Home / ComeDonChisciotte / IN ITALIA SERVE UNA GUERRA CIVILE !
12437-thumb.jpg

IN ITALIA SERVE UNA GUERRA CIVILE !

DI PIOTR

farfalleetrincee.wordpress.com

A prescindere da quale parte uno poi si voglia schierare, oggi una guerra civile in Italia è necessaria ed augurabile. Si certo, so benissimo quante anime belle potranno scandalizzarsi per queste parole, e quante persone in buona fede scrolleranno la testa non volendo che sull’Italia si abbattano lutti e sofferenze, ma non c’è nulla da fare, oggi in Italia una guerra civile serve, ed una guerra civile seria mica una rissetta da strapaese.

Agli inizi del ‘900 molti intellettuali, spesso futuristi, volevano la guerra, e non solo loro. Ma era tutto diverso, era una voglia di mazzate ottimista, si voleva un conflitto che sistemasse le cose in Europa, e forse nel mondo, riequilibrando potere reale e potere nominale delle nazioni.
Insomma una bella guerretta che desse all’Italia il suo posto nel concerto europeo, perché nell’italia si credeva, le si voleva bene, si era anche ottimisti e pieni di voglia di fare, che poi l’energia diventasse violenza era dovuto ad una pluralità di fattori strutturali; oggi le cose stanno molto diversamente. Oggi mancano le basi per una guerra, manca la fiducia negli obiettivi, bisogna tirare a campare mica si possono fare progetti. Oddio, il fatto che parte della popolazione sia ormai priva di spirito critico potrebbe essere utile, ma per fare la guerra servono i comandanti e quelli no, non ci sono mica.

Oggi l’Italia è in agonia, con la pistola dell’egoismo puntata alla testa. Dopo decenni di assistenzialismo il benessere ha insegnato agli italiani che è meglio chiedere che fare. Ed oggi con la crisi, ma in Italia la gente mangia ancora quindi crisetta con buone possibilità di sviluppo, gli italiani esigono, pretendono, vogliono che uno stato centrale ma che non sia centrale fornisca loro assistenza, ma a titolo gratuito. E il popolo italiano mica esiste più, le logiche di categoria, unite all’atomizzazione sociale portata dal consumo hanno distrutto quel pochetto di spirito collettivo che vagava per l’Italia. Il conto in banca ha preso il posto della carriera scolastica, creando masse di arricchiti ignoranti, di fronte a cittadini per bene ma non benestanti. Che senso ha la convivenza tra gruppi sociali con ottiche profondamente diverse e con interessi assolutamente non convergenti? Meglio risolverla con una bella guerra civile.

Teoricamente il compito di armonizzare i conflitti spetta al potere, centrale o meno, quindi in Italia siamo a posto! Nel nostro paese una democrazia bloccata ha creato generazioni di funzionari, mica di politici, ma i funzionari sono persone e quindi nell’egoismo generale hanno usato la loro funzione per approfittare di un po’ di benessere spremendo l’incarico come fosse una mucca da latte, stremandola. Oggi siamo arrivati ad avere una parte politica che per interessi personali del suo capo/padrone arriva al punto di ricattare le istituzioni, ponendo le basi del non rispetto della legge da parte di ogni cittadino. A questo punto meglio prendere tutto il potere e scatenare una guerra civile, sarebbe molto meno ipocrita delle minacce quotidiane all’altra parta politica.

Altra parte politica che invece è incapace di agire, parlare, pensare. Una parte politica talmente incapace di darsi una linea, pur essendo al governo, da attaccarsi alla sua poltrona con le unghie, i denti ed i diritti degli altri, decisamente imbarazzante. Anche per loro una guerra civile sarebbe davvero molto utile, obbligandoli (insieme ai loro elettori) finalmente a fare delle scelte. In una guerra civile non si possono fare dichiarazioni contrastanti e distinguo infiniti, o spari o sei morto. E sei hai sbagliato a sparare pazienza, hai fatto il danno, capita; ma almeno hai fatto qualcosa. Anche questa parte politica per l’Italia è deleteria, per il suo tentativo di sviare ogni discorso serio e importante, che minerebbe il suo potere, utilizzando slogan retorici e vuoti. Con buona pace dei diritti e della democrazia.

E la terza forza politica? Guerra civile anche per loro! E per una somma delle motivazioni già presentate. Da un lato finalmente potrebbero prendere il potere e riuscire a fare finalmente le riforme che tanto sbandierano, dall’altro farebbero un corso accelerato di vita vera, molto utile vedendo il livello medio dei loro rappresentanti, cresciuti ad ideali e merendine. Purtroppo nonostante questa forza politica creda, o dica di credere, una situazione bloccata si sblocca con la violenza, non con il convincimento. In fondo nessuno ama i Testimoni di Geova, nemmeno i paramilitari sono amati ma almeno a questi ultimi la porta viene aperta! Concludendo, parafrasando un non famoso gruppo Hardcore (gli Oltraggio), forse al punto in cui siamo arrivati è il caso di “distruggere per costruire”, se qualcosa non funziona inutile tentare di ripararlo all’infinito.

Piotr
Fonte: http://farfalleetrincee.wordpress.com
Link: http://farfalleetrincee.wordpress.com/2013/08/09/in-italia-serve-una-guerra-civile/
9.11.2013

Pubblicato da Davide

  • Black_Jack

    “oggi una guerra civile in Italia è necessaria ed augurabile”

    ormai ognuno se ne esce con la sua sparata a gratis

  • radisol

    Certo, messa così come nell’articolo iniziale, la cosa appare infantile e velleitaria … e pure semplicistica …. però credo proprio che questa “guerra civile” sia necessaria … e pure inevitabile … tanto, se non succede nulla, questi ci ammazzano lo stesso … tutti i giorni ….

  • Truman

    @radisol: la mia sensazione è che da lungo tempo tempo sia già cominciata una guerra civile a bassa intensità tra i poveri.
    Ormai è passato diverso tempo da quando una mattina i giornali di Roma aprirono con tre diversi omicidi nella stessa giornata a Roma.

    Ma credo l’autore intenda una guerra per bande più che la guerra civile già in corso.

    Con un’apertura un po’ maggiore, guardando a cosa succede più che ai problemi che si presentano, io vedo un collasso di immaginario.

    L’immaginario collettivo è un assieme di desideri, sogni, bisogni, deliri di potenza. L’immaginario collettivo è oggi prevalentemente economico, il feticcio del denaro diventa il dio ordinatore della società. Ma il denaro è immaginario, se ne può creare senza limiti, ormai sono solo cifre all’interno dei computer.

    Eppure questo feticcio immaginario dà potere di vita e di morte sulle persone. L’immaginario uccide il reale.

    Dicevamo nel ’68 (o forse era il ’77) che l’immaginazione doveva andare al potere. Una colossale cazzata. L’immaginazione è sempre stata al potere. Chi sa manovrare l’immaginario domina la vita degli altri. Con denaro immaginario stampa altro denaro immaginario, compra le persone, le aziende ed i governi, aumenta il suo potere.

    Ma la realtà alla lunga si vendica sempre di chi si affida troppo all’immaginario. Il collasso dell’immaginario prima o poi fa riemergere la realtà. La realtà prende il volto di Nemesi, dea di una giustizia vendicativa.

    Non necessariamente Nemesi si presenta come una rivoluzione, ma certamente la sua faccia sarà feroce.

  • ROE

    «La violenza è la levatrice di ogni vecchia società, gravida di una società nuova. » (Karl Marx). Ma, almeno in Italia, la società nuova non è ancora stata concepita.

  • Black_Jack

    Ma no, l’ “immaginario” del ’68 era un’altra cosa. era l’immaginazione liberata”, se vuoi era la “fantasia” e all’epoca aveva un senso profondo. Anche adesso, ma oggi non è più la cosa gioiosa e un po’ solipsistica degli anni passati.

    l’immaginazione che si deve liberare in questi anni terribili dovrà essere una dolorosa presa di coscienza; non la vedo per adesso, anzi vedo una specie di esitazione in questo rifugiarsi in “sparate” velleitarie come quelle di questo articolo e di tanti altri.

    insomma l’immaginario a mio modo di vedere non si contrappone, come fai tu, alla realtà; al contrario oggi più che mai è necessaria la capacità di immaginare schemi diversi e nuovi perche’ l’arma del nemico è precisamente la violenta imposizione di una visione del mondo in cui è obbligatorio accettare la (pretesa) razionalità ineludibile dei fatti. razionalità basata su dei presupposti che non possono essere dimostrati ma che non possono nemmeno essee falsificati dato che vengono stabiliti da una spinta della volontà (sia quelli buoni che quelli cattivi, intendo)

    il coraggio di risvegliarsi “tutti insieme” è una ribellione contro un nemico molto più potente; lo puoi fare solo credendo che si possa realizzare ciò che allo stato dei fatti appare come assurdo. solo in seguito apparirà la possibilità razionale di realizzare il mondo nuovo, ma il primo passo non sarà “logico”

    non è un caso che nonostante la situazione non siano ancora nate alternative politiche al sistema, se ci pensi. e come si fa se le persone sono convinte che lo scopo della vita è il (fantomatico) profitto personale?

    ma come fai a convincerli razionalmente che non è così? razionalmente non si può, occorre un moto dell’anima, una atto indipendente della volontà (quindi a-razionale) che ti dica “non ci sto più costi quel che costi”. e lo fai solo se la tua immaginazione è talmente libera da contrapporsi a quella che al momento è l’unica realtà “razionale”

  • A-Zero

    Non condivido questo articolo. Toni e tesi grossolane e generalistiche. Una guerra civile tanto per fare è solo una buona scusa per instaurare una versione più fascista del governo e per ammazzare molti oppositori sociali. I fascisti vorrebbero un simile scenario. La popolazione delle classi subalterne sarebbe completamente massacrata e terrorizzata perchè ci arriverebbe troppo impreparata, senza alcuna autonomia. Invece condivido la guerra sociale che scaturisce da percorsi di autonomia, espropriazione e riappropriazione culturale e materiale. la guerra civile è sempre l’ultima spiaggia della borghesia quando vede che la situazione per lei è irrecuperabile. Ma quello che propone l’articolista è solo un sanguinario scenario inutile alle classi sublalterne e utile solo a un massacro fascista. La guerra civile ce la si può aspettare solo come conseguenza di un avviato processo sociale di autonomia e autogestione generalizzata, non come un funghetto piazzato lì solo per motivazioni estetiche, fuori processo culturale di autonomia da parte dei subalterni. sarebeb come in Yugoslavia o in Ruanda. Un bel giorno decidono che bisogna scannarsi a seconda dei colori di simpatia delle quadre ideologiche create ad arte. Non ci sto.

  • rocks

    anche a me sembra che si stia a commentare un’opinione di poco conto e poco coscienziosa, una guerra civile, ma pur sempre una guerra è l’ultima cosa che vogliamo.

  • Hamelin

    Bellissimo Commento!

  • Hamelin

    La Guerra è già qui.
    Che poi prenda una deriva Civile o altra tipologia poco importa.
    La Guerra nasce quando due posizioni contrapposte sono inconciliabili tra loro ed una cerca di prevaricare la controparte con l’uso della forza ,anzichè dialogare per trovare un terreno comune.
    E’ evidente come lo Stato Italiano abbia dichiarato Guerra ai suoi Cittadini di cui non ha piu’ rispetto e tratta come schiavi da spremere.
    Che la Guerra in atto sfoci in violenza fisica è a mio avviso ormai una certezza .
    Quando una parte tenta di uccidere l’altra o l’altro si difende con ogni mezzo … o muore.
    Sul quando , il dove , il come o quale sarà l’evento scatenante chi lo sa.

  • oriundo2006

    Ma non era anche l’idea del Gran Maestro De Benedetti ? Cfr. http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=64286. Comunque una soluzione alla ‘Yugoslava’ è nell’agenda dei poteri forti. Con le buone o con le cattive. Allora si capisce l’ansia di Napolitano nel prevenirla dando assicurazioni sull’adesione piena e totale alle ‘ricette’ ‘jugulatorie’ europee. Che non sono puramente ‘economiche’, avendo a garanzia un ‘collaterale’ di una ‘rivoluzione colorata’ a comando. Tout se tien. Per ora. La garanzia sta nell’imbecillità a comando degli italiani e delle italiane.

  • Truman

    @Black_Jack: si praticamente su tutto, però qualcuno ha avuto immaginazione a sufficienza per consolidare ed estendere un potere che si basa su un feticcio. Diciamo che la razionalità di cui tu parli per me è la fede in un feticcio.

    E allora bisogna abbattere il feticcio del denaro.

  • AlbertoConti

    Questa è chiaramente una provocazione, più raffinata di quanto sembri a prima vista. Da quanto conosco Piotr e conosco il mio Paese non mi sento però di considerarla una semplice provocazione, è piuttosto uno sfogo all’angoscia di essere intrappolati senza scampo, senza speranze realistiche di un cambiamento civile e non violento, causa il fallimento dell’intelligenza, anzi dell’autonomia di pensiero, anzi dell’esame di realtà da parte della stragrande maggioranza dei nostri concittadini. 150 anni di una unità fasulla e sempre incompiuta, di cui gli ultimi 70 di invasione ideologica degli alieni d’oltreatlantico, ci hanno ridotto così, come nei periodi più bui della decadenza dell’impero romano, che perlomeno era il nostro, non l’agonia di un impero altrui che ci ha colonizzato. Non accadrà, ma se accadesse ci accomunerebbe agli stati islamizzati, caduti sotto gli attacchi multidisciplinari il cui obiettivo è proprio questo, la guerra civile permanente per destabilizzare l’altrimenti ingovernabile in altre forme eterodirette. Un incubo anticipato dalla fiction fantascientifica d’ultima generazione, e questo non può essere solo un caso. La speranza ormai poggia sulle potenzialità miracolistiche del genio italico e del suo grande spirito. Che non è comunque da sottovalutare.

  • Black_Jack

    Ed é proprio la “razionalità” il feticcio. Per abbatterlo non bisogna e non si può avere la dimostrazione logica che il feticcio è falso; il feticcio sarà vero finché saranno accettati i presupposti su cui si fonda.
    i presupposti non sono “accettabili” razionalmente ma dipendono da una scelta (esattamente il cristiano libero arbitrio) ma il dramma è che, ipnotizzati dal feticcio, si continua a pensare che questa scelta debba essere “individuale”.

    il bello è che l’antidoto al feticcio è già bell’e pronto ed è la visione cristiana; purtroppo però, amio avviso contravvenendo al vero spirito del Vangelo, il cristianesimo è diventato il pensiero della “non lotta” e vedi che i tre elementi indisoensabili per un cambio di oaradigma che venga dal popolo esistono, sono vivi, ma si rifiutano di unirsi.

    Occorrono la competenza scientifica, i, coraggio di lottare e infine l’aspetto religioso che se vuoi può non essere strettamente crustiano ma non si può assolutamente farne a meno in quanto “religioso”.

    Ognuno di questi tre aspetti viene portato avanti da gruppetti separati che addirittura riescono a entrare in conflitto fra loro.
    Follia pura.

  • polidoro

    Si: all’Italia serve una Guerra Civile e a me una vincita al SuperEnalotto !

    Oggi l’Italia è in agonia, con la pistola dell’egoismo puntata alla testa beh, ma allora non sai cosa dici: Oggi l’Italia è in agonia SI ! ma con la pistola dell’EURO puntata alla testa

    Egoismo ? La pistola dell’egoismo ? ….. Un catalogo di luoghicomuni veramente completo.

    L’autore (un genio politico, un sociologo sommo) si dimentica che la sua “Guerra Civile” è stata ampiamente PREVISTA dagli architetti europei che hanno (lungimiranti) preparato l’Eurogedfor. Oltre ad avere l’arma più potente e cioè il controllo pressoché totale delle TV e dei giornali.

    Sembra logico che il Piotr sia un provocatore ma forse anche no, è uno animato da buone intenzioni (?), chissà, oddio, mica tanto, laddove dice E sei hai sbagliato a sparare pazienza, hai fatto il danno, capita; ma almeno hai fatto qualcosa … ma come si fa a scrivere cazzate del genere ? almeno ho fatto qualcosa ?

    Beh, Piotr, se proprio vuoi rinnovare il Paese ti posso prestare la mia fionda (ci sarà da cambiare l’elastico), la vuoi ?

  • BIGIGO

    Beh ! se ci ammazzano loro tutti i giorni è un conto…. se ci ammaziamo fra di noi in una guerra civile un’altro !

  • BIGIGO

    bellissimo e illuminante commento !!!

  • grillone

    non diciamolo neanche per scherzo!!!! all’italia serve semmai un popolo unito, altro che guerre civile

  • pantos

    è quello che vogliono i potenti capi burattinai. il caos. le guerre civili sono imposte dai vertici militari degli alleati. o per permettere l’ordine militare successivo. o per avere un governo favorevole (vedere mitragliata dei 2 di alba dorata falasamente rivendicata dai comunisti, ma effetuata da eurogendfor).
    occorre rivolgere la rabbia e la violenza solo verso quell’1% di burattinai che ostacola la sovranità monetaria. è del tutto inutile prendersela coi nostri simili.
    non solo inutile, ma anche improduttivo (vedere le finte primavere arabe, la siria, ecc).

  • neutrino

    spero che tu stia scherzando. Nel caso migliora il tuo stile, perché non è chiaro il tono sarcastico.

  • Divoll

    Articolo provocatorio e di destra.
    In Italia serve un Chavez, non altre guerre.

  • Fedeledellacroce

    Non penso il religioso sia necessario.
    Semmai deleterio e offuscante.

  • steion

    come no? quel che serve è una guerra (civile), fatta da gente a consapevolezza zero, senza neanche sapere bene il perchè, e senza saperne niente l’uno dell’altro. così, tanto per cambiare…
    potere ai bimbi-minkia!

  • rocks

    A casa mia guerra civile è una guerra a bassa intensità (per modo di dire), cove a scontrarsi sono diverse fazioni armate. Se tu vuoi dire che la classe politica non fa il suo mestiere, ma lo fa negli interessi d’altri o di se stessi… bé chiamiamo tutto ciò in altro modo.

  • eresiarca

    Guai a chi soffia sul fuoco delle guerre fratricide. Guai a lui. L’Italia ha bisogno di concordia (che non a caso è… affondata!) e di un capo che sappia galvanizzare quanto giace sedimentato e affossato con ogni artificio dagli stregoni della democrazia.

  • Primadellesabbie

    L’immaginazione può essere quella di una persona responsabile, frutto di attenzione, sensibilità, coraggio, capacità di far coesistere tensioni apparentemente inconciliabili e di ammettere come indispensabili concezioni che non gli appartengono, depurata di ogni futilità; può essere altresí la fantasia sfrenata cui si affida il sognatore privo dell’autoeducazione indispensabile a maneggiare queste cose, poggiata su emozioni o desideri superficiali, é un prodotto nefasto della mente, invadente, difficile da sopportare, di nessuna utilità ma facile da adottare e farsene possedere. Molto diffuso e spesso contrabbandato per prodotto di una qualche genialità.

    Non solo la dimensione religiosa é indispensabile ma lo é addirittura la collaborazione di un potere spirituale. Se solo i marxisti avessero inteso l’ateismo in un altro modo, non saremmo qui a fare questi discorsi.

    Condivido la visione di una guerra in corso, teorica e materiale di tutti contro ciascuno (se il tuo turno non é per oggi, sarà per domani), intesa alla distruzione di ogni resistenza al meccanismo, a scoraggiare qualsiasi possibilità alternativa e, attraverso il furto ella realtà, a deprivare della possibilità di accesso a qualche maniglia di emergenza: c’é bisogno di poggiare su una qualche realtà perché lo Spirito Santo ti veda (mi scuso per quest’ultima leggerezza, ma confido che si capisca).

  • ilsanto

    Errore la guerra c’è già e si vede benissimo : è la guerra di una minoranza che come Berlusconi si è fatta le sue leggi e strutture e con queste stà emarginando gran parte della popolazione il che vuol dire che non servi più e puoi morire di fame. Certo non è una bomba ne un fucile ma uccide ugualmente. Il problema è che mentre questa fazione è perfettamente attrezzata l’altra quella emarginata brancola nel buio e non ha ancora capito che la stanno massacrando non ha più un partito ne un sindacato a cui far riferimento ne tanto meno si aggrega in qualche modo ne si riconosce come classe ed ovviamente non ha armi per difendersi. Peggio mentre la minoranza agisce a livello globale la maggioranza in via di estinzione (di questo sto parlando olocausto come è successo agli ebrei) pensa ancora che le camere a gas siano docce e non vede fuori dal recinto dello stato nazione che oramai non conta più nulla e spera nei politici che sono i nuovi kapò.

  • gm

    ma chi la farebbe questa “guerra civile”? Le schiere del PDL contro quelle del PD? da ridere! Oppure il M5s contro gli altri? Da ridere anche questa.
    In italia non c’è e non ci sarà per un bel pezzo ancora nessuna guerra civile ma, tutt’al più, ci sarà il colpo di mano di qualche fazione di potere contro qualche altra …cioè solo un golpe più o meno piccolo, naturalmente appoggiato dalla potenza colonizzatrice (Usa)…magari qualcosa in stile egiziano, spacciandosi per salvatori della patria e dicendo di basarsi sul consenso dei cittadini.
    Più di uno si augura che questo avvenga (e non si tratta solo di Piotr o di fascistoidi ma anche di qualche fior fiore di intellettuale post-marxista).
    Penso addirittura che se accadesse qualcosa del genere gran parte degli italiani non ne sarebbe neppure troppo contrariata, anzi forse non lo sarebbe per niente, tale è lo schifo che prova per questi governi fotocopia che si succedono con la benedizione del vecchio del quirinale, degli Usa e degli altri centri di potere disseminati in italia e in europa.
    Per il momento il golpe lo stanno già facendo ma sotto traccia, per così dire. Ma è possibile che la situazione precipiti al punto da richiedere qualcosa di più decisivo e senza tanti orpelli più o meno democratici.
    Più che una guerra civile o un golpe, preferirei dire che l’italia avrebbe bisogno di una gigantesca ondata di indignazione e di sollevazione popolare. La risposta sarebbe probabilmente il solito golpe ma almeno in questo caso non è detto che i golpisti poi la passerebbero liscia.

  • Ercole

    All’umanità serve una rivoluzione di classe contro il capitalismo e la distruzione dei servi della borghesia il loro sistema fa acqua da tutte le parti ,è putrido ,corrotto ,fatiscente, è nauseante :non ci resta che abbatterlo proletari di tutto il mondo uniamoci.

  • Allarmerosso

    >

    All’autore vorrei chiedere e tu che parli tanto di anime belle avresti le palle di andare per strada a sparare ????? O di cagheresti in mano al primo schioppo ???

    Parlare di guerra civile dietro una scrivania davanti ad un PC ahahahahahahahahahah.

  • ilsanto

    Giusto ma mentre il capitalismo sono poche persone ricchissime e super organizzate con agganci nelle strutture sovranazionali e controllo dei politici negli stati. i “proletari” sono tanti ma assolutamente divisi e disorganizzati e senza nessuna visione internazionale e senza nessun potere. Quindi il primo passo è costituire una classe che faccia sentire solidali disoccupati, precari, operai, impiegati, partite iva, artigiani. non come i nostri sindacati che guardano se lo fanno nel loro orticello, non solo ma bisogna travalicare i confini e unire i popoli ma quì mi fermo perche come li unisci gli Italiani coi Cinesi ? è difficilissimo non trovi ?